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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 23 marzo 2020

Coronavirus, il Dpcm con lo stop alle attività. Ecco quelle ritenute essenziali

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Ottanta voci delle attività riconosciute come essenziali che quindi continueranno a restare in funzione. Arriva dopo quasi un giorno intero di trattativa il Dpcm che chiude le fabbriche per fermare il contagio del Coronavirus. Nonostante l’annuncio notturno del premier, Giuseppe Conte, infatti, il braccio di ferro sulle attività da includere e da escludere dalla lista è andato avanti a lungo, con le imprese in pressing per tenere aperto il più possibile e i sindacati in allarme per il rischio che alla fine troppe attività restassero aperte vanificando gli intenti di preservare la salute dei lavoratori. – «Ci sono lavori che non possiamo interrompere e che consentono alle persone di accendere la luce a casa o avere l’acqua dal rubinetto o mangiare. Sono lavori che vanno preservati, ma tutti quelli che non sono essenziali li abbiamo sospesi. Chi si può fermare per due settimane e restare a casa può aiutare anche chi sta facendo il proprio lavoro, come i medici, gli infermieri, le forze dell’ordine, gli autotrasportatori, i commessi, i farmacisti» ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza.
La tensione è salita quando circola un elenco che include anche i codici 24 e 25, cioè “metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo” che di fatto avrebbe significato lasciare aperto “il 70% delle imprese metalmeccaniche”. Goccia che fa traboccare il vaso per i sindacati che, nonostante le due voci spariscano dall’elenco definitivo, mandano un messaggio forte e unitario a Conte: se si dovessero allargare troppo le maglie i sindacati sono pronti anche allo sciopero generale. La lista in effetti potrà essere aggiornata in un secondo momento con decreto del ministero dello Sviluppo economico (sentito il Mef) e anche i prefetti avranno potere di bloccare eventuali aperture ‘fuori schema’. Gli studi dei professionisti, dopo i vari allarmi lanciati dalle categorie, resteranno aperti (commercialisti, avvocati, ma anche ingegneri e architetti), così come l’intera filiera della stampa, dalla carta al commercio all’ingrosso di libri, riviste e giornali fino ai servizi di informazione e comunicazione. Oltre alle edicole, comunque, continueranno a operare anche i tabaccai, nonostante lo stop a Lotto e scommesse. Mentre le famiglie potranno continuare ad avere colf e badanti conviventi e pure a servirsi del portiere in condominio. Scorrendo la lista compare una serie di servizi, a partire dai call center, che potranno continueranno ad operare rispettando ovviamente le regole sulle distanze e i protocolli siglati la scorsa settimana sull’uso di guanti e mascherine per ridurre il più possibile il rischio contagio (regola che vale per tutte le attività aperte). Nell’ambito delle aziende restano attive tutte le filiere ritenute essenziali, e quindi legate al settore alimentare, a quello farmaceutico e biomedicale, compresa la fabbricazione forniture mediche e dentistiche. Inclusa anche la filiera del legno e, la fabbricazione delle bare.
Netta la riduzione delle attività della Pubblica amministrazione: restano di fatto aperte gli esercizi legati a sanità, difesa e istruzione, rigorosamente a distanza. In ‘vita’ anche i servizi dell’Inps, e l’assistenza sociale residenziale e non residenziale.
Sul fronte agroalimentare restano attive l’industria delle bevande, le industrie del cibo, la zootecnia. Anche l’industria tessile potrà continuare a operare escluso, però, l’abbigliamento. Le produzioni gomma, materie plastiche e prodotti chimici non saranno interrotte, così come le raffinerie petrolifere non saranno fermate. Restano operative anche le attività legate all’idraulica, all’installazione di impianti elettrici, di riscaldamento o di condizionatori, oltre alle diverse forniture, dall’energia elettrica all’acqua al gas. Previste anche la manutenzione sia di pc e telefoni sia di elettrodomestici e, come attività legate ai servizi essenziali, restano attive anche le riparazioni della strumentistica utilizzata nella filiera alimentare, farmaceutica o dei trasporti (comprese le riparazioni di auto e moto). Questi ultimi, infatti, saranno assicurati anche da oggi. Il Dpcm lascia libero il trasporto terrestre, marittimo e aereo, oltre al trasporto merci. Attive anche la gestione fognaria e quella della raccolta dei rifiuti, oltre alle attività bancarie, postali, assicurative e finanziarie. Non sono intaccati nemmeno i servizi di vigilanza privata oltre alle attività di pulizia e disinfezione. (fonte: doctor33)

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Nuove misure urgenti di contenimento del contagio da Coronavirus

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Da aggi 23 marzo e fino al 3 aprile 2020 sono state adottate nuove misure urgenti di contenimento del contagio da Coronavirus valide sull’intero territorio nazionale fissate dal DPCM 22/3/2020. Vediamo quelle di più stretto interesse del consumatore.
Sospensione attività produttive industriali e commerciali. Per quanto riguarda le attività produttive industriali e commerciali sono sospese tutte ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 del DPCM. Restano sempre consentite anche le attivita’ che sono funzionali ad assicurare la continuita’ delle filiere delle attivita’ dell’allegato 1, nonche’ dei servizi di pubblica utilita’ e dei servizi essenziali. E’ sempre consentita l’attivita’ di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonche’ di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresi’ consentita ogni attivita’ comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza.
Per le attivita’ commerciali, rimane valido quanto disposto dal DPCM 11 marzo 2020 e dall’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 che ha anche chiuso i parchi, limitato le attività all’aperto e gli spostamenti nelle seconde case.
L’efficacia di ambedue i provvedimenti è prorogata al 3 Aprile 2020. Ribadito il fermo dei servizi di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice beni culturali, nonche’ dei servizi che riguardano l’istruzione ove non erogati a distanza o in modalita’ da remoto nei limiti attualmente consentiti.
Divieti di spostamento fuori dal Comune ove ci si trova. E’ fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.
Non è più consentito, conseguentemente, il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza a suo tempo introdotto dal DPCM 8/3/2020.
Su questa scheda un riassunto delle regole: https://sosonline.aduc.it/scheda/coronavirus+ disposizioni+valide+tutto+territorio_30753.php (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Lettera aperta al Presidente Mattarella: Caro Presidente Mattarella, la situazione è tragica

