Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Archive for 26 marzo 2020

Il gradimento di Conte raggiunge il 51%

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

Il forte compattamento del consenso attorno al Governo riverbera sui partiti della maggioranza, in particolare sul PD che sale al 22,9%, riducendo le distanze con una Lega ancora in calo (26,5%).
Nell’area del centro destra subisce una piccola flessione anche Fratelli d’Italia (12,7%), mentre risale al 7% Forza Italia.
Il rafforzamento dell’area di Governo è evidente anche nei dati relativi alla fiducia nei politici: il Presidente Conte, in particolare, sale al 51% e anche i leader dei due principali partiti di maggioranza consolidano il gradimento: 31% a Zingaretti, 23% a Di Maio. Salgono poi Giorgia Meloni (36%) e Berlusconi (21%), mentre restano stabili Salvini (32%) e Renzi (13%).Nel complesso, la netta maggioranza degli italiani giudica positivamente l’operato del Governo in questa emergenza e, nello specifico, le ultime restrizioni introdotte lo scorso week end, che prevedono la chiusura totale delle attività produttive non essenziali, ottengono l’approvazione di 9 cittadini su 10.Nell’ultima settimana, si è ulteriormente ridotta la quota di italiani ottimisti rispetto alla durata dell’emergenza Coronavirus: solo 1 su 5 confida di uscirne entro il periodo pasquale. Per il 50% si arriverà fino a giugno ed il 18% fissa un orizzonte ancora più esteso. (fonte: Istituto Ixe)

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“Solidarietà Digitale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

NTT Ltd.in Italia, uno dei principali fornitori di servizi IT nel mondo, è lieta di comunicare di aver aderito al progetto “Solidarietà Digitale” lanciato dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione con l’obiettivo di aiutare i cittadini, i professionisti e le aziende a proseguire le proprie attività e mantenere una buona qualità della vita, pur dovendosi adattare alle nuove abitudini imposte dall’emergenza in corso e rispettare al tempo stesso le disposizioni del nuovo Decreto del Presidente del consiglio dei ministri (Dpcm 9 marzo 2020) per il contenimento e il contrasto del diffondersi del Coronavirus (SARS-CoV-2) sull’intero territorio nazionale.In questo particolare periodo storico e per far fronte all’impellente necessità delle aziende di portare avanti il proprio business e proteggere le proprie persone, NTT Ltd. scende in campo in Italia e aderisce alla proposta governativa volta a garantire la continuità operativa e a consentire ai dipendenti delle diverse organizzazioni di poter svolgere le proprie mansioni da remoto, rimanendo sempre collegati e aggiornati.“La nostra missione di creare, insieme, un futuro connesso non è mai stata così concreta e preziosa come in questo momento di urgenza” ha commentato Emanuele Balistreri, Country Mananging Director di NTT Ltd in Italia. “La tecnologia dimostra oggi tutto il suo potenziale per abilitare una trasformazione digitale già intrapresa da molte aziende ma che oggi diventa ancora più impellente. Con l’intenzione di rispondere alle sfide che questa emergenza ci chiede di affrontare, siamo onorati di partecipare a questa iniziativa per essere al fianco delle organizzazioni, che oggi si vedono costrette a trasformare il proprio modello operativo per continuare a contribuire attivamente all’economia del nostro paese – e di poter fornire loro gli strumenti e le competenze necessarie per creare comunità sempre più connesse e produttive.”NTT Ltd. mette così a disposizione delle aziende in Italia, a titolo gratuito, l’attivazione di una piattaforma per organizzare meeting in videoconferenza, la fruizione di licenze gratuite per un periodo di 90 giorni nonché l’accesso al materiale informativo e alla guida all’utilizzo dello strumento.Questa soluzione permette di tenere riunioni a distanza fra decine di utenti, in video o via telefono, sia tra colleghi sia includendo partecipanti esterni, accedendo da computer o da dispositivo mobile.Al termine del periodo, le licenze potranno essere chiuse senza alcun costo.

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Inclisiran, il primo e unico siRNA per la riduzione del colesterolo

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

ha annunciato la pubblicazione di tre studi clinici registrativi di fase III su inclisiran, primo siRNA (small-interfering RNA) sperimentato per l’iperlipidemia negli adulti. I risultati sono stati pubblicati in due articoli on-line, su The New England Journal of Medicine. In tutti i trial sono stati raggiunti gli endpoint primari: variazione percentuale di LDL-C dal basale a 17 mesi e variazione percentuale di LDL-C aggiustata per il tempo dal basale fino a 3 e 18 mesi. Dai risultati emersi inclisiran, somministrato per via sottocutanea due volte l’anno dopo due dosi iniziali, ha ridotto in maniera significativa e duratura i livelli di LDL-C rispetto al placebo. Inclisiran è ben tollerato, con un profilo di sicurezza simile a placebo1,2. L’iperlipidemia è la presenza nel sangue di un livello elevato di lipidi (grassi, colesterolo, trigliceridi), come il LDL-C, dovuto a cause esterne oppure a disturbi genetici3. Il perdurare di elevati livelli di LDL-C è considerato una delle cause principali di sviluppo della malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD, Atherosclerotic Cardiovascular Disease), provocando eventi cardiovascolari importanti come un infarto o un ictus4,5. Il LDL-C è il fattore di rischio per ASCVD più facilmente modificabile6-11. Le persone che assumono terapie ipolipemizzanti spesso non raggiungono livelli ottimali di LDL-C; questa condizione le lascia esposte a un rischio aumentato di significativa morbilità e mortalità associate a questa patologia12,13. Negli Stati Uniti circa 40 milioni di persone hanno ricevuto una diagnosi di malattia cardiovascolare aterosclerotica o di ipercolesterolemia familiare (FH, familial hypercholesterolemia) e sono a rischio di un evento cardiovascolare.

