Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 11 marzo 2020

Cambio di data da parte di Fiere di Parma e Federalimentare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Cibus 2020 verrà posticipato al mese di settembre, da martedì 1 a venerdì 4. Lo slittamento si è reso necessario a causa della inaspettata evoluzione dell’emergenza CoronaVirus e, in particolare, della crescita dei blocchi aerei da e per l’Italia. Pertanto Fiere di Parma, in accordo con Federalimentare, dopo una approfondita analisi insieme ai rappresentanti degli espositori, della filiera agroalimentare nonché dei buyers internazionali, ha deciso oggi di posticipare Cibus 2020 (inizialmente programmato in maggio) al periodo 1-4 settembre 2020.Questa decisione è coerente con la scelta di Vinitaly di posporre la fiera nonché con il calendario fieristico internazionale, ed è stata portata all’attenzione anche del tavolo di crisi del Ministero degli Affari Esteri sul Made in Italy. Fiere di Parma si è trovata di fronte all’esigenza e priorità di tutelare gli investimenti delle aziende espositrici e il cambio di data sarà decisivo per garantire il medesimo flusso di visitatori e buyers esteri da sempre offerto da Cibus all’aziende agroalimentari italiane.
L’arrivo degli operatori commerciali è divenuto di colpo problematico non solo dall’Asia, cosa in parte prevedibile, ma anche dagli Stati Uniti e dal Nord Europa dove si è creato, nello spazio di giorni, un clima di forte preoccupazione relativamente ai viaggi in Italia.
Nel frattempo il catalogo di Cibus diventa http://www.mybusiness.cibus.it per mettere a disposizione fin d’ora dei visitatori, e in generale degli utenti professionali i quali ora spendono molto più tempo online, un raffinato motore di ricerca che non solo contiene le informazioni a catalogo, ma, a breve, anche tutti i prodotti che le aziende pubblicano sui loro siti, i cui contenuti sono stati indicizzati e federati. Questo consentirà agli utenti registrati di effettuare ricerche approfondite e puntuali e quindi inviare direttamente richieste di fornitura o di contatto. Tutti i contenuti, anche quelli che le aziende non hanno tradotto, saranno editati in modalità multi lingue grazie allo specifico tool. Una evoluzione digitale dei servizi fieristici, dedicata esclusivamente agli espositori di Cibus e quindi al meglio del Made in Italy alimentare, che, visto lo spostamento a settembre della manifestazione, contribuirà ancora di più alla riuscita dell’evento.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Coronavirus e pagamenti in contanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Il denaro contante è per eccellenza ancora molto utilizzato per i pagamenti, sopratutto per quelli di piccola entità. Nello stesso tempo tutti sappiamo che il denaro contante (soprattutto le banconote) sono un canale di trasmissione di ogni tipo di sostanza. Questi giorni al bar, per esempio, tra addetti in guanti e mascherina che devono far rispettare il metro di distanza e trasmissione di soldi, ci sembra logico se qualcuno si chieda a cosa serva la bardatura del barista, rispetto al fatto che, magari, con le stesse mani inguantate prende i soldi e ci porge una pasta (caso limite? Mica tanto…).
Se si chiede di pagare con un bancomat o una carta di credito, si viene guardati di traverso, e in alcuni bar vigono anche i cartelli che recitano “pagamenti con carta minimo 10 euro”…. Comprensibile! Visto che per ogni transazione, i gestori dei pos trattengono ai commercianti commissioni tra l’1 e il 3 per cento, dipende dai loro specifici contratti legati alla quantità del giro d’affari.
E’ da tempo che si parla di queste questioni e, mentre in genere in altri Paesi è normale il pagamento con carta anche per piccole consumazioni, da noi sembra che istituti di credito, gestori di pos e commercianti non riescano a trovare un qualche accordo.
Oggi la motivazione/occasione c’è, ed anche di un certo peso: prevenzione trasmissione coronavirus.