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

By Enrico Cisnetto. Lo è, ovviamente, per i morti che questa guerra batteriologica ha prodotto, per gli ammalati, per i loro cari. Lo è per chi lavora in condizioni estreme, di pericolo, di fatica, di frustrazione. Lo è per i tanti volontari. Ma lo è – non meno – per quello che ci si prospetta. Sul piano economico, per le imprese e per i lavoratori, dipendenti o autonomi che siano; sul piano della finanza pubblica e quindi della nostra permanenza nell’Europa dell’euro; sul piano della convivenza civile, che rischia di saltare se lo stato di costrizione si dovesse prolungare oltre il mese di aprile, e della tensione sociale, che esploderà non appena saranno evidenti le conseguenze economiche dell’emergenza che stiamo vivendo e del modo in cui è stata gestita (si fa per dire). E, attenzione, perfino sul piano della tenuta della democrazia. È inutile discutere adesso di quando (ben prima) e di come (usando la razionalità, non l’emotività) andava affrontato il manifestarsi della vicenda e le dinamiche che l’hanno fatta diventare una emergenza. A mio giudizio è del tutto mancata sia la capacità di analisi della situazione, sia il metodo con cui affrontarla. Ma lasciamo stare. Quel che importa, ora, è stabilire quale sia la strategia da usare da adesso in avanti, sul piano sanitario e su quello economico, due piani che fin qui si sono voluti considerare separati quando non contrapposti, e che invece sono e non possono che essere due facce della stessa medaglia (la sopravvivenza). Ma non possiamo fare una scelta consapevole se prima non stabiliamo con chiarezza a quale delle tre grandi scuole di pensiero che si confrontano nel mondo su come fronteggiare il Covid-19 abbiamo aderito, e perché: chiusura totale fino all’eliminazione del contagio; quarantena assoluta solo per circoscritte aree geografiche maggiormente esposte e per gli anziani (che sono enormemente più esposti degli under 70 o 60), e conseguimento di quella che si definisce con un’orrenda espressione “immunità di gregge”; mappatura su vasta scala della popolazione e controllo costante dei contagiati attraverso sistemi di geolocalizzazione. Tutte hanno ovviamente pro e contro, ma sono accomunate da una cosa: ne va scelta una con consapevolezza e convinzione, senza incertezze né tentennamenti, avendo cura di non bypassare i processi decisionali democratici (ancorché accelerati) e soprattutto di rendere edotti i cittadini, spiegando loro il perché delle scelte fatte, indicando quali sono gli obiettivi ma senza trascurare di esplicitare i rischi che si corrono (non quelli del contagio, ma delle conseguenze della strategia adottata).Invece, il Parlamento – che già stava facendo ogni sforzo per dimostrare la sua inettitudine – è praticamente inesistente, il Governo nella sua collegialità è apparso una pura formalità, i partiti e i leader politici sono scomparsi (inutile dire meno male, perché invece sarebbe importante che ci mettessero la faccia). Tutto è parso ricondursi e riassumersi nella figura del presidente del Consiglio – e già questa è una forzatura – che per di più è parso debole, frastornato, in balia di presidenti di Regione e sindaci. Un premier (costituzionalmente parlando non lo è, ma ha fatto finta di esserlo) che è stato al contempo causa ed effetto dell’autoconvincimento collettivo secondo cui “fermare tutto” sarebbe stato l’unica soluzione. Senza peraltro sapere come, vista la devastante quantità di provvedimenti presi in 50 giorni: una decina tra decreti del governo e Dpcm, decine di ordinanze e circolari del ministero della Salute, più qualcuna di Tesoro, Giustizia, Interni, Difesa e PA, circa un centinaio di ordinanze regionali e provinciali, più quelle non calcolabili comunali e le infinite circolari esplicative (?) di tutti gli enti pubblici. E, soprattutto, senza sapere per quanto tempo, visto che le scadenze indicate erano fin da subito definite indicative e che negli ultimi decreti neppure erano indicate. Per non parlare del modo con cui tutto questo è stato comunicato ai cittadini. Per tutti valga l’ultima esternazione televisiva – ma fatta via Facebook, cioè da un canale americano – di Conte, a tarda sera di sabato (dopo molto rinvii) per dire di un provvedimento previsto per il lunedì di cui (come al solito) non esisteva il testo formale. Doveva essere un churchilliano “discorso alla nazione”, e invece è venuto fuori un compitino zeppo di retorica letto senza alcun carisma – ma benedetto iddio, come si fa a leggere una cosa che dovrebbe venirti da dentro, se vuoi che i tuoi concittadini capiscano e ti seguano?! – che ha ulteriormente incrementato angosce, paure e incertezze di cui già tutti gli italiani sono preda. Niente, se non il moralismo con cui si cerca di colpevolizzare i comportamenti individuali (lo so, le persone vanno indotte ad essere virtuose, ma non si ottiene certo questo risultato auspicando e stigmatizzando, ma essendo chiari e netti).Il Paese ha bisogno di sapere dove stiamo andando e soprattutto di capire quali sono e saranno le conseguenze delle scelte fatte. Deduciamo dalla progressiva “chiusura totale” cui l’Italia è stata sottoposta che abbiamo imboccato la prima delle tre strade di cui parlavo prima, ma: a) non è stato detto con chiarezza, tanto che spesso saltano fuori scelte alternative (il Veneto, per esempio, ha adottato in parte anche l’opzione tre, quella che si suole ricondurre alla Corea del Sud, ma senza quella efficacia e ponendo un problema, è cioè che in una situazione del genere possa esserci un far west regionale di indirizzi diversi); b) si sono sottaciute le conseguenze di questa opzione; c) non si è avuto il coraggio di prospettare i tempi della “reclusione forzata”, sapendo che molti modelli matematici che analizzano le curve di espansione del virus indicano la possibilità di iniziare un peraltro lento e graduale ritorno alla normalità a maggio se non giugno. Mi domando se qualcuno dalle parti di palazzo Chigi abbia minimamente fatto una valutazione di quel che potrebbe succedere se gli italiani fossero messi nella condizione (costrizione) di rimanere chiusi in casa per ancora 6-10 settimane. La rivolta nelle carceri non è bastata come campanello d’allarme? L’Italia non è uno Stato di polizia, né ci tiene ad esserlo. Certo, vuole essere guidata da persone risolute (appunto!), ma che sappiano trarre la loro forza dal fatto di essere politicamente competenti e comunicativamente convincenti, non dal fatto di esautorare il Parlamento e giocare a fare il Putin della situazione.Di sicuro costoro nelle cui mani sono le nostre sorti non hanno idea di come funzioni la nostra economia, da cosa sia composto il nostro pil e come sia facile, se si commettono errori, produrre qualche punto percentuale di decrescita (magari il noto comico capopopolo, oggi silente, sarà contento), perdere capacità produttiva (nella crisi del 2008 e seguenti ne abbiamo persa un quarto del totale e l’abbiamo recuperata solo marginalmente), mangiarsi quote di mercato nella competizione globale e raddoppiare il già alto numero di disoccupati. Se lo sapessero non avrebbero detto proclamato ogni minuto che la salute viene prima dell’economia, non perché debba essere il contrario, ma perché non c’è l’una senza l’altra. Dunque, cosa faranno quando si passerà dal dolore per i morti e alla paura del contagio all’angoscia per le imprese che chiudono, le partite Iva che restano senza alcuna rete di protezione, i lavoratori dipendenti che diventano disoccupati e quelli che già lo sono che perdono ogni speranza di trovare un lavoro? Come si comporteranno i tanti italiani (la maggioranza) che formano quella che Luca Ricolfi ha chiamato la “società signorile di massa” quando si accorgeranno che di signorile gli sono rimasti solo i risparmi, che però dovranno mangiarsi per mangiare?Non basta dire sussidieremo. Primo perché non è solo quello il problema, come dimostrano le ultime crisi. E secondo perché siamo arrivati a questo maledetto appuntamento con la storia letteralmente in mutande, con la recessione già alle porte prima del virus e con il debito pubblico (2.443 miliardi) attestato sul 134% del pil. Una condizione che non ci consente di utilizzare più di tanto la sospensione, peraltro temporanea, del Patto di stabilità Ue. Supponendo di spendere a debito circa il 10% del pil (170 miliardi) come faranno tutti i paesi europei (come minimo), ecco che nel 2020 il rapporto debito-pil schizzerebbe tra il 150% e il 170%, a seconda che la recessione ci faccia perdere 5 o 8 punti percentuali di ricchezza prodotta (questo è ormai il range delle stime in corso). Questo non farebbe più scattare le sanzioni europee, ma di certo non bloccherebbe quelle dei mercati finanziari, che spingerebbero all’insù lo spread – solo limitatamente calmierato dalla Bce, che pur avendo stanziato nuovo QE non può sottoscrivere nuove emissioni perché opera solo sul mercato secondario – fino a mettere in forse la sostenibilità del nostro debito, anche a causa dell’inevitabile downgrade delle società di rating che ridurrebbe i Btp a titoli “spazzatura”. Cosa che porterebbe al fallimento delle banche e l’Italia dritta dritta fuori dall’euro.Finora i ragionamenti che si fanno nel Governo sono fondati su due speranze, oltre a quella derivante dall’appello al solito stellone: sperare che l’Europa si decida a fare debito federale, emettendo eurobond; sperare che si possa ricorrere ai prestiti del Mes. Nel primo caso sarebbe davvero l’esaudirsi di un desiderio serio, anche perché oltre a fare debito comune quelle risorse dovrebbero essere spese da un soggetto europeo e affidate ai singoli stati, cosa che aumenta la probabilità che la quota parte per l’Italia sia spesa meglio che se messa in mani italiche. Ma quante sono le possibilità che accada? Per ora poche, e l’okay di Berlino alla sospensione dei vincoli europei, vissuto dai tedeschi come il male minore rispetto agli eurobond, non fa ben sperare. E comunque senza la nomina di un super commissario (io ho proposto Mario Draghi) con l’attuale architettura istituzionale di Bruxelles non si andrebbe da nessuna parte. Nel caso del Mes, la cifra massima del prestito ammonterebbe a 65 miliardi, troppo poco, e comunque senza l’improbabile sì di tedeschi e olandesi non si potrebbe fare nulla.Tra l’altro, le contromisure economiche – quelle vere, non i pannicelli tiepidi del decreto di qualche giorno fa – vanno decise prima che la diga crolli, se si vuole evitare che faccia la fine di quella del Vajont. Quindi subito. Sì, è vero, c’è la possibilità, come dice qualcuno, che passato questo tsunami si creino le condizioni per un nuovo boom, tipo quello che negli anni Cinquanta ha accompagnato la ricostruzione post-bellica. Ma dobbiamo sperare di arrivarci vivi – fisicamente ed economicamente – a quel momento. E con una classe politica come questa, è inutile girarci intorno, non c’è speranza che tenga.Signor Presidente della Repubblica, è venuto il momento che il Quirinale prenda in mano la situazione. Senza indugio. Sì, lo so, ci sono i vincoli della Costituzione, cui lei è giustamente ligio. Ma la condizione di guerra in cui siamo – o ci siamo messi – richiede atti eccezionali. Lei è l’ultima, e unica, speranza. (fonte: http://www.terzarepubblica.it)

