Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 24 marzo 2020

Castelli: “Bene aziende che convertono produzione”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

“Bene le iniziative di tutte le aziende private che hanno deciso di convertire la produzione, lo stiamo incentivando come Governo e in alcuni casi lo stanno facendo anche le Regioni. Serve remare tutti nella stessa direzione, senza bandierine.Il flusso di approvvigionamento sarà continuo anche dall’estero. Solo domenica sono arrivate 6 milioni di mascherine e a partire da mercoledì, dalla Cina, ne arriveranno 20 milioni a settimana, del contratto di 100 milioni. La nostra Diplomazia, con il Ministro Di Maio, sta facendo un grandissimo lavoro per reperire materiale sanitario. Stiamo lavorando su tutti i fronti”.Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, intervenendo ad Agorà su Rai 3.

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Coronavirus: Fp Cgil, governo riconosca sforzo lavoratori sanità

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

“Nei provvedimenti adottati dal Governo, in particolare il decreto ‘Cura Italia’, non ci sono misure espressamente dedicate al riconoscimento del lavoro incredibile che gli operatori della Sanità stanno compiendo in questa emergenza”. A sostenerlo è la Funzione Pubblica Cgil nel ricordare il lancio, pochi giorni, di una petizione on line per chiedere riconoscimenti concreti per lo sforzo dei professionisti della sanità cui tutto il paese plaude.La Fp Cgil fa sapere di essere “a oltre 26 mila firme sulla petizione mentre nei provvedimenti del Governo adottati fino ad oggi non c’è nulla di espressamente dedicato a loro, se non il pagamento delle ore di straordinario (e ci mancherebbe) e il bonus di 100 euro che spetta a tutte le lavoratrici e i lavoratori che nel mese di marzo sono rimasti in servizio. Non si tratta di un provvedimento all’altezza del sacrificio che medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici stanno mettendo a disposizione del paese”.Per il sindacato, “non basta chiamarli eroi, servono gesti concreti. Per questo rilanciamo le nostre richieste e chiediamo a tutte e tutti di sostenerle firmando la nostra petizione (change.org/SosteniamoOperatoriSSN): che alle prime assunzioni autorizzate si affianchi subito un nuovo provvedimento che a regime riporti l’organico del servizio sanitario nazionale a un fabbisogno adeguato; che si stanzino risorse tali da incrementare la retribuzione di quei lavoratori per ogni settimana di lavoro svolto in emergenza, oltre il valore dello straordinario per ogni ora lavorata; che si riconosca un’indennità specifica oraria Covid-19 per chi ha lavorato e lavora in questa battaglia per salvare la nostra salute. Non basta la retorica e le sole parole, servono gesti concreti per sostenere che lotta in prima linea contro il coronavirus”, conclude la Fp Cgil.

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Testimonianze: Ci scrive la Dr.ssa Claudia Lodesani

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

“Sono Claudia, infettivologa e presidente di MSF Italia. Sono nel lodigiano per coordinare l’intervento di MSF per il coronavirus in Italia e ho pensato di scriverti per aggiornarti, sperando che tu e i tuoi cari stiate bene. Quando siamo arrivati una settimana fa abbiamo ascoltato i racconti di medici e infermieri straordinari che hanno lavorato per settimane a ritmi frenetici per prendersi cura dei pazienti. Nonostante la loro risposta sia stata eccezionale, siamo stati accolti con sollievo. C’è bisogno di aiuto e solidarietà e in poche ore siamo diventati un’unica squadra.Insieme alle équipe degli ospedali che supportiamo ci stiamo impegnando per contenere la trasmissione del virus, proteggere il personale sanitario e supportare i medici di base nelle assistenze domiciliari, condividendo la nostra esperienza nella gestione delle epidemie. È un piccolo intervento rispetto all’enorme lavoro messo in piedi dalle autorità sanitarie nazionali, ma in questo momento serve tutto l’aiuto possibile. Questa epidemia riguarda tutti noi: i medici, i pazienti e i loro familiari, le persone che hanno perso i propri cari e cambiato le proprie abitudini. Mai come adesso è fondamentale che ognuno faccia la sua parte: noi medici e la popolazione a casa. Voglio ringraziarti, se possiamo offrire il nostro supporto qui in Italia, così come in altri Paesi colpiti dal coronavirus e da altre epidemie, è merito di chi ci sostiene come te.Come me, altri colleghi MSF si preparano a intervenire contro il coronavirus in Francia, Spagna, Grecia, Iran e Afghanistan. Mentre in tanti continuano a lavorare in altri contesti di emergenza perché purtroppo crisi e conflitti non si fermano. Tutto questo è possibile solo grazie a te. Con il tuo sostegno possiamo offrire il nostro aiuto e la nostra esperienza medica, qui in Italia come negli altri Paesi in cui operiamo”. (n.r. Un ringraziamento va a tutti voi che siete in trincea per porre una barriera a questa infezione che sta sconvolgendo il mondo intero. Citarvi è un onore e, nel nostro piccolo, cerchiamo di farlo sapere ai nostri lettori perché comprendano e sappiano esprimere la loro riconoscenza nei modi che riterranno più opportuni.)

