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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Perché non rilanciamo l’edilizia carceraria?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Il momento di enorme difficoltà che vive il sistema carcerario Italiano potrebbe costituire un momento importante di rilancio soprattutto dell’edilizia penitenziaria, ferma da anni. Si consideri che il 40% delle carceri è stato costruito nel 1800. Affidare alla protezione civile la costruzione di carceri, visto il momento, fuori da quelle regole di appalti e successivi ricorsi che rendono i tempi di costruzione infiniti. Potrebbe costituire un momento di rilancio per il sistema ridando dignità a chi sconta la pena e consentendo agli operatori penitenziari di lavorare con la dovuta dignità. A dichiararlo è il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria S.PP. Aldo Di Giacomo: “ad oggi abbiamo 27 milioni di euro da parte dal 2015 per la costruzione di un nuovo carcere a Catania, bloccato da ricorsi, immediatamente disponibili, sicuramente pochi ma un punto di partenza. La costruzione di carceri oggi avrebbe due vantaggi: la rapidità di costruzione e l’economicità. Le carceri verrebbero costruite quasi a costo zero se si considera le multe che paghiamo all’Europa ogni anno per il mancato rispetto delle regole di carcerazione e che continueremo a pagare se le cose non cambiamo. Forse troppo banale da sottoporre alla politica che è abituata a creare problemi e non a risolverli, troppo banale perché il un colpo solo si darebbe dignità a carcerati e poliziotti. E senso alla rieducazione”. Continua Di Giacomo: “il fronte della sicurezza del personale penitenziario continua a rappresentare una priorità da perseguire con ogni strumento utile. Purtroppo sappiamo bene tutti che le mascherine unico presidio di sicurezza messo a disposizione della polizia penitenziaria nella maggior parte delle volte non è a norma ed è distribuita in quantità non sufficienti. Considerato che appare evidente a tutti che l’emergenza coronavirus durerà ancora molto proponiamo all’Amministrazione Penitenziaria l’impiego del casco trasparente protettivo, in termine tecnico “calotta di protezione”, che già è in uso agli operatori sanitari e alle forze dell’ordine che vigilano sulle strade. Questa maschera protettiva contro la trasmissione batterica aerea può coprire tutto il viso per fermare efficacemente polvere,
polline, schizzi di liquidi organici, perfino le goccioline contenenti il virus ed aiuta a proteggersi dalla malattia presente nell’aria. Oltre al vantaggio di una più efficace protezione c’è quello economico perché il costo è basso e il suo impiego – a differenza delle mascherine – è duraturo. Forse troppo banale da poterci credere realmente. Conclude Di Giacomo.

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