Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Economia di guerra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Giorni fa il Financial Times ha pubblicato una lettera dell’ex presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi. Il contenuto della lettera, considerato da molti commentatori esplosivo, ha lanciato un dibattito sulle conseguenze finanziarie ed economiche della corrente crisi sanitaria dovuta al covid-19 e alle politiche di lockdown messe in atto dalla maggioranza degli Stati nel mondo. Secondo Draghi, l’inevitabile recessione rischia di trasformarsi in una depressione economica aggravata da default degli Stati con livelli di debito già alti. Perché questo non succeda, occorre che le banche concedano prestiti alle imprese a costo zero, a condizione che queste mantengano i posti di lavoro. I governi dovranno farsi garanti dei prestiti, assumendo nuovo debito pubblico. Il dibattito che è seguito si è concentrato principalmente su quali strumenti di politica pubblica impiegare.
Gli economisti Baez e Zucman hanno proposto che lo Stato crei una nuova forma di assicurazione sociale per lavoratori ed imprese, coprendo i debiti ed i costi di queste ultime in modo che evitino la bancarotta; una soluzione che richiama quanto sta già facendo la Danimarca. L’economista Wolfgang Munchau ha però osservato che fornire credito anziché liquidità rischia di replicare il ciclo negativo iniziato durante la grande recessione: se un’impresa prende in prestito soldi mentre crollano i profitti, aumenta a sua volta il rischio che questa diventi insolvente; in questo senso, sarebbe meglio fornire “helicopter money”, mettendo soldi direttamente nelle tasche di cittadini ed imprese. Una terza soluzione è quella di creare interventi mirati volti a finanziare la spesa privata dei consumatori presso attività commerciali che accettino di non lasciare a casa lavoratori dipendenti durante i lockdown (Politico). Quello su cui però la maggior parte dei commentatori concordano è la valutazione del contesto: come ricorda Draghi, “siamo in guerra contro il coronavirus e dobbiamo mobilitarci di conseguenza”. La specificità dell’economia di guerra, secondo Luca Michelini, è quella di spingere alla creazione di “strumenti di azione collettiva i più adatti per raggiungere l’interesse generale e gli obiettivi strategici”.

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