Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for 22 marzo 2020

All’estero aiutiamo l’Italia mangiando cibo italiano, è buono ed è sicuro!

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Appello agli italiani all’estero da parte dell’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald Circoscrizione Estero – Ripartizione Nord e Centro America: In questi giorni, l’Italia è attanagliata dal l’epidemia di coronavirus tuttavia questo non significa che la natura ferma il suo corso è così la produzione agroalimentare va avanti con l’impegno dei tanti agricoltori e di tutti gli altri lavoratori impegnati nelle attività di filiera. Questo fa in modo che le consegne arrivino con costanza anche in USA, dove alcuni importatori mi confermano la regolarità dei rifornimenti dall’Italia.Pertanto, voglio fare un appello a tutti gli italiani d’America a consumare cibo italiano in maniera di aiutare la nostra Madrepatria! Il cibo italiano e’ sicuro ed è buonissimo, consumandolo ci guadagna il nostro gusto e la nostra Italia che in questo momento di crisi ha bisogno del contributo di ciascuno di noi! Dunque andando a fare la spesa ricordiamoci di fare un gesto buono e comprare Made in Italy! Grazie mille ed un caro abbraccio a Tutti!”

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“Stiamo combattendo una pandemia”

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Equivale a uno scenario economico apocalittico. Un problema che non riguarda più solo l’Italia, ma coinvolge tutta l’Europa, contagiata dalla Cina prima e dalla Germania poi. L’intervento nella notte della Bce con un piano straordinario da 750 miliardi di euro, per contrastare gli effetti della crisi innescata dal Covid-19, arriva in grande ritardo. Serviva forse far crollare i mercati finanziari e bruciare decine di miliardi di euro per muovere un dito? Meglio tardi che mai, ma serve un cambio di passo. Magari cominciando a salvaguardare le economie europee indebitate senza lasciarle affogare, e su questo l’Italia non può fare da sola. Serve un’Europa forte con misure finanziarie ancora più straordinarie. Una sfida dove né la Bce né la presidente Lagarde possono sottrarsi. Non è tempo di Mes, vengano restituiti agli Stati nazionali i soldi appostati all’epoca, in una fase storica diversa. Questa è l’ora degli investimenti sulle economie nazionali al collasso, si trasformi la Bce in una banca di ultima istanza, come la Federal Reserve, se si vuole salvare l’Europa”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Coronavirus e il ruolo della scienza

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

I professionisti che decidono di lavorare nell’emergenza sanno bene che lavoreranno in un regime di indeterminatezza, che il loro “pane quotidiano” sarà la responsabilità di prendere decisioni rapide in un clima di variabile incertezza. Solo fino a pochi giorni fa questa considerazione era semplicemente logica, ma oggi i nostri professionisti si trovano di fronte ad una situazione totalmente nuova che, soprattutto per le dimensioni numeriche, non può che destare preoccupazione.
E’ una pandemia, una sfida sconosciuta.In questa stagione di guerra sanitaria, i nostri professionisti sono davvero in prima linea a “tempo indeterminato”. Lo spazio che concedono a loro stessi per un breve riposo, tornando nelle proprie case dai loro cari, è uno spazio non sereno, carico di timori, paure, ansie per il rischio salute dei propri famigliari e per il peso del quale si sono caricati durante le stressanti ore di lavoro.Ci siamo chiesti: “quale ruolo possiamo avere allora come Società a supporto della gestione di queste emozioni spesso tanto contrastanti?” La risposta che ci siamo dati è: trarre la nostra forza dal rispetto del sapere, del consolidato, della Scienza, un ambito che ci è proprio, utile, possibile.Le nostre Società Scientifiche hanno il dovere di riaffermare il ruolo della Scienza e lo devono fare soprattutto nei momenti di crisi emergenziale e nelle catastrofi. In queste circostanze, per far fronte alla contingenza, dobbiamo fare enormi sforzi psichici e fisici e, per non sentirci perduti, non possiamo che basarci su quello che dai tempi immemori è la maturazione dell’esperienza, la Scienza. La dobbiamo applicare soprattutto negli ambiti della protezione personale attraverso i comportamenti, le buone pratiche ed il corretto uso dei dispositivi di protezione individuale in base alla situazione nella quale ci si trova. Le cronache viaggiano molto veloci e le notizie ci travolgono. La comunicazione è rapidissima, la sensazione è che a volte lo sia molto più del nostro senso e della nostra capacità di comprensione.La nostra opinione è che le Società Scientifiche debbono continuare a prendersi il tempo minimo di elaborazione per ribadire con coscienza il rispetto delle più rigorose linee guida in materia di protezione, come base unica sulla quale operare scelte, anche nei momenti di maggiore richiesta di rapidità e contingenza. Le decisioni non dovranno essere basate su criteri di riduzione piegando la Scienza alla contingenza o alla richiesta di velocità che è propria della comunicazione contemporanea. Il criterio della scelta si basa su molteplici aspetti, ma deve essere sempre e soprattutto basata sulle evidenze e su quanto di meglio la conoscenza possa offrire.Questo è il contributo che le Società Scientifiche possono offrire alla popolazione e alla tranquillità dei professionisti sanitari. Questo è quanto, come minimo, pretendiamo da chi oggi è chiamato a operare scelte.E ora che la nostra comunità è disorientata e confusa il nostro primo dovere è quello di mantenere la calma e applicare le conoscenze maturate.

