Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Archive for 16 marzo 2020

La nostra morale interiore

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Spesso mi chiedo perché nell’essere umano prevale la morale, una qualsiasi etica, in luogo dell’amoralità e dell’immoralità? Perché vi possono essere due anime criminali delle quali una è pronta a minacciare e a uccidere e l’altra esita? Perché non si riesce a essere falsi, sino in fondo, mentre altri lo fanno con tanta naturalezza da far sembrare vero ciò che autentico non è? Perché si commettono atti impuri, e si è pronti per un sincero pentimento, mentre altri ridono e sghignazzano per quelle che considerano delle semplici bravate? Perché vi è chi teme di fare un passo che considera grave, ma che le circostanze possono spingerlo ai limiti del baratro e farlo pencolare nel vuoto ed altri, senza esitare, scelgono l’autodistruzione?
Tutto ciò mi fa pensare che esiste dentro di noi una morale interiore che frena i nostri impulsi atavici, le violenze, sebbene non vi riesca con tutti e in ogni circostanza.
Un’indicazione, probabilmente, l’ha data lo stesso Buddha quando afferma che dobbiamo essere buoni con tutti, anche se ci procurano del male, perché la bontà è l’unica che ripaga nel bene mentre la violenza e la cattiveria richiamano inevitabilmente altre risposte violente e cattive. Esprime, se vogliamo, una grande lezione di vita. Dobbiamo fare in modo che essa possa esserci di conforto. Deve sostenerci, imparando ad amare, attraverso i nostri punti fermi, offerti dalla famiglia e dalla civiltà che abbiamo costruito e sui principi d’uguaglianza e di giustizia sociale. Non dobbiamo dimenticare, prima di tutto, che fin dalla primissima infanzia l’essere umano è già pronto ad appropriarsi di riflessioni morali e ad affrontare conflitti etici.
Tutto ciò proviene, per lo più, dagli impulsi esterni. Ciò permette ai bambini di decidere, su ciò che è bene e ciò che è male, e a prestare molta attenzione a ciò che la società addita loro come moralmente accettabile o meno. E, come accade per la scuola, questa forma d’insegnamento non è un’esclusiva dei genitori o dei familiari in genere. Spesso i bambini associano gli insegnamenti, impartiti in famiglia e a scuola, con altri riferimenti che possono pervenire dalla televisione e da Internet. E’ un aspetto da non sottovalutare. Queste prime esperienze spesso lasciano cicatrici profonde e forme reattive imprevedibili. Esse coinvolgono, sovente, la morale interiore. La fanno entrare in conflitto permanente con l’altra faccia della coscienza e dello stesso vivere in comunità. Questo accade, a volte, quando in famiglia o con i compagni di scuola o di giochi si enfatizzano eccessivamente la ricchezza, le logiche consumistiche, i comportamenti egoistici e si mettono in ombra valori ben più improntati alla solidarietà e al rispetto del prossimo. Ecco perché è importante, per tutte le comunità del mondo che si formano con la famiglia, come substrato formativo e educativo, ricercare un equilibrio affettivo capace di trasmettere i giusti impulsi e nel dare le opportune indicazioni a chi può farne un buon uso e rappresentare per essi l’opportuno trampolino di lancio per tutti gli accadimen-ti della vita. Proprio per questo motivo si assegna alla religione un messaggio di Fede che sia anche d’esempio pratico oltre che un segnale estemporaneo. E la fede deve costituire per i giovani un viaggio interiore verso la scoperta dei valori che si conservano e che per una serie di circostanze non riescono a rilevare. Dobbiamo fare in modo che, come la fede precede il miracolo, così la nostra vita si esteriorizzi allacciando un rapporto diretto tra ciò che costituisce l’io e la nostra condotta di vita. Sulla stessa lunghezza d’onda procedono i tanti segnali che accogliamo da chi sceglie, ad esempio, la vita monastica, la rinuncia a un’esistenza d’agi e di ricchezze. (Riccardo Alfonso)

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Comprendere la politica dal punto di vista laico e religioso

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

È un discorso che io faccio in primo luogo pensando agli italiani, ma potrei estenderlo agevolmente agli altri popoli del mondo. Riprendo, a tale riguardo, un passaggio del libro scritto dal sacerdote Pio Parisi nel suo libro: “La coscienza Politica” scritto nel 1975. Le sue parole, pur meditate molti anni fa, osservando gli avvenimenti che ruotavano intorno alla Democrazia Cristiana, sembrano ora acquistare una straordinaria attualità. Il tema che mi sembra egli prediligesse, su tutti, è su cosa la fede dà alla politica. “Se la fede – egli osserva – è un’esperienza totale è chiaro che essa investe completamente la politica. La fede investe la politica dando un significato nuovo a tutte le realtà di cui la politica s’interessa, da quelle economiche alle giuridiche e culturali; un significato nuovo per l’intelligenza ma anche per il cuore, che si accosterà con nuovo slancio a queste realtà, e per l’azione. Come potrebbe l’azione politica non essere permeata e intimamente modificata dalla fede, quando la fede stessa penetra l’intelligenza e il sentimento nel momento in cui si compie l’analisi su cui si fonda l’azione politica? In tal modo non si corre il rischio di cadere nell’integrismo?
Non di certo giacché è proprio la fede la più forte garanzia contro tale andazzo. Vi è un primato che supera ogni azione umana. La fede, di conseguenza, dà alla politica la possibilità di una lettura pienamente serena e seria di quel che succede e quindi dà possibilità di un vero orientamento in mezzo alle più complesse vicende umane. La fede, soprattutto, ci illumina sul valore e sulla centralità d’ogni persona umana, sulla falsità d’ogni violenza e strumentalizzazione, da qualunque parte è operata, nei confronti del più ignorato degli uomini.” Per contro la politica da sola non genera fede, ma chi ha fede cresce in essa impegnandosi nella politica. La politica, semmai, può aiutare la fede a crescere nella conoscenza della grandezza di Dio. La politica, infatti, stimola l’attenzione a tutti e la considerazione dell’umanità come un tutto; fornisce tanti elementi per cogliere la complessità e il rapido divenire delle vicende umane: è spesso un’esperienza viva della miseria umana, materiale e morale; dà la possibilità d’individuare grandi potenzialità nei singoli e nella società. La politica può essere, infatti, un’ampia e intensa esperienza dei condizionamenti naturali e sociali, quelli del tempo, del peccato, della morte. Per chi non ha fede la politica può essere una via per raggiungerla. Facendo sinceramente politica ci si affeziona sempre più all’uomo e desiderare per lui una salvezza che sia di là di quella che l’uomo da solo può trovare; ci si affeziona all’amore e se ne cerca una sorgente inesauribile: ci si affeziona all’efficacia e si ricerca il divino. A questo punto noi comprendiamo, sino in fondo, la ragione che a cavallo tra il XIX e il XX secolo ci ha portato alla vocazione politica di un Gioberti e di uno Sturzo e di altri. Occorre, altresì, essere molto chiari con se stessi e con gli altri: se ci s’impegna insieme, in conformità a scelte di valori culturali e morali, bisogna rinunciare a servirsi di questa convergenza per operazioni di potere. Nel momento in cui una comune iniziativa culturale o morale è concepita come alleanza di potere, essa è isterilita, distorta negata. Ci si può aiutare a servire e ci si può aiutare ad asservire; ma i due modi si escludono a vicenda. È il momento che la coscienza civile e religiosa degli italiani riconosca i valori di sempre e s’identifichi con essi. Questa nostra coscienza politica va acquistata quotidianamente nella misura dell’impegno a osservare, a riflettere, a realizzare la sintesi fra diverse tendenze separate e contrapposte, ad aprire il proprio animo, agli altri e agli eventi, a convertire la propria vita, liberandosi, per quanto è possibile, dall’egoismo. Ed è un atto d’egoismo procedere uniti nella fede e separati in politica di là del ragionevole e del comprensibile. Dopo di tutto ci appare un non senso identificare due distinte anime tra chi opera in conformità al suo Credo e chi lo mette da parte, sia pure diligentemente, per lasciare il posto al significato laico della politica. (Riccardo Alfonso)

