Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Archive for 30 marzo 2020

Ungheria. Fazzolari (FdI): su Orban fake news della sinistra pro-Soros

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

“Vergognoso diluvio di fake news da parte della sinistra contro la recente legge ungherese, che autorizza il governo Orban a misure straordinarie per affrontare l’emergenza Coronavirus. Se la sinistra nostrana si fosse premunita di leggere la Costituzione ungherese e di verificare quanto accaduto in Parlamento, invece di ripetere servilmente quanto viene riferito loro dal circuito di Soros e amici, avrebbe scoperto che quanto accaduto in Ungheria è totalmente lecito. Sorprende molto che sinistri e democratici à la carte reputino liberticidi i provvedimenti ungheresi quando in Italia, come più volte denunciato dal presidente di FdI Giorgia Meloni, il governo Conte ha limitato le libertà costituzionalmente garantire a colpi di decreti del presidente del Consiglio, interpretando in modo molto estensivo il mandato del Parlamento che consentiva al governo di porre specifiche limitazioni solamente in determinata aree e comuni d’Italia e non sull’intero territorio nazionale. Se in Italia si fosse seguita la strada ungherese di un chiaro mandato parlamentare al governo di gestire l’emergenza in corso, avremmo avuto molte più garanzie democratiche di quelle che abbiamo attualmente nel totale silenzio della sinistra e dei grandi media”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI.

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Coronavirus: Rojc, con Orban torna dittatura in Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

“Con il voto dei pieni poteri a Orban si può dire che in Europa è tornata la dittatura: a trent’anni dalla fine del regime comunista il popolo magiaro torna sotto lo stivale di un potere assoluto e concentrato nelle mani di uno solo. Con enorme tristezza assistiamo a un evento che è anche un colpo terribile all’Europa e ai suoi ideali di democrazia e libertà”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd), commentando il voto del Parlamento ungherese che dà pieni poteri al premier Viktor Orban.Per Rojc “la portata di quanto sta accadendo nel cuore della Mitteleuropa e le ripercussioni che avrà il golpe bianco di Orban deve essere ancora valutata. Ma un fatto è certo: da oggi in poi le forze politiche italiane si misurano con più chiarezza, in base alla vicinanza e al sostegno che daranno al nuovo regime”.

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European Parliament: The week ahead 30 March – 05 April 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

In an effort to reduce the spread of the COVID-19 virus, Parliament is reducing the need for physical meetings on its premises, without compromising its role of democratic scrutiny nor its ability to approve the necessary legislative measures to combat the virus and support the public, consumers, businesses and emergency services.The required social distancing of 1.5 m will be respected on EP premises at all times. Any parliamentary activities, like committee and plenary meetings, which are still taking place will be web-streamed and can be followed by the media without requiring their physical presence on EP premises. MEPs, Commissioners and Council representatives will be able to participate remotely.
Conference of Presidents. EP President Sassoli and the leaders of the political groups (Conference of Presidents) will discuss Parliament’s activities for the next days, including legislative and budgetary files linked to the EU response to the pandemic (Thursday).
EU response to the COVID-19 outbreak. The Internal Market Committee will discuss with Internal Market Commissioner Thierry Breton EU measures to tackle the COVID-19 pandemic and how member states are cooperating with each other. Green lanes to ensure that essential goods, such as medical supplies and food reach those who need them the most, as well as the joint purchase of medical supplies, are likely to be addressed in the debate (Thursday).
Refugee situation in Greece. The Civil Liberties Committee MEPs will assess the situation at the Greek external borders with Greek Minister for Migration and Asylum Notis Mitarachi and Minister for Citizen Protection Michalis Chrisochoidis, Croatia’s State Secretary for European and International Affairs Terezija Gras, Commission Vice-President for Promoting the European way of life Margaritis Schinas, Home Affairs Commissioner Ylva Johansson as well as representatives of Frontex and the Fundamental Rights Agency (Thursday).

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Coronavirus e informazione di Stato. Cara Rai, per favore, evitiamo…..

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta alla Rai: “Siamo invasi e, nello stesso tempo, affamati di informazione. L’emergenza è tale che le cose cambiano da un’ora all’altra. Mediamente ci si affida solo a fonti istituzionali e/o chi si ritiene affidabile e autorevole. Tra queste fonti, ovviamente, non può non esserci la Rai che, è bene ricordarlo, è pagata da tutti noi contribuenti con la tassa di possesso (canone…) sull’apparecchio tv che abbiamo in casa e/o ufficio. Ieri domenica, tutti a casa e dove forse le abitudini tradizionali sono un po’ scombussolate, per cui il gradevole pranzo domenicale, visto che si mangia tutti i giorni a colazione, a pranzo e a cena a casa… è diventato un po’ meno tradizionale… capita di volersi aggiornare tramite il canale “ammiraglio” della Rai, col TgUno dell’ora di pranzo. Ci si collega alle 13,30 (grossomodo) e ci si deve – letteralmente – sorbire un cinque minuti abbondanti di pubblicità velocissime (e quindi più sgradevoli della media), intasate di messaggi diversi uno dall’altro, e che, quando stai tirando un sospiro di sollievo che sembrano finite e senti in anticipo nella testa la musichina della sigla del tg… ce ne sono ancora altre e sempre più turbinose. Superato questo fastidio ecco finalmente il TgUno.Ti informi, ascolti, vedi, generico ma importante per darti idea della situazione. Ad un certo punto, servizio su hotel che ospita malati. La giornalista inviata speciale: “pensate, questo hotel ospitava calciatori di serie A….” e poi informa sui pregi della vicenda. Cara Rai, per favore, evitiamo (il “noi” è d’obbligo visto che lo fai coi soldi di tutti noi) di propinarci questa roba. Sì, lo sappiamo, non è facile sapere cosa dirà il giornalista pinco o il giornalista pallo, agitato e in stato d’apprensione mandato al “fronte”…. Ma si potrebbe evitare. Anche perché, altrimenti, oltre a beccarsi gli improperi di chi ascolta (che in tanti crediamo non abbiano al centro dei loro modelli di vita i calciatori di serie A), la prossima volta le informazioni uno se le va a cercare altrove, ché forse hanno più credibilità. Grazie. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Coronavirus e informazione di Stato. Cara Rai: ogni sera comunicateci 8 semplici dati

