Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 29 marzo 2020

Coronavirus ed economia

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

«Altro che cerotti, qui ci vuole uno choc positivo. Basta ai vincoli di ogni tipo: l’economia si riprenderà solo se potrà dribblare la matassa burocratica che opprime le imprese. E quindi: niente obbligo di fatturazione elettronica, niente obbligo di registratore di cassa, niente studi di settore, togliere il tetto all’uso del contante. Tutte cose che si possono fare subito, senza grande impegno economico da parte dello Stato. Potrebbero tornare i voucher. Serve liberare l’Italia, stare al fianco di quelli che producono e non distruggono il lavoro. Come? Penso innanzitutto alle modalità di pagamento della cassa integrazione in deroga: i soldi devono arrivare subito nelle tasche degli italiani costretti a casa e chi non utilizza la cassa integrazione per la propria azienda va premiato, altrimenti saremo al decreto “Arrenditi Italia”.Penso proprio a un premio in percentuale, legato alla produzione e al mantenimento della forza lavoro, per gli imprenditori che continuano a pagare gli stipendi ai loro dipendenti: vanno sostenuti e aiutati».Lo dice il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni in una intevista al quotidiano Leggo.
«Mario Draghi è una grande personalità, lo ringrazio per le parole sulla necessità di fare deficit in una fase così drammatica. Ma i governi non si fanno per alchimie. Preferisco il voto popolare. Insomma, elezioni quando si potrà tornare a votare dopo l’emergenza, per gestire la lunga fase di ricostruzione. Il ruolo dell’Europa? In questa fase non è esistita. Non c’è un’Europa della solidarietà, delle grandi scelte. Forse pensano che Italia e Spagna devono arrivare in ginocchio al cospetto della prossima Troika? Sbagliano, senza Italia questa Europa si dissolve», continua Meloni.

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World Backup Day

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Il 31 marzo si celebra il World Backup Day, ricorrenza simbolica istituita proprio per diffondere la consapevolezza che la protezione dei dati è essenziale. In questa occasione, Kingston Technology Europe Co LLP, leader mondiale in soluzioni tecnologiche e prodotti storage, ha condotto un sondaggio per analizzare i comportamenti degli italiani in fatto di back up e salvaguardia dei dati.
Pur crescendo la consapevolezza dell’importanza della prevenzione (91%), le persone continuano a incappare in errori e non curanza. Infatti, 6 italiani su 10 hanno dichiarato di avere perso dei dati realmente importanti come informazioni personali, video e foto di amici e famigliari. Il 68% del campione, inoltre, si è almeno una volta pentito di non aver fatto il back up dei dati regolarmente. Sorprende – relativamente – che il 79% degli intervistati afferma di essere addirittura disposto a pagare per recuperare i che i propri dati andati persi.Il dato positivo è che, con diversa frequenza e aiutato dalle richieste automatiche che arrivano dai dispositivi di nuova generazione, 8 italiani su 10 eseguono per lo meno saltuariamente il back up dei propri dati: in particolare, lo smartphone, fido compagno della quotidianità di tutti noi, è il dispositivo i cui dati si mettono più spesso al sicuro. Guardando invece alla frequenza, il 29% degli intervistati dichiara di eseguire il back up una volta al mese, al pari di altrettanti che lo fanno una volta ogni settimana. Male il 24%, che lo fa solo ogni sei mesi, e un irriducibile 15% che protegge i propri dati una volta all’anno o addirittura mai.

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Codici: rincari ingiustificati e truffe, raffica di segnalazioni a Agcm e Gdf

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

“Stiamo ricevendo numerose segnalazioni relative a speculazioni sulla vendita di prodotti, non solo le ormai famose mascherine, sempre più care ed introvabili, ma anche beni di prima necessità, tra cui i generi alimentari”. È quanto dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli, che fa il punto sul servizio di assistenza ai consumatori avviato dall’associazione per tutelarli in questo difficile momento di emergenza.“Abbiamo attivato uno Sportello online per poter continuare a fornire il nostro aiuto ai consumatori – spiega l’avvocato Giacomelli – e purtroppo stiamo registrando un invio incessante di segnalazioni relative a rincari ingiustificati, soprattutto nel settore e-commerce. Invitiamo i cittadini a prestare la massima attenzione, perché non si tratta soltanto di singoli utenti che mettono in vendita prodotti a prezzi esagerati, ma abbiamo anche casi di società. Il nostro consiglio è quello di verificare sempre l’affidabilità del venditore, il prezzo del prodotto e in caso di anomalie di segnalarcelo, così da poter allertare le autorità, come stiamo facendo ormai da diverse settimane. Attenzione anche ai messaggi promozionali che si ricevono via SMS o WhatsApp, perché spesso si tratta di truffe, quindi non bisogna rispondere e tantomeno chiamare eventuali numeri che vengono forniti”.I consumatori possono inviare le loro segnalazioni a segreteria.sportello@codici.org, dove sono arrivate anche email su aumenti spropositati dei prezzi di beni di prima necessità. Emblematico il caso registrato in Sicilia. “Diversi cittadini – afferma l’avvocato Vincenzo Maltese, Dirigente di Codici Sicilia e Presidente dell’Osservatorio per la Legalità – ci hanno contattato per denunciare i rincari soprattutto di frutta e verdura, ma anche di carne e pesce. Dopo aver accertato attraverso alcuni colleghi che tali pratiche sarebbero state segnalate e poste in essere da esercizi commerciali in altre città italiane, abbiamo inoltrato una segnalazione all’Antitrust al fine di procedere con l’avvio di un’istruttoria. In questo momento che vede in grande difficoltà tante famiglie, alle prese con bollette di luce, acqua e gas che arrivano lo stesso nonostante l’emergenza, con rate di prestiti personali non sospesi, come i mutui ipotecari, rivolgiamo un invito alla Polizia Municipale ad aumentare i controlli e soprattutto ai commercianti a non approfittare del delicato momento di necessità correlato alle limitazioni di transito”.