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Mario Tassone: Il sequesto Moro, un ricordo

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Il 16 marzo del 1978 veniva sequestrato Aldo Moro e trucidata la scorta. Iniziava l’agonia del presidente della D.C. e della Repubblica. Ricordo bene quel giorno, la confusione a Montecitorio, lo sbandamento di tutti, la percezione della minaccia seria alle istituzioni per opera di un nemico potente, distruttivo, da tempo in “attività” con le scie di sangue. Una pericolosità sottostimata, un coacervo di intrecci e di spinte eversive che hanno reso lo Stato debole nel contrastare le brigate rosse e tutti gli estremismi. Dopo il 16 marzo e il 9 maggio del ’78, giorno dell’assassinio di Moro, tutto è cambiato. Il brigatismo e gli estremismi sono stati sconfitti dopo la presa di coscienza e la mobilitazione del Paese, ma la democrazia è entrata in una bolla di declino. È entrata in crisi la politica, si sono spenti gli entusiasmi, si sono attenuati gli strumenti della partecipazione dei cittadini, si sono scardinati i presupposti della democrazia liberale. Oggi viviamo un momento difficile. C’è un nemico invisibile, corona virus, che sta inginocchiando non solo il nostro Paese ma tutto il pianeta. Bisogna ringraziare il mondo della sanità, i volontari, le forze dell’ordine, gli amministratori per il sacrificio e l’impegno profuso. Esprimiamo vicinanza alle tante famiglie colpite. Sconfiggeremo anche questo nemico. Ma bisogna sconfiggere il disegno di quanti, approfittando di questa tragica situazione, vagheggiano svolte autoritarie attraverso lo svuotamento delle istituzioni di rappresentanza. Durante i conflitti bellici ci sono stati gli approfittatori e gli sciacalli che si sono arricchiti. Tra dittatura e democrazia noi scegliamo la democrazia. Non una democrazia esangue ma vera dove c’è la politica e una classe dirigente meno approssimativa. (n.r. Un ricordo che resta vivo anche nella nostra memoria. In seguito abbiamo pubblicato, con i tipi della Fidest, un libro nel riportare la storia di un giornalista, Mino Pecorelli, che  avrebbe potuto raccontarci particolari  sul sequestro Moro e di quel che ne è seguito, se non fosse stato ucciso. Ma in proposito qualcosa abbiamo saputo e lo abbiamo scritto, ma non abbiamo fatto i conti con la “censura di Stato”.)

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Firma grafometrica e firma biometrica su dispositivi elettronici in banca e in Posta

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Si è oramai abituati ad apporre la propria firma su un tablet, ma non tutte le firme sono uguali. Ad esempio, ad un corriere si rilascia la semplice firma grafometrica, ma ne esiste un’altra tipologia che sempre più si diffonde: la firma biometrica, la cui prima autorizzazione del Garante Privacy riguardo il suo utilizzo in banca risale al 31 gennaio del 2013.
La firma biometrica si differenzia della normale firma elettronica per la diversità di raccolta ed utilizzo dei dati comportamentali legati al gesto della sottoscrizione, che possono essere utilizzati come strumento di riconoscimento di un soggetto che abbia in precedenza provveduto a depositare alcuni “specimen”. Le caratteristiche biometriche di natura comportamentale rilevate dal sistema nel momento in cui l’interessato appone la propria firma autografa sono il ritmo, la velocità, la pressione, l’accelerazione ed il movimento. Per creare lo specimen, il sistema autorizzato dal Garante prevede che il cliente apponga più volte la propria firma su un apposito tablet. In questo modo vengono rilevati i dati biometrici che vengono inviati a uno specifico server per essere convertiti in una sequenza di caratteri che viene memorizzata ed archiviata, e da quel momento in poi viene utilizzata come parametro di confronto. In caso di esito positivo, il confronto tra la stringa “specimen” e quella corrente, permette l’autenticazione dell’utente presso un certificatore di firma digitale, consentendo l’avvio della procedura di sottoscrizione con firma digitale del documento visionato. Si tratta quindi di una procedura a due fasi che consente di identificare con rigore la clientela ai fini della normativa antiriciclaggio e di creare un valido contrasto ai furti di identità. L’adozione della firma biometrica non è obbligatoria, e presuppone il consenso libero e informato del cliente. Nel caso quest’ultimo ritenga di non consegnare alla banca i propri dati biometrici, può negare il consenso e chiedere che si ricorra a sistemi alternativi di riconoscimento. Il sistema di acquisizione dei dati biometrici non deve rilevare, nemmeno accidentalmente, eventuali patologie del cliente, e le informazioni acquisite devono essere cancellate in tempi brevi una volta che il cliente decida di recedere dall’utilizzo. Il valore giuridico delle sottoscrizioni è in linea con l’articolo 2702 del Codice Civile (vale come la firma su carta) ed assolve ai requisiti di forma “ad probationem e ad substantiam” richiesti dalla legge. L’utilizzo del dispositivo di firma si presume riconducibile al titolare, salvo che questi ne disconosca l’uso dandone prova contraria. La presunzione può essere superata con ogni mezzo, prove testimoniali e presunzioni contrarie incluse. Infine, è anche possibile il formale disconoscimento della firma digitale ai sensi dell’articolo 214 del Codice di Procedura Civile. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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Portale informativo per stranieri sul Covid-19

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, e il partner ARCI lanciano oggi il portale informativo multilingua sull’emergenza Covid 19 (coronavirus) rivolto a rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Italia.Il portale raccoglie non solo le informazioni relative alle precauzioni sanitarie da adottare per proteggersi dal virus, divulgate nei giorni scorsi dall’Organizzazione Mondiale per la Sanita’ e dall’Istituto Superiore di Sanita’, ma anche quelle sulle misure eccezionali introdotte dal governo per limitarne la diffusione, nonche’ sull’impatto che l’epidamia ha sul sitema d’asilo.“Nell’ambito di un emergenza sanitaria pubblica straordinaria UNHCR e ARCI uniscono le forze per tutelare il benessere delle persone in fuga e delle comunita’ che le accolgono attraverso un’adeguata informazione, accessibile a tutti”, ha dichiarato Carlotta Sami, Portavoce UNHCR per l’Italia. “Siamo felici che rilevanti istituzioni pubbliche abbiano gia’ preso il sito come punto di riferimento per l’informativa in lingua diretta alla popolazione straniera che vive in Italia, e contiamo sulla collaborazione di tutti gli attori coinvolti nella diffusione dell’informazione affinche’ nessuno sia lasciato ai margini”, conclude Carlotta Sami.I materiali sono disponibili in 14 lingue: Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Arabo, Amarico, Bengali, Cinese, Farsi, Russo, Somalo, Urdu, Albanese e Tigrino. Il sito e’ in continuo aggiornamento, tutti i materiali sono scaricabili e divulgabili.

