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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 9 aprile 2020

Decreto scuola: Testo in Gazzetta Ufficiale, bene gli interventi per validare l’anno scolastico

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Pubblicato, nella notte, il testo del Decreto Legge sulla scuola approvato tre giorni fa dal CdM, contenente le misure varate per far fronte all’emergenza Coronavirus. Al suo interno vi sono importanti provvedimenti che riguardano la fine dell’anno, a partire dalle modifiche per l’esame di Stato di scuola secondaria di primo e secondo grado, con due ipotesi percorribili su scrutini ed Esami di Stato, a seconda del ritorno o meno nelle classi entro il prossimo 18 maggio. Per le classi iniziali e intermedie, si procede all’ammissione all’anno successivo, con verifica degli apprendimenti a partire da settembre.Marcello Pacifico (Anief): “Dopo l’approvazione del testo, bisogna chiarire agli studenti che la promozione non è assicurata e dipenderà dalla valutazione in sede collegiale di quanto fatto durante la didattica a distanza. Occorre, infatti, che consigli di classe, dipartimenti e collegi dei docenti siano liberi di poter valutare come e quanto è stato fatto e, dopo il recupero degli apprendimenti, procedere agli scrutini finali. Bisogna infine non sottovalutare l’impatto dell’obbligatorietà della didattica online con le vigenti norme contrattuali”.Il testo del Decreto Legge sulla scuola arriva in Gazzetta Ufficiale e subito viene preso in carico dal Senato, dove viene assegnato in sede referente per l’esame e le possibili modifiche migliorative.
Il decreto prevede che tutti gli alunni possano essere ammessi all’anno successivo: tutti saranno comunque valutati, nel corso degli scrutini finali, secondo l’impegno reale. Non è previsto, solo per quest’anno, il meccanismo dei debiti alla secondaria di II grado. All’inizio di settembre, infatti, invece degli abituali corsi di recupero delle insufficienze, sarà possibile, per tutti i cicli di istruzione, dalla primaria fino alla classe quarta del secondo grado, recuperare e integrare gli apprendimenti: ciò che non è stato appreso, o appreso in parte quest’anno, potrà essere recuperato/approfondito all’inizio del prossimo. È prevista particolare attenzione, da parte dei docenti, per gli alunni con disabilità e a quelli con bisogni educativi speciali.
Per quanto riguarda gli Esami di Stato della scuola secondaria di primo grado, il decreto prevede che il Ministero potrà derogare gli articoli 8 e 10 del Decreto legislativo del 13 aprile n 62 relativamente alle prove dell’esame delle secondarie di I grado. La stampa specializzata ricorda che l’esame è costituito da tre prove scritte e un colloquio, valutati con votazioni in decimi. Sarà la commissione d’esame a predisporre le prove d’esame e i criteri per la correzione e la valutazione degli alunni. Resta la deroga dell’articolo 13 del Decreto legislativo del 13 di aprile 2017. Quindi, limitatamente all’anno scolastico 2019/2020, ai fini dell’ammissione dei candidati agli esami di Stato, si prescinde dal possesso dei requisiti di cui all’articolo 13, comma 2. Nel detto articolo comma 2 sono contenuti i seguenti requisiti: frequenza di tre quarti del monte ore annuale e votazione non inferiore ai sei decimi. Gli studenti potranno, quindi, essere ammessi anche senza una valutazione positiva. Se l’emergenza dovesse perdurare, si procederà con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, prevedendo la consegna anche di un elaborato da parte degli studenti.
Il decreto indica una doppia possibilità. Se le scuole riapriranno entro il 18 maggio, ci sarà un esame con commissione interna. La prima prova, Italiano, sarà preparata dal Ministero. La seconda, quella diversa per ciascun indirizzo, sarà predisposta dalle commissioni. Poi ci sarà l’orale. Se non si rientra a scuola per quella data, è previsto il solo colloquio orale. Le ore minime di alternanza scuola-lavoro, oggi Pcto, e le prove Invalsi, non costituiranno requisito per accedere all’esame, anche se verranno considerate nel corso del colloquio le esperienze maturate nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Non verrà tenuto conto, in ogni caso, del monte ore di presenza, dei debiti formativi e delle sanzioni disciplinari. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio di 60/100 per ottenere il diploma. Tutti gli studenti avranno la possibilità di partecipare agli esami.
Con apposita ordinanza, il ministro dell’Istruzione fornirà indicazione su requisiti di ammissione alla classe successiva, tenuto conto del recupero degli apprendimenti e scrutini, sulla semplificazione dell’esame del primo ciclo e secondo ciclo, dalla sostituzione dell’esame con un elaborato per la scuola dell’obbligo a una discussione della sola prova orale in video-conferenza

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L’Europa, l’utopia e i suoi nemici