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I miracoli nella nostra natura spirituale

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

I miracoli sono rappresentazioni forti ed anche traumatiche che non devono farci ignorare quelli più profondi, di natura spirituale. A ben considerare devo osservare che i miracoli visibili, palesi, vale a dire in avvenimenti materiali, sebbene siano evidenti, sono in realtà meno potenti, anche se colpiscono di più l’attenzione. Questa è, semmai, un’altra lezione che dobbiamo meglio assimilare. In effetti, è l’invisibile, la vera forza e non ciò che può influire sui nostri sensi dall’esterno. È proprio nella nostra capacità di saper leggere dentro di noi che possiamo ritrovare l’equilibrio smarrito. Sono le vere parole che vanno al cuore e che hanno il potere di convertire. Ci manca, in altri termini, la consapevolezza che è la verità interiore che va disvelata e soprattutto nel nostro modo di saper cogliere i frutti di conversione che porta dentro di sé e che ci consentono di riconciliarci con noi stessi e nei rapporti con gli altri. Il resto può essere una semplice suggestione. È il frutto di quella voglia dell’essere umano d’affrettare i tempi della rivelazione attraverso l’immaginario collettivo. È una sorta di panacea, ai nostri tanti mali, se continuiamo a vedere e a giudicare con gli occhi di chi vede di fuori e non al di dentro. Alla fine, i miracoli, che di tanto in tanto si propongono alla nostra attenzione, diventano il frutto delle paure ataviche. Forse è più arduo pensare che la vera Fede non si appaga con le esteriorità. Essa nasce al nostro interno e ritorna al luogo di partenza. Noi diventiamo dei semplici tramiti e vi sono, in queste pieghe, dei nostri simili che più degli altri sono capaci d’interpretare tali messaggi e vederli materializzati davanti ai loro occhi.
Sono considerati dei santi o dei santi uomini e donne. Sono esempi di una virtù che è in tutti noi ma che loro hanno saputo riconoscere ed esteriorizzare mentre al loro cospetto noi mostriamo il volto della nostra mondanità, della caducità e della pochezza spirituale. Abbiamo sempre più bisogno del loro esempio e del loro sacrificio per ritrovare l’antica strada e per percorrerla con serenità. Talvolta anche quest’opportunità è da noi sacrificata irrimediabilmente. Ciò ci insegna la difficoltà di un cammino che ci interiorizza e ci fa riconoscere il più vetusto e il più nobile ed anche il più salvifico dei nostri beni: la morale interiore. Forse non è tutto sbagliato pensare che il nostro sforzo di perfezione troverà un premio nel godere in eterno le gioie del Paradiso. Per gli altri continuerà il dialogo su spettri, demoni e streghe. (Riccardo Alfonso)

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Quanto la politica perde il contatto con la realtà

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Non è stata in grado di riconoscere per tempo le crisi del sistema per coglierne il significato. Non è riuscita a capire, di fronte ai crolli delle istituzioni e alle sofferenze umane, che gli uomini dell’apparato avrebbero dovuto trovare il modo migliore di comportarsi. È stato il momento in cui non si è stato in grado d’emergere dal pantano delle crisi istituzionali, civili, economiche e sociali per una più appropriata ricerca dei modelli culturali e dei costumi, del linguaggio, della trasmissione dei valori, dei rapporti tra generazioni.
È mancata la coscienza politica. Quella stessa coscienza che sembra vagare solitaria e sconsolata e capace di rendere viva solo una diaspora.
E’ il momento che la coscienza civile degli italiani riconosca i valori di sempre e s’identifichi con essi. È il momento che questi valori siano restituiti al nostro patrimonio comune. In questo patrimonio comune si collocano quei movimenti politici vecchi e nuovi. Ecco perché oggi guardiamo con simpatia quei pionieri che hanno l’ardire di riportarla alla comune memoria, a risvegliare l’interesse dei giovani e di chi ha la memoria corta per fatalità genetica o per ipocrite chiusure. Agli altri che, si richiamano ai suoi valori, ma non hanno osato assegnarne il nome che li riallacci a un passato, occorra dire che può essere vergogna d’uomini ma non d’idee e di valori se questi attributi affondano le loro radici nella nostra coscienza positiva nella singola persona, nella comunità e nella società. Questa nostra coscienza politica va acquistata quotidianamente nella misura dell’impegno a osservare, a riflettere, a realizzare la sintesi fra diverse tendenze separate e contrapposte, ad aprire il proprio animo, agli altri e agli eventi, a convertire la propria vita, liberandosi, per quanto è possibile, dall’egoismo. (Riccardo Alfonso)

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Deterioramento cognitivo, disponibili le nuove raccomandazioni dell’Uspstf