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Sociale: Sul sito di Roma Capitale tutti i numeri utili da chiamare

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Roma. Disponibile sul sito di Roma Capitale all’indirizzo https://www.comune.roma.it/web/it/notizia/ numeri-utili-per-servizi-di-prossimita.page un elenco completo di tutti i numeri dei servizi “di prossimità”. La lista di facile consultazione, comprende sia i numeri verdi attivi su tutta la città (Protezione Civile 800854854, Sala Operativa Sociale 800440022, Croce Rossa 800065510, Emergenza Infanzia 114, Antitratta 800290290, Antiviolenza e Stalking 1522, Telefono Amico Italia 199284284) che i recapiti dei servizi specifici attivati nei vari municipi. Taxi Solidale, consegna spesa e farmaci tramite Croce Rossa/Assofarm, Farmacap, associazioni di volontariato, Telecompagnia per anziani e persone fragili: distinti per territorio si trovano i numeri utili in tutti e 15 i municipi della città, con specifiche di eventuali orari.“Stiamo lavorando pancia a terra per non lasciare solo nessuno – dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi – ed è determinante che i cittadini siano informati non solo su quali sono i servizi a loro disposizione, ma anche su quale numero comporre per ogni esigenza. Avere dei riferimenti è utile e rassicurante in un momento così difficile. In tutti i municipi di Roma ci sono servizi di prossimità attivi. Nessuno è lasciato indietro.”
“L’impegno per le fragilità, per tutte le fragilità, dalle più gravi a quelle legate esclusivamente al periodo che stiamo vivendo (come i malati che non possono andare a fare la spesa) continua senza sosta. Stiamo mettendo in atto una serie di risposte e continuiamo a lavorare, in sinergia. Fare rete è sempre importante, specialmente nel sociale. Oggi che siamo tutti isolati, avere dei riferimenti, sapere che possiamo contare su servizi essenziali, permette a ciascuno di affrontare questo periodo con un po’ di serenità in più. Continueremo ad attivare servizi e ad incrementare i numeri a disposizione” dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Veronica Mammì.

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Popmove a sostegno dei medici dello Spallanzani

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Roma La start-up della mobilità innovativa Popmove e ALD, società specializzata nei servizi di noleggio a lungo termine e fleet management, dopo aver appreso della richiesta dell’Ordine dei medici di un servizio di car sharing per i lavoratori ospedalieri penalizzati dallo stop serale dei mezzi pubblici, hanno deciso di rispondere a un appello del Comune di Roma e di attivarsi mettendo a disposizione delle strutture più esposte una flotta di 20 auto, esclusivamente dedicate al personale medico e paramedico.
I veicoli, posizionati nei parcheggi degli ospedali Spallanzani e Columbus, potranno essere utilizzati dal personale a titolo completamente gratuito. Sulle auto comparirà la scritta “be pop move hero” per omaggiare medici, operatori sanitari e infermieri, ovvero coloro che con passione e senso del dovere offrono in queste ore difficili un esempio di abnegazione e serietà all’Italia intera.
“Questo servizio è un contributo importante a favore degli operatori sanitari impegnati in questi giorni in una battaglia senza precedenti per contrastare l’emergenza corona virus. E’ un gesto concreto di solidarietà, bellissimo. Voglio ringraziare ancora una volta chi continua tutti i giorni a offrire servizi per gli altri e a mettersi a disposizione della Comunità per il bene di Roma”, dichiara la Sindaca di Roma, Virginia Raggi.“Agevolare gli spostamenti del personale sanitario in questo momento è fondamentale, soprattutto in una città estesa come la nostra. Ringrazio quindi PopMove e ALD per aver messo a disposizione le autovetture, a titolo completamente gratuito”, aggiunge l’assessore alla Città in Movimento di Roma, Pietro Calabrese.“In un momento in cui siamo costretti a restare a casa per il bene nostro e per quello di tutti”, dichiara Crescenzo Ilardi, Head Of Market Sales & Customer Management di ALD Automotive Italia, “vogliamo almeno aiutare a ridurre le distanze che dividono gli operatori sanitari dalle loro famiglie e dai loro cari e partecipare alla catena di solidarietà che sta unendo l’Italia in questo passaggio così doloroso. La solidarietà oggi è una responsabilità etica e sociale che chiama in causa gli operatori economici come i semplici cittadini e a cui un grande gruppo come il nostro non può sottrarsi”.“Quella contro il Coronavirus è una sfida che va combattuta attraverso l’impegno di tutti e con un’assunzione di responsabilità condivisa” dichiara Alberto Cassone, amministratore delegato di Popmove. “Non potevamo restare indifferenti di fronte a una richiesta che arriva proprio da coloro che sono in prima linea per combattere l’emergenza e per garantire cure e assistenza a cittadini e pazienti. Come realtà della mobilità nata a Roma abbiamo sentito ancora di più il dovere di offrire il nostro contributo e di ringraziare con un piccolo gesto chi è costretto qui nella Capitale a lavorare con turni massacranti, in un contesto eccezionale ed emotivamente difficile”.

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Parlamento europeo: Rinvio della prossima assemblea plenaria

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

L’epidemia di coronavirus costringe il CdR a rimandare la sessione plenaria del 25 e 26 marzo a una data da stabilire, come pure tutte le altre riunioni e attività delle commissioni e degli altri organi del Comitato in programma fino al 4 maggio 2020 compreso.
Oltre tale data, le sessioni plenarie e le altre riunioni del CdR verranno confermate o rinviate quattro settimane prima delle date previste per il loro svolgimento. I locali del CdR non sono accessibili fino a nuovo ordine e sono annullati tutti gli eventi ospitati nella sede del Comitato, come convegni e visite, sia individuali che di gruppo, fino al 4 maggio compreso. Pressoché tutto il personale del CdR presta telelavoro da casa fino a nuovo ordine e la continuità operativa è assicurata soltanto per i servizi.

