Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Archive for 3 aprile 2020

Coronavirus e mascherine: Cornuti e mazziati?

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

L’espressione “cornuto e mazziato” si usa per indicare qualcuno che ha subito un danno e poi una beffa. Nel nostro caso si potrebbe riscrivere “cornuto, mazziato e cornuto”, cioé danno, beffa e danno.Tra le principali raccomandazioni contro la trasmissione del virus c’è l’uso della mascherina. Tutti siamo al corrente delle enormi difficoltà che ci sono per reperirle, tant’è che diverse fabbriche hanno trasformato la propria produzione e tante ne arrivano dagli aiuti internazionali. E sempre tutti sappiamo che allo stato dei fatti le mascherine sono insufficienti e, giustamente, le autorità di vario livello, quelle che ci sono, le danno a chi, più della popolazione media, è in contatto diretto e quotidiano col pericolo di contagio: personale sanitario, forze dell’ordine, addetti ai servizi essenziali, etc.Insomma, le mascherine per tutta la popolazione non ci sono. E non si tratta di una mascherina a testa, visto che la maggior parte dei modelli in circolazione hanno durata sanitaria limitata nel tempo.E’ notorio, inoltre, a parte i creativi che si fanno le mascherine in casa (con possibile pericolo di invalidità della loro funzione protettiva…), che se si va nei luoghi canonici per cercare queste mascherine, il cartello “mascherine esaurite” è una costante, soprattutto nelle farmacie. Poi ci sono i luoghi non canonici… e sono all’ordine del giorno le segnalazione di prezzi e/o qualità indecenti, con altrettanti sequestri da parte delle autorità. Quindi, quelle volte che siamo costretti ad uscire di casa (spesa e farmacia, essenzialmente), tutti quelli che vediamo con le mascherine sono una sorta di “fortunati”. Questa è la realtà.In questo contesto leggiamo di un Sindaco di una città in provincia di Lucca che ha emesso un’ordinanza in cui stabilisce che tutti quelli che vanno nei negozi e negli uffici pubblici, insomma frequentano dei luoghi chiusi, dovranno indossare le mascherine. “E’ prevista una multa che va dai 25 euro fino a un massimo 500”, spiegano dal Comune (1). Sempre questo Sindaco di questo Comune con più di 7.000 abitanti fa sapere (2 aprile) che sono arrivate 4.000 mascherine e altre 4.000 dovrebbero arrivare nei prossimi giorni.Lecito domandarsi come faranno tutti quelli che non hanno le mascherine (e i numeri diffusi ci confortano) per, ad esempio, fare la spesa e andare in farmacia che, mediamente, sono tra le uscite più frequenti dal proprio confino. Sembra, quindi, che debbano mettere in conto, oltre ai soldi per cibo e medicine anche una multa di 25/500 euro. Signor Sindaco, che è anche un noto chirurgo,…. ma si rende conto di cosa sta facendo? Siamo convinti che lei agisce convinto di farlo per il bene dei suoi amministrati… ma non ce ne voglia se ci viene il dubbio che la gara che ha intrapreso per mediaticamente contribuire a mostrare il muso duro della legge, si possa ritorcere proprio contro i suoi amministrati che sta cercando di tutelare.Chissà quante altre storie del genere ci sono nel nostro Stivale. Continueremo a cercarle non per mettere alla berlina i loro promotori, ma per cercare di far capire a questi amministratori di calibrare con attenzione, razionalità, umanità e buon senso tutto quello che fanno per il bene pubblico: l’oggi, oltre a servire per l’immediato, serve anche a capire e configurare il domani.(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Sassoli: La BEI deve essere coraggiosa

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in occasione della riunione del Consiglio di Amministrazione della Banca europea per gli Investimenti. “La Banca europea per gli investimenti ha recentemente annunciato misure che mobiliteranno fino a 40 miliardi di euro per aiutare le PMI colpite dalla crisi del Covid-19.Anche se questa misura è importante, ci aspettiamo una risposta coraggiosa da parte della BEI per mitigare gli effetti di questa crisi.È necessario esplorare ulteriori sinergie tra la BEI, le istituzioni europee, le banche di investimento nazionali, le banche commerciali e i governi per fornire assistenza d’emergenza ai settori e alle imprese colpiti dalla crisi”.

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European Parliament to hold extraordinary plenary on 16 and 17 April

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

The EP’s President and political group leaders decided to hold an extraordinary plenary to continue with parliamentary work on the special measures to fight the pandemic.Parliament’s President and political group leaders (Conference of Presidents) held a remote meeting on Thursday morning and agreed to convene an extraordinary plenary session on Thursday 16 and Friday 17 April in Brussels.On the agenda will be a debate with Council and Commission and a vote on a resolution on EU coordinated action to combat the COVID-19 pandemic and its consequences. The EP is also ready to vote on any legislative or budgetary proposals prepared in time by the European Commission to further address the current situation.The Conference of Presidents updated the EP’s calendar of activities to introduce additional dates for remote meetings for EP governing bodies, committees and political groups. You can find it here.Group leaders also raised concerns about the emergency measures recently adopted in Hungary. A majority of the groups asked President Sassoli to relay their concerns in a letter to the Commission, asking them to evaluate the situation and consider activating the Article 7 procedure of the Treaty on European Union (TEU). This procedure would allow the EU to ensure that European core values are not at risk.The current precautionary measures adopted by the European Parliament to contain the spread of COVID-19 do not affect work on legislative priorities. Core activities are reduced, but maintained to ensure the institution’s legislative, budgetary, scrutiny functions are maintained. Parliament has agreed to introduce an alternative remote voting system. Based on public health grounds, it will enable votes to take place, with adequate safeguards to ensure that Members’ votes are individual, personal and free.