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Coronavirus: oltre 208 mila i casi stimati in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

I casi confermati al 26 marzo sono 80.539, ma quanti sono davvero i casi di infezione da coronavirus in Italia? La Fondazione GIMBE ha stimato i casi non identificati tenendo conto che:
• In Italia i tamponi vengono effettuati prevalentemente sui soggetti sintomatici e, esaminando solo la punta dell’iceberg, la gravità di COVID-19 viene ampiamente sovrastimata
• La distribuzione di gravità della malattia è verosimilmente sovrapponibile a quella delle coorte cinese: 81% casi lievi, 15% ospedalizzati e 5% in terapia intensiva (JAMA, 20 febbraio 2020)
Sulla base di queste assunzioni si stima che la parte sommersa dell’iceberg contenga quasi 128.000 casi lievi non identificati per un totale di oltre 208.000 casi. DI conseguenza:
• la piramide si “ricompone” riducendo sia la percentuale di pazienti ricoverati e in terapia intensiva, sia del tasso di letalità che scende al 3,9%
• l’elevato numero dei soggetti infetti non identificati conferma la validità delle misure di distanziamento sociale

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Coronavirus: immunità di gregge per i mercati?

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

A cura di Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Negli Stati Uniti, oltre a quanto già annunciato (fino a 50 miliardi di dollari in aiuti agli Stati per affrontare la pandemia, acquisto di petrolio per la Riserva Strategica Petrolifera nazionale, cancellazione degli interessi sui prestiti studenteschi), è stato approvato dal Congresso un ulteriore pacchetto di stimoli fiscali che potranno arrivare fino a $ 2’000 miliardi, destinati a sostenere il tessuto sociale ed economico del Paese tramite prestiti alle piccole imprese ($ 300 miliardi), trasferimenti diretti ai cittadini ($ 500 miliardi), fondi di stabilizzazione ($ 200 miliardi) e rinvii delle scadenza per il pagamento delle tasse.In Europa, la risposta è stata altrettanto tempestiva. I piani di Germania e Francia, in particolare, stanno assumendo dimensioni massicce. Contemporaneamente, si continua a discutere circa l’opportunità di ricorrere a strumenti centrali quali i cosiddetti Coronabond, su cui Paesi come la Germania e l’Olanda sembrano tuttavia molto restii: a spaventare è la mancanza di condizionalità dei fondi raccolti, ossia la possibilità per i Paesi membri dell’UE di usare tali risorse senza vincoli di finalità, anche per scopi diversi e meno urgenti rispetto a quelli strettamente legati all’emergenza sanitaria. Più semplice, dal punto di vista politico e dell’implementazione, che si vada ad attingere al Fondo salva-Stati, imponendo una qualche forma, seppur lieve, di condizionalità alle risorse erogate.Complessivamente, si tratta di un vero e proprio bazooka fiscale, pari al 2.5% circa del PIL mondiale, con un effetto moltiplicatore sull’economia di 1.5/2 (per un raffronto, quanto fatto nel 2008-2009 ammontava all’1.6% del PIL mondiale).Le banche centrali non sono state da meno, anzi. Hanno tempestivamente dispiegato tutte le proprie forze per cercare di fornire al sistema economico e finanziario il supporto monetario necessario per fronteggiare la mareggiata. Tra tagli dei tassi fino a portarli ai livelli minimi e massicci programmi di acquisti, stanno ricorrendo a tutte le politiche straordinarie diventate popolari nel decennio passato. Prima di arrivare a forme di vero e proprio “helicopter money” (finanziamento diretto a imprese e privati), è possibile che, almeno negli Stati Uniti, si rispolveri un programma di controllo della curva, già sperimentato nel secondo dopoguerra e in linea con quanto avviene in Giappone, volto a mantenere i tassi forzatamente entro livelli prestabiliti, tramite acquisti di bond senza limiti di importo.L’effetto immediato di tali stimoli monetari è stato quello di sostenere le aspettative di inflazione e riportare in territorio negativo i tassi reali, saliti in precedenza di 100 punti base fino ad un doloroso +0.5% e oggi prossimi al -0.25%, un livello sicuramente più adeguato all’attuale contesto economico.Allo stesso tempo, la politica monetaria espansiva, soprattutto qualora si dovesse ricorre al controllo delle curve dei tassi, comporta l’effetto positivo di ridurre drasticamente il costo del debito per i Governi, in un momento in cui la spesa fiscale è inevitabilmente destinata a salire in modo significativo.Tutte insieme, le manovre delle principali banche centrali, tra cui la più timida per il momento è stata proprio la People Bank of China, vincolata dagli obiettivi di medio termine e dalla forza del dollaro, risultano pari ad un 10% circa del PIL mondiale (furono pari al 6.5% nel 2008-2009).In generale, si tratta di un mix ben assortito di misure fiscali e monetarie accomodanti con cui si sta tentando di contenere per quanto possibile i danni economici ed immunizzare i mercati finanziari, che al momento sembrano reagire positivamente alla cura.Tuttavia, trattandosi di una crisi nata non da un problema economico o del sistema finanziario, come successo nel 2007, ma da un’emergenza sanitaria, ciò che i mercati sembrano attendere per invertire con decisione il trend è un flusso di notizie positive nel numero di contagi. Nel frattempo, digeriscono e, anzi, apprezzano le misure di distanziamento sociale, anche drastiche, adottate dai Governi per contenere la diffusione del virus. Sembrerebbe che gli operatori siano disposti ad accettare un forte impatto economico nel breve termine per ridurre al minimo il costo sociale e umano, nella convinzione che, anche grazie agli stimoli monetari e fiscali messi a terra, l’attività economica possa poi ripartire con slancio una volta superata la crisi sanitaria.

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Coronavirus è la parola più ricercata sul web da italiani e spagnoli