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Per l’US Preventive Services Task Force (USPSTF), non ci sono prove sufficienti per valutare l’equilibrio tra benefici e danni dello screening per il deterioramento cognitivo nelle persone di 65 anni o più, riconfermando ciò che era già stato dichiarato nel 2014. Ciò vale per coloro che vivono in comunità e che non hanno segni o sintomi di deterioramento cognitivo e non si applica a individui ricoverati in ospedale o che vivono in istituti. Al fine di aggiornare le raccomandazioni del 2014, l’USPSTF aveva commissionato una revisione sistematica sui benefici e danni dello screening per il deterioramento cognitivo, vale a dire sia la demenza, definita come il declino significativo di uno o più domini cognitivi che interferiscono con l’indipendenza della persone nelle attività quotidiane e di cui sono affetti 2,5-5,5 milioni di statunitensi, sia la decadimento cognitivo lieve (MCI), in cui invece l’invalidità non è così grave da interferire con il funzionamento quotidiano indipendente. Sono state incluse prove sull’accuratezza dei test di screening, studi su benefici e danni dello screening e dei trattamenti e interventi per gli anziani e i caregiver. «La revisione si è concentrata sugli adulti più anziani con MCI o demenza da lieve a moderata, poiché questi sono i pazienti che hanno maggiori probabilità di essere identificati mediante screening» si specifica nell’articolo pubblicato su JAMA. L’USPSTF conclude che mancano prove e non è possibile determinare l’equilibrio tra benefici e danni dello screening per il deterioramento cognitivo nelle persone con 65 anni o più. Nel documento vengono inoltre chiariti alcuni aspetti in risposta ai diversi commenti arrivati in seguito alla pubblicazione di una sua bozza sul sito web dell’USPSTF stesso tra settembre e ottobre 2019. Ad esempio, «l’USPST desidera chiarire che la sua dichiarazione I è una conclusione che le prove sono insufficienti per valutare l’equilibrio dei benefici e i danni dello screening per il deterioramento cognitivo e non è una raccomandazione né per né contro lo screening». In ogni caso i medici dovrebbero rimanere vigili ai primi segni o sintomi di compromissione cognitiva, come problemi di memoria o linguaggio. (fonte: Doctor33)

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Scompenso cardiaco e defibrillatori cardiaci impiantabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

By Arturo Zenorini. La morte cardiaca improvvisa (SCD) rimane una delle principali cause di morte nei pazienti con cardiopatia strutturale e rappresenta circa il 50% della mortalità cardiovascolare totale. Per prevenire la SCD, le attuali linee guida raccomandano che i pazienti con insufficienza cardiaca (HF) e ridotta funzione sistolica ventricolare sinistra (LVEF) ricevano defibrillatori cardiaci impiantabili (ICD).È ben noto che le disfunzioni tiroidee e le aritmie cardiache sono strettamente associate. Inoltre, il Rotterdam study ha recentemente dimostrato un aumento del rischio di SCD in soggetti eutiroidei con concentrazione di tiroxina libera (FT4) nel terzile superiore dell’intervallo di riferimento. Tuttavia, l’associazione diretta tra l’incidenza di aritmie potenzialmente letali e gli ormoni tiroidei all’interno di un normale intervallo di riferimento non è stato ancora valutato. In tal senso, assume interesse uno studio – da poco pubblicato su “The American Journal of Cardiology” – in cui si ipotizza che concentrazioni più elevate di FT4 in pazienti eutiroidei con HF e ICD siano predittive di una maggiore incidenza diaritmie ventricolari che richiedono cardioversione elettrica.Questo studio prospettico di coorte in aperto è stato condotto presso la divisione di cardiologia dell’Ospedale universitario di Düsseldorf. Tra gennaio 2013 e gennaio 2016, lo studio ha arruolato pazienti che venivano avviati a impianto di ICD a camera singola o doppia per prevenire SCD. Lo studio ha incluso115 pazienti eutiroidei (età media 62,9 ± 1,3 anni; 87% maschi; 63% con cardiomiopatia ischemica), in cui le concentrazioni sieriche di tireotropina (TSH) e FT4 venivano misurate il giorno prima dell’impianto dell’ICD. Gli endpoint primari e secondari sono stati definiti rispettivamente come necessità di cardioversione e SCD. Durante un follow-up medio di 1.191 ± 35 giorni, 24 pazienti (21%) hanno necessitato di cardioversione, mentre 10 pazienti (9%) sono deceduti per SCD. I pazienti che hanno necessitato di cardioversione avevano concentrazioni di FT4 più elevate (18,9 ± 0,48 contro 16,2 ± 0,22 pmol/L nei controlli, p <0,001), e FT4 si è dimostrata un predittore indipendente di cardioversione in una regressione di Cox aggiustata (hazard ratio = 1,47, p <0,001). Gli autori non hanno invece identificato indici utili per predire il rischio di decesso da SCD. In conclusione, la concentrazione di FT4 sembra essere predittiva di una maggiore incidenza di aritmie ventricolari nei pazienti eutiroidei che impiantano un ICD in prevenzione primaria.L’attuale raccomandazione delle linee guida per l’impianto di ICD in prevenzione primaria si basa essenzialmente su LVEF ridotta, forte predittore di morte aritmica e cardiovascolare. «Il nostro studio suggerisce che la funzione tiroidea potrebbe essere utilizzata come strumento di stratificazione del rischio nei pazienti conLVEF ridotta» osservano i ricercatori. «In confronto ad altri possibili marcatori di stratificazione del rischio come la risonanza magnetica cardiaca o biomarcatori specifici, la valutazione della funzione tiroidea, e in particolare delle concentrazioni di FT4, può essere facilmente integrata nella pratica clinica prima dell’impianto di ICD».In relazione all’aumento di aritmie cardiache con concentrazioni di FT4 nel quartile superiore del normale intervallo di riferimento, «nei pazienti con ipotiroidismo la terapia sostituiva con L-T4 potrebbe essere titolata per evitare questa eventualità». (Fonte doctor33)

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I lati positivi del Coronavirus

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Abbiamo letto su Facebook da Cit Fortunato Centonze:
È riuscito a smascherare tantissimi analfabeti funzionali
🔹Ha fatto crollare i furti nelle case
🔹È riuscito a risolvere il problema del traffico in molte città italiane
🔹Ha rafforzato le strutture sanitarie del paese
🔹È riuscito a far diminuire lo smog
🔹Ha avverato il sogno dei comunisti, l’Italia è tutta zona rossa
🔹È riuscito a far aumentare l’amor di patria da destra a sinistra
🔹È riuscito ad accontentare la Lega, la Lombardia ha avuto dei confini invalicabili
🔹È riuscito a far chiudere i porti come voleva la Lega, anzi di più anche aeroporti e interporti
🔹È riuscito a incutere paura negli italiani, dai tempi dell’inquisizione non si avevano certe paure
🔹È riuscito a far temere l’Italia nel mondo
🔹Ha abbassato il tasso di tradimenti tra le coppie italiane
🔹Ha invertito il flusso migratorio dal nord al sud
🔹È riuscito a cancellare ogni liturgia in chiesa, era da quasi duemila anni che non accadeva
🔹Ha fatto capire che con 3.500 Puffi ci sono nazioni messe peggio di noi in materia di imbecillità
🔹È riuscito a far crollare un mito, anche al sud se presi alla sprovvista hanno i frigoriferi vuoti in casa
🔹Forse… ma lo vedremo, sarà riuscito ad aumentare la natalità in Italia. (segnalato da Ana Maria Russo)