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Coronavirus, provvedimenti gas, luce e acqua dell’Autorità Arera

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Diversi gli interventi dell’ Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) per contrastare le criticità legate all’epidemia COVID-19, in parte su propria iniziativa ed in parte in attuazione di norme di legge. Si tratta delle Delibere 59/2020, 60/2020, 75/2020 e 76/2020 emanate tra il 12 e il 17 Marzo. L’Arera, anche per garantire la continuità dei bonus sociali nazionali (elettrico, gas e idrico), amplia i tempi per poter richiederne il rinnovo. Per i consumatori cui il bonus è in scadenza nel periodo 1 marzo-30 aprile 2020, è infatti data la facoltà di rinnovare la domanda per l’erogazione oltre la scadenza originaria prevista, ma comunque entro i 60 giorni successivi al termine di questo periodo.Si ricorda che il bonus è riconosciuto per 12 mesi e al termine di tale periodo, per continuare a fruirne, il cittadino deve rinnovare la richiesta di ammissione presentando apposita domanda presso il Comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comune (CAF, Comunità montane). (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Il nuovo Ponte di Genova prosegue la sua corsa contro il tempo

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Dopo la consegna di tutte le pile, il cantiere si concentra sulle prossime operazioni di sollevamento del terzo impalcato da 100 metri, che porterà a 750 metri la lunghezza del ponte e scavalcherà la linea ferroviaria, con il completamento dei lavori propedeutici per la realizzazione delle aree dove dovranno muoversi i grandi semoventi che sposteranno l’impalcato, e sulla preparazione delle lavorazioni per la soletta delle sezioni già completate.Il modello fast track, che permette di lavorare in parallelo nei diversi cantieri creati nell’area, per sottofondazioni, fondazioni delle pile, elevazione delle pile, sollevamento degli impalcati e completamento delle sovrastrutture, viene in questa fase utilizzato per preparare l’area per la fase conclusiva di sollevamento del nuovo impalcato. L’allestimento di una sorta di “stabilimento mobile” nell’area del cantiere, che ancora durante la realizzazione delle pile ha consentito di accogliere le porzioni di impalcato e quindi il suo assemblaggio per renderlo pronto per l’innalzamento, viene adesso utilizzato per gestire le delicate operazioni di movimentazione e sollevamento in quota.Le attività, gestite dalla joint venture Pergenova costituita da Salini Impregilo e Fincantieri, sono svolte in un contesto inurbato molto complesso, interessato da quattro strade principali di collegamento nord-sud oltre che dalla linea ferroviaria in esercizio e dal torrente Polcevera, che durante la costruzione del ponte ha richiesto la gestione di quasi 80 interferenze con sottoservizi preesistenti. Ogni lavorazione deve essere quindi accuratamente analizzata e pianificata con la precisione di un cronometro svizzero, così da ridurre al minimo il potenziale rischio di errore.In parallelo, mentre si pianifica il completamento della nuova attività in quota, Salini Impregilo sta organizzando le complesse operazioni per la preparazione della soletta del ponte: 8.000 metri cubi di calcestruzzo che saranno lavorati in contemporanea, dalle estremità del viadotto verso il suo centro, a getto continuo 24 ore su 24 in circa 7-8 giorni, più che dimezzando i normali tempi di realizzazione. Una gestione accuratamente pianificata anche a livello logistico.Sulla soletta completa e finita si procederà quindi con l’allestimento finale della piattaforma stradale e di tutte le opere a corredo dell’infrastruttura e della sicurezza del suo esercizio, completando le attività di un cantiere in cui il modello fast track ha permesso di iniziare la prima fondazione il 24 giugno 2019 ed eseguire in pochi mesi le sottofondazioni, le fondazioni e le elevazioni, con una media di circa 3 pile al mese.

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Coronavirus. La nuova “autocertificazione” rischia di essere controproducente?

