Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 13 marzo 2020

Bce: Le irresponsabili dichiarazioni di Christine Lagarde

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

“L’andamento di questi giorni della Borsa, con il tonfo di ieri e il rimbalzo record di oggi, evidenzia ancora di più le responsabilità della Bce, con le azzardate quanto devastanti dichiarazioni di Christine Lagarde, e anche degli organi di vigilanza italiani su tutti la Consob. In questo momento purtroppo non si può fare a meno di rilevare l’inadeguatezza del presidente Paolo Savona, che in questi giorni si è distinto per il silenzio e per non aver preso alcun provvedimento efficace per frenare la caduta dei nostri titoli. In realtà già al tempo della sua nomina in Commissione Finanze e Tesoro del Senato avevo espresso fortissime riserve sul suo nome a causa di profili di incompatibilità sia alla luce degli incarichi precedenti del professor Savona e sia per quanto previsto dalla legge Madia. Gli eventi stanno dimostrando che Fratelli d’Italia aveva ragione e che in questo momento sarebbe stato necessario un impegno e un’attenzione maggiore dalla Consob. Così come mi auguro che dopo le autorevoli parole del Capo dello Stato e la correzione della presidente Largarde, l’Unione europea si renda conto della gravità della situazione e intervenga aiutando quei Paesi, a cominciare dall’Italia, che sono in ginocchio colpiti dall’epidemia Covid-19. Altrimenti ci sarebbe da interrogarsi sul senso di un’Unione europea simile”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

 

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Impiego di tocilizumab nei pazienti contagiati da coronavirus?

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Serve subito un protocollo nazionale per estendere l’impiego di tocilizumab nei pazienti contagiati da coronavirus e che si trovano in condizioni molto critiche. Il farmaco, utilizzato per la cura dell’artrite reumatoide, ha dimostrato di essere efficace nel trattamento della polmonite interstiziale causata dal Covid-19”. La richiesta viene dal prof. Paolo Ascierto, presidente Fondazione Melanoma e Direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione “Pascale” di Napoli. “Nel capoluogo campano sono stati trattati i primi due pazienti in Italia, in 24 ore la terapia ha evidenziato ottimi risultati e stiamo valutando proprio oggi l’opportunità di estubare uno dei due malati, perché le sue condizioni sono migliorate – afferma il prof. Ascierto -. Oggi somministreremo tocilizumab ad altre due persone ricoverate a Napoli. Può essere impiegato nella polmonite da Covid-19 solo ‘off label’, cioè al di fuori delle indicazioni per cui è registrato. Altri malati hanno già ricevuto la terapia anche nei centri di Bergamo, Fano e Milano. Ma è molto importante che il suo utilizzo venga esteso quanto prima, così potremo salvare più vite. La nostra struttura insieme all’Azienda Ospedaliera dei Colli è stata la prima, in Italia, a utilizzare questa terapia nei pazienti con coronavirus”. “Abbiamo stabilito un vero e proprio ponte della ricerca con i colleghi cinesi, che avevano già osservato un miglioramento nei malati trattati in questo modo – spiega il prof. Gerardo Botti, Direttore Scientifico del ‘Pascale’ –. Solo la collaborazione internazionale consentirà di mettere a punto armi efficaci contro il Covid-19 e il Pascale da sempre si distingue per la capacità di siglare collaborazioni a livello globale. I risultati positivi di tocilizumab devono essere validati, per questo serve uno studio multicentrico a livello nazionale”.
Dopo il confronto con i ricercatori cinesi, è stata costituita una vera e propria task force a Napoli guidata, oltre che da Paolo Ascierto, da Franco Buonaguro (Direttore Biologia Molecolare e Oncogenesi virale del Pascale) e da Vincenzo Montesarchio (Direttore Oncologia dell’Azienda Ospedaliera dei Colli). Per il Cotugno, fanno parte del gruppo, tra gli altri, Rodolfo Punzi (Direttore del dipartimento di Malattie infettive e urgenze infettivologiche), Roberto Parrella (Direttore della Uoc Malattie infettive ad indirizzo respiratorio), Fiorentino Fragranza (Direttore della Uoc Anestesia rianimazione e terapia intensiva), Vincenzo Sangiovanni (Direttore della Uoc Infezioni sistemiche e dell’immunodepresso), Nicola Maturo (Responsabile del Pronto Soccorso infettivologico del Cotugno) e Luigi Atripaldi (Direttore del laboratorio di Microbiologie e virologia). “Il nostro sistema sanitario sta vivendo un momento molto difficile – concludono il dott. Attilio Bianchi, Direttore Generale del Pascale, e il dott. Maurizio di Mauro, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli -. Il virus supera i confini tra i vari Paesi ma anche la scienza ha la capacità di oltrepassare le barriere nazionali. Dobbiamo avere fiducia nell’impegno dei ricercatori nel fermare il virus. E questa collaborazione ne è una preziosa testimonianza”.

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Accordi segreti tra Putin ed Erdogan?

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Circa due anni fa, diverse centinaia di migliaia di persone provenienti dalla regione di Afrin sono fuggite nella regione di Shahbah a nord di Aleppo, nella Siria settentrionale. Ora temono di nuovo per la loro vita, perché circolano voci su accordi segreti aggiuntivi al “Protocollo di Mosca” tra Putin ed Erdogan. Durante i loro colloqui a Mosca lo scorso 5 marzo 2020, i due capi di Stato avevano concordato un cessate il fuoco nella contesa provincia siriana di Idlib. “Ci sono ora speculazioni nei media di lingua araba, compresi i social media, su un possibile reinsediamento forzato di almeno 125.000 sfollati da Afrin alla provincia siriana centrale, principalmente araba di Raqqa”, riferisce l’esperto della GfbV per il Medio Oriente, il dottor Kamal Sido. Si dice che la Russia abbia fatto appello all’autogoverno curdo nella Siria settentrionale per il reinsediamento dei rifugiati curdi che vivono vicino ad Aleppo. I rappresentanti dell’autogoverno, tuttavia, hanno rigorosamente respinto l’ipotesi del reinsediamento. “L’autogoverno autonomo non può e non vuole reinsediare nessuno con la forza”, ha spiegato Sido dopo i colloqui con i rappresentanti curdi sul posto. “Tali piani di reinsediamento devono essere categoricamente respinti. I profughi di Afrin vogliono tornare alle loro case, non nel deserto vicino a Raqqa”. “In realtà, gli ufficiali russi continuano a dire ai manifestanti curdi davanti alle loro postazioni militari a nord di Aleppo che devono lasciare la regione”, ha detto Sido, che ha visitato per l’ultima volta la regione siriana settentrionale nell’aprile 2019. “La paura degli sfollati di Afrin non è quindi infondata”. Non sarebbe la prima volta che Putin ed Erdogan prendono accordi a spese della popolazione civile. I due capi di stato sembrano usare i profughi per ricattare gli altri paesi. L’attacco della Turchia alla regione siro-curda di Afrin è iniziato il 20 gennaio 2018. 300mila membri della minoranza curda, così come Yezidi, cristiani e altre comunità religiose sono stati sfollati o sono dovuti fuggire. Da allora, la regione soffre l’occupazione delle truppe turche e delle milizie islamiste in violazione del diritto internazionale.