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Covid-19. Vendibilità test in farmacia: le indicazioni da Iss e Comitato tecnico del Ministero

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Come parte della strategia per superare l’emergenza coronavirus c’è anche quella di avere un quadro epidemiologico di chi, pur come asintomatico o paucisintomatico, ha contratto l’infezione e tra gli strumenti su cui si sta ragionando ci sono i test sierologici, che misurano la presenza di eventuali anticorpi nella popolazione. Alcune Regioni, come il Veneto, hanno definito un piano per cercare di sottoporre dapprima gli operatori sanitari e poi la popolazione generale a screening (Progetto per la diagnostica sierologica di Covid-19). Intanto, per quanto riguarda i test rapidi si stanno sviluppando pratiche commerciali dubbie rivolte ai cittadini, tanto che settimana scorsa è stato registrato un intervento dell’Antitrust che ha stabilito la chiusura di un sito web di vendita che creava false aspettative attorno all’autodiagnosi.
Da parte delle farmacie ci si sta interrogando sulla possibilità di trattare alcuni di questi test ed eventualmente su quali abbiano una base scientifica e al momento da parte di Federfarma – che in una circolare di oggi ha registrato un primo parere dell’Iss – viene rimarcato come «l’OMS stia attualmente valutando circa 200 nuovi test rapidi basati su differenti approcci» per i cui risultati occorrerà aspettare.Sono diverse le richieste di chiarimento sulla vendibilità in farmacia dei test rapidi e da parte di Federfarma c’è stato un interessamento delle «Autorità competenti con due note, del 13 e del 18 marzo, per acquisire le indispensabili e preventive indicazioni sulla vendibilità». In particolare, i quesiti hanno riguardato due prodotti: «Coronavirus Quick Test dell’azienda Superbio e Vivadiag».
Sul primo prodotto, oggi è arrivata la risposta dell’Iss, che ha sottolineato come «non sia disponibile alcun dato che comprovi l’attendibilità scientifica del dispositivo» e «non è possibile dispensarlo (a utilizzatori profani) tramite le farmacie».Per «essere destinato all’uso dei profani» è necessario «il coinvolgimento di un Organismo Notificato per il processo di valutazione della conformità (deve essere certificato in base all’Allegato III.6 della Direttiva 98/79/CE). Tale processo prevede che sul dispositivo e nelle Istruzioni per l’uso venga apposto il marchio CE seguito dal numero dell’Organismo Notificato che ha rilasciato la certificazione». Non essendo presenti tali indicazioni «in nessuno dei documenti esaminati, e anche per le informazioni a corredo fornite con le istruzioni per l’uso, il prodotto non risulta conforme alla Direttiva sia per l’uso professionale che per l’utilizzo da parte dei profani».In generale, informa il comitato, «l’Organizzazione Mondiale della SanitaÌ (OMS) sta attualmente valutando circa 200 nuovi test rapidi basati su differenti approcci e che sono stati portati all’attenzione dell’Agenzia; i risultati relativi a quest’attività di screening saranno disponibili nelle prossime settimane. In attesa di questi risultati, il CTS ribadisce che l’approccio diagnostico standard e internazionalmente accettato rimane quello basato sulla ricerca dell’RNA virale nel tampone rino-faringeo. Il CTS ritiene indispensabile la conduzione di valutazioni comparative tra i risultati ottenibili attraverso l’impiego dei tamponi e i test rapidi nell’ambito di studi rigorosamente condotti e condivide con le Regioni la disponibilità a fornire suggerimenti nel merito». In sostanza, l’invito è, alla «cautela» in particolare «nell’impiego di test non validati. Il CTS è disponibile a fornire opinioni e suggerimenti alle Regioni che lo dovessero richiedere». (by Francesca Giani fonte: Doctor33)

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Atelier Montez: L’arte ai tempi del coronavirus

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Tutto il mondo dell’arte è fermo. Le gallerie sono chiuse, i musei più forti tentano di promuovere i proprio contenuti via social, gli artisti combattono duramente per trovare la vita e l’energia da imprimere nelle proprie opere. Ai tempi del coronavirus, l’arte sembra un bene terziario, qualcosa di cui si può far a meno. O, ancor peggio, addirittura qualcosa di pericoloso. In un contesto storico così complesso, un barlume di speranza viene lanciato dal noto Atelier Montez, spazio creativo e polifunzionale creato da Gio’ Montez e situato in zona Pietralata, a Roma, che intende lanciare una proposta, o forse una sfida, a tutti gli artisti, italiani e non. Nasce “Be**pArt”, una call aperta a tutti gli artisti, artigiani e creativi, per la realizzazione della mostra d’arte collettiva più grande al mondo, che sarà organizzata entro la fine dell’anno 2020. Con l’obiettivo, magari di conquistare un nuovo Guinness World Record. Per partecipare è necessario effettuare l’iscrizione inviando via mail il modulo firmato con una fotocopia del documento, oltre a far pervenire in Atelier Montez le 30 opere in conto vendita entro e non oltre il 31/05/2020.I primi artisti ad aderire al progetto, a poche ore dal lancio, sono stati Claudio Meli, Raffaella Silvi, Turi Sottile, Kristina Milakovic, Fabio Imperiale, Walid Cheick, Marco Galletti Kaey, Akira Zakamoto, Alessandra Carloni, Marco Crispano, Jos Diegel, Cheick Zidor, Corinna Mayer, Stefan Stichler.
Gli artisti possono accedere alla pagina web dedicata a be**pART (https://lnx.montez.it/progetto-artivisive-bep-art/) e scaricare l’Allegato1 “Produttore Indipendente be**pART”. Poi compilarlo e inviarlo firmato, aggiungendo una fotocopia firmata del documento di identità, all’indirizzo montez@pec.it oppure a mezzo raccomandata A/R indirizzata a: Atelier Montez Via di Pietralata 147/AB, C.A.P. 00158 Roma (Rm) Italy. Si riceverà così una prima mail di conferma e si potrà procedere con la richiesta di iscrizione.Gli artisti potranno così realizzare il primo pacchetto produzione: trenta opere d’arte bidimensionali uniche e non replicabili, firmate e/o autenticate, di formato massimo 10×10 cm, che siano appendibili a un chiodo. Si avrà tempo sino al 31 maggio 2020 per far pervenire le opere in Atelier Montez, a pena di esclusione dal concorso. Farà fede la data di spedizione apposta sul timbro postale del pacchetto inviato. All’arrivo delle opere, verrà inviata una nuova mail con le istruzioni per completare l’iscrizione e accedere al proprio backend personalizzato nella nuova piattaforma web Be**pArt.Da questo momento l’artista sarà ufficialmente un “Produttore Indipendente” del circuito Be**pArt e potrà accedere alla piattaforma web inserendo nome utente e password e gestire il proprio profilo personale. Tutti coloro che avranno effettuato con successo l’iscrizione a be**pART riceveranno un questionario telematico con delle domande relative alla propria attività artistica, così da calcolare il proprio coefficiente di artista, utile alla determinazione del prezzo di vendita delle opere esposte in conto vendita.Sul proprio profilo si potrà aggiornare le foto, interagire con gli altri utenti, condividere le opere e inserire i dati per ricevere i pagamenti. Si potrà, inoltre, accettare o rifiutare una proposta di acquisto che sarà avanzata da Atelier Montez, ricevendo subito sul proprio conto l’onorario per la vendita delle opere. Oppure si potrà anche decidere di rimetterli in vendita ad un prezzo diverso da quello proposto da Atelier Montez. In alternativa si può anche cambiare idea e rientrarne in possesso, in qualsiasi momento. Le opere più popolari verranno battute all’asta nel mese di dicembre 2020. Sarà inoltre pubblicato un catalogo che raccoglierà tutte le opere prodotte dai Produttori Indipendenti aderenti all’iniziativa. La mostra Be**pArt sarà visitabile presso Atelier Montez da giugno a dicembre 2020, tutti i giorni esclusi i lunedì, negli orari di apertura 18-22 o su appuntamento.