Visto che in questo periodo alcuni istituti si sono anche esposti in donazioni consistenti a destra e a manca per aiutare istituzioni private e pubbliche, quindi un po’ di soldi da parte li hanno… perché non si affronta anche in modo più radicale l’attenuazione preventiva della trasmissione del virus intervenendo sulle commissioni delle carte, incentivando quindi i commercianti a farle utilizzare ai consumatori?Un suggerimento per istituti di credito e legislatori. E anche per i commercianti che, commissioni o meno cambiate, possono dare un loro contributo alla prevenzione e incentivare i consumi presso i loro esercizi. Ricordiamo che, con l’uso di carte per piccoli importi, vigendo il sistema contactless, non si devono neanche toccare i tasti per inserire il proprio pin. (fonte Aduc)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La formazione e la collaborazione in azienda diventano digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

I 10 consigli per workshop a distanza efficaci:
1) Definire gli obiettivi del workshop. «La prima cosa è chiederci qual è il nostro obiettivo: presentare contenuti? Discutere e confrontarsi su temi aperti? Oppure co-progettare soluzioni o piani d’azione? Tutte queste situazioni comportano esigenze diverse – spiega Michela Salvi –. Definiamo quindi se abbiamo bisogno di flussi di comunicazione molto semplici (uno a molti) oppure molto articolati (lavori in sottogruppi, condivisioni in plenaria, continui allineamenti tra i diversi team)».
2) Fornire tutti i materiali che servono, prima dei momenti interattivi. «Le informazioni di contesto possono essere lette off-line dai partecipanti, prima delle presentazioni frontali – continua Salvi. Le interazioni virtuali sono spesso più proficue ma più impegnative di quelle in presenza, e vanno limitate agli scambi veramente fondamentali, quelli in cui i partecipanti hanno l’esigenza di interagire e confrontarsi per produrre risultati concreti».
3) Creare un team di facilitazione. La sua composizione varia a seconda della natura e delle dimensioni del workshop, ma l’esperta di Methodos consiglia di prevedere queste figure chiave: «Un moderatore per le plenarie virtuali, un coordinatore per presidiare lo stato di avanzamento lavori dei diversi team, un responsabile della produzione di contenuti da fornire ai partecipanti (format, istruzioni, template, presentazioni, ecc.), un responsabile della piattaforma tecnologica e dei tool di collaborazione».
4) Distribuire il workshop a distanza su un lasso di tempo più lungo. «Ciò che in presenza richiede una full immersion di due giorni, in remoto probabilmente andrà spalmato almeno su tre o quattro– ricorda Michela Salvi di Methodos. Le pause tra una sessione virtuale e l’altra devono essere più lunghe ma si possono sfruttare per attività da svolgere off-line. Da considerare anche l’eventuale esigenza di adattarsi a diversi fusi orari». Questa diversa gestione del tempo non è necessariamente un male: con una corretta progettazione si possono integrare le attività del workshop nella normale attività giornaliera, riducendo così la necessità di abbandonare per giorni consecutivi la gestione del quotidiano.
5) Fornire a tutti dei modelli per organizzare i contenuti prodotti dai partecipanti. «Senza imbrigliare troppo le scelte dei team, vanno forniti template e format comuni per tutti, in modo da agevolare il lavoro e facilitare il confronto dei risultati finali» sottolinea Salvi.
6) Fissare i momenti di confronto imprescindibili tra team e supervisori. «Anche quando si consente ai gruppi di lavoro di auto-organizzarsi per le sessioni virtuali – consiglia Michela Salvi – bisogna prevedere sempre e comunque momenti obbligatori di allineamento con il team di facilitazione».
7) Non fare avvenire tutto online. Pensando a quando non saranno più in vigore le restrizioni sanitarie, è bene prevedere sempre dei moduli in esterna: visite individuali presso location che possano fornire spunti e ispirazione, presso store che rappresentano una best practice di prodotto o servizio, punti di contatto dei competitor, musei, siti significativi dal punto di vista tecnologico, eccetera. «Questo introduce elementi di creatività e innovazione nella progettazione di soluzioni di business» sottolinea Michela Salvi.
