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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Il virus che uccide di preferenza gli anziani

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

La cronaca di questi giorni ha evidenziato che il virus che ci infetta porta alla morte per lo più le persone che hanno un’età veneranda. La spiegazione alcuni ce la danno per il fatto che sono persone già affette da gravi patologie. È senza dubbio una spiegazione valida ma, a mio avviso, dovremmo aggiungervi un’altra di natura più generale. A ottanta anni, infatti, la gettata cardiaca diminuisce di circa il 40%, la velocità di conduzione dei nervi e il metabolismo basale cala del 20%, la perfusione renale del 50% e la capacità respiratoria del 60%. La sopravvivenza dell’individuo, nonostante ciò, non è pregiudicata, se non marginalmente. Può essere, semmai, rilevante la perdita di funzione di grado diverso, per i diversi organi, che varia da individuo a individuo. Ciò significa che il comportamento e l’ambiente possono influenzare il decadimento dell’uomo e alla fine s’invecchia come si è vissuti. Ma, come abbiamo potuto constatare basta un virus, particolarmente aggressivo, a far crollare l’intera impalcatura, già di per sé tremolante.
Si ha quasi l’impressione che ci troviamo al cospetto di un “virus opportunista” che ragiona e fa le sue scelte aggressive cercando di colpire le difese più vulnerabili avendo come unico fine di trovare l’ambiente adatto per riprodursi. Una volta ottenuto lo scopo abbandona la preda al suo destino: mors tua vita mea.
Va altresì aggiunta una ulteriore riflessione sull’argomento. L’essere umano è generalmente considerato al vertice della catena alimentare e ciò vuol dire che “mangia gli altri ma non è mangiato”. Ora dobbiamo pensare diversamente. Dovremmo mettere al vertice della catena alimentare proprio i virus e la loro capacità di mutazione che permette loro di riproporre l’aggressività in forme diverse per disorientare e aggredire l’essere umano, di preferenza, ma non escluderei tutta la restante filiera alimentare. Questo significa che in futuro dovremmo considerare un modo sempre più efficace per difenderci dal nostro “nemico naturale” e saper riconoscere nella ricerca scientifica e nell’organizzazione sanitaria una priorità assoluta a livello globale. Il pericolo è anche questo. È nel “divide et impera”. (Riccardo Alfonso)

Una Risposta a “Il virus che uccide di preferenza gli anziani”

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