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Coronavirus, in Università Cattolica la Quaresima

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Si vive riflettendo sulla Parola del giorno Per iniziativa del Centro pastorale i 50 tra assistenti pastorali e docenti di Teologia propongono riflessioni sul Vangelo del giorno in tempi di emergenza. Una community virtuale di preghiera al Collegio Augustinianum In tempo di Quaresima l’Università Cattolica si affida al web e ai social media per le riflessioni teologiche. In questa fase di emergenza sanitaria legata al Covid-19 il Centro pastorale d’Ateneo ha intrapreso un cammino spirituale “virtuale” intitolato “Le voci della Cattolica sulla Parola del giorno”. Gli oltre 50 tra assistenti pastorali e docenti di Teologia delle quattro sedi dell’Università quotidianamente, prendendo spunto dal Vangelo del giorno, offrono brevi spunti di riflessione e testi evocativi che aiutano a interpretare, alla luce delle Sacre Scritture, le giornate che stiamo vivendo. I commenti sono online sul sito http://www.unicatt.it e sui social dell’Ateneo. Ci sarà anche una versione podcast su PodCatt.it.«Anche questo può esser un prezioso contributo per affrontare un momento così difficile dove tutto viene messo in discussione – dichiara monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica –. Di fronte allo smarrimento e alle tante domande che ci assillano, diventa ancor più importante ricevere luce e conforto dalla Parola di Dio e andare assieme alle sorgenti della fede e della sapienza umana».L’iniziativa, che ha preso il via 14 marzo, ha già raccolto i contributi di Gaia De Vecchi, docente di teologia, Renato Delbono, cappellano, don Claudio Stercal, docente di teologia, padre Enzo Viscardi, assistente pastorale, Roberto Maier, docente di teologia, Fr. Marco Salvioli, docente di teologia.Tra le altre iniziative, quella degli studenti del Collegio Augustinianum. La storica residenza di Milano, sotto la guida dell’assistente spirituale don Daniel Balditarra, ha dato vita a un percorso di fede “a distanza” fra tutti i collegiali sparsi per il Paese ma in contatto tra loro grazie alla piattaforma Microsoft Teams. Tre i momenti fissi di questo percorso: il Rosario, la Santa Messa, celebrata ogni Domenica mattina, e la Via Crucis. (Katia Biondi)

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La pandemia di Covid-19 in Italia è destinata a finire al più tardi entro il prossimo 15 aprile

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Lo dice una ricerca del Department of Physics of Complex Systems Eötvös Loránd University di Budapest. Lo studio pubblicato il 19 marzo evidenzia come esista già una quantità sufficiente di dati raccolti in Italia per prevedere l’esito finale del processo. I dati provenienti dalla provincia di Hubei hanno una sorprendente somiglianza con quelli italiani. Il metodo si basa sull’analisi dei dati per mezzo di algoritmi logistici che ben descrivono il processo a livello macroscopico. In Italia il numero delle vittime dovrebbe attestarsi a quota 6000 e l’emergenza finire entro il 15 aprile 2020.

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Sky sospende la fatturazione ai clienti Business

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Sky ha annunciato di aver sospeso la fatturazione ai propri clienti business Bar Hotel fino al 3 aprile, in attesa di comprendere meglio l’evolversi della situazione.”Bene, ottima notizia! Una scelta tanto saggia quanto opportuna. Lo avevamo chiesto, considerato che di fatto pub, ristoranti, sale scommesse e così via, erano impossibilitati ad usufruire del servizio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “I divieti del Governo hanno generato una impossibilità sopravvenuta che avrebbe giustificato la sospensione dei pagamenti o il recesso dal contratto. Ora, con la decisione di Sky, tutto si risolve per il meglio” conclude Dona.

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Un elicottero all’orizzonte: cosa accade sui mercati obbligazionari?

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

A cura di Vittorio Fontanesi, Portoflio Manager mercati obbligazionari AcomeA SGR. Per far fronte all’emergenza economica del coronavirus, le banche centrali e i governi stanno scendendo in campo con un arsenale monetario e fiscale senza precedenti. Un vero e proprio “Helicopter Money” come impegno di ultima istanza per le sorti dell’economia mondiale.Negli Stati Uniti, la Federal Reserve ha adottato una serie di misure significative volte a fornire stimoli monetari e migliorare la liquidità del sistema finanziario. Nell’arco delle ultime due settimane, ha ridotto di 150 punti base i tassi di interesse, introdotto un programma di allentamento quantitativo (QE) da $ 700 miliardi e ampliato le operazioni di Repo per $1,5 trilioni. Anche sul fronte fiscale, il Tesoro americano è ormai dichiaratamente in modalità “Whatever it takes”. Si sta discutendo infatti la possibilità di introdurre un pacchetto potenziale di stimoli fiscali pari a 1200 miliardi di dollari, il 6% dell’economia americana.In Europa, sul fronte monetario, nonostante non abbia tagliato i tassi, la BCE ha fornito una potente risposta alla crisi del Covid-19. Nella riunione del 13 marzo aveva dapprima annunciato misure per sostenere il prestito bancario e ampliato il suo programma di acquisto di attività da 120 miliardi di euro.In seguito, il 18 marzo, ha annunciato l’inizio di un nuovo programma – Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) – di acquisto di attività da 750 miliardi di euro. La governatrice Lagarde ha inoltre esortato i Paesi Membri di adottare politiche fiscali molto aggressive per combattere gli effetti economici dell’epidemia.Dal punto di vista fiscale, il governo italiano ha approvato un pacchetto di salvataggio pari a € 25 miliardi. In Francia sono stati approvati 45 miliardi di sostegni finanziari per aziende e lavoratori colpiti dalla pandemia di coronavirus e sono stati previsti circa 300 miliardi di garanzie statali per prestiti bancari alle imprese. Sulla stessa linea della Francia, anche la Gran Bretagna. L’impressione è quella che si possa fare ancora molto di più.Il grande player che può cambiare le carte in tavola della politica fiscale è ovviamente la Germania. Fino ad oggi, le misure adottate da Berlino per fronteggiare il coronavirus riguardano l’attivazione di garanzie statali, fino a circa 600 miliardi di euro. È assolutamente necessario però che la Germania si discosti ampiamente dalla sua tradizionale posizione fiscale restrittiva (regola del “Deficit 0”) degli ultimi anni mettendo in atto misure fiscali dirette che possano supportare l’economia reale dell’area euro nei prossimi mesi.Il mercato si augura inoltre passi in avanti in termini di condivisione dei rischi tra paesi attraverso l’avvio dell’atteso programma congiunto di emissioni di titoli di stato dell’Eurozona.Cosa sta accadendo sui mercati obbligazionari? Nonostante il supporto delle banche centrali, i mercati obbligazionari temono che gli effetti economici del coronavirus possano portare ad una nuova spirale di deficit e debito dei paesi.
Ricordiamo che, a novembre 2019, l’indebitamento globale aveva già raggiunto il valore record di 251 trilioni di dollari, equivalenti al 320% del PIL mondiale. Il peggioramento della liquidità e del sentiment hanno generato nelle ultime settimane la crescita dei rendimenti nei bond dei Paesi non-core.

