Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Archive for 6 aprile 2020

Stati Uniti d’Europa. Coronavirus. Quanto tempo ancora? Proposte

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Quando finisce questa emergenza Coronavirus, si chiedono e ci chiedono? La risposta non c’è, almeno che non ci si voglia affidare a un astrologo o a un cartomante.Per affrontare la pandemia ci sono due strade da percorrere: la prima è quella di lasciar correre l’infezione, tesi proposta del premier britannico Boris Johnson, il che provoca un numero elevato di morti, la seconda è quella della ricerca del vaccino e della adozione di misure di contenimento.Le misure di contenimento sono più o meno efficaci in relazione alla predisposizione di piani sanitari, da attuare coerentemente ed efficacemente.E’ sotto gli occhi di tutti che nel nostro Paese le indicazioni sanitarie nazionali sono state parzialmente ignorate e le Regioni hanno fatto da sé. I risultati sono evidenti: circa 129 mila contagiati e 16 mila morti con un indice di letalità, cioè il rapporto tra infettati e i morti, del 12%.
In Germania l’indice di letalità è dell’1,4%. Ci sono circa 110 mila contagiati e 1600 morti.Da rilevare che la Germania ha 83 milioni di abitanti e l’Italia 60 milioni. Il perché lo abbiamo spiegato in un precedente intervento (1), che riassumiamo: la Germania ha predisposto un piano emergenziale in caso di pandemia, fin dal 2005, che è stato eseguito in tutto il territorio. Un esempio per tutti: in Germania si fanno 350 mila tamponi a settimana. Insomma, organizzazione e disciplina.Che fare dunque, per il futuro? Un Piano pandemico europeo, è la risposta, con il trasferimento di poteri sanitari in sede comunitaria.Domani si riunirà il Consiglio europeo, formato dai capi di Stato e di Governo. Potrebbe essere l’occasione buona per approvare iniziative sanitarie, oltre a quelle economico-finanziarie. Occorre muoversi insieme. Occorrono gli Stati Uniti d’Europa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Roma: Arrivano i termoscanner a Termini e Tiburtina

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Gli strumenti gia’ utilizzati negli aeroporti per misurare la temperatura alle persone in arrivo al fine di prevenire l’allargarsi dell’epidemia di Coronavirus, domani dovrebbero fare il loro esordio nelle due grandi stazioni della Capitale. Dopo uno stallo prolungato dovuto alla carenza di medici della Asl, tutti impegnati in prima linea negli ospedali, la vicenda si e’ sbloccata grazie alla disponibilita’ dell’Omceo Roma. “Domani si parte – ha spiegato all’agenzia Dire il presidente dell’Omceo Roma, Antonio Magi – Ancora ieri ci siamo confrontati con la Protezione Civile per organizzare i dettagli sui turni dei nostri medici che si sono resi disponibili. Il nostro personale medico e’ pronto per presidiare la postazione di triage dove la procedura prevede, in caso venisse scoperta una persona con la febbre e potenzialmente a rischio, l’isolamento e il trasporto verso gli ospedali attrezzati”. “La postazione – ha aggiunto Magi – sara’ organizzata con la presenza di personale medico di genere femminile per superare eventuali difficolta’ in caso si dovesse effettuare un test su donne di diverse fedi e religioni”. (fonte Agenzia Dire)

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Ma a settembre si tornerà a scuola?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

“Si ritornerà a scuola solo quando si avrà la certezza che gli studenti italiani siano al sicuro. Mai metteremmo a rischio la loro salute”. Lo ha dichiarato la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina, intervenuta a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio. Cosa si può dedurre, mettendo insieme anche altri fattori? In primo luogo che è altamente probabile che in quest’anno scolastico le aule resteranno vuote. E poi che lo stop potrebbe riguardare anche il prossimo anno scolastico. Vediamo perché.Per l’emergenza del Covid-19 si parla di possibile Fase 2 che potrebbe iniziare dopo il 13 aprile o a maggio, in dipendenza dell’evolversi del contagio.
Ma fase 2 non significa un ritorno alla vita sociale a cui eravamo abituati mesi fa. E probabilmente neanche un ritorno a scuola.
Il premier Conte ha dichiarato che con la Fase 2 “si comincerà con le prime autorizzazioni per le aziende che fanno da supporto alla filiera alimentare e farmaceutica. E poi prevederà un’apertura scaglionata per tutte le altre attività che dovrebbe cominciare a maggio. Si tratta di una serie di misure che tutti dovranno seguire per continuare a fermare il contagio da coronavirus che comunque non potrà dirsi definitivamente sconfitto. E la premessa è una regola fondamentale: obbligo di mantenere il metro di distanza tra le persone e usare quanto più possibile le mascherine”.Insomma la fase 2 certamente non vuole dire possibilità di assembramento. Cosa comporta questo per la scuola, che è un luogo naturale di assembramento?Ben difficilmente la “fase 2″ potrà sbloccare l’ordinaria vita scolastica in presenza di 8,5 milioni di alunni e 1 milione e 200 mila tra docenti e personale Ata, nelle talvolta anguste aule delle scuole italiane.Benché – come ha ricordato la Azzolina – si stiano valutando più scenari (uno anche con ipotesi di riapertura fisica delle scuole entro il 18 maggio), è difficile non solo che si rientri a scuola entro la fine dell’anno scolastico, ma anche che i portoni della scuola si riaprano a settembre 2020, da quanto si comincia a dedurre.Il ritorno alla normalità anche per la scuola potrà avvenire verosimilmente soltanto con il vaccino che neutralizzi il Covid-19. La auspicata sicurezza si potrà ottenere solo con il vaccino.Ma il vaccino quando potrà arrivare?”La mia speranza è che arrivi nel primo trimestre dell’anno prossimo”, ha detto il professor Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Oms, intervistato da Il Messaggero.La comunità scientifica internazionale è da tempo alla ricerca del vaccino che potrà debellare l’epidemia. Ma non sarà vicina la data della riuscita.”Sono oltre 30 le case farmaceutiche e i laboratori in tutto il mondo che stanno lavorando sulla ricerca di un vaccino contro il SARS-CoV-2 -si legge su https://www.fanpage.it/ – ma per vederne uno in commercio ci vorranno almeno dai 12 ai 18 mesi secondo l’OMS e il Ministero della Salute”.Andrea Gambotto un ricercatore barese che sta lavorando nel team dell’University of Pittsburgh School of Medicine per realizzare il vaccino anti Covid-19 dichiara che il team è pronto per partire con la fase 1, ovvero la sperimentazione sull’uomo grazie a dei volontari. “L’obiettivo primario è valutare se c’è tossicità – spiega Gambotto – poi in caso di esiti positivi possiamo iniziare a ragionare sull’efficacia del prodotto”. I tempi? “Almeno 6-8 mesi per avere i risultati della sperimentazione sull’uomo, se non ci sono intoppi. Per avere il vaccino perciò bisognerà aspettare ancora molto tempo”.Secondo un’inchiesta de L’Espresso, si ipotizza che in autunno potrebbe esser pronto un vaccino per personale sanitario e anziani, e successivamente l’anno prossimo inizierebbe la distribuzione di massa. A dare queste notizie è il dott. Andrea Carfì, capo del team di ricerca sulle malattie infettive dell’azienda americana Moderna di Cambridge, Massachusetts, che per prima ha elaborato un vaccino di tipo sperimentale contro il COVID-19, e che attualmente lo sta testando su circa 45 volontari.
Senza vaccino a settembre cosa faranno le scuole? Apriranno comunque? Sembra improbabile.Come sarà possibile tenere a distanza di sicurezza per 4-5 ore 20-25 (e più) alunni senza che abbiano contatti fisici? Entreranno e usciranno da scuola uno alla volta? E in bagno? I più piccoli come faranno a starsene tranquilli?Provate a immaginare tutti i momenti di vita a scuola e capirete che la scuola, senza vaccino, realisticamente non potrà funzionare in presenza.Ma nell’attesa occorre agire per tempo e prepararsi per questa nuova emergenza.Occorre, da subito, prepararsi adottando soluzioni strutturali. La ministra Azzolina a “Che tempo che fa” ha dichiarato che il Ministero ci sta pensando.La didattica a distanza, utilizzata in emergenza, da soluzione congiunturale dovrà probabilmente diventare strutturale, continua, programmata, obbligatoria per tutti gli insegnanti.Sarà necessario assicurare una formazione adeguata per i docenti che dovranno anche disporre di adeguate strumentazioni tecnologiche.Per questa nuova forma di lavoro a distanza non si potrà prescindere dalla condivisione dei sindacati eventualmente con una sequenza contrattuale apposita nella quale si definiscano con chiarezza, modalità, tempi, carichi di lavoro, programmazione di team, ecc.
Per rendere efficaci le connessioni dovrà essere assicurata la banda larga ovunque.Sono ancora molte le famiglie prive di strumentazioni adeguate: va potenziato il finanziamento per l’assegnazione in tempo utile in vista del nuovo anno.Nella prospettiva di questo anno straordinario il Ministero potrebbe costituire una commissione di lavoro che, operando on line, con flessibilità e rapidità, metta in campo le linee operative per questo, nuovo davvero, anno scolastico. Di più su http://www.tuttoscuola.com/ma-a-settembre-si-tornera-a-scuola/