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Abbiamo già avuto modo di chiarire qual è la portata applicativa del reato previsto e punito dall’art. 650 del codice penale, ossia il mancato rispetto di un provvedimento legalmente dato dall’Autorità. Abbiamo anche avuto modo di accennare quali sono i limiti applicativi dei reati richiamati nel modello di “auto-dichiarazione” che può essere richiesto al momento dei controlli disposti dalle Forze dell’Ordine.In sintesi: ferma restando ogni valutazione di legittimità del provvedimento reso dall’Autorità e ferma restando ogni considerazione che caratterizza il caso singolo, in linea di massima, può essere contestata, a chi non rispetti gli obblighi enucleati nei decreti, la citata contravvenzione.In questo caso, non potranno essere applicate misure “precautelari” e dunque la persona fermata, pur denunciata dovrà essere lasciata libera dopo l’identificazione e non potrà essere arrestata. In un secondo momento, se il procedimento non dovesse essere archiviato dal Pubblico Ministero, l’interessato riceverà la notifica degli atti giudiziari e dovrà valutare, con il proprio avvocato, la migliore strategia difensiva. Nel caso di notifica di un decreto penale di condanna, che prevede il semplice pagamento di una pena pecuniaria, ci saranno brevi termini (di 15 giorni) per fare importanti valutazioni difensive, anche per evitare la iscrizione del precedente nella “fedina” penale (ossia il certificato penale). Il Governo aveva inoltre fatto riferimento alla c.d. autodichiarazione (che è disciplinata dal DPR 445/2000) ed è stato divulgato un modello, recentemente aggiornato, da compilare e da consegnare alle forze dell’ordine al momento del controllo.Il nuovo modello prevede – per quanto qui interessa – che chi debba uscire dalla propria dimora dichiari di essere “consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale (art. 495 c.p.)”, di “non essere sottoposto alla misura della quarantena e di non essere risultato positivo al virus COVID-19”, “di essere a conoscenza delle sanzioni previste (…) in caso di inottemperanza delle predette misure di contenimento (art. 650 c.p., salvo che il fatto non costituisca più grave reato)”.Nel resto ricalca il precedente modello. Ebbene, le perplessità già analizzate restano e, anzi, si acuiscono. Da un primo punto di vista, il richiamo all’art. 495 c.p. pare fuorviante.Altro effetto ottenuto era quello di rendere possibile l’arresto immediato nel caso in cui i soggetti controllati avessero fornito false attestazioni al pubblico ufficiale.Ad ogni buon conto, il richiamo a quel delitto è improprio anche perché il contenuto dei modelli non riguarda l’identità o lo stato (civile) o le qualità personali, ma riguarda un fatto: la necessità di uscire di casa, la circostanza di essere positivi al test o di trovarsi in quarantena obbligatoria.Il problema – come abbiamo detto più volte – non è secondario perché per la violazione dell’art. 495 c.p. è ammesso l’arresto facoltativo.Ma il nuovo modello lascia spazio ad ulteriori perplessità soprattutto in relazione alla positività al test.In particolare, viene da chiedersi se la nuova “autocertificazione” non sia criminogena, controproducente, o peggio, non rischi di avere l’effetto perverso di estendere il contagio.La domanda è semplice: come si può pretendere che gli individui si sottopongano al test se sanno che, una volta risultati positivi, avranno conseguenze giuridiche solo peggiorative?Il risultato che si ottiene con la minaccia di gravi sanzioni ai soggetti “risultati positivi” pare quello di disincentivare la trasparenza e le comunicazione fra soggetti “non ancora risultati positivi” ed il Sistema Sanitario, individui che potrebbero percepire un vantaggio a sottrarsi ai test.Insomma, il richiamo fuorviante a norme sanzionatorie che non sembrano neppure applicabili rischia di comprimere il ricorso alle strutture sanitarie e dunque di estendere il contagio. (Fabio Clauser, legale, consulente Aduc)

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22° Premio Alto Rendimento come migliore fondo azionario internazionale small cap”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Importante riconoscimento per il comparto Threadneedle (Lux) Global Smaller Companies AE USD*: il comparto con un rendimento netto (classe di azioni Accumulazione AE USD, ISIN LU0757428866) pari al 35,9% (rispetto al rendimento lordo dell’indice di riferimento, MSCI World Small Cap Index, pari al 26,8%), ha ottenuto il 22° Premio Alto Rendimento nella categoria “Migliore fondo azionario internazionale Small Cap”, bissando il successo del 2018.Il comparto Threadneedle (Lux) Global Smaller Companies Fund, lanciato nel novembre 2013 e gestito da Scott Woods a partire da aprile 2019, è un comparto azionario globale che investe almeno due terzi del proprio patrimonio in azioni globali di società a piccola capitalizzazione, dall’elevata qualità e potenzialità di crescita, ma che si ritengono sottovalutate dal mercato. Le small cap sono, in generale, una classe di attivo unica e differenziata. In particolare, il comparto si focalizza su quelle con un’imprenditorialità più marcata, attive in specifiche nicchie di mercato, che possono generare rendimenti potenzialmente superiori. La strategia Threadneedle (Lux) Global Smaller Companies beneficia, inoltre, dell’apporto di team regionali in Regno Unito, Europa, Stati Uniti, Giappone e Asia e di un approccio di ricerca bottom up, basato sui fondamentali volto alla costruzione di un portafoglio con circa 90 titoli, che rappresentano un buon equilibrio fra convinzione e diversificazione.Il Premio Alto Rendimento è un riconoscimento attribuito dal Sole 24 Ore alle Società di Gestione e ai Fondi Comuni d’investimento che si sono distinti per i risultati conseguiti, nonché per l’impegno e la professionalità nel prendersi cura degli investimenti, ispirandosi al fondamentale valore della tutela del risparmiatore. Il premio, vera e propria pietra miliare per chi deve decidere dove investire i propri risparmi, viene assegnato sulla base dei criteri e della metodologia della società di analisi indipendente Cfs Rating, partner storico del premio.

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Per il momento ciò che sappiamo compensa ciò che non sappiamo

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

By Adrien Pichoud, Chief Economist SYZ Asset Management. Non ci resta che tentare di stimare l’impatto di questa epidemia sull’economia globale e sui mercati finanziari.Questo sviluppo inatteso desta una serie di interrogativi senza risposta: quanto ci vorrà per arginare la diffusione del virus in Cina, in Asia e nel resto del mondo? Per quanto tempo le misure precauzionali intralceranno l’attività economica? Quali saranno l’entità e la durata dell’impatto sull’attività economica, ad esempio in termini di consumi, investimenti e risultati societari? Le risposte a tali domande spaziano da “conseguenze relativamente rapide e benigne” fino a “effetti a lungo termine e significativi” e al momento riteniamo che sia impossibile avere qualunque certezza.Innanzitutto, prima della diffusione del virus l’economia globale era ancora in miglioramento, sulla scia del trend incoraggiante del quarto trimestre dello scorso anno. Vi era pertanto un momentum economico positivo allo scoppiare della crisi epidemica.In secondo luogo, la Cina utilizzerà tutti gli strumenti economici possibili per attenuare il colpo sulla propria economia.In misura minore, è ipotizzabile che nel 2020 tutte le banche centrali dei paesi sviluppati ed emergenti mantengano o addirittura rafforzino l’orientamento generalmente accomodante.Infine, i consumi delle famiglie, ovvero il primo motore di crescita del PIL nelle economie sviluppate, restano sostenuti dal calo della disoccupazione, già su livelli bassi, dall’aumento dei prezzi degli attivi e dal basso costo del credito. La combinazione di questi fattori positivi è destinata a contenere o mitigare l’impatto della diffusione del virus sull’attività economica globale.A questo si aggiunge una partenza confusa per le Primarie del Partito democratico statunitense, il che ha ridotto il rischio di vedere eletto un presidente “avverso al mercato”. Abbiamo quindi un contesto in cui le informazioni note e favorevoli controbilanciano i potenziali rischi di ribasso ignoti, almeno per quanto ne sappiamo.Pertanto, in questa fase manteniamo le nostre visioni favorevoli sugli attivi rischiosi, restiamo esposti alle azioni cinesi e rafforziamo l’allocazione a quelle statunitensi in ragione del vigore dell’economia a stelle e strisce nonché dell’implicito supporto della Fed. Aspettando di poter disporre di elementi e dati concreti sulla portata dell’impatto, osserviamo che:l’economia statunitense stava seguendo una traiettoria di espansione leggermente al di sopra del potenziale, sostenuta da solidi consumi e da una forte domanda interna, nonché dalla ripresa degli indicatori dell’attività industriale. L’indice ISM manifatturiero, il seguitissimo barometro dell’attività industriale, è rimbalzato da un minimo quadriennale a gennaio, segnalando una ripresa dell’espansione nel settore dopo 5 mesi di contrazione. L’economia continua a creare posti di lavoro (225.000 a gennaio) e la fiducia dei consumatori è prossima ai massimi ciclici. Poiché è facile che la Fed mantenga un approccio cauto/accomodante in ragione dell’inflazione contenuta e dei rischi di ribasso legati al coronavirus, la politica monetaria dovrebbe favorire l’espansione economica in quest’annata di elezioni, a patto che il dilagare del virus non comprometta le catene di approvvigionamento, i viaggi e l’attività troppo a lungo. L’eurozona è più vulnerabile in ragione della dipendenza dalla domanda cinese, ragion per cui il virus ha un impatto significativo. L’economia inglese si trova in una fase di ripresa post-Brexit. Il franco svizzero è destinato a rimanere forte. Il Regno Unito tira un sospiro di sollievo a seguito dello scemare delle incertezze politiche e di fronte alla prospettiva dell’annuncio di notevoli misure di stimolo fiscale in primavera. La BNS ha dovuto fare i conti con l’apprezzamento del CHF, pur dimostrandosi incapace di reagire realmente dopo essere diventata ufficialmente oggetto di osservazione da parte degli Stati Uniti per intervento sulla valuta. Nell’Asia sviluppata, le dinamiche di crescita sono apparse blande ma positive in Giappone e in Australia, ma la diffusione del virus avrà probabilmente un impatto negativo almeno temporaneo sull’attività economica nel primo trimestre.Tutti i paesi asiatici segneranno un rallentamento nel primo trimestre, poiché l’attività economica risulterà significativamente compromessa dall’epidemia di coronavirus e dalle conseguenti limitazioni ai viaggi, dalle perturbazioni della catena di approvvigionamento e dalle misure precauzionali.Tra le grandi economie emergenti, l’India spicca per la solida crescita economica. Essendo ampiamente orientata al mercato interno, potrebbe non risentire eccessivamente della diffusione del coronavirus e potrebbe continuare a prosperare nei mesi a venire, sostenuta da politiche economiche accomodanti. Dopo la diffusione iniziale del coronavirus, la correzione del mercato azionario è stata rapidamente compensata da una ripresa. In questo contesto, non abbiamo apportato modifiche all’allocazione geografica, con l’unica eccezione dell’upgrade degli Stati Uniti a “preferenza”, basato su:
(a) la resilienza della dinamica macroeconomica dell’economia statunitense,
(b) il sostegno della politica monetaria accomodante della Fed, rafforzato dall’epidemia di coronavirus
(c) la probabilità ormai alta della rielezione di Trump, che sarebbe accolta positivamente dai mercati.
Infine, abbiamo scelto di mantenere l’orientamento positivo verso i mercati azionari cinesi, che restano interessanti in termini di valutazioni.
Manteniamo un orientamento positivo su obbligazioni e credito.Assumiamo una posizione di “lieve avversione” per il debito dei mercati emergenti, nell’ambito di un portafoglio multi-asset.
Assegniamo una “lieve preferenza” a Russia, Indonesia, Messico e Polonia
In seguito alla Brexit, assumiamo una posizione di “lieve preferenza” per la sterlina. L’oro resta la prima scelta in un’ottica di diversificazione. Preferiamo il dollaro rispetto all’euro. Esprimiamo una “lieve preferenza” per lo yen.