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C’è ancora valore nelle imprese italiane?

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

A cura di Antonio Amendola, co-gestore di Italia ed Europa AcomeA. La rapida diffusione del coronavirus ha generato ondate di vendite sui mercati finanziari. Da inizio anno, tutte le piazze europee sono in negativo in doppia cifra, con alcune che cedono oltre il 20%. Com’era facile da immaginarsi, in questi giorni, Piazza Affari è stata la Borsa più colpita dalla raffica di vendite indiscriminate.
Sul fronte macroeconomico si sente sempre più parlare di “shock dell’offerta” che andrebbe a far compagnia al conosciuto “shock della domanda”. In contemporanea iniziano a emergere tensioni sul prezzo del petrolio dopo il mancato accordo sui tagli da parte dei membri dell’OPEC+ e sulle ritorsioni nei prezzi da parte dell’Arabia Saudita. In questo contesto le banche centrali sono nuovamente chiamate a fare la loro parte, cosa che alcune hanno già iniziato a fare, ma ancora di più i governi, per proteggere il tessuto economico e gettare le basi per la ripresa.In fasi come queste, caratterizzate da incertezza e tensione economica, si guarda spesso al valore e alla sostenibilità del debito di un Paese, tenendo conto del settore pubblico ma anche del privato (famiglie e imprese). Concentrandoci sul debito delle imprese, oggi l’indebitamento delle imprese americane ha raggiunto il 75% del PIL e ha oltrepassato i livelli massimi del quarto trimestre 2008. L’indebitamento delle imprese dell’Eurozona è più alto (il 108% del PIL), ma rispetto ai massimi del primo trimestre 2015, è sceso di circa 4 punti percentuali.In termini qualitativi, inoltre, il debito delle aziende europee presenta una minor vulnerabilità rispetto a quello delle aziende americane. Come si vede dal grafico in basso tratto dall’ultimo Global Financial Stability Report del FMI, se si tiene conto della quota del debito “a rischio”, con un EBIT più basso dei costi di interesse, le imprese europee, sia le grandi sia le medio-piccole, presentano un profilo migliore rispetto al 2009. Negli Stati Uniti, le grandi imprese hanno ridotto la quota di debito a rischio, ma si riscontra un peggioramento nella qualità del debito delle piccole e medie imprese.
Analizziamo il debito delle imprese italiane che fanno degli indici Ftse Italia Small Cap, Ftse Italia Mid Cap e Ftse Mib. Il grafico in basso mostra l’andamento del debito netto su EBITDA negli ultimi 3 anni. Le società che compongono l’indice Ftse Mib (linea azzurra) presentano un debito pari a 5,9 volte l’EBITDA, quelle appartenenti al Ftse Mid Cap (linea gialla) 3,6 volte e quelle appartenenti al Ftse Small Cap due volte. Come si può notare, gli indici Mid e Small cap, più legati all’economia reale, mostrano una certa costanza nel tempo con fasi di “de-leverage” mentre il Ftse Mib, indice maggiore espressione degli Etf e delle strategie quantitative/algoritmiche, mostra un andamento più volatile.In termini valutativi, dopo la correzione di mercato, il rapporto prezzo su utili del Ftse Mib è sceso a 9.3, mentre quello degli indici Mid e Small Cap vale rispettivamente 11.7 e 8.6. Pertanto, la storica caratteristica di trattare a “premio” degli indici Mid e Small cap sembra essere quasi del tutto svanita.Sul fronte operativo, stiamo approfittando di questo momento per incrementare l’asset allocation dei nostri fondi e arrotondare le posizioni delle società più solide, caratterizzate da presenza internazionale e dal business model versatile e agile. Di certo, non stiamo vivendo giorni facili, ma è proprio in questi momenti che vengono a crearsi le migliori occasioni sui mercati. In Italia, il comparto delle piccole e medie imprese, grazie anche alla presenza di molte “multinazionali tascabili”, offre innumerevoli opportunità di ingresso. Specialmente perché queste società sono sia quelle che tutto il mondo ci invidia, sia quelle che ci aiuteranno a uscire da questo momento di difficoltà. Un pizzico di patriottismo anche sui mercati non guasterebbe in queste occasioni dove tutti siamo chiamati a fare la nostra parte.Infine, nei contesti di alta volatilità si vede l’importanza dell’affidarsi alla gestione attiva e a consulenti esperti, evitando il “fai da te” a basso costo alla quale siamo stati abituati negli ultimi anni. Per concludere, il grafico seguente è sempre d’auspicio in contesti di mercato come quelli attuali che potrebbero rappresentare il punto di massima opportunità finanziaria sul mercato italiano.E non dimentichiamoci che dopo la “peste nera” del 1350 ci furono le basi per il Rinascimento Italiano.