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Scrive Pier Luigi Ciolli: “Dalla RAI ci aspettiamo che, prima della cronaca, i conduttori comunichino 8 semplici dati”:
1. quante apparecchiature, tecnici e tamponi ci sono a disposizione per poter iniziare a mappare una determinata area e poi a cascata spostarsi nelle aree limitrofe in modo da scoprire il “nemico”, isolare i contagiati e far ripartire il lavoro;
2. quanti tamponi hanno eseguito a oggi per ogni singola persona perché nei dati attuali dicono siano conteggiati quelli ripetuti su una persona;
3. quanti sono tutti i morti in ognuno dei 7.914 comuni e quanti morti erano nello stesso periodo nel 2019 in modo da comprendere al volo l’impatto reale del virus sui cittadini;
4. quanti sono i medici, infermieri e tecnici di laboratorio in servizio alle ASL, in pensione, disoccupati e che possono essere inseriti in difesa della salute pubblica;
5. quanti sono i crematori, loro ubicazioni e capacità di trattamento, per capire ed evitare le fosse comuni;
6. quanti sono le tute complete a prova di virus da poter consegnare al personale di assistenza sanitaria
7. quanti sono le persone invalide nelle strutture e quante sono al domicilio che necessitano di assistenza medica e infermieristica per la loro patologia per non far mancare loro l’assistenza;
8. quanti controlli hanno disposto dei controlli affinché chi viene ricoverato non si veda occupato il proprio appartamento aggiungendo il dramma al dramma.
Oggi è partita la nostra LETTERA APERTA in merito ma chiunque intervenga per ottenere le risposte alle 8 domande, un grande applauso”. Pier Luigi Ciolli (Da: ADUC – Associazione Diritti Utenti e Consumatori)

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La scuola ai tempi del coronavirus

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Parma. Come fare scuola ai tempi del coronavirus? Come trasformare la didattica con le limitazioni imposte dall’emergenza, cercando di mantenerne il più possibile intatte efficacia e contenuti? E come tenere viva l’idea stessa di comunità scolastica? Sono le domande che molti insegnanti stanno affrontando in questo periodo, nel quale si trovano alle prese con una condizione inattesa e senz’altro impensabile fino a qualche tempo fa.Nella difficile quotidianità determinata dall’epidemia di Covid-19, educatori e insegnanti stanno, per lo più, continuando il loro lavoro, ma in condizioni nuove e inaspettate, che possono spaventare ma che possono anche essere trasformate in situazioni di attivazione prima impensabili.Per loro, per dare loro un’occasione di confronto, alcuni ricercatori dell’Unità Educazione del Dipartimento di Discipline umanistiche, sociali e delle imprese culturali – DUSIC dell’Università di Parma hanno deciso di mettere a disposizione le proprie competenze, offrendo opportunità di dialogo via Skype su come attivare e proseguire il proprio modo di fare ed essere servizio educativo o scuola in questo momento. Si tratta di Maja Antonietti, Dimitris Argiropoulos, Damiano Felini, Andrea Giacomantonio, Andrea Pintus.Pur non essendo esperti di didattica online, né avendo soluzioni già pronte da suggerire, possono offrire una consulenza educativa e didattica o un’occasione per ragionare insieme in prospettiva pedagogica.Anche in questo modo l’Università di Parma offre il proprio contributo di competenze, in questo caso in chiave educativa e pedagogica, per supportare la comunità del territorio nell’affrontare la situazione determinata dall’emergenza coronavirus. Modalità, orari di disponibilità e contatti dei ricercatori DUSIC sono pubblicati sul sito web del Dipartimento, all’indirizzo https://dusic.unipr.it/it/comunita_educante_in_contatto.

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Didattica a distanza, confermato il supplente anche se rientra il docente titolare

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Risultano provvidenziali le risorse specifiche stanziate dal Governo per la salvaguardia dei contratti dei docenti con contratto di supplenza temporanea: nei giorni di sospensione delle attività didattiche, che potrebbero protrarsi nel tempo permettono, infatti, di seguire con costanza gli alunni, seppure da casa, mantenendo in vita la continuità didattica in questo particolare e difficile periodo di stop delle lezioni in presenza, a seguito dell’emergenza da Coronavirus. Il ministero dell’Istruzione ha dato seguito all’assegnazione. Anief plaude al provvedimento: “Era necessario – spiega il suo presidente Marcello Pacifico – per avere immediatamente a disposizione i docenti per la formazione da casa via internet. Senza questa deroga, infatti, le scuole avrebbero potuto confermare le supplenze solo dopo la ripresa delle attività didattiche, ovvero dopo aver potuto appurare l’effettiva mancata presa di servizio del titolare”. Ha fatto bene il Governo a prevedere la conferma dei supplenti, anche in caso di rientro in servizio del collega di ruolo titolare della cattedra. La disposizione è stata approvata da alcuni giorni, con il decreto “Cura Italia”, il DL n. 18 del 17 marzo 2020: all’articolo 121 si prevede che al fine di favorire la continuità occupazionale dei docenti già titolari di contratti di supplenza breve e saltuaria, nei periodi di chiusura o di sospensione delle attività didattiche disposti in relazione all’emergenza sanitaria da COVID-19, il Ministero dell’istruzione assegna comunque alle istituzioni scolastiche statali le risorse finanziarie per i contratti di supplenza breve e saltuaria, in base all’andamento storico della spesa e nel limite delle risorse iscritte a tal fine nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Le istituzioni scolastiche statali stipulano contratti a tempo determinato al personale amministrativo tecnico ausiliario e docente provvisto di propria dotazione strumentale per lo svolgimento dell’attività lavorativa, nel limite delle risorse assegnate ai sensi del primo periodo, al fine di potenziare le attività didattiche a distanza presso le istituzioni scolastiche statali, anche in deroga a disposizioni vigenti in materia. Con la Nota n. 392 del 18 marzo 2020, il ministero dell’Istruzione specifica che la disponibilità del contratto “potrà essere assicurata “in deroga alle disposizioni vigenti”, attraverso “le risorse necessarie alla stipula di contratti di supplenza breve e saltuaria”, le quali “saranno assegnate in base alla spesa sostenuta dalla singola istituzione scolastica nel triennio precedente nel mese di marzo. Il dirigente scolastico pertanto avrà cura di verificare che gli incarichi di supplenza breve vengano attribuiti entro i limiti delle risorse assegnate. Con successiva comunicazione massiva, il competente ufficio di questo Ministero provvederà a rendere noto l’importo disponibile presso ciascuna istituzione scolastica”. La rivista Orizzonte Scuola, rispondendo ad alcuni quesiti di docenti precari interessati alla conferma della nomina, ha quindi specificato che “non vi è dubbio che bisogna prendere come riferimento i limiti temporali di chiusura o di attività didattiche, che a seconda delle zone interessate dai DPCM che sono succeduti, decorrono o dal 3 febbraio o dal 5 marzo, fino (al momento) al 3 di aprile per tutta Italia. Tutti i docenti che in questi limiti temporali avevano (o hanno) un contratto di supplenza hanno diritto alla proroga della supplenza”. Inoltre, proprio “la Nota MI n. 392 del 17 marzo 2020 prevede la continuità dei contratti in essere di docenza in supplenza breve e saltuaria, a prescindere dunque dall’eventuale rientro del titolare e per tutta la durata dell’emergenza sanitaria.