8) Mantenere alto il livello di coinvolgimento e partecipazione con il gioco. «Si può sfruttare la logica dei business game – suggerisce l’esperta di Methodos – per esempio attivando una competizione tra i team: la miglior proposta, il team più creativo, eccetera».
9) Occuparsi (ma non preoccuparsi) della tecnologia. «È importante individuare gli strumenti più adatti per funzionalità e accessibilità, ma quasi tutte le piattaforme di videoconferenza e collaborazione virtuale di uso comune (Webex, Zoom, Teams, Mural, ecc.) oggi offrono tutto ciò che serve per accedere a un processo di collaborazione virtuale» ricorda Salvi.
10) Crederci. Per l’esperta di Methodos l’ultimo consiglio è il più importante: «È il momento giusto per progettare soluzioni mai esplorate».

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Leave a Comment »

Sistema politico e cultura politica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Sono due facce dello stesso problema ma soprattutto dobbiamo capire cosa intendono esprimere e realizzare. Al cospetto di un popolo che detiene una solida cultura politica è agevole supporre che possa derivarne un sistema politico conseguente. Ma questa, purtroppo, sarebbe una situazione ideale che ha ben miseri riscontri nella fattispecie pratica. Mi chiedo, di conseguenza, come si fa a realizzare un “cultura politica” di popolo tale da determinare un sistema politico volto all’evoluzione della vita politica, contemperando le esigenze fondamentali della società con un apparato di incentivi e disincentivi per favorire o ostacolare certe dinamiche economiche e sociali, se non si ha la ferma convinzione che la politica è mediazione per rendere conciliabili, e di conseguenza condivisibili, i bisogni degli uni e i lucrosi profitti degli altri.
Questa ragione va ricercata nei valori che riusciamo a produrre ma innanzitutto al modo come renderli riconoscibili e accettabili nel sentire popolare e che è anche il frutto di una istruzione mirata a tali finalità.
Non ci aiuta di certo il nostro attuale modulo di vita nella logica consumistica, nello sfruttamento selvaggio delle risorse, nei facili arricchimenti, nell’informazione asservita agli interessi di parte e nello smantellamento sistematico dei valori portanti delle istituzioni che ci amministrano e ci governano.
Non ci aiuta in primis la nostra difficoltà ad essere al passo dei tempi che si stanno velocizzando tanto da richiedere risposte più celeri ai nostri bisogni quotidiani dalla circolazione all’istruzione, dal lavoro alla pensione e via con questo procedere.
Ecco perché diventa indispensabile che la politica si appropri del suo significato originale come una guida capace di rispondere celermente alle istanze di una società in continua evoluzione culturale e tecnologica. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La politica nelle istituzioni e tra la gente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Nel momento in cui una comune iniziativa culturale o morale è concepita come alleanza di potere, essa è isterilita, distorta e negata. Ci si può aiutare a servire e ci si può aiutare ad asservire; ma i due modi si escludono a vicenda.
C’è una politica che punta sul potere, per affermare dei valori: è illusoria.
C’è una politica che punta sui valori, per conquistare il potere: è farisaica.
C’è una politica che punta sui valori per farli crescere: Questa politica è valida e se è fatta da persone mature, non c’è pericolo che dimentichi di fare i conti con la realtà “potere”.
Gli italiani, e non solo nel mondo, hanno avvertito, e l’antipolitica ha fatto il resto, le forti contraddizioni tra l’essere e l’agire politico di chi è stato eletto dal popolo in termini fiduciari e chi li ha traditi ingannandoli per le sue miserie umane. L’errore, nell’immaginario popolare, è stato quello di aver associata l’istituzione con chi è stato demandato a guidarla demonizzandoli entrambi.
La verità è che siamo al cospetto di una società divenuta sempre più complessa e frammentata dove a fronte di un suo cambiamento radicale i partiti di massa o quelli creati ex-novo ma con lo sguardo rivolto al passato, non sono riusciti a cogliere il nuovo e il diverso che si prospettava.