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Luigi Ambrosi: La rivolta di Reggio

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

Il 2020 sarà ricordato senza dubbio come l’anno della grande pandemia, eppure è anche un anno di ricorrenze importanti, tra le quali i moti di Reggio, quei sette mesi che scossero l’Italia e misero a soqquadro la Calabria.In previsione dello storico anniversario e in considerazione dell’attuale situazione di stallo delle librerie, Rubbettino ha deciso di lanciare su tutti gli store l’ebook di uno dei libri più importanti e documentati sull’argomento uscito negli ultimi anni: «La rivolta di Reggio. Storia di territori, violenza e populismo nel 1970» di Luigi Ambrosi.L’ebook sarà in vendita al prezzo speciale di 4,99 a partire dalla prossima settimana (30 marzo) e per tutto il mese di aprile per poi tornare al prezzo consueto a maggio. Insieme all’ebook, non appena riapriranno le librerie, sarà possibile acquistare anche il volume cartaceo che è tuttavia già disponibile sul sito http://www.rubbettinoeditore.it
Nel saggio di Ambrosi, la rivolta di Reggio è ricostruita e indagata con rigoroso metodo storico.
Si dà soprattutto, si dà ampio spazio all’analisi di quelle tendenze populiste insite nei meccanismi politici italiani, che già all’epoca caratterizzavano i processi democratici.Che tipo di rivolta fu quella di Reggio? Perché migliaia di reggini considerarono il capoluogo come occasione di riscatto da un disagio sociale di gran lunga preesistente? Quali furono i meccanismi di riconoscimento identitario e di solidarietà che permisero a singoli personaggi e a gruppi organizzati di assumere e mantenere la leadership?A queste e ad altre domande l’Autore risponde giovandosi di una base documentaria ampia e variegata, quasi del tutto inesplorata: carte delle autorità statali (ministero dell’Interno, prefettura, questura e carabinieri) e dei maggiori partiti (Dc e Pci), stampa locale e nazionale, volantini e voci dei protagonisti comuni. Un accurato lavoro di periodizzazione dell’evento si accompagna ad un’impostazione interdisciplinare che si avvale di tre chiavi di lettura qualificanti: identità territoriale, ordine pubblico e retorica populista. Emerge così una rivolta nata sull’onda della grande trasformazione che anche il Mezzogiorno attraversò tra gli anni Cinquanta e Sessanta, senza che il sistema politico dimostrasse di saperla governare. Vengono confutati alcuni luoghi comuni “meridionalistici” sulla natura della protesta, come il campanilismo o l’antistatalismo. Si dimostra che, oltre la fumosa coltre dei misteri eversivi, la rivolta del 1970 possiede altri, visibili e accertabili, significati utili alla comprensione del nostro presente, non solo di Reggio e della Calabria.
Il libro si è aggiudicato per il suo rigore e la sua completezza il Premio Palmi, il premio Premio Ettore Gallo, il Premio Minturnae, e il Premio Rhegium Julii. http://www.rubbettinoeditore.it

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Emergenza sanitaria e attività degli ortodontisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

Il decreto Ministeriale limita, infatti, l’attività clinica odontoiatrica unicamente alle prestazioni a carattere di urgenza o non differibili e invita a procrastinare tutte le altre, così da limitare le possibili occasioni di contagio e diffusione del virus. ASIO pertanto, come riportato dal decreto Ministeriale dello scorso 9 marzo ed in linea con le maggiori Società Scientifiche ed Associazioni di categoria, invita tutti i suoi SOCI a limitare l’attività clinica odontoiatrica unicamente alle prestazioni a carattere di urgenza o non differibili, procrastinando tutte le altre, così da ridurre le possibili occasioni di contagio e diffusione del virus. Queste in concreto saranno le modalità in caso di intervento urgente odontoiatrico:
1. Sarà effettuato un triage telefonico con il proprio specialista per verificare insieme il problema ortodontico in essere, nonché lo stato di salute del paziente stesso. Sarà richiesto al paziente se: presenta febbre (>37.5°C), raffreddore, tosse, difficoltà respiratorie, dolori muscolari, mal di testa insorti negli ultimi 14 giorni
è stato in contatto con persone con questi sintomi negli ultimi 14 giorni
è stato in contatto con persone infette negli ultimi 14 giorni
proviene da aree a rischio al di fuori dal territorio nazionale
Se sintomatici, i pazienti dovranno rivolgersi telefonicamente al proprio medico di famiglia o chiamare il numero 1500 e possibilmente posizionarsi in uno stato di autoquarantena. Il trattamento odontoiatrico di tali pazienti, se possibile, deve essere procrastinato.
2. In corso di valutazione telefonica, se ritenuto utile, lo specialista potrà richiedere di inviare una fotografia o video del problema riscontrato al proprio apparecchio ortodontico. I sistemi e le applicazioni che utilizziamo quotidianamente (videochiamate, foto e video realizzati direttamente con il cellulare, ecc.) possono difatti essere particolarmente utili per comprendere la problematica a distanza e risolverla nel migliore dei modi
3. Qualora ne ravvisi lo stato di emergenza e la necessità di visitare il paziente, lo specialista programmerà per il paziente un appuntamento tale da evitare la presenza di più pazienti in contemporanea in sala d’attesa, così da rimanere a distanza corretta (almeno un metro) l’uno con l’altro, cercando di evitare accompagnatori non necessari
4. La sala d’attesa e gli ambienti extra clinici saranno predisposti secondo i rigidi protocolli emessi in questi giorni: un periodico e adeguato ricambio di aria, eliminando giornali, riviste, libri dalla sala d’attesa, disinfezione di ogni maniglia e superficie a contatto, fornendo al personale dispositivi di protezione (DPI) adeguati come mascherina, guanti, occhiali e camice monouso, ecc.
5. Mettere a disposizione del paziente, in sala d’attesa, un disinfettante alcolico e mascherine, e detergere, per ogni nuovo paziente, con soluzioni a base di alcool o di cloro tutte le superfici, maniglie o bottoni oggetto di contatto
6. Praticare, come di routine, tutte le norme di sterilizzazione nell’uso degli strumenti, minimizzando in particola modo l’impiego di strumenti rotanti e che prevedono nebulizzazione.
7. Nell’area clinica durante la fase pre-terapia e post terapia, saranno rigorosamente applicati i protocolli stilati ed inoltrati di recente dalle Associazioni e dagli Ordini di categoria

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Quasi tutti i reparti di Medicina Interna convertiti in reparti COVID-19