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Il Saint Louis non si è mai fermato…

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Ispirato da un illuminato pensiero di Albert Einstein, il Saint Louis in poco meno di 24 ore ha trasferito la sua intensa attività didattica interamente on-line già da venerdì 6 marzo, nettamente in anticipo rispetto a qualsiasi altro Istituto, con un solo giorno di break, nel rispetto delle disposizioni governative in materia di contenimento e prevenzione del contagio da Covid-19.In breve tempo, l’Istituzione di Alta Formazione Artistica Musicale fondata nel 1976, ha organizzato per i 1.600 allievi oltre 260 lezioni al giorno in videoconferenza per un totale di 1.600 classi a settimana, con i suoi 120 docenti sia nei corsi pre-accademici che accademici di I e II livello, un imponente sforzo organizzativo realizzato in tempi record, ripagato dalla soddisfazione di non aver interrotto lo studio della musica, che, come ben sanno tutti i musicisti, richiede esercizio e dedizione costanti.Una grande sfida vinta dal Direttore del Saint Louis, Stefano Mastruzzi. “Grazie all’utilizzo di software dedicati, cuffie, microfoni, lavagne virtuali, software di produzione musicale e alla grande competenza di tutto il corpo docente, è stato reso possibile lo svolgimento di lezioni che per loro natura richiedono standard audio e video di alta qualità e una notevole interattività in un continuo e proficuo scambio tra allievi e docenti. Si stanno svolgendo on-line non solo le lezioni individuali di canto e di tutti gli strumenti (basso batteria, contrabbasso, chitarra, pianoforte, sassofono, tromba, trombone, violino), ma anche tutte le classi collettive composte da una decina di studenti, in ambiti come armonia, ear training, composizione, improvvisazione, musica elettronica, song-writing, produzione musicale, storia del Jazz e della Popular music, Arrangiamento e orchestrazione e per i corsi di Musica elettronica e Tecnico del suono le classi di Recording and Mixing, Elettroacustica, Musica per immagini, Campionamento, Sintesi sonora, Sound design che richiedono tutte un ascolto attento, interattivo e partecipe. Gli allievi hanno potuto così seguire le lezioni dalle loro abitazioni, negli stessi orari previsti nel calendario ordinario, permettendo anche a molti fuori sede di tornare dalle loro famiglie prima che entrassero in vigore i successivi provvedimenti restrittivi”.In ottemperanza al decreto ministeriale, il Saint Louis ha invece rinviato tutti gli eventi, le master class e i concerti previsti nel mese di marzo, così come le discussioni delle tesi di laurea. “A differenza di altre Università che hanno scelto di svolgere sessioni di laurea in videoconferenza, abbiamo preferito rimandarle a quando l’emergenza sarà finita e sarà possibile discutere le proprie tesi di fine percorso in sede, davanti alla commissione di docenti. La discussione della tesi è un momento apicale nella vita di uno studente, l’istante in cui vede concludersi il suo lungo percorso di studi ed è giusto che condivida questo importante traguardo circondato da parenti e amici, cosa impossibile in questo momento”.
Sono 200 gli studenti internazionali che frequentano il Saint Louis, approfittando delle numerose classi che si svolgono in lingua inglese. “Tutto è iniziato proprio grazie a loro. Sono i primi che ci hanno chiesto di poter seguire le lezioni on-line al fine di poter tornare nel loro Paese prima che il contagio si diffondesse troppo. A loro va il mio pensiero con l’augurio di poterli di nuovo ospitare nelle nostre sedi non appena sarà possibile”.

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A rischio centinaia di milioni di euro di finanziamenti agli enti locali