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Riscoprire i piaceri della lettura

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

In questo periodo di isolamento sono tanti gli italiani che stanno riscoprendo alcune delle loro passioni e aspirazioni. C’è chi ha iniziato quel corso di pilates procrastinato da mesi, chi si sta impegnando nello studio di una nuova lingua, ma soprattutto sono sempre più numerosi quelli che, avendo maggiore tempo a disposizione, si stanno dedicando alla lettura.Pur non essendo una nazione di lettori incalliti, la quarantena sta dando l’opportunità anche agli italiani più pigri di aprire le pagine di un libro e ritagliarsi del tempo per sé.Parliamo di pagine perché, secondo il sondaggio che Wiko, il brand franco-cinese di telefonia, ha effettuato sui suoi follower di Instagram, nel 78% dei casi il libro cartaceo è preferito ai vari e-book e supporti digitali. Il fascino della carta resta intatto e, c’è di più, la trama del libro – spesso riportata sulla sovraccoperta – è ciò che conquista il 60% dei lettori.È così che Wiko, da sempre sostenitore di un utilizzo moderato, etico e coscienzioso dello strumento smartphone, ha voluto supportare questa virtuosa riscoperta della lettura interpellando una nota “book influencer” italiana, Petunia Ollister.Petunia, che fotografa con la tecnica del flat lay le sue book breakfast su Instagram fornendo spunti di lettura ai suoi follower, ha fornito 3 utili consigli a Wiko per affascinare e formare i nuovi lettori di domani.
Quali libri riscoprire? È il periodo giusto per affrontare con la dovuta tranquillità i libri di grande mole – consiglia Petunia – quelli che ci hanno sempre un po’ spaventato per il timore di non riuscire ad arrivare alla fine. Autori classici come Victor Hugo, Fëdor Dostoevskij, Honoré de Balzac, Charles Dickens, Thomas Mann ma anche contemporanei come David Foster Wallace, Don DeLillo, Haruki Murakami e Stephen King sono ideali per farci compagnia in queste lunghe giornate.
In quali momenti leggere? Siamo tutti in casa, si sa, ma non siamo in vacanza, motivo per cui il tempo di lettura deve essere scelto accuratamente tra gli impegni di lavoro e quelli che impone la vita familiare. Il miglior momento per leggere, secondo Petunia, è la sera dopo cena, con lo stesso spirito con cui si affronta una serie TV «chissà cosa succederà adesso?». Ma anche la mattina, prima di affrontare il lavoro, come quando recandoci in ufficio ci ritagliamo il tempo per leggere sui mezzi pubblici.
Ben il 74% dei rispondenti alla survey di Wiko sostiene di leggere tra le mura domestiche, molto più che in viaggio (26%). Ecco quindi che questa quarantena potrà essere vissuta alternando il più moderno e tecnologico smartphone al classico libro.

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Covid 19: Cosa si sta succedendo all’economia europea?

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

La crisi sanitaria ed economica ci impongono un cambio di passo mai prospettato prima, quali sono le sfide da affrontare una volta usciti dalla pandemia? “COVID-19: Post pandemic world – what is going to happen to the EU economy?” Questo il titolo del terzo evento online che si è tenuto ieri attraverso i social di Volt Italia e che ha visto come protagonisti Andi Shehu (Presidente Volt Italia), Giulia Pastorella (+Europa, Azione), Paolo Brunori (Ricercatore in economia politica) e Pietro Panizza (Phd in economia all’Istituto Universitario Europeo).”L’Europa deve dare una risposta collettiva alla crisi, pena una frattura irreparabile. Tale risposta esiste e si chiama Eurobond, esitare adesso può avere conseguenze irreversibili: serve una strategia coordinata tra tutti i paesi europei per affrontare questa che è una causa comune”. Queste le parole di Andi Shehu presidente di Volt Italia. ”Di fronte all’imprevedibilità delle circostanze è necessario un cambiamento di mentalità”. “Lo scontro tra Paesi del nord del sud Europa ci fa vedere un Unione Europea che non è quella che abbiamo sempre auspicato” sottolinea Giulia Pastorella che ha espresso opinioni forti circa la gestione dei danni collaterali di questa crisi. La risposta ad un male comune deve prevedere azioni comuni, coordinate, e soprattutto veloci. Il coronavirus colpisce tutti indistintamente senza guardare a confini, popoli, età. La risposta deve essere chiara, essere un segnale di solidarietà di fronte a una crisi sanitaria ed economica senza precedenti.Il post pandemia si costruisce oggi con le scelte che facciamo. Speriamo e auspichiamo che siano quelle giuste. (by Silvia Bertini)

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Prezzi: Istat, inflazione a marzo +0,1%

