Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Archive for 5 aprile 2020

Piattaforme digitali a supporto della didattica

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Sono ben 55 le piattaforme e circa 2milioni i contenuti digitali che l’editoria universitaria e professionale sta offrendo sul mercato per accompagnare la didattica e la ricerca universitaria in questo momento difficile. È quanto emerge dalla rilevazione condotta dall’Associazione Italiana Editori (AIE) su 27 editori universitari che hanno partecipato al “Censimento delle risorse digitali disponibili per le biblioteche degli atenei italiani”, con accessi da remoto per docenti e studenti: il panorama comprende ricche collezioni di libri e riviste digitali di singoli editori, di aggregatori e di piattaforme di prestito digitale (e-lending).Complessivamente sono circa 2 milioni i contenuti digitali, non solo in italiano, di ogni ambito disciplinare, messi a disposizione da aziende del nostro paese. A ciò si aggiungono le piattaforme didattiche e le integrazioni digitali dei libri di studio che sono particolarmente preziose nella didattica a distanza (a questo link tutte le piattaforme censite): “Anche in un periodo così difficile per le loro aziende, gli editori mostrano una straordinaria disponibilità nei confronti dei lettori e del mondo dell’istruzione in particolare – ha commentato il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi – É in questa ottica che abbiamo lanciato questa iniziativa per censire l’offerta digitale italiana per le università”.”Gli editori universitari – ha sottolineato il presidente del Gruppo accademico-professionale dell’Associazione, Andrea Angiolini – in contatto costante con la commissione biblioteche della Crui, stanno cercando di supportare al meglio la didattica delle università: la definizione chiara dell’offerta editoriale in formato digitale è una componente centrale di questo impegno. A questo si aggiunge lo sforzo per assicurare un’offerta sempre più ampia di contenuti e servizi, insieme a condizioni di accesso adeguate alle circostanze”.

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“Forum PA 2020 Restart Italia”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Roma Il primo appuntamento “FORUM PA 2020 – Resilienza digitale” si svolgerà in forma virtuale dal 6 all’11 luglio, mettendo a confronto tramite una piattaforma online le migliori esperienze di innovazione digitale per la resilienza nei settori del lavoro, dell’industria, della formazione, della sanità e della coesione sociale. Il programma prevede momenti formativi, tavole rotonde, speech di personalità italiane ed internazionali, interventi del Governo centrale, dei governi regionali e delle amministrazioni locali impegnati nell’emergenza. Tra i temi principali, la trasformazione digitale per la coesione nazionale, il digitale per il lavoro, l’infrastruttura tecnologica, l’uso pubblico dei dati, i pagamenti digitali e l’e-commerce, la cybersecurity e la privacy, l’e-health, la scuola digitale, le competenze digitali, la tutela della capacità produttiva, il digitale per lo sviluppo sostenibile. Per maggiori informazioni https://forumpa2020.eventifpa.it/it/resilienza-digitale/
Segue dal 4 al 6 novembre presso il Convention Center La Nuvola all’Eur, centrandolo sulle politiche d’innovazione per far ripartire il Paese. Ma fin da ora parte il percorso di avvicinamento #Road2ForumPA2020, con un programma di attività di formazione, momenti di confronto, webinar, interviste, magazine d’informazione e il “diario” quotidiano della Pubblica Amministrazione, organizzati da FPA fino all’avvio dei due grandi eventi.Tutto il percorso di avvicinamento e le due tappe di luglio e novembre metteranno al centro le pubbliche amministrazioni che, nell’affrontare un’emergenza di dimensioni inedite, stanno cercando soluzioni nuove per reagire. Un esempio? L’adozione dello smart working come modalità ordinaria di lavoro (secondo i primi dati pubblicati la scorsa settimana sul sito di Funzione Pubblica, una media del 69% del personale di Regioni e Province autonome è già in lavoro agile) e il ricorso alla didattica a distanza (per la quale il Decreto “Cura Italia” prevede uno stanziamento di 85 milioni per questo anno scolastico), che sicuramente sta mettendo in luce alcune priorità quali la cultura digitale degli insegnanti e l’accesso generalizzato alla rete con una banda adeguata.La necessità di un percorso collaborativo viene messa in evidenza anche dalle recenti iniziative del Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione: il progetto “Solidarietà digitale” (al quale aderisce anche il Gruppo Digital360) per mettere a disposizione gratuitamente soluzioni e servizi digitali per tutti i cittadini; la call “Innova per l’Italia” con cui si invitano aziende, università, enti e centri di ricerca pubblici e privati, associazioni, cooperative, consorzi, fondazioni e istituti a fornire, attraverso le proprie tecnologie, un contributo nell’ambito dei dispositivi per la prevenzione, la diagnostica e il monitoraggio; la “fast call” rivolta a imprese e centri di ricerca per proporre app di telemedicina e soluzioni per il monitoraggio attivo del rischio di contagio.”È il momento delle scelte politiche coraggiose non più rimandabili per sostenere il Paese, con la consapevolezza che solo dall’innovazione digitale di imprese e pubbliche amministrazioni e da una nuova vitalità imprenditoriale può passare la via della ripresa – dice Andrea Rangone, CEO del Gruppo Digital360 -. FORUM PA 2020 rappresenta una grande occasione di confronto sulle politiche industriale dell’innovazione per reagire all’emergenza attuale e guardare al futuro, con il compito strategico assegnato alla PA di essere veicolo dello sviluppo”. Per maggiori informazioni: https://forumpa2020.eventifpa.it/it/restart-italia/

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Scuola: Sostegno, a maggio 15 mila nuovi specializzati

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha assicurato che il quarto ciclo Tfa specializzante terminerà entro la metà di maggio e i docenti potranno anche partecipare alle operazioni di mobilità. È stata quindi accolta la richiesta dell’Anief. È ora però fondamentale che si proceda a specializzare altri 20 mila corsisti, anche procedendo con una sessione straordinaria destinata ai docenti che hanno svolto almeno 24 mesi di servizio su sostegno o detengano già l’ammissione ai corsi di didattica speciale. Sono ancora troppi i posti scoperti per pensare di fermarsi qui: la disabilità non può attendere.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Ringraziamo la ministra Lucia Azzolina e il ministro Gaetano Manfredi per avere individuato delle modalità celeri di conclusione dei corsi, anche con modalità a distanza. Adesso, però, è bene che il Parlamento proceda con l’avvio di nuovi percorsi di TFA rivolti ai precari che da anni prestano servizio, considerando che continuiamo ad affidare una bella fetta dei 280 mila alunni con disabilità a personale precario. E il 70% dei contratti a termine è sottoscritto da personale non specializzato. Per questo, abbiamo presentato un emendamento al D.L. n. 18 del 17 marzo 2020, finalizzato ad avviare subito nuovi corsi”.
Il IV ciclo di Tfa sostegno si concluderà entro il prossimo 15 maggio. E i partecipanti potranno partecipare alla mobilità 2020. Lo ha detto la ministra Lucia Azzolina in diretta Facebook per fare il punto sulla situazione dell’emergenza sanitaria in campo scolastico e su come il ministero dell’Istruzione stia cercando di garantire il diritto allo studio in questi giorni di emergenza da Covid 19. Tra gli argomenti affrontati, scrive Orizzonte Scuola, c’è stato anche quello della mobilità per chi è iscritto al Tfa sostegno.

