Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for 11 marzo 2020

Cordoglio di tutti i farmacisti italiani per la scomparsa del dottor Roberto Stella

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

“Il Comitato Centrale della FOFI e tutti i farmacisti italiani esprimono il loro cordoglio per la scomparsa del dottor Roberto Stella, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Varese” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli. “La sua vita e le circostanze della sua morte, a causa dell’infezione da nuovo Coronavirus, esprimono in massimo grado la passione, la competenza e la dedizione che sono i più importanti valori di tutti i professionisti della salute italiani. E’ grazie all’impegno di persone come Roberto Stella che il nostro paese potrà superare anche questa emergenza e, a questo proposito, molto si potrebbe aggiungere, ma in questo momento di grande tristezza preferiamo rimanere in silenzio”.

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Scienza Contagiosa: le lezioni virtuali di Frascati Scienza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

In piena emergenza Coronavirus, con le scuole chiuse e le uscite limitate, come misure di contrasto alla diffusione del virus, Frascati Scienza vuole contribuire e dare il proprio sostegno a tutti gli studenti e le studentesse confinati a casa.Arriva Scienza Contagiosa, il programma di lezioni virtuali a cura dei membri del Comitato Scientifico dell’associazione.Si tratta di un programma di lezioni multidisciplinari e interattive (della durata circa di 45/60 minuti) accessibili a studenti e studentesse di ogni ordine e grado. Grazie alla multidisciplinarietà dei componenti del Comitato, la programmazione delle “virtual classroom” spazierà dalla fisica delle particelle, alla rivoluzione industriale 4.0 e, non poteva mancare un momento di approfondimento dedicato al virus che sta mettendo in ginocchio l’Italia e anche il resto del mondo, insieme ai partner dell’Istituto Superiore di Sanità e alla Dr.ssa Caterina Rizzo, medico epidemiologo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Si inizia giovedì 12 marzo alle ore 11. A Catalina Curceanu, primo ricercatore dei Laboratori di Frascati dell’INFN il compito di inaugurare la prima lezione virtuale di Scienza Contagiosa con l’intervento. La magia degli acceleratori di particelle: dalla caccia alla materia oscura alla terapia dei tumori. Scopriremo gli acceleratori di particelle – come il LHC di Ginevra e DAFNE dei LNF-INFN – strumenti che ci aiutano a conoscere il mondo, dalla struttura dell’atomo a quella delle stelle, ma anche ottimi alleati nella cura dei tumori.Per entrare a far parte della virtual classroom basterà seguire la diretta sui canali Facebook e YouTube di Frascati Scienza. Nel primo pomeriggio è prevista una replica su Instagram.
Il secondo appuntamento è fissato per lunedì 16 marzo ore 11, dal titolo Industria 4.0 e cybersecurity: Matrix è adesso. La digitalizzazione sta investendo tutti i comparti produttivi, dando vita a quella che è comunemente conosciuta come la quarta rivoluzione industriale. Centinaia di miliardi di dati, formano i tasselli di enormi quantità di informazioni che riguardano la nostra vita quotidiana. Quanto si può scoprire di noi dai nostri dati e quanto questi sistemi sono sicuri?Se ne parlerà nell’incontro a più voci insieme a Sabina Di Giuliomaria, Responsabile Divisione CERTBI del Dipartimento Informatica della Banca d’Italia.
Gennaro Iasevoli, Prorettore alla Ricerca e all’Internazionalizzazione presso Università LUMSA e Giovanni Mazzitelli, primo ricercatore presso i Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN.
Partecipare è semplice e gratuito, basterà seguirci nei giorni e agli orari indicati sui canali ufficiali di Frascati Scienza: accedendo alla pagina Facebook, oppure facendo l’iscrizione al canale YouTube e seguire la diretta. Per coloro che non saranno disponibili agli orari stabiliti, verrà predisposta una replica per la IG TV del profilo Instagram. (fonte: frascatiscienza.it)

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La guerra sul greggio non aiuta i mercati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Con il mondo e i mercati concentrati sul coronavirus, neppure i produttori di petrolio sono riusciti a trovare un accordo. Venerdì si sono interrotti i negoziati tra l’Opec e la Russia sul taglio della produzione. L’Arabia Saudita ha risposto tagliando il costo del barile, muovendo la prima mossa di quella che si configura come una guerra dei prezzi. Il prezzo del greggio è caduto del 25%-30%, aggiungendo un nuovo motivo di preoccupazione per i mercati.La guerra dei prezzi è raramente una buona idea. I Sauditi stanno ripercorrendo una strategia che hanno tentato in passato con scarso successo. L’idea di fondo è spingere fuori dal mercato i produttori che hanno difficoltà ad abbassare i costi (specialmente gli Stati Uniti). L’ultima volta che ci avevano provato il sistema del credito aveva contribuito a tenere i produttori a galla. Probabilmente la convinzione è che questa volta sarà diverso. Da un punto di vista strategico, la mossa potrebbe anche essere letta come un tentativo aggressivo per convincere tutti i produttori – inclusa la Russia – a tagliare l’offerta.Ovviamente in una condizione di mercato straordinaria, come quella in cui ci troviamo, l’effetto di questo tipo di notizie è molto maggiore del solito. Il mercato del petrolio sta vivendo sia uno shock della domanda sia dell’offerta (con l’aumento tattico della produzione saudita) e le conseguenze sul prezzo sono quelle che vediamo in questi giorni. Si tratta di un taglio che ha delle conseguenze importanti sull’economia. Il petrolio rappresenta per molti settori una voce di costo rilevante o una fonte notevole di ricavi. Quando il prezzo si muove così tanto, si verifica un impatto che può essere positivo o negativo a seconda del comparto, rimescolando le carte e creando ulteriore incertezza.Il prezzo inferiore del barile è una buona notizia per molti, specialmente attraverso costi di trasporto più bassi, l’effetto di questo beneficio sarà però parzialmente vanificato da una domanda che resta congelata, almeno per le prossime settimane. Le aspettative di inflazione cadranno ancora più in basso di quanto già siano. Se molte famiglie saranno contente di pagare meno, la situazione per la politica diventa più complessa, in un contesto dove si teme più la deflazione che l’inflazione e la politica monetaria ha sparato molte cartucce: il riferimento ovvio è al taglio di 50 punti base del tasso messo in atto dalla Fed, su cui già pesavano critiche per il tempismo troppo precoce.La reazione di mercato è molto marcata. L’indice VIX ha raggiunto un nuovo picco. I ‘porti sicuri’ continuano invece a crescere. Il contesto è molto polarizzato: il rischio paga, gli asset difensivi crescono. Non c’è spazio per le sfumature. Riteniamo che la volatilità continuerà nelle prossime settimane. Riteniamo che la volatilità possa andare avanti nelle prossime settimane, ma continuiamo a ritenere che situazioni di questo tipo possano rientrare anche nel breve termine: si tratta di uno scenario base che mettiamo in discussione ogni giorno in una situazione che resta fluida. Crediamo che a un certo punto ci sarà spazio per aumentare l’esposizione azionaria (il posizionamento di Moneyfarm di partenza era relativamente conservativo), ma questo momento non è ancora arrivato. Il presente scenario può essere complesso per gli investitori e il nostro consiglio resta sempre lo stesso: focalizzarsi sul lungo termine e lavorare per massimizzare i ritorni in ottica lungimirante.