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“Columbia Threadneedle rafforza il team di ricerca azionaria”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Londra. Columbia Threadneedle Investments, gruppo specializzato nell’attività di asset management leader a livello globale, rafforza il suo team di Ricerca azionaria a livello centrale della regione EMEA con la nomina di Anne Marie Fleurbaaij a Senior Analyst per il mercato azionario.Anne Marie Fleurbaaij vanta vent’anni di esperienza come analista azionario e gestore di fondi. Nel suo nuovo ruolo, coprirà in particolare le società di beni di consumo britanniche ed europee. Prima di entrare in Columbia Threadneedle, Anne Marie ha trascorso 12 anni presso GIC (London) Private Limited, dov’era responsabile degli investimenti azionari nel settore dei beni di consumo. In precedenza, ha lavorato per sette anni presso Morgan Stanley, specializzandosi fin da subito in società di beni di consumo paneuropee. Anne Marie Fleurbaaij è inoltre amministratore non esecutivo dell’Investor Forum (il Forum che aiuta gli investitori a collaborare collettivamente con i consigli di amministrazione delle società quotate nel Regno Unito su questioni rilevanti https://www.investorforum.org.uk/about/).In un contesto caratterizzato dalla globalizzazione delle funzioni di Ricerca azionaria a livello centrale e dall’entrata in vigore della MIFID II, nonché alla luce della minore dipendenza dalla ricerca esterna, Columbia Threadneedle ha istituito un team di Ricerca azionaria centralizzato nella regione EMEA a supporto degli analisti del desk d’investimento esistente. Negli ultimi 12 mesi Columbia Threadneedle ha rafforzato questo team assumendo quattro nuovi analisti, tra cui Roger Wilkinson, recentemente nominato Responsabile della ricerca azionaria per la regione EMEA.A livello globale, Columbia Threadneedle dispone di un team di 190 analisti e ricercatori associati che collaborano al fine di produrre ricerche originali e indipendenti. Insieme coprono tutte le principali classi di attivi e integrano i contributi provenienti dai vari team di investimento e data science con l’obiettivo di elaborare analisi a supporto delle decisioni d’investimento dei gestori del Gruppo. La creazione del team di Ricerca azionaria a livello centrale per la regione EMEA riflette i crescenti investimenti nella ricerca proprietaria del Gruppo.

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Concorso per progetti digitali innovativi rivolti al mondo delle risorse umane

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

INAZ, in collaborazione con dPixel e Sellalab, lancia un’iniziativa per sostenere le realtà in grado di innovare il mondo delle HR-TECH: si tratta di una competizione aperta a team di sviluppatori software, esperti IT, startup e piccole e medie imprese attive nel panorama della digital transformation, chiamate a progettare soluzioni rivolte al mondo dell’organizzazione e gestione del personale. Inaz è alla ricerca di progetti innovativi e ambiziosi in ambito Intelligenza Artificiale (AI) e Realtà Virtuale (VR) con l’obiettivo di gestire meglio dipendenti e collaboratori delle aziende, di favorirne il benessere e la soddisfazione e di facilitare i processi che interessano gli uffici e le direzioni del personale.«Siamo convinti – afferma Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz – che le HR del futuro vedranno affiancati due elementi fondamentali: il fattore umano e l’intelligenza artificiale che insieme interagiranno per migliorare i processi e le organizzazioni. Al contempo, siamo consapevoli di come elementi come soddisfazione, motivazione e coinvolgimento siano indispensabili per far lavorare le persone al meglio; per questo noi di INAZ sviluppiamo applicativi e servizi per le HR che tengano sempre le persone al centro del processo, utilizzando le migliori tecnologie».Il team che con il proprio progetto vincerà la competizione riceverà un premio fino a 10.000€ e la possibilità di collaborare con INAZ per lanciare il proprio progetto sul mercato. I team e saranno affiancati dallo SWAT Team di INAZ composto da Product Manager, Business Developer, AI Expert, VR Expert, Data Solution Engineer, Data Scientist e Data Analyst, che sarà a loro disposizione per rispondere a quesiti tecnici e offrire supporto per comprendere al meglio le opportunità di integrazione con INAZ.Come si svolge – Possono partecipare alla competition team provenienti da aziende, startup o professionisti singoli che presenteranno la propria idea compilando la candidatura on line entro il 15 aprile su http://dpixel.it/inaz. Le idee raccolte verranno valutate e selezionate in funzione del loro potenziale di mercato, del loro contributo innovativo nel mondo delle HR-Tech e del reale potenziale di sviluppo. I progetti selezionati passeranno agli step successivi dove verranno affinati con il supporto di Inaz, fino alla proclamazione finale dei vincitori.

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Accordo Immobiliare.it e Intrum Italy

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Intrum Italy, società partecipata da Intesa Sanpaolo (49%) e Intrum Group (51%), e Immobiliare.it annunciano un accordo strutturato, primo nel suo genere. La partnership permetterà ad Intrum Italy di assicurarsi una visibilità privilegiata sul mercato, grazie alla pubblicazione degli annunci sulla piattaforma immobiliare più utilizzata nel nostro Paese. Grazie all’accordo, Immobiliare.it fornirà ad Intrum Italy anche un importante supporto alle operations per facilitare e velocizzare i processi di vendita. Il portale infatti metterà in contatto la domanda degli utenti con il network di agenti che collaborano con Intrum Italy su tutto il territorio nazionale. A questo si aggiungono una serie di servizi legati all’analisi dei dati di traffico, che mettono a disposizione di Intrum Italy insight di mercato unici a supporto dei processi decisionali interni.

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Regione Lazio. Coronavirus: riaprire l’ospedale Forlanini

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

L’ospedale “Carlo Forlanini” è stato un ospedale di Roma chiuso definitivamente nel 2015 dalla Regione Lazio.L’ospedale “Forlanini” fu inaugurato nel 1934 proprio per la cura delle malattie respiratorie. Fu concepito come cittadella autosufficiente: dall’approvvigionamento idrico al fabbisogno alimentare, dai trasporti interni al funzionamento energetico, il tutto, in una struttura urbanistica dotata di viali alberati e illuminati, chiese, campi di bocce, biliardi, cinema, teatri, centrale termica, scuole per bambini, emittente radiofonica, barbiere, parrucchiere e refettori.Oggi, con l’epidemia da Coronavirus, potrebbe curare gli affetti da sindrome acuta respiratoria, con un adeguamento della struttura da realizzarsi in pochissimo tempo, e comunque, aumenterebbe il numero dei posti disponibili per la cura dei malati o per la quarantena dei soggetti in osservazione.La sottovalutazione degli effetti epidemici da Coronavirus (lo stesso presidente Zingaretti ne è stato colpito), ha imposto l’adozione di misure straordinarie, che speriamo raggiungano l’obiettivo di limitare al massimo la diffusione virale.Si è ancora in tempo per attivare alcuni reparti del “Forlanini” per far fronte alle emergenze.Sollecitiamo la Regione Lazio a intervenire per tempo. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc) (n.r. Al tempo della chiusura del Forlanini inviammo una lettera a Zingaretti suggerendogli d’usare l’ospedale come nosocomio “cuscinetto” da riaprire in caso di occorrenze sanitarie impreviste e il caso del coronavirus oggi avrebbe fatto al caso nostro. Non siamo dei competenti ma era solo il buon senso a suggerirlo perché non sono mancate prima del coronavirus delle emergenze che hanno resa difficoltosa la gestione ospedaliera.)