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L’8 Aprile il via alla discussione sul Decreto ‘Cura Italia’, 15 le proposte di Anief per la scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Il Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, che affermato che “in considerazione dei limiti ai movimenti e al rinvio dei concorsi abbiamo chiesto procedure straordinarie per l’assunzione del personale precario, per il conseguimento dell’abitazione e della specializzazione sul sostegno, per garantire il corretto avvio del prossimo anno scolastico.” I suggerimenti dell’Anief su reclutamento, contrasto alla precarietà, incentivi per le famiglie sono al vaglio delle commissioni. “Il nostro compito – ha affermato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – deve essere quello di tutelare lavoratori e studenti, salvaguardare l’inizio del prossimo anno scolastico, garantire il diritto al lavoro, alla famiglia, alla salute. Le nostre proposte mirano a contrastare la precarietà che, in vista della sospensione di tutte le procedure concorsuali prevista dal decreto, mette a rischio il prossimo anno scolastico con 250 mila cattedre vacanti da coprire per il 2020/21. Anief intende semplificare le procedure di reclutamento, di abilitazione, di mobilità di tutto il personale della scuola. E migliorare la vita delle famiglie in questo momento di diffusa precarietà lavorativa. In circostanze di emergenza in cui il personale della scuola sta dando un contributo straordinario per la prosecuzione delle attività, pur in presenza di mezzi inadeguati, bisogna procedere all’immissione in ruolo di tutto il personale precario in ottemperanza alla normativa europea”, ha concluso Pacifico.Pacifico ha anche detto che “l’Anief torna a chiedere con forza la riapertura delle graduatorie ad esaurimento ovvero l’immissione in ruolo dalle graduatorie di istituto divenute provinciali; la conferma nel ruolo andrebbe fatta dopo aver svolto con esito positivo il percorso formativo abilitante. La proposta riguarda anche la possibilità di stabilizzare i docenti con servizio su sostegno, previo superamento del percorso di specializzazione.”Ricordiamo che l’assenza di personale obbliga l’amministrazione a reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato, causando un maggior esborso per la finanza pubblica a causa delle richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE.
Occorre inserire stabilmente in organico la quota di Assistenti Tecnici previsti dall’articolo 120 in modo da soddisfare tutte le necessità di offerta formativa legata alle nuove tecnologie, anche a distanza. Ciò al fine di supportare tutti i processi di potenziamento della didattica anche oltre l’emergenza.Stabilizzazione dei facente funzione Dsga Bisogna prevedere procedure semplificate di immissioni in ruolo anche per i facenti funzione Dsga.
Tra le proposte dell’Anief pure l’attivazione di corsi abilitanti telematici sia per le discipline curriculari che per il sostegno, l’avvio di percorsi alternativi per consentire al personale di abilitarsi, la conferma nei ruoli di tutto il personale immesso in ruolo con riserva che abbia superato l’anno di prova e l’annullamento di ogni procedura di licenziamento per acquiescenza della P.A. e per la valutazione positiva espressa dagli organi collegiali, nelle more dell’espletamento dei nuovi concorsi.
“Il diritto al lavoro” commenta Pacifico “deve armonizzarsi con il diritto alla famiglia; per questa ragione Anief sostiene la proroga dei termini per la mobilità straordinaria per tutto il personale docente.
In considerazione della difficile condizione economica in cui versano molte famiglie di lavoratori, Anief chiede di pianificare forme di sostegno che compensino gli effetti del diffuso stato di emergenza, anche lavorativa.

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UNHCR: continuiamo ad assicurare assistenza ai rifugiati durante l’emergenza COVID-19

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha specificato oggi una serie di misure che sta adottando nelle proprie operazioni sul campo al fine di rispondere all’emergenza di salute pubblica dovuta alla pandemia da COVID-19 e prevenirne l’ulteriore diffusione.Il 26 marzo, nell’ambito di un appello delle Nazioni Unite di più ampia portata, l’UNHCR ha lanciato la raccolta di 255 milioni di dollari da destinare in via prioritaria alle esigenze di quei Paesi che necessiteranno di interventi specifici.Sebbene il numero di casi di contagio da COVID-19 registrati e confermati tra i rifugiati resti basso, oltre l’80 per cento della popolazione rifugiata mondiale e quasi la totalità degli sfollati interni vivono in Paesi a reddito basso o medio, molti dei quali sono dotati di servizi medici, idrici ed igienico-sanitari inadeguati e necessitano di sostegno immediato.Numerosi rifugiati vivono in campi densamente popolati o in aree urbane in condizioni di povertà in cui le infrastrutture per l’assistenza medica e le strutture per l’erogazione di acqua e servizi igienico-sanitari (WASH) sono inadeguate. In questi siti l’implementazione di misure di prevenzione è di primaria importanza, ha osservato Filippo Grandi.Le misure adottate dall’UNHCR mirano a:
• Rafforzare servizi e sistemi WASH e per la salute, anche tramite la distribuzione di sapone e il miglioramento delle opportunità di approvvigionamento idrico.
• Sostenere i governi nell’implementazione di misure di prevenzione del contagio e di risposta dell’assistenza sanitaria, anche mediante la distribuzione di forniture e attrezzature mediche.
• Distribuire materiali per gli alloggi e beni di prima necessità.
• Offrire orientamento e informazioni attendibili in relazione alle misure di prevenzione.
• Estendere l’assistenza in denaro al fine di attenuare gli effetti socio-economici negativi della pandemia da COVID-19.
• Promuovere il monitoraggio e gli interventi volti ad assicurare che i diritti delle persone costrette alla fuga siano rispettati.
In Bangladesh, sono state avviate sessioni formative rivolte al personale delle strutture sanitarie operative presso i campi dei rifugiati Rohingya, dove circa 850.000 persone vivono in condizioni di estremo sovraffollamento. Oltre 2.000 rifugiati volontari collaborano coi leader religiosi e con quelli delle comunità per informare in merito alle importanti misure di prevenzione.
In Grecia, l’UNHCR ha intensificato il sostegno alle autorità per aumentare le capacità di erogazione di acqua e servizi igienico-sanitari, distribuire articoli per l’igiene, e allestire e attrezzare unità e ambienti medici per le procedure di screening, isolamento e messa in quarantena. L’Agenzia da tempo sta esortando le autorità a intensificare i trasferimenti dai sovraffollati centri di accoglienza delle isole dove 35.000 richiedenti asilo vivono in strutture progettate per l’accoglienza di meno di 6.000 persone.
In Giordania, personale preposto misura la febbre ai rifugiati all’ingresso dei campi di Zaatari e Azraq. Sono in corso campagne di sensibilizzazione. L’erogazione di energia elettrica è stata rafforzata e i supermercati osservano orari prolungati per consentire alla popolazione di fare la spesa rispettando il distanziamento sociale.Strutture che consentono di lavarsi le mani e misurare la febbre sono state allestite anche presso centri di transito, centri di accoglienza e ambulatori operativi nei campi/insediamenti dell’Etiopia e dell’Uganda.
In Sudan, l’UNHCR ha distribuito sapone a oltre 260.000 rifugiati, sfollati interni e membri delle comunità di accoglienza. Insieme ad altre agenzie delle Nazioni Unite e al Ministero della Salute, l’Agenzia sta promuovendo una massiccia campagna di sensibilizzazione in diverse lingue. Sono stati inviati circa 15.000 SMS ai rifugiati urbani che vivono a Khartoum, per condividere informazioni sulla tutela della salute e sulla prevenzione.
Misure di prevenzione, inoltre, sono state adottate nei campi rifugiati e negli insediamenti di sfollati interni della Repubblica Democratica del Congo e del Burkina Faso. Fra queste, vi sono l’installazione di postazioni per lavare le mani, la distribuzione di sapone e prodotti detergenti, e l’utilizzo di poster, volantini, messaggi radio e reti comunitarie per sensibilizzare il più elevato numero di beneficiari.
A Boavista, in Brasile, UNHCR e partner hanno allestito un’area per l’isolamento dei casi sospetti di contagio rilevati tra rifugiati e migranti venezuelani, e stanno distribuendo 1.000 kit igienici alle popolazioni indigene di Belem e Santarem.
L’UNHCR, inoltre, collabora coi partner ONU alla ricerca di soluzioni alle criticità logistiche derivanti dalle restrizioni alla filiera produttiva e dalla chiusura delle frontiere. Tali soluzioni prevedono l’intensificazione degli approvvigionamenti a livello locale e regionale e l’organizzazione di ponti aerei. Recentemente, oltre 100 tonnellate di aiuti umanitari e materiali sanitari sono stati trasportati in Ciad e in Iran tramite ponte aereo.