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Cambridge a fianco dei docenti italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

In pochi giorni il libro digitale e l’insegnamento a distanza sono diventati aspetti fondamentali per garantire la continuità didattica agli studenti italiani. Cambridge University Press, con il supporto del partner tecnico bSmart, ha deciso di dare il suo contributo per venire incontro alla difficoltà di tanti docenti d’inglese.Data la difficoltà di molti insegnanti di reperire contenuti di qualità, Cambridge University Press ha deciso di aprire gratuitamente a tutti, insegnanti e studenti, la versione digitale dei suoi corsi per le scuole medie e superiori per l’insegnamento della lingua inglese.Uno sforzo tecnologico considerevole visto che tra i circa 14mila docenti e 600mila studenti che utilizzano libri editi dalla Cambridge University Press vi è stato un forte aumento dell’interesse per la parte digitale dei propri corsi: “in appena cinque giorni sono stati attivati 40mila nuovi ebook e sono state create più di 3mila classi virtuali, il 12% in più di tutte quelle create nei sei mesi passati dall’inizio dell’anno scolastico”, racconta Emanuele Putignano, CEO bSmart Labs.Un contesto in cui la didattica tradizionale è bloccata, il libro digitale diventa un alleato fondamentale offrendo risorse, mappe concettuali ed esercizi interattivi, a cui si aggiunge la possibilità per i docenti, attraverso le classi virtuali, di assegnare e correggere i compiti, inviare messaggi all’intera classe o a singoli studenti e dare valutazioni.Proprio per aiutare ulteriormente i docenti ad affrontare l’attuale situazione, bSmart e Cambridge University Press hanno sviluppato a tempi di record la nuova funzione Lezioni LIVE che permetterà di fare lezioni in live streaming direttamente sulla stessa piattaforma da cui si accede al libro digitale. Uno strumento che sarà attivo a partire da fine settimana e che permetterà di annullare le distanze, aumentare il coinvolgimento e garantire una routine didattica regolare. In aggiunta, sono anche state implementate delle speciali bacheche generate sulla base delle esigenze dei docenti, in modo da dar loro uno strumento per mantenere vivo il rapporto con la classe e condividere in modo semplice e sicuro risorse e materiali. Infine, la funzione di sintesi vocale del libro liquido faciliterà lo studio anche per chi ha bisogni speciali e si trova in una posizione di particolare fragilità.I corsi della Cambridge University Press, in versione digitale, saranno interamente disponibili fino a luglio sul sito https://bsmart.it/ che ospita la versione digitale dei corsi creati per la scuola italiana dalla Cambridge University Press .Il supporto della Cambridge University Press non si fermerà qui: dalla prossima settimana, gli insegnanti italiani d’inglese della scuola media e superiore potranno infatti usufruire di una serie di lezioni a distanze tenute da formatori madrelingua inglese esperti in e-learning.

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Pediatri di famiglia: Ragazzi restate a casa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Ne sono convinti i pediatri di famiglia della FIMP che lanciano una nuova iniziativa proprio per creare tra i ragazzi consapevolezza sul ruolo che possono avere nel ridurre la diffusione del virus. “Sì ad attività fisica all’aria aperta a distanza di sicurezza, no ad appuntamenti in luoghi chiusi e affollati è il primo punto contenuto nel poster, da oggi disponibile negli studi di oltre 7000 pediatri di cure primarie e sui nostri social” annuncia Paolo Biasci, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri.“Sappiamo di poter contare sui ragazzi. L’importante è far capire le conseguenze di comportamenti irresponsabili per la propria comunità, i genitori e i nonni. Non dobbiamo allarmarli. Parliamo loro con l’onestà e la chiarezza necessarie e otterremo una collaborazione cruciale per il contenimento dei contagi. Ripuliamo il campo dalla mole di suggestioni che arrivano dal web e focalizziamoli su alcuni semplici norme di comportamento da seguire”.“Si tratta di un fumetto e 6 regole – spiega Mattia Doria, Segretario nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della FIMP – per evitare di contrarre e trasmettere il virus, scritte con un linguaggio semplice e sintetico: si va dall’igiene personale alla pulizia dei dispositivi che utilizzano, dal no a strette di mano, baci e abbracci al sì alle tecnologie che permettono di restare in contatto con gli amici”.“Ribadiamo che i ragazzi sono possibili grandi alleati nel contrastare l’epidemia di Covid-19 – ricorda il Presidente FIMP Biasci – e questa è comunque un’importante opportunità perché imparino regole di igiene utili per evitare il contagio di tutte le malattie a trasmissione aerea che incontreranno nella vita”.“Abbiamo voluto accompagnare questa campagna con gli hashtag #distantimainsieme #solounitisivince #stiamoacasa perché, nel relativo isolamento cui sono costretti, gli adolescenti trovino un modo per sentirsi vicini in questa battaglia. Usiamo la rete – conclude Biasci – per avere e offrire comunicazioni certificate. Le raccomandazioni per le famiglie, quelle per i bambini e le regole di comportamento da tenere in ambulatorio sono già disponibili su tutti i canali social di FIMP”.