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Docenti in servizio su sedi distanti, è l’ora della mobilità straordinaria: lo chiede l’Anief

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Con un emendamento al DL “Cura Italia” n. 18 del 17 marzo 2020, il giovane sindacato ha chiesto alla V commissione del Senato di prorogare “per l’a. s. 2020/2021 i termini per la mobilità straordinaria del personale docente di ruolo, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia”, così da permettere loro la collocazione “su tutti i posti vacanti e disponibili, anche in organico di fatto”. Ciò comporterebbe “il rientro dei docenti ‘ingabbiati’, per via dei contorti e poco trasparenti meccanismi di reclutamento operati”.

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Anief chiede alla ministra dell’Istruzione un incontro in teleconferenza per discutere la questione dei diplomati magistrale

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Il sindacato Anief ha oggi inviato una lettera alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, per richiedere un tavolo politico urgente, insieme alle altre organizzazioni sindacali rappresentative, al fine di trovare soluzioni al contenzioso concernente il personale docente e per la copertura dei posti vacanti e disponibili nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria. Infatti, la richiesta arriva alla luce del fatto che nel decreto “Cura Italia” si dispone la sospensione delle procedure concorsuali per 60 giorni, il differimento della discussione dei provvedimenti pendenti presso i tribunali amministrativi e la sospensione dei licenziamenti. Inoltre, va posta attenzione all’indispensabile lavoro assicurato, anche nella didattica a distanza, dall’attuale personale docente di ruolo che è stato inserito con riserva, che ha superato l’anno di prova, e del personale docente precario anche in possesso di diploma magistrale nella scuola primaria e dell’infanzia, nonché della scuola secondaria di primo e secondo grado. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “abbiamo chiesto di convocare con urgenza un tavolo politico, in teleconferenza, per discutere della problematica, al fine di far ripartire nel migliore dei modi l’Istruzione pubblica, in virtù della necessità di un corretto avvio del prossimo anno scolastico, senza ricorrere al più alto numero di contratti a termine registrato negli ultimi dieci anni”. “Ricordiamoci che stiamo parlando di persone in carne e ossa, in molti casi ultra 40enni, con famiglia e figli. E con un progetto di vita da portare avanti. Tuteliamo loro per tutelare la Scuola”, ha concluso Pacifico.

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Anziani a rischio: Occorre maggiore protezione

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Nell’emergenza per il coronavirus, che viviamo ormai da oltre un mese, chiediamo attenzione da parte delle istituzioni nei confronti delle persone più a rischio in assoluto di contagiarsi: gli anziani in istituto. Le più recenti e tragiche cronache di Rsa e case di riposo messe in isolamento per l’alto numero di positivi al test, rivela il fatto che in molti casi non si è messo in sicurezza il personale che li assisteva, ugualmente vittima di questa grave mancanza. Si poteva e si doveva infatti assicurare che i lavoratori di queste strutture fossero protetti per garantire la loro salute come quella delle persone ospitate.Se non si è attivata questa rete di protezione è per una cultura troppa diffusa, quella che nega pari dignità alla vita delle persone più fragili con conseguenze potrebbero essere catastrofiche, come numero di vittime, per il tipo di strutture “chiuse”, in cui gli anziani sono ospitati.Per tutti questi motivi la Comunità di Sant’Egidio chiede al governo e alle regioni di disporre con urgenza una task force di medici e operatori sanitari che controlli la situazione all’interno di istituti come Rsa, case di riposo e altre strutture di ospitalità, prima che sia troppo tardi per chi vi risiede e chi vi lavora.Si sollecita anche, con uguale urgenza, l’invio di mascherine, disinfettanti, ventilatori, bombole di ossigeno e altri dispositivi medici e di protezione – di cui spesso le stesse strutture sono carenti – nonché la sanificazione degli ambienti a rischio.
Ne va della coscienza civile di un Paese che non può assistere impotente all’ecatombe di una generazione che ha dato tanto in lavoro, cultura e benessere a chi è più giovane.