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Il Presidente del CdR chiede un nuovo meccanismo dell’UE

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Per le emergenze sanitarie a sostegno delle regioni e delle città. Dichiarazione del Presidente del Comitato europeo delle regioni Apostolos Tzitzikostas
Ogni giorno, in tutta Europa, migliaia di leader locali e regionali sono in prima linea nella battaglia per limitare la diffusione del virus e gestirne l’impatto sul territorio. In qualità di Presidente del Comitato europeo delle regioni e presidente della regione Macedonia centrale, posso testimoniare della professionalità, della dedizione e del coraggio di tutti coloro che stanno guidando la lotta contro il COVID-19. Stiamo mobilitando le nostre comunità per proteggere i cittadini più deboli e garantire la massima continuità possibile alle nostre economie.Vorrei rendere omaggio a tutti gli enti locali e regionali in prima linea, e in particolare a coloro che, di persona, stanno pagando a caro prezzo il loro impegno. L’Europa può contare su di noi. Può contare sui suoi sindaci, presidenti di regione e membri di assemblee regionali e locali per guidare la lotta contro la pandemia. Al tempo stesso, in un momento in cui le nostre comunità locali hanno più che mai bisogno dell’Europa, l’UE deve essere al loro fianco, mettendo urgentemente a disposizione il proprio bilancio e la propria capacità di intervento per aiutare i nostri cittadini e le nostre imprese.Gli sforzi messi in atto dalla Commissione europea e dal Consiglio dell’UE vanno nella giusta direzione. È fondamentale assicurare la flessibilità del patto di stabilità e crescita, come pure delle norme in materia di aiuti di Stato, in quanto ciò renderà più semplice e rapido l’utilizzo dei finanziamenti della politica di coesione. Anche la mobilitazione della Banca europea per gli investimenti e di strumenti importanti come il Fondo europeo di solidarietà e il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione può dare un aiuto alle nostre comunità locali. Tuttavia, alla luce della mia esperienza diretta e dei riscontri che ho ricevuto dai miei colleghi e membri del CdR, ritengo che l’Unione debba fare ancora di più, lanciando un meccanismo dell’UE per le emergenze sanitarie volto a dare un sostegno più efficace alle migliaia di leader locali e regionali che cercano, con tutti i mezzi a loro disposizione, di assicurare i servizi sanitari a livello locale.Tale meccanismo dovrebbe aiutare le città e le regioni di tutta Europa ad assumere urgentemente personale medico supplementare, ad acquistare più dispositivi medici, a sostenere i servizi di terapia intensiva e a fornire strumenti e materiale di igienizzazione per ospedali e scuole. Il meccanismo dovrebbe semplificare e rendere più rapido l’accesso, per i servizi sanitari pubblici, a risorse finanziarie provenienti dai bilanci regionali, nazionali e dell’UE. Dobbiamo investire di più, per salvare delle vite oggi e aumentare la nostra resilienza domani. Il meccanismo dovrebbe essere finanziato attraverso risorse nazionali e regionali esistenti, finanziamenti disponibili dei Fondi strutturali e di investimento dell’UE riorientati alle necessità urgenti, e nuove risorse, fino a 10 miliardi di euro, sbloccate dai margini attuali del bilancio dell’UE.È anche necessario che la Commissione europea estenda e semplifichi ulteriormente l’accesso alle risorse disponibili nel quadro della politica di coesione dell’UE, al fine di accelerare l’utilizzo dei fondi da parte delle comunità locali che lottano, con tutte le loro forze, per affrontare la pandemia. Ancora una volta, i fondi della politica di coesione si stanno dimostrando un’ancora di salvezza essenziale per coloro che si trovano a dover affrontare sul campo queste sfide senza precedenti. La coesione rimane lo strumento di investimento più potente dell’UE, grazie al quale l’Unione e i soggetti nazionali, regionali e locali possono lavorare insieme e reagire in tempi di crisi.Il futuro che ci attende è incerto, e oggi le comunità hanno urgentemente bisogno di aiuto non solo per salvare delle vite, ma anche per la ricostruzione che seguirà. In tutta Europa dobbiamo essere in grado di lavorare in partenariato e condividere equamente le responsabilità. L’Unione europea deve offrire sostegno e solidarietà a chi ne ha più bisogno: questo non è mai stato così vero come oggi, nel pieno della crisi dovuta alla pandemia. Le regioni e le città continueranno ad essere in prima linea nella lotta contro il virus. In questi tempi difficili, il nostro primo dovere di leader politici è nei confronti dei nostri cittadini, e, per proteggerli, dobbiamo unire le forze a livello locale, regionale, nazionale ed europeo. Credo fermamente che la democrazia sia più forte di un virus e che, grazie ai nostri sforzi congiunti, con il tempo usciremo ancora più forti dalla crisi del COVID-19.

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La propagazione dell’epidemia di coronavirus e la risposta dell’UE

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

In risposta alla propagazione dell’epidemia di coronavirus, le istituzioni dell’UE, gli Stati membri e gli enti regionali e locali valutano quotidianamente la situazione e adottano sia azioni immediate che proposte a medio termine per controbilanciare gli effetti della crisi. Oltre alle misure per il contenimento e il trattamento della malattia, il 13 marzo la Commissione europea ha istituito una “team di risposta al coronavirus” e ha presentato una serie di proposte legislative volte ad attenuare l’impatto economico della crisi. Le proposte riguardano la protezione dei lavoratori e delle imprese dalle perdite di reddito, ad esempio mediante una semplificazione delle norme sugli aiuti di Stato e un’assistenza finanziaria a carico del bilancio dell’UE e del Fondo europeo per gli investimenti. La Commissione ha proposto, tra l’altro, una nuova “iniziativa d’investimento in risposta al COVID-19” dell’ordine di 37 miliardi di EUR, da reperire dai fondi strutturali inutilizzati e non ancora assegnati. Tutte le fonti d’informazioni sulla risposta dell’UE all’epidemia di coronavirus sono disponibili qui in tutte le lingue ufficiali dell’UE.