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Il diffondersi del Coronavirus ha spinto milioni di cittadini a rivolgersi al web per informazioni mediche. «Il termine “Coronavirus” è il più ricercato su Internet da italiani (100%), spagnoli (59%) ed irlandesi (49%). Seguono poi svizzeri (47%) e francesi (46%)» osservano gli analisti della startup di sanità digitale Plusimple.com, snocciolando i dati «Google Trends».
Anche i cinesi hanno adottato un comportamento analogo. Secondo quanto ha rivelato il prestigioso settimanale britannico “The Economist”, «per evitare di uscire di casa, la popolazione cinese, la prima a venire colpita dall’epidemia, si è da subito rivolta alle piattaforme di medicina online per informarsi sul Coronavirus e per richiedere videoconsulti».Ma in Italia la tecnologia esisteva già da prima dell’emergenza sanitaria, grazie a Plusimple.com, una società innovativa nell’ambito della salute, già classificata dall’EIT Health -agenzia innovativa dell’Unione Europea- tra le 15 società di sanità digitali più promettenti d’Europa.Questo mese Plusimple.com -che conta con un network di più di 600 medici ed 11 mila pazienti- è stata inoltre inserita dalla Think Pink Europe tra le 5 migliori società di sanità digitale per la lotta contro il tumore al seno ed ha deciso di supportare gratuitamente la rete sanitaria nazionale attraverso la piattaforma SupportoCoronaVirus.it che mette gratuitamente a disposizione il servizio di medicina a distanza per i medici, le strutture sanitarie pubbliche o private e per tutti i cittadini.
La tecnologia “Plusimple” può fornire un contributo alla prevenzione ed al contrasto di Covid-19? «Senz’altro sì, a cominciare dal test di autovalutazione e dalle informazioni certificate. In questo modo la telemedicina può aiutare a decongestionare il sistema sanitario e contribuire a contenere il Coronavirus» risponde Claudio Piccarreta portavoce e cofondatore di Plusimple.com.
«Con l’Italia intera ormai “zona protetta” e con il sistema sanitario nazionale sempre più sotto pressione, la medicina a distanza così come lo smart-working si consolidano quali strumenti imprescindibili per limitare il contatto interpersonale e per contenere quindi la diffusione di Covid-19» aggiungono Francesco Pinto, chief technology officer, e Giorgio Mottironi, responsabile commerciale di Plusimple.com.Da tempo Plusimple.com ha ideato un efficiente sistema volto a decongestionare il sistema sanitario attraverso un network di oltre 600 medici. Anni luce rispetto a molte altre startup che contano invece con dei network limitati ad appena 20 dottori.
Seicento medici accessibili a distanza per continuare a fornire servizi adeguati ai pazienti senza oberare il servizio sanitario nazionale: questa è la telemedicina di Plusimple.com, pronta ad assumere un ruolo chiave a livello nazionale adesso ed anche dopo l’emergenza.E proprio su queste basi Plusimple.com ha deciso di farsi oggi carico dei costi operativi e di gestione di SupportoCoronaVirus.it in maniera tale da potere offrire -per tutto la durata dell’emergenza- un servizio in via totalmente gratuita per tutti: per i cittadini ma anche per i medici e per le strutture sanitarie, siano esse pubbliche o private. Nessuno dovrà pagare alcunché.Come funziona il sistema? SupportoCoronaVirus.it seleziona e mette a disposizione degli utenti un panel formato dai migliori medici italiani ed attraverso il portale -o anche via APP- il paziente può contattare subito lo specialista più esperto per il suo caso attraverso un messaggio privato o prendendo appuntamento online sette giorni su sette, 24 ore su 24.Insomma con l’arrivo di Plusimple.com lo scenario sanitario cambia radicalmente, dando ai cittadini maggiore autonomia nella gestione della loro salute. «Plusimple, infatti, significa più semplice, perché crediamo che una sanità con meno passaggi e meno ostacoli sia più valore per tutti» conclude Claudio Piccarreta.Per richiedere gratuitamente i servizi della piattaforma basta registrarsi alla url http://www.plusimple.com oppure scaricare l’APP Plusimple disponibile sia in versione iOS che Android sul proprio smartphone.Secondo le stime degli analisti di Plusimple.com, entro il 2030 per l’80% degli italiani sarà la propria casa il luogo abituale per l’assistenza sanitaria. (AJ-Com.Net). AJ/LL 27 MAR 2020 11:48 NNNN

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Misure finanziarie di sostegno per il settore librario, l’industria discografica

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

“Il governo dia seguito alle osservazioni introdotte nei pareri delle commissioni in Senato e introduca già nel corso della conversione misure finanziarie di sostegno per il settore librario, l’industria discografica e l’estensione delle misure di sostegno alle imprese anche al settore culturale e dello spettacolo.Non possiamo permetterci una Nazione senza teatri e senza cinema, senza librerie, editori, promotori, distributori di libri, traduttori, parchi divertimento, senza spettacoli, senza concerti, senza produzioni cinematografiche, senza musei, senza gallerie d’arte.Vanno, quindi, garantiti nel decreto “marzo” l’estensione del fondo per le emergenze anche ai settori dell’industria libraria e fonografica, l’introduzione di un credito d’imposta per gli affitti di teatri, cinema e sale per spettacoli, l’estensione del reddito di ultima istanza anche ai lavoratori dello spettacolo, l’aumento dell’indennità già introdotta, un prolungamento della durata dei provvedimenti per le sospensioni contributive e tributarie, un credito d’imposta per l’editoria per l’acquisto della carta.Inoltre, la cultura aiuta a diminuire gli effetti psicologici dell’isolamento: chiediamo, quindi, che i prodotti culturali vengano inseriti fra i beni di prima necessità e garantita la loro reperibilità e vengano incentivate forme di lavoro agile anche per i lavoratori dello spettacolo, così da mitigare anche gli effetti economici dei provvedimenti.
Infine, siamo soddisfatti dell’introduzione nel parere dell’ottava commissione della necessità di adeguare i palinsesti Rai per l’aiuto alla didattica a distanza, in particolare all’esame di maturità.Chiederemo, con una risoluzione in commissione Istruzione assieme alle colleghe Frassinetti e Bucalo, che la Rai adegui i propri palinsesti con canali appositi e diversificazione per fasce orarie, così da coadiuvare il lavoro dei docenti.” Così il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura, responsabile Cultura del partito, deputato Federico Mollicone.