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Lo smart learning nelle scuole

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

La chiusura delle scuole a causa dell’emergenza Coronavirus ha costretto migliaia di insegnanti a ripensare il proprio metodo di insegnamento per adattarlo alle esigenze della didattica a distanza. Non solo a modificare strumenti, linguaggio, contenuti e formato delle lezioni: quella digitale è una rivoluzione che investe il rapporto con gli studenti, le modalità di apprendimento e di valutazione. Per aiutare i docenti in questa fase delicata, Randstad Education, la divisione specializzata nella filiera istruzione-formazione-lavoro di Randstad, che supporta le organizzazioni nella previsione delle competenze necessarie allo sviluppo futuro e nella progettazione dei migliori piani di formazione, ha stilato un elenco di dieci suggerimenti per far funzionare lo smart learning.
1. Prepara la tua postazione di lavoro. La stanza e la postazione che scegli per fare lezione devo essere il più possibile in ordine e isolate per evitare che oggetti, rumori o movimenti sullo sfondo possano distogliere l’attenzione degli studenti. Per una buona resa video, non posizionarti con una finestra davanti o alle spalle perché il riverbero potrebbe disturbare la vista o farti apparire in ombra. Non indossare camicie o magliette a righe che potrebbero tendere a sgranare l’immagine.
2. Fornisci gli strumenti. Gli studenti delle scuole medie e superiori sono nativi digitali, ma non tutti potrebbero avere familiarità con gli strumenti per le videoconferenze o la condivisione di materiale. Per dare a chiunque la possibilità di accedere alla lezione, è bene dotare tutta la classe degli strumenti adatti e delle conoscenze necessarie per utilizzarle al meglio. Si può fissare un momento all’inizio dell’orario scolastico per verificare che non ci siano problemi tecnici o di connessione e che tutti i ragazzi siano in grado di usare la piattaforma scelta.
3. Dialoga con gli studenti. Questa emergenza, che costringe a stare in casa e sta modificando radicalmente la propria routine, può mettere a dura prova la tenuta psicologica degli studenti più fragili. Sii sempre pronto e aperto al dialogo e all’ascolto, organizza momenti di confronto con la classe e con i singoli studenti, sulla didattica e in generale su come i ragazzi stanno vivendo questo periodo di crisi. È utile inserire questi momenti all’inizio delle lezioni per sdrammatizzare, mettere gli studenti a loro agio e creare un clima sereno, oppure fra una lezione e l’altra per spezzare il ritmo e permettere ai ragazzi di “ricaricare le batterie”.
4. Organizza momenti di socialità. Oltre che con il docente, gli studenti hanno bisogno di mantenere momenti di socialità fra di loro, come se si trovassero ancora fra i banchi. Organizzare delle piccole pause durante le lezioni per consentire ai ragazzi di chiacchierare e relazionarsi miglioreranno umore, concentrazione e resa scolastica.
5. Sperimenta nuove forme di didattica. Pensare di trasferire online i metodi di insegnamento utilizzati durante una normale lezione in classe sarebbe un errore. Gli studenti, confinati nelle proprie case, sono circondati da distrazioni e lunghe lezioni frontali risulterebbero noiose e controproducenti. Meglio proporre lezioni più brevi, di mezz’ora al massimo, e sfruttare tutte le opportunità offerte dagli strumenti digitali per coinvolgerli e stimolarli. Alle lezioni in diretta ospitate dalle piattaforme di videoconferenza si possono affiancare videolezioni registrate, podcast, presentazioni con immagini, grafiche e mappe. Si possono suggerire libri, articoli, riviste da leggere e film da guardare nel tempo libero così da integrare e arricchire le nozioni apprese.
6. Prendi spunto dall’attualità. L’emergenza può fornire spunti per guardare le varie discipline da un punto di vista diverso e per applicare i concetti appresi alla realtà di tutti i giorni. Parlare delle statistiche dei contagi, delle misure prese per rallentarli o delle informazioni sull’origine e sulla natura del virus può essere un modo alternativo per trattare alcuni argomenti di materie matematiche e scientifiche. Allo stesso modo, possono essere oggetto di dibattito gli effetti del Coronavirus sull’economia, sull’ambiente e sulle relazioni internazionali, con possibili confronti storici e letterari.
7. Valuta le competenze, non soltanto le conoscenze. La didattica online incide sulla relazione fra alunno e insegnante, come sulla possibilità di quest’ultimo di controllare la corretta esecuzione di test e verifiche. L’insegnamento a distanza consente allo studente di svincolarsi dal docente e di reperire informazioni che in condizioni normali non potrebbe sfruttare. Un’ottima opportunità per mettere alla prova gli studenti non solo sulle nozioni acquisite, ma sulla capacità di collegarle, esporle e presentarle in diversi formati – come ad esempio presentazioni in Power Point, video, audio, progetti multimediali – e di lavorare in gruppo. È l’occasione per proporre una didattica basata sulle competenze, più che sulle conoscenze.
8. Responsabilizza i tuoi studenti. La riduzione dell’orario scolastico aumenta il tempo libero dei ragazzi. I docenti possono colmare questo vuoto condividendo materiali in diversi formati, ma è importante soprattutto cercare di responsabilizzare i ragazzi, rendendoli parte attiva del proprio apprendimento. L’insegnante può assegnare lavori di gruppo, presentazioni e altre esercitazioni o chiedere ai ragazzi di proporre dei materiali integrativi a quelli condivisi dalla scuola, per stimolare la collaborazione e l’iniziativa degli studenti e mettere alla prova capacità che solitamente non vengono testate.
9. Fissa delle regole per mantenere disciplina e attenzione. Mantenere la disciplina è una delle principali sfide di ogni docente, ancora più complessa quando l’insegnamento avviene attraverso uno schermo. Il primo consiglio è utilizzare alcuni “riti” tradizionali per dare continuità con la vita scolastica: ad esempio fissare un orario inderogabile per l’appello prima di cominciare la giornata o stabilire un segnale comune per intervenire durante la lezione. Per tenere elevata la concentrazione e controllare gli studenti, invece, si possono obbligare i partecipanti a tenere accesi microfono e webcam per l’intera diretta video (attenzione però ai rumori eccesivi) o limitare le domande a momenti precisi.
10. Apprendi dai tuoi studenti. Quando si parla di strumenti digitali, si possono trovare studenti più esperti dei loro docenti. L’insegnante non deve temere questa “concorrenza”, anzi, usarla come arma in più per coinvolgere i ragazzi nella lezione, stimolarli e rafforzare abilità che in condizioni normali non potrebbero sperimentare a scuola. In azienda il reverse mentoring – cioè quando un dipendente più giovane affianca e forma un lavoratore senior – migliora la produttività e la coesistenza fra generazioni diverse sul posto di lavoro. Perché non provarlo anche a scuola?