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Raggiunto accordo di ricapitalizzazione di Sisma

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

La famiglia Lotti e Sisma Spa, società italiana nata nel 1965 e leader in Italia nella produzione e distribuzione di prodotti per la casa, l’igiene personale e la tavola, hanno annunciato di aver concluso con Clessidra Restructuring Fund, fondo alternativo di investimento promosso da Clessidra SGR, e un primario investitore internazionale, un accordo finalizzato all’ingresso nel capitale azionario dell’azienda, tramite la conversione in azioni della quasi totalità dei crediti a medio e lungo termine, pari a circa 60 milioni di Euro. Ad esito di questa operazione, l’intero capitale di Sisma farà capo ai nuovi investitori. L’ingresso nell’azionariato di Sisma si inserisce nell’ambito di un più ampio piano di rilancio e sviluppo dell’azienda per il quale è prevista l’immissione di nuove risorse finanziarie. Con sede principale a Mantova, Sisma opera in tre stabilimenti produttivi situati in Lombardia con una capacità
produttiva complessiva di 21 milioni di tonnellate di cotone per anno che si affiancano ad uno stabilimento per la logistica nella stessa Mantova. Sisma, attiva nel settore del personal care, home care e food care, commercializza i suoi prodotti sia attraverso storici marchi come Samurai (leader nel mercato degli stuzzicadenti), Cotoneve (leader nel mercato dei prodotti in cotone per la cura della persona sia in Italia che in Europa), Farmacotone (specializzato in prodotti medicali in cotone), Logex (la cui offerta include prodotti per la cura della casa), sia attraverso il canale private labels per i più importanti players della GDO, con cui vanta consolidate relazioni pluriennali. Alessandro Lotti, Amministratore Delegato di Sisma, ha dichiarato: “Con il nuovo assetto societario si apre una nuova fase per la nostra storica azienda che può ora contare su una maggiore solidità patrimoniale e sulla disponibilità di nuove risorse che ci consentiranno di guardare al futuro con maggiore tranquillità. Grazie alla nuova compagine azionaria, la Società potrà accelerare la crescita e valorizzare i propri marchi storici. Alla luce dell’attuale contesto italiano e internazionale, il nuovo consiglio di amministrazione di Sisma ha ritenuto opportuno procedere a devolvere una parte degli emolumenti in beneficenza a supporto degli ospedali lombardi e, grazie nuove risorse finanziarie appena messe a disposizione dai nuovi azionisti, accelerare sul piano degli investimenti di riconversione parziale degli impianti di Mantova e Bollate per produzione di mascherine di protezione individuale in puro cotone idrofilo, impermeabilizzato, usa e getta e la realizzazione di bastoncini di cotone necessari per eseguire i tamponi. Vorrei ringraziare chi ha creduto nella nostra azienda, lavoratori, sindacati, istituzioni, clienti e fornitori e sono certo che possiamo lavorare congiuntamente per raggiungere ambiziosi piani di sviluppo.”

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Tiraccontodacasa: contest di scrittura per racconti brevi e pensieri

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

E’ il titolo del contest di scrittura lanciato dall’Associazione Civita per la selezione di racconti brevi e pensieri/riflessioni sul tema del “restare a casa”con l’obiettivo di creare “memoria” della situazione eccezionale che stiamo vivendo al tempo del Covid-19 in cui l’ordinario diventa (stra)ordinario e l’isolamento, ora, è l’atto più grande di condivisione di tutta la Nazione.La partecipazione al contest – prevista dal 30 marzo al 20 aprile 2020 – è libera e gratuita, ed è rivolta a tutti, scrittori professionisti e appassionati di scrittura di tutte le età. Una Giuria qualificata di esperti – composta dagli scrittori Iacopo Barison e Ginevra Lamberti e dai giornalisti Andrea Vianello e Giorgio Zanchini – selezionerà 3 elaborati vincitori per ciascuna delle due tipologie richieste (racconti brevi, massimo 1.500 battute spazi inclusi, e pensieri/riflessioni, massimo 280 battute spazi inclusi).
Gli elaborati vincitori, insieme con una selezione dei migliori tra quelli partecipanti,verranno inseriti in una pubblicazione epub edita da Marsilio Editori.L’invito è, dunque, quello di raccontare i vostri giorni, condividendone emozioni e sentimenti: un fatto particolare tra i tanti vissuti in casa, l’esperienza di un incontro speciale con una persona del quartiere o del proprio condominio, etc. Momenti, scene di vita quotidiana in cui la condivisione diventa quasi una necessità e una opportunità per esprime la forma di arte presente in ognuno di noi.

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Roma Tor Vergata: Sistema Lazio sta funzionando

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Il Policlinico Tor Vergata ha attivato al suo interno il Covid 4 Hospital, con 123 posti letto di degenza ordinaria e 20 di terapia intensiva. Il polo ospedaliero nel quadrante Est di Roma svolge quindi un compito di primo piano nell’emergenza coronavirus. Ma qual e’ la situazione e come si e’ riorganizzata la struttura? L’agenzia Dire lo ha chiesto, in un colloquio Skype, al commissario straordinario del Policlinico Tor Vergata, Tiziana Frittelli.Al momento “c’e’ una certa tenuta del numero di nuovi positivi. Comunque siamo pronti a utilizzare gli ulteriori posti letto che ancora non sono saturi perche’ si e’ creata a livello regionale una rete abbastanza estesa per essere certi che la popolazione laziale avesse la possibilita’ di poter essere ricoverata all’occorrenza”, ha detto Frittelli, sottolineando che in questa emergenza “il punto centrale e’ che il sistema regione sta funzionando molto bene, con una cabina di regia stringata e anche disponibile tecnicamente per qualsiasi nostra esigenza. Quindi in realta’ questo coordinamento, che ha fatto si’ che ci fosse una completa integrazione tra mondo pubblico e mondo dell’accreditato, e’ in questo momento nel Lazio la soluzione e la chiave di lettura”.Frittelli ha precisato che “ad oggi abbiamo 98 pazienti ricoverati in degenza ordinaria e 19 in terapia intensiva. Abbiamo separato nettamente tutti i percorsi, dal Pronto soccorso alla degenza, e destinato altre 11 stanze per collocare i sospetti Covid-19 in attesa di tampone. Inoltre stiamo trasferendo all’esterno, nelle due strutture individuate dalla Regione, i pazienti ancora con Covid ma che ormai hanno cessato la fase acuta”.
Per quanto riguarda la riorganizzazione del Policlinico delle attivita’ non dedicate al coronavirus, Fritelli ha spiegato: “Abbiamo mantenuto alcuni reparti come la neurologia, la medicinad’urgenza e la gastro. Le attivita’ ambulatoriali, come in tutta Italia, vengono effettuate esclusivamente per visite urgenti e brevi, per evitare la presenza di troppi pazienti. Per quel che riguarda la chirurgia, da lunedi’ abbiamo cessato le attivita’ delle sale operatorie perche’ stiamo predispondendo altri 20 posti letto di terapia intensiva per Covid. Quindi le attivita’ chirurgiche funzionano per le urgenze, mentre abbiamo deviato gli accessi ordinari di 118 in altri ospedali. Ovviamente continuano le attivita’ sulla oncoematologia, ma ci stiamo organizzando anche con telemonitoraggi e la consegna a casa di farmaci per pazienti cronici di particolare delicatezza”.Infine, anche a Tor Vergata c’e’ stata una netta riduzione degli accessi al Pronto soccorso. “Sono calati incredibilmente – ha concluso Frittelli – Pero’ in questo caso sta funzionando una
impostazione di sistema per cui c’e’ stato un battage nazionale in cui abbiamo detto ai pazienti di non venire in Pronto soccorso ma di contattare i medici di base. Questo decremento deve farci fare un’ulteriore riflessione per il dopo emergenza, su come
riorganizzare la presa in carico dei pazienti su base territoriale con i medici in stretto contatto con le Asl, che in questo momento stanno svolgendo un lavoro pazzesco”. (fonte agenzia Dire)