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Emendamenti al dl Cura Italia. “L’emergenza Coronavirus rischia di mettere in difficoltà gli enti locali alle prese con lavori pubblici legati a finanziamenti ricevuti per la messa in sicurezza del territorio. Ho ricevuto diverse segnalazioni di sindaci che mi riferiscono che in questo momento di blocco totale del Paese, in virtù delle disposizioni governative, è impossibile proseguire i progetti, gli affidamenti dei lavori e i lavori stessi. Le procedure burocratiche sono fortemente rallentate è impossibile, ad esempio, fare sopralluoghi e anche i cantieri sono fermi. Una situazione di stallo che rischia di tradursi in uno sforamento dei tempi indicati dai bandi che a sua volta porta al rischio concreto di revoca dei fondi. È il caso dei contributi per la messa in sicurezza del territorio di cui all’articolo 1, comma 51, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, o ancora, dei fondi annualità 2020 previsti dal comma 853, art.1, legge 27 dicembre 2017 n. 205. Sono solo due esempi che non esauriscono di certo la tematica, più vasta e complessa”. A dirlo il capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Bilancio, senatore Nicola Calandrini.“Alcune Regioni – continua Calandrini – si stanno attivando per prorogare i termini previsti dai bandi, tuttavia è necessario un intervento a livello nazionale per dare a tutti gli enti locali le stesse possibilità e non lasciare la materia nella discrezionalità delle Regioni. La tematica può essere sanata tramite emendamenti al decreto Cura Italia. Mi farò portavoce di questa situazione con il presidente Anci Antonio Decaro, al quale darò la mia disponibilità per avere direttamente dai Comuni delle osservazioni su quali sono i bandi che necessitano di proroghe, così da tradurre queste richieste in emendamenti al DL Cura Italia”.“È fondamentale non lasciare gli enti locali abbandonati a se stessi: bisogna lavorare tutti congiuntamente per fare in modo che i Comuni non perdano milioni di euro destinati alla messa in sicurezza del territorio. Sarebbe un disastro che, mai come in questo momento storico così delicato, non possiamo permetterci”, conclude il senatore Calandrini.

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Ambulanze per il Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

<< Gli ospedali di riferimento per i pazienti COVID-19 sono pochi e non riescono a gestire l’afflusso di pazienti. Questo determina il fermo delle ambulanze con il paziente a bordo, presso i Pronto Soccorso e di fatto finiscono per essere adibite a posti di pre-triage e di isolamento per le prime visite mediche e cure che, per ragioni di sicurezza sanitaria, non si possono fare all’interno dei Pronto Soccorso. Questo crea un rallentamento della macchina dei soccorsi ed inoltre il possibile rischio di rallentamento delle operazioni stesse, come rappresentato e segnalato dal segretario provinciale Stefano Barone e da Alessandro Saulini del sindacato Nursind che ringraziamo per la importante informazione. Fdi ritiene necessario abilitare con urgenza altri nosocomi per le operazioni di presa in carico dei pazienti, a cominciare dalle diverse strutture sanitarie pubbliche che nell’era Zingaretti sono state chiuse o fortemente ridimensionate, a Roma e nelle altre Provincie del Lazio. Altre unità di operatori potrebbero essere attivati impiegando a termine, personale già formato e già operante a vario titolo nel sistema 118 al fine di incrementare la disponibilità di ambulanze e soccorritori, Fdi propone alla Regione Lazio di stanziare fondi straordinari ragionando sui termini di un accordo commerciale nazionale con le aziende produttrici di veicoli di soccorso, per la fornitura di altri mezzi all’Ares 118 ed ai soggetti convenzionati.>> Così in un comunicato Giancarlo Righini, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.

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Campidoglio, da Giunta ok 1,5 milioni di euro per misure prevenzione dipendenti

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

La Giunta capitolina ha approvato un prelievo di 1,5 milioni di euro dal fondo di riserva dell’ente per assicurare le misure di prevenzione dell’emergenza da Covid-19 al personale capitolino. “È una delle misure urgenti disposte per fronteggiare questo difficile momento. Il provvedimento è stato approvato in via straordinaria”, commenta la Sindaca di Roma Virginia Raggi. In particolare saranno utilizzati per fornire ulteriori dispositivi di protezione individuale per gli agenti di polizia locale, acquistare il gel disinfettante per il personale e provvedere alla sanificazione degli uffici. Una parte sarà impiegata per sanificare i centri sociali per gli anziani. Sono state completate invece le pulizie nei nidi e scuole d’infanzia in vista dell’apertura dopo il periodo di chiusura per il coronavirus.
Di oltre 936mila euro è la somma di cui è stato disposto il prelievo per la protezione dei vigili, del personale della protezione civile e dei servizi demografici che sta espletando servizi incomprimibili per le esigenze della cittadinanza. Il restante anticipo è destinato ai servizi di sanificazione e al liquido per la disinfezione delle mani.

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Covid-19: Häusermann (Assogenerici), «Unità di crisi con AIFA contro il rischio di carenze di medicinali»

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

«L’aumento incisivo della richiesta di medicinali da parte delle strutture ospedaliere per far fronte all’emergenza Coronavirus sta determinando in queste settimane un sovraffaticamento della struttura produttiva e distributiva del settore farmaceutico, che tuttavia sta reagendo bene. È aumentata in particolare la domanda di tutti i farmaci afferenti alle classi dei miorilassanti, anestetetici, oppiodi e sedativi, che servono per la gestione dei pazienti in terapia intensiva. Così come aumentata la richiesta di antiretrovirali, in prima linea contro il COVID-19. Si tratta di medicinali essenziali per le unità di terapia intensiva e sub intensiva nelle regioni più colpite. Si tratta nella stragrande maggioranza dei casi di farmaci da tempo fuori brevetto, prodotti da diverse aziende nostre associate: il comparto sta reagendo prontamente, seppur nelle difficoltà del momento, per far fronte tutta la domanda, attivando anche il network produttivo internazionale».A fare il punto sul rischio carenze di particolari categorie di prodotti legato all’esplodere della pandemia da COVID-19 nel nostro Paese è Enrique Häusermann, presidente Assogenerici.«AIFA assieme ad Assogenerici ed ad altre sigle industriali ha attivato una specifica unità di crisi per la gestione delle esigenze delle Regioni, concentrando in questa fase i propri sforzi soprattutto sulla Regione Lombardia, maggiormente bisognosa di supporto in questa emergenza – spiega Häusermann – L’Agenzia segue il problema raccordandosi costantemente con le Regioni e le Province autonome, cui pervengono le segnalazioni da parte delle singole strutture territoriali che sono invitate a rapportarsi per la valutazione e l’inoltro ad AIFA di segnali. Viene data ovviamente , priorità ai casi urgenti di irreperibilità per i quali siano già stati espletati tutti i passaggi previsti con gli aggiudicatari delle gare regionali: le richieste vengono vagliate e subito dopo noi attiviamo immediatamente la rete delle nostre aziende associate».«Le aziende in queste ore stanno dimostrando un senso di responsabilità ed una collaborazione senza precedenti: sono state incrementate le produzioni, trasformate linee produttive, effettuate importazioni in tempi record da altri Paesi: una attività frenetica che ha visto una grande collaborazione tra le imprese e l’immediato supporto dell’AIFA dal punto di vista delle procedure», prosegue Häusermann. «Allo stesso tempo, in coordinamento con la nostra associazione europea Medicines for Europe, abbiamo mobilitato tutte le autorità comunitarie per la creazione di “green lanes” alle frontiere dedicate ai farmaci ed ai materiali sanitari. Grazie a questo abbiamo ottenuto lunedì dalla Commissione UE l’emanazione di linee guida sui trasporti all’interno dell’Unione, che suggeriscono in modo chiaro una corsia preferenziale per medicinali, dispositivi medici e beni sanitari direttamente o indirettamente collegati – conclude il presidente Assogenerici – I blocchi sono ancora consistenti a tutti i confini, ma la situazione è in via di miglioramento ed ogni blocco critico determina un intervento tempestivo delle nostre autorità, di quelle europee e degli altri stati membri. Questo modello d’azione sta iniziando a dare i primi frutti e sono certo che servirà da modello ad altri Paesi europei in questa battaglia durissima».