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Bilancio delle prime tre settimane delle attività on line organizzate dall’Università di Parma

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Parma 1.181 studenti laureati, 2.976 studenti che hanno sostenuto esami, 9.072 videolezioni caricate, 429mila visualizzazioni delle videolezioni, 743 insegnamenti coperti, pari all’89% del totale.È più che lusinghiero il bilancio delle prime tre settimane delle attività on line organizzate dall’Università di Parma a fronte dell’emergenza coronavirus, a seguito della sospensione delle attività in presenza disposta dai provvedimenti del Governo e della Regione.L’Ateneo si è infatti prontamente organizzato per garantire la continuità formativa e la regolare prosecuzione del percorso accademico degli studenti, trasferendo sul web lezioni, esami e sedute di laurea. E l’ha fatto con uno sforzo corale di tutto il personale, dagli aspetti legati alle piattaforme informatiche a quelli strettamente didattici, che hanno comportato una nuova modalità e un nuovo approccio anche da parte dei docenti. Gli studenti hanno così potuto frequentare le lezioni, sostenere esami e anche laurearsi, da casa, davanti al proprio pc, rimandando di qualche mese abbracci e festeggiamenti.I numeri parlano da soli, e sono la testimonianza più eloquente dello slogan che in questi giorni difficili accompagna tutte le attività dell’Università di Parma: #uniprnonsiferma, a dimostrazione della volontà dell’intera comunità universitaria di perseguire la “normalità” pur in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo. Uno sforzo che mira a consentire a tutti gli studenti di non sentirsi “abbandonati” nel loro percorso e di rispettare i tempi e le modalità con cui ciascuno ha programmato il proprio iter universitario.

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Banche: Azzerare le commissioni sui prelievi

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

I Piani Industriali di taluni gruppi bancari hanno previsto la chiusura di numerosi sportelli sia in diversi paesi di provincia, che nelle grandi città. Ciò ha determinato che i consumatori che necessitano di prelevare – afferma Danilo Galvagni vice presidente Nazionale di Adiconsum – essendo impossibilitati dal DPCM 22 marzo 2020 allo spostarsi in comuni limitrofi, sono costretti a prelevare ai bancomat di altre banche, caricandosi delle commissioni pari a € 2/3.Per questo Adiconsum ha lanciato la proposta al sistema bancario di azzerare, almeno in questo periodo di emergenza sanitaria, le commissioni sui prelievi.” Ad oggi, solo INTESA SANPAOLO ha accolto il nostro appello – rilancia Carlo Piarulli Responsabile nazionale credito Adiconsum – ed ha messo in campo le procedure necessarie per azzerare, fino al 31 luglio 2020, le commissioni di prelievo da ATM di altre banche dei loro clienti titolari di carte di debito appartenenti alle filiali chiuse nel mese di marzo in comuni dove non sono presenti altre filiali.Intesa Sanpaolo ha inoltre deciso di prorogare fino al 31 luglio anche gli azzeramenti delle commissioni di prelievo autorizzati, sui clienti delle filiali chiuse lo scorso dicembre, oltre a verificare la possibilità tecnica di recuperare ed eventualmente stornare in automatico gli addebiti effettuati.Pur nella consapevolezza del costo minimale di tale azione, l’auspicio – conclude Galvagni – è che anche il resto del sistema dimostri analoga sensibilità in un momento di criticità come l’attuale.

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“Troppe diserzioni dalle strutture sanitarie per paura di contagi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

“Gli uomini e le donne colpiti da un tumore urologico, come tutti i malati oncologici, sono esposti ad un rischio maggiore d’infezione da Coronavirus. E’ quindi necessaria una valutazione molto precisa e attenta per individuare i rischi e benefici che si corrono nel non sottoporsi ad esami e terapie piuttosto che nel recarsi nelle strutture sanitarie”. E’ quanto dichiara la Società Italiana di Uro-Oncologia (SIUrO) che invita quindi tutti i pazienti italiani colpiti da tumore della prostata, vescica, rene o testicolo a seguire scrupolosamente le indicazioni dei medici curanti. “In queste settimane molto complesse per l’intero Paese serve un approccio ancora più personalizzato per ogni singolo paziente da parte degli uro-oncologi – afferma Alberto Lapini, Presidente Nazionale SIUrO -. Bisogna tenere conto sia dell’esigenze del singolo malato che delle attuali condizioni, di oggettiva difficoltà, che sta vivendo il nostro sistema sanitario nazionale. Comprendiamo le paure dei pazienti e dei loro familiari ma non andare in ospedale, per un esame o un trattamento, può essere molto pericoloso. Questo vale soprattutto per quelle persone colpite da un carcinoma ad uno stadio avanzato o metastatico”. “Alcuni esami o interventi chirurgici possono tuttavia essere posticipati per un breve periodo di tempo senza prevedibili significative conseguenze negative – aggiunge Renzo Colombo, Vice Presidente della SIUrO -. Per esempio le valutazioni trimestrali del PSA per la sorveglianza attiva di un tumore alla prostata, le instillazioni endovescicali di chemio o immunoterapici in fase avanzata di mantenimento, le cistoscopie di follow-up a lungo termine, le resezioni endoscopiche di piccole neoformazioni vescicali superficiali e a basso potenziale di malignità, possono essere giustificatamente posticipate per un breve periodo di tempo. Ma questa decisione deve sempre essere stabilita, caso per caso, dal singolo specialista o dal team multidisciplinare che sta seguendo il paziente”. “In molti centri non siamo più in grado di operare i pazienti perché interi reparti di urologia o oncologia sono impegnati a contrastare l’emergenza Coronavirus – prosegue Giario Conti, Segretario della SIUrO -. Questo sta avvenendo soprattutto nelle Regioni del nord, prima fra tutte la Lombardia, dove la pandemia è maggiormente estesa. Tuttavia sono state identificate delle specifiche strutture sanitarie Covid-19 free dove i pazienti uro-oncologici possono essere messi in lista d’attesa. In molti casi sono gli stessi medici o chirurghi che si spostano da un centro all’altro della Regione per operare o somministrare le terapie anti-cancro”. A breve la SIUrO, insieme ad altre Società Scientifiche, emanerà un documento con delle raccomandazioni, per pazienti e specialisti, che devono affrontare un cancro urologico in queste settimane travagliate. “Vogliamo rassicurare gli oltre 600 mila italiani che vivono con una diagnosi di tumore genito-urinario – conclude Lapini -. Nonostante le grandi difficoltà e le incertezze di questi giorni possiamo ancora garantire l’assistenza ai nostri pazienti. Raccomandiamo poi a malati e caregiver di seguire con particolare attenzione le norme e i limiti stabiliti dalle recenti ordinanze”.