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Coronavirus: Medico di famiglia e gestione emergenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

In questi giorni che stiamo cercando di fronteggiare l’emergenza sanitaria, esiste solo un consiglio da seguire, che si è trasformato in un hastag, #Io resto a casa. Più facile a dirsi che a farsi. Non sempre rimanere a casa è possibile e non facciamo riferimento alle comprovate esigenze lavorative. Ma ad un’esigenza molto più primaria, molto più basica. Pensiamo ad un soggetto, magari immunodepresso, che ha bisogno di rinnovare la ricetta per andare in farmacia a ritirare un farmaco salvavita. Essendo un soggetto immunodepresso dovrebbe evitare quanto più possibile i contatti con l’esterno. Ed invece, almeno per il momento, questo soggetto deve recarsi dal proprio medico curante, attendere in fila con altre persone, che vogliamo sperare siano dal medico per reali ed improrogabili necessità e che non siano infette, prendere la ricetta e poi riattendere in coda fuori dalla farmacia. Tutto questo, che apprendiamo da alcune segnalazioni giunte in Aduc, è assurdo. Come si fa a garantire di rimanere a casa e a limitare la diffusione del contagio se poi si lasciano tante persone a rischio in coda per andare dal medico di famiglia? Non sarebbe forse opportuno emanare delle linee guida a cui tutti i medici devono attenersi? Non sarebbe opportuno tutelare effettivamente le persone immunodepresse o anziane? Non sarebbe opportuno garantire, almeno per le categorie più a rischio, che il medico di base possa ricevere le richieste telefonicamente? In modo che queste siano trasmesse sul fascicolo sanitario, o in altra modalità, in modo che la farmacia a cui ci si rivolge possa vederle e successivamente consegnarle a domicilio? Comprendiamo che non tutti abbiano la tessera sanitaria attiva ma potrebbero essere effettuate anche altre scelte.Del tipo: si telefona al medico curante, questo prepara la ricetta che verrà consegnata, su appuntamento, al paziente che poi, sempre su appuntamento, si recherà in farmacia.
Si potrebbe semplicemente dedicare delle giornate ed orari alle persone che sono immunodepresse oppure anziane.
Se si vuole garantire la salute delle persone maggiormente a rischio occorre risolvere questa problematica. (Sara Astorino, legale, consulente Aduc)

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Lancio di CRIF Digital Next

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

CRIF – azienda globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie, business information e soluzioni per il credito, tra le prime 50 società al mondo nella prestigiosa classifica IDC Fintech Ranking e titolare di licenza come Account Information Service Provider (AISP) valida in 31 Paesi – annuncia il lancio di CRIF Digital Next. Nello specifico la soluzione, già disponibile, consente a operatori di settore – Banche, Assicurazioni e Imprese – di cogliere tutte le opportunità dell’Open Business grazie alle potenzialità di una piattaforma tecnologica aperta e collaborativa, un basket di contenuti e servizi digitali e a valore aggiunto per le PMI e le famiglie e un layer di dati e analytics unici sul mercato. L’innovativa piattaforma CRIF, che è ‘live’ con risultati già tangibili, offre un unico entry point tecnologico in private cloud, dotato di API di nuova generazione, per accedere in modo rapido, semplice e sicuro, a un ampio ecosistema di servizi personalizzati.
La piattaforma CRIF è in grado di coprire con le soluzioni più efficaci e performanti:
una serie di aree funzionali essenziali per un customer journey d’avanguardia di persone e imprese: dall’onboarding del cliente, alla gestione completa dell’identità anche in chiave regolamentare (KYC), alle funzioni di accesso ai conti e aggregazione tipiche della PSD2; una suite di Open Banking per l’accesso, l’aggregazione e la categorizzazione dei conti su qualsiasi banca dell’Unione Europea, per aprire il credito in maniera ancora più inclusiva e sostenibile con la robustezza garantita dai dati e dalle metodologie CRIF;servizi avanzati, basati sull’artificial intelligence, per la gestione più efficiente dei processi; un sistema di triggering e real-time marketing basato sull’interpretazione multidimensionale degli eventi e dei bisogni del cliente in tempo reale. Per innovare nella relazione con le PMI, la soluzione di Business Financial Management, disponibile anche in white label, rappresenta un vero e proprio advisor digitale che affianca l’imprenditore su temi cruciali quali l’analisi della liquidità, il monitoraggio dei pagamenti delle fatture, il bilanciamento delle risorse tra diversi conti correnti e il controllo delle spese tramite budget organizzati per categoria e finalità. La soluzione BFM può essere integrata nell’ambito di applicazioni già offerte alle PMI ma può anche rappresentare uno strumento nuovo per ingaggiare i propri clienti e proporre servizi specifici.
Sul fronte “Open Insurance”, infine, CRIF Digital Next rende disponibile alle compagnie di assicurazioni e bancassicurazione una infrastruttura digitale per lo sviluppo profittevole del business, anche sfruttando le opportunità offerte dalla PSD2, tramite servizi propri o di Insurtech partner. Nello specifico, CRIF Digital Next rende disponibile un ambiente di laboratorio, denominato CRIF Studio, nel quale i dati e gli strumenti analitici sono a disposizione per creare algoritmi gestionali personalizzati e altamente performanti. Tutti i servizi sono realizzati con particolare attenzione e cura agli aspetti di compliance alle normative europee ed italiane. digitalnext.crif.it