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Troppe difficoltà per i pazienti reumatici

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

I rappresentanti dei pazienti reumatici italiani chiedono al Governo alcuni chiarimenti sulle tutele per i lavoratori contenute nel recente Decreto Cura Italia. “Problemi burocratici stanno rendendo difficile la vita di molti pazienti e cittadini. Stiamo registrando numerose segnalazioni in merito alla difficoltà, o addirittura, impossibilità di fruire di quanto disposto dall’articolo 26. Quest’ultimo permetterebbe ai lavoratori considerati “fragili”, con patologie croniche in trattamento con immunosoppressori – come la malattia reumatologica- e i rari di assentarsi dal lavoro con la formula della malattia equiparata al regime di ricovero per evitare complicanze severe a seguito dell’infezione da COVID in quanto immunodepressi. La norma però è formulata in maniera confusa nel suo secondo comma tale da renderne inefficace l’applicazione. La richiesta di una corretta interpretazione è avanzata da ANMAR Onlus (Associazione Nazionale Malati Reumatici) AMRER Onlus (Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna) e GILS ODV (Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia) in una lettera inviata ai Ministri del Lavoro e della Salute Nunzia Catalfo e Roberto Speranza. “È necessario rendere uniformi e subito applicabili, su tutto il territorio nazionale, le norme previste dal Decreto che al momento sono invece oggetto di interpretazioni diverse da parte degli uffici dell’INPS o degli Ordini dei Medici – affermano Silvia Tonolo (Presidente ANMAR), Daniele Conti (Direttore AMRER Onlus) e Carla Garbagnati (Presidente GILS ODV) -. I pazienti reumatici anche di patologie rare in trattamento con immunosoppressori, presentano maggiore fragilità e un rischio elevato di complicanze polmonari e cardiocircolatorie nell’esposizione al contagio COVID-19. Però non tutti sono necessariamente in possesso dei requisiti previsti dalla legge 104 e non dispongono della certificazione dello stato di Handicap grave o lieve. Va quindi, come prima cosa, estesa la platea dei beneficiari a tutte le persone colpite da patologie reumatologiche croniche o in trattamento con farmaci immunosoppressori svincolando questa possibilità dal requisito dell’handicap lieve. Chiediamo poi all’Esecutivo di chiarire chi può rilasciare le opportune certificazioni previste dalla normativa, sollecitando a far sì che sia il medico di medicina generale, che conosce il paziente, a verificarne i requisiti di malattia cronica e terapia in atto, svincolando dalla “compatente organo di medicina legale” che è impossibile da trovare in questo periodo emergenziale. Infatti i malati attualmente non possono richiedere ora nell’emergenza un parere all’ufficio medico legale la cui operatività se non nulla è oggi ridotta al minimo, rendendoli impossibilitati a rilasciare certificati per migliaia di persone entro la scadenza del periodo di tutela che è il 30 aprile 2020”. Come rappresentanti dei pazienti abbiamo apprezzato le norme introdotte dal Governo per salvaguardare i nostri diritti e stato di salute – concludono Tonolo, Conti e Garbagnati -. Vanno però quanto prima meglio definiti alcuni punti fondamentali contenuti nell’ultimo Decreto. Si corre il rischio di interpretazioni differenti, e spesso più ristrettive, delle norme e delle tutele stabilite a livello centrale. Molti malati, in questo momento, sono costretti a proseguire con le proprie mansioni lavorative o a prendere ferie. E’ una situazione inaccettabile e che necessita un intervento tempestivo da parte delle istituzioni e degli organi amministrativi competenti”.

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Continua a crescere la fiducia nel Governo Conte

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Dall’inizio dell’emergenza è salita di 15 punti. In termini di consenso elettorale, nella compagine di Governo sale Il Movimento 5 Stelle (15,6%) e la Sinistra (3,9%), mentre subisce un piccolo assestamento il PD (22,6%). Sul fronte dell’opposizione, prosegue l’erosone della Lega (26,2%), mentre salgono Forza Italia (7,4%) e Fratelli d’Italia (12,8%), lasciando il centro destra sostanzialmente stabile al 46%. Si conferma la diffusa preoccupazione per il Coronavirus, che la netta maggioranza degli intervistati (61%) ritiene destinata a chiudersi con l’inizio dell’estate. Per guidare il processo di ricostruzione post-emergenza, quasi la metà del Paese sarebbe a favore di un Governo di unità nazionale Guidato da Mario Draghi.