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Secondo i dati provvisori di marzo resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un aumento su base annua dello 0,1%, da +0,3% di febbraio.”Ottima notizia il rallentamento dell’inflazione, ma purtroppo il dato è falsato dall’effetto Coronavirus. Dal punto di vista della spesa dei consumatori, infatti, si registra un peggioramento. Mentre il calo dei carburanti, per via dei ridotti spostamenti, non produce alcun effetto reale sulle tasche dei consumatori, il rialzo dei prodotti alimentari e bevande analcoliche, +0,4% in un solo mese, +1,2% su base annua, il quadruplo rispetto a febbraio, quando era +0,3%, determina un aggravio di spesa non indifferente. Per una coppia con due figli si tratta di un aumento del costo della vita di 91 euro per i soli acquisti alimentari, 80 per una coppia con un figlio e 66 per una famiglia media” prosegue Dona.”Questi rincari, inoltre, sono in realtà ancora peggiori. Anche se i prezzi dei beni alimentari sono saliti ufficialmente dell’1,2% su base annua, gli italiani, in termini di spesa, hanno subito rialzi ben maggiori dell’1,2%. Infatti, gli spostamenti ridotti alle situazioni di necessità, per via dell’emergenza Coronavirus, non consentono più alle famiglie di fare shopping come una volta, confrontando i prezzi di più esercizi o andando nel centro commerciale collocato fuori del proprio comune di residenza, dove erano soliti andare per risparmiare. Quindi anche se i prezzi restassero uguali, la ridotta mobilità del consumatore si tradurrebbe comunque in maggiore spesa. Nei piccoli comuni, si sono create situazioni di monopoli di fatto e, anche se il negoziante correttamente non se ne approfitta e ha lasciato i suoi listini invariati, i suoi prezzi possono essere maggiori anche del 30% rispetto ad una grande catena che sta facendo offerte promozionali. E’ una delle tante conseguenze negative di questa emergenza: molte famiglie, pur avendo le stesse entrate di prima, ora fanno più fatica ad arrivare alla fine del mese. Ecco perché i 400 milioni di euro stanziati dal Governo per i buoni spesa non possono certo bastare” conclude Dona.

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Forum Disuguaglianze e Diversità e ASviS propongono al Governo misure integrative al reddito

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Costruire subito un sostegno immediato al reddito delle persone e delle famiglie per contrastare l’impoverimento e mantenere la coesione sociale e democratica del Paese. Dalla collaborazione tra il Forum Disuguaglianze e Diversità (ForumDD) e l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), assieme a Cristiano Gori, docente di politica sociale all’Università di Trento, nasce una proposta per integrare il Decreto “Cura Italia” e fronteggiare immediatamente la caduta di reddito delle famiglie dovuta alla crisi innescata dalla diffusione della pandemia Covid-19. È il contributo che due alleanze di organizzazioni della società, impiegando le conoscenze e il sentire dei propri associati, danno alle Autorità in un momento grave del paese al fine di completare il lavoro avviato con il Decreto “Cura Italia”.Nell’immediato servono due cose: impedire l’impoverimento delle persone e l’acuirsi delle già elevate disuguaglianze; evitare il collasso produttivo, anche del sistema diffuso di micro-imprenditorialità. La proposta mira a completare in queste due direzioni l’impianto del Decreto, tenendo conto dell’attuale situazione sociale e occupazionale. Lo fa con due proposte di rapida attuazione: l’introduzione del “Sostegno di Emergenza per il Lavoro Autonomo” (SEA) e del “Reddito di Cittadinanza per l’Emergenza” (REM). Il SEA e il REM sono misure temporanee ed eccezionali, la cui durata è uniformata a quella delle prestazioni straordinarie per il lavoro dipendente introdotte in seguito al diffondersi della pandemia. Se le Autorità raccogliessero questo contributo, potrebbero dargli corpo, utilizzando le competenze e i dati di cui dispongono. Il SEA mira a sostituire il bonus una tantum di 600 euro per gli autonomi al fine di sostenere il reddito e tutelare il lavoro. L’importo della misura non è fisso, ma cambia in base alle diverse situazioni: poiché l’obiettivo è di sostenere soprattutto chi è in grave difficoltà, l’ammontare del contributo viene determinato in modo progressivo a seconda delle condizioni economiche del nucleo familiare del lavoratore autonomo. Il SEA punta, inoltre, a mantenere la capacità produttiva del lavoro per cui il suo valore è anche parametrato alla perdita di guadagno (in proporzione al proprio volume abituale di attività), così da supportare in misura maggiore chi subisce più danni.Il REM utilizza i dispositivi del Reddito di Cittadinanza, che viene esteso ai nuovi richiedenti per la durata del periodo di emergenza. L’obiettivo è costruire subito una diga contro l’impoverimento, raggiungendo tutta la popolazione in condizione di necessità e che non beneficia di altre prestazioni di welfare. Il vantaggio di questa misura (sulla quale, nel periodo di crisi, convergerebbero le nuove domande di Reddito di Cittadinanza) è che rimodula uno strumento già esistente e prevede, per velocizzarne l’attuazione: la riduzione della documentazione necessaria, la semplificazione delle procedure, l’informazione automatica degli aventi diritto, la modifica dei vincoli legati al patrimonio mobiliare e immobiliare, l’allentamento temporaneo delle sanzioni legate alla condizione di lavoro irregolare.La proposta si basa su quattro principi: “Nessuno resti indietro”, affinché il pacchetto di azioni raggiunga chiunque venga colpito dalla crisi; “Risposte a misura delle persone” perché è necessario diversificare gli interventi in base alle differenti, e specifiche, esigenze. Il riconoscimento delle condizioni deve costituire l’unico criterio che giustifica risposte differenti evitando trattamenti preferenziali; “La semplicità è la prima strada per sostenere subito chi è in difficoltà”, per mettere in campo prestazioni che siano agevoli da attuare, comunicare e ricevere, come insegna l’esperienza internazionale; “Cominciare oggi a costruire il welfare di domani”: le azioni realizzate nell’immediato devono rappresentare il miglior punto di partenza per quelle che sarà necessario predisporre in seguito.La raccolta firme di adesione, iniziata con il documento “Nessuno resti indietro per colpa del coronavirus” (che ha raggiunto circa 1000 adesioni) continua sulle proposte congiunte del ForumDD e di ASviS.

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Gruppi di Acquisto Condominiali

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Roma, In questi tempi di emergenza si moltiplicano le iniziative di solidarietà promosse da attivisti e gruppi e associazioni di volontariato – anche in collaborazione con i servizi sociali dei Municipi – nei confronti delle persone e delle famiglie più in difficoltà per consegnare cibo e medicine ad anziani soli o fragili o a persone in crescenti difficoltà economiche, avvalendosi della Grande Distribuzione Organizzata.Contemporaneamente, però, molti piccoli produttori locali e cooperative sociali, a causa della chiusura dei mercati contadini e di molti mercati rionali, non hanno più sbocchi commerciali e spesso vedono distrutta la propria produzione, biologica e di qualità.Per rispondere a questo problema e – allo stesso tempo – a quello delle persone costrette a fare lunghissime file davanti ai supermercati, la Rete Romana di Economia Sociale e Solidale (Ress) lancia una campagna per attivare “Gruppi d’Acquisto Condominiali!”. L’idea è semplice: sostenere le economie virtuose dei piccoli produttori biologici a filiera corta disponibili a fare consegne a domicilio collegandoli a gruppi di famiglie di un condominio o vicini di casa o di quartiere che si autorganizzano per ordinare insieme la spesa settimanale che arriverà loro, secondo le norme di distanziamento sociale, con cassette o pacchi distinti
Tramite questa iniziativa – dicono dalla Ress – vogliamo raggiungere tre semplici obbiettivi: aiutare le persone che, responsabilmente, hanno risposto all’appello #io resto a casa; garantire a tutti il diritto al buon cibo a filiera corta e biologico; sostenere i piccoli produttori aggregando le zone di consegna.