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Creazione e potenziamento delle biblioteche scolastiche

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

E’ stata organizzata e promossa dall’Associazione Italiana Editori (AIE), che da due settimane contribuisce a rimettere al centro di questo momento difficile i libri e la lettura.Sono arrivati ormai a un centinaio, infatti, i video di scrittori e scrittrici che – grazie al supporto delle case editrici e all’attiva collaborazione con Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria – accompagneranno con una lettura, un breve testo, un messaggio postato ogni giorno sui canali social del progetto e sul sito http://www.ioleggoperche.it la community che da cinque anni segue il progetto.Dopo la partenza con Rudy Zerbi, ambassador dell’iniziativa, questa seconda settimana ha visto – tra gli altri – autori come Silvia Avallone, Chiara Francini, Aldo Simeone, e ora la staffetta prosegue con Luigi Garlando, Alessandra Sala e Matteo Saudino.Da lunedì una nuova sorpresa: Luciana Littizzetto, ambassador di #ioleggoperché, dà appuntamento ai lettori per tre giorni consecutivi con le filastrocche di Gianni Rodari (online alle ore 16 di lunedì 30 marzo, martedì 31 e mercoledì 1 aprile).E prosegue inoltre il sostegno amichevole e spontaneo a #ioleggoperché di “Un posto al sole”, la storica serie televisiva in onda su Rai 3, prodotta da Rai Fiction e ambientata a Napoli. Dopo aver portato l’iniziativa, a ottobre 2019, all’interno della sceneggiatura e degli ambienti di due puntate della scorsa edizione, in questi giorni di difficoltà cinque attori dello sceneggiato hanno deciso di partecipare a #leggiamounastoria: Michelangelo Tommaso, Miriam Candurro, Riccardo Polizzy Carbonelli, Amato D’Auria, Maria Maurigi dedicano al pubblico una breve lettura, tratta da un libro a loro caro, nello “speciale Un posto al sole” della staffetta, online domenica 29 marzo.
#ioleggoperché è un progetto di AIE, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), con l’Associazione Librai Italiani (ALI), con il Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai (SIL), con l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e con il Centro per il libro e la lettura, Confindustria – Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo, con il supporto di SIAE – Società Italiana Autori ed Editori. Il progetto ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività culturali e del Turismo (MIBACT) e della Banca d’Italia.Si svolge con il sostegno di Mediafriends Onlus, Lega Serie A e Lega B e con il contributo di Pirelli.Mediapartner: Corriere della Sera, Gruppo Mondadori, la Repubblica, La7, TGcom24, Rai, SKY.
Mediasupporter: Giornale della Libreria, Il Fatto Quotidiano, Il Giornalino, ILlibraio.it, Radio Capital, Studenti, Sorrisi e Canzoni TV
Aderiscono, oltre alle librerie indipendenti di ALI e SIL: Ancora, LaFeltrinelli, Giuntialpunto, Libraccio, Librerie Claudiana, Librerie Coop, MondadoriStore, Paoline, San Paolo, TCI Touring Club Italiano, Ubik.

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Azzolina annuncia didattica a distanza di massa e commissari interni per la maturità

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Ma soltanto la metà delle scuole ha riunito gli organi collegiali in teleconferenza. In attesa del monitoraggio richiesto ai dirigenti scolastici da Viale Trastevere rimane confermata la sospensione delle lezioni fino a che il rischio epidemiologico non sarà annullato. A cosa serve pubblicare i bandi di concorso quando gli stessi sono bloccati? Se lo chiede Anief che ha invitato il ministro ad aprire un tavolo tecnico sul precariato. Marcello Pacifico (Anief): Bisogna capire cosa sta facendo ogni scuola, dare indicazioni chiare sugli scrutini e al più presto spiegare se si intendono fare Esami di Stato a distanza come per le lauree in alcuni atenei. E poi bisogna prendere atto che i concorsi ancorché banditi non porteranno in cattedra nessuno prima di un anno. E noi abbiamo il dovere di far iniziare il prossimo anno scolastico non con il record della supplentite, ma con una risposte emergenziale allo stato di precarietà della scuola Italiana.
Continua a far discutere il lungo discorso fatto ieri dalla ministra dell’Istruzione sulle disposizioni che si accinge a prendere il Governo per portare avanti la scuola e la didattica; in questi giorni sempre più contrassegnati dal contagio del Coronavirus, si è passati dall’assistenza alle scuole alla sicura validità dell’anno in corso; dall’alta adesione alle lezioni da casa, agli Esami di Stato conclusivi del secondo ciclo con commissari solo interni e prove commisurate alla situazione. Su tutto pesa il dubbio sui tempi di rientro a scuola, legati a doppio filo allo sviluppo epidemiologico del contagio da Covid-19. Pacifico, presidente nazionale Anief: “Fare didattica a distanza, significa che tutti gli alunni stanno partecipando alle lezioni, stanno recependo spiegazioni e dei compiti on line, stanno elaborando e consegnando gli elaborati ai loro docenti? A noi risulta che la situazione si sta realizzando in questi termini in modo disomogeneo: non ci sono realtà territoriali felici ed altre meno, ma si tratta di una condizione che si caratterizza a macchia di leopardo. Il quadro è addirittura diversificato a livello di singolo istituto scolastico, dove spesso manca anche l’intervento chiaro degli organi collegiali, invece indispensabile per definire la valutazione da adottare nelle prossime settimane”.Ha citato “La peste” del Decameron di Boccaccio la ministra dell’Istruzione, come ha scritto La Repubblica, per illustrare il concetto di emergenza scolastica globale: “Più di tre quarti degli studenti nel mondo sono interessati a questa crisi, 1,5 miliardi, una sfida senza precedenti”. In Italia sono 8,3 milioni. Dopo aver confermato che l’anno scolastico in corso è salvo, “in deroga al limite dei 200 giorni minimi”, Azzolina ha assicurato che sta lavorando alla ridefinizione del calendario, alla valutazione, al recupero e agli esami di Stato per le scuole medie e superiori.Quindi, la ministra è entrata nei dettagli. Si tornerà a scuola, se e quando, sulla base di quanto sarà stabilito dalle autorità sanitarie. Abbiamo attivato forme di didattica a distanza, aperto una pagina web con webinar per docenti e dirigenti, in collaborazione con Indire e materiali utili per le lezioni. Abbiamo inserito anche una sezione per l’inclusione scolastica, dato indicazioni, a partire dalla necessità di interazione con gli studenti.