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Il nostro sistema immunitario, prezioso alleato

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Dal libro: “A Cuor leggero” 29 giorni di buone abitudini e un paio di trasgressioni. Seguire il programma dei 29 giorni vuol dire creare delle abitudini che ci renderanno consapevoli verso pratiche che giorno dopo giorno saranno fonte di benessere. Uno star bene che sarà sempre più evidente e indispensabile perché aumenterà la consapevolezza verso quelle azioni delle quali non vorremo più liberarci. Per fare questo ci muniremo prima di tutto di volontà e pazienza e poi di un salvadanaio del tempo nel quale metteremo i minuti o le ore necessari a completare quotidianamente il percorso. Lo scopo è imparare a prenderci cura di noi stessi, volerci bene allenandoci a uno stile alimentare sano, alla respirazione efficace, all’attività fisica, alla gioia, ai sorrisi, al gioco, alla meditazione, al sonno in modo che ognuna di queste cose trovi la propria dimensione e il proprio spazio nella nostra giornata. Prima di tutto però sarà necessario imparare a vivere QUI E ORA affinché la vita non scivoli via mentre siamo occupati a programmare il futuro o rimuginare sul passato. Così tutto risulterà sempre straordinario e le scelte che andremo a fare per cambiare saranno molto meno condizionate da paure, esitazioni, indecisioni perché vivere il presente vuol dire liberarsi da tutto ciò e accogliere la purezza.
L’autore di A Cuor Leggero, cardiologo e attivista nella lotta al Malessere, ci dà preziosi consigli su come fare per mantenere forte il nostro sistema immunitario, potente alleato della nostra salute.
Un’ appassionante “caccia al tesoro” attraverso i secoli dove sullo sfondo c’è Firenze, la Firenze che non comparirà mai nei selfie dei turisti. La Firenze che alla bellezza unisce la solidarietà è quella che sapientemente ci racconta Riccardo Bigi nel libro L’Altra metà della Medaglia. Attenzione:le copie ancora disponibili non sono molte. E’ un romanzo che prende spunto da un fatto realmente accaduto, vi appassionerà.

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Aegean Plan: Europe’s biggest success – and its failure

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Exactly four years ago, on 20 March 2016, the implementation of the so-called the EU-Turkey agreement, began. So did the confusion surrounding it, which meant that Marine Le Pen and Amnesty International, the AfD and Pro Asyl all opposed it.
In fact, this “agreement” is no more than a press statement. It is no legal text. It changes no existing international or EU laws. Its effectiveness relied from the very beginning on one thing only: that both sides – the EU and Turkey – would act as they promised, because of their own interests. When one of the two partners no longer sees an interest in cooperation, the statement would vanish. And yet, it worked for four years.Strikingly this EU-Turkey Statement turned into the most effective expression of moral realism in EU migration management in the past four years. It had a dramatic impact. It sharply reduced irregular migration across its South-eastern external borders without undermining the individual right to asylum. It sharply reduced numbers of deaths in the Aegean. It helped millions of refugees in Turkey gain access to education and health care. At the same time, it was never properly implemented on the Greek islands, not because this was not possible – what needed to be done was obvious already before it was adopted in March 2016 – but because the success in reducing numbers of arrivals meant that both the EU and the previous Greek government in Athens no longer paid much attention to its implementation on the islands. This came at the expense of asylum seekers and the Greek islands. And this has now come back to haunt Greece.

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Aegean Plan 2.0 – preventing a disaster in the times of Corona

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

The EU has an interest to prevent a humanitarian catastrophe when the corona virus hits the more than 40,000 refugees and migrants crammed together on Greek islands under dismal conditions, without sufficient medical care or even the option to wash their hands regularly. The EU and Turkey also have a common interest to support more than 3.5 million refugees now in Turkey; to control mobility in the face of the biggest public health crisis in a century: and to provide humanitarian assistance to more than 2 million displaced near the Turkish border in Syria.Governments across Europe are closing borders and restricting movement: cities, regions, countries are under lock-down. UNHCR and IOM have suspended all humanitarian resettlement. Public institutions, including asylum services, are closing, from the Netherlands to Greece. There is a strong public health interest to stop movement and ensure social distance to contain the spread of the Corona virus.This has consequences for refugees, asylum seekers and irregular migrants. One result of recent border closures and measures to restrict mobility is that most of them will not be able to leave the countries where they are now. This creates an even more urgent need to help people where they are, and to support the communities hosting them. And it requires concrete steps:
A renewed EU-Turkey statement 2.0, including a renewed EU commitment to support refugees and communities in Turkey for the next years with substantial financial assistance. At the same time Turkey should reaffirm its commitment to implement the EU-Turkey Statement of March 2016.
A joint plan for the EU and Turkey to provide immediate humanitarian support to displaced people in Idlib in the North-West of Syria.
A transfer of at least 35,000 asylum seekers from the Greek islands to the Greek mainland as a matter of urgency. The humanitarian situation on the islands is catastrophic and a huge threat to the health of Greeks and asylum seekers on Lesbos and the other islands.
To achieve such a transfer will require building new accommodation on the mainland for 20,000 people, i.e. at least ten camps for 2,000 people each. The Greek government, supported by IOM and with EU funding, could do this in two stages: first build tent camps (within the next 10 days); then follow up with more solid accommodation (within months). Add to this the capacity of three camps already under construction by IOM (for 5,000 people) and one arrives at 25,000 places. So where could 35,000 people be accommodated? This is where leadership by some EU member states becomes crucial. Greece already has more asylum seekers per capita in the country (with 250,000 applications since early 2016) than any other EU member state. But if EU member states would be ready to relocate in the next days 10,000 recognised refugees from the Greek mainland two huge problems would be addressed. The Greek Prime minister could point to real, not just rhetorical, solidarity, as he needs to persuade communities on the mainland to host more camps to relief the islands. And there would be 10,000 additional existing places to accommodate families now on the islands.
To relocate already recognised refugees from the Greek mainland to other EU countries should be straight-forward. Their asylum claims have already been examined and they have been found to deserve protection. 4,000 of them are in existing camps managed by IOM and 6,000 are in apartments, organised by UNHCR, both financed by the European Commission and organized by DG Home.Such an evacuation will not be easy. Some may say it is politically impossible. European publics have their own anxieties. But if nobody in Europe is prepared to do this it becomes even harder for Greek politicians to transfer people to the mainland now. The Greek mainland already hosts some 70,000 refugees and asylum seekers. Greek leaders and citizens need to know that they are not alone.To move 35,000 people from the islands to the mainland, building accommodation for 20,000 and relocating 10,000 to other European countries, would be an historic operation: an airlift of humanity.Do EU members have the capacity to do this? Yes, they do. In the coming days they will bring home more than 100,000 of their citizens stuck somewhere outside the EU. In late February 2011 Turkey evacuated 5,000 people from Libya in 72 hours and a total of 15,000 people within a few days, while Greek ships evacuated 15,000 Chinese from Tripoli at the time of the 2011 turmoil there. Germany has just announced that it might bring back 20,000 Germans from Egypt over the weekend.It is a matter of will and leadership to make the extra effort. Germany could set an example and bring 5,000 recognised refugees from the Greek mainland to Germany. Other countries should join this effort. Containing a deadly virus, and preventing dangerous tensions leading to a social explosion on Greek islands, is a pan-European interest.