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Smart working, smart family, smart school: il sostegno di AVM Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

AVM, nell’intento corale delle tante aziende e associazioni italiane che in questo momento particolare cercano di migliorare la situazione delle persone che si vedono costrette a cambiare le proprie abitudini di lavoro, di studio e di vita con gesti di ‘solidarietà digitale’, ha deciso con slancio di mettere a disposizione webinar gratuiti di informazione digitale.In tutto il Paese si sta moltiplicando in modo esponenziale l’esigenza di utilizzo di strumenti smart allargandosi anche agli ambiti in cui era poco diffuso e in quelle regioni geografiche dove il divario digitale ancora limita le connessioni Internet. Si pensi alla didattica a distanza per scuole e università, alla pubblica amministrazione o semplicemente alle famiglie che devono fare la spesa online e che in un brevissimo lasso di tempo – e in molti casi senza conoscenze tecniche – devono affidarsi completamente alle soluzioni smart per salvaguardare la continuità lavorativa e la produttività.Per accedere da remoto ai dati aziendali, partecipare a un video conferenza, organizzare una lezione di storia, o guardare un film in streaming, occorrono soluzioni affidabili in grado di garantire connessioni a Internet stabili e sicure. Per contribuire all’opera di divulgazione e digitalizzazione a supporto di cittadini e imprese, AVM Italia organizza due tipologie di corso formativo online completamente gratuiti:
– FRITZ! Home Academy, per rispondere alle esigenze degli utenti finali. Gli interessati possono iscriversi a una delle due sessioni giornaliere e ricevere gratuitamente il webinar formativo della durata di trenta minuti per approfondire tutte le tematiche legate al Wireless di casa. Gli esperti AVM sapranno fornire semplici e chiare indicazioni utili per migliorare le prestazioni WiFi, per esempio, come estendere la copertura del segnale in tutti gli ambienti della casa sfruttando al massimo la connessione ad Internet per attività di e-learning, per l’intrattenimento di tutta la famiglia e il lavoro agile. https://www.eventbrite.it/e/biglietti-fritz-home-academy-100120972524

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Orientamento professionale al CUOA: gratuito, online e aperto a tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Altavilla Vicentina (VI) CUOA Business School , in questo momento di emergenza, continua a svolgere la propria attività adeguandola alle esigenze del momento. In particolare, il team di orientatori, professionisti ed esperti del CUOA si mette a disposizione per un orientamento professionale online, gratuito, liberamente accessibile a tutti.Nella complessità attuale, siamo tutti chiamati a essere responsabili, a rispettare le direttive e a stare a casa. Questo non vuol dire fermarsi, ma semplicemente modellare le proprie esigenze verso nuove possibilità. CUOA Business School, continua a mantenere attivi i canali di orientamento professionale sia per i singoli che per le imprese.Le competenze sono il motore dello sviluppo di carriera individuale delle persone e della crescita continua delle aziende. La disponibilità del team CUOA si rivolge quindi sia alle persone, che vogliono approfittare di questo momento per una riflessione sul proprio sviluppo di carriera individuale, sia alle imprese, che vogliono confrontarsi sulla valorizzazione e la preparazione del loro capitale umano, per ora e per dopo. Per CUOA Business School la persona continua a restare al centro. Il metodo proposto dagli orientatori è molto semplice: un CV e una disponibilità per l’incontro in modalità online. Dopodiché ogni colloquio sarà affidato a una persona del team che sarà l’interlocutore di riferimento con cui sviluppare questi momenti di riflessione, dedicati e senza impegno. https://www.cuoa.it/ita/orientamento-professionale

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Covid-19: Ancora troppi decessi