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Cimice asiatica: di nuovo possibile anche in Italia interventi di Lotta Biologica Classica

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Dopo il parere favorevole del Ministero delle Politiche agricole e del Ministero della Salute la Conferenza Stato-Regioni-Province autonome ha approvato il Decreto del Ministero dell’Ambiente che finalmente rende di nuovo possibile anche in Italia interventi di Lotta Biologica Classica con antagonisti naturali di Insetti alieni che hanno devastato le colture italiane: un caso per tutti i danni per oltre 600 milioni di euro causati alla frutticoltura del nostro Paese dalla Cimice asiatica con tutte le ricadute ambientali determinate dal massiccio uso di pesticidi utilizzati dagli agricoltori nel disperato tentativo di fronteggiare questa vera e propria “INVASIONE BIOLOGICA”.Tra i nemici della Cimice asiatica assumono infatti particolare importanza nei territori di origine di questo Insetto antagonisti naturali capaci di ucciderne le uova, come la piccolissima “Vespa samurai”, non più grande di 2 millimetri e innocua per l’uomo. Nell’ottica di rendere possibile un vasto programma di Controllo Biologico della Cimice asiatica, il Centro di Ricerca CREA Difesa e Certificazione (CREA-DC) su incarico del Ministero delle Politiche Agricole, ha introdotto in Italia già nel 2018 in condizioni di quarantena proprio una popolazione della Vespa samurai, non solo per verificarne la potenzialità ma anche soprattutto per realizzare il non facile STUDIO di ANALISI DEL RISCHIO, indispensabile per valutarne il possibile impatto ambientale. Questo lavoro condotto con un anticipo di ben due anni permette oggi al settore agricolo del nostro Paese di essere pronto da subito per presentare la documentazione necessaria prevista dal nuovo Decreto senza perdere altro prezioso tempo che l’agricoltura italiana non ha.
Oggi diventa quindi possibile l’attuazione del Programma di Lotta Biologica alla Cimice asiatica preparato dal Tavolo Tecnico costituito dal Servizio Fitosanitario Centrale del Ministero delle Politiche Agricole insieme con il CREA, i Servizi Fitosanitari delle Regioni e Province Autonome e varie Università e Fondazioni scientifiche di eccellenza del nostro Paese.Il Programma di collaborazione Ministero, CREA, Servizi Fitosanitari Regionali, Enti Scientifici, che ci si augura possa a breve essere approvato prevede, senza nessun onere per gli agricoltori, la distribuzione della Vespa samurai su gran parte dei territori colpiti per avviare quel riequilibrio ecologico necessario per ridare fiato alla frutticoltura italiana.Così Pio Federico Roversi direttore del CREA Difesa e Certificazione in merito al provvedimento adottato.

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Commercialisti: Analisi del piano Ue anti Covid per sostenere l’economia nell’emergenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato la informativa periodica “Attività Internazionale”, una ricognizione sulle novità e gli sviluppi in ambito internazionale, su cui si è focalizzata maggiormente l’attenzione e l’analisi della categoria. Sotto i riflettori l’aggiornamento sulle diverse misure adottate per far fronte alla pandemia di coronavirus e alle ricadute sulle economie europee e mondiali che inevitabilmente si affiancano alla grave emergenza sanitaria in corso.Complessivamente, i finanziamenti a livello UE raggiungono i 93 miliardi di euro e sono allo studio nuove misure che consentirebbero di incrementarli ulteriormente. La Commissione europea sta lavorando in questi giorni alle modifiche alla bozza di bilancio comunitario per il 2021-2027 per sostenere il rilancio economico, mentre si discute anche del finanziamento e del funzionamento di un fondo di riassicurazione degli schemi nazionali di sostegno alla disoccupazione.Nell’ambito degli aiuti di Stato, è arrivata l’approvazione da parte della Commissione della garanzia concessa dallo Stato italiano a sostegno delle piccole e medie imprese colpite dall’emergenza con una moratoria dei debiti contratti presso le banche.
Un richiamo a porre particolare attenzione ai bilanci e alle comunicazioni al mercato sugli effetti della pandemia nei bilanci arriva dalle note ufficiali diramate nei giorni scorsi dal Comitato europeo per il coordinamento della vigilanza dei revisori legali e dall’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati contenenti linee guida e criteri generali da adottare nell’attuale situazione. Nell’informativa si analizza il lavoro del Comitato degli organismi europei di controllo delle attività di revisione contabile, CEAOB, che ha pubblicato un documento nel quale evidenzia le aree maggiormente significative alla luce dell’impatto del Covid-19 sulle revisioni contabili dei bilanci: Acquisizione di elementi probativi sufficienti e appropriati, Continuità aziendale, Eventi successivi, Reporting e comunicazione. Completa l’informativa una rassegna delle iniziative promosse dai diversi organismi di categoria in tutto il mondo con indicazioni, proposte e suggerimenti per sostenere le professioni e l’economia in questo difficile momento.L’informativa integrale è disponibile online sul sito della Fondazione Nazionale dei Commercialisti (www.fondazionenazionalecommercialisti.it).