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Il nuovo scenario di emergenza rischia di generare un forte stress psicologico

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

A lungo andare può avere serie conseguenze anche sulla salute. Per questo, noi di Soggetto Giuridico esprimiamo forte apprezzamento per iniziative come quella dell’Ordine degli psicologi, che si è attivato per fornire supporto sulla gestione della crisi alle autorità e ai cittadini, oltre a proporre un teleconsulto gratuito. In questi giorni sono numerose le offerte di sostegno. Anche la Società psicanalitica italiana ha infatti messo a disposizione un servizio di ascolto gratuito per problemi connessi all’emergenza coronavirus, mentre diverse sono le iniziative a livello regionale e locale.Noi di Soggetto Giuridico crediamo che per superare l’emergenza sia fondamentale la risposta psicologica che ogni cittadino saprà dare. Poter disporre di assistenza personalizzata è un servizio che in questa fase deve essere garantito. Come si è fatto per i medici, anche per gli psicologi laureati sarebbe opportuno procedere all’abilitazione automatica su richiesta degli interessati. Non solo perché ce n’è bisogno oggi, ma perché potrebbe essere ancora più necessario nei prossimi mesi, quando le persone dovranno affrontare le conseguenze economiche della crisi. Di fronte al veloce evolversi della crisi, crediamo anche necessaria una particolare attenzione alla comunicazione da parte delle istituzioni, evitando toni troppo rassicuranti e al contempo allarmismi ingiustificati. Siamo convinti che occorra trovare un giusto punto di equilibrio per combattere con successo l’emergenza e le sue conseguenze psicologiche. Rivolgiamo la stessa richiesta ai media, che nonostante i rischi stanno raccontando quanto succede nel nostro Paese: è importante che continuino a svolgere al meglio il loro lavoro cercando di evitare eccessi di qualunque tipo nell’esercizio del diritto di cronaca che è essenziale per ogni democrazia. (fonte: http://www.soggettogiuridico.it)

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La Cciaa rilascia il certificato di “forza maggiore” per l’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

La Camera di Commercio di Pordenone-Udine rilascia alle imprese che ne facciano richiesta i certificati di sussistenza di cause di forza maggiore, ossia documenti che permettono alle aziende di rappresentare alle controparti estere eventuali impedimenti nell’esecuzione di obblighi contrattuali, a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Il via libera è arrivato con una recentissima circolare del Mise. Le imprese interessate di entrambi i territori di Pordenone e Udine (sono molte quelle che chiedono informazioni agli uffici a riguardo) possono mandare la richiesta senza necessità di recarsi in Cciaa, ma semplicemente inviando una mail a commercioestero@ud.camcom.it, dichiarando di aver sospeso l’attività in seguito al Dpcm del 22 marzo e ottenere sempre via mail l’attestazione camerale da poter inoltrare ai clienti.

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Via libera ai primi 400 mila euro per le imprese

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

La giunta ha varato il “Bando per il credito straordinario Covid” per abbattere le spese sostenute per le commissioni di garanzia sui finanziamenti richiesti dalle imprese per far fronte alle difficoltà del momento. La giunta della Camera di Commercio di Pordenone-Udine vara il “Bando credito straordinario Covid”. Per sostenere le imprese favorendo l’accesso al credito, in collaborazione con i Consorzi Garanzia Fidi, l’ente ha dunque dato il via libera, nella seduta di oggi pomeriggio (venerdì 27 marzo) a un primo stanziamento di urgenza di 400 mila euro. L’intervento economico viene garantito tramite l’abbattimento delle commissioni di garanzia rilasciate da Confidi o fondi pubblici di garanzia che le aziende richiedano per ottenere un credito straordinario necessario ad affrontare l’emergenza.L’agevolazione concedibile per ciascuna impresa consiste in un contributo a fondo perduto, in conto capitale nella percentuale del 100%, delle spese sostenute. Il contributo massimo è pari a mille euro per richiedente. Le domande saranno presentabili a partire dal 31 marzo e fino al 31 luglio.“Si tratta di piccoli contributi, ma sono subito a disposizione delle imprese e speriamo possano essere d’aiuto – ha spiegato il presidente Giovanni Da Pozzo –. Ci siamo adoperati, assieme agli uffici, per rendere più agevole possibile la presentazione delle domande da parte delle imprese, semplificando al massimo il carico burocratico”. Le aziende dovranno infatti presentare solo le delibere di ottenimento del finanziamento e della garanzia, con l’attestazione del pagamento. Il bando sarà pubblicato nei prossimi giorni e il plafond è stato ricavato in via urgenza grazie alla revisione di alcune poste del bilancio camerale e a risparmi di spesa. “In giunta abbiamo fatto questo primo passo, ma sicuramente ne seguiranno altri nelle prossime settimane – ha confermato Da Pozzo –: siamo di fronte a una situazione eccezionale e di grandissima complessità, ma saremo in prima linea. Siamo tutti impegnati, assieme al nostro personale, per riorganizzare il lavoro in modo da essere di maggior servizio possibile alle imprese che si rivolgeranno a noi, anche rendendo rapide tutte le liquidazioni”.

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Economia e salute: Quando usciremo dalla paralisi?