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

“L’emergenza COVID è ormai diventata un’emergenza nazionale. Le nostre unità stanno fronteggiando una crisi mai vista in tempi recenti né vissuta in modo così drammatico per noi, le nostre famiglie, le nostre comunità. I nostri reparti ed altri reparti dei nostri ospedali sono via via trasformati in reparti Covid gestiti da noi, tanto da avviarci a divenire, sul territorio nazionale, i professionisti con larga parte dei pazienti Covid in carico. Stiamo fronteggiando tutto questo come siamo usi fare, con totale dedizione, spirito di sacrificio e professionalità.” Con queste parole si apre la lettera del Presidente della Società Italiana di Medicina Interna, Prof. Antonello Pietrangelo, agli oltre 3.000 soci che oggi si trovano ad affrontare, chiusi nel silenzio dei propri ospedali, la più grande emergenza sanitaria della storia contemporanea, specialisti che hanno “svuotato nell’arco di poche ore i reparti di Medicina interna, che già in condizioni di normalità gestiscono il 70-80% dei pazienti ospedalizzati, per riconvertirli in reparti COVID, con letti che nelle prime 24 ore sembrano troppi, ma rapidamente si dimostrano insufficienti.” Un messaggio di ringraziamento per l’impegno e di incoraggiamento a tutti gli internisti impegnati nei reparti di Medicina Interna, che la SIMI sostiene con due importanti iniziative.“Abbiamo voluto dare voce ai medici in prima linea attraverso un blog dedicato alla gestione dell’emergenza Covid, dove vengono caricati video e post degli internisti che per primi hanno dovuto fronteggiare il tremendo impatto dell’emergenza Covid – continua Pietrangelo – I nostri colleghi condivideranno con tutti le criticità, gli inevitabili iniziali errori, i successi, per prepararci a quanto molti di noi dovranno ancora in pieno affrontare.” Inoltre, con l’obiettivo di mantenere un legame tra Soci e soddisfare la necessità di avere informazioni affidabili, è nata anche la Rete Italiana di Medicina Interna, un luogo virtuale in cui i professionisti dei reparti internistici di oltre 150 ospedali italiani di medio-grandi dimensioni possono scambiarsi e condividere informazioni relative all’organizzazione interna, agli aspetti assistenziali e di ricerca alla gestione di casistiche particolari di pazienti, tutti elementi utili ad affrontare lo sforzo straordinario cui si è chiamati a rispondere.“Oggi più che mai dobbiamo mettere a disposizione della sanità italiana e dei cittadini le nostre capacità di gestire i pazienti critici e pluripatologici, la fascia di popolazione più drammaticamente colpita dal virus, e il nostro abituale spirito collaborativo con i colleghi specialisti, quali infettivologi, pneumologi e rianimatori, per citarne solo alcuni, per riuscire a garantire insieme la migliore assistenza possibile ai nostri pazienti”.

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Misure choc per salvare le Pmi e con esse l’economia italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

È questa la ricetta che Consulenti del Lavoro e Commercialisti propongono al Governo per sostenere aziende e lavoratori in un momento di grandissima difficoltà economica e sociale conseguente al forte rallentamento, prima, e allo stop della maggior parte delle attività produttive, dopo, per contenere il contagio da Coronavirus. “Il protrarsi e l’ampliamento della emergenza sanitaria”, dichiarano congiuntamente Marina Calderone e Massimo Miani, rispettivamente presidenti del Consiglio nazionale dell’ordine dei
Consulenti del Lavoro e del Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, “hanno messo in ginocchio il tessuto economico del Paese e con esso lavoratori dipendenti e professionisti. I Consigli Nazionali dei Commercialisti e dei Consulenti del Lavoro propongono la sospensione fino al 30 giugno 2020 dei termini di versamento, con rateazione dei
versamenti sospesi a partire da settembre 2020, relativamente a:
– tributi, ritenute, contributi e premi assicurativi, sia correnti che rateizzati, nonché al diritto annuale alle CCIAA;
– somme dovute, anche in forma rateale, derivanti da avvisi bonari, accertamento con adesione, mediazione tributaria, conciliazione giudiziale, acquiescenza e definizione agevolata delle sanzioni;
– entrate tributarie e non tributarie, anche degli enti locali, derivanti da cartelle di pagamento o ingiunzioni o avvisi di accertamento esecutivi, nonché relativi alla rottamazione dei ruoli e al saldo e stralcio.
Propongono inoltre le seguenti misure:
– ripristino della possibilità di compensazione dei crediti per imposte dirette maturati nel 2019 anche prima della presentazione della relativa dichiarazione;
– eliminazione della proroga di due anni dei termini di accertamento e riscossione relativi ai periodi d’imposta in scadenza nel 2020;
– sospensione fino al 30 giugno 2020 dei termini procedimentali e processuali tributari;
– sospensione fino al 30 giugno 2020 delle procedure concorsuali, cautelari ed esecutive in corso;
– estensione ai professionisti iscritti in albi di tutte le misure di sostegno fiscale, per il lavoro e per la liquidità previste dal decreto-legge n. 18/2020 (come, a titolo esemplificativo, il credito d’imposta per gli studi professionali condotti in locazione,
le indennità di sostegno al reddito, le moratorie sui mutui, ecc.). In materia di lavoro, Consulenti del Lavoro e Commercialisti ritengono inoltre essenziali le seguenti misure:
– Ammortizzatore Sociale Unico con codice unico “Covid-19” da destinare adeguatamente al numero degli aventi diritto, senza creare ingestibili graduatorie con relative esclusioni;
– destinazione dell’A.S.U. a tutti i datori di lavoro a prescindere dall’ambito di applicazione a cui sono soggetti in merito agli ammortizzatori sociali;
– semplificazione delle procedure di richiesta dell’A.S.U. con la previsione di una mera informativa sindacale, per dare cosi rapidità all’iter procedurale delle stesse;
– pagamento mensile diretto da parte dell’INPS delle somme calcolate per ogni lavoratore con bonifico bancario; per il mese di marzo pagamento di un acconto di 1000 euro generalizzato per tutti i lavoratori ricompresi in tutte le istanze presentate, con saldo al mese successivo;
– eliminazione di ogni vincolo legato all’iscrizione a Enti o Fondi, preclusivo dell’accesso al sistema di integrazione salariale;
– rinvio al 30 settembre 2020 del termine per la presentazione delle Certificazioni Uniche e Uniemens.
Soltanto interventi coraggiosi di questo tipo potranno servire a famiglie, imprese e professionisti per far fronte alla gravissima crisi finanziaria ed economica provocata dall’emergenza sanitaria in atto. Siamo certi che il Governo, in momenti difficili come questo, farà il possibile, e anche più, per non lasciarli soli.

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In Italia mancano medici per affrontare l’emergenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