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Rimborsi per estinzione anticipata di finanziamenti: la “Sentenza Lexitor”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Lo scorso 11 settembre la Corte di Giustizia Ue ha depositato la Sentenza C-383/18 (c.d. Lexitor) con cui, pronunciandosi sull’art.16 della Direttiva Ue 48/2008, ha sancito il diritto del consumatore, in caso di richiesta di rimborso anticipato del credito, di vedersi rimborsare la quota-parte non goduta di tutti i costi. Tutti, e non solo quelli recurring connessi all’intera durata del rapporto di credito, bensì anche gli oneri up-front, quelli volti a remunerare attività destinate ad esaurirsi con la stipula del contratto e non dipendono dalla durata del finanziamento.Quali sono le caratteristiche delle due tipologie? Nell’ottenere un prestito, non si è soggetti al pagamento dei soli interessi ma anche ad una serie di oneri quali le spese di istruttoria, i costi della pratica e quelli relativi all’incasso della rata. Non solo: sono presenti, a seconda dei casi, incorporate nelle spese di istruttoria oppure appositamente indicate, le provvigioni dell’intermediario del credito. Ed è soprattutto quest’ultima voce ad elevare di molto il costo per il cliente: basti pensare che si può arrivare anche ad un terzo della somma richiesta. Nasce da ciò l’enorme differenza tra il Tan, tasso annuale nominale, ossia il tasso di interesse che viene applicato al finanziamento, ed il Taeg, tasso annuo effettivo globale, che racchiude le spese da sostenere quando si chiede un finanziamento, perché include anche quelle accessorie. Il grosso problema per il settore intero nasce proprio qui. Le spese iniziali appartengono alla categoria up-front, ed ora vanno in
proporzione restituite in caso di estinzione anticipata.A cosa è dovuta l’interpretazione della Corte di Giustizia Ue? Alcuni commentatori pongono in risalto la babele linguistica citata nella sentenza: “Un’analisi comparativa delle diverse versioni linguistiche dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 2008/48 non permette di stabilire la portata esatta della riduzione del costo totale del credito prevista da tale disposizione”. In sostanza, per non perdersi dietro decine di traduzioni ed interpretazioni, i Giudici avrebbero optato per la soluzione più agevole. Le cose non stanno così, come si legge appresso. I punti 31 e 32 esprimono concetti molto forti: “L’effettività del diritto del consumatore alla riduzione del costo totale del credito risulterebbe sminuita qualora la riduzione del credito potesse limitarsi alla presa in considerazione dei soli costi presentati dal soggetto concedente il credito come dipendenti dalla durata del contratto, dato che (…) i costi e la loro ripartizione sono determinati unilateralmente dalla banca e che la fatturazione di costi può includere un certo margine di profitto”. Il pronunciamento ha immediatamente provocato enormi preoccupazioni nei vertici di banche e finanziarie come pure in tutti i soggetti intermediari, e nel contempo acceso speranze presso una vasta platea di loro clienti.
In Italia, la casistica è disciplinata dall’articolo 125-sexies del Testo Unico Bancario che riconosce ai consumatori in caso di rimborso anticipato del prestito il “diritto ad una riduzione del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto”. Nel dettaglio, il Collegio di Coordinamento dell’Arbitro Bancario Finanziario, nella decisione 6167/2014, aveva deciso che, in caso di estinzione anticipata del prestito:
(a) sono, in principio, rimborsabili, per la parte non maturata, le commissioni bancarie, così come le commissioni di intermediazione e le spese di incasso quote;
(b) in assenza di una chiara ripartizione, nel contratto, tra oneri e costi up-front e recurring, l’intero importo di ciascuna delle suddette voci deve essere preso in considerazione,
 al fine della individuazione della quota parte da rimborsare;
(c) l’importo da rimborsare è stabilito secondo un criterio proporzionale, ratione temporis, tale per cui l’importo complessivo di ciascuna delle suddette voci viene suddiviso per il numero complessivo
 delle rate e poi moltiplicato per il numero delle rate residue;
(d) l’intermediario è tenuto al rimborso a favore del cliente di tutte le suddette voci, incluso il premio assicurativo.
Per il resto dei costi connessi ai finanziamenti, il quadro descritto è destinato a mutare sin da subito ed a favore dei clienti.
Già il 4 dicembre 2019 la Banca d’Italia ha inviato agli intermediari una Comunicazione in cui afferma che “in base all’articolo 6 del Tub, le autorità creditizie esercitano i poteri loro attribuiti in armonia con le disposizioni dell’Unione europea, applicano i regolamenti e le decisioni dell’Unione europea e provvedono in merito alle raccomandazioni in materia creditizia e finanziaria”. Pertanto gli intermediari devono per forza di cose adeguarsi al nuovo quadro delineato dalla sentenza, ottemperando alle linee orientative indicate nella medesima Circolare nell’offrire i contratti di credito ai consumatori.
Il punto focale è il passato. Per i finanziamenti già in essere -e, aggiungiamo noi, per quelli già estinti ma per i quali non è ancora intervenuta la prescrizione decennale- “gli intermediari sono chiamati a determinare la riduzione del costo totale del credito includendo tutti i costi a carico del consumatore, escluse le imposte. E non lo faranno di sicuro. Non solo per l’ammontare da restituire sui finanziamenti in essere, ma anche e soprattutto per quelli già estinti. La prescrizione del diritto al rimborso, infatti, interviene solo dopo che sono decorsi dieci anni a far data dall’estinzione. Si tratta di una potenziale voragine di bilancio, tale da poter comprometterne la stabilità.Sull’efficacia della sentenza riguardo contratti stipulati prima di essa non ci sono pareri concordi. L’attività dell’Abf, quindi, è destinata ad ingolfarsi come e peggio di quanto accaduto negli anni passati.Dopo la sentenza Lexitor sono apparsi due pronunciamenti, di segno opposto.Al contrario, il Collegio di Coordinamento dell’Arbitro Bancario Finanziario, con la decisione 26525 dell’11 dicembre scorso, si è espresso a favore dell’efficacia orizzontale, ritenendo che la Direttiva vada interpretata nel senso che tutti i costi del credito (iniziali e recurring) sono soggetti a riduzione in caso di estinzione anticipata- Riconosce che l’Abf, similmente ai giudici nazionali, è vincolato dalla decisione della Corte e, differentemente da quanto statuito dal Tribunale di Napoli, ribadendo il primato del diritto europeo, ritiene che la norma di attuazione nazionale (articolo 125 sexies Tub) debba essere letta in modo conforme alla sentenza della Corte, operando quindi nei rapporti orizzontali di prestito tra clienti e banche. In assenza di un criterio normativo, il Collegio ha deciso secondo equità riguardo le modalità di calcolo, individuandole nella riduzione progressiva.Riguardo la retroattività, il Collegio è favorevole alla tesi pro-consumatore e ritiene la sentenza applicabile a tutti i ricorsi, salvo la compiuta prescrizione decennale.In poche parole, il Collegio di Coordinamento dell’Abf ha spianato ai clienti la strada per ottenere i rimborsi.
Cosa succederà ora? La partita non è agevole. Le associazioni di settore, consapevoli del pericolo, hanno richiesto interventi normativi che possano eliminare, o ridurre, gli effetti sui contratti in essere e quelli passati. La Banca d’Italia, però, afferma di dover sottostare alle decisioni della Cge. Non è difficile ipotizzare che il campo di gioco si sposti in Parlamento, dove però il rischio di emanare una norma contraria ai principii dell’Unione Europea è molto elevato. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc – in sintesi)