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Risparmi per le famiglie e riduzione delle emissioni di gas serra grazie a nuove norme sugli alimentatori esterni

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Gli alimentatori esterni sono adattatori utilizzati per convertire l’energia elettrica dell’alimentazione di rete in una tensione inferiore e sono molto comuni nelle case europee, con una media di dieci per famiglia e oltre 2 miliardi in totale nell’UE. Le nuove norme dell’UE renderanno questi alimentatori esterni più efficienti sotto il profilo energetico, allineandoli agli standard più elevati a livello mondiale. Si calcola che entro il 2030 le norme faranno risparmiare oltre 4 TWh/anno di energia elettrica, sufficienti ad alimentare l’intera Lettonia per un mese. Ciò consentirà di evitare oltre 1,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente l’anno di emissioni di gas a effetto serra.Gli alimentatori esterni sono utilizzati, ad esempio, nell’elettronica di consumo (smartphone, altoparlanti, sistemi audio, televisori), nei prodotti TIC (modem, router, portatili, tablet, display elettronici), nei piccoli apparecchi da cucina (frullatori, spremiagrumi) e nei prodotti per l’igiene personale (rasoi, spazzolini elettrici). Il regolamento sulla progettazione ecocompatibile degli alimentatori esterni fa parte di un più ampio pacchetto di misure adottate lo scorso anno, composto da 10 regolamenti sulla progettazione ecocompatibile e 6 regolamenti sull’etichettatura energetica. Il pacchetto completo dovrebbe generare entro il 2030 un risparmio complessivo di 167 TWh di energia finale l’anno, equivalente al consumo energetico annuo della Danimarca. I risparmi cumulativi corrispondono a una riduzione di oltre 46 milioni di tonnellate di CO2 equivalente l’anno.

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Nuovo materiale di controllo realizzato dagli scienziati del JRC per contribuire a prevenire errori nei test del coronavirus

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

La malattia COVID-19 è causata da un virus chiamato SARS-CoV-2. Esami di laboratorio tempestivi e accurati sono un elemento essenziale della gestione della pandemia di COVID-19.Un recente sondaggio dell’UE ha identificato nella mancanza di materiali di controllo positivi una delle tre principali sfide per i laboratori per realizzare test affidabili del coronavirus.Per rispondere a questa necessità, gli scienziati del JRC hanno sviluppato un materiale di controllo positivo per facilitare il controllo di qualità della rilevazione del SARS-CoV-2 nei laboratori di analisi.Mariya Gabriel, Commissaria per la Ricerca e l’innovazione, responsabile per il Centro comune di ricerca, ha dichiarato: “Ecco la scienza dell’UE in azione quando e dove è necessaria per sostenere la risposta dell’UE alla crisi in corso. Il JRC ha rapidamente individuato una possibile falla nella gestione della pandemia di coronavirus e si è immediatamente messo al lavoro per sanarla. Il nuovo materiale di controllo ha il potenziale di migliorare la capacità dell’UE di rispondere alla diffusione del virus, evitando di sprecare risorse preziose con test non efficienti.”Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha aggiunto: “Test di laboratorio rapidi e affidabili sono fondamentali nella nostra strategia contro il COVID-19. Il lavoro degli scienziati dell’UE per lo sviluppo del materiale di controllo dei test consentirà di verificare fino a 60 milioni di test di laboratorio in tutta l’UE. Questo grande successo dei nostri ricercatori sarà fondamentale nella strategia d’uscita, quando sarà il momento di iniziare ad abolire le misure di distanziamento sociale.”
Un materiale di controllo positivo garantisce che i test di laboratorio funzionino correttamente e siano armonizzati. In particolare, viene usato per evitare che un test possa dare un risultato negativo anche quando la persona è positiva. In pratica, il materiale di controllo definito dal JRC è una parte sintetica e non infettiva del virus.Esso permette alle imprese che producono test e ai laboratori di analisi di verificare i loro kit diagnostici: se i loro test non rilevano il materiale di controllo, non rileveranno neppure il virus reale. Il materiale di controllo favorirà l’armonizzazione dei test del coronavirus in Europa, assicurando un’alta qualità per evitare i falsi negativi. Il virus SARS-CoV-2 muta rapidamente. Ciò significa che ad oggi esiste una famiglia di virus SARS-CoV-2.
Il materiale di controllo sviluppato dagli scienziati del JRC si basa sulla parte del virus che è rimasta stabile dopo la mutazione. Questo significa che il materiale di controllo è pienamente compatibile con i metodi ufficiali dell’Organizzazione mondiale della sanità applicati nell’Unione Europea, in Asia e negli Stati Uniti per la rilevazione della presenza del SARS-CoV-2. Il materiale può anche essere usato per raffrontare e validare i numerosi kit diagnostici attualmente realizzati nel mondo.
Il materiale di controllo è stato realizzato da un’impresa di biotecnologie tedesca, sulla base di un modello del JRC, e poi validato dagli esperti di laboratorio del JRC. 3 000 campioni sono pronti per essere spediti ai laboratori d’analisi in tutta Europa, inclusi i maggiori centri di riferimento per la virologia, e agli ospedali. I campioni sono altamente concentrati per cui è necessaria una quantità molto piccola di materiale per verificare un test. Questo significa che un tubetto campione basta a un laboratorio per controllare fino a 20 000 test. Quindi i 3 000 campioni attualmente disponibili consentono di controllare fino a 60 milioni di test in tutta Europa. I campioni saranno resi disponibili anche ad una platea di utenti più ampia, ma la priorità verrà data ai laboratori designati dai governi nazionali e alla comunità dei ricercatori. https://crm.jrc.ec.europa.eu/p/EURM-019

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Assistenza alimentare. Istanza per ottimizzare le risorse, ridurre l’inquinamento e individuare i truffatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Lettera aperta ai rappresentanti delle istituzioni da parte di Luigi Ciolli PEC ANCC Coordinamentocamperisti. “Si chiede a ciascuno per la propria competenza, l’attivazione una procedura informatizzata per evitare che tali preziose risorse siano disperse o saccheggiate dai truffatori, lasciando in una drammatica condizione milioni di cittadini indigenti.Una procedura che deleghi la gestione ai 7.914 sindaci obbligandoli a fornire un quotidiano flusso di dati a chi indicherete e che provvederà giornalmente a elaborarli consentendovi di verificare e programmare con successo il proseguimento dell’assistenza alimentare.Contestualmente, si chiede alle SS.LL. in indirizzo di far distribuire gli alimenti prossimi alla scadenza prima che siano smaltiti nei rifiuti, recuperando così tonnellate di alimenti. Per constatare tale dispersione alimentare è sufficiente ispezionare a sorpresa un supermercato oppure chiedere a chi si occupa dei rifiuti al suo interno. Basta pensare che sono anni che i supermercati non tengono fuori i cassonetti perché, finché erano presenti, venivano letteralmente “saccheggiati” dai cittadini indigenti. Visto che sui prodotti è indicata la data entro cui consumare “preferibilmente” e non necessariamente entro una certa data, non si tratta di “lasciare ai poveri la roba scaduta” e nemmeno si tratta di un’azione svilente per le persone in difficoltà, ma si tratta di attivare un’iniziativa volta a superare un momento di crisi economica e sociale. Tanto più che anche noi in frigorifero abbiamo spesso prodotti scaduti da qualche giorno e li mangiamo tranquillamente.Per quanto sopra, riteniamo vostro compito emanare un provvedimento diretto ai supermercati e ai sindaci, precisando che gli euro erogati dal settore pubblico, qualunque esso sia, per l’assistenza alimentare devono essere utilizzati UNICAMENTE nei supermercati che aderiscono alla distribuzione degli alimenti prossimi alla scadenza e attivando la seguente procedura:
il comune invia tramite mail a ogni supermercato resosi disponibile un certo numero di famiglie rientranti negli aventi diritto e, in detto elenco, saranno presenti i dati completi di ogni componente il nucleo famigliare convivente (cognome, nome, indirizzo, codice fiscale, eventuale telefono, eventuale mail);
il supermercato prepara le scatole da consegnare con il servizio GUIDA&RITIRA inviando tramite mail al comune e alla Guardia di Finanza lo scontrino comprensivo dei dati del beneficiario, come sopra descritti, e/o ritira per suo conto;
il comune, quale compensazione per il supermercato, acquista, facendoli inserire nei pacchi, prodotti utili a formare un pasto completo e non deperibili quali: sale, zucchero, pasta, riso, olio, pomodori pelati eccetera.
Una procedura facile grazie all’informatizzazione e, inoltre, lo scontrino emesso consentirà:
al supermercato il registrare lo smaltimento merce senza corrispettivo;
al destinatario dei viveri per verificare di ricevere tutti i prodotti descritti;
al comune per registrate il rifornimento e programmare ulteriori consegne;
alla Guardia di Finanza per incrociare i dati ed individuare i truffatori.
Inoltre, questo sistema permetterà anche un notevole risparmio, per il Comune e i cittadini, nello smaltimento e trasporto dei rifiuti con conseguente minor traffico e inquinamento sulle strade. Il risparmio conseguito potrà così essere dedicato alla sicurezza sanitaria, carente delle dotazioni essenziali alla loro salvaguardia (qui uno degli ultimi reportage sulla scarsità dei DPI nella Sanità http://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Il-paziente-zero-25806a1c-093b-4124-a7ff-1a2844ff493a.html).
Come Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti, portatrice di un interesse collettivo, proseguiamo ogni giorno a fornire analisi e soluzioni tattiche e strategiche, inserendolo su http://www.coordinamentocamperisti.it. Un quotidiano lavoro da espletare, grazie a coloro che inviano notizie e i loro studi.È un diritto/dovere di ogni cittadino per partecipare in modo attivo alla vita e sicurezza della nazione, ricordando sempre:che ogni azione, piccola o grande, è determinante per non farsi rubare la speranza di cambiare, migliorando la qualità della vita; di essere sobri, pazienti, non disperarsi dinanzi a un disinteresse diffuso e non esaltarsi a ogni sciocchezza o piccolo traguardo. Sempre il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà” (by Pier Luigi Ciolli – Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti)