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Parlamento in quarantena? Bisogna prevedere il voto elettronico

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Il Professore di Diritto Costituzionale Giulio Enea Vigevani è stato ospite di “Agenda Podcast”, i podcast prodotti dall’Associazione Luca Coscioni dedicati all’approfondimento sulla pandemia del coronavirus.Vigevani, colloquiando con Marco Perduca, ha fatto il punto delle misure adottate dal Governo in reazione al CoVid-19 e di come, anche in momenti straordinari come questo, debba essere comunque garantito il dibattito istituzionale e una partecipazione alla presa di decisioni anche da remoto facendo l’esempio di come si sia attrezzata la Spagna.“Vista l’eccezionalità del momento occorre una gran dibattito parlamentare, anche a distanza, per discutere dell’emergenza che può esser garantito con la tecnologia già in dotazione alle Camere. E’ possibile arrivare alla digitalizzazione del voto parlamentare – ha chiarito Vigevani -. In uno stato di emergenza, non completamente affrontato dalla nostra Costituzione, occorre far ricorso al buonsenso, varando nuove regole condivise e soluzioni pensate per consentire al Parlamento di riunirsi e discutere. Assicurando il rispetto di tutte le regole democratiche, occorre aprire ad alcune semplici e innovative modifiche come ad esempio l’istituzione di una commissione ristretta, ma rappresentativa, chiamata a discutere dei decreti da convertire. Successivamente, il voto di tutti i parlamentari, sarebbe poi gestito grazie al ricorso al digitale, tecnicamente la parte più semplice, grazie ai software di ultima generazione a nostra disposizione di sicura affidabilità. In alternativa l’intero dibattito potrebbe esser trasferito sul web. Reiterare i decreti all’infinito è una decisione costituzionalmente discutibile”. Vigevani ha poi ricordato che nei giorni scorsi, a seguito del lock down in Spagna “Il Parlamento di Madrid ha ratificato un trattato bilaterale con il voto a distanza. La Spagna è stata previdente perché già prevede nel suo ordinamento questa possibilità, occorre che anche l’Italia se ne doti”.”Il grande dibattito parlamentare davanti al Paese, evocato da Vigevani, è urgente e doveroso, proprio per la situazione di emergenza nella quale il Governo ha dovuto necessariamente agire – replica Marco Perduca dell’Associazione Luca Coscioni e Presidente di Science for Democracy-. Non deve essere una questione di maggioranza o opposizione, né una esigenza da limitare alle misure economiche, ma deve divenire una occasione per tutti di unire il Paese -seppure virtualmente- nella sede più propria per la democrazia, ascoltando il parere degli scienziati -i vertici dell’ISS, del CSS, del CNR e dell’AIFA- e rendendo conto pubblicamente delle motivazioni delle decisioni intraprese e di quelle che si preparano.

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Smart working: Il parere degli esperti