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Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

La chiusura delle scuole ha spinto il MIUR e molti istituti scolastici ad attivare diverse forme di didattica a distanza: video-tutorial, piattaforme digitali, moduli di e-learning… Proprio per rispondere alle esigenze di tutti gli alunni, anche degli studenti con Bisogni Educativi Speciali, Erickson propone Dida-LABS (https://www.erickson.it/it/approfondimento/dida-labs/), un ambiente online gratuito per il supporto di attività didattiche della scuola Primaria da svolgere a distanza. Oltre 5.000 docenti si sono già registrati alla piattaforma.Dida-LABS presenta oltre 400 attività multimediali create dagli esperti di Erickson per rafforzare e potenziare le capacità dell’alunno, attraverso esercizi e giochi motivanti, negli ambiti della letto-scrittura e della matematica. Le attività proposte, basate sui principi fondanti il processo di apprendimento dell’alunno, hanno ampiamente dimostrato la loro efficacia in ambito didattico e riabilitativo di recupero/sostegno.L’insegnante è libero di scegliere gli esercizi e le attività più adatti per ciascun alunno:
in base al programma svolto, in corso di svolgimento e da svolgere, negli ambiti della letto-scrittura e della matematica;
personalizzando/individualizzando la didattica per ciascun alunno, con particolare attenzione a quelli che presentano Bisogni Educativi Speciali;
modulando nei tempi e nei livelli di difficoltà le sessioni di lavoro a seconda delle diverse necessità.
Inoltre, l’insegnante può monitorare lo svolgimento delle attività e l’andamento di ciascun alunno, in modo facile e immediato grazie alle funzionalità della sezione “Report”.Dida-LABS, grazie alla possibilità di personalizzare e individualizzare esercizi ed attività, permette di attuare una didattica a distanza realmente inclusiva.«Non dobbiamo dimenticare che per gli alunni con disabilità l’inclusione significa apprendimento e partecipazione, cioè relazione con insegnanti e compagni, e dunque questo sarà un periodo difficile. Dida-LABS vuole essere un aiuto prezioso per attuare una didattica a distanza realmente inclusiva.» afferma Dario Ianes, docente di pedagogia e didattica speciale alla Libera Università di Bolzano e co-fondatore del Centro Studi Erickson. Per accedere a Dida-LABS: https://www.erickson.it/it/approfondimento/dida-labs/

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Federica Web Learning è online

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Federica cambia look. La piattaforma multimediale di Web Learning dell’Università di Napoli Federico II, nata nel 2007 come progetto pioneristico di alta formazione online, rinnova la sua immagine. Il restyling verrà presentato in tutta Italia con una campagna adv on air, a partire da oggi.Federica Web Learningè un’eccellenza mondiale nella formazione senza limiti: prima single-university platform europea, è nella top 10 mondiale per produzione di Massive Open Online Courses (MOOC), che hanno raggiunto, in pochi anni, oltre cento milioni di learner sui principali aggregatori globali di formazione, offrendo una risposta didattica innovativa ai bisogni formativi delle generazioni digitali.
Un sapere senza limiti, oltre i confini dello spazio e del tempo, non solo per la sua ampiezza ma anche grazie alle nuove tecnologie che con Federica realizzano il più democratico dei principi illuministi: la condivisione della conoscenza. Questa l’ispirazione della campagna, che cerca di rendere anche visivamente l’idea di un sapere che da sempre è l’unico strumento di emancipazione per l’uomo, come recita il payoff di Federica: Expanding Education. Federica Web Learning conta circa 200 MOOC multidisciplinari, disponibili su Federica.eu (www.federica.eu), tutti ideati e realizzati con docenti dell’Università di Napoli Federico II e con la faculty di prestigiosi Atenei nazionali e internazionali, in collaborazione con un team di giovani professionisti specializzati nelle competenze chiave dell’education technology.Tutti i corsi di Federica sono accessibili gratuitamente da tutti gli studenti universitari italiani, e dai docenti che vogliano adoperarli per supportare o integrare i propri insegnamenti. Una opportunità tanto più preziosa in questa congiuntura drammatica di interruzione delle lezioni in aula.Con la nuova piattaforma, Federica.eu rafforza la sua leadership nella galassia in espansione dell’e-learning, fedele alla sua mission di servizio gratuito e ad accesso libero per l’alta formazione universitaria.

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M5S Lombardia. Aler: Corte Costituzionale boccia propaganda della Lega

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

“Ancora una volta la Corte Costituzionale boccia la propaganda elettorale della Lega. Non sono in grado di scrivere leggi a tutela dei cittadini e delle famiglie in difficoltà. Si possono, e si devono, individuare iniziative che realizzino concretamente il diritto alla casa per i lombardi senza scadere in facili pregiudizi e discriminazioni, ad esempio con un piano strutturale per aumentare dopo anni l’offerta abitativa in Lombardia”, così Nicola Di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta la bocciatura della Corte Costituzionale del requisito di 5 anni di residenza per l’accesso all’edilizia pubblica in Lombardia.