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Cambiare i criteri dei tamponi, estendendoli a tutti i soggetti con sintomi simil-influenzali. Eseguire controlli routinari sul personale sanitario, sottoporre a diagnosi tutti i contatti anche asintomatici delle persone trovate positive e aumentare il monitoraggio nelle aree più colpite.Secondo l’Associazione Mondiale delle Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid), presieduta dalla Professoressa Susanna Esposito, la diagnosi precoce è essenziale per fornire, prima che sia troppo tardi, eventuali terapie antivirali ai pazienti più a rischio (over 70, persone con pneumopatie o diabete o cardiopatie). Inoltre, l’alta percentuale di operatori sanitari malati rende prioritario il loro screening routinario per evitare che diffondano la malattia a pazienti con altre patologie e ai loro familiari, anche a causa dell’assenza in molti casi di dispositivi di protezione individuale adeguati e di cultura sulle infezioni ospedaliere nel nostro Paese.“La terapia farmacologica antivirale raccomandata – ha dichiarato la Professoressa Susanna Esposito, Presidente WAidid e Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma – deve poter essere somministrata, se indicata, nella fase inziale della malattia. Non appena, invece, subentrano gravi complicazioni respiratorie può essere troppo tardi. In terapia intensiva muore il 20% degli over 70 e il 30% degli over 80. Se non vengono effettuati tamponi a soggetti a rischio asintomatici, che hanno avuto contatto con casi positivi, non è possibile iniziare precocemente eventuali trattamenti. Così pure, se agli operatori sanitari asintomatici in ospedale non viene effettuato il tampone quando sono esposti a casi positivi, se il personale ospedaliero viene scambiato tra diversi reparti senza essere sottoposto ad alcun tipo di controllo e se il personale medico e infermieristico presente sul territorio non è neanche sottoposto al tampone quando presenta sintomi perché questi non sono considerati sufficientemente gravi non sarà minimamente possibile contenere il contagio. Così pure, se i laboratori identificati per effettuare i test diagnostici sui tamponi, che oltre tutto si basano su metodiche relativamente semplici, forniscono una risposta dopo 3-4 giorni perché non sono sufficientemente attrezzati e/o organizzati con un ritardo sia nell’inizio delle terapie antivirali nei pazienti ricoverati e in quelli a rischio a domicilio sia nell’isolamento dei contatti stretti e degli operatori sanitari positivi la letalità da COVID-19 in Italia, per lo meno in alcune Regioni, sarà la più alta del mondo. Tenere le persone a casa non è sufficiente, è necessaria una identificazione più precoce del contagio”.
Rispettare una vera quarantena è complicato. Non eseguire il tampone in chi ha sintomi lievi o moderati e negli asintomatici che hanno avuto contatti stretti con casi positivi può indurre a fare uscire di casa soggetti contagiosi guariti dai comuni sintomi influenzali ma che sono ancora portatori del virus, come confermano le recenti pubblicazioni sulla rivista Science in cui viene citato come virtuoso l’esempio della Corea del Sud e viene sottolineato come i cardini per contrastare l’emergenza siano essenzialmente lo screening allargato, che non è uno screening di massa ma indubbiamente è un allargamento nell’esecuzione dei tamponi rispetto a quanto è stato fatto finora in gran parte d’Italia, e l’utilizzo massivo delle mascherine. La stessa raccomandazione arriva dal Centre for Health Protection di Hong-Kong dove in una città con più di 7 milioni di abitanti, una metratura quadrata molto piccola e frequenti scambi con la Cina continentale i casi di SARS-COVID-19 sono stati solo 150.

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Covid-19: I diritti dei viaggiatori ai tempi del coronavirus

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Noto che fino al 3 aprile p.v., vigerà il divieto di spostamento delle persone su tutto il territorio nazionale salvo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.Alla luce di questa disposizione, tutti i viaggi prenotati per motivi turistici con partenza/esecuzione fino al 3 aprile possono essere annullati senza incorrere nel pagamento di penali. Che si tratti di servizi di trasporto che di soggiorni in strutture ricettive, è possibile chiedere il rimborso del prezzo versato (anche mediante emissione di un buono). È consigliabile mettersi tempestivamente in contatto con il prestatore del servizio o con l‘agenzia viaggi o portale di prenotazione laddove il servizio è stato acquistato per il loro tramite.

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Gli strumenti necessari per lo smart-working

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

La situazione attuale ha portato numerose persone a lavorare da casa. Gli smart worker stanno stressando ancora di più la rete domestica per trasferire file, fare riunioni online o videochiamate con colleghi o amici: tutte attività che stanno facendo aumentare in modo impressionante il traffico internet.
Se in ufficio si poteva contare sulla rete aziendale, più performante e sicura, adesso che la maggior parte delle persone lavora da casa, la rete domestica è quella più “stressata”. Al traffico internet generato dall’attività lavorativa di una o due persone si somma quella degli altri componenti della famiglia che, contemporaneamente, desiderano passare il tempo guardando film in streaming e giocando online. Tutto questo, se non si è in presenza di una connessione internet adeguata, può creare per gli smart worker un importante rallentamento delle attività come ad esempio, ritardi audio nelle call, impossibilità di attivare video o lavoro su file condivisi rallentato.Netgear, azienda leader nell’innovazione e nel connettere le persone a internet, ha identificato i tre “mai più senza” per uno smart working davvero produttivo:segnale stabile: probabilmente, mai come in questi giorni, ci si è accorti di quanto sia importante avere una linea internet stabile anche a casa. Video call, numerosi dispositivi connessi come PC o tablet per le lezioni online dei propri figli mettono a dura prova le performance della rete che, fino a qualche giorno fa, serviva quasi esclusivamente per il tempo libero; massima copertura: la maggior parte delle persone non ha nel proprio appartamento una postazione ufficio; ecco perché, ogni smart worker sta cercando di trovarla in qualche angolo della casa. Diventa quindi fondamentale avere la stessa copertura in tutta la casa. Se prima ci si arrangiava con qualche soluzione intermedia, adesso la qualità e copertura in tutta la casa non possono più essere un compromesso;
rete sicura: si tende a preoccuparsi sempre troppo poco della sicurezza della rete domestica e nella maggior parte dei casi si scelgono password di rete troppo deboli. Una rete aziendale è, ovviamente, costruita con alti livelli di protezione che devono essere mantenuti anche quando si lavora connettendosi alla rete domestica, considerando il fatto che si accede a server e documenti aziendali.
Netgear, da azienda esperta del WiFi, offre soluzioni che combinano tutte queste esigenze: affidabilità di rete, copertura e, soprattutto, sicurezza. Tra questo i sistemi WiFi Orbi di Netgear, che offrono una copertura del segnale WiFi in tutta la casa senza eguali. Inoltre, l’ultimo standard WiFi 6 disponibile su Orbi (RBK852) e i router Nighthawk AX permetteranno di creare una rete di livello superiore in grado di gestire oltre 40 dispositivi contemporaneamente senza compromettere velocità e stabilità del segnale. Anche la produttività migliorerà.Questi dispositivi sono dotati dell’esclusivo Netgear Armor by Bitdefender: un sistema avanzato di sicurezza che blocca spyware e malware e tiene al sicuro tutte le informazioni sensibili e tutti i dispositivi indipendentemente dal fatto che siano connessi o no alla rete domestica.La particolarità che contraddistingue questo sistema di sicurezza e che lo differenzia da altre soluzioni è che la protezione viene installata direttamente sulla rete domestica. Questo significa che tutti i dispositivi connessi alla rete saranno protetti e potrete navigare e lavorare in totale sicurezza.

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“Importante intervento per enti microcredito e PMI”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Nel Decreto Legge “Cura Italia”, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, sono state inserite importantissime norme che intervengo in materia sanitaria e poi, a tutela del lavoro, dell’impresa e che favoriscono l’accesso al credito delle PMI. Tra queste, l’articolo 49 prevede la garanzia gratuita per quelle PMI che accedono, per l’80%, al Fondo di Garanzia. Lo stesso vale anche per gli enti di microcredito (che siano PMI) affinché gli stessi possano acquisire, dal sistema bancario, la provvista necessaria per finanziare le PMI con operazioni di microcredito (a loro volta garantibili dal Fondo all’80% e senza valutazione). Con questa operazione di finanza etica si eleva a 40.000 euro l’importo massimo delle operazioni di microcredito e si facilita l’accesso al credito alle imprese in difficoltà. È un tema su cui stavamo lavorando nei mesi scorsi e che ha, giustamente, trovato spazio all’interno di questo provvedimento. Mentre con l’aumento del plafond del Fondo di Garanzia alle PMI (un miliardo e mezzo di euro) riusciremo, con operazioni di microcredito, a generare un effetto leva e soddisfare una platea molto più grande di Piccole e Medie Imprese che avranno bisogno di accedere al credito. Questa operazione, complessivamente, consentirebbe sostanzialmente di ammettere 70 miliardi di nuovi finanziamenti”.Lo ha scritto su Facebook il Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sen. Steni Di Piazza.