Oggi, pur con tutte le nostre contraddizioni si avverte forte nell’opinione pubblica una forma di governo statale in grado di assicurare stabilità, efficienza decisionale, chiaro funzionamento della responsabilità politica dei governanti. C’è chi a fronte di questa richiesta pensa all’uomo “forte” capace di decidere da solo e d’imporre la sua volontà, ammaliato dall’idea del bene comune, e affrancandosi dai mediatori del consenso popolare in auge nelle democrazie compiute. C’è chi cerca un consenso tra i cosiddetti poteri forti cedendo ai loro interessi partigiani per reggere le sorti di un Paese, ma tradendo la volontà popolare con la logica delle promesse e favorito da una “informazione ingannevole”.
A questo punto mi chiedo se allo stato attuale e con i tanti nodi critici che vengono al pettine possiamo ancora far emergere la responsabilità politica in un sistema così compromesso e quindi riportare la democrazia nel suo alveo naturale facendola funzionare a dovere. È senza dubbio un’impresa ardua ma che potremmo affrontare solo se ci convinciamo che sta proprio alla capacità del popolo di determinare ex ante gli indirizzi politici e sulla possibilità di rimuovere i governanti senza spargimento di sangue in seguito a un giudizio negativo in ordine al loro operato, ma non correndo il rischio di cadere dalla padella nella brace. (Riccardo Alfonso da “Studi politici” della Fidest)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

WatchGuard Technologies annuncia l’acquisizione di Panda Security

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

WatchGuard® Technologies, produttore di soluzioni per la sicurezza e l’intelligence delle reti, per il Wi-Fi sicuro e l’autenticazione multi-fattore, annuncia oggi a livello mondiale di aver siglato un accordo definitivo per acquisire Panda Security, fornitore di soluzioni per la protezione avanzata degli endpoint. Una volta completata l’integrazione, la community congiunta di clienti e partner trarrà vantaggio da una potente piattaforma di sicurezza che collega la rete e il perimetro degli utenti, promuovendo quella combinazione di funzionalità di sicurezza innovative e packaging semplificato, capacità di deployment e gestione semplifice, per le quali entrambe le aziende sono conosciute oggi.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola e Università, sospese le attività didattiche fino al 3 aprile in Lombardia e 14 altre province

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Zone rosse nel DPCM dell’8 marzo 2020. Procedure concorsuali in sola modalità telematica. Anief chiede l’estensione delle norme fino a Pasqua su tutto il territorio nazionale e la chiusura delle sedi, la sospensione dei concorsi e del Tfa sostegno, un reclutamento straordinario da GaE riaperte, graduatorie provinciali di istituto e graduatorie Ata 24 mesi, corsi abilitanti e di specializzazione a distanza per chi ha 24 mesi di servizio.Per i virologi le lezioni devono rimanere sospese, tanto vale – afferma il presidente di Anief, Marcello Pacifico – prevederne fin d’ora la sospensione in tutte le regioni italiane per evitare, a priori, assembramenti che possano accelerare la diffusione del contagio. In migliaia già si stanno spostando dalle zone rosse nonostante il divieto. Sarebbe opportuno chiudere scuole, atenei, conservatori, accademie fino al 15 aprile per consentire con serenità ai docenti la programmazione a distanza della didattica. Chiudere e non sospendere la sola attività didattica in quanto la presenza nei plessi del personale amministrativo è inutile, persino uno spreco per i costi di funzionamento degli edifici. Ma oltre a pensare come concludere quest’anno scolastico, bisogna prepararsi all’avvio del nuovo anno scolastico. Servono centomila insegnanti e Ata da immettere in ruolo e per almeno un mese, se non di più, non sarà possibile svolgere in un terzo del Paese un concorso se non in modalità telematica e negli altri due terzi con un candidato che dovrebbe stare a un metro dall’altro. Pertanto, appare sensato sospendere per quest’anno scolastico le procedure concorsuali o selettive in programma, adottare un piano straordinario di reclutamento del personale da quelle graduatorie che sono utilizzate per la chiamata dei supplenti, e di formazione (abilitazione, specializzazione) attraverso le università con modalità telematica per il personale con 24 mesi di servizio che ha già maturato l’esperienza didattica nel sistema nazionale di istruzione, anche su posti di sostegno. Nel frattempo, come sindacato, abbiamo deciso di chiudere