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Coronavirus: Unc, direttiva Viminale contrasta con l’Ocdpc n. 646

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

“La Direttiva n. 14606 dell’8 marzo 2020, pubblicata finalmente sul sito del ministero degli Interni, è in palese contrasto con l’Ocdpc n. 646 dell’8 marzo 2020 della Protezione civile ed interpreta in modo molto più restrittivo quanto prevede il DPCM 8 marzo 2020, persino sui motivi di salute” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Mentre nella Direttiva del ministro dell’Interno ai Prefetti per l’attuazione dei controlli nelle aree a contenimento rafforzato, si stabilisce che rileveranno, ai fini della verifica delle motivazioni dello spostamento dei lavoratori “elementi documentali comprovanti l’effettiva sussistenza di esigenze lavorative, anche non indifferibili”, mentre le situazioni di necessità sono quelle in cui “lo spostamento è preordinato allo svolgimento di un’attività indispensabile per tutelare un diritto primario non altrimenti efficacemente tutelabile”, nell’Ocdpc n. 646 dell’8 marzo 2020 della Protezione civile, per quanto non ancora pubblicata in Gazzetta, ma disponibile sul sito e resta nota da tutti gli organi di informazione, si stabilisce che, il DPCM 8 marzo 2020 “non vieta alle persone fisiche gli spostamenti su tutto il territorio nazionale per motivi di lavoro, di necessità o per motivi di salute”.
“Una bella differenza. La Direttiva, oltre a introdurre l’ipotesi di lavoro non indifferibile e di diritto primario non altrimenti tutelabile, pone vincoli molto più restrittivi persino per la salute. Non basta, infatti, che il cittadino debba fare un esame o una terapia medica, ma prevede che l’interessato per potersi spostare, deve “sottoporsi a terapie o cure mediche non effettuabili nel comune di residenza o di domicilio”. Insomma, non si è nemmeno liberi di scegliere l’ospedale dove fare la terapia, se posso farla dove risiedo!!!” prosegue Dona.”Siccome la Direttiva ribadisce che la veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata ex post, e che quindi, non basta la compilazione del modulo fatta in buona fede per salvarsi, è inaccettabile che il Dpcm 8 marzo sia scritto in modo così generico e poco chiaro, da lasciare così ampia discrezionalità nella sua interpretazione, tanto che persino Protezione Civile e Viminale lo interpretano in modo così differente” prosegue Dona.”Ribadiamo, quindi, che, fino a che non si chiarirà quali devono essere le comprovate esigenze lavorative o le situazioni di necessità, a nessun cittadino che si sta recando al lavoro, salvo per chi viola la quarantena, potrà mai essere imputato il reato di inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, ossia l’art. 650 del Codice penale” conclude Dona.

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Quali sono le connessioni davvero fondamentali per un sistema complesso?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Quali link, se allentati o rimossi, possono portarlo al collasso? Se consideriamo che le reti (dalla rete neurale del cervello alle reti sociali e a quelle stradali, per citarne solo alcune) sono elementi strutturali del mondo concreto in cui viviamo – che è a sua volta una grande rete – l’importanza scientifica del tema è evidente. Una recente ricerca condotta dall’Università di Parma ha compiuto la più ampia analisi comparativa tra strategie volte a individuare i legami importanti nelle reti reali ad alta complessità. Lo studio è confluito nell’articolo A comparative analysis of link removal strategies in real complex weighted networks, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale “Scientific Reports”.
Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricerca coordinato da Davide Cassi, docente di Fisica della materia al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma, in collaborazione con Francesco Scotognella del Politecnico di Milano e Daniele Bevacqua del Centro INRA di Avignone. Per il Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma, oltre al prof. Cassi, lo studio ha coinvolto Michele Bellingeri, post doc al Dipartimento ed esperto in sistemi complessi, in qualità di primo autore della ricerca, e Roberto Alfieri, che ha coordinato le simulazioni effettuate tramite la rete di calcolatori per calcolo a elevate prestazioni (High Performance Computing, HPC) dell’Ateneo. L’utilizzo dell’infrastruttura di calcolo HPC dell’Università di Parma ha consentito di raggiungere in poche ore risultati che avrebbero richiesto diverse settimane su calcolatori tradizionali o, per le reti più complesse e di maggior dimensione, che non sarebbe stato possibile ottenere.Le reti o grafi sono astrazioni matematiche composte da nodi e legami (link) capaci di rappresentare un gran numero di sistemi complessi reali. Il mondo concreto può infatti essere descritto da una moltitudine di reti complesse interconnesse tra loro e funzionanti in parallelo. Il cervello umano è una rete di neuroni che comunicano tra loro tramite sinapsi, e rendono cosi possibile l’intricato funzionamento dell’encefalo, coordinando movimento, ideazione, memoria e molto altro. Le reti sociali sono composte da individui e dalle relazioni che intrattengono: rapporti di amicizia, collaborazione lavorativa o affettiva. Le reti stradali connettono città, luoghi di lavoro e di svago, permettendo lo sviluppo delle relazioni sociali. Data la loro presenza ubiqua, comprendere i meccanismi che governano il funzionamento delle reti reali è un problema interdisciplinare di grande importanza scientifica.Lo studio pubblicato su “Scientific Reports” propone e compara l’efficacia di undici strategie computazionali nel classificare l’importanza dei legami nelle reti reali. Per capire se un legame è importante nel funzionamento della rete, i ricercatori hanno utilizzato un procedimento di ingegneria inversa, simulando il funzionamento della rete tramite parametri, prima e dopo la rimozione dei legami. I legami che producevano il maggior collasso dei parametri di funzionamento della rete sono stati quindi identificati come importanti per il sistema. Lo studio fornisce metodi generali e interdisciplinari per gerarchizzare l’importanza dei legami tra nodi in reti derivanti da diversi ambiti scientifici.I ricercatori hanno anche scoperto come i link più importanti per il funzionamento del sistema siano molto spesso i legami sopra cui transita il maggior numero dei cammini più corti tra coppie di nodi. Questi legami fungono da snodi fondamentali nella trasmissione di informazione nella rete e si rivelano componenti cruciali per il funzionamento del sistema. Reti provenienti da ambiti del reale molto differenti tra loro, dai sistemi neurali ai legami di amicizia, fino alle connessioni intercorrenti tra aeroporti, possiedono caratteristiche comuni e universali di struttura. Questa similarità di struttura preluderebbe a una più profonda somiglianza di funzionamento ed evoluzione tra reti, aprendo la strada a future indagini volte a chiarire i meccanismi fondanti i sistemi che sostengono la complessa rete-mondo in cui viviamo.