In Italia si laureano circa 10.000 medici laureati ogni anno, ma ad accoglierli ci sono soltanto 7.000 contratti nelle scuole di specialità. Il numero ridotto di posti disponibili fa sì che molti neolaureati scelgano di trasferirsi nei Paesi Europei vicini, “regalando” all’estero l’ingente investimento per la loro formazione. Inoltre, la scelta delle specializzazioni mediche vede una netta preferenza per indirizzi che permettono sbocchi di carriera anche nel privato, come chirurgia plastica, oculistica o dermatologia, mentre raccolgono poche preferenze le specialità legate all’emergenza come “Medicina d’urgenza” o “Anestesia e rianimazione”, che assegnano ogni anno rispettivamente solo il 32,8% e il 40,2% delle borse disponibili.A ciò si aggiunge l’elemento più preoccupante: più della metà dei medici sarà presto in pensione, mentre la popolazione italiana è in rapido invecchiamento e cresce la domanda sanitaria. Tra gli specialisti, secondo le previsioni Anaao-Assomed nel 2025 le carenze più gravi saranno quelle di medici di emergenza-urgenza (entro 5 anni ne mancheranno all’appello 4180), seguiti da pediatri (3323), medici di medicina interna (1828), anestesisti-rianimatori e terapia intensiva (1395), chirurghi (1274). Sono alcune evidenze dell’analisi “le cifre dei profili medici in Italia e l’impatto del coronavirus” di Randstad Research, il centro di ricerca del Gruppo Randstad dedicato al lavoro del futuro, che ha messo sotto la lente la scarsa preparazione del nostro sistema sanitario ad affrontare l’emergenza, raccogliendo le diverse previsioni di Anaao (sindacato dei medici dirigenti), Fimmg (Federazione medici di medicina generale), OCSE e altre istituzioni sul fabbisogno professionale. L’analisi sottolinea la grave carenza di medici, evidente da anni e purtroppo inascoltata, che l’Italia è chiamata ad affrontare al più presto di fronte all’impatto del coronavirus.
Oggi – rileva Randstad Research – nel nostro Paese si contano quasi 4 dottori ogni 1000 abitanti. I medici iscritti all’ordine nel complesso sono 403.454, un numero superiore rispetto alla media europea, ma più della metà di loro ha superato 55 anni, per un’età media di 51, cresciuta di 3 anni nell’ultimo decennio. Si stima un’uscita media del 40-45% di medici per la pensione nel decennio 2014-2023. Secondo le previsioni Anaao entro il 2025 verranno a mancare circa 52.000 medici ospedalieri, di cui 16.500 specialisti. Entro il 2030 ne potrebbero mancare oltre 80.000 unità, divisi tra 34mila medici di base e 47mila ospedalieri. E la preoccupazione non riguarda solo i medici, ma anche gli infermieri che sono 5,8 ogni 1000 persone, dato visibilmente inferiore alla media europea, pari a 8,5.L’Italia è un Paese anziano, il quarto nell’OCSE per aspettativa di vita e il secondo in Europa, che avrà bisogno di cure crescenti. Ma la spesa sanitaria resta inferiore alla media: in Italia si spende oggi soltanto l’8,8% del PIL in Sanità (il 10% in meno della media europea), con un incremento di poco più di 2 punti percentuali rispetto al 1988, quando la vita durava in media sette anni in meno.
Randstad Research mette in guardia che il fabbisogno di medici non subirà inversioni di rotta a breve, grazie alle spinte del digitale e dell’ecosostenibilità. I più recenti dati Excelsior confermano la filiera “salute e benessere” al primo posto per i fabbisogni occupazionali da qui al 2023. Nello specifico il più elevato tasso annuo di fabbisogno (con una crescita tra il 4 e il 4,1% all’anno) sarà del comparto “sanità ed assistenza sociale, per cui si prevede tra il 2019 e il 2023 una richiesta di servizi di cura tra le 406.000 e le 415.000 unità.

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I licheni come “centraline” come centraline per l’inquinamento atmosferico

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

Le proprietà magnetiche dei licheni trapiantati ed esposti in città costituiscono un valido indicatore del bioaccumulo di metalli pesanti – quali ferro, cromo, rame e antimonio – emessi principalmente dalle azioni di frenatura di automobili e mezzi di trasporto. È quanto emerge da una ricerca condotta da ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con i colleghi dell’Università di Siena e dell’Università Federico II di Napoli, recentemente pubblicata sulla rivista “Applied Sciences”.
Le polveri sottili atmosferiche da inquinamento antropico sono oggetto di un crescente interesse epidemiologico che, oltre a essere testimoniato da molteplici ricerche scientifiche, gode di ampia rilevanza sui quotidiani nazionali. In particolare, la crescente attenzione per le polveri sottili si è focalizzata sul dibattuto ruolo del particolato atmosferico (PM) nel trasporto e nella diffusione di contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus.“Nello studio da noi pubblicato”, spiega Aldo Winkler, Primo Tecnologo dell’INGV e coautore dell’articolo, “sono state esaminate e comparate le proprietà magnetiche, chimiche e morfologiche delle polveri sottili accumulate dai licheni trapiantati ed esposti per tre mesi in venticinque siti nella città di Milano che, con i suoi 1,4 milioni di abitanti, è una delle più densamente popolate d’Italia”.
Il capoluogo lombardo si trova in Pianura Padana, una regione notoriamente caratterizzata da inversione termica, stagnazione di masse d’aria e clima continentale, con inverni lunghi e rigidi e temperature elevate in estate: tali caratteristiche la rendono una delle zone maggiormente affette da inquinamento da particolato fine atmosferico (il PM2.5 e PM10, a seconda del suo diametro aerodinamico) in Europa.“In questo contesto”, prosegue il ricercatore, “la suscettività magnetica dei licheni costituisce un parametro semplice e veloce da misurare, utile alla caratterizzazione dell’inquinamento atmosferico di origine antropica in tempi rapidi e con costi contenuti. La nostra ricerca ha dunque evidenziato, e statisticamente validato, come le proprietà magnetiche dei trapianti lichenici costituiscano un valido indicatore del bioaccumulo dei metalli pesanti presenti nel particolato atmosferico. Inoltre, la combinazione di analisi chimiche, magnetiche e morfoscopiche ci ha permesso di individuare nell’abrasione dei freni la principale sorgente delle polveri sottili magnetiche (ad alto contenuto in metalli pesanti) intercettate dai licheni esposti nella città di Milano”, conclude Winkler.

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Petrenga (FdI): riattivare Ospedale militare di Caserta

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

“Riattivare l’Ospedale militare posto tra i Comuni di Caserta e Casagiove, per ospitarvi qualsiasi tipo di attività sanitaria direttamente o indirettamente legata all’epidemia Covid-19”.A lanciare la proposta è la senatrice di Fratelli d’Italia, Giovanna Petrenga, che nel frattempo ha già informato telefonicamente il vicepresidente della giunta Fulvio Bonavitacola e il sindaco di Caserta Carlo Marino.
“Si tratta di un’ottima occasione, a portata di mano, perchè l’Ospedale militare si trova in buone condizioni visto che è stato dismesso da poco, mentre il laboratorio interno è ancora in funzione. Questo significa che in una settimana, massimo dieci giorni, lì potrebbero essere dislocate altri reparti di terapia intensiva oppure ospitati anche i convalescenti e quelle persone in attesa di sottoporsi al tampone. Spendere altri soldi con gare d’appalto per improbabili ospedali da campo già pubblicate sul sito So.Re.Sa., sarebbe uno spreco di risorse che invece potrebbero essere meglio utilizzate”.“Ora spetta alla giunta, e in particolare al presidente De Luca, valutare questa opportunità, perché questa epidemia non si combatte soltanto con le ordinanze e gli appelli ad aumentare i presidi militari, ma anche attraverso la creazione di una rete di sicurezza capace di prevenire e gestire l’emergenza”, conclude la senatrice Petrenga.

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Parlamento diventi unità di crisi permanente

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

«Il Parlamento dovrebbe essere trasformato in una sorta di unità di crisi permanente nella quale poter lavorare quotidianamente, mettere insieme le energie migliori, fare proposte e dare risposte agli italiani. Cosa ben diversa da pretendere che mettiamo la faccia su misure che ci vengono comunicate un minuto dopo essere state decise. Mentre mezza Italia è al lavoro, il Parlamento non si può riunire una volta la settimana, con un’informativa del ministro Gualtieri e una informativa del premier che abbiamo chiesto noi. Vogliamo lavorare con serietà a un testo condiviso. Oltre a un tavolo tecnico è necessario un tavolo politico per le grandi scelte politiche di fondo. Vogliamo arrivare al miglior testo possibile condividendo le idee di ciascuno».Lo ha detto in una intervista a “La Stampa” il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.«Soddisfatta delle risposte del premier Conte? Vediamo quali e quanti nostri emendamenti verranno accolti nel decreto Cura Italia. Ho però detto che non siamo disponibili a lavorare a scatola chiusa. Ribadisco che il decreto è solo un cerotto e non una cura noi non possiamo esprimere un giudizio se non sappiamo cosa ci sarà scritto nei decreti successivi. Vogliamo sapere complessivamente quanto spenderemo perché con 25 miliardi l’Italia non la curi. Ce ne vogliono tre, quattro di quei decreti».Sul Mes, spiega il presidente di FdI, «ho posto la questione facendo riferimento a quei Paesi che ci hanno sempre dato lezioni. Al presidente Conte ho detto chiaramente che non possiamo in alcun modo rischiare l’attivazione di condizionalità che sarebbero mortali per i risparmi degli italiani e ci ridurrebbero come la Grecia. Forse è meglio che ci riprendiamo i soldi che ognuno ha messo il quel fondo. Punto. L’Olanda dice che non consentirà l’attivazione senza condizionalità. Allora io ho detto a Conte: vi do un consiglio, andate alla riunione dell’Eurogruppo a porre il problema di quelle Nazioni che in Europa hanno attivato paradisi fiscali. Chiedete sanzioni per quei Paesi, come appunto l’Olanda, che drenano soldi dagli Stati membri consentendo alle grandi aziende di non pagare le tasse in Patria. Così vediamo se queste Nazioni, così brave a dare lezioni agli altri, abbassano le penne».

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Coronavirus e mercati azionari: è davvero la fine del mondo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

A cura di Giovanni Buffa, Portfolio Manager di AcomeA SGR It’s the end of the world as we know it…è un celebre brano dei Rem che ben si presta a descrivere il sentimento prevalente sui mercati azionari di questo periodo. Eppure, l’anno era cominciato sotto i migliori auspici: dopo il travagliato accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina raggiunto a fine 2019, i mercati proseguivano la loro inarrestabile ascesa segnando nuovi massimi storici appena un mese fa. Poi, come spesso succede, improvvisamente tutto è cambiato.Sono bastati soltanto 21 giorni per passare da un mercato ai massimi storici ad un “bear market”. Nell’arco di poche settimane, le borse mondiali sono letteralmente implose: l‘indice S&P500 ha perso in 1 mese il 28%, il Ftse Mib il 39%, l’indice Europeo il 32% con il mercato greco che si è letteralmente dimezzato. Non è andata meglio nel resto del mondo con il Giappone sotto del 23%, l’Australia del 33% e il Brasile del 40%. È bene sottolineare che queste variazioni sono avvenute in appena 30 giorni, e hanno coinvolto indifferentemente tutti i settori, nessuno escluso.Anche le materie prime sono state particolarmente sotto pressione con il palladio e il platino che hanno perso il 38%, il petrolio il 64%(!), il rame il 22% e lo zucchero il 18% solo per citarne alcune.Contestualmente si è assistito a violentissimi movimenti sul lato valutario, in special modo verso quelle valute più legate alle commodities come il peso messicano (-22.5%), il rublo russo (-21%), il real brasiliano (-15%) e il rand sudafricano (-13%).Anche le obbligazioni dei paesi periferici area euro, dei paesi emergenti e dei corporate non sono state risparmiate a causa di un massiccio allargamento degli spread e di seri problemi di liquidità nel mercato dei repos. Un “melt down” completo su tutte le asset class insomma dove anche i beni rifugio come l’oro sono stati liquidati senza troppi ripensamenti.Fino a metà febbraio il mercato non sembrava essere molto preoccupato dal virus. Molti investitori inizialmente ritenevano che questo fosse un problema circoscritto localmente alla Cina. Dopo il contenimento dei casi nella sola provincia di Hubei, grazie alle restrizioni introdotte dal governo cinese, i mercati avevano addirittura trovato la forza di raggiungere nuovi massimi storici. Lo stesso indice domestico cinese aveva completamente recuperato le perdite accumulate da inizio anno. Tutto sembrava tornato alla normalità come se niente fosse successo.Tuttavia, la diffusione del contagio al di fuori della Cina ha fatto emergere in tutta la sua brutalità la realtà della situazione. Il mercato si è reso conto che il virus Covid-19, una volta superati i confini cinesi, non era più controllabile.
Una crisi sanitaria si è trasformata in una crisi finanziaria con un contemporaneo shock della domanda e uno dell’offerta, ipotesi che forse fino a qualche mese fa era confinata ai libri di testo. Al momento ogni normale attività economiche è congelata, quasi ogni negozio è chiuso, non c’è domanda di prodotti discrezionali al di fuori dei beni di prima necessità, il turismo è inesistente, i trasporti sono fermi, gli eventi, anche quelli sportivi, sono stati cancellati o posticipati. I mercati prezzano ampiamente una recessione sincronizzata dell’economia mondiale. Ciò che preoccupa di più gli operatori, tuttavia, non è tanto la situazione attuale, che tutti sanno essere temporanea, ma la mancanza assoluta di visibilità sulla crisi. Nessuno riesce a sbilanciarsi su quanto possa durare il lockdown, se le misure restrittive saranno di breve o dureranno mesi e quali saranno i tempi di recupero una volta che l’epidemia avrà raggiunto il suo picco.La seconda ragione del crollo delle borse è più di natura tecnica. Lo scorso bull market (ormai ne possiamo tranquillamente decretare la fine) è stato il più lungo della storia ed è stato in parte agevolato dalle politiche monetarie molto accomodanti delle banche centrali.A completare il quadro del sell-off ha contribuito anche il sostanziale fallimento dell’Opec+ nel trovare un accordo sulle quote di greggio in un momento in cui la domanda di petrolio è particolarmente debole. Il mancato accordo ha dato il via ad una guerra di prezzi tra Russia e Arabia Saudita, tra i produttori con i più bassi costi di estrazione, per accaparrarsi quote di mercato. La conseguenza è che il petrolio è sceso del 60% sotto quota 30$, trainando al ribasso i titoli energetici dei listini. Negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli sforzi e gli annunci delle banche centrali e dei governi in tutto il mondo a sostegno delle economie e di riflesso dei mercati.La Fed ha tagliato i tassi quasi a zero annunciando contestualmente un nuovo QE e iniettando potenzialmente trilioni di dollari nel sistema. Nel mentre il governo degli Stati Uniti si appresta a lanciare un bazooka fiscale con rumors che vedono un budget di circa 2 trilioni di dollari. Per la prima volta si parla seriamente di Helicopter Money, e cioè di accreditare direttamente denaro nel conto corrente dei cittadini, per sostenerli temporaneamente durante la crisi, una teoria da molti osteggiata, ma che oggi viene vista come l’unico modo di aiutare direttamente l’economia reale.In Europa si discute di Eurobond e molti governi hanno già annunciato piani di stimolo dell’economia di centinaia di miliardi offrendo aiuto diretto alle imprese colpite dalla crisi con la Bce pronta a fare la sua parte con un pacchetto di acuisti di 750bn di euro estendibile.In buona sostanza il quadro generale che si va delineando è che le banche centrali finanzieranno la spesa pubblica dei governi in questi momenti di crisi, superando ostacoli che una volta si reputavano insormontabili. Riteniamo che questa crisi avrà indubbiamente ripercussioni di lungo periodo in termini di politica economica (ruolo delle banche centrali, MMT, monetizzazione del debito, budget deficit molto importanti, ecc.) e di un ulteriore spinta verso la de-globalizzazione dell’economia ma in definitiva rimarrà una crisi temporanea.Sul fondo Paesi Emergenti, il nostro focus principale è orientato verso il segmento delle Small Cap Value. Da inizio anno, l’indice MSCI Small Cap Value ha infatti registrato una performance al ribasso più ampia rispetto al mercato. Riteniamo dunque che possano emergere interessanti opportunità in questo mercato.
Nel libro “La guerra dei mondi” di H.G. Wells (1922) i marziani, invasori della terra, furono sconfitti non dagli eserciti delle nazioni ma dai batteri presenti nell’aria, gli stessi che gli uomini avevano sconfitto in millenni di evoluzione del proprio organismo.I mercati, pur con notevoli oscillazioni, hanno sempre resistito a qualunque evento nefasto di qualsivoglia natura: guerre mondiali, terremoti, tsunami, cambi di regime valutario, rischi di conflitti termonucleari, guerre fredde, fallimenti di hedge funds, fallimenti di Stati e di banche sistemiche e chi più ne ha più ne metta. La ragione è banale: in momenti di crisi come questo che viviamo, o come quello del 2008, le istituzioni che ci governano sono pronte a tutto pur di sostenere le loro economie e anche questa volta non sarà differente.It’s the end of the world as we know it… and I feel fine…

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VASCO Mini 2 vince il GLOMO Award di GSMA

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

Vasco Electronics annuncia che Vasco Translator Mini 2 ha vinto il Global Mobile Award 2020 (GLOMO) di GSMA come “Best Connected Consumer Device”. Secondo i GLOMO Awards: “Questo premio è per un dispositivo o un gadget elettronico di consumo di uso quotidiano che offre agli utenti modalità di utilizzo nuove e intelligenti oltre a efficienza e funzionalità, sia a casa che in viaggio”.I giudici hanno descritto Vasco Mini 2 come: “Un prodotto intelligente, specifico per la sua nicchia di mercato, che l’azienda ha mantenuto semplice, concentrandosi sul farlo funzionare bene, tutti buoni principi di lavoro”.Maciej Góralski, CEO di Vasco Electronics, ha commentato: “Questo premio rappresenta un apprezzamento per gli sforzi di tutto il nostro team, quasi 100 persone, oltre 10 anni di esperienza. Siamo molto orgogliosi di aver vinto un GLOMO Award. Dopo anni impegnati nello sviluppo di dispositivi di traduzione per il settore pubblico e varie organizzazioni militari e sanitarie, ci rende sempre contenti quando il nostro duro lavoro viene riconosciuto. Naturalmente, il risultato più grande è quando i nostri clienti ci fanno partecipi della differenza nell’avere con sé un traduttore Vasco durante i loro viaggi o nella vita professionale. É bello ricevere dei premi a sostegno di queste dichiarazioni! Vasco Translator Mini 2 è un traduttore elettronico tascabile in grado di tradurre conversazioni bidirezionali in più di 50 lingue diverse con una precisione del 96%. Collegato a cinque diversi motori di traduzione garantisce un’elevata precisione. Ciò che rende Vasco Mini 2 così unico è la sua scheda SIM integrata che offre agli utenti internet gratuito e illimitato a vita in più di 150 paesi. Questo significa che le traduzioni sono sempre gratuite, ovunque e senza necessitare di Wi-Fi!

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Tecnici ENGIE in prima linea nelle strutture ospedaliere

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

In prima linea nella lotta contro il Covid-19 a fianco degli operatori sanitari anche i colleghi di ENGIE Italia che ha in gestione 86 presidi ospedalieri e, tra questi, l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, gli Ospedali Buzzi, San Paolo e Sacco di Milano, gli Ospedale Orzinuovi e Iseo in provincia di Brescia, l’Ospedale di Chiari, l’Azienda Ospedaliera di Padova, solo per citarne alcuni.Il personale sul posto, oltre 650 tecnici in tutta Italia, ne presidia h24 e ne garantisce il funzionamento mediante i servizi tecnologici ed energetici.Si tratta di interventi essenziali e vitali al mantenimento della piena funzionalità dei nosocomi.Tra le operazioni più delicate e a rischio c’è la filtrazione dell’aria, fondamentale per mantenere i livelli di qualità dell’aria soprattutto nelle zone più esposte ai pazienti in terapia intensiva o ricoverati nei reparti del Covid19.
Tutti i tecnici agiscono seguendo le procedure aziendali per garantire la sicurezza personale e agli operatori sanitari e pazienti di poter lavorare ed essere assistiti in questa fase così delicata dell’evoluzione del virus.