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Urso (FdI): governo recepisce proposta FdI su sicurezza nazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

“Il governo ha recepito le nostre indicazioni con la modifica all’articolo 75 inserita in uno dei maxi-emendamenti al decreto ‘Cura Italia’: una toppa assolutamente necessaria, come avevamo subito denunciato, per tutelare i nostri dati e quindi la sicurezza nazionale che era messa a repentaglio dalla norma in deroga predisposta dal Ministero dell’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Ci aspettiamo che altrettanto sia fatto con l’estensione della ‘golden power’ a banche e assicurazioni e soprattutto anche, in via temporanea e straordinaria, ai soggetti dell’Unione Europea, come indicato in altri nostri emendamenti”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir.“È bene che nel campo della sicurezza nazionale ci sia la piena condivisione tra maggioranza e opposizione, soprattutto in questa fase di emergenza. Ci aspettiamo altrettanta attenzione alle nostre proposte sul ‘fondo antiscalate’ e a protezione del patrimonio tecnologico e industriale italiano, con le misure contenute nei nostri emendamenti riguardanti l’operatività di Cassa Depositi e Prestiti e delle risorse delle Fondazioni ex bancarie” conclude il senatore Urso.

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Coronavirus: modifiche fiscali urgenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

In questo particolare e delicato momento storico causato dal Coronavirus (Covid-19), secondo me, purtroppo, il Governo in materia fiscale si sta comportando in maniera confusionaria e contraddittoria. Infatti, con gli ultimi provvedimento governativi:
– non è prevista alcuna sospensione dei pagamenti per gli avvisi bonari, che costringono, quindi, i contribuenti a pagare alle naturali scadenze, con il rischio di sanzioni amministrative del 30%;
– è prevista la sospensione di tutti i pagamenti sino al 31 maggio 2020, con il rischio che dall’ 01 giugno 2020 i contribuenti non riescano a pagare a causa della nota crisi finanziaria in atto;
– è prevista la sospensione di soli 38 giorni (da lunedì 09 marzo a mercoledì 15 aprile 2020) di tutti i termini processuali in sede di contenzioso tributario, compresi gli appelli, anche se ci sono state difficoltà interpretative sull’argomento ed inoltre molti studi professionali sono rimasti chiusi;
– invece, in maniera assurda, è stata prevista la proroga di due anni di tutti i termini di accertamento fiscale, a partire dal periodo d’imposta 2015, il cui accertamento scadrà il 31 dicembre 2022, rispetto al naturale termine del 31 dicembre 2020. A tal proposito, tenuto conto della grave crisi finanziaria ed economica in atto non trovo giustificazione a concedere l’assurda proroga biennale dei termini di accertamento, quando, invece, ai contribuenti è stata concessa soltanto una breve sospensione di giorni 38 per i termini processuali e sino al 31 maggio c.a. per i termini di riscossione, ad eccezione come detto degli avvisi bonari.Secondo me, in sede di conversione del Decreto Legge “Cura Italia” ed in sede di redazione del prossimo Decreto Legge di aprile, il Governo dovrebbe inserire ai fini fiscali le seguenti urgenti e necessarie modifiche:
– innanzitutto, abrogare la proroga biennale degli avvisi di accertamento, lasciando le naturali scadenze dei termini di decadenza;
– sospendere sino al 30 settembre 2020 i pagamenti di tutti gli avvisi bonari;
– sospendere sino al 30 settembre 2020 tutti i pagamenti di riscossione, comprese le iscrizioni provvisorie degli accertamenti esecutivi;
– sospendere tutti i termini processuali sino al 30 settembre 2020 senza alcuna eccezione;
– prevedere una “PACE FISCALE” per definire tutte le controversie in atto nonchè tutti i pagamenti sino ad oggi non eseguiti o parzialmente eseguiti.
La definizione con la “pace fiscale” è giustificata dalla necessaria ed urgente riforma fiscale generale, che deve ridurre sensibilmente l’imposizione fiscale perchè i contribuenti, le aziende ed i professionisti non possono continuare a pagare il 60 o 70% tra imposte e contributi, macigno fiscale che impedirà qualsiasi ripresa economica, nonostante i necessari interventi finanziari dello Stato o, si spera, della Comunità Europea, sino ad oggi rimasta indecisa. Infine, la pace fiscale è giustificata dalla contemporanea riforma della giustizia tributaria, all’interno della riforma fiscale, perchè non si può come oggi consentire che le cause fiscali siano gestite da giudici nominati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) contrariamente a quanto previsto dall’art. 111, secondo comma, della Costituzione, che prevede che il processo deve svolgersi nel contraddittorio tra le parti in condizioni di parità, davanti a giudice terzo ed imparziale; la legge ne assicura la ragionevole durata.
A tal proposito, faccio presente che oggi presso le Commissioni Seconda e Sesta del Senato sono in discussione sei progetti di legge di riforma della giustizia tributaria che hanno ripreso molte mie proposte modificative, come evidenziato nel mio sito (www.studiotributariovillani.it). In definitiva, secondo me, se dopo questo difficile e delicato momento storico l’Italia potrà ripartire, come si spera, tra le misure urgenti, oltre quelle sopra citate, sono necessarie riforme strutturali di natura fiscale, di riduzione sensibile delle tasse e di garanzia del diritto di difesa dei cittadini – contribuenti. By Prof. Avv. Maurizio Villani