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“Covid-19: cosa sta diventando virale, esattamente?”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

A cura di Colin Moore, Global Chief Investment Officer di Columbia Threadneedle Investments. La domanda nel titolo non si riferisce tanto al coronavirus Covid-19, quanto alla rapida diffusione della paura per le conseguenze dell’epidemia. Secondo il Collins Dictionary, una storia diventa virale quando “si diffonde rapidamente e ampiamente su Internet, sui social media e via email”. Anche altre definizioni che ho letto contengono riferimenti alla velocità e all’ampiezza della diffusione, ma non all’accuratezza dei fatti.
L’epidemia di Covid-19 è un fenomeno estremamente complesso da comprendere con precisione a livello globale, per via delle numerose variazioni e interdipendenze. Ovviamente, la nostra più grande preoccupazione e solidarietà va alle persone direttamente colpite dal virus e alle loro famiglie. Tuttavia, per comprendere i potenziali impatti economici e finanziari dobbiamo mantenere un atteggiamento distaccato, tracciando una chiara demarcazione tra gli effetti di breve termine e quelli di lungo termine/permanenti. La paura del Covid-19, con la sua veloce diffusione, sta influenzando molteplici aspetti dell’attività quotidiana. Le foto di negozi, strade e fabbriche vuote abbondano. Gli eventi sportivi, i grandi saloni dell’auto e altri eventi sono stati cancellati e le università hanno sospeso i programmi di studio all’estero. Le compagnie aeree annunciano l’annullamento di trasferte di lavoro e viaggi di piacere. Le immagini di giornalisti che realizzano servizi televisivi indossando mascherine sono diventate onnipresenti. L’analisi di infezioni passate, come la SARS e la MERS, fornisce informazioni utili ma non conclusive.Il Covid-19 è un virus nuovo con caratteristiche inedite. Sembra avere un tasso di trasmissione più alto, ma fortunatamente un tasso di letalità più basso, rispetto ad altri casi di studio. Ci troviamo dunque di fronte alla seguente dicotomia: quanto più intensi sono gli sforzi di contenimento nell’immediato, tanto maggiori sono le ricadute economiche a breve termine, ma tanto più efficace è l’attenuazione degli impatti a lungo termine. Tuttavia, la contrazione dell’attività economica è un fatto concreto. L’immagine forse più eloquente è stata rilevata dalla NASA e dai satelliti di monitoraggio dell’inquinamento dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che hanno “registrato un calo significativo della quantità di biossido di azoto (NO2) sopra la Cina.” Le immagini nella Figura 1 mostrano la drastica variazione del volume di NO2 tra gennaio a febbraio, in seguito all’introduzione delle quarantene (si noti che il periodo include anche le festività per il Capodanno cinese); ciò implica una marcata riduzione della produzione di energia elettrica, dell’attività industriale e delle emissioni di autoveicoli, che costituiscono un utile indicatore di una parte importante dell’attività economica.
I recenti dati sugli indici dei responsabili degli acquisti (PMI) dei mercati emergenti evidenziano analogamente un sostanziale impatto a breve termine.
Una parte dell’attività economica, quindi, è andata irrimediabilmente perduta. Un semplice esempio è quello del mangiar fuori: se martedì scorso ho cancellato una prenotazione al ristorante, è improbabile che mangerò due pasti fuori martedì prossimo. Altre forme di attività, invece, potrebbero essere state semplicemente differite. Non appena le fabbriche ricominceranno a operare, potrebbero essere necessari turni addizionali di lavoro per ricostituire le scorte. In questo caso l’attività non è andata perduta, ma è stata soltanto rinviata. Ciò nonostante, non si dovrebbe sottovalutare l’entità dell’impatto a breve termine. Il maggior rischio nell’immediato è la liquidità. Se l’attività economica rallenta, rallentano anche i flussi di cassa. L’enfasi sui tagli dei tassi d’interesse è malriposta. Le banche centrali possono dare un contributo, ma i governi devono assumere un ruolo di primo piano nel fornire liquidità, come sembrano avere riconosciuto Hong Kong, Corea del Sud e Italia. Nei periodi di grande paura, la liquidità è un problema concreto. Pertanto, bisognerebbe concentrarsi sull’erogazione di liquidità, anziché sul costo del denaro. Ovviamente i due aspetti sono correlati, ma focalizzarsi sulla liquidità crea maggiori opzioni politiche rispetto al focalizzarsi sui tassi. Dopo la Fed che ha tagliato i tassi di mezzo punto, probabilmente anche le altre banche centrali taglieranno i tassi d’interesse, ma nonostante la stabilizzazione del sentiment di mercato ciò avrà un impatto limitato sulla fiducia dei consumatori e delle imprese se rimarrà l’unica risposta.
Comprensibilmente, l’attenzione si è concentrata finora sul Covid-19 stesso. Ciò è stato chiaramente il catalizzatore di una correzione dei mercati, ma dobbiamo riconoscere che le valutazioni nei mercati azionari e obbligazionari statunitensi erano relativamente elevate, data la modesta crescita economica e degli utili. Il rischio di recessione è aumentato a causa degli impatti economici a breve termine provocati della paura del Covid-19, ma un’eventuale recessione sarebbe probabilmente alquanto breve e superficiale, anche se potrebbe rivelarsi più grave nei paesi maggiormente colpiti, come la Cina.Le numerose interdipendenze globali a cui abbiamo accennato richiedono una ricerca approfondita per giungere a una conclusione, ed è su questo che i nostri colleghi ricercatori concentreranno la loro attenzione. Rimangono ancora molti aspetti da capire, per cui questo è il momento di dedicarsi ad una ricerca seria e approfondita, e non a fare congetture sui social media.