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Coronavirus: Borrelli, autocertificazione anche chi va a piedi

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Il capo della Protezione civile Angelo Borrelli ha sottolineato che anche chi esce a piedi deve portare l’autocertificazione.”Incredibile! Prima si dice, nelle Faq sul sito del Governo, che l’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo e poi si chiede l’autocertificazione. Ci piacerebbe capire come dovrebbe compilare l’autocertificazione chi va a fare jogging, che è una situazione di necessità o che sono motivi di salute?” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Da giorni chiediamo al Governo di elencare più casistiche sul sito, a cominciare dal chiarire se ci sono oppure no limiti territoriali per l’acquisto di beni alimentari. Forse sarebbe bene se lo facessero subito” conclude Dona.

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La scuola nei giorni del Coronavirus

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

La decisione prese dal Ministero dell’istruzione di tenere scuole e università chiuse fino al 3 aprile implica un ripensamento della didattica, del rapporto studenti – insegnanti e della gestione dei figli per i genitori che lavorano.In un contesto come questo diventa fondamentale un approccio orientato alla digital transformation. Questo significa non solo adottare tecnologie digitali in grado di portare la scuola in cloud e quindi consentire la didattica a distanza, ma anche intraprendere un percorso di digital education che consenta di comprendere tutte le potenzialità dei linguaggi, degli strumenti e degli ambienti digitali.CWS – realtà che supporta le aziende nei percorsi di Digital Transformation, da sempre attenta ai bisogni dei più giovani – ha stilato 5 buone pratiche sfruttare al meglio il digitale:
1. Quando le scuole sono chiuse in una situazione di emergenza come quella attuale, molte famiglie devono affrontare il problema della gestione del tempo dei figli, soprattutto minorenni, che spesso davanti ad uno smartphone o a un computer tendono a preferire attività di intrattenimento rispetto a quelle educative. Questi due termini però non devono essere considerati antitetici: anche tra le app e i video di YouTube ci sono infatti contenuti educativi pensati per fare intrattenere i ragazzi. Dall’app Brain Out che sfrutta il meccanismo della gamification per mettere alla prova le capacità di logica e misurare il QI, alle video lezioni dedicate agli studenti delle superiori del docente Elia Bombardelli che spiega la matematica ma con il linguaggio di YouTube.
2. Il secondo problema emerso riguarda l’erogazione delle didattica. Nell’immediato, visto che non tutte le scuole erano strutturate per gestire la formazione a distanza, alcuni docenti hanno utilizzato gli strumenti già in uso da genitori e studenti.Gli insegnanti delle scuole primarie per sopperire alla mancanza di contatto con gli studenti hanno improvvisato registrazioni audio o video condivise sui gruppi Whatsapp dei genitori. Sicuramente una modalità non ottimale ma che nell’emergenza può sopperire alla mancanza di altre possibilità. Gli studenti maggiorenni possono invece essere raggiunti più facilmente attraverso i social. È così che alcuni docenti hanno sfruttato social diffusi come Instagram per condividere con i ragazzi i contenuti del corso.
3. Nei social sono presenti anche gruppi dedicati agli insegnanti dove vengono condivise esperienze e strumenti. Ne sono un esempio Insegnati due punto zero e Insegnanti Online – Come insegnare online.
4. Nelle università da anni sono stati adottati strumenti di didattica online come ad esempio Moodle sia per supportare gli studenti lavoratori o non frequentanti, sia come strumento per la didattica frontale.Più recentemente nelle scuole primarie e secondarie è stato introdotto il registro elettronico, che è però ancora limitato per quanto riguarda la condivisione di contenuti multimediali.Un’evoluzione di questi strumenti sono le piattaforme di collaboration. Suite di collaboration come Google Suite e Microsoft Office, nate per rispondere ad esigenze di privati ed aziende, hanno anche una versione dedicata alle scuole che in questi giorni è disponibile gratuitamente come indicato nel sito del MIUR https://www.istruzione.it/coronavirus/didattica-a-distanza.html
5. Oltre ai suggerimenti per affrontare l’emergenza, il consiglio è quello di guardare alla crisi come un momento di cambiamento per introdurre nuove pratiche ed abitudini che possono poi diventare la base per innovare la scuola e trasformarla in una smart school. Nel contesto scolastico, così come in quello aziendale, significa intraprendere un percorso di digital transformation. Con questo termine si intende sia adottare le opportunità delle tecnologie cloud, sia adottare una mentalità predisposta alla sperimentazione, al cambiamento e alla gestione dell’incertezza.
Si tratta di una sfida non facile, soprattutto in grandi organizzazioni come il sistema scolastico che da un lato devono gestire la complessità tipica di un’istituzione formativa, dall’altra forniscono un servizio molto delicato come la formazione degli studenti. Il cambiamento però può avvenire anche dal basso, dalla scelta dei singoli istituti, dei singoli insegnanti o dei genitori di adottare le opportunità del digitale descritte. È proprio a scuole ed insegnanti che CWS vuole mettere a disposizione le proprie competenze e accompagnarli nel processo di trasformazione digitale della scuola. Per questo nei prossimi giorni metterà a disposizione sui propri canali Instagram (@cwsdigitalsolution) e YouTube delle videolezioni di utilizzo degli strumenti di collaboration per creare lezioni online.

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Come possiamo assicurare continuità didattica con le scuole chiuse?