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Militari contagiati da Coronavirus

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Il Sindacato Aeronautica Militare (SIAM) denuncia casi accertati di Coronavirus nel reparto dell’Aeronautica Militare di Sigonella in Sicilia. Sono stati trovati positivi al tampone del COVID-19 due militari dell’11° Reparto Manutenzione Velivoli. Il primo, il Maresciallo S.A. si trova attualmente ricoverato in ospedale mentre P.P. è un portatore asintomatico.
A far temere che presso l’Aeroporto di Sigonella possa esserci un potenziale focolaio di COVID vi è il fatto che esistono altri due casi particolari. Il primo è riferito ad un dipendente civile che il 28 febbraio scorso è andato in pensione per poi scoprire giorni dopo di essere positivo al tampone, il secondo riguarda un altro dipendente civile presente in servizio fino al giorno 11 c.m. il cui genitore è risultato contagiato dal virus.A destare la preoccupazione del SIAM è il fatto che all’interno dell’Aeroporto militare di Sigonella, oltre all’11° RMV sono co-ubicati altri reparti militari come il 41° Stormo, il Comando Aeroporto, il 61° Gruppo volo di aerei a pilotaggio remoto e l’ Alliance Ground Surveillance della NATO (AGS) con presenza di personale molto elevata e che, nonostante l’emergenza in atto, non hanno subito riduzioni dell’orario di servizio o la sua rimodulazione per evitare maggiori presenze, specialmente nelle aree comuni.Il SIAM considera questa situazione grave e potenzialmente pericolosa poiché i due militari positivi al COVID sono stati costantemente in contatto con gli uffici e le sale di lavoro ed hanno frequentato l’affollata mensa di Sigonella che verrà irragionevolmente riaperta dopo soli due giorni di chiusura.Il SIAM chiede al Ministro della Difesa Guerini di valutare la quarantena per tutto il personale dell’Aeroporto di Sigonella entrato in contatto con i due militari contagiati e ogni altra misura precauzionale di salvaguardia per il personale come visite mediche mirate, smart working, dotazioni di protezione individuale, che ancora mancano , nonché la chiusura della mensa e una rimodulazione dell’orario di servizio in analogia ad altri reparti dell’Aeronautica che hanno già messo in atto alcune di queste precauzioni. Il Sindacato Aeronautica Militare

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Fisioterapisti: Come trattare il paziente Covid-19

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

“Se il paziente con COVID-19 non risponde rapidamente alle strategie messe in atto con trattamenti non invasivi (NIV), occorre allertare tutto il team tenendo presente il possibile rapido deterioramento della ipossiemia e la necessità di intubazione e ventilazione meccanica invasiva. Il tutto adottando sempre strategie condivise, lavoro in team multidisciplinari, e tenendo conto anche dei livelli di cura disponibili, delle apparecchiature in dotazione e della fattibilità di assistenza intensiva in ambienti dedicati”. Queste ed altre indicazioni per gli operatori in prima linea sono contenute nelle INDICAZIONI PER LA FISIOTERAPIA RESPIRATORIA IN PAZIENTI CON INFEZIONE DA COVID-19, prodotte e condivise su tutto il territorio nazionale dall’ASSOCIAZIONE RIABILITATORI DELL’INSUFFICIENZA RESPIRATORIA (ARIR) e dall’ASSOCIAZIONE ITALIANA FISIOTERAPISTI (AIFI). “Dove presenti, i fisioterapisti respiratori sono in prima linea in quest’emergenza attuale”, sottolinea Marta Lazzeri, presidente ARIR e professionista del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, “ci è parso quindi necessario esprimere in collaborazione con AIFI un documento di aiuto ai fisioterapisti coinvolti proprio nella gestione dei pazienti affetti da COVID-19″. Nel Documento si offrono indicazioni per il trattamento del paziente, ma si sottolinea anche l’attenzione da mantenere per le PROCEDURE A RISCHIO DI CONTAMINAZIONE per il personale sanitario. “Particolare attenzione”, sottolinea Marta Lazzeri, va infatti posta “durante quegli interventi che espongono a maggior rischio di contaminazione il personale per dispersione aerea di droplet”. Tra le procedure a maggior rischio per i fisioterapisti respiratori, ARIR e AIFI ricordano soprattutto: nebulizzazione aerosolica (se necessario somministrare farmaci per via aerosolica utilizzare inalatori predosati MDI); disostruzione bronchiale (tosse e altre manovre che favoriscono l’espettorazione); NIV (in particolare con sistemi che utilizzano maschere con fori o altri sistemi “a perdita”).“Il Documento – precisa ancora la presidente ARIR – risulta inoltre particolarmente efficace per la sua capacità di puntualizzare le pratiche più comunemente utilizzate in fisioterapia respiratoria che però sono sconsigliate con pazienti affetti da Covid-19 in fase acuta, ricordando soprattutto che è fondamentale, sempre allo scopo di non incrementare il lavoro respiratorio, limitare le strategie di disostruzione bronchiale ai soli casi in cui risulta indispensabile tenendo sempre in forte considerazione la possibilità di esporre il paziente a un aumentato rischio di distress respiratorio”. A questo proposito Marta Lazzeri invita i colleghi fisioterapisti a non diffondere “informazioni riguardanti interventi che non hanno alcun fondamento scientifico, ma che anzi possono rivelarsi svantaggiosi per i soggetti affetti da patologie respiratorie come ad esempio la respirazione diaframmatica”.

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Sono circa 20 mila i bambini e gli adolescenti diabetici in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

L’infezione da COVID-19 (come peraltro avviene per altre malattie infettive) può alterare il loro equilibrio metabolico, rendendo ancora più stringente l’esigenza di prevenzione. “Questo – dice Claudio Maffeis Presidente della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) – comporta la necessità di rimandare le visite di controllo, salvo urgenze, dei bambini e adolescenti con diabete”. Tuttavia, al fine di offrire comunque assistenza ai pazienti, la SIEDP (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) e la SIP (Società Italiana di Pediatria) chiedono agli Assessorati alla Salute delle Regioni di autorizzare e formalizzare per tutti i Servizi di Diabetologia Pediatrica presenti sul territorio italiano, la teleassistenza, il tele monitoraggio ed il teleconsulto a favore di questi bambini e adolescenti e delle loro famiglie. “Questa modalità assistenziale -aggiunge Maffeis – si rende facilmente realizzabile nei pazienti e nelle famiglie che utilizzano sistemi ad elevata tecnologia per il trattamento del Diabete di Tipo 1 (Sistemi di Monitoraggio Falsh e Continuo del Glucosio e sistemi semi-automatici di erogazione insulinica), che costituiscono circa il 70% dell’utenza diabetologica pediatrica italiana. Tali prestazioni vengono spesso svolte in autonomia dai professionisti e non hanno ottenuto una regolamentazione ed una organizzazione standardizzata ed istituzionale”
“Al momento – afferma Riccardo Schiaffini, coordinatore del Gruppo di Studio di Diabetologia della SIEDP – sono prontamente attivabili le seguenti prestazioni:
1. Tele-monitoraggio delle glicemie domiciliari;
2. Tele-consulto per adeguamento della terapia insulinica e per interventi sui comportamenti;
3. Tele-assistenza in caso di emergenze acute che non richiedano accesso al pronto soccorso, come ipoglicemie e iperglicemie severe;
4. Tele-educazione nutrizionale ed infermieristica nel caso di pazienti con criticità gestionali”.
“Inoltre -aggiunge Maffeis – anche in questo periodo così difficile, in cui la massima attenzione è giustamente diretta al COVID-19, vi sono casi di esordio di diabete. Purtroppo, in questi ultimi giorni sono stati segnalati casi di chetoacidosi grave in bambini e adolescenti con diabete all’esordio. Si raccomanda quindi di prestare attenzione se il bambino o l’adolescente beve molto e fa molta pipi. Parlarne con il pediatra o il medico di famiglia è fondamentale per una diagnosi rapida e una cura tempestiva. La causa più probabile di questi sintomi è infatti il diabete”.