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Commento a cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager Moneyfarm in abstract. Se ci fosse ancora bisogno di un’ulteriore conferma è giunta dai dati PMI europei (https://www.markiteconomics.com/ Public/Release/PressReleases), che sono scesi a livelli piú bassi da oltre 20 anni, ossia da quando esistono questi indici. Il ‘flash’ IHS Markit Eurozone Composite PM si è attestato a marzo a 31.4, crollando dal 51.6 e facendo registrare il più grande calo mensile da quando vengono effettuate le rilevazioni. Negli Stati Uniti le richieste per i sussidi di disoccupazione, un proxy dell’andamento del mercato del lavoro, hanno superato i 3 milioni, una cifra record che aiuta a dare un senso su quelli che sono stati gli effetti, almeno temporanei, di questa crisi sul mercato del lavoro. Non c’è più, quindi, nessun dubbio: siamo ufficialmente in recessione. Quello su cui ora si interrogano gli analisti è quanto possa essere significativa questa recessione. Le previsioni si muovono all’interno di un ventaglio piuttosto ampio, che riflette l’incertezza che esiste in questo momento riguardo all’affidabilità dei dati in un contesto che muta così velocemente. Le più negative arrivano a toccare picchi del -30%, una contrazione senza precedenti. D’altronde un dato del genere non stupisce, con l’economia globale virtualmente congelata e oltre un terzo della popolazione mondiale in quarantena.
Tornando alle notizie e ai dati, nonostante il conforto limitato che ci offrono in questo momento, lavorano per confermare la tesi prevalente: il secondo trimestre sarà caratterizzato da una profonda recessione che sarà ampiamente recuperata nella seconda metà dell’anno, quando l’attività economica riprenderà. Questa è anche la visione che condividiamo, come Moneyfarm, in questo momento. La situazione in cui viviamo è del tutto eccezionale e per capirla dobbiamo dimenticare il modo naturale in cui valutiamo una spirale recessiva. Normalmente quando avviene una recessione la crisi si trasmette dai consumi e dagli investimenti, alla profittabilità delle aziende, poi sul mercato del lavoro e sui prezzi, finché la spirale non si inverte. La politica – in questi casi – può intervenire con scelte anticicliche per invertire la dinamica recessiva.
Un fattore positivo, è che questo tipo di problematiche non riguarda tutti i settori allo stesso modo. C’è una parte dell’economia che subisce questa situazione in modo più grave: immaginiamo i trasporti che sono bloccati per decreto o il settore turistico, che probabilmente resterà in crisi per un periodo più lungo degli altri settori. D’altra parte, ci sono altri settori, come quelli dell’economia digitale e SaaS, che possono continuare a operare senza problemi: non solo, si avvantaggiano di un contesto dove miliardi di persone sono chiuse a casa o devono lavorare da remoto.
In questa situazione, senza precedenti nella storia (quanto di più simile abbiamo avuto sono stati i periodi di guerra), l’azione della politica deve orientarsi in quattro fasi:
· la prima sono gli interventi per garantire che le filiere non collassino durante questo periodo di sospensioni. Tutti gli Stati si sono mossi in ordine sparso, chi con più risorse (come gli Usa, la Germania e il Regno Unito), chi con risorse più limitate. In questo senso ci sembra di poter dire che, generalmente, le risorse in campo per sopravvivere in una situazione di economia congelata, almeno per i prossimi mesi. Nel breve termine l’obiettivo è quello di mantenere il sistema liquido e limitare i danni durante la quarantena.
· La seconda fase sarà, invece, il sostegno alla crescita: in questo senso abbiamo già visto gli stati con più capacità muoversi, ma resta l’incognita della coordinazione internazionale, soprattutto in Europa dove per il momento la capacità di azione sembra pagare le divisioni tra Paesi. Siamo tuttavia convinti che anche l’Europa riuscirà a partorire qualcosa di positivo, messa di fronte a una questione di questa portata.
· La terza partita è quella della gestioni degli sbilanciamenti: possibili crisi finanziarie, strascichi su alcuni settori (come quello dell’aviazione o quello turistico). Per ovvi motivi questa ci sembra a oggi la principale fonte di rischio a ribasso, ancora è difficile valutare la portata degli sbilanciamenti e quali e quante saranno le geografie e le filiere coinvolte.
· Questo tema sarà, probabilmente, accompagnato da una situazione di più lungo periodo di gestione della liquidità, di controllo di possibili spinte inflazionistiche e di ristrutturazione dei debiti pubblici, in quello che potrebbe configurarsi come un nuovo equilibrio finanziario globale da costruire nel prossimo decennio.Per trovare una nota positiva, le valutazioni di medio periodo e il premio per il rischio delle asset class azionarie è estremamente vantaggioso in questo momento: un’opportunità molto interessante per entrare sul mercato con le giuste tempistiche, un’opportunità che dovrà essere colta dagli investitori in un futuro prossimo.
Il vero catalizzatore positivo sarà il controllo della crisi sanitaria: ma anche qui dobbiamo metterci d’accordo su cosa intendiamo. La domanda che i Paesi si devono porre e la cui soluzione, secondo noi, potrebbe essere a portata, non è quella di contenere e sconfiggere la malattia, ma come verranno messi in piedi sistemi e salvaguardie per garantire all’economia di ripartire in attesa di ricercare una cura. In questo senso sembrano incoraggianti i progressi che si sono fatti, solo in poche settimane, riguardo la riorganizzazione dei sistemi sanitari, l‘utilizzo delle tecnologie per i test e i tamponi.Certo il fatto che la comunità scientifica, in questo momento, sia divisa su molti aspetti non aiuta a ottenere un orizzonte realistico, ma abbiamo la sensazione che ogni giorni si aggiungono nuovi elementi di conoscenza e che, se sicuramente è troppo presto per dire che intravediamo la luce, le nebbie dell’incertezza sembrano cominciare a dipanarsi.

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Pandemia e ripresa delle produzioni strategiche in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