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Nell’ambito delle misure adottate dal Governo per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (coronavirus), il Presidente del Consiglio dei ministri ha emanato il 1° marzo 2020 un nuovo Decreto che interviene sulle modalità di accesso allo smart working, confermate anche dal Decreto del 4 marzo 2020. Come indicato nel DPCM dell’11 marzo 2020, si raccomanda venga attuato il massimo utilizzo, da parte delle imprese, di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza. Lo smart working è lo strumento utile alle aziende che necessitano di garantire operatività e continuità quando le risorse sono impossibilitate a recarsi sul posto di lavoro, in questo particolare periodo storico tutte le aziende che hanno tale possibilità, hanno invitato i propri dipendenti ad usufruire di questa modalità di lavoro agile. Tuttavia questa porta con sé diverse insidie, a partire dalla difficoltà di pronto intervento sui processi, soprattutto in quelli per cui sono richieste una costante supervisione ed un intervento su diversi sistemi all’interno di un’organizzazione.
Serve quindi dotarsi di capacità “just-in-time” di risposta ai problemi, ma soprattutto serve adottare strategie che possano prevenire perdita di informazioni ed interruzioni di processo. Infatti, se da una parte il lavoro agile ha evitato la chiusura di molte imprese, dall’altro il ricorso emergenziale e l’approccio improvvisato potrebbero esporre a numerosi rischi le aziende sia sotto il profilo della gestione delle catene produttive che della sicurezza informatica, che del rispetto della protezione dei dati personali. Tuttavia potrebbe trattarsi di un’evoluzione con una portata tale da avere riflessi sul sistema socioeconomico, in cui l’efficienza operativa e la tutela della riservatezza è indispensabile.Quali sono quindi strumenti necessari di cui le aziende dovrebbero dotarsi per far fronte a tali esigenze? «Le aziende dovrebbero puntare su strumenti di Data Quality ed Automation – spiega Annamaria Gerace, Team Leader Fraud & Crime per la BU Digital Trust di Soft Strategy-. La qualità del dato è fondamentale: se le aziende riescono a mitigare la presenza di errori sui dati processati, diminuisce la probabilità di riscontrare errori in tutta la catena produttiva di elaborazione degli stessi, evitando in tal modo la necessità di intervento umano dovuto al ripristino, ad esempio, di un monitoraggio, di un processo distributivo o per la verifica della conformità dei dati elaborati.Possiamo esemplificare questo approccio strategico?«Riporto ad esempio i processi di compliance ed antifrode – continua Gerace – che devono rispettare la segnalazione secondo termini di legge di alcune informazioni che devono essere corrette e verificate.Inoltre, una buona qualità dei dati evita di dover eseguire elaborazioni e lunghe fasi di analisi sui risultati, permettendo di riconoscere facilmente dove vi siano ambiguità e necessità di cambiare una o più regole di aggregazione o di alerting perché poco efficienti.Allo stesso modo tutte le aziende che non lo hanno ancora previsto, dovrebbero investire, ove possibile, in Automation, soprattutto nelle fasi che prevedono l’interazione con diversi sistemi interni ed esterni alle organizzazioni: si evita così ulteriore movimento dei dati dovuto all’accesso da postazioni di smart working. Si ottiene il risultato finale di una velocizzazione di interi processi e notevole risparmio in termini di tempo e di costi, nonché minor impegno di risorse che non potendo essere presenti, non possono garantire tempestività di intervento».

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Quasi certa la proroga della chiusura delle scuole

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sostiene che non potranno che essere prorogati i provvedimenti fino ad ora adottati dal Governo italiano per far fronte al contagio da “Coronavirus”. Anche perché, secondo il comitato tecnico scientifico, sarebbe un errore “riaprire prima di 60 giorni”. Si conferma, quindi, quello che Anief sostiene fin da metà febbraio: per evitare un contagio generalizzato e che il Paese perda un numero altissimo di vite umane, c’è bisogno di altro tempo.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, il ministero dell’Istruzione deve muoversi: “A questo punto, risulta necessario che gli organi collegiali degli insegnanti convocati a distanza dai dirigenti scolastici predispongano i criteri di valutazione da adottare durante la DaD (didattica a distanza), o se non attivata o perseguibile per tutti gli studenti, comunque rispetto alle attività svolte, vista la sospensione delle lezioni in presenza, al fine di validare le valutazioni degli studenti e gli scrutini finali. È poi indispensabile che la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina dia indicazioni sulla proroga degli Esami di Stato a settembre o sul loro svolgimento in modalità differente”.
La chiusura delle scuole andrà oltre il 3 aprile? La questione è dibattuta, ma nelle ultime ore l’ago della bilancia si è spostato tutto dalla parte del sì. E dopo il decreto legge “Cura Italia”, è bene che ora il Consiglio dei ministri affronti la questione. Anche perché “il governo ha deciso – scrive Repubblica -: le misure saranno prorogate. E con loro resterà in vigore la chiusura delle scuole. Per gli studenti, gli insegnanti, i presidi e il personale amministrativo. Gli istituti scolastici sono chiusi in tutto il Paese dallo scorso 9 marzo. In alcune aree di Lombardia e Veneto non si va in classe dal 21 febbraio. Non basta”. A dirlo è stato anche il comitato tecnico scientifico, per il quale, “non ha senso riaprire prima di 60 giorni”.“Sia il blocco delle attività che la chiusura delle scuole saranno prorogati”, conferma la rivista specializzata Orizzonte Scuola. “Conte ha confermato la volontà di continuare con la chiusura. La proroga sarà decisa in armonia con gli scienziati dei quali il Governo si sta avvalendo quali consiglieri”.Nel frattempo, gli appelli autorevoli e politici perché si rimanga a casa non cessano. Anche il governatore della Regione Veneto Luca Zaia ha detto che il picco di morti e ricoveri in terapia intensiva per il coronavirus è atteso intorno alla metà di aprile e che dunque andrebbe pensato il prolungamento della chiusura delle scuole, pertanto sarebbe “utile cominciare a ragionare che il 3 aprile mandare i ragazzi a scuola sia rischioso”. La ministra dell’Istruzione sembra comunque avere le idee chiare: “Le scuole riapriranno quando avremo la certezza che il quadro epidemiologico dell’Italia ci permetterà di mandare i nostri studenti a scuola nella massima sicurezza”, ha affermato la Lucia Azzolina, spiegando che saranno le autorità sanitarie a dire se la chiusura delle scuola verrà prolungata.
Ad oggi, le disposizioni ci dicono che fino al prossimo 3 aprile le scuole rimarranno chiuse. Salvo attività “indifferibili”, è stato deciso con il Decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020. Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “un dirigente scolastico che intende lasciare aperto l’istituto da lui diretto, anche per poche ore, deve avere comprovati motivi. Ed è bene che i capi d’istituto individuino le attività indifferibili, organizzino lo smart working per tutto il personale amministrativo, esonerando dal servizio in presenza quello non necessario. Inoltre, il periodo di esenzione dal servizio va comunque valutato come servizio prestato dopo aver utilizzato gli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri analoghi istituti, nel rispetto della contrattazione collettiva nazionale”.

