Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Deterioramento cognitivo, disponibili le nuove raccomandazioni dell’Uspstf

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Per l’US Preventive Services Task Force (USPSTF), non ci sono prove sufficienti per valutare l’equilibrio tra benefici e danni dello screening per il deterioramento cognitivo nelle persone di 65 anni o più, riconfermando ciò che era già stato dichiarato nel 2014. Ciò vale per coloro che vivono in comunità e che non hanno segni o sintomi di deterioramento cognitivo e non si applica a individui ricoverati in ospedale o che vivono in istituti. Al fine di aggiornare le raccomandazioni del 2014, l’USPSTF aveva commissionato una revisione sistematica sui benefici e danni dello screening per il deterioramento cognitivo, vale a dire sia la demenza, definita come il declino significativo di uno o più domini cognitivi che interferiscono con l’indipendenza della persone nelle attività quotidiane e di cui sono affetti 2,5-5,5 milioni di statunitensi, sia la decadimento cognitivo lieve (MCI), in cui invece l’invalidità non è così grave da interferire con il funzionamento quotidiano indipendente. Sono state incluse prove sull’accuratezza dei test di screening, studi su benefici e danni dello screening e dei trattamenti e interventi per gli anziani e i caregiver. «La revisione si è concentrata sugli adulti più anziani con MCI o demenza da lieve a moderata, poiché questi sono i pazienti che hanno maggiori probabilità di essere identificati mediante screening» si specifica nell’articolo pubblicato su JAMA. L’USPSTF conclude che mancano prove e non è possibile determinare l’equilibrio tra benefici e danni dello screening per il deterioramento cognitivo nelle persone con 65 anni o più. Nel documento vengono inoltre chiariti alcuni aspetti in risposta ai diversi commenti arrivati in seguito alla pubblicazione di una sua bozza sul sito web dell’USPSTF stesso tra settembre e ottobre 2019. Ad esempio, «l’USPST desidera chiarire che la sua dichiarazione I è una conclusione che le prove sono insufficienti per valutare l’equilibrio dei benefici e i danni dello screening per il deterioramento cognitivo e non è una raccomandazione né per né contro lo screening». In ogni caso i medici dovrebbero rimanere vigili ai primi segni o sintomi di compromissione cognitiva, come problemi di memoria o linguaggio. (fonte: Doctor33)

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