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Il progetto Pearson Kilometro Zero nasce per supportare la scuola in un momento in cui le attività didattiche in presenza sono interrotte in tutta Italia, e prevede numerose iniziative e proposte a supporto di docenti e studenti, con l’obiettivo di assicurare la continuità didattica anche fuori dalle aule attraverso l’utilizzo del digitale. La sospensione delle attività in scuole e atenei del Paese, ha reso quanto mai attuale la riflessione su modalità di apprendimento alternative: fondamentale, in questo senso, è l’utilizzo del digitale, che permette di ideare soluzioni adattabili, personalizzabili e fruibili in remoto. Per questo, Pearson Italia, casa editrice leader mondiale nel settore education, ha costruito un’offerta di prodotti e servizi interamente digitali, per fare lezione e continuare ad imparare anche fuori dalle aule scolastiche.
La proposta a 360° di “Kilometro zero” vuole supportare prima di tutto i docenti, attraverso risorse didattiche digitali per ciascuna area disciplinare – da condividere con gli studenti –, video-lezioni e materiali interattivi per organizzare la lezione in remoto e proseguire l’attività di insegnamento. Si arricchisce, inoltre, l’offerta per aggiornarsi dedicata agli insegnanti: un ciclo di webinar gratuiti su “Insegnare e formarsi a distanza”, con focus sulle metodologie per l’insegnamento in remoto; ore di formazione in digitale certificata sui temi più attuali della didattica; incontri con autori e approfondimenti sulle novità editoriali e i prodotti Pearson in modalità live-streaming. In più, per i docenti di inglese, è prevista un’area dedicata, con webinar, video e materiali formativi in lingua. Agli studenti viene data la possibilità di affrontare nuovi argomenti, approfondire e ripassare tramite i prodotti digitali Pearson per lo studio a distanza – MYAPP, Libro liquido e Didastore –, con migliaia di contenuti integrativi, aiuti allo studio ed esercizi interattivi.
Tutti i libri di testo Pearson hanno infatti a disposizione un Didastore, tramite il quale i docenti possono creare classi virtuali, assegnare testi, video ed esercizi ai loro studenti, ricevere i loro feed-back e monitorare le loro attività. Tutto questo in maniera semplice e veloce. I libri hanno inoltre una versione digitale liquida, che si adatta a qualunque dispositivo, con video sintesi e materiali multimediali di supporto allo studio. Prevedono infine MyApp, l’app Pearson per lo studio, che permette, inquadrando i QRcode presenti nelle pagine del libro cartaceo, di accedere a centinaia di risorse integrative. Tutti ausili, questi, che possono consentire ai docenti di svolgere un’attività didattica a distanza e agli studenti di affrontare lo studio con un supporto al loro fianco. Il tutto senza necessità di un computer connesso a Internet, che molti non possiedono: è sufficiente un cellulare per studiare in autonomia. Per gli studenti delle scuole superiori, sono inoltre previsti nelle prossime settimane video lezioni d’autore e webinar gratuiti su moltissime tematiche.
Pearson è in prima linea per supportare docenti e studenti in questa situazione, garantendo la possibilità di fare didattica di qualità e la costruzione di percorsi di apprendimento completi. In questo, il digitale si dimostra strumento fondamentale e insostituibile, per fare scuola a distanza in attesa di tornare alla normalità. (fonte: https://it.pearson.com/kilometro-zero.html)

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Coronavirus: Tfa sostegno, le prove preselettive spostate a maggio: comunicazione ufficiale imminente

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Sui corsi di specializzazione per il sostegno, è in arrivo un nuovo decreto del ministero dell’Università contenente novità temporali relative alla chiusura del IV ciclo e all’avvio del V ciclo: “è di imminente emanazione un Decreto Ministeriale che fornirà indicazioni circa i tempi di chiusura del IV ciclo (a.a. 2018/2019) e delle procedure di avvio del V ciclo (a.a. 2019/2020), in considerazione delle misure urgenti di contenimento del contagio da virus COVID-19”, ha scritto oggi l’Università Suor Orsola Benincasa, che in questo modo conferma la disponibilità del ministero dell’Università ad accogliere la richiesta dal sindacato Anief, il quale, rivolgendosi alle istituzioni di competenza, ha indicato la necessità di posticipare le prove uniche nazionali di accesso al Tfa sostegno, previste per l’inizio del mese di aprile, così come inizialmente indicato nel D.M. 95/2020.Trova accoglimento la tesi dell’Anief, che nei giorni passati aveva inviato una lettera al ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, proprio per chiedere di prorogare i termini delle scadenze per la presentazione delle domande di partecipazione ai Tfa sostegno in attivazione nei diversi atenei autorizzati. Oltre che per spiegare la necessità di avviare una sezione straordinaria aperta al personale con 24 mesi di servizio senza titolo.Le prove uniche nazionali di accesso al Tfa sostegno, previste per l’inizio del prossimo mese, come indicato nel D.M. 95/2020, vengono posticipate al mese di maggio: le proibizioni alla libera mobilità, indicate nel DPCM del 9 marzo 2020, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, riferite anche al precedente DPCM dell’8 marzo, non davano spazio a dubbi: le prove nazionali di accesso ai Tfa sostegno, per selezionare quasi 20 mila docenti aspiranti, non si potranno svolgere ad inizio aprile.

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Coronavirus: Il ruolo del fisioterapista della riabilitazione respiratoria