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Stati Uniti d’Europa. Regole sanitarie e commerciali con la Cina

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Siamo tutti grati alla Cina per gli aiuti umanitari per questa emergenza sanitaria. Ringraziamenti che estendiamo a Russia, Cuba e, benché non ci sia stata evidenza mediatica, a Usa, Francia, Germania e Austria.E’ bene ricordare che il Coronavirus (SARS-CoV-2) è arrivato dalla Cina, così come il virus SARS-CoV nel 2002 e il virus H5N1 (aviaria) nel 2005.Sorge un problema riguardante la provenienza virale. Il Coronavirus è arrivato dalla Cina verso l’Europa, gli Usa, la Corea e l’Australia, paesi che hanno intensi rapporti commerciali con la Cina stessa.Il Coronavirus ha origine naturale, ma ha trovato il modo di trasmettersi in zone dove è frequente il contatto dell’uomo con gli animali selvatici. Nel mercato di Wuhan (Cina) si vendono, appunto, animali selvatici e la correlazione con la trasmissione dell’infezione è plausibile.Visti i danni sanitari ed economici provocati dal Coronavirus, ci sembra indispensabile che le relazioni commerciali con la Cina siano condizionate alla adozione di misure sanitarie in loco. La pressione, in tal senso, potrebbe arrivare da Usa e Unione europea. Considerato che gli europei continuano a muoversi in ordine sparso, meglio sarebbe se la forza di persuasione fosse più incisiva, il che si può ottenere con gli Stati Uniti d’Europa. Comprendere che l’unione fa la forza è alla portata di tutti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Coronavirus: Il pensiero al confino

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Le crisi aiutano a pensare? Certo, se si considera la quantità di dibattiti, documenti ed analisi dedicati al coronavirus ed ai suoi effetti sociali, politici, economici e umani pubblicati da un fior fiore di esperti, di intellettuali. In Italia, in Europa, nel mondo. Riflessioni rilevanti, intelligenti, demenziali. Di tutto e di più. Di fronte ad un fenomeno senza precedenti, ci saremmo potuti aspettare interrogativi, paradossi nati da una realtà sorprendente, nuove domande. In molti casi, invece, si manifesta il fenomeno opposto. Molti intellettuali e politici vedono la crisi globale come una eclatante e manifesta conferma di ciò che avevano ed hanno sempre detto. E c’è anche del comico. Per i sovranisti il coronavirus diventa un fenomeno che marca la necessità di maggiore sovranità; per i filoeuropei occorre maggiore Europa; per gli ecologisti c’è bisogno di politiche ed iniziative più ecologiche; per i socialisti occorre più socialismo; per i nazionalisti più nazione; per i modernisti siamo in presenza di contraccolpi anti-modernismo e quindi serve maggiore modernità; per i riformisti più riforme; per i conservatori più conservazione: etc. Come se il confinamento della popolazione si estendesse anche a dottrine filosofiche o politiche, ciascuna racchiusa tra le proprie quattro mura, ribadendo
le proprie certezze. Questo, ovviamente, genera alcune delusioni. Distraenti rispetto alla centralità della quotidianità.
Politici come Matteo Salvini o Giorgia Meloni, con al seguito un certo numero di sovranisti intellettuali, deducono dalla pandemia un evidente fallimento dell’Europa. Che in parte è vero: l’Unione Europea non ha brillato molto in termini di unità o energia durante la crisi… ma, per l’appunto, in parte; e quindi non si può parlare di fallimento se si considera l’altra parte. Prima di tutto è curioso che i sovranisti deplorino l’assenza di un’Europa che di solito denunciano come troppo presente. Nei trattati, le questioni sanitarie sono in gran parte responsabilità degli Stati, non di Commissione o Parlamento. I sovranisti dovrebbero quindi rallegrarsi di questi limiti e non lamentarsi dell’assenza di un potere sovranazionale che criticano ripetutamente. E si dimenticano di notare che è un’entità sovranazionale e non nazionale, la Banca centrale europea (BCE), che ha reagito più rapidamente, rinunciando ai suoi crediti giganteschi permettendo agli Stati nazionali di affrontare la difficile situazione.
I filoeuropei, nel loro fervore internazionalista, hanno denunciato qualsiasi tentazione di chiudere i confini, ma solo fino a quando l’Europa stessa ha iniziato a bloccare i suoi confini esterni e alcuni Stati europei, come la Germania, fare altrettanto sotto l’imperativo della necessità. Sembra che abbiano dimenticato che qualsiasi regola merita eccezioni in caso di emergenza, e il dogmatismo filo-europeo si è messo dalla parte del torto, così come l’altrettanto dogmatismo inverso.
Molti mettono in dubbio la globalizzazione, che presenta certamente diverse carenze, in particolare quella di facilitare la circolazione del virus a causa dell’intensità degli scambi. Ma renderla la causa determinante della crisi… ce ne corre. Se così fosse, le epidemie dei tempi antichi, quando la globalizzazione era minore, avrebbero dovuto essere meno dannose. Ovviamente è vero il contrario: le epidemie erano molto più mortali ai vecchi tempi (senza andare indietro fino alla peste nera del 1348, basti ricordare l’influenza spagnola del 1918, che uccise tra 20 e 50 milioni di persone). E questo semplicemente perché la globalizzazione va di pari passo con il progresso scientifico e, per esempio, ha consentito che Paesi un tempo molto poveri, come Cina e Corea, oggi abbiamo moderni mezzi tecnici e medici che consentono loro di combattere più efficacemente.
Poi ci sono quelli che se la prendono con la “standardizzazione” del mondo, con le persone che si muovono di continuo e a cui oppongono la saggezza di coloro che sanno stare a casa propria. Ma questa “standardizzazione”… dov’è? Contro il virus le nazioni mettono in essere politiche più disparate: confinamento totale in Italia o Spagna, confinamento di una singola regione in Cina, uso di test a larga scala e intelligenza artificiale in Corea del Sud, nessun confinamento in Svezia, etc. Chiaramente, la cultura di ogni singolo Paese ha un ruolo importante in questi diversi approcci: la diversità si manifesta in un modo o in un altro a seconda che siamo una nazione cattolica, protestante, confuciana, liberale o autoritaria. La globalizzazione sembra che non standardizzi le culture, ma le colleghi fra loro, e questo è diverso da quello che sostengono coloro che perorano “ognuno a casa propria”.
Standardizzazione, inoltre, che porta a denunciare il turismo di massa. Ma dovremmo incolpare le persone dei Paesi emergenti perché anche loro vogliono scoprire il mondo come abbiamo fatto e continuiamo a fare noi dei Paesi emersi? Ovviamente dobbiamo riflettere e trovare soluzioni contro gli effetti dannosi del turismo di massa, il cosiddetto overtourism. Ma dovremmo per questo tornare al turismo aristocratico e borghese dei vecchi tempi, quando i viaggi erano riservati ad una piccola élite? I “bei tempi” in cui i lavoratori non avevano le ferie pagate e si accontentavano di passare la domenica nelle gite fuori porta? Suvvia….
Un approccio, questo contro la “standardizzazione”, che porta, alla fin fine, a dire che “prima si stava meglio”. Ma… prima quando? Quando tre quarti dell’umanità vivevano in miseria e povertà? Quando gli Stati nazionali trascorrevano gran parte del loro tempo a fare la guerra? Quando la medicina era impotente contro la maggior parte delle piaghe microbiche? Bah…In ultima analisi, forse sarebbe necessario attenersi ad una semplice riflessione: prima di trarre insegnamenti definitivi dalla crisi del coronavirus, con enormi energie dedicate a prefigurare scenari del futuro in un contesto in cui nessuno sa come e quanto durerà e quando finirà…. attendere fino alla fine o poco prima che finisca (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Energia: forti riduzioni in bolletta