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Creare una rete nazionale di best practice in farmacia ospedaliera

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Questi i tre punti centrali di un Comunicato espresso dalla Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici alle Aziende Sanitarie (SIFO) a fronte della perdurante epidemia di COVID-19 che sta mettendo anche in grave pericolo la sicurezza sul lavoro degli operatori sanitari, aspetto devastante ed ancora troppo sottostimato dalle autorità del nostro Paese. L’emergenza COVID-19 domanda ogni giorno, con costante aumento, a tutto il Servizio Sanitario Nazionale livelli sempre più impegnativi e costanti di intervento a favore dei pazienti ed i farmacisti ospedalieri italiani stanno rispondendo “fuori dai riflettori” a questa situazione con energia, attenzione e generosità, rendendo possibile la gestione immediata di farmaci salvavita e dispositivi medici in tutti gli ospedali italiani, in particolare in quelli delle varie zone critiche del Nord del Paese.Ne consegue che, alla luce di quanto decretato dagli organi governativi, SIFO si associa completamente al documento firmato dal sindacato SINAFO a titolo “Immediata applicazione/estensione in favore dei Dirigenti Farmacisti DECRETO-LEGGE 9 marzo 2020, n. 14 “Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all’emergenza COVID-19” – Carenze d’organico”. Vista la necessità di arruolare nuovo personale qualificato per far fronte alla situazione epidemica, SIFO sostiene la richiesta urgente del Sindacato di procedere velocemente a quanto disposto dal DL 14.2020, autorizzando tempestivamente e su tutto il territorio nazionale, il “reclutamento di personale farmacista dirigente, con inclusione anche dei farmacisti specializzati e specializzandi, al fine di far fronte alle esigenze straordinarie ed urgenti derivanti dalla diffusione del COVID-19” e di garantire i livelli essenziali di assistenza nella massima sicurezza possibile.Da ultimo, SIFO si è attivata per raccogliere urgentemente risposte alle domande professionali: quali sono le maggiori criticità in ambito di approvvigionamento e distribuzione registrate in questo periodo? Quali risultano essere le best practice che i farmacisti ospedalieri stanno condividendo con i colleghi? Quali sono le esperienze definite negli ospedali delle “zone rosse” del Nord Italia che possono essere trasferite come “casi di riferimento” nelle regioni del Centro-Sud? Questi interrogativi hanno portato SIFO ad avviare una “Rete nazionale informativa di raccolta di criticità e best practice” per raccogliere e prevenire problematiche professionali ed adottare soluzioni operative utili. La Rete SIFO è al centro di uno strumento di condivisione di informazioni che la SIFO ha lanciato all’interno del suo sito web istituzionale (https://www.sifoweb.it/sifo-covid-19-link.html ): si tratta di un canale che a partire da oggi raccoglie esperienze professionali che possano essere condivise e conosciute sia dagli operatori, che anche dai media e dalle istituzioni.

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Fermare la strage degli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

“Non è più tempo di esortazioni, inviti, appelli alla buona volontà delle persone. Le 43mila denunce fioccate in una sola settimana di controlli realizzati dalle forze dell’ordine in seguito ai provvedimenti per il contenimento della diffusione del Coronavirus dimostrano che gli italiani non hanno capito la gravità della situazione, o peggio, lo hanno capito ma sembrano non curarsene, e continuano ad andare in giro senza motivazione valida in un momento di gravissima emergenza”. Lo dichiara Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani. “Evidentemente non bastano i quotidiani bollettini di guerra, non basta ricordare che siamo a quota 3.000 morti, per far comprendere che non si tratta di una banale influenza come molti sembrano credere, ma di un’emergenza terribile, che sta decimando la nostra popolazione anziana. Non vogliamo più ascoltare sfoghi delle autorità contro il menefreghismo dei cittadini, chiediamo invece che si intensifichino i controlli verso chi esce di casa senza una ragione valida, visto che lo spettro dell’articolo 650 del codice penale che prevede l’arresto fino a tre mesi e l’ammenda fino a duecentosei euro sembra non spaventare abbastanza. Scenda in campo l’esercito per controllare e presidiare tutti i possibili punti di incontro e fare in modo che le regole siano effettivamente rispettate da tutti” “Ricordiamo che un lavoro appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet sottolinea che quando abbiamo un’infezione come questa, per la quale ogni singolo caso ne infetta altri due-due e mezzo, se non mettiamo in quarantena almeno il 70% dei contatti non abbiamo nessuna possibilità di liberarcene entro tre mesi. Ulteriori allungamenti del periodo di pandemia finiranno per sterminare un’intera generazione, quella dei nonni, degli over 65, che già oggi pagano un tributo terribile al Coronavirus, ma anche per mettere in ginocchio il nostro Servizio Sanitario Nazionale e l’intera economia del nostro Paese. Occorre far capire questo ai giovani e agli under65 che uscendo senza ragione e continuando a perseguire la loro condotta egoista mettono a repentaglio la vita dei loro genitori e nonni ma anche il loro stesso futuro, lavorativo. Infine ricordiamo che questi comportamenti irresponsabili hanno contribuito a generare una situazione che ha visto infettarsi l’8% del personale sanitario (una percentuale doppia rispetto a quella registrata fra i sanitari in Cina), ovvero medici, infermieri e operatori sanitari che da eroi stanno rischiando la vita ogni giorno per farsi carico della salute della popolazione”.

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Coronavirus sulle superfici

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Secondo quanto riportato da due articoli apparsi sulle autorevoli testate scientifiche Jama Network e New England Journal of Medicine, da analisi effettuate nelle stanze di ospedale di persone affette da Covid 19 è emerso che, in assenza di una corretta e ripetuta procedura di igiene e disinfezione, il virus permane sulle superfici. Le analisi sono risultate negative successivamente alla somministrazione di corrette procedure di sanificazione.L’industria dell’igiene, rappresentata da Afidamp, associazione da sempre impegnata nella divulgazione del valore dell’igiene per la tutela della salute dei cittadini, si trova in prima linea in questo delicato momento determinato dalla pandemia del Covid-19.
Il Gruppo Chimici di Afidamp, a cui siedono le più importanti aziende del settore della detergenza professionale, che con il massimo impegno stanno facendo fronte alle enormi richieste di disinfettanti e prodotti per la sanificazione degli ambienti, ha approfondito il tema con alcuni esperti, analizzando come sia meglio operare.E’ emerso come sia necessario un impegno a tutto campo per contrastare il virus che prolifera a temperature non molto elevate e con tasso di umidità alto. Poiché il virus ha dimostrato di sopravvivere anche a lungo sulle superfici, il ruolo della disinfezione e decontaminazione ambientale è fondamentale. È necessario porre attenzione alle corrette procedure di disinfezione senza approssimazioni ma con estrema cura e con prodotti adeguati. Tra i presidi chimici si consigliano prodotti a base di alcool e ipoclorito, tra le strumentazioni molto utili i prodotti monouso. Si sottolinea l’importanza della pulizia dei materiali e strumentazioni utilizzati.L’industria dell’igiene e in particolare il settore chimico sta lavorando a pieno ritmo, per provvedere alle esigenze del settore, con un impegno che si traduce in un valore sociale per il bene della comunità.

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