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“Attivare al più presto la teleassistenza per i consulti alle persone con diabete”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Sono tante le persone con diabete, spesso accompagnate da un familiare o un amico, che anche in questi giorni, si presentano presso i centri diabetologici italiani, per effettuare una visita di controllo, prenotata magari diversi mesi fa. In questo modo gli ambulatori di diabetologia si trasformano in un luogo di aggregazione, ad elevato rischio di contagio da Covid-19. Peraltro ai danni di una categoria di pazienti fragili – quali appunto le persone con diabete – che dovrebbero essere protetti con attenzione da questa eventualità. È l’allarme lanciato dalle Società scientifiche di riferimento della diabetologia – AMD (Associazione Medici Diabetologi), SID (Società Italiana di Diabetologia) e SIE (Società Italiana di Endocrinologia) – che attraverso una lettera inviata agli Assessori alla Sanità di tutta Italia – chiedono che venga “urgentemente autorizzata per tutti i Servizi di diabetologia presenti nelle rispettive Regioni, la teleassistenza a favore delle persone con diabete”. Infatti, argomentano gli esperti, “l’affollamento di alcuni Servizi di diabetologia, unito alla crescente apprensione di numerosi pazienti e caregiver, sta iniziando a dar luogo a preoccupanti episodi di nervosismo e di disordine, che di certo non giovano alla corretta gestione della patologia diabetica, né cooperano all’efficacia delle misure di contenimento dell’epidemia da Covid-19”.Alla descrizione del problema segue qualche proposta concreta per la sua soluzione: “Le scriventi Società scientifiche – proseguono infatti AMD, SIE e SID, rivolgendosi agli Assessori – si permettono, per Vostro tramite, di suggerire a tutti i colleghi presenti sul territorio nazionale un possibile flusso di lavoro, valido almeno per i Servizi di diabetologia che non siano già diversamente strutturati nel rendere le proprie prestazioni in Telemedicina:
1. Il paziente viene contattato telefonicamente e informato delle nuove modalità di servizio, e gli viene contestualmente fornita la mail aziendale del Servizio di diabetologia;
2. Il paziente o il caregiver è invitato a inviare via mail copia scansionata/fotografata degli esami clinici e di eventuale ulteriore documentazione clinica (diario glicemie compreso, qualora non sia possibile la condivisione in Cloud o attraverso App dedicate); 3. Il personale del Servizio di diabetologia trascrive esami ed esiti ricevuti via mail in cartella;
4. Il medico ricontatta il paziente o il suo caregiver, concordando eventuali modifiche della terapia o richiedendo accertamenti;
5. Il personale del Servizio di diabetologia invia al paziente o al caregiver, da mail aziendale, la relazione clinica di fine visita e l’eventuale richiesta di accertamenti, qualora non sia possibile la condivisione tramite Fascicolo Sanitario Elettronico”.
AMD, SIE e SID segnalano infine che alcune aziende, che operano nel campo della diabetologia in collaborazione con software-house specializzate, hanno messo a disposizione gratuitamente, per tutta la durata dell’emergenza coronavirus, una piattaforma per facilitare la comunicazione a distanza fra il Centro diabetologico e il paziente.

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Il Centro Europeo Consumatori pubblica i dati dell’anno 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Nuove conferme per il Centro Europeo Consumatori Italia: i dati relativi all’attività dell’anno 2019 testimoniano, ancora una volta, l’importanza del lavoro profuso dal punto di contatto italiano della rete dei Centri Europei dei Consumatori ECC-Net. La rete, istituita dalla Commissione Europea e cofinanziata dagli Stati Membri, fornisce assistenza e consulenza gratuita ai consumatori in caso di controversie transfrontaliere, ovvero liti insorte tra consumatori e operatori commerciali stabiliti in due diversi stati della UE oltre che nel Regno Unito, Norvegia e Islanda. “I dati relativi all’attività svolta dal nostro Centro nel 2019”, commenta Maria Pisanò, direttore del Centro Europeo Consumatori Italia, “testimoniano la fiducia che i consumatori ripongono nella professionalita’ dei nostri consulenti. Abbiamo fornito consulenza a quasi 4000 richieste e assistito i consumatori nella gestione di oltre 2200 reclami riuscendo a recuperare oltre 250 000 euro”. I settori che hanno maggiormente interessato gli interventi del Centro sono stati il turismo, il settore dei trasporti, nel quale una buona parte delle richieste ricevute ha riguardato il trasporto aereo e l’autonoleggio.“Il Centro non si occupa solo di rispondere ai quesiti dei consumatori”, prosegue Monika Nardo, coordinatrice dell’ufficio di Bolzano: “ci impegniamo quotidianamente in un’intensa attività di informazione e divulgazione dei principali temi di interesse relativi alla nostra attività: abbiamo organizzato ben 15 incontri con professionisti e stakeholders, abbiamo collaborato attivamente con le autorità di enforcement, siamo stati protagonisti di circa 100 interviste radiofoniche e televisive e, come ogni anno, abbiamo tenuto conferenze e seminari nelle scuole per diffondere consapevolezza nei giovani consumatori di domani”. A questi risultati si aggiungono i riscontri positivi provenienti dal web, dato il crescente interesse registrato sia per le attività social (il Centro dispone di account Facebook, Twitter e Instragram) che per il materiale digitale prodotto (circa 650 000 download dai siti web http://www.ecc-netitalia.it e http://www.euroconsumatori.org). Decisamente positiva anche la percentuale di soddisfazione dei consumatori, pari all’87,4% come si evince dai risultati del questionario ufficialmente predisposto dalla Commissione Europea.

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Coronavirus, USB: a Roma personale degli ospedali senza dispositivi di protezione

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Formalmente a Roma va tutto bene, bollettini tranquillizzanti dallo Spallanzani e dalla Regione. La realtà dice altro, parla di un sistema sanitario in grande difficoltà prima ancora che si manifesti l’atteso picco dei contagi. La Federazione romana dell’Unione Sindacale di Base sta raccogliendo informazioni e denunce dalle varie realtà.Non bastasse lo scandalo dei medici di base, che a oggi non hanno ricevuto lo straccio di un presidio anticontagio pur rappresentando il primo filtro territoriale, molti ospedali sono a corto di mascherine, non solo FFP2 e FFP3, ma anche di semplici protezioni chirurgiche.Al Sant’Eugenio hanno ricevuto una fornitura di panni antipolvere riadattati con forbici ed elastici a mascherine di fortuna; la dirigenza, a ragione, ne ha vietato l’uso ma qualche primario sostiene che il personale non ha bisogno di mascherine. L’aria nel nosocomio dell’Eur è pesante: 2 dei 12 operatori del Dea si sono infettati e c’è forte preoccupazione per i prossimi giorni.Al San Giovanni per avere una mascherina bisogna firmare, mancano le protezioni anche all’Umberto I e non va meglio negli altri ospedali del territorio.USB si chiede che fine facciano le tanto sbandierate maxi-forniture di mascherine, anche certificate, dall’Italia e dall’estero, e perché il ministro della Salute Roberto Speranza si ostini a dichiarare che “la priorità per affrontare l’emergenza è difendere il nostro personale sanitario che sta facendo un lavoro straordinario in queste ore. Il modo migliore per farlo è garantire prima di tutto a loro i dispositivi di protezione individuale”. Stando a quel che accade a Roma, ma anche in altre parti d’Italia, le affermazioni del ministro sembrano chiacchiere in libertà. (fonte:Unione Sindacale di Base – Federazione di Roma)