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

L’Arera come di consueto, ha comunicato l’aggiornamento delle tariffe di energia elettrica e gas relative al II trimestre 2020: -18,3% per l’elettricità e -13,5% per il gas. Diminuzioni dettate dalla forte riduzione delle quotazioni all’ingrosso determinata dai bassi consumi dovuti all’emergenza Coronavirus.
Alla luce di tale andamento una famiglia-tipo sosterrà, per l’elettricità nell’anno scorrevole (compreso tra il 1 luglio 2019 e il 30 giugno 2020) una spesa di circa 521 euro, con un risparmio, rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, di circa 45 euro/anno. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.019 euro, con un risparmio di circa 139 euro/anno. Rispetto all’anno scorrevole, quindi, il risparmio complessivo per la famiglia tipo per elettricità e gas ammonta a circa 184 euro/anno.Una notizia certamente positiva, dal momento che, in un momento così complesso per le famiglie, gli importo delle bollette risultano spesso difficili da sostenere. Già prima dell’emergenza determinata dal coronavirus e dalle sue gravi conseguenze sul piano economico il fenomeno della povertà e della vulnerabilità energetica nel nostro Paese era in crescita, ora la situazione è purtroppo soggetta a un peggioramento.
Per questo, se da un lato apprezziamo fortemente le misure messe in atto da ARERA in merito alla sospensione dei distacchi per il periodo in cui è richiesta alle famiglie la permanenza presso le proprie abitazioni e la proroga dei termini per il rinnovo dei bonus sociali di energia, gas e servizio idrico, dall’altro torniamo a rivendicare provvedimenti più decisi.
In un momento di complessità e incertezza come quello che l’intero Paese sta vivendo è necessario a nostro avviso adottare, almeno per le famiglie più in difficoltà, la sospensione del pagamento delle bollette.
Per le bollette dell’elettricità, come già fatto presente al Governo, tale misura potrebbe essere finanziata attraverso le somme accantonate in passato con il pagamento dei gravosi oneri di sistema da parte dei cittadini.
Il Governo è chiamato a dare risposte concrete in tal senso, per aiutare in primis le famiglie direttamente toccate dalla difficile situazione che stiamo vivendo, che si trovano in cassa integrazione, disoccupazione, che percepiscono redditi da lavoro autonomo e non stanno lavorando.

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Scuola: Insegnanti di religione cattolica, l’assunzione non può più attendere

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Nei nostri istituti scolastici, l’attuale situazione di precariato richiede l’attivazione immediata di procedure che garantiscano la continuità e la funzionalità del sistema per il prossimo anno, anche per i docenti di religione cattolica, considerando che ne mancano all’appello ben oltre 10 mila: la disposizione, che non avrebbe alcun onere per la finanza pubblica, è questa dall’Anief, con una proposta emendativa al DL n. 18 del 17 marzo 2020, presentata alla V commissione del Senato. Il sindacato chiede, in particolare, anche alla luce del blocco concorsuale derivante dal contagio da Covid-19, “l’istituzione di una graduatoria per titoli ai fini dell’assunzione di 7 mila insegnanti di religione cattolica su posti vacanti e disponibili con più di 24 mesi di servizio a tempo determinato”.

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Coronavirus: Livello mortalità in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

(AJ-Com.Net) L’età media della popolazione italiana è maggiore rispetto ad altri Paesi: 44 anni in Italia contro un’età media che in Cina -ad esempio- è di 37 anni. «È questo fattore ad avere portato ad un continuo inasprirsi dei dati» sottolineano gli esperti del comitato medico di Plusimple (www.plusimple.com), società innovativa di sanità digitale che ha deciso di offrire gratuitamente supporto e know-how per fronteggiare in maniera più agile l’attuale emergenza sanitaria.Secondo quanto hanno potuto appurare gli analisti della piattaforma che già ad oggi conta più di 600 medici ed 11 mila pazienti, il dato generale di letalità è attualmente più alto nella popolazione italiana rispetto perfino a quella cinese da dove il virus è partito.«L’Italia ha un elevatissimo grado di invecchiamento della popolazione ed è proprio dopo gli 80 anni e in persone con importanti patologie preesistenti che avvengono i 2/3 dei decessi da Coronavirus» aggiungono i medici di Plusimple.com, che in questi giorni è stata inserita dalla Think Pink Europe tra le 5 migliori società di sanità digital per la lotta contro il tumore al seno.Nel dettaglio -secondo quanto rileva Plusimple.com- in Italia la mortalità da Corona Virus è pari a zero per le fascia di età da 0 a 58 anni, per salire gradualmente allo 0,1% tra i 50 ed i 59 anni, all’1,4% tra i 60 ed i 69 anni, al 4% tra i 70 ed i 79 anni, all’8,2% tra gli 80 e gli 89 anni ed al 14,3% oltre i 90 anni, nonostante la patologia possa manifestarsi in forma aggressiva in tutte le età.L’evoluzione dei contagi sta così mettendo a dura prova il sistema sanitario italiano. Per aiutare a fronteggiare la situazione, Plusimple lancia dunque una piattaforma a supporto dell’emergenza nella lotta contro COVID-19: SupportoCoronaVirus.it.La nuova piattaforma mette a disposizione uno spazio web accessibile gratuitamente a tutti per eseguire un test di autovalutazione redatto dall’Ordine dei Medici di Salerno.Attraverso SupportoCoronaVirus.it diventa inoltre possibile accedere ad informazioni certificate per dirimere dubbi e condividere procedure riguardo prevenzione e riscontro dei sintomi del Corona Virus.«Nel momento di emergenza che stiamo vivendo è indispensabile assicurare le cure ma anche limitare i contagi» sostengono i medici della piattaforma. E proprio grazie a Plusimple.com il rapporto con il proprio medico avviene in remoto: più rapido e più sicuro, riducendo così il rischio di contagio.«Plusimple significa più semplice perché crediamo che una sanità con meno passaggi e meno ostacoli sia più valore per tutti» sostengono i fondatori della start-up che è già stata classificata dall’EIT Health -agenzia innovativa dell’Unione Europea- tra le 15 società di sanità digitali più promettenti d’Europa. (AJ-Com.Net). AJ/LL 26 MAR 2020 09:40 NNNN