tutte le sedi nelle zone rosse, l’accesso al pubblico in tutte le altri sedi e di sospendere le mille assemblee sindacali in programma, garantendo consulenza telematica e telefonica, webinar tematici specifici. In collaborazione con Eurosofia abbiamo messo a disposizione la piattaforma telematica per facilitare la didattica a distanza. Il 10 marzo ci sarà la presentazione. Ci adopereremo per diffondere le raccomandazioni di cui all’allegato 1 del DPCM dell’8 marzo in ogni luogo al fine di collaborare con il Governo per il contenimento del virus. Alle autorità pubbliche, a tutto il personale, in particolare a quello sanitario va tutta la nostra vicinanza e il riconoscimento per il lavoro straordinario che stanno svolgendo. Supereremo insieme questo momento, bisogna stare uniti e attenersi alle disposizioni.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il ministero dell’Istruzione apre allo smart working per il personale Ata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Ha avuto immediato accoglimento, da parte del ministero dell’Istruzione, la richiesta presentata del sindacato Anief sulla necessità di aprire al “lavoro agile” per il personale Ata, nei giorni di sospensione delle attività didattiche a seguito dell’emergenza Coronavirus, al fine di garantire il diritto alla salute anche degli oltre 200 mila lavoratori della scuola che operano a supporto della didattica e che in questi giorni sono stati impropriamente obbligati a recarsi negli istituti: nella Nota – la n. 278 pubblicata la sera del 6 marzo 2020 –, oltre a nuove indicazioni sulle riunioni degli organi collegiali e ulteriori chiarimenti per dirigenti e personale scolastico, l’amministrazione spiega che viene “attribuita a ciascun Dirigente scolastico la valutazione della possibilità di concedere il lavoro agile al personale ATA che dovesse farne richiesta, ferma restando la necessità di assicurare il regolare funzionamento dell’istituzione scolastica”.Marcello Pacifico (Anief): “Premesso che noi vogliamo la chiusura delle scuole, non è l’accoglimento pieno alla nostra richiesta, però dimostra l’attenzione delle istituzioni finalmente anche per il personale Ata. In questo momento storico, direi che possiamo ritenere questo segnale un piccolissimo passo avanti. Adesso lotteremo ancora di più perché tutto questo venga regolamentato nel prossimo contratto. Siamo sempre più convinti che #tuttiinsiemecelapossiamofare”. Trova spazio immediato la richiesta sindacale di aprire allo smart working anche per il personale Ata della scuola, così come avviene in altri comparti di lavoro. Nella Nota ministeriale si dà facoltà al dirigente scolastico di concedere il lavoro agile al personale Ata che dovesse farne richiesta, ferma restando la necessità di assicurare il regolare funzionamento dell’istituzione scolastica e ricorrendo pure all’utilizzo a turno del personale.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Coronavirus: Fp Cgil, subito assunzioni in sistema esecuzione penale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

“Serve un intervento immediato del Ministro della Giustizia finalizzato a richiedere un piano di assunzioni straordinario nel settore dell’esecuzione penale, l’emergenza legata al pericolo di contagio da Coronavirus sta evidenziando la necessità di misure che chiediamo da tempo”. A richiederlo è la Fp Cgil nel riportare “notizie preoccupanti che ci stanno giungendo sulle difficoltà che il personale dell’amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile e di comunità sta affrontando per garantire il mandato che la Costituzione ha affidato all’esecuzione penale nel nostro Paese”. Sono in atto, riporta il sindacato, “varie proteste dei detenuti nelle carceri del nostro paese che il personale di Polizia Penitenziaria, con una carenza in organico di circa 4.000 unità, sta fronteggiando tra mille difficoltà. Situazione simile si sta vivendo negli uffici dell’esecuzione penale esterna, dove i pochi assistenti sociali in servizio hanno difficoltà a fronteggiare un carico di lavoro enorme, insieme a loro educatori, amministrativi e contabili”.Per questo la Fp Cgil chiede “un intervento del Ministro della Giustizia finalizzato a richiedere un piano di assunzioni straordinario di tutte queste figure professionali e a creare una cabina di regia tra i capi del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità che monitori la situazione sul territorio, fornendo costantemente indicazioni su come fronteggiare l’emergenza del contagio da coronavirus e su come tutelare la salute del personale”.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Coronavirus: per Concommercio le misure sono devastanti per il settore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