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Utilizzo mascherine

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

“Scoraggiare l’utilizzo diffuso della mascherina chirurgica è errato e contribuisce a generare confusione nell’opinione pubblica che, oggi più di ieri, ha bisogno di essere rassicurata attraverso corrette informazioni e indicazioni univoche sugli accorgimenti da adottare per impedire il contagio e contrastare la diffusione del Covid-19. Il fatto che le mascherine siano difficilmente reperibili e che le scorte limitate siano correttamente destinate ai medici e agli infermieri che operano nel contesto sanitario non ci autorizza a sottovalutare il ruolo di barriera che, a tutti gli effetti, la mascherina chirurgica ricopre, soprattutto dopo le evidenze provenienti dalla Cina e dai Paesi limitrofi. Ovviamente chi è positivo per Covid-19 deve rimanere isolato fintantoché il tampone non si sia negativizzato e non può assolutamente uscire neanche con la mascherina. In chi sta bene, e per ragioni di stretta necessità deve uscire di casa anche se per pochi minuti, invece, la mascherina chirurgica è fondamentale per prevenire la potenziale trasmissione asintomatica o presintomatica1, 2”.Così Susanna Esposito, Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie e i Disordini Immunologici (WAidid) e Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma.
Una funzione protettiva, dunque quella della mascherina chirurgica, che può essere dimostrata dalla natura stessa del nuovo coronavirus: alcuni pazienti affetti da Covid-19, infatti, possono presentare sintomi lievi o essere persino asintomatici contagiando, seppur inconsapevolmente, le persone con cui vengono a contatto. Sono, infatti, le goccioline emesse durante la respirazione – parlando, tossendo o starnutendo – il veicolo principale di trasmissione. Oggi sappiamo che la distanza minima da mantenere per impedire il contagio è di almeno 1 metro. Ma l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive i Disordini Immunologici (WAidid) fa notare come alcune goccioline del respiro possano essere più grandi di 5 micron (cosiddette droplets), trasmettendo il virus fino a 1,5-2 metri dalla persona che le emette. Dal momento che non sempre è possibile rispettare questa ampia distanza, e considerato che Covid-19 persiste per alcune ore sulle superfici, a rivelarsi di primaria importanza è proprio la mascherina che garantisce la propria efficacia per un tempo massimo di 4 ore. Una volta utilizzata, dovrà essere rimossa seguendo opportuni accorgimenti (mai toccare la parte anteriore della mascherina e sfilarla accuratamente dagli elastici) e gettarla immediatamente in un cestino coperto. Subito dopo igienizzare le mani.Data la difficoltà attuale nel reperire mascherine, l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) raccomanda di scegliere la giusta tipologia a seconda delle attività che si svolgono e di alcune specifiche necessità:
· MASCHERINA CHIRURGICA: deve essere utilizzata da tutta la popolazione. Nello specifico, quando si ha necessità di uscire di casa per fare la spesa, andare in farmacia, per situazioni di emergenza e per recarsi a lavoro laddove non fosse possibile operare da remoto (personale di uffici aperti al pubblico, forze dell’ordine, alimentari e farmacie)
· FFP3: necessaria per gli operatori sanitari che operano in aree di degenza con “procedure o setting a rischio di generazione di aerosol”4. L’aerosol è quello generato da pazienti COVID-19 durante intubazione, tracheotomia e ventilazione forzata.
· FFP2 CON VALVOLA DI ESALAZIONE: necessaria per i Soccorritori e il personale del Triage perché a contatto con persone potenzialmente contagiate. La valvola è di supporto a chi è costretto ad utilizzarla a lungo tempo in presenza di pazienti potenzialmente malati
· FFP2 SENZA VALVOLA: adatta a proteggere Medici di Medicina Generale e Guardia Medica. In alternativa, potranno utilizzare quella con valvola, ma si consiglia di porvi sopra una mascherina chirurgica così da limitare la diffusione della propria esalazione dalla valvola. Deve essere inoltre indossata dalle Forze dell’Ordine in caso di emergenza e ausilio ai Soccorritori

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“L’Europa sta già entrando in crisi”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

“Io spero chiaramente che si ravveda e che le cose da qui ai prossimi giorni cambino. Ma ci dobbiamo dire la verità: le crisi tirano fuori la vera natura delle cose e delle persone e con questa crisi è stato palese a tutti, anche agli “euroinomani” più incalliti, che così questa Unione non può funzionare. È un’Ue a uso e consumo di alcune Nazioni, nella quale non esistono le parole solidarietà e condivisione e in cui c’è qualcuno che si arricchisce sulla pelle di tutti gli altri e vuole continuare a farlo bellamente.Tentano di farci passare per quelli che chiedono aiuti o elemosina alla Germania ma noi non stiamo chiedendo nulla a nessuno: noi rivolgiamo indietro quello che è nostro, i nostri soldi e che finisca questa truffa per cui qualcuno si arricchisce sulla nostra pelle e ce lo fa anche pagare”.Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in diretta a “Non Stop News”, programma di approfondimento politico condotto da Pierluigi Diaco, Fulvio Giuliani e Giusi Legrenzi in onda su RTL 102.5 e in contemporanea sui canali 36 del digitale terrestre e 736 di Sky.

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Johnson & Johnson annuncia un candidato vaccino contro COVID-19

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

NEW BRUNSWICK, N.J. Il Gruppo Johnson & Johnson ha annunciato oggi la selezione del migliore candidato vaccino contro COVID-19 tra i prototipi risultanti dalle ricerche su cui lavora da gennaio 2020; la significativa espansione della partnership già esistente tra Janssen Pharmaceutical Companies of Johnson & Johnson e l’ente Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA) e il rapido incremento della capacità manifatturiera del Gruppo, con l’obiettivo di provvedere alla fornitura a livello globale di più di un miliardo di dosi di vaccino. Il Gruppo prevede di avviare gli studi clinici 1 sull’uomo del suo migliore candidato vaccino al massimo entro settembre 2020 e anticipa che i primi lotti di vaccino contro il COVID-19 potrebbero essere disponibili per l’uso inemergenza nei primi mesi del 2021. Si tratta di un arco di tempo notevolmente accelerato rispetto alle tipiche procedure di sviluppo di un vaccino.
Nell’ambito di tale impegno, Johnson & Johnson sta anche aumentando la capacità manifatturiera del Gruppo a livello mondiale, includendo un nuovo stabilimento produttivo negli Stati Uniti e aumentando la capacità produttiva negli altri paesi. La capacità aggiuntiva contribuirà alla rapida produzione del vaccino e permetterà la fornitura di più di un miliardo di dosi a livello globale. Il Gruppo prevede di avviare la produzione a rischio a brevissimo e si impegna a offrire un vaccino sostenibile al pubblico, disponibile su base no profit, per affrontare l’emergenza della pandemia.“Apprezziamo moltissimo la fiducia e il sostegno del governo statunitense per gli sforzi da noi profusi in ambito R&S” ha aggiunto Paul Stoffels, M.D., Vice President dell’Executive Committee e Chief Scientific Officer, Johnson & Johnson. “Il team globale di Johnson & Johnson ha intensificato i propri processi di ricerca e sviluppo a livelli mai visti, e i nostri team lavorano incessantemente insieme a BARDA, nostro partner scientifico, e con le autorità sanitarie mondiali. Siamo molto contenti di aver identificato un candidato vaccino tra i prototipi nati dalle ricerche su cui lavoriamo da gennaio. Ci stiamo muovendo con una tempistica accelerata verso gli studi clinici di Fase 1 sull’uomo, che effettueremo al massimo entro settembre 2020 e, sostenuti dalla capacità produttiva mondiale che stiamo aumentando parallelamente a questi studi clinici, prevediamo di avere un vaccino pronto per l’emergenza all’inizio del 2021.”
Johnson & Johnson ha iniziato ad impegnarsi nel gennaio 2020 nella ricerca di potenziali candidati vaccini, non appena la sequenza del nuovo coronavirus (COVID-19) è divenuta disponibile. I team di ricerca di Janssen in collaborazione con Beth Israel Deaconess Medical Center, che fa parte della Harvard Medical School, hanno costruito e testato diversi candidati vaccini usando la tecnologia AdVac® di Janssen.Grazie alle collaborazioni con scienziati appartenenti a diverse istituzioni accademiche, i prototipi di vaccino sono stati testati per identificare quelli più promettenti nel produrre una risposta immunitaria nei test preclinici.
Da più di 20 anni, Johnson & Johnson investe miliardi di dollari nella produzione di farmaci antivirali e vaccini. Il programma di vaccino per COVID-19 sta facendo leva sulle tecnologie AdVac® e PER.C6® di Janssen che garantiscono la capacità di sviluppare rapidamente nuovi candidati vaccini e aumentare la produzione del candidato vaccino prescelto. La stessa tecnologia è stata usata per sviluppare e produrre il vaccino dell’Azienda contro Ebola e sviluppare i candidati vaccini contro Zika, RSV e HIV che sono in stadio di sviluppo clinico di Fase 2 e Fase 3.Oltre allo sforzo rivolto allo sviluppo di vaccini, BARDA e Johnson & Johnson hanno esteso la loro collaborazione anche per accelerare il lavoro attuale di Janssen di screening delle banche dati molecolari, comprese le molecole di altre aziende farmaceutiche. Il Gruppo mira a identificare potenziali trattamenti contro il nuovo coronavirus. Johnson & Johnson e BARDA stanno entrambi finanziando questa parte della collaborazione. Questo impegno nell’analizzare e identificare tutti gli antivirali viene condotto in collaborazione con il Rega Institute for Medical Research (KU Leuven/Università di Lovanio), in Belgio.COVID-19 appartiene ad un gruppo di virus denominati coronavirus che attaccano l’apparato respiratorio. Attualmente non esiste nessun vaccino, terapia o cura approvato per COVID-19.www.jnj.com/coronavirus.