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In Italia la mortalità da Coronavirus è più alta che in altri Paesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

(AJ-Com.Net) L’età media della popolazione italiana è maggiore rispetto ad altri Paesi: 44 anni in Italia contro un’età media che in Cina -ad esempio- è di 37 anni. «È questo fattore a contribuire al continuo inasprirsi dei dati» sottolineano gli esperti del comitato medico di Plusimple (www.plusimple.com), società innovativa di sanità digitale che ha deciso di offrire gratuitamente supporto e know-how per fronteggiare in maniera più agile l’attuale emergenza sanitaria.Secondo quanto hanno potuto appurare gli analisti della piattaforma che già ad oggi conta più di 600 medici ed 11 mila pazienti, il dato generale di letalità è attualmente più alto nella popolazione italiana rispetto perfino a quella cinese da dove il virus è partito.«L’Italia ha un elevatissimo grado di invecchiamento della popolazione ed è proprio dopo gli 80 anni e in persone con importanti patologie preesistenti che avvengono i 2/3 dei decessi da Coronavirus» aggiungono i medici di Plusimple.com, che in questi giorni è stata inserita dalla Think Pink Europe tra le 5 migliori società di sanità digital per la lotta contro il tumore al seno.Nel dettaglio -secondo quanto rileva Plusimple.com- in Italia la mortalità da Corona Virus è pari a zero per le fascia di età da 0 a 58 anni, per salire gradualmente allo 0,1% tra i 50 ed i 59 anni, all’1,4% tra i 60 ed i 69 anni, al 4% tra i 70 ed i 79 anni, all’8,2% tra gli 80 e gli 89 anni ed al 14,3% oltre i 90 anni, nonostante la patologia possa manifestarsi in forma aggressiva in tutte le età.L’evoluzione dei contagi sta così mettendo a dura prova il sistema sanitario italiano. Per aiutare a fronteggiare la situazione, Plusimple lancia dunque una piattaforma a supporto dell’emergenza nella lotta contro COVID-19: SupportoCoronaVirus.it.La nuova piattaforma mette a disposizione uno spazio web accessibile gratuitamente a tutti per eseguire un test di autovalutazione redatto dall’Ordine dei Medici di Salerno.Attraverso SupportoCoronaVirus.it diventa inoltre possibile accedere ad informazioni certificate per dirimere dubbi e condividere procedure riguardo prevenzione e riscontro dei sintomi del Corona Virus.«Nel momento di emergenza che stiamo vivendo è indispensabile assicurare le cure ma anche limitare i contagi» sostengono i medici della piattaforma. E proprio grazie a Plusimple.com il rapporto con il proprio medico avviene in remoto: più rapido e più sicuro, riducendo così il rischio di contagio. “Plusimple significa più semplice perché crediamo che una sanità con meno passaggi e meno ostacoli sia più valore per tutti» sostengono i fondatori della start-up che è già stata classificata dall’EIT Health -agenzia innovativa dell’Unione Europea- tra le 15 società di sanità digitali più promettenti d’Europa. (AJ-Com.Net).

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Coronavirus. de Bertoldi (FdI): non bastano sospensioni e moratorie, governo vari politica espansiva

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

“Le dichiarazioni -ipersovraniste- del governo tedesco, che sarebbe pronto ad immettere nell’economia nazionale oltre cinquecento miliardi di euro e che si prepara a -rimpatriare- tutte le produzioni strategiche (vedi settore sanitario), credo possano rappresentare la fine di questa UE, così come pervenuta sull’asse franco – tedesco. Rappresentano il fallimento di quelle politiche monetarie rigoriste, che hanno depredato ed affamato l’Italia nell’ultimo ventennio, nonché un chiaro cambio di rotta nelle politiche internazionaliste, responsabili del primato finanziario rispetto alle necessità dei Popoli”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro. “Mi attenderei quindi dal nostro governo, ma purtroppo non ci spero, vista l’assoluta subalternità a Bruxelles della sinistra italiana ed un M5S che ha rinnegato tutta la propria storia, una conseguente dichiarazione di sospensione del trattato di Maastricht e delle regole comunitarie per sostenere l’economia nazionale. È improcrastinabile così il ricorso immediato ad una politica di espansione per sostenere il sistema economico nazionale, che potrebbe attuarsi con emissione di moneta fiscale che integri i minori fatturati del corrente anno rispetto al triennio precedente per le imprese italiane. La moneta fiscale, cioè i crediti d’imposta che verrebbero scontati in banca, permetterebbe alle nostre imprese di mantenere i lavoratori e la piena capacità produttiva, e quindi in sostanza il Pil nazionale. Non bastano infatti in questa emergenza sospensioni e moratorie, perché non creano sviluppo, serve liquidità per le imprese e ricorso alla spesa pubblica; o il nostro governo pensa davvero di rispondere con venti miliardi ai 1500 miliardi della Fed nel debito pubblico Usa o ai 500 miliardi promessi dalla Germania al proprio sistema produttivo?” conclude il senatore di FdI.

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(M5S): “Roma Capitale a supporto degli operatori culturali in difficoltà”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