In un’intervista al Candido, Rampelli rilancia la centralità dello Stato e la necessità di ripensare il liberismo. “Se circolano liberamente su tutto il pianeta uomini e merci, è impensabile che non circolino virus e batteri. L’abbattimento delle barriere mette in libera comunicazione nazioni con diverse abitudini alimentari, igieniche, sanitarie e conseguentemente è indispensabile aggiornare i propri sistemi di protezione. Ora lo dicono anche illustri virologi, 20 giorni fa lo dicevano solo i presunti ‘razzisti…’”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che, in un’intervista al Candido, traccia le nuove sfide della destra alla luce della crisi sanitaria ed economica scaturita con la pandemia. “È del tutto evidente che d’ora in avanti – ha aggiunto – ammesso e non concesso che il mondo globalizzato sia il nostro destino ineludibile, il dato sanitario dovrà essere il baricentro intorno al quale costruire la società, per garantire la tutela della salute e della vita di persone e famiglie.Sicuramente la crisi sanitaria, così come quella economica che ne consegue, hanno fornito un’altra dimostrazione dell’assoluta necessità di riprendere il controllo diretto – a livello nazionale – delle produzioni strategiche. Priorità che noi sosteniamo da sempre. Il fatto che nella nostra nazione, nel pieno di una pandemia, non esistano mascherine perché devono essere prodotte a pochi centesimi da bambini sfruttati nei capannoni industriali di Shangai è inaccettabile. In alcune filiere dobbiamo essere autosufficienti e tutte le produzioni strategiche devono restare a casa nostra. Non è ammissibile delegare la realizzazione di respiratori artificiali o di altri dispositivi salvavita, alla Germania piuttosto che agli Stati Uniti. La reazione algida che queste nazioni – ma più in generale l’Europa e tutto il blocco Occidentale – hanno mostrato nei confronti dell’Italia nel drammatico momento che attraversa sono un altro indicatore che deve orientare un diverso modo di gestire le proprie relazioni europee e internazionali. L’emergenza sanitaria, insomma, ci aiuta a rimettere in moto la nostra capacità produttiva e a rimettere in ordine le nostre priorità abbandonando stupidi approcci fideistici.Si tratta dell’unico aspetto positivo di una catastrofe senza precedenti”.“Il libero mercato non è assenza di regole, non contempla la concorrenza sleale, non rivendica la pratica del saccheggio del capitale umano e ambientale. Va fermata questa deriva nichilista asservita al più bieco materialismo e restituito un ruolo agli Stati, unici a poter equilibrate il dominio planetario di poche multinazionali nelle quali è concentrata oltre la metà della ricchezza del mondo.In Italia, per esempio non possono giustificarsi operazioni come quella di autostrade – tanto per calarci nella realtà concreta del nostro tempo – in cui i costi delle opere di costruzione della rete sono gravati sullo Stato (cioè sui cittadini), mentre i ricavi sono finiti tutti nelle casse dei concessionari con inaccettabili profitti miliardari con l’aggravante dell’invito e dell’irresponsabilità”. “Sono sicuro che su questi principi di buon senso – ha concluso Rampelli – si possa facilmente trovare una sintonia con tutto il centrodestra, anche quella parte che si ispira a un liberalismo illuminato e non sfrenato, sostenibile e solidale”.

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Preoccupano le ipotesi sulla semplificazione del codice degli appalti

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

“Le misure urgenti che i Governi stanno giustamente adottando in questo difficilissimo momento di emergenza non devono preludere a passi indietro sul fronte ambientale. Al contrario, serve proseguire con decisione verso il Green Deal europeo e italiano, rafforzando la tutela di ecosistemi e biodiversità, anche a garanzia della nostra salute”.
Lo afferma la Lipu-BirdLife Italia dopo aver appreso che sarebbe allo studio la sospensione del Codice Appalti al fine di velocizzare l’assegnazione di tutti gli appalti pubblici, superando le rigidità strutturali nel settore dell’edilizia e nelle opere pubbliche. Preoccupano inoltre, allo stesso modo, le dichiarazioni di Hernest Dorfmann, europarlamentare altoatesino dell’Epp, che chiede di rimandare all’autunno il Green deal e la strategia Farm2Fork, in campo agricolo, prevista per fine aprile.“E’ ormai chiaro che la nostra impronta sul Pianeta ha avuto un ruolo determinante nell’origine della pandemia che stiamo vivendo – afferma Claudio Celada, direttore Area conservazione natura della Lipu – La distruzione degli habitat primigeni e il commercio di specie selvatiche favoriscono il passaggio di patogeni dalle specie selvatiche all’uomo, il cosiddetto Spillover, mettendo nel contempo a nudo, come nel caso del Covid-19, il modello economico dominante, che ha mostrato tutta la sua fragilità e inadeguatezza di fronte a questa emergenza”.“Stiamo pagando un durissimo prezzo in vite umane e sofferenza – prosegue Celada – ma abbiamo finalmente capito cosa può accadere se non ci si prende cura del nostro ambiente. Sarebbe dunque un grave errore se, per il rilancio di un’economia che non può più reggere, si aprisse a un nuovo attacco al territorio mediante la semplificazione della concessione degli appalti, o non si proseguisse speditamente con i percorsi del Green deal europeo e italiano, del Farm2Fork e della Convenzione per la Diversità Biologica, anche per dare forza ai segnali positivi che stanno emergendo, come il divieto da parte della Cina di vendita degli animali selvatici ai mercati.“Oggi il primo obiettivo è salvare vite umane e superare l’emergenza. Dopo questa gravissima fase occorrerà davvero partire con una rivoluzione ambientale, salvaguardando la filiera di produzione e approvvigionamento di cibo, dicendo addio ad un’agricoltura che dissipa le risorse naturali come acqua, suolo e biodiversità, e che avvelena l’ambiente. E ciò ad iniziare dalla futura Pac, incanalando gli investimenti verso modelli di economia sostenibile e dando una speciale attenzione agli ecosistemi, che sono la più grande e preziosa infrastruttura che abbiamo.“Il ritorno alla normalità – conclude Celada – con l’enorme impegno economico e politico che verrà messo in atto, sia all’insegna non del ‘tutto come prima’, ma del ‘tutto molto meglio di prima’.

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E’ crescente il numero degli sfollati e vittime civili nel Myanmar occidentale

