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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Il Presidente del CdR chiede un nuovo meccanismo dell’UE

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Per le emergenze sanitarie a sostegno delle regioni e delle città. Dichiarazione del Presidente del Comitato europeo delle regioni Apostolos Tzitzikostas
Ogni giorno, in tutta Europa, migliaia di leader locali e regionali sono in prima linea nella battaglia per limitare la diffusione del virus e gestirne l’impatto sul territorio. In qualità di Presidente del Comitato europeo delle regioni e presidente della regione Macedonia centrale, posso testimoniare della professionalità, della dedizione e del coraggio di tutti coloro che stanno guidando la lotta contro il COVID-19. Stiamo mobilitando le nostre comunità per proteggere i cittadini più deboli e garantire la massima continuità possibile alle nostre economie.Vorrei rendere omaggio a tutti gli enti locali e regionali in prima linea, e in particolare a coloro che, di persona, stanno pagando a caro prezzo il loro impegno. L’Europa può contare su di noi. Può contare sui suoi sindaci, presidenti di regione e membri di assemblee regionali e locali per guidare la lotta contro la pandemia. Al tempo stesso, in un momento in cui le nostre comunità locali hanno più che mai bisogno dell’Europa, l’UE deve essere al loro fianco, mettendo urgentemente a disposizione il proprio bilancio e la propria capacità di intervento per aiutare i nostri cittadini e le nostre imprese.Gli sforzi messi in atto dalla Commissione europea e dal Consiglio dell’UE vanno nella giusta direzione. È fondamentale assicurare la flessibilità del patto di stabilità e crescita, come pure delle norme in materia di aiuti di Stato, in quanto ciò renderà più semplice e rapido l’utilizzo dei finanziamenti della politica di coesione. Anche la mobilitazione della Banca europea per gli investimenti e di strumenti importanti come il Fondo europeo di solidarietà e il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione può dare un aiuto alle nostre comunità locali. Tuttavia, alla luce della mia esperienza diretta e dei riscontri che ho ricevuto dai miei colleghi e membri del CdR, ritengo che l’Unione debba fare ancora di più, lanciando un meccanismo dell’UE per le emergenze sanitarie volto a dare un sostegno più efficace alle migliaia di leader locali e regionali che cercano, con tutti i mezzi a loro disposizione, di assicurare i servizi sanitari a livello locale.Tale meccanismo dovrebbe aiutare le città e le regioni di tutta Europa ad assumere urgentemente personale medico supplementare, ad acquistare più dispositivi medici, a sostenere i servizi di terapia intensiva e a fornire strumenti e materiale di igienizzazione per ospedali e scuole. Il meccanismo dovrebbe semplificare e rendere più rapido l’accesso, per i servizi sanitari pubblici, a risorse finanziarie provenienti dai bilanci regionali, nazionali e dell’UE. Dobbiamo investire di più, per salvare delle vite oggi e aumentare la nostra resilienza domani. Il meccanismo dovrebbe essere finanziato attraverso risorse nazionali e regionali esistenti, finanziamenti disponibili dei Fondi strutturali e di investimento dell’UE riorientati alle necessità urgenti, e nuove risorse, fino a 10 miliardi di euro, sbloccate dai margini attuali del bilancio dell’UE.È anche necessario che la Commissione europea estenda e semplifichi ulteriormente l’accesso alle risorse disponibili nel quadro della politica di coesione dell’UE, al fine di accelerare l’utilizzo dei fondi da parte delle comunità locali che lottano, con tutte le loro forze, per affrontare la pandemia. Ancora una volta, i fondi della politica di coesione si stanno dimostrando un’ancora di salvezza essenziale per coloro che si trovano a dover affrontare sul campo queste sfide senza precedenti. La coesione rimane lo strumento di investimento più potente dell’UE, grazie al quale l’Unione e i soggetti nazionali, regionali e locali possono lavorare insieme e reagire in tempi di crisi.Il futuro che ci attende è incerto, e oggi le comunità hanno urgentemente bisogno di aiuto non solo per salvare delle vite, ma anche per la ricostruzione che seguirà. In tutta Europa dobbiamo essere in grado di lavorare in partenariato e condividere equamente le responsabilità. L’Unione europea deve offrire sostegno e solidarietà a chi ne ha più bisogno: questo non è mai stato così vero come oggi, nel pieno della crisi dovuta alla pandemia. Le regioni e le città continueranno ad essere in prima linea nella lotta contro il virus. In questi tempi difficili, il nostro primo dovere di leader politici è nei confronti dei nostri cittadini, e, per proteggerli, dobbiamo unire le forze a livello locale, regionale, nazionale ed europeo. Credo fermamente che la democrazia sia più forte di un virus e che, grazie ai nostri sforzi congiunti, con il tempo usciremo ancora più forti dalla crisi del COVID-19.

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