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Un ponte con l’Albania

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

«Giffoni ha un grande merito, quello di creare ponti, ponti nuovi tra le persone e le Nazioni. La nuova Europa si costruirà proprio su questi ponti. Giffoni forma classe dirigente e quando i Giffoners saranno leader ciascuno nel proprio settore, allora non dimenticheranno questi ponti». Sono le parole di Erion Veliaj, giovanissimo sindaco di Tirana, in Skype call con il direttore di Giffoni Opportunity, Claudio Gubitosi, per un talk che si inserisce nella campagna #GiffoniaUnMetroDaTe. Ed un ponte solidissimo è quello che proprio in questi giorni unisce l’Italia e l’Albania con l’arrivo dei trenta medici albanesi a sostegno dell’emergenza Coronavirus italiana e le parole accorate del premier Edi Rama che resteranno tra i segnali più potenti di solidarietà di questa pandemia. Il talk, messo in rete su tutti i canali di Giffoni, ha visto dopo soli pochi minuti migliaia di visualizzazioni.Erion Veliaj è un volto noto di Giffoni dove è stato molto apprezzato per il suo dinamismo. E l’Albania è nel cuore di Giffoni: nel lontano 1985 è stata presentata al mondo proprio da Giffoni la prima rassegna di cinema albanese per dare una vetrina internazionale alla creatività e alla cultura cinematografica di questo Paese.«In questi giorni- ha dichiarato Claudio Gubitosi – L’Albania ci ha dato una bellissima lezione di civiltà e di umanità. Quanto tutto questo sarà finito, terremo a Tirana una delle tappe più importanti del nostro tour #Giffoni50. L’ho già comunicato al ministro degli Esteri, Di Maio. Lo faremo nella bellissima piazza Scanderbeg con il coinvolgimento delle università e delle scuole. Sarà un evento bellissimo. E proprio perché tra noi e l’Albania c’è un ponte che ci unisce, l’Albania sarà a Giffoni. Inviteremo il premier Edi Rama e sarà anche l’occasione per presentare una mostra d’arte con le sue opere. Rama è un apprezzatissimo artista che vogliamo conoscere ancora di più».Gli fa eco il sindaco Veliaj: «Sono consapevole – ha detto in collegamento Skype con Giffoni – che il nostro è un Paese dalle possibilità limitate ma credo che non esista altro Paese con un’italofilia come il nostro. Ricordo molto bene la caduta del Comunismo in Albania e quelle navi grandi come montagne che solcavano le acque di Puglia. Non possiamo dimenticare l’accoglienza e l’ospitalità che abbiamo ricevuto dall’Italia. In questa guerra che stiamo vivendo contro il virus la decisione di inviare trenta medici è stato voler dare un’evidenza pubblica a questo sentimento che nutriamo. Tutti gli albanesi ne sono molto fieri. E’ un po’ come la parabola dell’obolo della povera vedova: abbiamo fatto il massimo di quello che è nelle nostre possibilità. Quando vedo che Paesi grandissimi non fanno praticamente nulla e Nazioni modeste fanno tutto quello che possono mi ricorda proprio questa storia della Bibbia. Abbiamo questo rapporto con l’Italia: quello che abbiamo non lo risparmiamo in nome di questa amicizia».Cosa ci resterà di questa vicenda mondiale? Per Erion Veliaj resteranno gli slanci creativi che questa fase sta sollecitando: «Quella che stiamo vivendo – ha spiegato – è una crisi ma può essere anche una grande opportunità. Registro una straordinaria crescita di creatività online. Dopo questa guerra vedremo opere fantastiche suggerite proprio da questa fase così complicata. Il consiglio che mi sento di dare è di usare questa opportunità perché la creatività possa trovare libero sfogo perché questa pandemia entrerà nei libri di storia e la potremo ricordare proprio per questo, come opportunità creativa. E poi come grande momento di solidarietà che vede coinvolto tutta la popolazione. Dobbiamo aiutare soprattutto i nostri nonni. Per i giovani è una grande occasione di diventare protagonisti di questa guerra che insieme stiamo affrontando».

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Attenzione ai farmaci contraffatti

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

“In un momento di massima allerta e grande incertezza come quello che stiamo attraversando, è fondamentale che i cittadini non ricorrano a cure fai-da-te e prestino molta attenzione all’acquisto online dei farmaci: purtroppo molto spesso le piattaforme che offrono il servizio di vendita dei medicinali sono siti non sicuri, non approvati e i farmaci possono essere per di più contraffatti. Proprio oggi, l’antitrust ha disposto l’oscuramento di due siti che vendevano farmaci senza autorizzazione. I siti online per la vendita di farmaci devono essere vere e proprie farmacie, riconosciute e registrate – ha detto Annarosa Racca, Presidente di Federfarma Lombardia -. Comprare farmaci on line da siti non autorizzati è pericolosissimo: i farmaci possono essere privi di principi attivi, con principi attivi diversi da quelli dichiarati e spesso mal conservati. La legge italiana permette l’acquisto online solamente di medicinali senza obbligo di ricetta medica e da siti che fanno capo a farmacie reali, autorizzati dal Ministero della Salute e dalle Regioni e riconoscibili da un apposito logo. Per non rischiare di incappare in rivenditori non autorizzati, ricordo ai cittadini lombardi over-65, non autosufficienti, sottoposti alla quarantena o risultati positivi al Covid-19, che potranno ricevere a casa i medicinali, senza alcun costo aggiuntivo, semplicemente chiamando il numero 02.388.3350. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 09:00 alle 19:00. Il servizio si chiama CRI Pronto farmaco, nuovo servizio per la consegna dei farmaci a domicilio attivato da Federfarma Lombardia e dal Comitato Regionale Lombardia di Croce Rossa Italiana.Inoltre, le farmacie lombarde possono stampare i promemoria delle ricette dematerializzate, secondo le seguenti regole. È sufficiente che il cittadino abbia con sé il codice NRE della ricetta – che può ricevere telematicamente o telefonicamente dal medico prescrittore – e il proprio Codice Fiscale o Tessera Sanitaria. Questa possibilità, combinata con la consegna domiciliare, permette alle persone fragili di evitare di uscire di casa”.

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Sito Inps sovraccarico: il malcontento dei Consulenti del Lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Difficoltà di navigazione che impediscono ai professionisti di poter presentare la documentazione, scaricare la modulistica e lavorare correttamente Tantissime le segnalazioni giunte al Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro sui disservizi del sito Inps che nella giornata di oggi, 30 marzo 2020, non funziona correttamente. Il sito dell’Istituto negli ultimi giorni è
evidentemente sovraccarico per il numero altissimo di visite al portale per scaricare la modulistica o per utilizzare il pin semplificato e richiedere i bonus previsti dal Decreto “Cura Italia”. Diversi, infatti, i problemi di navigazione del portale, di caricamento dei dati e di accesso alla propria area personale. Tale situazione crea un forte malcontento tra i Consulenti del Lavoro, in prima linea
da settimane per garantire corrette informazioni e assistenza alle aziende, ai dipendenti, agli autonomi, per trovare soluzioni che consentano di gestire la crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria da COVID-19. I Consulenti del Lavoro infatti stanno in queste ore affrontando una emergenza senza precedenti, destinata a protrarsi ancora per settimane, con gli strumenti di sempre. E la mancata semplificazione delle procedure, così come i continui rallentamenti dei portali interessati, non aiutano certamente il lavoro dei professionisti.