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Le nouveau «mode de vie européen»

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

La pandémie mondiale a pris l’Europe de court et entraîné d’abord des réactions nationales en ordre dispersé. Interdictions d’exportation de matériel médical par certains pays, fermetures inopinées de frontières par d’autres, le besoin d’échange des informations, de coordination des mesures et de mutualisation des moyens s’est en retour aussitôt fait sentir. Il y aura des leçons à tirer pour que la plus-value européenne soit mieux mise à profit devant une crise épidémiologique d’ampleur. Celle-ci annonce déjà une grave récession économique contre laquelle s’élabore une riposte européenne très attendue. Cette infolettre spéciale en explore quelques pistes.Mais cette crise sans pareil n’ébranle pas seulement la mécanique européenne. Sa singularité historique la plus tangible est le confinement dans lequel elle tient actuellement des populations entières du continent, plus ou moins sévèrement. C’est tout un « mode de vie européen », dans son sens ici non polémique mais le plus littéral et quotidien, qui se trouve soudain mis entre lourdes parenthèses. De Rome à Bruxelles et de Madrid à Varsovie, les piazzas, grand’places et autres parvis urbains emblématiques de nos villes sont déserts, tout comme les bars à tapas, pubs, cafés ou brasseries. Nul doute qu’ils retrouveront de leur vivacité une fois le risque sanitaire levé. Pour autant, les retrouvailles passées, les Européens seront-ils complètement les mêmes au sortir de leur longue assignation à domicile ? Le télétravail aura fait des émules et la maîtrise des technologies numériques, quelques progrès, y compris dans le monde scolaire. Des déplacements professionnels ne paraîtront peut-être plus autant si incontournables. Chez soi, des intérieurs auront été rafraichis, des vêtements ressortis des armoires et des vieux livres dépoussiérés. Après des semaines de boutiques fermées, le tri des achats, entre ceux « de première nécessité » et le reste, sera un peu plus apprivoisé. La distanciation physique ne sera plus de mise mais elle se sera accompagnée d’un recul pour dégager l’essentiel, qui pourra perdurer. La patience, dans une société d’immédiateté, se sera frayée un chemin dans un mode de vie, en même temps, plus numérisé. Le retour ne sera plus à la normale, comme si de rien n’était.Au-delà d’une inflexion possible des mœurs, c’est aussi notre attention pour les personnes âgées, notre respect pour le corps médical, notre confiance dans l’expertise scientifique, notre apprentissage du civisme collectif, notre obéissance aux autorités nationales, notre rapport à la mondialisation économique et notre attachement au modèle social et à l’Etat-Providence que cette crise fait évoluer tout à la fois. Et fondamentalement, le regard sur notre vulnérabilité personnelle et celle de nos sociétés. Et notre regard sur l’Europe ? À ce stade, il risque de ne pas sortir grandi, sur le plan institutionnel. Les récents et appréciables efforts de l’UE n’effacent pas l’impression chaotique de départ. L’aide chinoise aux Italiens, et aujourd’hui aux Français, a été plus médiatisée que celle de l’UE aux Chinois ou pour les rapatriements de ressortissants de l’Union à l’étranger. Les réflexes nationaux dominent lorsque la vie est en jeu. L’idée européenne peut s’en trouver abîmée, en particulier en Italie, comme s’en alarme notre président, Enrico Letta.
Mais les Européens vivent aussi une épreuve collective. Elle marquera des générations entières, toutes concernées, sans exception. Dans d’autres régions du monde aussi, mais en Europe plus qu’ailleurs, tant il s’agit aujourd’hui de l’épicentre de cette crise. Confinés, les citoyens européens s’observent, comparent et échangent ensemble leurs expériences, leurs passe-temps sur les réseaux sociaux. Il pourra s’en dégager par cette mémoire partagée, un début de sentiment d’appartenance, une conscience plus aigüe d’interdépendance et de destins liés, dont le projet européen a besoin pour avancer. (Sébastien Maillard Directeur de l’Institut Jacques Delor)