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La terapia intensiva privilegia i soggetti giovani?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

“Siamo allarmati per le raccomandazioni che abbiamo visto circolare in questi giorni in merito all’ammissione ai trattamenti clinici e alla loro sospensione, contenute nel documento della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “Tali raccomandazioni suggeriscono di porre un limite di età all’ingresso in Terapia Intensiva, di riservare le risorse che potrebbero essere scarsissime a chi ha più probabilità di sopravvivenza e a chi può avere più anni di vita salvata, in sostanza privilegiando pazienti giovani e sani rispetto ai pazienti anziani, malati e con comorbidità severa il cui decorso è più lungo e consuma più risorse. Comprendiamo bene la necessità di seguire un’ottica di massimizzazione dei benefici per il maggior numero di persone, in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità e risorse disponibili, e riteniamo che per scongiurare quest’ipotesi vada compiuto ogni sforzo possibile, concentrando tutte le risorse nel moltiplicare i posti nei reparti, e soprattutto facendo comprendere alla popolazione intera la necessità di impegnarsi al massimo per evitare il contagio”
“Quel che a tutti deve essere ben chiaro”, prosegue Messina, “è che adottare comportamenti leggeri e non seguire le norme di prevenzione significa mettere a rischio non soltanto la propria salute e quella delle persone più prossime come familiari, conviventi, colleghi, ma la tenuta del sistema e la salute di tutti. Chiunque adotti comportamenti irresponsabili, non rispettando le regole, contribuisce attivamente a mettere tutti noi di fronte a scelte etiche dolorose come questa. Ci troveremo, nel caso in cui il contagio si espanda e la domanda di terapia intensiva cresca ulteriormente, a dover decidere a chi destinare le limitate risorse disponibili e a escludere necessariamente delle categorie. Rispettando le regole possiamo tutti insieme arrestare il contagio. Facciamo appello anche ai datori di lavoro affinché favoriscano lo smart working, e alle famiglie affinché proteggano i più fragili ovvero gli anziani e i malati cronici esposti ai maggiori rischi, facendo anche attenzione ai rapporti tra nonni e nipotini, che possono essere veicolo di contagio. Gli anziani sono la spina dorsale di questo paese, i più fragili si aspettano di essere tutelati, non abbandonati: è per loro che dobbiamo fare ogni sforzo possibile”“Infine”, conclude Messina, “il nostro pensiero va agli operatori sanitari, a medici, infermieri, e a tutti coloro che da settimane stanno rispondendo in modo efficace e coraggioso a questa emergenza senza precedenti nella nostra storia recente, ammalandosi a loro volta, e sostenendo un peso crescente, considerata la difficoltà che si ha nel sostituirli. A tutti loro va la nostra gratitudine per quello che stanno facendo”.

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Le rivolte nelle carceri italiane per il coronavirus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Da diverse carceri italiane vi sono sommosse causate dalle misure introdotte per il contagio da coronavirus che non hanno fatto infuriare i prigionieri. Da questa mattina è in corso una rivolta al carcere di San Vittore di Milano e una quindicina di detenuti sono saliti sul tetto. Sul posto sono arrivate le volanti di polizia. Dalla strada adiacente al carcere si vedono carta e stracci a cui è stato dato fuoco attaccati alle grate di una finestra e getti d’acqua per contenere le fiamme. Nel carcere di Foggia dove alcuni detenuti stanno riuscendo ad evadere venendo bloccati poco dopo all’esterno dell’istituto penitenziario dalle forze dell’ordine. A quanto si apprende i detenuti hanno divelto un cancello della ‘block house’, la zona che li separa dalla strada. Molti detenuti si stanno arrampicando sui cancelli del perimetro del carcere. Sul posto polizia, carabinieri e militari dell’esercito. Un tentativo di evasione è stato segnalato anche al carcere Ucciardone a Palermo. Alcuni detenuti per protesta hanno tentato di svellere la recinzione dell’istituto di pena per cercare di fuggire. Il carcere è circondato dai carabinieri e polizia in tenuta antisommossa. Anche le mura del carcere sono presidiate. La rivolta scoppiata a Modena nel carcere di Sant’Anna ha avuto un esito tragico: tre morti e diversi detenuti ricoverati con ferite. Sei sono considerati più gravi, portati nei pronto soccorsi cittadini e di questi quattro sono in prognosi riservata, terapia intensiva. In tutto sono 18 i pazienti trattati, in gran parte per intossicazione. Ferite lievi anche per tre guardie e sette sanitari. Per un’overdose da psicofarmaci hanno perso la vita anche due detenuti istituti penitenziari di Verona e Alessandria. I due avevano approfittato delle proteste nelle carceri, esplose in seguito alle nuove disposizioni per il coronavirus, per sottrarre psicofarmaci dall’infermeria. Lo riferisce il segretario del Sindacato di Polizia penitenziaria (Spp) Aldo Di Giacomo. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, data l’eccezionale emergenza che stiamo vivendo, sarebbe auspicabile che il nostro Parlamento emani provvedimenti di amnistia o di indulto. D’altro canto, persino nella Repubblica iraniana, in queste ore, è stata disposta la scarcerazione di 54.000 detenuti negativi al test coronavirus con pena residua da scontare non superiore a cinque anni. I provvedimenti di grazia sarebbero coerenti con l’emergenza di cui peraltro non conosciamo ancora le vere dimensioni.

