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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Prezzi: Istat, inflazione a marzo +0,1%

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Secondo i dati provvisori di marzo resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un aumento su base annua dello 0,1%, da +0,3% di febbraio.”Ottima notizia il rallentamento dell’inflazione, ma purtroppo il dato è falsato dall’effetto Coronavirus. Dal punto di vista della spesa dei consumatori, infatti, si registra un peggioramento. Mentre il calo dei carburanti, per via dei ridotti spostamenti, non produce alcun effetto reale sulle tasche dei consumatori, il rialzo dei prodotti alimentari e bevande analcoliche, +0,4% in un solo mese, +1,2% su base annua, il quadruplo rispetto a febbraio, quando era +0,3%, determina un aggravio di spesa non indifferente. Per una coppia con due figli si tratta di un aumento del costo della vita di 91 euro per i soli acquisti alimentari, 80 per una coppia con un figlio e 66 per una famiglia media” prosegue Dona.”Questi rincari, inoltre, sono in realtà ancora peggiori. Anche se i prezzi dei beni alimentari sono saliti ufficialmente dell’1,2% su base annua, gli italiani, in termini di spesa, hanno subito rialzi ben maggiori dell’1,2%. Infatti, gli spostamenti ridotti alle situazioni di necessità, per via dell’emergenza Coronavirus, non consentono più alle famiglie di fare shopping come una volta, confrontando i prezzi di più esercizi o andando nel centro commerciale collocato fuori del proprio comune di residenza, dove erano soliti andare per risparmiare. Quindi anche se i prezzi restassero uguali, la ridotta mobilità del consumatore si tradurrebbe comunque in maggiore spesa. Nei piccoli comuni, si sono create situazioni di monopoli di fatto e, anche se il negoziante correttamente non se ne approfitta e ha lasciato i suoi listini invariati, i suoi prezzi possono essere maggiori anche del 30% rispetto ad una grande catena che sta facendo offerte promozionali. E’ una delle tante conseguenze negative di questa emergenza: molte famiglie, pur avendo le stesse entrate di prima, ora fanno più fatica ad arrivare alla fine del mese. Ecco perché i 400 milioni di euro stanziati dal Governo per i buoni spesa non possono certo bastare” conclude Dona.

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