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Occorre impegno per garantire la filiera agroalimentare

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

ASSALZOO, l’Associazione nazionale tra i Produttori di Alimenti zootecnici, condivide appieno la richiesta dei rappresentanti europei dei produttori di materie prime affinché l’Unione europea intervenga per evitare gravi danni alla filiera agroalimentare in relazione all’emergenza nella gestione della pandemia di CoVid-19. Alle autorità europee si è rivolta Fefac, la Federazione dei Produttori europei di mangimi, assieme a Coceral e Fediol, in rappresentanza dei produttori di cereali e semi oleosi e di oli vegetali e alimenti proteici. È fondamentale che sia garantito nel continente l’approvvigionamento di materie prime e prodotti finiti e che la catena del Feed & Food non subisca interruzioni né disagi. Il 16 marzo la Commissione europea ha presentato le Linee guida per la gestione delle Frontiere. Relativamente ai trasporti nel documento si sottolinea che le misure di controllo non devono pregiudicare la continuità delle attività economiche e che il libero trasporto dei beni è importantissimo per mantenere la disponibilità delle merci, soprattutto di quelle essenziali come quelle della filiera alimentare. Pertanto i Paesi non devono imporre alcuna restrizione alla loro circolazione. Fefac e le altre associazioni hanno chiesto inoltre di considerare gli alimenti zootecnici beni essenziali.Riguardo alla circolazione delle merci e all’approvvigionamento di materie prime in Italia, ASSALZOO ha richiamato l’attenzione del Governo con una lettera firmata insieme ad Assitol, l’Associazione italiana dell’Industria olearia, ad Anacer, l’Associazione nazionale Cerealisti, e a Italmopa, in rappresentanza dell’industria molitoria. Le quattro organizzazioni chiedono un intervento urgente per scongiurare il rischio di un blocco del transito di merci da e per l’Italia e quindi preservare il rifornimento di beni per il settore agricolo e l’industria alimentare.La lettera è rivolta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio, alle ministre Teresa Bellanova, delle Politiche agricole alimentari e forestali, e Paola De Micheli, delle Infrastrutture e dei trasporti, e ai ministri Stefano Patuanelli, dello Sviluppo economico e Roberto Speranza, della Salute ASSALZOO, Anacer, Assitol e Italmopa hanno indicato ai rappresentanti del Governo le “difficoltà” che stanno emergendo in relazione al trasporto merci e di materie prime fondamentali per la produzione alimentare. Si tratta di beni essenziali anche per la fornitura di mangimi per gli animali da allevamento dai quali deriva la produzione di carne, latte, pesce e uova.La questione è cruciale perché l’Italia acquista dall’estero poco meno del 60% di queste materie prime.Per continuare a garantire un approvvigionamento sufficiente per la produzione, e dunque un’offerta adeguata di beni alimentari, le quattro organizzazioni chiedono al Governo di affrontare la questione a livello europeo, per definire misure armonizzate sul trasporto merci, di contattare direttamente i singoli Paesi Ue ed extra-Ue per evitare lo stop al transito di merci in entrata e uscita dall’Italia, e di organizzare quanto prima degli hub di scambio alle frontiere per il trasporto su gomma. In questo modo le merci potranno proseguire il viaggio per il Paese di destinazione con autisti locali.

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COVID-19: research package welcomed, EU needs to be better equipped in future

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

• EC proposes significant budget package to fight pandemic
• EP Research MEP welcomes emergency measures
• We have to invest more in research and be ready for the next crisis
Crisis-response measures should be combined with a long-term commitment to EU research programmes, says Research MEP.
“We applaud the measures taken by Commissioner Gabriel and the pooling of almost €140 million against COVID 19. The Commission was very fast in launching a special call for expressions of interest from Horizon 2020 and involving relevant stakeholders under the Innovative Medicines Initiative (IMI) public-private partnership”, said Horizon Europe rapporteur Christian Ehler (EPP, DE).”Now, we have to start thinking ahead in order to be better equipped for the future. Research and development clearly have an important role to play in addressing global challenges. This is yet another reason to support our proposal for €120 billion for Horizon Europe.”, he added. “The health crisis posed by COVID-19 is focusing minds. The top priority now is to stem the spread of the virus. Behind the scenes, emergency research is working on finding a treatment and a vaccine. The virus’ extraordinary rate of contagion should make us aware that our interconnected world has shrunk considerably and that joint and coordinated action between states is the only way to deal with this crisis”, said Christian Ehler.”This crisis is a test of our ability to work together on an emergency situation on the one hand, and to remain faithful to our long-term objectives on the other”, he said.
“When this crisis is over, we must immediately prepare for the next one. This means investing more in research and ensuring that programmes such as Horizon Europe do not become hostages to short-term squabbles between member states”, he concluded.
The Innovative Medicines Initiative (IMI), a public-private partnership between the European Commission and the pharmaceutical industry, has today launched a fast-track call for research proposals to develop treatments and diagnostics in response to the COVID-19 outbreak. Up to €45 million of the funding will come from Horizon 2020, the EU research and innovation programme.
This call is part of the coordinated EU response to the public health threat of COVID-19 and complements the emergency research funding already mobilised recently under Horizon 2020. You can find more information about the IMI call here, and the EU research actions on COVID-19 here (source : European Commission).

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COVID-19: UE e industria per finanziare ulteriori ricerche attraverso l’iniziativa sui medicinali innovativi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

L’Innovative Medicines Initiative (IMI), un partenariato pubblico-privato tra la Commissione europea e l’industria farmaceutica, ha lanciato oggi un invito rapido a presentare proposte di ricerca per sviluppare trattamenti e diagnosi in risposta all’epidemia di COVID-19. Fino a 45 milioni di euro di finanziamenti verranno da Horizon 2020, il programma di ricerca e innovazione dell’UE.
La call fa parte della risposta coordinata dell’UE alla minaccia del COVID-19 e integra i finanziamenti d’emergenza per la ricerca già mobilitati di recente nell’ambito di Horizon 2020. Qui puoi trovare ulteriori informazioni sull’IMI e, invece, sulle azioni di ricerca dell’UE sul COVID-19 cliccando qui (fonte Commissione europea).