300mila imprese e un milione di lavoratori del settore, come purtroppo molti altri della nostra economia, sono messi in grave crisi da una situazione preoccupante affrontata con provvedimenti che non hanno precedenti nella storia repubblicana.Le perdite stanno mettendo in ginocchio intere categorie e il mondo dei Pubblici Esercizi risulta particolarmente colpito da una gestione altalenante delle disposizioni che li riguardano direttamente e da una comunicazione che ha contribuito a generare confusione, incertezza e panico.Gli imprenditori che FIPE – Confcommercio rappresenta – quelli delle zone chiuse come quelli di tutta Italia –rispetteranno i provvedimenti annunciati nella notte dal Governo e in tanti si stanno impegnando in queste ore per garantire vivibilità e servizio alle comunità in cui operano, ben consapevoli del ruolo sociale svolto e dei rischi sanitari in cui incorrono.È un dovere per la tutela della salute pubblica, prima ancora che delle stesse attività economiche, far presente che alcune disposizioni appaiono incoerenti e altre risultano di difficile applicazione, come la regola che riversa sulle imprese l’onere di tenere i clienti alla distanza di un metro. FIPE riceve oggi centinaia di telefonate e appelli che chiedono la chiusura temporanea delle attività di Pubblico Esercizio, nella comprensibile preoccupazione – da imprenditori e da cittadini – per la salute di clienti, dei propri dipendenti e delle relative famiglie, come reazione alla difficoltà di gestione delle attuali disposizioni e nella speranza che questo sacrificio possa almeno servire ad accelerare il ripristino della normalità.Comprensione e solidarietà vanno a tutti gli imprenditori che in questo momento sono messi di fronte a scelte dolorose e difficili, un ringraziamento non di forma va rivolto a coloro che stanno cercando con senso civico di fare la propria parte a servizio della salute e della capacità di ripresa del territorio.È una situazione drammatica per migliaia e migliaia di imprenditori e lavoratori, che insieme alla Presidenza della Federazione, riunitasi oggi in seduta permanente, chiede con forza un “Piano economico straordinario”, da approvarsi con risorse ingenti subito, già con il Decreto Legge in approvazione la settimana prossima.Vanno estese le misure previste per le zone chiuse a tutto il territorio nazionale, aprire la cassa in deroga per almeno 6 mesi a tutte le imprese di tutte le Regioni, far slittare tutte le scadenze fiscali a fine anno, fermare gli sfratti per morosità, individuare un meccanismo di credito di imposta che sostenga, almeno parzialmente, le perdite documentabili delle imprese. Ci sarà modo per riflettere e discutere su quanto è accaduto, soprattutto nelle ultime ore, ma questo è il momento della responsabilità e dello stare uniti come cittadini e come imprenditori.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ottaviani: riconversione immediata dei reparti in terapia intensiva sul Lazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Frosinone. Il Presidente della Conferenza sanitaria dei Sindaci della Provincia di Frosinone, Nicola Ottaviani, chiede al Governo ed alla Regione di promuovere, immediatamente e senza indugio, la riconversione di alcune cliniche e dei reparti dismessi, di chirurgia generale e di medicina, in posti letto di terapia intensiva e sub intensiva, prima che l’emergenza delle rianimazioni si sposti dal Nord all’Italia centrale. “Ormai, dobbiamo affrontare, pur in mezzo a tante criticità, l’argomento “principe”, davanti al quale tutto il resto passa in secondo piano” – ha dichiarato il Sindaco del Capoluogo, Nicola Ottaviani – “Da ieri, dopo aver visto che in Lombardia, in un giorno, il numero dei contagi è aumentato del 20%, e quindi, di converso, scende proporzionalmente del 20% la disponibilità attuale dei posti letto in terapia intensiva, non ci vuole un matematico per capire che in quelle zone si arriverà velocemente al sold out drammatico, proprio nel settore delle rianimazioni. E le dichiarazioni di alcuni responsabili della Società Italiana di anestesiologia, secondo cui a breve si rischia di selezionare chi curare, appaiono scioccanti ma, forse, reali. Sul Lazio, per ora, grazie al Cielo, non abbiamo i numeri della Lombardia e, allora, abbiamo qualche settimana in più per agire, senza perdere, però, neppure un giorno per attrezzarci.
