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Autotrasporto, Serbassi (Fast-Confsal): “Pronti a tutto per tutelare la sicurezza dei lavoratori”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

“Con l’emergenza Coronavirus l’autotrasporto sta vivendo uno dei momenti più drammatici della sua storia: difficoltà a superare i confini, restrizioni sugli spostamenti interni, crollo dell’attività dovuto alla chiusura di moltissime attività, enormi ritardi dei pagamenti dei committenti. Siamo dunque favorevoli a qualsiasi tipo di sostegno economico a tutela del settore. Ma questo non significa consentire alle aziende di mettere a rischio la vita dei lavoratori e di comprimere ulteriormente i diritti, già ridotti all’osso, degli autotrasportatori”. Questo il commento di Pietro Serbassi alla richiesta fatta pervenire al governo dalle associazioni datoriali per ottenere altre deroghe sui tempi di guida e di riposo per il personale viaggiante”. “Le proposte contenute nella lettera inviata da 12 associazioni datoriali ai capi di gabinetto dei ministeri dei Trasporti, della Salute e dell’Interno – afferma Serbassi – sono totalmente inaccettabili. Quello dei trasporti è un settore in cui i tempi di guida e di disposizione sono già al limite durante i periodi normali, l’emergenza Covid-19 non può assolutamente comportare un’ulteriore stretta che avrebbe ripercussioni pesanti per la sicurezza dei lavoratori e la già problematica circolazione dei cittadini. Come se non bastassero la direttiva comunitaria ed il CCNL in vigore ad imporre ai trasportatori impegni settimanali di circa 60 ore, che rendendo sufficientemente mobili e difficoltose le fruizioni dei riposi, oggi arriva un’ulteriore domanda di peggioramento”. “La Fast Confsal – spiega il Segretario Generale – ritiene che, in una condizione di criticità come quella che stiamo vivendo, in cui i drivers stanno dando il massimo della professionalità e dell’impegno sociale, non è assolutamente utile né necessaria un’altra deroga. Occorre, invece, garantire il movimento delle sole merci con reali priorità (medicinali, approvvigionamenti sanitari ed ospedalieri, alimenti, carburanti) rispetto ad altri materiali non di primaria necessità. “Per questo – conclude Serbassi – invitiamo tutti i soggetti firmatari a mostrare un maggiore senso di responsabilità e a condividere lo slogan “io resto a guidare”, che equivale ad affermare la necessità di non bloccare le filiere economiche necessarie a difendere l’Italia dal Coronavirus. Siamo pronti ad affrontare ogni problema della movimentazione merci con istituzioni, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, ma non siamo disposti a rinunciare alla sicurezza delle maestranze del settore, che va difesa anche a costo del conflitto collettivo”.

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