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COVID-19: Bene proposta fondi per ricerca, UE sia meglio attrezzata in futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

La Commissione europea propone un pacchetto finanziario significativo per lottare contro la pandemia
I deputati della Commissione Ricerca del Parlamento europeo considerano positive queste misure urgenti. Ma dobbiamo aumentare gli investimenti nella ricerca in modo da essere pronti per una prossima crisi. Le misure di risposta alle crisi dovrebbero essere combinate con un impegno a lungo termine nei programmi di ricerca dell’UE, affermano i deputati della commissione ricerca del PE.”Apprezziamo le misure adottate dal commissario Gabriel e la messa in comune di quasi 140 milioni di euro per la ricerca contro il COVID 19. La Commissione è stata molto veloce nel lanciare una call straordinaria nel quadro del programma Horizon 2020 e nel coinvolgere le parti interessate al partenariato pubblico-privato nell’ambito dell’Iniziativa sui medicinali innovativi (IMI)”, ha affermato il relatore di Horizon Europa Christian Ehler (PPE, DE).”Ora dobbiamo iniziare ad anticipare possibili nuove crisi per essere meglio attrezzati in futuro. La ricerca ha chiaramente un ruolo importante da svolgere nell’affrontare le sfide globali. Questa è una ragione ulteriore per sostenere la nostra proposta di 120 miliardi di euro per Horizon Europa”, ha aggiunto. “La crisi sanitaria determinata dal COVID-19 sta concentrando tutte le attenzioni e le energie. La priorità assoluta è ora quella di arginare la diffusione del virus. Dietro le quinte, dei ricercatori si sforzano, in una situazione di massima urgenza, ad individuare un trattamento ed un vaccino. Lo straordinario tasso di contagio del virus dovrebbe renderci consapevoli del fatto che il nostro mondo interconnesso si è notevolmente ridotto e che un’azione comune e coordinata tra Stati è l’unico modo per affrontare questa crisi “, ha affermato ancora Ehler.”Questa crisi è una prova della nostra capacità di lavorare insieme in una situazione di emergenza, rimanendo al tempo stesso fedeli ai nostri obiettivi a lungo termine”, ha aggiunto.
“Al termine di questa crisi, dobbiamo immediatamente prepararci per la prossima. Ciò significa investire di più nella ricerca e garantire che programmi come Horizon Europa non diventino ostaggi di scontri tra Stati membri”, ha concluso.

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Matematica e Coronavirus

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Può la matematica aiutarci a capire il modo in cui l’epidemia si diffonde ed eventualmente predirlo? Ne abbiamo parlato con il prof. Roberto Giambò, docente della sezione di Matematica della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino.
“L’idea di usare la matematica per modellare la diffusione epidemica – afferma il prof. Giambò – risale praticamente a circa un secolo fa, all’indomani della spagnola, che fece decine di milioni di morti in tutto il mondo. I modelli elaborati vengono chiamati modelli compartimentali, perché ripartiscono la popolazione in gruppi, definiti appunto compartimenti, che rispondono in modo simile rispetto al fenomeno che si sta studiando. Ad esempio, in questo caso, potremmo ripartire la popolazione in sani, malati e guariti. Complicando queste idee iniziali attraverso gli strumenti matematici delle equazioni differenziali, si elabora un sistema dinamico che è in grado di rappresentare l’andamento in funzione del tempo e della numerosità di questi gruppi”.Il problema che si presenta è che questi modelli dipendono da alcuni parametri, quali ad esempio, in questo caso, il tasso di contagio, ossia quante persone può contagiare un infetto, e conoscere questi numeri è fondamentale per una predizione attendibile dei fenomeni. Nel nostro caso abbiamo però a che fare con un virus che stiamo iniziando a conoscere ora ed è dunque difficile predire adesso quanto durerà l’epidemia.E’ possibile comunque fare qualche considerazione qualitativa. In assenza di misure di contrasto, la diffusione è esponenziale, significa che la crescita è proporzionale al valore. Se il numero di infetti è basso, quindi, è bassa anche la crescita. Ecco perché all’inizio se ne può sottostimare la pericolosità; in quella fase non è semplice distinguere una banale influenza da una possibile pandemia. Quando però i numeri diventano grandi, anche la velocità con cui essi crescono aumenta ed è quello che abbiamo sperimentato finora. Ma quando si arresteranno i contagi? “Purtroppo finora il numero di casi giornalieri – aggiunge il prof. Giambò – è sempre aumentato; solo quando il numero dei casi giornalieri inizierà a diminuire in modo sistematico, allora sarà un segnale che ci stiamo avvicinando al picco di contagio. I matematici direbbero che abbiamo incontrato un punto di flesso!! Solo allora potremmo cominciare a guardare al futuro con ottimismo, ma sempre senza abbassare la guardia. Limitare al massimo i contatti sociali come stiamo facendo ora, ha l’effetto di modificare i parametri del modello, rallentando la curva di crescita in modo tale da evitare ad esempio il collasso del sistema sanitario”. Solo se ciascuno di noi rispetterà le regole che ci hanno imposto, potremmo effettivamente dire con sicurezza che… andrà tutto bene! Questo ed altri consigli e curiosità le potete trovare nella nuova rubrica “Pillole di… Scienza e Lode”, a cura della redazione di Scienza e Lode, il webmagazine per la divulgazione della ricerca di Unicam http://www.unicam.it/scienzaelode. Nuovi video sono disponibili ogni lunedì e ogni giovedì nel canale IGTV UniversitaCamerino

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