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Rallenta ma non si ferma la domanda di auto

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

La pandemia ridefinisce le priorità di acquisto degli italiani e, se al momento c’è spazio solo per i prodotti di prima necessità, il tanto tempo libero sta cambiando radicalmente il processo di scelta di beni comunque strategici per le famiglie, come l’automobile. La domanda di veicoli si è trasformata in un allungamento della fase di selezione dell’auto giusta, e alla rete distributiva si chiede uno sforzo per rispondere a questo bisogno informativo. Lo rileva MotorK, che ha svolto un’analisi di tutti i touchpoint del processo d’acquisto dell’auto, digitali e non, che presidia con i suoi strumenti tecnologici. Chi aveva in programma di comprare un’auto, non potendo andare in concessionaria, oggi è sul web: cerca informazioni, fa confronti, simula finanziamenti e prova a scegliere l’auto in maniera più ponderata. Un’indagine condotta su un campione di 1.000 utenti che, nel periodo considerato, hanno richiesto un preventivo per un’auto nuova, ha rivelato che alle richieste di auto per sostituzione di quella posseduta si sono aggiunte quelle di chi aveva in programma questo acquisto, ma non nell’immediato; il 42% del campione intervistato vorrebbe cambiare auto tra 1 e 3 mesi, e il 40% ad una distanza temporale ancora maggiore. È un bacino di contatti che le concessionarie devono presidiare anche in questa fase di chiusura, perché rappresentano opportunità di business da trasformare in vendita all’indomani della crisi. La quasi totalità (97,5%) è disposta ad aspettare la fine della quarantena per recarsi in concessionaria e chiudere la trattativa.Dal lato delle vendite MotorK, invece, ha condotto un’indagine sulle trattative e sui contratti di acquisto di un’auto su un campione di 100 dealer, nel periodo compreso tra il 13 gennaio e il 19 marzo: le limitazioni alla mobilità degli italiani prima, e la chiusura delle filiali poi, hanno determinato un drastico calo delle trattative generate. Di contro, quasi una trattativa su due, dal 9 al 19 marzo, si è trasformata in vendita. Inoltre, c’è una fetta di clienti che si dice disposta ad acquistare una vettura oggi e valuta pratiche innovative come la selezione del veicolo tramite virtual showroom, il blocco dell’auto con una caparra pagata online e la firma digitale dei documenti di acquisto e finanziamento.

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Coronavirus: Volt è a fianco della protezione civile

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

“Siamo sempre disponibili a dare una mano anche e soprattutto nel momento del bisogno” Con queste parole Federica Vinci, Presidente di Volt Italia, ha lanciato ufficialmente l’adesione di Volt Italia alla raccolta fondi organizzata dalla Protezione Civile.
“Abbiamo deciso di dare un aiuto concreto al Paese in cui siamo nati o in cui stiamo vivendo attraverso la divulgazione a tutti i nostri tesserati e volontari del link della raccolta fondi della protezione civile”.La nostra rete in Italia conta migliaia di persone ma noi siano in primo luogo un partito paneuropeo che ha sedi in 28 paesi europei e conta perciò su una platea di molte migliaia di persone.Da sempre Volt Italia fa da trait d’union tra l’Italia e l’Europa sia perché il nostro cuore nasce europeista sia perché, “soprattutto in momenti di crisi è difficile reperire informazioni in lingua inglese che spieghino in modo appropriato cosa stia succedendo”. Queste sono le parole di Federica Vinci, che aggiunge “per questo ci stiamo impegnando attraverso le nostre pagine social, ed il nostro sito, a divulgare informazioni e fare dibattiti con i membri degli altri Paesi europei. Tutti noi siamo membri di uno stesso partito che vive sparso per l’Europa e quando uno di noi ha bisogno di aiuto, gli altri rispondono”.

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Covid-19: La filantropia italiana e cinese uniscono le forze

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

La filantropia italiana e cinese uniscono le forze per affrontare l’emergenza coronavirus, attivando un ponte aereo per il trasporto e la consegna sul territorio di materiali medico-sanitari urgenti difficili da reperire non solo in Italia, ma anche sul mercato internazionale.Un primo carico di oltre 2 tonnellate tra tute protettive, mascherine e guanti donati da fondazioni cinesi è già stato ripartito al 50% tra la Regione Piemonte e la Regione Lombardia, per il tramite della Protezione Civile e della Croce Rossa. Ulteriori consistenti donazioni, comprendenti anche ventilatori indispensabili per i malati, oltre a dispositivi individuali di protezione per gli operatori, arriveranno nei prossimi giorni con voli capaci di trasportare fino a 40 tonnellate di beni.Una iniziativa umanitaria innovativa, resa possibile dalla cabina di regia Torino-Pechino istituita nell’ambito del China-Italy Philanthropy Forum e incentrata sul TOChina Hub, all’insegna del dialogo e della fattiva collaborazione tra le più importanti istituzioni filantropiche di entrambi i Paesi. In prima fila nell’alimentare il “corridoio” italo-cinese, la Fondazione CRT (aderente al China-Italy Philanthropy Forum), il cui Segretario Generale Massimo Lapucci presiede EFC-European Foundation Centre, il principale network internazionale della filantropia istituzionale.Fondazione CRT contribuirà a sostenere i costi operativi di uno o più voli provenienti dalla Cina, dopo aver già attivato un primo pacchetto di misure da 3 milioni di euro per l’acquisto di una cinquantina di nuove ambulanze e mezzi per la Protezione civile, oltre ad attrezzature da destinare agli ospedali del Piemonte e della Valle d’Aosta.
“È in atto a livello globale una vera e propria ‘corsa’ all’acquisizione delle necessarie dotazioni medico-sanitarie e dispositivi di protezione individuale, e la collaborazione tra la filantropia italiana e quella cinese, già consolidata in Europa con EFC nella Philanthropic Leadership Platform e agevolata anche dal patrimonio di relazioni internazionali della Fondazione CRT, è una carta vincente per affrontare la più grave emergenza sanitaria di questo millennio. In uno scenario di incertezza e, spesso, di speculazione nelle filiere di approvvigionamento, l’aver potuto attivare insieme a TOChina un grande ‘esercito del bene’ sovranazionale sta consentendo l’afflusso con ponti aerei dedicati di donazioni verso il nostro Paese, accelerando i trasferimenti dei beni più urgenti verso le prime linee ospedaliere e assistenziali sul territorio”, afferma Massimo Lapucci, Segretario Generale di Fondazione CRT e Presidente dello European Foundation Centre.“Nel primo anniversario della propria nascita, il China-Italy Philanthropy Forum sta sperimentando il pieno senso della solidarietà filantropica transnazionale. Grazie a un ottimo coordinamento con l’Ambasciata d’Italia a Pechino e all’impegno dei nostri colleghi cinesi, riusciamo a gestire alcuni interventi umanitari urgenti per far fronte alla drammatica realtà della pandemia di Covid-19: dall’accettazione di flussi di donazioni cinesi per l’Italia al fronte critico dei trasferimenti aerei di materiale urgente”, spiega Giovanni Andornino, Segretario Generale del Forum e Direttore del TOChina Hub.