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L’associazione consumatori appoggia ‘Intesa Sanpaolo’ per lo sblocco dell’economia reale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Mai come in questi ultimi anni le banche sono state esempio di mala gestione, al centro delle critiche dei Consumatori e causa delle maggiori perdite economiche per i risparmiatori. Arriva però, un nuovo segnale da Intesa Sanpaolo – così come reso noto dall’AD Carlo Messina – che è nel contempo sfida, esempio e prova che l’istituto di credito, può essere, al pari delle assicurazioni, sostegno dello Stato Sociale e motore dell’economia reale. Donare 100 milioni di euro non è certo alla portata di tutti, donarli finalizzando ad un progetto preciso come quello di aumentare del 50% le capacità ospedaliere pubbliche di terapia intensiva, significa aver coscienza dell’importanza che oggi ricopre questa modalità di ricovero per contrastare il coronavirus. “Il gesto di Intesa – fanno sapere dalla Konsumer Italia – ci ricorda che donare allo Stato non è semplice, la burocrazia, dominante in tutte le operazioni che coinvolgono l’interesse pubblico, ne rallenta notevolmente la disponibilità. Salvare la vita e aumentare del 50% le possibilità di intervenire, rispetto a quanto sopporterebbe il nostro sistema sanitario, è fondamentale. Chiediamo per questo al Governo di favorire con un decreto le operazioni che portano ad un beneficio Pubblico, eliminando quei lacci, che sicuramente sono utili quando di fronte abbiamo la criminalità, ma assolutamente dannosi davanti ad un intento come quello rappresentato da Carlo Messina ed il cui beneficio è tale se immediato. Intesa Sanpaolo peraltro, non si è fermata alla donazione, si è fatta portatrice sana di disponibilità liquida a vantaggio delle imprese mettendo a disposizione ben cinque miliardi, per sostenerle con il credito in questo contesto che ne mina l’operatività. Ben 10 miliardi se lo Stato ne garantisse 1; la strada del decreto si inserirebbe in quelle misure straordinarie che hanno già avviato l’impegno di 7,5 miliardi da parte del Governo e che ora potrebbe, con Intesa, essere volano per imprese e privati. Si andrebbe ad attenuare notevolmente la crisi dell’economia reale, in relazione al fermo delle attività che si va prospettando. Da Associazione Consumatori non potevamo non sottolineare l’impegno dichiarato dal numero uno di Intesa, un segnale di speranza rispetto ad un comparto economico che ci ha dato molte delusioni, un impegno che rilancia l’importanza di settori economico/finanziari, che quando ben gestiti rappresentano la vera garanzia di reazione del Paese e sostegno allo Stato Sociale.”

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Coronavirus: si chiede la sospensione delle bollette in scadenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Le nuove disposizioni del Governo contenenti tutte le misure utili a garantire la salute pubblica in questo delicato momento per il Paese chiedono ai cittadini di non muoversi da casa. È fondamentale adottare comportamenti responsabili, per preservare la propria salute e quella degli altri, per questo invitiamo tutti al massimo rispetto delle misure disposte dal Governo, che apprezziamo e delle quali ci facciamo promotori. In questo frangente riteniamo opportuno che le aziende e le società dispongano urgentemente una sospensione di tutti i pagamenti di bollette, rate di finanziamenti, mutui, rette scolastiche, fino a che dura il periodo di emergenza a nuove disposizioni del Governo. Al di là di chi ha la possibilità di operare attraverso l’home banking, chi non può uscire di casa è impossibilitato ad effettuare il pagamento per cause di forza maggiore che non dipendono dalla sua volontà e non deve in alcun modo essere sanzionato o penalizzato per questo. Nessuno, anche in caso di impossibilità di pagamento, deve vedersi negati i servizi essenziali. Anche il Governo, a nostro avviso, è chiamato a operare in tal senso. Analogamente, dal momento che le aree più colpite dal virus sono quelle in cui risiedono molti cittadini che, in questi giorni, avrebbero dovuto presentare domanda di accesso al FIR – Fondo Indennizzo Risparmiatori, la cui scadenza è fissata al 18 Aprile, chiediamo con urgenza al Ministero dell’Economia e al Governo di prorogare questa scadenza almeno fino a quando non sarà superata questa fase di emergenza ed il Governo non emani misure meno restrittive.

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Sanità affossata?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Se analizziamo la spesa del finanziamento ordinario del Servizio sanitario nazionale, dal 2000 al 2017, con governi di vari colori e periodo antecedente al governo Conte 1 e 2, rileviamo che la spesa è passata da 66 miliardi a 112 miliardi, con un incremento medio annuo del 3,2%, dinamica maggiore del Pil nominale che, nello stesso periodo, è aumentato del 2% . L’Eurostat stima la spesa sanitaria complessiva dell’Italia nell’8,9% del Pil, mentre la media europea è del 9,9%. Un punto percentuale in meno, ma uno studio di Bloomberg (2) sull’efficienza dei sistemi sanitari nel mondo, analizzando il rapporto tra costi e aspettative di vita, pone l’Italia al 4° posto dopo Hong Kong, Singapore e Spagna. Il Regno Unito è crollato al 35° posto, la Francia è in 16° posizione. Vero è che la nostra salute è determinata, anche, da situazioni ambientali (clima, alimentazione, ecc.) ma i “punteggi di efficienza” ci pongono tra i primi Paesi.Tutto bene, dunque? Sarebbe sciocco affermarlo, ma non si può dire che i governi, precedenti all’attuale, hanno affossato la sanità pubblica. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Coronavirus, misure di sostegno ai cittadini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Lo scorso 2 Marzo è entrato in vigore il Dl 9/2020 “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” ribattezzato dal media “decreto COVID-19”. Le misure riguardano persone fisiche, famiglie e imprese. Nella nostra scheda pratica ci limitiamo a riportare quelle per i cittadini specificando se riguardano tutto il territorio nazionale o solo i residenti nella “zona rossa” così come individuata dal Dpcm 1/3/2020. Alcune misure ampliano quelle già prese con il DM Min.finanze del 24/2/2020 del quale a suo tempo demmo notizia e che rimane in vigore (1). Altre riguardano i soggetti contagiati, quelli in quarantena e coloro i cui spostamenti sono impediti da disposizioni sanitarie e non.In merito al Dpcm 1/3/2020 e alle zone rosse da questo individuate, c’e’ da sottolineare che ad oggi la situazione è cambiata e il Dpcm 1/3/2020 è stato sostituito dal Dpcm 8/3/2020 che ha allargato la zona rossa a tutta la regione Lombardia e alle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia.
E’ presumibile quindi che in sede di conversione in Legge il Dl 9/2020 venga modificato estendendone la platea dei beneficiari. Fino a tal momento le disposizioni del Dl rimangono comunque in vigore. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Scuola, dall’esame di Stato ai corsi di recupero e alle valutazioni finali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