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Pediatri di famiglia: Non fermiamo le vaccinazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

“Le scadenze vaccinali del ciclo primario, comprendente anche i vaccini combinati del secondo anno di vita, vanno rispettate pur, ma diremmo soprattutto, nell’emergenza Covid-19. Possiamo invece rinviare i richiami, per evitare spostamenti della popolazione e limitare gli accessi anche nei nostri studi. Come pediatri di famiglia ci rendiamo disponibili ad alleggerire i centri regionali, ora assorbiti soprattutto dall’esecuzione di tamponi per le diagnosi di Covid-19. Siamo senz’altro in grado di occuparci direttamente della somministrazione dei vaccini ai nostri pazienti”. Così Paolo Biasci, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, all’indomani della diffusione delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in tema di pratica vaccinale in questo periodo di emergenza.“Insieme alle scadenze del ciclo primario – spiega Giorgio Conforti, Coordinatore Area Vaccini e Vaccinazioni FIMP – riteniamo opportuno mantenere anche la protezione contro le gastroenteriti da Rotavirus, data la possibile presentazione clinica del Covid-19 con manifestazioni gastroenteriche. Limitiamo fortemente così un’interferenza diagnostica e una comorbilità dall’impatto clinico rilevante. Peraltro tale vaccino può essere somministrato con gli altri del ciclo primario e non comporta accessi ulteriori.Raccomandiamo inoltre la somministrazione del vaccino anti-meningococco B introdotto nei LEA dal 2017, e iniziando dal terzo mese, in considerazione della maggiore incidenza, per numero e gravità dei casi, nei primi 24 mesi di vita. Anche il vaccino anti-meningococco C o il quadrivalente (ACWY) può essere co-somministrato col già raccomandato tetravalente MPRV, completando così la protezione verso gravi patologie invasive”.“L’Organizzazione Mondiale della Sanità – sottolinea Biasci – indica inoltre come priorità la sicurezza degli accessi e invita a favorire l’implementazione di sedi vaccinali alternative, dove venga garantita la chiamata attiva, la distanza fra utenti, la vaccinazione in concomitanza con bilanci di salute. Come Fimp riteniamo opportuno un coinvolgimento in ambito regionale nella pratica vaccinale della Pediatria di libera scelta. Le raccomandazioni dell’OMS sono infatti più facilmente attuabili presso i nostri ambulatori, come del resto dimostra quanto già sperimentato da anni in alcune Regioni. Queste indicazioni permetteranno anche un minor sforzo in fase post-epidemica per il recupero dei vaccini che si saranno rimandati, non considerando tale pratica opportuna in fase di epidemia da COVID 19”.“Dobbiamo infatti ricordare – dichiara Biasci – che, come rileva l’Istituto Superiore di Sanità, la frequenza con cui in Italia insorgono casi di influenza, si aggira mediamente intorno al 9% annuo (ma il range va dal 4-15%) della popolazione generale. Nella fascia d’età 0–14 anni, che è quella più colpita, l’incidenza, mediamente, è pari a circa il 26% (12-40%). In alcuni casi possono verificarsi complicanze gravi o la morte nelle persone ad alto rischio, fra le quali compaiono anche i bambini fra i 6 mesi e i 5 anni. L’aggravamento più comune è la sovrapposizione di un’infezione batterica a carico del sistema respiratorio (bronchite che può sfociare in polmonite), dell’apparato cardiovascolare (miocardite), del sistema nervoso e dell’orecchio (otite e sinusite). Secondo le stime dei ricercatori dell’Iss, ogni anno muoiono circa 8mila persone in Italia a causa delle complicanze dell’influenza stagionale (con punte di 12mila decessi in alcune annate)”. “Pertanto – conclude Biasci – dobbiamo sostenere la fiducia delle famiglie nell’efficacia dell’immunizzazione e nel nostro prezioso e fragile Servizio Sanitario Nazionale, di cui anche le Cure Primarie fanno parte. Per il Covid-19 il vaccino non c’è ancora. Ma per l’influenza stagionale e per numerose altre patologie, sì. Non dimentichiamolo e programmiamo ora per essere pronti domani”.

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Fine odissea Costa Magica, ma troppi italiani sono ancora bloccati all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

“Ho appreso con piacere che i membri dell’equipaggio a bordo della Costa Magica, così come quelli della Costa Favolosa, sono finalmente rientrati in Italia dopo essere sbarcati a Miami. Questa buona notizia non cancella però una situazione inammissibile, che vede tanti nostri connazionali bloccati all’estero, impossibilitati a rientrare da quando sono stati cancellati i collegamenti da e per l’Italia. Ancora peggiore la situazione sulle navi, non solo su quelle di compagnie italiane, dove si trovano imbarcati tanti concittadini che sono partiti senza restrizioni, ed ora non riescono a scendere perché a bordo si registrano casi sospetti o acclarati di contagi da Coronavirus. Su questa ed altre situazioni il ministro degli Esteri dovrebbe chiarire come sta intervenendo, visto che dai canali ufficiali non traspare molto e ci dobbiamo accontentare di qualche dichiarazione spot in tv. Di Maio dica in sedi ufficiali come sta agendo per riportare a casa gli italiani rimasti all’estero. Mi aspetto una risposta rapida che possa anche tranquillizzare le famiglie di chi è rimasto bloccato, giustamente preoccupate per la situazione che si è venuta a creare”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini, capogruppo in Commissione Bilancio.