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Coronavirus: Possibile sospensione dei concorsi fino al 31 luglio

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Lo prevede quanto disposto dall’art. 1, commi 1 e 2, lettera t) del DL 19/2020. Il presidente Anief, Marcello Pacifico, scrive al ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, per chiedere con urgenza un tavolo politico in teleconferenza con gli altri sindacati per discutere proposte alternative e urgenti per affrontare il problema del precariato, dopo lo slittamento delle procedure concorsuali previste già a ottobre dal Governo e licenziate dal Parlamento a fine anno con la legge 159/2019.È evidente che quanto era urgente in autunno lo è ancora di più in primavera. Non possiamo permetterci di ignorare un problema grave quale quello della supplentite, della continuità didattica, dell’abuso dei contratti a termine ritenuto improrogabile nel mese di ottobre e ancora più urgente nel mese di aprile, mentre tutto il corpo insegnante è impegnato nella sfida della didattica a distanza e il personale Ata nel lavoro agile. Il prossimo anno avremo 250 mila contratti a termine, sempre che possa iniziare nella normalità.Sono saltate anche le procedure per far partire il corso abilitante che deve essere garantito a tutti i precari storici, come i corsi di riconversione professionali a tutto il personale di ruolo.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “non è possibile pensare di prolungare la sospensione dei licenziamenti anche del personale dell’infanzia o primaria con diploma magistrale, causa Coronavirus, salvo poi chiedere alle stesse maestre di continuare a stare in questi momenti difficili accanto ai nostri figli, per di più quando hanno superato l’anno di prova”.“E cosa dire di quegli assistenti tecnici e amministrativi che continuano a gestire il personale Ata e la contabilità a distanza in una scuola su due? Sono tutte domande che vogliamo porre al rappresentante del Governo che ha il dovere di consultarci per confrontarci sulle nuove soluzioni. Noi ne abbiamo già alcune, concrete, semplici e di buon senso, le stesse che abbiamo posto all’attenzione dei senatori durante l’esame del decreto legge n. 18/2020 nelle proposte emendato presentate in V Commissione bilancio”, conclude Marcello Pacifico.

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Emergenza Covid-19: consulenze gratuite per manager e imprenditori

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Milano. Ai manager e imprenditori che stanno affrontando la sfida della contrazione e conversione del business dovuta al COVID-19 è arrivato il supporto di alcuni realtà tecnologiche che, per la durata dell’emergenza, si sono resi disponibili a fornire gratuitamente le proprie competenze nelle video-sessioni di 20 o 40 minuti ospitate dalla piattaforma.
A renderlo possibile è la partnership tra BeyondTheBox e YOURgroup che, proprio attraverso il servizio di “condivisione di competenze” on line di /BeyondTheBox, ha deciso di portare anche all’esterno il valore del Give First che ne è alla base.
YOURgroup, il primo gruppo di advisory operativa C-level in Italia, ha riunito alcuni dei suoi fractional manager in una taskforce a supporto degli imprenditori italiani in aree specifiche: cambiamento organizzativo, gestione finanziaria, finanziamenti bancari, digitalizzazione, gestione dei contenziosi, negoziazione dei contratti, budget e controllo di costi e margini, gestione del rischio, trasformazione e ottimizzazione della produzione e di reti commerciali.Il servizio è reso attraverso la tecnologia e l’intelligenza artificiale di /BeyondTheBox che permette all’utente di non dover cercare il contenuto adatto alla propria esigenza: è sufficiente scrivere di cosa si ha bisogno e la piattaforma fa il resto, in modo semplice, veloce e confidenziale.“L’obiettivo di /BeyondTheBox è attivare processi di creazione del valore attraverso la condivisione” ci racconta la CEO della startup Aleksandra Maravic. “Vogliamo dare agli imprenditori, che in questo momento stanno vivendo un momento difficilissimo, il contributo dell’esperienza dei più di 160 manager del Gruppo, per offrire un consulto su tematiche di gestione finanziaria, di risorse umane, di digitalizzazione, di sviluppo commerciale e di riduzione costi che in questa situazione possono essere vitali”, aggiunge Andrea Pietrini, Managing Partner di YOURgroup.Le sessioni con i partner della taskforce verranno offerte gratuitamente durante tutto il periodo dell’emergenza.

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Covid-19: Micron offre aiuti finanziari

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Micron Technology, Inc. (Nasdaq: MU), ha annunciato oggi l’intenzione di devolvere 35 milioni di dollari a beneficio delle persone colpite in misura sproporzionata dal virus COVID-19. L’azienda lancerà un nuovo fondo di beneficenza Micron Foundation per un totale di 10 milioni di dollari, aumenterà i cofinanziamenti sovvenzionati e istituirà un programma di aiuti economici per il personale. Micron offrirà inoltre assistenza in natura per velocizzare il pagamento dei piccoli fornitori locali e donerà strutture e forniture mediche per rispondere all’emergenza sanitaria.

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