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Ci sono professioni particolarmente coinvolte nella gestione dei pazienti in questi tempi di criticità da Covid-19: una di queste è quella del fisioterapista della riabilitazione respiratoria, che offre assistenza specialistica proprio a persone con gravi insufficienze respiratorie. Come stanno operando i fisioterapisti respiratori per far fronte alle richieste di assistenza nelle zone maggiormente colpite dal virus? “In questa fase così critica stiamo lavorando a supporto di tutte quelle misure messe in atto per combattere l’emergenza Coronavirus – dichiara Marta Lazzeri, presidente dell’Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria (ARIR) – Come fisioterapisti respiratori sin dall’inizio dell’emergenza siamo al fianco dei medici intensivisti, medici della medicina d’urgenza, degli pneumologi e del personale infermieristico nella gestione del quadro respiratorio di chi è colpito in maniera più o meno severa dal Covid-19, mentre per quanto riguarda la gestione del paziente che viene sedato e intubato entriamo in gioco durante le manovre di pronazione (quando necessaria) e successivamente nella fase di ‘svezzamento’ dalla ventilazione meccanica invasiva e subito dopo l’estubazione. Così come saremo a supporto di tutti i pazienti che dovranno recuperare il respiro spontaneo e la ventilazione dalle vie aeree naturali, ma anche e le normali attività fisiche come camminare, o svolgere le attività della vita quotidiana spesso compromesse dopo lungi periodi di sedazione, allettamento ed immobilità vestirsi”.Ma di fronte alle criticità che sta affrontando la “prima linea”, gli sforzi e le competenze specialistiche dei fisioterapisti sono investite nelle terapie intensive e soprattutto nelle semintensive. Su questo piano Marta Lazzeri precisa che “ad oggi siamo presenti soprattutto in quei reparti che sono stati trasformati da aree di degenza in strutture di terapia intensiva intermedia. Per intenderci dove le funzioni respiratorie di questi pazienti vengono supportate attraverso sistemi di ossigenazione ad alto flusso, o attraverso l’utilizzo del casco per la somministrazione di Cpap o della ventilazione non invasiva. Chiaramente tutto ciò seguendo le indicazioni che le Società scientifiche stanno emanando e collaborando strettamente con i medici intensivisti-rianimatori, medici d’urgenza, e pneumologi e infermieri”. Ma l’emergenza sta assumendo dimensioni preoccupanti soprattutto in Lombardia, con sempre maggior richiesta di gestione dei pazienti critici: come sono presenti sul territorio e nei centri di cura lombardi i fisioterapisti? “Stiamo riorganizzando la nostra presenza, intensificandola: ad esempio in alcuni ospedali milanesi – conclude la presidente di ARIR – quali il Policlinico e l’Ospedale Niguarda di Milano in cui abitualmente siamo presenti sette giorni su sette, abbiamo incrementato il numero dei fisioterapisti respiratori presenti nel fine settimana e sono stati istituiti turni, per estendere la nostra presenza ed attività in reparto durante l’intera giornata. Ci stiamo adattando giorno per giorno ai numeri di questa vasta ed imprevedibile emergenza”.

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Coronavirus, Asia-USB chiede al governo la sospensione del pagamento di mutui e affitti e dell’esecuzione di sfratti, sgomberi e pignoramenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Asia-USB ha inviato al presidente del Consiglio Conte e ai ministri della Giustizia, Bonafede, e delle Infrastrutture e Trasporti, De Micheli, la richiesta di un provvedimento urgente per sospendere da un lato il pagamento di mutui e affitti, e dall’altro le procedure di sfratto, gli sgomberi e i pignoramenti degli alloggi.L’emergenza sanitaria che determina il blocco o la riduzione delle attività lavorative, si trasformerà infatti in una perdita di reddito per moltissime famiglie, che si ritroveranno nell’impossibilità di pagare le rate degli affitti, dei mutui, dei prestiti.Il fenomeno si sovrapporrà alla già grave situazione abitativa nazionale, con circa tre milioni di famiglie a rischio perdita dell’alloggio per l’impossibilità di far fronte agli oneri citati. Basterà ricordare che negli ultimi cinque anni i tribunali italiani hanno emanato 350mila provvedimenti di sfratto e altrettanti procedimenti di pignoramento e rilascio dell’alloggio per inadempienze nel pagamento dei mutui.Le operazioni forzose di rilascio degli immobili, senza alternative, in questo momento di epidemia mettono peraltro in pericolo l’incolumità personale e la salute pubblica, aggravando una crisi del sistema sanitario contro la quale sono state adottate misure di salvaguardia come, ad esempio, l’invito a non uscire di casa se non per giustificati e validi motivi.La richiesta di sospensione di Asia-USB riguarda le udienze nei tribunali di tutto il territorio nazionale, i provvedimenti già in esecuzione emessi dalle autorità competenti, i termini per la presentazione di istanze e documentazione da parte dei cittadini nonché dei ricorsi amministrativi in opposizione avverso i provvedimenti di Comuni, Regioni, enti gestori del patrimonio di edilizia residenziale pubblica o di qualsiasi soggetto avente titolo in relazione ad assegnazione, permanenza e decadenza in alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica. A scanso di equivoci, Asia USB chiede anche la sospensione dei termini processuali e di ogni adempimento di natura amministrativa.

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Giornata Mondiale sulla sindrome di Down

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

L’emergenza sanitaria dell’epidemia dovuta al virus Covid19 che sta provocando conseguenze enormi non solo in Italia, ha reso urgente una riflessione sulle attività programmate per il 21 marzo, la Giornata Mondiale sulla sindrome di Down. È un momento di sensibilizzazione e consapevolezza, una mobilitazione che ogni anno coinvolge migliaia di persone con sindrome di Down, famiglie, associazioni e istituzioni in tutto il mondo. CoorDown – Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down – per 8 anni ha celebrato la giornata con una campagna di comunicazione internazionale e anche quest’anno ha realizzato un video, ma data la situazione attuale ha deciso di rimandarne il lancio. La campagna di quest’anno parla di inclusione nel mondo del lavoro delle persone con la sindrome di Down ed è stata realizzata grazie all’aiuto di grandi professionisti che hanno dedicato alla causa il loro tempo e la loro passione, in particolare Luca Lorenzini e Luca Pannese, direttori creativi dell’agenzia SMALL di New York, che hanno ideato tutte le pluripremiate campagne di comunicazione di CoorDown.
Antonella Falugiani, Presidente di CoorDown ODV, spiega: «La decisione di sospendere la nostra campagna è un atto di responsabilità, vogliamo essere tutti uniti in questo momento e dare il nostro contributo per fermare l’epidemia di coronavirus. La nostra scelta si allinea a quella presa dalla comunità internazionale, le associazioni di tutto il mondo infatti stanno annullando gli eventi che non siano sul web o nei social e la conferenza mondiale alle Nazioni Unite è stata cancellata. Nel nostro caso la campagna prevede una call to action talmente forte che potrebbe risultare inopportuna in questo momento. CoorDown comunque non si ferma nella sua attività di advocacy e nel far sentire forte la voce e i desideri delle persone con sindrome di Down. È per questo che il 21 marzo ha deciso di diffondere i risultati della ricerca internazionale “IT’S MY SAY”, che darà una prima fotografia delle opinioni delle persone con sindrome di Down su temi cruciali. Un modo concreto per affermare quanto sia importante anche in questi momenti tenere presenti i diritti di tutti e le loro esigenze. Il lancio della campagna è dunque solo rimandato.»
Vogliamo dare un segnale positivo e di speranza per il futuro attraverso i volti e gli sguardi dei giovani adulti con sindrome di Down protagonisti del video 2020. Immagini dal set durante le riprese che restituiscono l’entusiasmo, la dedizione degli attori che hanno partecipato: Jesica Manchón Villanueva, Víctor Morillas Ajo, Anabel Palmer Cañellas, Gabriele Di Bello, Valentina Venturin.
CoorDown per sostenere l’autodeterminazione e la self advocacy ha raccolto la voce e i desideri delle persone con sindrome di Down. Per la Giornata mondiale diffonderà infatti i risultati parziali dell’indagine “IT’S MY SAY”, la prima ricerca rivolta direttamente alle persone con sindrome di Down lanciata a livello internazionale in 6 lingue per raccogliere le esperienze su scuola, lavoro, sport e vita affettiva. Un nuovo strumento di indagine che ha utilizzato il web, dando alle persone con sindrome di Down la possibilità di raccontarsi direttamente attraverso un linguaggio adeguato e accessibile affinché la loro opinione sia espressa in modo libero, non condizionato e soprattutto non mediato da altri sulla percezione della propria esperienza di vita. Un sondaggio sperimentato dapprima in Italia e ora nel mondo.Per il 2020 il tema della giornata mondiale è proprio “WE DECIDE” e promuove la piena partecipazione al processo decisionale delle persone con sindrome di Down su questioni che riguardano o influenzano la loro vita. Una partecipazione efficace e significativa è un principio fondamentale dei diritti umani sostenuto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD).Nella realtà oggi gli atteggiamenti negativi prevalenti, le basse aspettative, la discriminazione e l’esclusione fanno sì che le persone con sindrome di Down siano lasciate indietro e non abbiano la possibilità di partecipare pienamente al processo decisionale su questioni che riguardano o influenzano la loro vita a tutti i livelli.