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Ue: A che serve cessione di sovranità se di fronte alla guerra scappa?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

“Se la Ue deve prendere lezioni dalla piccola e generosa Albania tanto vale tornare al vecchio Mercato unico europeo: a che serve una cessione di sovranità se poi di fronte a una guerra si scappa?”.“Non si puo’ pensare che in tempi di globalizzazione uomini e merci possano infrangere ogni barriera e non possano fare lo stesso virus e batteri”.E non e’ il momento per fare un ridicolo scontro tra Stato e regioni. Basta polemiche che spaventano i cittadini. Ma qualcuno dovrà pur ammettere certi errori per evitare che si ripetano. Quando abbiamo chiesto di mettere in quarantena tutti coloro che arrivavano dalla Cina ci è stato risposto che eravamo dei razzisti. È stato un errore. I selfie ‘abbraccia un cinese’ sono stati un errore. Il segretario del Pd con i suoi aperitivi a Milano è stato un errore. Non aver acquistato o prodotto in tempo reale mascherine, camici, respiratori nonostante le nostre richieste insistenti è stato un errore. Non perseverate allora, il Governo riprenda la proposta di Giorgia Meloni: spezzare le gambe alla burocrazia per far ripartire subito l’economia e le imprese, dare 1000 euro al mese ai cittadini che ne facciano richiesta per poter far vivere le famiglie e adeguate risorse alle imprese per non farle chiudere. Se accetterete queste proposte, noi ci saremo. Non dalla vostra parte, ma dalla parte dell’Italia”.E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo in Aula dopo l’informativa del ministro della Sanità Roberto Speranza sull’emergenza coronavirus.

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Coronavirus e truffe online a gogo

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Sono giorni che noi dello “Sportello dei Diritti” invitiamo i cittadini a prestare la massima attenzione a tutti i messaggi che giungono sui nostri dispositivi e che dietro l’emergenza e la crisi determinata dal “Coronavirus” nascondono tentativi di frode da parte di subdoli approfittatori che stanno cercando di cogliere il momento per perpetrare i loro crimini. Non vi è dubbio, infatti, che viviamo in un periodo nel quale sono aumentati esponenzialmente i cittadini connessi perché in rete si trova uno svago alla quarantena forzata e non è un caso, quindi, che si assista ad una recrudescenza dei tentativi di truffa online. Non solo quella tipica dei falsi buoni spesa che abbiamo denunciato solo un paio di giorni fa, ma anche quella dei messaggi e mail di istituti bancari, assolutamente estranei. A rilanciare l’allerta anche la Polizia Postale che con un nuovo post sulla pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” ci ricorda di prestare la massima attenzione: “Sono in corso numerose campagne di comunicazione fraudolente a nome di Istituti Bancari che, sfruttando la situazione di emergenza sanitaria nazionale e l’attenzione dedicata alle notizie sul Coronavirus, chiede di inserire i dati bancari in falsi siti internet. E’ bene ricordare che le Banche non inviano mai email, sms o chiamano al telefono per chiedere di fornire le credenziali di accesso all’home banking o all’app, i dati delle carte di credito o la variazione dei dati personali. Se ricevi comunicazioni email, sms o telefonate che ti richiedono di fornire dati bancari chiama immediatamente la Tua Banca o rivolgiti alla Polizia Postale. Inoltre ti ricordiamo che gli Istituti bancari non utilizzano WhatsApp per le comunicazioni ai propri clienti. Gli approfondimenti sono disponibili sul portale della polizia postale http://www.commissariatodips.it”. Se già sono anni che segnaliamo simili tentativi di frode che utilizzano metodi del tutto analoghi, tuttavia, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, la scelta di operare in questo particolare periodo appare ancor più spregevole perché si tenta di approfittare con modi a dir poco subdoli, dell’emergenza e della gravissima crisi che vivono gli italiani. Il modo migliore per difendersi, è quello di seguire le indicazioni della Polizia Postale e di cestinare questi messaggi. Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

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Novo Nordisk continua il suo impegno per pazienti e medici

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, oltre alla fornitura dei farmaci, Novo Nordisk intensifica il supporto a medici e pazienti con i suoi programmi di assistenza (Patient support program) e sostegno alle persone con emofilia, diabete tipo 2, obesità e disturbi della crescita allo scopo di fornire un aiuto concreto anche in questo periodo difficile per tutti.Per le persone con emofilia è, infatti, attivo Enixe, il programma di supporto infermieristico e fisioterapico domiciliare. Lo scopo di questo programma è quello di migliorare la qualità di vita della persona, l’aderenza terapeutica e, allo stesso tempo, aiutare lo specialista e i centri a gestire la salute dei propri pazienti via web.Allo stesso modo, nei centri già aderenti, prosegue BethCare, il programma nato per dare un supporto motivazionale ed educazionale alle persone con diabete tipo 2 in trattamento con insulina basale, offrendo al contempo al diabetologo un sostegno per la gestione dei suoi assistiti attraverso una piattaforma digitale di monitoraggio delle attività dei propri pazienti.Per le persone con obesità, invece, grazie all’applicazione App&Opp e ad un team dedicato di professionisti, oltre al servizio che aiuta i pazienti giorno per giorno nel percorso di cura, si offre un ulteriore supporto motivazionale a sostegno dei pazienti, sgravando, anche in questo momento difficile, il medico da eventuali richieste di supporto aggiuntive.Infine, continua il GHD Patient Support Program, il servizio di addestramento infermieristico domiciliare per coloro che hanno disturbi della crescita e per i loro cargiver, allo scopo di educare pazienti e familiari a provvedere in modo autonomo alla somministrazione del farmaco e di offrire assistenza continuativa direttamente a casa ai pazienti che hanno difficoltà nel gestire autonomamente la terapia.
“Questi programmi sono strumenti che Novo Nordisk SpA, in collaborazione con partner specializzati nel settore, mette al servizio diretto dei pazienti e degli operatori sanitari per fare in modo che ogni singola persona possa intraprendere un viaggio il più personalizzato e specifico possibile, aumentando il coinvolgimento nel percorso di cura della sua malattia, al fine di raggiungere gli obiettivi terapeutici fissati” ha dichiarato Drago Vuina, General Manager Corporate Vice President di Novo Nordisk Italia. “In questo particolare momento abbiamo ritenuto necessario proseguire questi servizi per sostenere il più possibile i nostri pazienti e aiutare gli specialisti” ha aggiunto.