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Dirigenti scolastici: Arriva la nota ministeriale sull’applicazione del Decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Confermate le indicazioni fornite da Udir nei modelli predisposti ai propri associati per l’organizzazione dei servizi, indipendentemente dalla chiusura fisica delle sedi, tra cui l’attivazione del lavoro agile come strumento ordinario per il personale amministrativo, l’utilizzo del personale in presenza soltanto per esigenze indifferibili, la possibilità di svolgere la propria attività anche a distanza nell’ambito dei propri autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. La chiara e opportuna nota n. 392 del 18 marzo 2020 del Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione è stata pubblicata alla luce dell’ultimo provvedimento normativo che all’articolo 87 ha richiamato le modalità di funzionamento delle pubbliche amministrazioni e dell’utilizzo del personale durante lo stato emergenziale dovuto alla diffusione del Covid-19.Il presidente nazionale di Udir, Marcello Pacifico, ne richiama i punti fondamentali:
il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa;
continuano le attività didattiche e amministrative, indipendentemente dalla chiusura degli edifici;
il personale si deve presentare negli uffici per le sole attività indifferibili;
il dirigente scolastico organizza i tempi e i modi della propria attività, correlandola in modo flessibile senza bisogno di inviare richieste formali di smart working;
il ds può motivatamente esentare il personale dipendente dal servizio esperiti gli strumenti contrattuali previsti (ferie a.s. precedente, etc.);
il ds individua le attività che è possibile svolgere da remoto e quelle indifferibili;
sono chiusi i plessi senza strutture amministrative essenziali per il funzionamento della sede centrale;
sono resi pubblici e accessibili i contatti per il pubblico telefonici e telematici attivi;
sono prorogati i contratti per i supplenti brevi e attivati dei nuovi soltanto a chi è in possesso di strumentazione utile allo svolgimento dell’attività didattica a distanza;
saranno ripartite nuove risorse per il potenziamento della didattica a distanza e la pulizia straordinaria degli edifici.
Le richieste di smart working, ritenute superate dalla nota ministeriale, erano state inviate nei giorni scorsi da diversi dirigenti scolastici, su segnalazione del sindacato, a seguito della direttiva del Ministro della Funzione Pubblica che richiamava la necessità della presenza fisica dei dirigenti, per motivi di coordinamento del lavoro, nelle sedi degli uffici pubblici, prima dell’approvazione del decreto legge n. 18/2020.

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Coronavirus: Il MAECI accoglie le proposte dell’Anief

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Dopo la lettera inviata da Anief ai Ministri degli Affari Esteri, della Pubblica Istruzione e della Salute, oggi l’ufficio V ha diramato alle sedi ulteriori disposizioni relative all’emergenza Covid 19, a firma del Direttore della DGSP Min Roberto Vellano
“Grazie alla tenacia e alla competenza di Anief, afferma il Presidente Marcello Pacifico, il personale scolastico in servizio all’estero, che abbia necessità di rientrare in Italia, oggi può farlo. Può fare domanda di ferie per rientrare e poi chiedere di essere collocato in regime di articolo 186 del DPR 18/67, attivando la didattica a distanza”.“Questo è un nostro successo – dichiara il delegato al settore estero dell’Anief, prof Salvatore Fina – fin dal primo incontro al MAECI abbiamo chiesto con forza di tutelare il diritto alla salute e i diritti previsti dal CCNL”.Oggi siamo particolarmente soddisfatti di questo risultato che premia il nostro modo di fare sindacato: aperto, competente e trasparente. Ci sono anche cose che vanno seguite e chiarite, Anief come sempre sarà al fianco dei docenti e di tutto il personale che si rivolgerà a noi.Si trasmette il seguente messaggio a firma del Direttore Centrale Min. Roberto Vellano:Negli ultimi giorni un numero sempre maggiore di paesi sta adottando misure di contenimento del contagio da coronavirus, ivi inclusa la sospensione delle attività a livello sia scolastico che universitario. Questa Direzione Generale ha promosso modalità organizzative di didattica a distanza a cura dei dirigenti scolastici all’estero. Da più parti sono state rappresentate richieste di rientro in Italia di personale scolastico, per necessità di carattere personale o timori in relazione al sistema sanitario locale.
Alla luce di quanto precede, sentite per le vie brevi le principali Ambasciate nelle cui Circoscrizioni presta servizio personale della scuola all’estero e su indicazione della Segreteria Generale, tenuto anche conto che nella stragrande maggioranza dei paesi la didattica a distanza può essere svolta anche dall’Italia, alla luce dell’eccezionalità della crisi pandemica in corso, questa Direzione Generale segnala che è possibile, per il personale scolastico che ne faccia richiesta, l’assunzione al MAECI ex art. 186 del D.P.R. n. 18/1967 senza necessità di presenza fisica al Ministero, in ragione anche delle misure di restrizione dei movimenti sul territorio italiano. Si attira l’attenzione sui seguenti aspetti:
a) in caso di richiesta di rientro in Italia da parte di personale scolastico, le sedi di riferimento dovranno esprimere un motivato parere, sulla base della situazione locale e delle specifiche esigenze di servizio e del lavoratore;
b) in base al decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro della Salute 120/2020, che ad ogni buon fine si allega, chiunque rientri in Italia è sottoposto per un periodo di 14 giorni ad isolamento precauzionale obbligatorio. In tale periodo non potrà essere richiesta prestazione lavorativa;
c) l’art. 186 del D.P.R. prevede una decurtazione progressiva dell’assegno di sede, che è ridotto della metà dopo i 20 giorni e per un periodo che non può superare in ogni caso 50 giorni, cessando dopo tale termine: il personale che intenda avvalersene dovrà esserne esplicitamente informato;
d) la didattica a distanza potrà essere successivamente organizzata dal dirigente scolastico, ove presente, o sotto la supervisione dell’Ufficio Diplomatico-Consolare di riferimento.
Come già indicato per le vie brevi a molte Sedi, per quei Paesi che non avessero ancora sospeso le attività didattiche in presenza a livello scolastico e/o universitario, si vorrà verificare in uno spirito di collaborazione e di tutela dei lavoratori italiani: a) possibilità di avvio della didattica a distanza, sottolineandone l’opportunità in questo frangente; b) le misure di contenimento da contagio adottate, su cui eventualmente sensibilizzare gli interlocutori.