L’emergenza coronavirus è sempre più seria. Con la firma del DPCM 8 marzo 2020, ci si dirige verso una prolungata sospensione delle attività didattiche, ben oltre il 15 marzo. Per questo riteniamo di dover fare sette proposte precise e concrete al governo Conte e al Miur:Che le scuole vengano chiuse, non semplicemente sospesa l’attività didattica, per la tutela anche del personale ATA, lavoratori della scuola come gli altri.
Che la didattica a distanza non venga imposta in modo obbligatorio a docenti e studenti.
Che l’esame di Stato per quest’anno consista nel solo esame orale e solo sugli argomenti svolti in presenza, perché la didattica a distanza non garantisce in alcun modo lo stesso livello di apprendimento della didattica in aula e non si può svolgere in tutto il territorio nazionale e per tutti gli studenti e le studentesse in egual misura.
Che si dica con chiarezza che nessuno studente a fine anno sarà respinto, perché non siamo nelle condizioni di valutarli serenamente in questo clima di emergenza sanitaria e perché non siamo in grado di garantire il diritto allo studio a tutti tramite la didattica a distanza: il MIUR deve dare indicazioni chiare e precise sull’impossibilità di verificare, interrogare o valutare a distanza invece che esporre le scuole, i dirigenti scolastici e i docenti a ricorsi e contenziosi e a eventuali rischi per la privacy dei minori.
Che si stanzino fondi per corsi finalizzati al recupero del lavoro non svolto nel periodo di sospensione delle attività didattiche, da attivarsi all’inizio del prossimo anno scolastico, quando l’emergenza sarà finita.
Che si aboliscano per questo e i prossimi due anni le prove INVALSI e l’Alternanza Scuola Lavoro, in modo da dedicare tutto il tempo scuola ai contenuti non svolti nel periodo di sospensione dell’attività didattica.
Che il MIUR dispongauna modalità di valutazione del voto dell’esame di Stato, per questo anno scolastico e i successivi due, che preveda come conteggiare il credito scolastico relativo a quest’anno, con ogni evidenza difficile da assegnare in queste condizioni.

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Assistenti per disabili nelle scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

“Gli operatori professionali che svolgono un servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione in favore degli studenti con disabilità delle scuole, rischiano il posto di lavoro. Questi specialisti, causa la sospensione delle lezioni, non percepiranno la retribuzione, in quanto categoria che opera per le scuole, in ragione di un precariato antico, attraverso entro terzi. Lezioni sospese, equivale quindi, all’interruzione delle attività, poiché nella maggior parte dei casi, queste vengono fornite da Comuni, Province e/o Regioni. Anche in questo caso, il governo, è chiamato a tutelare i lavoratori prevedendo o il recupero delle ore di lavoro perse per causa di forza maggiore, oppure, adottando una speciale e straordinaria cassa integrazione. Questa categoria sta infatti già pagando a caro prezzo la mancanza di regole contrattuali chiare e continuative”. Lo dichiara Carmela Ella Bucalo, deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione Lavoro e vice responsabile del Laboratorio tematico Istruzione con delega alla scuola.

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Coronavirus. Quando il diritto alla salute diventa dovere di salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Gradualmente e intensificando le misure, il Consiglio dei Ministri cerca di far comprendere agli italiani che la salute in questo momento non è un diritto ma un dovere. Nei confronti di noi stessi, nei confronti delle persone che potrebbero morire o trascorrere settimane in terapia intensiva se non rispettiamo le regole che ci sono state prima suggerite, poi caldeggiate, poi fortemente raccomandate. Il prossimo passo è imporle con la forza.E’ un dovere nei confronti della nostra sanità (le polemiche sul dimezzamento dei posti letto e sui tagli alla spesa sanitaria, pur ineccepibili, in questo momento dobbiamo posticiparle a quando tutto sarà passato, che ci sia di lezione). E’ un dovere nei confronti di tutti gli operatori sanitari che da settimane espongono se stessi al contagio prendendosi cura dei malati, è un dovere nei confronti dei sanitari per non costringerli a trovarsi davanti alla necessità di scegliere quali pazienti mettere in terapia intensiva e quali no, guardando alle possibilità di sopravvivenza. E’ un dovere nei confronti di tutti coloro che sono impegnati a gestire questa emergenza. E’ un dovere (se preferite una declinazione egoistica) nei confronti del nostro portafogli, perchè prima si risolve la situazione prima torneremo a guadagnare, meno interventi fiscali saranno necessari poi per colmare la voragine che gli interventi economici in deficit con il beneplacito, anche, dell’UE, hanno causato, causano e causeranno. Comprare amuchina e far scorte di pasta per poi rilassarci con un aperitivo in centro (abbiamo visto tutti le immagini dei Navigli di ieri sera) non ci aiuterà. Limitare al massimo possibile i contatti sociali per un mese e seguire le indicazioni “fortemente raccomandate” dal Governo sarà la soluzione per venire a capo di questa brutta vicenda nel minor tempo possibile e per limitare i danni. La salute, insomma, oggi non è un diritto ma un dovere fondamentale. (Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc)

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