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Terapia domiciliare per il coronavirus e non solo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

“In questo momento di unità nazionale occorre che anche il diritto alla salute sia uno e unico, non è accettabile che in alcune regioni i malati rari possano fare le proprie terapie a casa e che in altre siano costretti a uscire di casa, recarsi in ospedale e stare in mezzo a persone che potrebbero essere contagiate e diventare loro stessi veicoli di contagio. Occorre allargare il più possibile l’Home Therapy: diverse regioni hanno attivato da tempo questo servizio, anche accettando l’aiuto che alcune aziende farmaceutiche offrono, attraverso società specializzate: bisogna tutelare i pazienti e l’intera comunità”. Con queste parole la Sen. Paola Binetti, presidente dell’Intergruppo Parlamentare delle Malattie Rare, insieme alle associazioni rappresentative delle persone con malattia rara si appella alle istituzioni perché prendano gli opportuni provvedimenti. Alla fine di febbraio la stessa Sen. Binetti, appoggiata da molti altri colleghi, aveva presentato al Senato una mozione, su questo tema: l’emergenza Coronavirus non aveva reso possibile la discussione, ma oggi è la stessa emergenza che riporta al centro dell’attenzione questa tematica. “La situazione si sta facendo difficile per le persone con malattia rara che devono effettuare queste terapie – racconta Flavio Bertoglio, presidente di AIMPS (Associazione Italiana Mucopolisaccaridosi) e della Consulta Nazionale delle Malattie Rare – ci sono pazienti che da due settimane non fanno la terapia perché hanno paura o perché gli ospedali non riescono a garantirla in questa situazione: solo la terapia a domicilio garantirebbe loro la continuità delle terapie in tutta sicurezza, occorre che le regioni prendano subito una decisione”.“La terapia domiciliare – spiega Fernanda Torquati, presidente dell’Associazione Italiana Gaucher – rappresenta un forte risparmio per i sistemi sanitari regionali e decongestiona gli ospedali: in questo momento in cui ogni risorsa deve essere destinata a fermare il virus dovrebbe essere una priorità. Basterebbe seguire l’esempio del Policlinico di Milano, che avendo dovuto chiudere il reparto dove tutti i pazienti Gaucher facevano le infusioni per trasformarlo in reparto per i malati di COVID-19, ha deciso che a partire dalla prossima settimana tutti i pazienti con la Gaucher che afferiscono al Policlinico effettueranno la terapia in regime domiciliare. In questo modo la terapia non subirà interruzioni e sarà somministrata in sicurezza. Tutto è stato organizzato in poche ore, anche grazie alla disponibilità dei tutor di HPN e Italiassistenza messi a disposizione da Takeda e Sanofi: non c’è motivo per cui le altre Regioni non debbano farlo”.
“Purtroppo le terapie domiciliari per i pazienti con malattia lisosomiale non sono permesse allo stesso modo in tutta Italia – spiega Stefania Tobaldini, presidente di AIAF (Associazione Italiana Anderson – Fabry Onlus), – ad oggi, e nonostante questa situazione, molti sono i pazienti che sono ancora costretti a uscire di casa, con evidenti rischi per la loro già fragile salute, per recarsi nelle strutture ospedaliere per effettuare la terapia: un’infusione endovenosa che viene somministrata ogni 7 o 14 giorni, con sedute che vanno dalle due alle sei ore. Bisogna rendersi conto che ora come non mai la terapia domiciliare è essenziale per non esporre i pazienti con malattia rara a rischio di contagio”. “Purtroppo, in Italia, ad oggi – afferma Angela Tritto, presidente AIG (Associazione Italiana Glicogenosi) – nessun paziente affetto da malattia di Pompe beneficia dell’infusione domiciliare del farmaco. Molti sono bimbi, quando devono fare la terapia serve almeno un accompagnatore, a volte due: tutte persone che oggi sarebbe molto meglio se potessero rimanere a casa”. “Il COVID-19 deve rappresentare un’opportunità da cogliere per sviluppare quei servizi che renderebbero la qualità di vita delle persone migliore: dalla terapia domiciliare allo smart working, ai video-consulti, alle prescrizioni telematiche, fino alla consegna dei farmaci a casa. Vale per i malati rari ma anche per tutti i cittadini” – conclude Annalisa Scopinaro, presidente UNIAMO FIMR, che ha immediatamente aderito all’appello delle Associazioni per allargarlo a tutta la comunità dei malati rari.
Da anni queste associazioni chiedono una maggiore diffusione della terapia domiciliare, che però non viene consentita in maniera uniforme in tutte le regioni d’Italia: quella che prima era una richiesta fatta per migliorare significativamente la qualità della vita oggi potrebbe essere addirittura una richiesta salvavita, la chiave di volta per poter davvero rimanere a casa ed evitare di contrarre o diffondere il contagio.