In questi giorni, ho interpellato alcuni esperti di edilizia sanitaria, sia pubblica che privata, quelli che però, almeno in questo momento, capiscono che non si può sempre lucrare su tutto, ma che posseggono il know how di cui abbiamo bisogno.
In 20/25 giorni, le imprese migliori del settore sono in grado di riconvertire un posto letto di medicina o di chirurgia generale in un posto di terapia intensiva o sub intensiva, con un costo medio di 60/70.000 euro per letto, secondo la doppia opzione di intervenire sugli ospedali pubblici, parzialmente dismessi, o sui reparti omologhi delle cliniche private. A ciò, naturalmente, dovremmo aggiungere il costo, sempre per posto letto, di 1.300/1.500 Euro al giorno per il personale (ossia la stima attuale della Regione Lazio), per anestesisti, operatori sanitari, tecnici di laboratorio e di radiologia ed infermieri. Del resto, sul Lazio vi sono almeno 3 o 4 cliniche convenzionate sulle province ed una quindicina su Roma, con reparti in grado di essere riconvertiti velocemente. I macchinari, però, vanno acquistati subito ed i lavori non si possono effettuare dalla sera alla mattina, magari solo quando i virologi o gli infettivologi dovessero formalizzare le richieste in urgenza.
Anzi, considerato che le cliniche private non avrebbero un grosso interesse alla riconversione da medicina o chirurgia in terapia intensiva, ma potrebbero agire con maggiore elasticità di procedure rispetto al pubblico, solo esercitando, in queste ore, le prerogative regionali e governative, con la relativa decretazione d’urgenza, si potrebbe centrare l’obiettivo. Parimenti, la stessa operazione potrebbe essere attivata, eventualmente anche come compensazione dei letti riconvertiti, negli ospedali parzialmente dismessi (ad es. Anagni, Pontecorvo, Atina e tanti altri sul Lazio), con costi speculari. Se siamo capaci di lavorare, come sappiamo, muovendoci in fretta, su tutto il Lazio, tra intensiva e sub intensiva, con i riverberi e le criticità del caso, possiamo moltiplicare per 4 o per 5 i letti dedicati.
Al Nord si rischia di non fare in tempo, ma nel Centro Sud abbiamo ancora qualche decina di giorni per muoverci, senza perdere tempo nella ricerca della certezza asfittica delle proiezioni probabilistiche. Del resto, i 750 posti, attualmente destinati alla terapia intensiva, non possono essere utilizzati sottraendoli, in toto, agli altri casi ordinari di insufficienze respiratorie o cardiocircolatorie, come avviene, ad esempio, in occasione degli incidenti stradali o delle altre emergenze quotidiane. Se poi non dovesse verificarsi questa necessità, sicuramente non possiamo permetterci il lusso di scoprirlo troppo tardi. Speriamo tutti che quei posti in più terapia intensiva non servano, ma se ci fosse l’urgenza, peraltro ormai quasi prevedibile, non possiamo trovarci davanti alla scelta di chi salvare, in base all’età o al lignaggio”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »