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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

COVID-19: Fondazione Toscana Life Sciences e INMI Spallanzani siglano accordo per innovativo progetto di ricerca

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

La tecnica della Reverse Vaccinology 2.0 permetterà di isolare anticorpi monoclonali umani da pazienti convalescenti
Si chiama vAMRes Lab ed è il gruppo di ricercatori e ricercatrici presso Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) che, in questi giorni di emergenza globale legata al diffondersi del Coronavirus, ha avviato un progetto di ricerca per lo sviluppo di anticorpi monoclonali umani in risposta all’infezione da SARS-CoV-2, con l’intento di utilizzarli a scopo profilattico/terapeutico e come esca molecolare per la ricerca di antigeni per lo sviluppo di vaccini.La ricerca è condotta in collaborazione con l’Ospedale Spallanzani INMI (Istituto Nazionale Malattie Infettive) di Roma con il quale la Fondazione ha recentemente siglato un accordo quadro biennale volto allo sviluppo di anticorpi monoclonali umani che possano offrire una risposta rapida a malattie infettive emergenti. Nel caso specifico di SARS-CoV-2 l’Istituto, in qualità di I.R.C.C.S. dedicato alle malattie infettive, offre il suo prezioso contributo derivante dalla possibilità di accedere a informazioni e analisi dei pazienti con infezione COVID-19 e dalla capacità di isolare, coltivare e caratterizzare l’agente patogeno.Il laboratorio vAMRes (Vaccines as a remedy against Anti-Microbial Resistance) di Fondazione TLS è nato a fine 2018 grazie a un ERC Advanced Grant di 2,5 milioni di euro per un progetto di ricerca sull’antibiotico-resistenza (batteri Neisseria gonorrhoeae, Klebsiella pneumoniae) e, per questo motivo, ha già implementato la metodica di identificazione di anticorpi monoclonali che possono essere testati in saggi in vitro sia contro le specie batteriche sia contro quelle virali. vAMRes Lab è cresciuto in poco tempo grazie anche a un finanziamento del Wellcome Trust di oltre 4 milioni di euro per un progetto specifico sul batterio Shigella e, in seguito all’outbreak di COVID-19, ha aggiunto una linea di ricerca dedicata al Coronavirus SARS-CoV-2 nell’ambito del Progetto C.Re.Me.P. (Centro Regionale per la Medicina di Precisione) finanziato dalla Regione Toscana.L’approccio sperimentale seguito dal gruppo di ricerca prende il nome di Reverse Vaccinology 2.0, ideato dal Dott. Rino Rappuoli, Chief Scientist and Head External R&D di GSK Vaccines a Siena nonché Principal Investigator del progetto ERC vAMRes presso la Fondazione TLS. Questo consiste nel reclutare pazienti convalescenti o guariti da infezioni batteriche o virali e nel prelevarne il sangue che è utilizzato per isolare le cellule B, produttrici di anticorpi monoclonali. Questi ultimi vengono clonati ed espressi in opportuni sistemi cellulari per essere poi testati in saggi in vitro contro le specie batteriche o virali sopra citate. I saggi includono la valutazione del legame dell’anticorpo al batterio o al virus bersaglio e la misura della attività neutralizzante dell’anticorpo contro i medesimi batteri o virus. Gli anticorpi monoclonali isolati mediante questo processo sono poi sottoposti ad ottimizzazione molecolare in modo da aumentarne l’affinità e/o la stabilità. Inoltre, gli anticorpi monoclonali umani possono essere utilizzati come strumento per l’identificazione di nuovi antigeni per velocizzare lo sviluppo di vaccini contro un determinato patogeno (nel caso specifico SARS-CoV-2).
L’epidemia causata dal Coronavirus SARS-CoV-2 – La polmonite da SARS-CoV-2 si manifesta più comunemente con una sintomatologia caratterizzata da febbre, tosse secca, mal di gola e difficoltà respiratorie. Secondo i dati attualmente disponibili, la malattia può presentare un decorso lieve, con sintomi simili a quelli dell’influenza, oppure evolvere in una forma grave, con necessità di assistenza alla respirazione in reparti di terapia intensiva. Gli individui con patologie preesistenti, soprattutto di carattere respiratorio, cardiovascolare, metabolico (diabete) ed epatico, sono a maggior rischio di sviluppare manifestazioni cliniche gravi. Anche gli anziani sono considerati a maggior rischio di polmonite severa.Nelle settimane che hanno seguito l’annuncio del primo focolaio di polmonite da SARS-CoV-2, abbiamo assistito ad un costante incremento del numero dei casi che, al giorno 25 Marzo 2020, è giunto ad un totale di 416.686 unità a livello globale, di cui 69.176 in Italia. Il 30 gennaio 2020, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato COVID-19 la sesta emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale e il giorno 11 marzo 2020 COVID-19 è stata dichiarata pandemia.

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