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Malattia di cuore e tutele

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

“È fondamentale che i pazienti con malattia di cuore adottino comportamenti corretti a salvaguardia della propria salute, senza temere di rivolgersi all’ospedale, anche ora, in occasione della pandemia da coronavirus. Si è infatti notata una significativa riduzione dei ricoveri per emergenza cardiaca, per nulla giustificati dalla pandemia virale”. È quanto sottolinea il Dottor Claudio Cuccia, Direttore Dipartimento Cardiovascolare della Poliambulanza di Brescia, che ha perciò stilato un decalogo di semplici consigli attuabili con facilità e dagli importanti esiti.
1) Praticare attività fisica all’interno della propria abitazione. Almeno due volte al giorno e per una quindicina di minuti è benefico abbandonare la poltrona e camminare senza fermarsi, percorrendo le varie stanze avanti e indietro. In questo modo è possibile prevenire le trombosi nelle vene degli arti inferiori, e eventuali successive embolie, che in corso di infezione virale sono ancora più frequenti.
2) Mangiare leggero e idratarsi bene, assumendo liberamente bevande non zuccherate (cautela solo nei pazienti che sanno di soffrire di scompenso di cuore e che sono già istruiti in tal senso).
3) Controllare ogni mattina il peso corporeo, dopo evacuazione, evitare che aumenti, e in caso di eccesso ponderale attuare un regime dietetico per raggiungere il proprio peso forma. Chi è affetto da scompenso cardiaco qualora notasse un incremento di peso non giustificato, lo deve comunicare subito al proprio medico o al centro dello scompenso, per valutare l’opportunità di metter mano al diuretico.
4) Assumere tutti i farmaci previsti e non sospendere MAI l’assunzione delle altre terapie in atto (con antiaggreganti, anticoagulanti, antiaritmici, statine, ipoglicemizzanti), salvo su consiglio del cardiologo e per ragioni ben documentate.
5) Misurare la pressione una-due volte al giorno. In caso di abbassamento eccessivo (sotto i 100 mm Hg di massima, per esempio), e senso di stanchezza, capogiro, accenno allo svenimento, per effetto della febbre oppure del riposo o della dieta, alleggerire il carico dei farmaci anti ipertensivi assunti, solo dopo aver consultato il proprio medico.
6) Porre attenzione ai sintomi cardiaci classici (dolore o oppressione toracica, irregolarità marcata del battito cardiaco, difficoltà a respirare, capogiri intensi o svenimenti). In caso di sintomi, soprattutto se improvvisi o intensi, contattare immediatamente il 112.
7) Ricordare che in caso di urgenza e emergenza è indispensabile giungere in ospedale, per una visita o un ricovero urgente , sapendo che esistono canali d’accesso differenziati da quelli per i pazienti Covid, e quindi senza correre il rischio d’esporsi al contagio.
8) In caso di rialzo febbrile assumere preferibilmente il paracetamolo (Tachipirina) che non interferisce con i farmaci cardiologici e informare il medico.
9) Ricordare di portare tutta la documentazione relativa alla propria patologia cardiaca se si va in ospedale per una visita urgente o con il 112 per una emergenza cardiaca.
10) Combattere la depressione, un importante fattore di rischio cardiovascolare. E quindi l’invito a leggere un libro o trovare altri escamotage per alimentare la consapevolezza che il momento difficile che stiamo vivendo si concluderà e si tornerà alla normalità.
Ufficio stampa Intermedia

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I danni economici del coronavirus

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

La crisi del coronavirus si è abbattuta anche sulla Terra Santa. Il COVID-19 ha infatti indotto migliaia di pellegrini ad abbandonare i luoghi santi. «Molti cristiani ne soffriranno, specialmente a Betlemme, perché sono impiegati nel settore turistico», commenta amaramente Fra Ibrahim Faltas, responsabile delle relazioni con l’Autorità Palestinese e Israele per la Custodia di Terra Santa, in un colloquio con la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre. «Senza pellegrini non lavora nessuno», aggiunge. Tutto è infatti interconnesso nel sistema economico dei cristiani di Terra Santa: le entrate provenienti dal turismo finanziano le attività sociali e pastorali svolte dalle istituzioni cristiane attraverso parrocchie, santuari, scuole, case di cura e case di riposo.
«Non sappiamo come potremo continuare a pagare tutti», afferma Fra Alberto Joan Pari, anch’egli della Custodia, aggiungendo che tutte le strutture alberghiere Casa Nova gestite dai Francescani di Terra Santa sono attualmente chiuse. In passato, in condizioni di guerra, alcuni sono riusciti a trovare temporaneamente una nicchia economica al di fuori del turismo. Ora con la pandemia è impossibile correre il rischio di spostarsi altrove per fare altro.
Fra Ibrahim dice che le preghiere della comunità cristiana occidentale «assicureranno un grande sostegno e incoraggeranno i pellegrini a tornare in questa Terra appena possibile». Fra Alberto aggiunge che i Francescani di Terra Santa risponderanno alle preghiere facendo lo stesso nei luoghi santi, in particolare per quanti stanno soffrendo a causa del virus. Le donazioni, appena potranno arrivare, saranno benvenute. Fra Alberto è infatti consapevole che la situazione economica dei cristiani locali potrebbe peggiorare se la raccolta del Venerdì Santo verrà differita, come egli teme. Questa raccolta, ordinariamente frutto della solidarietà di tutte le Chiese Cattoliche del mondo verso la Terra Santa, rappresenta una delle maggiori fonti delle entrate necessarie per l’attività di manutenzione, l’accoglienza dei pellegrini e il sostegno della Chiesa a Gerusalemme e più in generale nel Medio Oriente, allo scopo di garantire la permanenza dei cristiani nelle rispettive nazioni. Senza questa raccolta «si perderebbe l’80% delle nostre entrate», sottolinea il Francescano.
Chiese e santuari in Israele sono aperti, afferma Fra Alberto, ma solo dieci persone possono partecipare alla liturgia. Sul fronte palestinese le autorità hanno posto in quarantena Betlemme più di due settimane fa. Le chiese sono serrate inclusa, sin dal 5 marzo, la Basilica della Natività. Quanto alla possibilità che la Basilica del Santo Sepolcro sia aperta in occasione delle festività pasquali, niente è meno certo. Le autorità israeliane hanno chiuso il luogo sacro lo scorso 25 marzo e Fra Alberto commenta amaramente che «probabilmente non ci saranno celebrazioni pubbliche». Quindi, nessun pellegrino.