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Premio InediTO: proclamati i finalisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Nonostante l’emergenza Coronavirus e le difficoltà del momento, il Premio InediTO – Colline di Torino, punto di riferimento in Italia tra quelli dedicati alle opere inedite, non si è fermato e ha concluso la fase di selezione delle 700 opere iscritte alla diciannovesima edizione. I membri del Comitato di Lettura formato da Valentino Fossati (sezione Poesia), Anna Francesca Vallone (sezione Narrativa-Romanzo), Francesco Delle Donne (sezione Narrativa-Racconto), Alfredo Nicotra (sezione Saggistica), Simone Carella (sezione Testo Teatrale), Eleonora Galasso (sezione Testo Cinematografico) e Valerio Vigliaturo (sezione Testo Canzone), direttore anche del concorso, hanno designato i nomi dei 49 finalisti delle sette sezioni e dei 18 autori in gara per i premi speciali “InediTO Young” in collaborazione con Aurora Penne, nonchè “Alexander Langer” e “Giovanni Arpino” in collaborazione con la Città di Torino, il cui elenco completo è consultabile sul sito http://www.premioinedito.it. Un lavoro complesso e determinante quello dei giovani membri del Comitato che, aderendo alla campagna #ioleggoacasa, dopo un’attenta e scrupolosa lettura, in cui sono emersi tendenze, temi e stili diversi, hanno scelto le migliori opere giunte in occasione di questa edizione a centinaia (record assoluto del premio) da tutta Italia e dall’estero (Inghilterra, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Svizzera, Croazia, Egitto, USA), a conferma sempre più dell’internazionalità del premio.Le opere finaliste saranno ora sottoposte alla valutazione della super Giuria presieduta dalla scrittrice Margherita Oggero e formata dai poeti Maurizio Cucchi e Maria Grazia Calandrone, gli scrittori Enrica Tesio, Raffaele Riba, Marco Lupo (Premio Campiello opera prima 2019) e Gaia Rayneri, i filosofi e saggisti Michela Marzano e Leonardo Caffo, l’attore Tindaro Granata, Emiliano Bronzino (direttore artistico di AstiTeatro), gli sceneggiatori Lisa Nur Sultan (coautrice del film “Sulla mia pelle”), Fabio Natale, il critico musicale Dario Salvatori, e la cantautrice partenopea Teresa De Sio, nonché dai vincitori della passata edizione.La premiazione del concorso sostenuto dalla Regione Piemonte, dalla Fondazione CRT e dalla Camera di Commercio di Torino, e che coinvolge tra i partner il Premio Lunezia, il M.E.I. (Meeting delle Etichette Indipendenti) di Faenza, Film Commission Torino Piemonte, l’associazione Tedacà, la casa di produzione Indyca e il Festival delle Colline Torinesi, si svolgerà, compatibilmente con il ritorno graduale alla normalità, a fine maggio attraverso la consegna dei premi e un reading dedicato alle opere dei vincitori.

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Lavoro da remoto: come deve comunicare un manager?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Sono ormai 8 milioni gli italiani che lavorano da remoto. Prima delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria Covid-19 erano solo 570mila.Ma qual è lo stile comunicativo più adatto? A questa domanda prova a rispondere ODM Consulting, la società di consulenza HR di Gi Group. Sulla base di parametri realizzati da Thomas International, provider globale di strumenti di people assessment con cui tutto il Gruppo Gi Group ha stretto una partnership, ODM Consulting ha analizzato due indicatori fondamentali per la gestione efficace delle modalità di lavoro in remoto: l’intelligenza emotiva, particolarmente importante in un momento che richiede una consapevolezza di sé più consistente, e lo stile relazionale e comunicativo tra il manager e i suoi collaboratoriA questo proposito è possibile osservare quattro stili comunicativi, che contraddistinguono ognuno di noi, a seconda della caratteristica che risulta predominante: Dominanza: preferisce le conversazioni brevi. È spesso coinvolto in diverse attività contemporaneamente e ha una visione d’insieme essendo focalizzato sul risultato più che sulle attività e le fasi intermedie.
Coscienziosità: si concentra sui fatti e sui dettagli, tralasciando un po’ la visione d’insieme. È tipicamente avverso al conflitto risultando spesso assertivo nella propria area di specializzazione.
Stabilità: apprezza focalizzarsi su persone e relazioni. Di solito infatti è un buon ascoltatore tanto da essere generalmente più propenso a considerare i bisogni altrui.
Influenza: è una persona energica, che parla velocemente e ama raccontare e raccontarsi agli altri. Apprezza parlare di nuove idee e intuizioni e predilige la comunicazione verbale.
Ogni persona manifesta una preferenza di stile comunicativa, compito del suo interlocutore, in questo caso del manager, è di individuare questa preferenza e adattare a questa il proprio stile comunicativo e anche i medium (tecnologici) da utilizzare.
“La comunicazione in un contesto virtuale, come quello che stiamo vivendo, assume un peso specifico maggiore. – spiega Fabio Musumeci, Senior Consultant e Responsabile dell’area People Development di ODM Consulting – La mancanza di altre componenti, come ad esempio il linguaggio del corpo e la mimica facciale, richiedono di porre maggior attenzione e di rapportarci con ognuno in modo personalizzato. Quando si è identificato lo stile comunicativo preferito di una persona è più facile esplorare come, in qualità di suo manager, sia possibile modulare il proprio stile di comunicazione per avere il miglior impatto. Ciò significa riuscire a definire come sarà meglio comunicare (e anche con quale strumento) e relazionarsi con i propri colleghi o collaboratori, anche e soprattutto da remoto”.

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Soldo in aiuto per il Corona Virus

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Si chiama Soldo per il Corona Virus il nuovo progetto lanciato da Soldo, la società fintech che fornisce ad aziende ed enti una piattaforma per la gestione delle spese fatte dai dipendenti, attiva dal 2015 e oggi leader in Italia, che sulla scorta dell’esperienza fatta con il Comune di Milano, mette a disposizione, a canone zero, le carte Soldo per tutte le istituzioni e le imprese che in questo periodo stanno gestendo attività di supporto alla grande emergenza. In particolare, per consentire ai Comuni Italiani, alle RSA e alle istituzioni di gestire al meglio i buoni spesa e gli aiuti alla popolazione, Soldo rende disponibile la propria infrastruttura per fornire e gestire carte di pagamento Mastercard, totalmente personalizzabili e controllabili in tempo reale. Ogni Comune potrà, dopo avere attivato un conto sulla piattaforma Soldo, richiedere e creare le proprie carte in modo autonomo, caricandole con somme personalizzate, in tempo reale e senza costi. Ogni carta potrà essere limitata nell’uso da regole definite e assegnate di volta in volta per consentirne l’utilizzo solo su specifiche categorie di esercenti (come supermercati/food, farmacie, etc.) liberamente scelti dalle famiglie, con massimali di spesa legati a specifici periodi (giornalieri, settimanali o mensili); ed essere ricaricata, bloccata e sbloccata in tempo reale.Ai soggetti sopra menzionati, Soldo renderà da subito disponibile personale dedicato per velocizzare la partenza e l’eventuale training a distanza, azzerando i canoni mensili, portandoli da 9 euro al mese a ZERO.Le carte potranno essere etichettate con un testo unico con un numero progressivo, oppure intestate a singoli soggetti o avere altri identificativi (es. codice fiscale, o altro per facile identificazione).Per saperne di più e richiedere l’attivazione del servizio: http://www.soldo.com

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