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“I parlamentari diano i loro stipendi alla sanità pubblica e trattengano solo 600 euro”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

“Parlamentari e consiglieri regionali, in questo momento di emergenza coronovirus, non possono svolgere il loro lavoro, ma potrebbero rendersi utili donando i loro stipendi alla sanità pubblica e trattenendo per sé 600 euro, tanto quanto è stato destinato ai detentori di partita Iva”. L’idea è di Franco Calderone, responsabile in Sicilia del Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale, movimento fondato dal giornalista e scrittore meridionalista, Pino Aprile.
“Continuano ad essere pagati con soldi pubblici, nonostante il blocco totale che interessa il Paese e, quindi, anche loro. Cosa aspettano a dimostrare che sono sempre al servizio degli italiani? Questo è l’unico modo in cui possono dimostrarlo: sostenere il sistema sanitario pubblico che è al collasso. Se 600 euro è una cifra ritenuta sufficente per la sopravvivenza di chi ha la partita Iva, lo sarà anche loro. Non parlo – sottolinea Calderone – di azioni individuali, né di beneficenza privata: tutti i rappresentati dei consigli regionali, dalla Calabria alla Valle d’Aosta, quelli del Parlamento siciliano e quelli del Parlamento nazionale, dovrebbero immediatamente farsi carico di questa esigenza, magari guardando ai propri territori di provenienza, perché non ha senso che intaschino i soldi dei cittadini mentre i cittadini hanno il disperato bisogno che i loro ospedali siano dotati di tutto il necessario. Dovrebbero farlo e comunicarlo a tutti, mentre chi non la fa, dovrà spiegarlo ai suoi elettori”.
“Verrà il giorno- osserva il responsabile siciliano del Movimento per l’Equità Territoriale – in cui dovranno occuparsi della sanità dagli scranni istituzionali: va rivisto tutto il sistema sanitario italiano che, alla prima seria difficoltà, si è dimostrato del tutto inadeguato. A dire il vero, in molte regioni, lo era già da prima. Verrà il giorno in cui non potranno più girare la testa dall’altra parte e lasciare che si macelli la sanità pubblica come hanno fatto finora. Ma non è questo il momento. Adesso possono solo dimostrare che i cittadini non stanno sprecando i loro soldi pagando politici che stanno a casa, mentre negli ospedali manca di tutto”.
“Va da sé – chiosa Calderone- che l’appello vale in particolar modo per i parlamentari meridionali: la nostra sanità è, infatti, quella che ha pagato il prezzo più alto alle politiche liberiste selvagge avallate dai governi nazionali su input dell’Unione europea. Non possiamo neanche sperare nella beneficenza di qualche milionario, perché questo non esenterebbe i parlamentari dalle loro responsabilità dinnanzi ai propri elettori, Inoltre i milionari, finora, hanno versato soldi alle strutture del Nord, addirittura a quelle private come ha fatto uno nota coppia italiana, che, praticamente, ha dato soldi a chi già ce li ha”.

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L’informazione ai tempi del Coronavirus è sempre più digitale e interconnessa

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

L’informazione digitale ai tempi del Coronavirus apre nuovi scenari e conferma l’importanza delle piccole realtà editoriali che operano sul territorio. L’emergenza sanitaria sta cambiando abitudini e quotidianità, spingendo sull’acceleratore del digitale, con le testate online locali che si sono viste più che triplicare le visite. «Ci rendiamo conto in questo momento di particolare eccezionalità e difficoltà dell’importanza che il digitale ha assunto nella nostra vita di tutti i giorni», premette Marco Giovannelli, presidente di ANSO – Associazione Nazionale della Stampa Online. «Nell’emergenza i canali informativi, attraverso la loro autorevolezza e attendibilità, diventano una fonte indispensabile dai quali andare ad attingere notizie e aggiornamenti. In questa fase storica però, a giocare un ruolo significativo è l’informazione digitale e in particolare quella che passa attraverso piccole realtà editoriali che si basano esclusivamente sull’online».
Il valore aggiunto è il territorio. «Quello che ciascuna testata racconta con strumenti digitali trasformando quella che può sembrare solamente un’informazione locale in una informazione iperlocale, ovvero con profonde radici sul locale ma anche profondamente interconnessa», prosegue Giovannelli. In questa ottica, diventano fondamentali iniziative come ALocal, il progetto che ANSO ha sviluppato grazie alla collaborazione con GNI – Google News Initiative e che permette a tutti gli associati ANSO di avere a disposizione un servizio unico per reperire informazioni su quello che accade in Italia. «L’unione e i servizi in questo difficile momento sono di forte aiuto ai piccoli editori digitali, così come la possibilità di condividere esperienze e know-how aiuta tutti ad essere sempre più innovativi sul proprio territorio», aggiunge il presidente di ANSO. «La drammatica emergenza sanitaria che stiamo vivendo mette il mondo dell’informazione davanti ad quadro netto: non esiste una stampa di serie A e una di serie B. Come già abbiamo ribadito nelle sedi istituzionali con il Ministro, i maggiori segnali di vita del settore negli ultimi anni sono arrivati solamente dai piccoli nativi digitali: sono gli unici che hanno creato opportunità di lavoro in un contesto di crisi complessiva dell’informazione».ANSO rivolge un profondo ringraziamento a tutte le professionalità che in queste settimane di grande emergenza continuano a svolgere il loro lavoro fino in fondo, dagli operatori degli ospedali alle forze dell’ordine fino a quanti lavorano nel settore della distribuzione. «Ci associamo all’invito giunto da più parti e in continuazione a restare a casa: il digitale permette di non muoversi garantendo però una sempre puntuale informazione».

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Coronavirus: Raggi, raddoppiate autobotti per sanificazioni strade

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

Dopo aver avviato, già da diverse settimane, interventi di sanificazione straordinaria di strade e cassonetti, il Campidoglio raddoppia i mezzi dedicati a questo tipo di interventi. Oltre alle autobotti di Ama, da oggi in funzione in tutta la città quelle del Servizio Giardini.
“Abbiamo intensificato le operazioni di sanificazione straordinaria delle strade in tutta la città. Non solo. Abbiamo raddoppiato i mezzi dedicati a questa attività: da questa mattina sono in giro per la città le autobotti del Servizio Giardini che sanificheranno le strade, in particolare vicino mercati, farmacie e ospedali”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.Questa mattina è partita la sanificazione straordinaria delle strade con le autobotti del Servizio Giardini di Roma Capitale. Interventi sono stati effettuati in particolare nel V Municipio e in alcune strade del VI, VII e VIII Municipio. Dalla sede di Porta Metronia sono partite 4 autobotti, con capacità di 10mila litri, guidate dagli operatori del Servizio Giardini e scortate dalle pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale. I tecnici del Dipartimento Tutela Ambientale stanno lavorando per attrezzare, a partire già da domani, altre 3 autobotti, in modo da poter utilizzare quotidianamente 7 automezzi per le operazioni di sanificazione che proseguiranno nei prossimi giorni in tutta la città. Questi mezzi si vanno ad aggiungere a quelli già in funzione di Ama.Nella definizione degli itinerari è stata data la priorità alle zone circostanti farmacie, ospedali e case di riposo. Per sanificare le strade sarà utilizzata una soluzione a base di enzimi che non comporta alcun rischio per la salute dei cittadini e dei loro animali anche durante o subito dopo il passaggio dei mezzi. Gli operatori del Servizio Giardini saranno provvisti di tute, guanti monouso, occhiali e mascherine.