“L’emergenza Coronavirus sta creando effetti devastanti non solo a livello sanitario, ma anche in ogni ambito della socialità. Tra i settori maggiormente penalizzati da questo delicato e drammatico momento storico, vi è senza dubbio quello culturale.
Una crisi determinata dalla necessaria sospensione di ogni attività a esso afferente, tale da indurre l’Assessore alla Crescita Culturale di Roma Capitale e altri 9 omologhi delle più grandi città Italiane a firmare, in data 12 marzo, un appello per dichiarare lo stato di crisi del settore Culturale italiano.In qualità di Presidente della Commissione Cultura ho avvertito il dovere di presentare, in Aula Giulio Cesare, un ordine del giorno a sostegno degli operatori culturali, in particolar modo dei lavoratori autonomi, la cui tenuta è messa fortemente a rischio dall’emergenza virus.Nell’atto, approvato all’unanimità dall’Assemblea Capitolina, chiediamo alla Sindaca e alla Giunta capitolina di valutare l’attuazione di forme agevolazione fiscale e/o la sospensione degli oneri tributari per almeno tre mesi e di valutare alcune la predisposizione di alcune misure quali: la dichiarazione dello stato di crisi per l’intero settore culturale pubblico e privato; l’estensione di tutti gli strumenti disponibili di tutela dell’occupazione previsti nello stato di crisi a tutte le categorie di lavoratori, a prescindere dalle tipologie di contratto di lavoro e, anche in via temporanea, del reddito di cittadinanza agli operatori, con o senza partita IVA; l’adozione di strumenti di tutela nei confronti dei lavoratori di un settore dove il precariato è strutturale quali, ad esempio, l’Introduzione/estensione della Cassa Integrazione al settore spettacolo dal vivo ed esercizio cinematografico e la sospensione dei versamenti F/24, dei tributi (SIAE compresa) e degli adempimenti 2020 delle cartelle esattoriali.
Con il presente odg chiediamo altresí all’Esecutivo nazionale di valutare l’introduzione di una indennità per i lavoratori autonomi dello spettacolo, l’ampliamento della platea di beneficiari del FUS e l’assegnazione di risorse straordinarie dirette a compensare la riduzione delle entrate proprie di enti, istituzioni e organizzazioni.Il Governo, a nostro avviso, dovrà anche considerare il periodo di interruzione dell’attività dovuta alle disposizioni dello Stato con criteri che non generino una riduzione dei contributi assegnati, intervenire sul sistema bancario per la sospensione temporanea dei pagamenti del credito a breve e medio termine ed estensione dei termini di scadenza per una durata pari a quella della sospensione, garantire l’accesso al credito facilitato con un tetto in funzione dei debiti correnti ed emanare norme specifiche per autorizzare gli enti locali ad operare in deroga a norme generali e specifiche concernenti l’erogazione di contributi alle attività culturali e la riscossione di oneri e imposte locali. Una volta usciti dall’emergenza, inoltre, sarebbe opportuna l’adozione di misure che rinnovino il nostro sistema economico e che introducano tutele più eque tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, occasionali o precari. Le nostre richieste sono chiare, precise e circostanziate. Roma Capitale intende affrontare la questione con la massima attenzione e, in tal senso, non annullerà i bandi stagionali già aggiudicati (es. Eureka!), consentendo ai relativi vincitori di realizzare i progetti in tempi più congrui rispetto a quelli attualmente previsti.
Nostro obiettivo primario è quello di tutelare un settore, come quello culturale, che rischia di incappare in una spirale di crisi dal carattere irreversibile”.

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Dossier Caritas su 9 anni di guerra in Siria

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Mentre in Italia l’emergenza legata alla diffusione del COVID-19 assorbe ogni nostra attenzione, occorre non abbassare lo sguardo verso altre tragedie non meno importanti e che durano da ancor più tempo. Siamo infatti arrivati ormai al nono anno dalla guerra in Siria, che dal 15 marzo 2011 oltre a provocare un doloroso esodo verso i paesi vicini, vede soffrire in modo particolare le donne: vittime, schiavizzate, violentate da una guerra che non hanno scelto.A questo ennesimo e luttuoso anniversario, proprio per non dimenticare, Caritas Italiana dedica il suo 55° Dossier con Dati e Testimonianze (DDT) dal titolo “Donne che resistono. Non solo vittime della guerra, ma parti attive del Paese che verrà”, animato dalla volontà di ripartire dal femminile, analizzando i molteplici contesti di conflitto nel mondo e i tanti ruoli svolti dalle donne in quei luoghi: da vittime di violenze perpetrate dagli uomini a pilastro che regge la famiglia e guida la società al di là della guerra.«Solo nel 1992 – ricorda il Dossier -, in seguito agli stupri di massa delle donne nell’ex Jugoslavia, la questione della violenza sessuale nei teatri di guerra è arrivata all’attenzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il 18 dicembre 1992, il Consiglio ha dichiarato che la “detenzione e gli stupri organizzati e sistematici di donne, in particolare musulmane, in Bosnia ed Erzegovina”, è un crimine internazionale che deve essere affrontato».Le donne in Siria sono sempre più spesso mater familias, occupano posizioni e ruoli che prima erano prerogativa unicamente maschile; sono donne che lavorano, che combattono per la libertà, donne che si impegnano nella difesa dei diritti. Papa Francesco, nel suo primo messaggio del 2020, ha ribadito la necessità di «ripartire dalla donna», perché senza di lei «non c’è salvezza». È l’obiettivo anche di questo dossier, animato dalla volontà di ripartire dal femminile, analizzando i tanti ruoli svolti dalle donne nel conflitto siriano: come, ad esempio, quello di pilastro famigliare e di guida della società al di là della guerra.Dall’inizio della crisi siriana Caritas Italiana è attiva, in coordinamento con la rete Caritas internazionale, in interventi a sostegno della popolazione locale e dei profughi siriani in tutti i Paesi che li ospitano del Medio Oriente e lungo la rotta balcanica, in particolare: Siria, Libano, Giordania, Turchia, Grecia, Cipro, Macedonia, Serbia, Bosnia-Erzegovina. Dal 2011 ad oggi Caritas Italiana ha avviato 68 progetti con un investimento complessivo di oltre 7,2 milioni di euro, provenienti da donazioni e dall’8Xmille alla Chiesa Cattolica.In sinergia con i media cattolici TV2000, Avvenire e Radio InBlu – costantemente attenti agli scenari di crisi internazionali e alle ricadute sui più deboli – e con Banca Etica, che da sempre rifiuta di fare profitti con il business delle armi, è in corso la Campagna Emergenza Siria – Amata e martoriata.

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Blocco quasi totale delle attività di noleggio a breve termine

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

E’ del (-90%) presso aeroporti, stazioni e centri cittadini e del car sharing nelle principali città. Rallentano anche gli ordinativi di auto nuove da parte delle imprese clienti del noleggio a lungo termine che preferiscono prolungare i contratti in essere, in attesa di tempi migliori.Somiglia a un vero e proprio bollettino di guerra il report sull’impatto dell’emergenza COVID-19 sulle attività di noleggio reso noto da ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, che chiede interventi immediati al Governo a tutela dei lavoratori e delle imprese del settore che impiega 20mila addetti e ogni anno immatricola 461mila vetture (25% del totale), gestendo quotidianamente la mobilità di oltre 1 milione e 200mila veicoli di ultima generazione.