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Coronavirus e i danni della globalizzazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

“Superata l’emergenza virale nulla deve più essere come prima, dobbiamo tornare padroni del nostro destino mettendo al centro della società la persona e i suoi inalienabili sogni e bisogni. O si globalizzano diritti, sicurezza, tutela della vita e della salute o non si globalizza niente. Ora basta con questi dogmi cari al nuovo padrone liberista. Il mercato globale ha generato squilibri giganteschi e costretto agli stenti interi popoli. Abbiamo dovuto tagliare la spesa sanitaria, chiudere ospedali, bloccare le assunzioni nonostante corressero i pensionamenti, le forze dell’ordine hanno pochi uomini e anagraficamente non più idonei, non hanno adeguati mezzi per contrastare i criminali, è stato impossibile costruire nuove carceri, assumere nuovi agenti di polizia penitenziaria, gli edifici scolastici cadono a pezzi, la loro pulizia e manutenzione sono ridicole, i siti archeologici vengono scoperti, censiti e reinterrati perché non ci sarebbero soldi per valorizzarli e renderli visitabili, le ferrovie regionali sono spesso monorotaia e i treni vanno a gasolio, l’Alitalia non si può rilanciare perché saremmo passibili di procedura europea d’infrazione per aiuti di Stato (ma è lo Stato che l’ha creata!), vogliono portarla al collasso per regalarla a qualche compagnia straniera, le aziende non reggono la concorrenza sleale e si trasferiscono all’estero impoverendo la nazione, la Telecom è stata privatizzata e ha in pancia una forte e ostile presenza francese, Unicredit e Bnl sono praticamente straniere, le autostrade realizzate con soldi pubblici, cioè dei cittadini, sono state consegnate incomprensibilmente ai privati – che nemmeno effettuano la manutenzione – proprio quando potevano fruttare miliardi di incassi allo Stato con i pedaggi, Poste, Enel, Terna, Acea, tutte in forte attivo, sono state incomprensibilmente penetrate da multinazionali straniere, sedute a tavola per dividere la torta di utili certi, Eni e Leonardo sono sotto assalto. Superata l’emergenza virale nulla deve più essere come prima, dobbiamo tornare padroni del nostro destino mettendo al centro della società la persona e i suoi inalienabili sogni e bisogni”.

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Coronavirus. de Bertoldi (FdI): governo aumenta fondi

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

“Come ha ribadito la nostra leader Giorgia Meloni siamo contenti di aver convinto il governo che uno stanziamento di 7,5 miliardi sarebbe stato non soltanto insufficiente, ma anche un pessimo segnale al mondo produttivo. E quindi apprezziamo lo sforzo fatto di aumentare i fondi. Fratelli d’Italia fin dall’inizio di questa emergenza ha mostrato un atteggiamento collaborativo, ma adesso è importante capire come queste risorse saranno utilizzate. Bisogna provvedere interventi per tutti i lavoratori, e quindi anche a professionisti e partite Iva che invece questo governo ha finora dimenticato. Inoltre, come dimostra il tonfo di ieri della Borsa, è indispensabile mettere in cantiere provvedimenti per tutelare l’Italia da manovre speculative, oltre a prevedere la sospensione di tutte le scadenze comprese le impugnative degli atti tributari e gli adempimenti contabili e fiscali, come l’imminente liquidazione Iva del prossimo 16 marzo. Infine, Fratelli d’Italia vuole chiarezza sulla riforma del Mes, e non bastano le timide risposte del ministro Gualtieri da cui, invece, attendo una parola chiara alla mia interpellanza. In queste ore drammatiche è impensabile che lunedì prossimo l’Ue abbia come priorità questa riforma. Il governo dichiari senza indugio che non accetterà alcuna discussione sul Mes, mentre l’Ue si impegni attraverso risposte solidali e non vessatorie a contrastare un’emergenza che ormai coinvolge tutta l’Europa”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro nel corso dell’audizione del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

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Coronavirus. Calandrini (FdI): è il momento dell’unità per superare l’emergenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

“Fratelli d’Italia ha votato e voterà a favore dello scostamento di bilancio per autorizzare il Governo a stanziare 25 miliardi di euro necessari a fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Lo abbiamo fatto in Commissione Bilancio, lo faremo anche in Aula. Siamo opposizione ma non ci tiriamo indietro quando si tratta di dare risposte ai problemi del paese, e il Coronavirus ci obbliga oggi più che mai ad essere responsabili. Come ha detto la nostra leader Giorgia Meloni, la Nazione viene prima della fazione. Il voto di oggi sarà determinante per il prossimo futuro, per dare risposte ad un sistema sanitario al collasso e che reclama personale e posti letto, alle imprese che hanno chiuso o rischiano di chiudere, agli autonomi che hanno dovuto fermare i loro lavori, a quei dipendenti precari rimasti senza un’occupazione, alle famiglie che subiscono le conseguenze di tutto ciò e che sono state rivoluzionate dalla chiusura lunga e prolungata delle scuole. Questo è il momento dell’unità, restando uniti supereremo questa emergenza”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini, capogruppo in Commissione Bilancio.

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Coronavirus: Vodafone, stop limite Giga per gli studenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Vodafone eliminerà per un mese il limite di Giga per tutti i giovani clienti studenti. “Bene. Ottima iniziativa che speriamo sia ripresa anche da tutte le altre compagnie telefoniche” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ora, però, anche il Governo deve fare la sua parte. Pensiamo, ad esempio, a tutte le persone anziane costrette a restare sole in casa, che sentono la necessità di parlare con qualcuno. Per questo abbiamo chiesto, tra le misure a favore delle famiglie che sta preparando l’Esecutivo, anche quella di ridurre, per questo periodo di spostamenti ridotti, l’Iva dal 22 al 4% per tutti i contratti telefonici a consumo, ossia per quelli che non hanno opzioni flat. Si potrebbe anche prevedere l’azzeramento dello scatto alla risposta per le persone più anziane” conclude Dona.

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