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime preoccupazione per il crescente numero di vittime civili e sfollati causato dalla più recente escalation degli scontri nel Myanmar occidentale.Secondo le testimonianze più recenti, sarebbero almeno 21 i civili che hanno perso la vita in seguito a una serie di attacchi condotti all’inizio del mese ai danni dei loro villaggi lungo il confine tra gli Stati di Rakhine e di Chin, in Myanmar. Le perdite frequentemente registrate tra la popolazione civile mettono in evidenza l’elevato costo in termini di vite umane e il forte impatto sulle comunità locali di un conflitto senza fine. Gli scontri tra le Forze armate del Myanmar e l’Esercito Arakan sono proseguiti da quando, a fine 2018, le tensioni si sono inasprite. A partire da febbraio di quest’anno, è stato osservato un netto aumento del numero di vittime civili.L’UNHCR ribadisce i suoi appelli a tutte le parti in conflitto nel Myanmar occidentale affinché garantiscano protezione alla popolazione e alle infrastrutture civili. L’UNHCR si unisce all’appello lanciato questa settimana dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, a tutte le parti in guerra nel mondo a cessare le ostilità a sostegno della più urgente lotta comune contro la pandemia di COVID-19. I civili che si trovano in aree devastate dal conflitto, in particolare gli sfollati, sono particolarmente vulnerabili in questa emergenza sanitaria globale.
Le autorità del Myanmar stimano che, alla data del 16 marzo, fossero oltre 61.000 i nuovi sfollati nello Stato di Rakhine, cifra che rappresenta un aumento di circa 10.000 persone rispetto al mese precedente. Queste hanno trovato riparo in 133 siti differenti. Altre 4.800 persone si trovano sfollate nello Stato di Chin, in 34 siti diversi.Quest’ultima ondata di persone in fuga si è andata a sommare alle oltre 130.000 persone già sfollate nello Stato di Rakhine, la maggior parte delle quali sono rohingya, in tale condizione dal 2012. È probabile che il numero di persone interessate dal conflitto sia notevolmente più elevato, considerato che i movimenti di popolazioni non si sono fermati e che presso alcuni insediamenti si registrano con frequenza nuovi arrivi.Le famiglie costrette a fuggire hanno cercato riparo, ove possibile, nei villaggi e nelle comunità confinanti. Si rifugiano principalmente in edifici religiosi, scuole o presso famiglie locali. Nelle aree remote, le persone colpite dagli scontri stanno costruendo alloggi di bambù e teli impermeabili nei pressi delle risaie.Alcune famiglie sfollate hanno riferito al personale dell’UNHCR impegnato sul campo di aver bisogno con urgenza di cibo, riparo, acqua, servizi igienico-sanitari e articoli per l’igiene. Esprimono preoccupazione anche per la mancanza di servizi essenziali quali l’assistenza sanitaria e l’istruzione per i propri figli. Le famiglie non hanno più accesso ai mezzi di sostentamento e dipendono in misura sempre maggiore dagli aiuti umanitari. Il ritorno nelle aree di origine è ostacolato dal perdurare degli scontri. Il piazzamento di nuovi ordigni esplosivi improvvisati e mine antiuomo espone a rischi ulteriori. Inoltre, è quasi impossibile accedere a informazioni cruciali e affidabili, data l’interruzione della linea internet in nove municipalità dello Stato di Rakhine. In risposta alle esigenze più urgenti, l’UNHCR e i suoi partner, insieme alle autorità locali e agli attori umanitari, da aprile 2019 hanno assicurato assistenza di emergenza e protezione a quasi 57.000 sfollati e alle comunità di accoglienza nello Stato di Rakhine e nelle regioni meridionali dello Stato di Chin. Gli aiuti prevedono la distribuzione di materiali per gli alloggi come teli impermeabili, nonché beni di prima necessità quali indumenti, lampade a energia solare, coperte, materassi e articoli da cucina.
In tutto il Myanmar, sono oltre 312.000 le persone sfollate, la maggior parte negli Stati di Rakhine, Kachin, in quelli settentrionali di Shan, nonché nella regione sudorientale del Paese.

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Yemen: dopo cinque anni di conflitto una pace più che mai necessaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Migliaia di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case nelle ultime settimane a causa del perdurare del conflitto in Yemen, mentre il protrarsi della condizione di sfollati sta aggravando le difficoltà e i rischi a cui sono esposte le famiglie yemenite, ha detto oggi l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati.L’intensificarsi degli scontri nei governatorati di Al Jawf, Marib e Sana’a, nello Yemen settentrionale, a partire da gennaio ha costretto oltre 40.000 persone a fuggire verso la città di Marib e le aree circostanti, a est della capitale Sana’a, secondo i dati in possesso dell’OIM.Una parte delle persone in fuga, tra cui donne e bambini, ha riferito all’UNHCR di non aver avuto altra scelta se non quella di scappare a piedi, camminando per giorni senza cibo né acqua in pieno deserto.I nuovi arrivati si sono uniti ai 750.000 sfollati attualmente accolti nel governatorato di Marib.Dopo anni di conflitto ininterrotto, sfollati e comunità di accoglienza faticano a sopravvivere. Mentre a migliaia continuano a riversarsi nella città di Marib e nelle aree circostanti per mettersi al sicuro, le esigenze umanitarie aumentano rapidamente e l’assistenza e i servizi essenziali sono sottoposti a forte pressione.Servizi pubblici quali ospedali e scuole faticano a funzionare adeguatamente di fronte all’aumentare della popolazione.A Marib molti sfollati vivono presso insediamenti sovraffollati in alloggi di fortuna, e alcune famiglie si trovano a dover convivere all’interno della stessa tenda. Altre persone hanno trovato riparo all’interno di edifici ancora in costruzione.Accedere ad acqua potabile e servizi igienico-sanitari è problematico: una famiglia ha riferito al personale dell’UNHCR di dover condividere l’utilizzo di una latrina con altre 60 famiglie.L’UNHCR esprime timore in merito al fatto che sfollati e comunità di accoglienza sarebbero esposti a rischi ancora più elevati nell’eventualità di una diffusione del COVID-19, considerate la situazione precaria e le condizioni sanitarie disperate in cui vivono.Nonostante gli enormi sforzi profusi dai partner umanitari sul campo, a causa della portata della crisi, per le famiglie sfollate la disponibilità di cibo continua a rappresentare un’esigenza urgente. Alcune madri hanno riferito di aver preso in considerazione di mandare i propri figli a lavorare o a chiedere l’elemosina per strada per far fronte alla situazione.Numerosi sfollati interni sono fuggiti da casa senza portare con se effetti personali o documenti di identità, tra cui i certificati di nascita dei figli. Ora, privi di documentazione legale, molti non possono iscrivere i figli a scuola o accedere a servizi essenziali come l’assistenza sanitaria, mentre altri vivono in condizioni di vulnerabilità ed esposti al rischio di sfratto forzato.L’UNHCR sta lavorando con l’OIM, le altre agenzie dell’ONU e i partner umanitari per garantire assistenza alle persone sfollate.Ad oggi, mediante i partner, l’UNHCR ha assistito oltre 5.000 famiglie sfollate nell’area di Marib con aiuti quali tende, coperte, materassi e set da cucina. Ulteriori distribuzioni avverranno nei prossimi giorni.L’UNHCR, inoltre, prevede di intensificare le attività di protezione, tra cui i servizi di orientamento e consulenza legale, e aiuterà coloro che non sono in possesso di documenti di identità. Oltre a tali misure, sarà assicurato sostegno psicosociale.In una fase in cui si stanno implementando piani di risposta nazionale alla pandemia da COVID-19 che includono yemeniti e rifugiati, l’UNHCR e i partner stanno garantendo sostegno alle misure di prevenzione e preparazione.In un’altra area del Paese, ad Aden, l’UNHCR e i partner stanno conducendo rapide valutazioni delle esigenze umanitarie degli sfollati interni che, questa settimana, sono stati colpiti da forti piogge e inondazioni.
Stime iniziali indicano che sono quasi 3.000 gli sfollati yemeniti gravemente colpiti che hanno subito danni ad alloggi e beni domestici quali materassi, scorte alimentari ed effetti personali. Inoltre, due donne e un neonato di tre mesi hanno riportato ferite e sono stati inviati per la presa in carico in ospedale. L’UNHCR sta lavorando coi partner per mobilitare ulteriori aiuti umanitari.Dopo cinque anni di conflitto, quella in corso in Yemen rimane la crisi umanitaria di più vaste dimensioni su scala mondiale, con oltre 24 milioni di persone bisognose di assistenza e più di 3,6 milioni costrette a fuggire dalle proprie case.L’UNHCR ribadisce che solo una pacifica risoluzione del conflitto può porre fine a ulteriori sofferenze e arginare le esigenze umanitarie della popolazione.