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Covid-19 e carceri: Appello di 300 avvocati

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Circa 300 fra avvocati, operatori del diritto, docenti e associazioni, vogliono porre all’attenzione come le misure di prevenzione adottate rispetto alla popolazione detenuta siano assolutamente inadeguate a fronteggiare i rischi connessi ad un contagio che metterebbe a rischio oltre 61.000 persone. Va tenuto conto che tra la popolazione detenuta il 50% circa ha una età compresa tra i 40 e gli 80 anni, oltre il 70% presenta almeno una malattia cronica e il sistema immunitario compromesso. È del tutto evidente che la diffusione del virus all’interno delle carceri assumerebbe dimensioni catastrofiche. Limitare o proibire i colloqui familiari, l’accesso dei volontari e i permessi di uscita non mette al riparo dal rischio contagio in situazioni dove il sovraffollamento e la carenza di servizi igienico-sanitario sono, purtroppo la norma. Quello che si è creato, e che va crescendo di ora in ora, è un clima di paura e insicurezza tra la popolazione detenuta, i familiari e il personale penitenziario che comunque è obbligato a garantire il servizio.
Gli istituti penitenziari sono a tutti gli effetti luoghi pubblici, sovraffollati e promiscui con un via vai continuo di personale e fornitori che potrebbero diventare veicolo di contagio e scatenare una vera epidemia, pertanto non bisogna dimenticare che la popolazione detenuta, al pari del resto della popolazione, è tutelata dalla Costituzione e dalle carte internazionali dei diritti umani.
Il seguete appello richiede che si intervenga con un provvedimento immediato di sospensione della pena per tutte le persone detenute ammalate ed anziane e altre misure aventi la finalità di ridurre il sovraffollamento delle carceri e, di conseguenza, il rischio di contagio per detenuti e operatori. (Fonte: Associazione Bianca Guidetti Serra – Bologna)

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Plusimple a supporto della sanità contro il Corona Virus

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

«Il governo ha emanato misure cautelative estremamente importanti per limitare il contagio che si sta diffondendo in tutta la Penisola, ma l’evoluzione dei contagi da Coronavirus sta mettendo a dura prova il sistema sanitario italiano, portando allo stremo il personale addetto e sottoponendolo a rischi diretti» sottolineano gli esperti e lo staff scientifico di Plusimple (www.plusimple.com), società innovativa di sanità digitale che ha deciso di offrire supporto e know-how gratuitamente per fronteggiare in maniera più agile l’attuale emergenza sanitaria, condividendo la loro piattaforma web e app per il coordinamento della rete sanitaria.Dopo la recente scomparsa di Roberto Stella, 67 anni, medico di base di Busto Arsizio, per l’aggravarsi delle sue condizioni, Plusimple ha deciso di focalizzare i propri sforzi fornendo strumenti sia per i cittadini che per gli operatori sanitari, in forma totalmente gratuita. La piattaforma è stata resa disponibile, a titolo non oneroso, quale spazio di lavoro digitale, web e app, che da la possibilità al professionista di comunicare con pazienti e colleghi via chat e videochat e di seguire in team il paziente, riducendo così i rischi di contagi. La soluzione, lanciata all’interno del programma «Solidarietà Digitale» in collaborazione con il Ministero dell’Innovazione è disponibile sul portale http://www.plusimple.com.
Entrando nella community di Plusimple.com -che già ad oggi conta più di 600 medici ed 11 mila pazienti- è inoltre possibile accedere a strumenti di comunicazione video o chat per dirimere dubbi o condividere procedure riguardo prevenzione e riscontro dei sintomi del Coronavirus con il proprio medico o reparto di cura.Secondo quanto condiviso dai medici in videoconferenza sulla piattaforma, il dato generale di letalità è attualmente più alto nella popolazione italiana rispetto a quella cinese. «L’età media della popolazione italiana è maggiore e tale fattore contribuisce e contribuirà al possibile inasprirsi dei dati: 44 anni in Italia contro un’età media di 37 anni in Cina» spiegano i medici di Plusimple.
Nel dettaglio -secondo quanto rileva Plusimple.com- in Italia la mortalità da Coronavirus è pari a zero per le fascia di età da 0 a 58 anni, per salire gradualmente allo 0,1% tra i 50 ed i 59 anni, all’1,4% tra i 60 ed i 69 anni, al 4% tra i 70 ed i 79 anni, all’8,2% tra gli 80 e gli 89 anni ed al 14,3% oltre i 90 anni, nonostante la patologia possa manifestarsi in forma aggressiva in tutte le età.
Altro fattore determinante ai fini della letalità del virus è la concomitanza di più patologie preesistenti. Nel dettaglio -sottolinea Plusimple.com- la mortalità da Coronavirus nel 60% dei casi si ha in pazienti che presentano 3 o più patologie e nel 19% in pazienti che ne presentavano 2. «Ipertensione e cardiopatia ischemica che si collocano ai primissimi posti tra le patologie presenti nei casi di decesso» mettono in evidenza gli analisti.Il tema del GPDR e della riservatezza dei dati è uno dei più importanti e principali e Plusimple è stato progettato come privacy «by design». La discussione è aperta a livello europeo da anni e nonostante vi siano delle soluzioni che permettono di collegarsi da remoto con i pazienti il loro limite è la promiscuità di utilizzo -pensate a whatsapp o ad altre app come zoom- e soprattutto il fatto che i dati viaggiano su server extraeuropei.
SupportoCoronaVirus.it si rivela così uno strumento utile e veloce per mantenere aggiornato il proprio screening. Usare Plusimple serve poi a garantire il continuum assistenziale in maniera agile, riducendo il rischio di contagi e di contaminazioni e consentendo di ottimizzare il coordinamento tra le parti coinvolte nei processi di cura.Per richiedere gratuitamente i servizi di Plusimple basta registrarsi alla url http://www.plusimple.com oppure scaricare l’APP Plusimple disponibile sia in versione iOS che Android sul proprio smartphone. (AJ-Com.Net). AJ/LL 13 mar 2020 09:30 NNNN

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Università: fissate le date dei test dei corsi di laurea a numero programmato nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Il MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca) ha reso note le date delle prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato a livello nazionale per l’anno accademico 2020-21.Di seguito le date che riguardano i corsi attivati per l’a.a. 2020-21 all’Università di Parma:
Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria – martedì 1 settembre 2020
Medicina Veterinaria – mercoledì 2 settembre 2020
Architettura Rigenerazione Sostenibilità – giovedì 3 settembre 2020
Professioni sanitarie (Fisioterapia, Infermieristica, Logopedia, Ortottica e assistenza oftalmologica, Ostetricia Tecniche audioprotesiche, Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro) – mercoledì 9 settembre 2020
Scienze infermieristiche ed ostetriche (laurea magistrale delle Professioni sanitarie) – venerdì 30 ottobre 2020.
Con successivi decreti saranno definiti dal MUR il numero dei posti disponibili, le modalità e i contenuti delle prove di ammissione; queste informazioni saranno pubblicate sul sito web di Ateneo http://www.unipr.it

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