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Turkey: non-discriminatory release of prisoners in fight against COVID-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

MEPs express their solidarity and support for the increasing efforts to fight the pandemic in Turkey
European Parliament’s standing Rapporteur on Turkey, Nacho Sánchez Amor (S&D, ES), and Chair of the European Parliament’s Delegation to the EU-Turkey Joint Parliamentary Committee, Sergey Lagodinsky (Greens/EFA, DE), said:“We would like to express our solidarity with the Turkish people in these difficult times.Whatever the state of play of our political relationship, we are all on the same side in this and we need to act together to fight the pandemic. We call on the European Commission and the member states to include Turkey in the efforts that the EU is making in this combat, also by mobilising funds from the EU Solidarity Fund or other instruments to help Turkey, if Ankara requests this.
Extraordinary times call for extraordinary measures. We welcome the Turkish government’s plan to substitute prison time with alternatives such as early parole or house arrest, which could apply to up to 100.000 inmates. This measure is in line with the recent call made by UN High Commissioner for Human Rights to all governments.However, it is crucial to apply this in a non-discriminatory and objective way, based on health criteria and on the risks that released prisoners may pose to society.In Turkey, there are currently hundreds of journalists, lawyers, judges, prosecutors, politicians, academics, human rights defenders, artists and others who are in pre-trial detention or serving sentences without evidence that they committed any violent act or crime. To exempt them from the early release measures would represent an aggravated punishment and unjustified unfair treatment, as they do not represent any risk to public security. We urge the Turkish authorities to follow the call made by the UN High Commissioner and release every person detained simply for expressing critical or dissenting political views”.

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Governo. Coronavirus, la memoria, la solidarietà e le opportunità

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

“In questo momento in cui i Paesi più facoltosi hanno voltato le spalle all’Italia, noi, che non siamo ricchi, ma neanche privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all’Italia che gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà”.Sono le parole del primo ministro albanese Edi Rama, nel comunicare che una equipe di medici e infermieri albanesi è in procinto di partire per l’Italia. Ringraziamo l’Albania.E’ la memoria che ha superato fatti tragici, come quello dello speronamento italiano di una nave albanese che provocò 81 morti, o dell’ostracismo nei confronti degli albanesi, classificati prevalentemente come criminali. Alla memoria, breve, ci ricorda quel che è successo negli ultimi anni nei confronti dei nuovi migranti.Ora, il nostro Paese è in emergenza sanitaria ed economica e che ha fatto finora l’Europa lo abbiamo già scritto e ci evitiamo di ripeterlo.Serve immettere liquidità nel sistema, suggerisce l’ex presidente della BCE, Mario Draghi.Vediamo gli strumenti a disposizione.
1. Banca Europea Investimenti (Bei). Ha emesso obbligazioni per 450 miliardi. Le decisioni per gli investimenti sono prese a maggioranza, che ora è detenuta da Germania, Francia e Italia.
2. Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei). Controllato dalla Bei, supporta l’accesso al reddito delle piccole e medie aziende europee.
3. Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (Feis). Moltiplica, con l’effetto leva, gli investimenti pubblici e privati, attraverso prestiti della Bei.
C’è, inoltre la BCE, che si è impegnata a comprare 220 miliardi di titoli di Stato italiani. Una cifra enorme che l’Italia può utilizzare per pagare le spese.
Si è parlato del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Il fondo emette prestiti per assicurare assistenza finanziaria ai Paesi in difficoltà. Ricordiamo, per memoria, che il Mes è stato approvato dal governo Conte1, con Di Maio e Salvini vicepremier, e dal Parlamento, in auge il governo Conte2, sostenuto da M5S e PD. Ora, il governo Conte2 e l’opposizione sono contrari all’utilizzo del Mes per le condizioni onerose previste da tale meccanismo.Si discute di Eurobond (definiti Coronabond in questo momento) che sono titoli di Stato emessi dai Paesi dell’Eurozona. In sintesi, è una emissione di debito congiunto, il cui onere di restituzione è a carico collettivo.La Germania, e altri Paesi del NordEuropa, osteggiano tale soluzione perché temono che se i governi nazionali saranno autorizzati ad emettere Eurobond, si aprirebbe il varco a spese “libere” che verrebbero successivamente addossate a tutti i Paesi partecipanti.E’ stata richiamata la solidarietà, ricordando quella dei Paesi che tagliarono i debiti di guerra alla Germania e sottolineando che l’Olanda (il paese più contrario) gode di privilegi fiscali e che, quindi, non è nelle condizioni di alzare il ditino ammonitore.Nei prossimi giorni si discuterà.Certo è che se i meccanismi di solidarietà non saranno attuati si darà un duro colpo alla Ue e al suo futuro.Riteniamo che la cancelliere Angela Merkel non vorrà concludere la sua carriera politica come la responsabile dell’affossamento dell’istituzione europea. Margini di manovra ci sono. Il ministro degli Esteri tedeschi, Heiko Maas, ha dichiarato: “Quello che conta è essere solidali, anche sul piano finanziario, aiutando dove c’è maggiore urgenza”. Il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, afferma che ci vuole più Europa.I prossimi giorni saranno determinanti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Reumatologia: Al via il registro Sir per i pazienti