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La task force per i malati oncologici

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

La linea verde SOS LILT 800998877, già attiva nel fornire assistenza psicologica ai malati oncologici in questo difficile momento, potenzia ora, a fronte delle necessità espresse da chi vi si è rivolto dall’inizio dell’emergenza sanitaria, il supporto medico-scientifico con una task force che conta alcuni dei massimi esperti in materia di oncologia, pronti a rispondere ai malati e ai loro famigliari in materia di prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione: insieme al Presidente nazionale LILT, prof. Francesco Schittulli, senologo-chirurgo-oncologo e direttore Breast Unit del Mater Dei Hospital di Bari, risponderanno alle domande pervenute tramite il numero SOS LILT anche il prof. Marco Alloisio, chirurgo toracico e coordinatore chirurgie specialistiche Humanitas Cancer Center di Milano, il prof. Armando Bartolazzi, Presidente Comitato Scientifico Nazionale LILT, oncologo-patologo dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, il Prof. Giuseppe Curigliano, Direttore Divisione sviluppo nuovi farmaci terapie innovative dell’Istituto Europeo Oncologia di Milano e il Prof. Francesco Torino, oncologo Università Ospedale Tor Vergata di Roma. Nel doveroso rispetto delle norme imposte dal Governo, LILT ha continuato la propria attività e, attraverso le proprie Associazioni Provinciali e coordinamenti regionali si è fatta carico di accompagnare il percorso dei malati oncologici e delle loro famiglie, fornendo per altro a varie comunità presidi sanitari necessari e urgenti per far fronte a questa grave situazione di emergenza sanitaria, ancora più drammatica per chi vive o ha vissuto la destabilizzante esperienza cancro.

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Coronavirus. FdI: inviata a governo istanza formale. Governo chiarisca su spostamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

“I gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia della Camera dei deputati e del Senato hanno presentato una formale istanza al governo, affinchè sia fatta chiarezza su quali attività sono lecite nell’ambito delle restrizioni previste dal diffondersi dell’epidemia Covid-19. Infatti, anche consultando il sito del governo nella sezione dedicata alle domande frequenti che dovrebbe chiarire ciò che è consentito fare, rimangono margini di incertezza che a sua volta hanno prodotto in tantissimi cittadini disorientamento e confusione. Il rischio di un mancato chiarimento è quello di un’ottemperanza discrezionale ai divieti, e di multe e divieti, con il conseguente effetto di avere una normativa a macchia di leopardo. Ad esempio, riguardo i genitori separati e divorziati ancora oggi non è possibile conoscere in maniera univoca se, oltre i casi previsti dalla sentenza di affidamento dei figli, sulla base di un accordo dei genitori è possibile o meno prendere e riportare i figli minori o maggiorenni dall’altro genitore. E se questa eventualità sia lecita anche nel caso si tratti di viaggiare da un Comune ad un altro, o di recarsi a casa dei nonni. Così come manca chiarezza riguardo la possibilità di prestare aiuto ad un familiare o un amico che non si trovi in stato di autosufficienza, così come prevede la normativa, ma semplicemente in stato di bisogno; oppure accompagnare chi, non automunito, abbia necessità di spostarsi nelle circostanze previste dalla legge o per raggiungere le attività rimaste aperte, laddove i collegamenti con i servizi pubblici siano precari. Rimane incertezza anche sulla possibilità che i coniugi conviventi possano insieme fare una delle attività consentite, come ad esempio la spesa, o sulla possibilità di svolgere prestazioni di lavoro occasionale nell’ambito di quei settori di attività rimasti attivi, come babysitter o ripetizioni private. Infine, nemmeno sull’utilizzo di mascherine e guanti il governo sembra essere riuscito a dare un quadro chiaro. Posto, infatti, che non è stato stabilito espressamente alcun obbligo è comunque possibile uscirne sprovvisti? O se ne consiglia l’utilizzo? E in questo caso quali modelli sarebbero più efficaci per evitare il contagio? Ecco chiediamo che il governo faccia definitivamente chiarezza, perché non è possibile che gli italiani, già privati di alcune libertà fondamentali, non sappiamo quali comportamenti sono leciti adottare”. Lo dichiarano i capigruppo di Camera e Senato, Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani.

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