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Il populismo sanitario

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Quasi una insurrezione invisibile? In una vita politica paralizzata dalla pandemia, con un Parlamento quasi abbandonato e un’opposizione in parte dedita a non aumentare le divisioni nel momento in cui il Governo e lo Stato conducono una lotta ardua e incerta contro il coronavirus, le proteste si rifugiano sui social network. Oltre a contributi intelligenti, critiche pertinenti, numerose richieste di solidarietà, una non marginale quantità di interventi aggressivi, offensivi e cospiratori si sta diffondendo alla velocità di un virus digitale.
Un modo di interloquire becero con ragionamenti tra la fantasia e le credenze mistiche procede sui social, estendendo in ambito sanitario la ruvida e demagogica retorica che infesta la vita politica. La sofferenza delle persone viene presentata come il risultato di una cinica e irresponsabile scelta dei leader della politica. Al dilagare del virus che preoccupa i più e impegna allo stremo medici, infermieri e tutte le professioni sanitarie, farà seguito il dilagare del populismo? Non lo sappiamo, ma l’ipotesi non è improbabile.
Il paradosso del populismo si manifesta vividamente su scala internazionale: sono proprio i leader portati al potere dalla stessa rabbia popolare a guidare le politiche più discutibili.
Negli Usa, Donald Trump ha negato con determinazione, per un mese, la gravità della crisi. Di fronte alle prove e alle preoccupazioni diffuse, con un ritardo di un mese che costerà molte vite, ha deciso di adottare le misure di buonsenso adottate nella maggior parte degli atri Paesi.
In Gran Bretagna, l’uomo finalmente realizzato della Brexit, Boris Johnson, ha anche minimizzato la crisi e ha sostenuto che il virus avrebbe dovuto diffondersi per immunizzare la popolazione.
In Brasile, Jair Bolsonaro continua a negare la gravità della pandemia e continua a stringere le mani nei suoi bagni di folla, sostenendo che non si deve paralizzare l’economia del suo Paese con misure precauzionali restrittive. Un miracolo salverà i brasiliani? Intanto intorno al presidente, tra gli esperti che lo consigliano, i dubbi sembra che guadagnino terreno.In sostanza, il populismo denuncia i governi che stanno provando a combattere quasi razionalmente la pandemia, ma laddove il populismo è al potere, dimostra il caos dove i suoi istinti irrazionali lo trascinano. Nulla di sorprendente.
In Italia, dove i populisti al potere sono un po’ mitigati dalla presenza in coalizione di partiti non ufficialmente populisti, quelli all’opposizione (coi leader Matteo Salvini e Georgia Meloni), sono schizofrenici perché si lamentano per il tardivo e insufficiente intervento di quella Unione Europea che in ogni momento denunciano come inutile, ingombrante e da cui vorrebbero uscirne. Non solo, ma si arriva ad una paradosso come questo: il leader della Lega che, denunciando l’inutilità dell’apertura dei tabaccai come attività essenziali durante il confino, si lamenta del fatto che le chiese siano chiuse. A questo proposito ha scritto Bertrand Russell: “Nel Medioevo, allorché la pestilenza mieteva vittime, santi uomini riunivano la popolazione nelle chiese per pregare, cosicché l’infezione si diffondeva con straordinaria rapidità fra le masse dei supplicanti. Ecco un esempio di amore senza conoscenza”.
Ripetiamo: Nulla di sorprendente. Quando l’ideologia invade la scena pubblica, i fatti perdono la loro importanza, la logica svanisce e prevalgono i discorsi e le teorie più contraddittorie con l’intento di stigmatizzare il nemico immaginario, con ogni mezzo, e col supporto dell’applauso del popolo arrabbiato.

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Coronavirus e misure urgenti di solidarietà alimentare, la parola ai Comuni

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

In aggiunta a al DPCM che ha stanziato ai comuni un anticipo del fondo di solidarietà comunale, 4,3 miliardi di euro, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione civile ha emanato l’ordinanza 658 del 29 marzo 2020 con la quale vengono stanziati ulteriori 400 milioni di euro come risorse da destinare a “misure urgenti di solidarieta’ alimentare”, ripartiti in base alla popolazione (per l’80%) e ai valori reddituali comunali (per il 20%).I Comuni utilizzano il contributo per il rilascio di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti in un elenco che dovranno pubblicare nel proprio sito istituzionale, o per acquistare e distribuire direttamente generi alimentari e prodotti di prima necessità.
Saranno gli uffici dei servizi sociali di ciascun comune ad individuare il contributo e la platea dei beneficiari tra i nuclei familiari piu’ esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessita’ piu’ urgenti ed essenziali. Viene data priorità a chi non sia già destinatario di altro sostegno pubblico (come il reddito di cittadinanza).Per l’acquisto e la distribuzione dei beni il comune si può avvalere di enti del terzo settore (volontariato, no-profit). Possono anche essere utilizzati fondi derivanti da donazioni.L’entità dei fondi assegnati a ciascun comune è specificata neglli allegati dell’ordinanza. Al Comune di Firenze sono andati 2 milioni di euro. La parola ai Comuni, quindi, diretti interlocutori dei cittadini. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Covid-19 e bollette

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Nonostante il calo del costo delle materie prime legate all’elettricità e al gas, non tutte le bollette energetiche sono destinate a diminuire e anzi, come evidenziato da Facile.it, sono molti gli italiani che, anche a causa dell’obbligo di stare a casa e del conseguente aumento dei consumi, potrebbero veder lievitare la propria spesa mensile.In un periodo come quello attuale, dunque, è bene fare attenzione se si vuole evitare il salasso. Cosa fare per contenere i costi? Conviene passare al mercato libero? Meglio una tariffa fissa a prezzo fisso o indicizzato, bioraria o monoraria? E se si sceglie di cambiare operatore luce e gas, si rischia di restare senza fornitura? Per rispondere a queste e altre domande, ecco un breve vademecum a cura di Facile.it

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Codici: occhio allo scontrino, troppo spesso i conti non tornano

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Con il moltiplicarsi delle segnalazioni in merito a rincari spropositati sui prodotti legati al Coronavirus, come le ormai famose mascherine, i consumatori sembrano aver sviluppato un’attenzione maggiore ai prezzi. Lo dimostrano le comunicazioni che stanno arrivando all’associazione Codici, che ormai riguardano anche acquisti che esulano dall’emergenza.“Siamo stati contattati da una donna – afferma l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – in merito all’acquisto di alcuni medicinali veterinari presso una farmacia di Bellagio, in provincia di Como. Al momento di pagare, la consumatrice ha scoperto che i prezzi indicati sulle confezioni erano più bassi di quelli riportati sullo scontrino, con una differenza di alcuni euro. Ha chiesto anche chiarimenti al farmacista, il quale le ha risposto che i prezzi aumentano e non sono obbligati ad aggiornarli sulle confezioni. Soprattutto in un momento così delicato – dichiara l’avvocato Giacomelli – riteniamo necessario uno sforzo da parte di tutti per garantire la massima trasparenza possibile. Crediamo che in questo caso la farmacia avrebbe dovuto assumere un comportamento diverso ed anche per questo abbiamo deciso di segnalare i fatti alla Guardia di Finanza. Rinnoviamo l’invito ai consumatori a controllare sempre lo scontrino per evitare brutte sorprese”.L’associazione Codici è a disposizione per fornire chiarimenti ed assistenza su aumenti ingiustificati dei prezzi.

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