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Detenuti isolati come lebbrosi

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

Dopo avere letto le parole del Presidente della Repubblica, “Dignità a rischio nelle carceri” e dopo avere visto alla televisione la trasmissione delle Iene “Coronavirus: contagiati e botte nel carcere di Voghera?”, ho iniziato a ricordare. Non bisogna aver paura a ricordare . Ricordare è doloroso ma ti può aiutare a capire:Le guardie arrivarono a decine. Mi presero di peso e mi trascinarono nelle celle di punizione. Mi scaraventarono nella cella liscia.Volarono pugni e calci e ingiurie. Mi denudarono. Mi perquisirono. Le guardie ribollivano di rabbia. Iniziarono a insultarmi: “Figlio di puttana. Prendi questo e quest’altro”. Poi si stancarono e se ne andarono. Mi sdraiai per terra, nella cella liscia non c’era neppure la branda. Mi coprii con una vecchia coperta buttata in un angolo, l’unica cosa che c’era in quella cella. Rimasi una mezzoretta con gli occhi fissi al soffitto. Sentivo dolore dappertutto. Mi faceva male la testa e avevo delle fitte ai fianchi, la parte del corpo che aveva preso più calci. Gli occhi mi si chiudevano dalla stanchezza, dalla rabbia e dal dolore. Non riuscivo a mettere ordine nei miei pensieri. Alla fine mi addormentai. Mi svegliarono i raggi del sole del mattino, che filtravano dalle sbarre della finestra. Avevo tutti i muscoli che mi facevano male, dappertutto. Mi sentivo frustrato. Avevo anche una spalla intorpidita e un braccio irrigidito. Richiusi gli occhi di nuovo, come per difendermi da quello che vedevo. Di giorno la cella liscia era ancora più brutta. Se conoscevo bene il carcere, e lo conoscevo bene, forse durante la giornata mi avrebbero impacchettato e trasferito in un carcere di punizione. Dopo le proteste, i detenuti non li tengono mai nello stesso carcere. Rimasi un po’ a fissare le pareti della cella, poi decisi di provare ad alzarmi. Raddrizzai le spalle e la schiena e mi alzai da terra. Barcollai. Fui sul punto di cadere. Mi sostenni appoggiando una mano sul muro. Proprio sul punto della parete dove mi ero appoggiato, vidi che c’era scritta una frase. Feci fatica a leggerla. Sembrava scritta con il sangue: “ La mia anima cerca il cielo, il sole, il mare, mentre muoio per vivere”.

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Proteggere gli animali e i loro compagni umani

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

Non mettere mai le mascherine agli animali, poiché possono causare difficoltà respiratorie. Consenti agli animali di spostarsi normalmente in casa – non metterli in gabbia o cassette. Se una persona malata accarezza un cane e lascia il coronavirus sul pelo dell’animale, non è diverso da come se fosse depositato su una maniglia, un corrimano, un’altra mano umana o qualsiasi altra superficie toccata da una persona infetta. La PETA esorta tutti a proteggere se stessi e i propri animali da compagnia prendendo le precauzioni di base: se non stringi la mano a qualcuno, quella persona non dovrebbe neanche accarezzare il tuo cane o gatto. Non accumulare inutilmente – in quanto potresti mettere gli altri in difficoltà – ma pianifica in anticipo e assicurati di avere abbastanza cibo e medicine, se necessarie, per i tuoi animali da compagnia (circa per due o tre settimane). Aiuta i vicini di casa che non potrebbero essere in grado di fare acquisti per i loro animali da compagnia e dona delle scatolette alle banche alimentari.”I nostri cani e gatti si affidano a noi per la loro cura, tutto l’anno, soprattutto durante i periodi di crisi”, afferma la direttrice della PETA Elisa Allen. “La PETA chiede a tutti di assicurarsi che i loro animali continuino a ricevere cibo sano, a fare molto esercizio fisico e ricevere tanto amore”. (fonte: PETA.org.uk)

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Ponte aereo dell’UNHCR con aiuti medici vitali atterra in Iran

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

Un ponte aereo dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ieri ha consegnato circa 4,4 tonnellate di articoli sanitari di vitale necessità, comprese scorte, volti a sostenere la risposta all’emergenza COVID-19 nella Repubblica Islamica dell’Iran.
L’Airbus A330-200, decollato da Francoforte, è atterrato all’Aeroporto Imam Khomeini di Teheran alle 17.40 (CET) con a bordo mascherine, guanti e farmaci essenziali destinati a far fronte alle urgenti carenze del sistema sanitario dell’Iran. Nelle prossime settimane sono previsti altri voli per la consegna di articoli, farmaci e dispositivi di protezione individuale (DPI) ulteriori da distribuire al personale sanitario.In Iran, inoltre, vi sono quasi un milione di rifugiati che hanno accesso ai medesimi servizi sanitari utilizzati dalla comunità di accoglienza e la cui salute è tutelata nell’ambito della risposta sanitaria nazionale. Tuttavia, ospedali e ambulatori faticano a rispondere al drastico aumento del numero di persone che necessitano urgentemente di assistenza.“Questi aiuti costituiscono una vitale àncora di salvezza capace di migliorare l’assistenza sanitaria in Iran, di cui beneficeranno rifugiati e comunità di accoglienza”, ha dichiarato Ivo Freijsen, Rappresentante dell’UNHCR in Iran. “L’UNHCR è solidale col popolo iraniano e ha mobilitato tutte le risorse necessarie per contribuire a contenere la diffusione del COVID-19 e attenuarne l’impatto sui più vulnerabili, compresi i rifugiati”, ha aggiunto.Il virus si è ora diffuso in tutte le 31 province dell’Iran. I rifugiati, la maggior parte dei quali vive a stretto contatto con le comunità di accoglienza nei villaggi, nei paesi e nelle città, sono esposti allo stesso rischio di contrarre il COVID-19 a cui sono esposti i cittadini iraniani.Fin dagli stadi iniziali dell’epidemia, l’UNHCR, in coordinamento col Governo dell’Iran, ha distribuito articoli di base per l’igiene quali sapone e carta assorbente monouso a circa 7.500 famiglie rifugiate che vivono in insediamenti sparsi in tutto il Paese. Gli articoli consegnati sono stati messi a disposizione anche del Governo e delle Ong partner parimenti impegnati nell’assicurare assistenza ai rifugiati.L’UNHCR continua a lavorare in stretto coordinamento con l’Ufficio per gli affari esteri e l’immigrazione e il Ministero della salute e dell’educazione sanitaria iraniani, le agenzie delle Nazioni Unite, tra cui l’Organizzazione mondiale della sanità, e le Ong partner nazionali e internazionali per sensibilizzare in merito all’adozione di misure chiave di prevenzione tra i rifugiati e le comunità di accoglienza.

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