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Tanti docenti precari fanno didattica a distanza senza strumentazioni e connessioni adeguate

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Anche nei giorni della paura da Coronavirus, i precari della scuola continuano a tenere banco: perché pure nell’emergenza, il diritto alla loro stabilizzazione viene ancora una volta negato, per non parlare della discriminazione rispetto ai colleghi di ruolo su vari fronti, tra cui quello del mancato aggiornamento e adeguamento tecnologico. Il tema, del resto, non può passare inosservato, perché riguarda un numero inaudito di supplenti: l’Italia, infatti, veleggia verso la storica soglia dei 200 mila contratti da sottoscrivere nella stessa estate, che sarà la prossima.Marcello Pacifico (Anief): “La verità è che in Italia la figura del precario, anche quello di lungo corso, continua a essere bistrattata. A dispetto delle direttive europee, che da oltre vent’anni stabiliscono la collocazione in ruolo di tutti coloro che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio su posto vacante. Lo stato di eccezionalità in cui ci troviamo non ha cambiato le cose: il Governo, per i precari della scuola non è andato, tramite il Decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, oltre l’approvazione di alcune misure per favorire la continuità occupazionale per i docenti supplenti brevi e saltuari. Il mancato aggiornamento e le mancate assunzioni diventano fattori ancora più ingiusti e intollerabili”.Pure nei giorni di emergenza massima, per l’imperversare tra la popolazione del Covid-19, si continua a trattare i precari della scuola come figli di un dio minore. Anche la politica si sta occupando di questa problematica: “La scuola esige risposte certe: gli assistenti alla comunicazione restano nel limbo, così come gli esami di maturità e si continua a parlare di concorsi ma sarebbe più facile immettere in ruolo i precari storici. L’Italia che sta lottando per vincere la battaglia della vita ha bisogno di certezze e non di ambiguità”, dicono i deputati di Fratelli d’Italia Carmela Ella Bucalo, Paola Frassinetti e Federico Mollicone.

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Il Governo blocca i concorsi per due mesi: per la scuola è una tragedia

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Confermato il rinvio delle prove di accesso Tfa sostegno a 18-19 maggio, data fino a cui sono sospesi la valutazione orale dei candidati al concorso Dsga, il concorso ordinario e straordinario per il personale docente. Marcello Pacifico (Anief): Chiediamo un piano straordinario di reclutamento docenti e Ata da graduatorie di istituto e Ata 24 mesi, corsi telematici di specializzazione e abilitazione per precari con due anni di servizio. Ancora nubi nere in arrivo per la scuola italiana: il decreto legge Cura Italia varato dal Governo prevede la sospensione, per 60 giorni, dello svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego. Possono svolgersi – scrive Orizzonte Scuola – soltanto le procedure che prevedono la valutazione dei candidati su basi curriculari o in modalità telematica. La sospensione, stando al testo decreto, riguarda le procedure in svolgimento.Nel testo del decreto si legge che “lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, sono sospese per sessanta giorni a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto. Resta ferma la conclusione delle procedure per le quali risulti già ultimata la valutazione dei candidati, nonché la possibilità di svolgimento dei procedimenti per il conferimento di incarichi, anche dirigenziali, nelle pubbliche amministrazioni di cui al comma 1, che si instaurano e si svolgono in via telematica e che si possono concludere anche utilizzando le modalità lavorative di cui ai commi che precedono”.

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Didattica a distanza: il ministero dice come farla

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Con la nota ministeriale 388 del 17 marzo, il dicastero dell’Istruzione invia alle scuole le prime indicazioni operative sulla didattica da attuare via web nei giorni di chiusura degli istituti, a seguito dell’emergenza Coronavirus. In queste settimane così difficili per tutto il Paese, il sindacato Anief si è più volte espresso concordando sulla necessità di mantenere viva e presente la Scuola nella vita degli studenti e delle loro famiglie.“Allo stesso tempo, però – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – abbiamo più volte ribadito, anche attraverso il contatto diretto con i dirigenti scolastici, la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’imprescindibile necessità di rispettare il dettato delle norme di legge e di quelle contrattuali, anche in una situazione di emergenza come quella attuale. Questo perché siamo convinti – continua Pacifico – che l’unico modo per attraversare le difficoltà che, tutti quanti, siamo chiamati oggi ad affrontare sia tenerci ben saldi all’interno del percorso tracciato dal quadro normativo vigente, pur nella necessità di provvedere a opportuni adattamenti e integrazioni indispensabili per renderlo funzionale a una situazione del tutto nuova e inaspettata”.Attraverso la nota ministeriale 388 del 17 marzo, il ministero dell’Istruzione ha pubblicato formalmente le prime indicazioni operative sulla didattica a distanza. Secondo l’Anief occorre non tanto focalizzare l’attenzione sul riconoscimento, necessariamente generico, della nota alla libertà d’azione che ogni autonoma istituzione scolastica ha assunto o assumerà in tema di didattica a distanza, ma sul come concretamente queste scelte dovranno essere fatte.

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