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

È attivo il Registro Coronavirus e Malattie Reumatologiche della Società Italiana di Reumatologia (SIR). Il nuovo progetto si pone l’obiettivo di monitorare l’impatto della pandemia di COVID-19 su una categoria considerata a rischio: i pazienti reumatologici. Il Registro è attivo su tutto il territorio nazionale e a tutti i reumatologi italiani viene richiesto di segnalare tutti i casi di COVID-19 nei pazienti con patologie reumatologiche di ogni tipo, come artriti, connettiviti o vasculiti indipendentemente dalla gravità. Andranno quindi raccolti anche i dati dei malati asintomatici rilevati attraverso lo screening della salute pubblica. “Si tratta di uno strumento indispensabile ed utile sia per i clinici che per i malati – afferma Luigi Sinigaglia, Presidente Nazionale SIR -. Vogliamo meglio comprendere in che modo fattori come l’età, le comorbidità e i diversi trattamenti possano influenzare i contagi e gli esiti della infezione da COVID-19. In questo momento, estremamente complicato per la nostra sanità, possiamo dare un contributo per incrementare le conoscenze su un agente patogeno di cui sappiamo ancora troppo poco. Il Registro Coronavirus è stato realizzato grazie all’encomiabile impegno del Centro Studi SIR. Stiamo raccogliendo preziose informazioni che potranno poi essere utili anche per altri Paesi che stanno attualmente fronteggiando una situazione meno drammatica della nostra. Il nostro registro che ha già raccolto decine di casi è interfacciato con i registri internazionali che sono partiti dopo il nostro, in particolare in coordinamento con la Società Europea di Reumatologia (EULAR)”. Gli specialisti della SIR ribadiscono inoltre l’importanza, per i pazienti reumatologici, di seguire scrupolosamente le cure prescritte. “E’ uno degli aspetti che bisogna monitorare con grande attenzione in questo momento – aggiunge il Presidente SIR -. Le patologie più gravi, come per esempio l’artrite reumatoide, richiedono il ricorso a terapie immunomodulanti o immunosoppressive che possono abbassare le difese immunitarie dell’organismo. Ciò nonostante sospendere o ridurre le cure farmacologiche è una pratica estremamente pericolosa ed ingiustificata che può causare delle riattivazioni cliniche molto rischiose per la maggior parte dei nostri pazienti. Quindi tutti i malati non devono prendere iniziative imprudenti dettate dalla paura di un possibile contagio da coronavirus. Bisogna proseguire con i trattamenti e seguire sempre e solo le indicazioni del reumatologo di fiducia”. “Invitiamo infine tutte le persone residenti nel nostro Paese a rispettare le nuove regole stabilite dal Governo e dagli enti locali per limitare il più possibile gli spostamenti e gli assembramenti – conclude il dott. Sinigaglia -. Insieme possiamo superare questo periodo difficile che sta mettendo duramente alla prova il nostro sistema sanitario nazionale”.

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Cobas: Chanel non vuole abbassare il reddito dei lavoratori

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Chanel, casa di alta moda parigina fondata all’inizio del ventesimo secolo da Coco Chanel, annuncia ai Cobas di rinunciare al ricorso alla cassa integrazione, previsto dal decreto ‘Cura Italia’. I lavoratori hanno percepito le retribuzioni piene di febbraio e marzo, comprese dei premi di risultato raggiunti, e continueranno a percepire lo stipendio – nonostante il fermo – per tutto il mese di aprile.«Una scelta etica dettata da due nobili motivi – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – l’azienda ci ha comunicato che non vuole in alcun modo impattare sul reddito dei suoi dipendenti né tanto meno gravare sulle casse dello Stato italiano.» «La decisione segue di qualche giorno quella assunta a Parigi per la Francia – prosegue il rappresentante sindacale – e la salutiamo con enorme soddisfazione. Un esempio del senso di redistribuzione che dovrebbe muovere tutte quelle industrie e quelle aziende che hanno accumulato un enorme profitto negli anni passati..» «La guerra al Coronavirus si combatte anche così.» – conclude Iacovone.

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L’Aquila: ricorrenza del 6 aprile 2009

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Nella notte tra il 5 aprile e il 6 aprile la città dell’Aquila ricorderà l’undicesimo anniversario del sisma del 2009 e renderà omaggio alle 309 vittime che persero la vita in quella drammatica notte. Come undici anni fa, fatalmente, ricorrono gli stessi giorni della settimana: il 5 aprile sarà domenica delle Palme e il 6 lunedì.Quest’anno, a causa delle restrizioni previste a tutela della salute pubblica e per prevenire il diffondersi del contagio da Covid – 19, la commemorazione non avverrà secondo le modalità consuete. In particolare non potrà svolgersi la fiaccolata in ricordo delle vittime.La dolorosa coincidenza con l’emergenza sanitaria in corso che ricorda agli aquilani e agli abitanti del Cratere lo sconvolgimento umano e sociale del terremoto delle 3,32 del 6 aprile, con le sue distruzioni, i silenzi, le perdute vite e le labili zone rosse, ci ha indotto a immaginare una commemorazione ampia, un congiungimento ideale con il resto del Paese che piange quotidianamente per morti in solitudine, come accadde nel 2009. Per questa ragione, il ricordo del sisma dell’Aquilano abbraccerà l’intera Italia.I Comitati dei Familiari delle Vittime e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, hanno, a questo proposito, composto e sottoscritto un appello che sarà esteso a tutti i connazionali. Nell’appello, allegato al comunicato, si chiede di illuminare le proprie finestre e i propri balconi, con la luce del cellulare o una candela, alla mezzanotte tra il 5 e il 6 aprile.In omaggio alla memoria delle vittime, inoltre, a partire da domenica notte, saranno illuminati i luoghi simbolo del terremoto, in cui persero la vita non solo nostri concittadini ma anche molti giovani che avevano scelto L’Aquila per i propri studi e per la propria formazione: via XX settembre, l’area in cui sorgeva la Casa dello Studente, piazzale Paoli, via Gabriele D’Annunzio, la sede del Convitto in corso Umberto.In piazza Duomo, alle 23,30 sarà accesa una fiaccola simbolica. Dell’accensione si occuperà, per preciso volere dei Comitati, il sindaco dell’Aquila accompagnato dal prefetto, Cinzia Torraco, e da un rappresentante dei Comuni del Cratere.A seguire, sempre in piazza Duomo, il prefetto e i sindaci omaggeranno le lapidi commemorative delle vittime del terremoto nella Cappella della Memoria della Chiesa di S. Maria del Suffragio. In quella sede, rispondendo a una volontà dei Comitati, il sindaco Biondi ricorderà il dolore della nostra terra.
A mezzanotte, sempre in chiesa, si terrà a porte chiuse la Santa Messa in suffragio delle vittime del sisma, con la lettura dei nomi dei 309 martiri, presieduta dal Cardinale Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo Metropolita dell’Aquila.Al termine della Messa suoneranno le campane della Chiesa di S. Maria del Suffragio, edificio sacro eretto a ricordo delle vittime del terremoto del 1703.
Alle ore 3,32 suoneranno, invece, 309 nuovi rintocchi. Tutti i momenti della commemorazione saranno trasmessi in diretta.

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