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

di Vincenzo Olita. Tanta e opportuna l’aspettativa per un’affascinante realizzazione che abbiamo accarezzato fino al primo quinquennio del nuovo secolo: l’Unità europea. Iniziò a svanire con l’introduzione dell’euro per poi evaporare del tutto con la crisi finanziaria 2007-2009. Quasi un ventennio, dapprima di delusioni e scoramento, poi man mano di forte ripensamento, infine la presa d’atto del tramonto di un progetto. Non ripeteremo la storia della crisi dell’Unione, dei suoi pochi nemici e dei suoi tanti amici, non faremo una stanca e ripetitiva elencazione di appuntamenti mancati, di inesistenti strategie, di fantasiose visioni, di ennesime occasioni da cogliere, che non sono state e non saranno colte.Da qualche anno e del tutto fuori tempo, ma coscienti che non hanno ancora raggiunto il giusto grado di maturazione, abbiamo segnalato la crisi irreversibile delle tre grandi istituzioni-apparati che hanno caratterizzato il dopoguerra: l’ONU, la Nato e l’Unione europea. Il conformismo dei replicanti del politichese individua come portatore di pericolo il sovranismo del profeta Salvini e dei suoi seguaci, buono come propaganda per la lotta politica interna, del tutto irrilevante e modesta come analisi dello scenario geopolitico. Il sovranismo italiano non è in grado di condizionare nulla e nessuno, allo stesso tempo, ci piacerebbe vedere i fideisti europei realizzare che, specie in tempi grossi di tempesta, il sovranismo si espande e attiene ad ogni nazione con la virulenza e la velocità di un virus. Così non sarà, del resto il fideismo si coniuga compiutamente con congetture e certezze incrollabili.Questo è il tempo in cui si ripete il mantra, nella versione Bergogliana,nessuno si salva da solo, da un Papa forse sarebbe più significativo, almeno per i credenti,ascoltare “nessuno si salva senza affidarsi alSignore”, ma non sarebbe politicamente corretto come:è una battaglia comune, una sfida da vincere insieme, nessuno vince da solo; slogan usati, apparentemente, in fraternità e disinteressata amicizia, di fatto utilizzati con due interessate finalità. Lo usano tutti contro tutti, Stato contro regioni, regioni verso comuni, protezione civile verso comuni e regioni, per affermare l’insostituibile ruolo svolto da ognuno. Eppoi quale migliore occasione per diffondere fede a pieni mani verso l’Unione europea, offuscando ad arte la sua sterile complessità.Le vergini della confraternita europeista, da un lato, ancora una volta mostrano ipocriti stupori e sconcerto, degni della miglior satira di Giovenale sul comportamento di un’adultera, dall’altro, con il nessuno vince da solo recuperano l’immagine di un’indispensabile centralità della costruzione europea. Sono al marketing politico, ma noi ci chiediamo: Città-Stato come Singapore e Monaco, Paesi come Regno Unito, Norvegia, Svizzera e centinaia d’altri, fondamentalmente soli, come faranno a salvarsi? Si salveranno, certo si salveranno. Ad indicarcelo è la storia dell’umanità che, dopo aver subito decine e decine di pestilenze, ricordiamo solo quella del 1347-1353 che causò 20 milioni di morti, circa un terzo della popolazione europea, ha trovato sempre come riprendere con maggiore spinta il suo cammino.Questo europeismo invece è avviato alla consunzione per propria inconsistenza, va esaurendosi in estenuanti e perpetue liti da condominio su interessi essenzialmente finanziari; su queste basi, almeno la Storia non lo ricorda, non fioriscono né sogni, né utopie capaci di scaldare cuori e ragione dei popoli. Così non è stata la storia di questo continente il cui divenire ha seguito sì interessi legati allo sviluppo economico e commerciale, affascinando e coinvolgendo però uomini e donne in concrete aspettative, raggiungibili mete ed elevate aspirazioni, che nel corso dei secoli hanno rappresentato il cordone culturale che ancor oggi riconosciamo come l’essenza, ma vissuta dalla politica come obsoleta, dell’Europa.Già l’Europa delle grandi cattedrali, dalle francesi Chartres e Reims, alle inglesi Canterbury e York, alla spagnola Burgos, alla tedesca Colonia, all’italiana S. Pietro, all’austriaca Stephansdom, all’ungherese Chiesa di Mattia. L’Europa dei liberi pensatori, Platone e Cicerone, Ildelgarda di Bingen e Bernardo di Chiaravalle, Erasmo da Rotterdam e Macchiavelli, Locke e Kant, Stuart Mill e Marx, Nietzsche, Gramsci e Popper per non citarne altri.Già l’Europa con il Cammino di Santiago e le sue decine di diramazioni e la Via Francigena, internazionali autostrade medievali percorse dalle popolazioni europee senza passaporti né confini. A pensarci, forse sentimenti ed emozioni per un’idea di Europa come Patria non sono mai stati così lontani come oggi. (fonte: http://www.societalibera.org)

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“Piccoli imprenditori, autonomi e negozianti hanno bisogno di un sostegno in più e sopratutto di fare presto”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

“Per questo voglio ringraziare il Ministro Patuanelli per il grande lavoro fatto, che risponde in modo concreto alle giuste richieste che arrivano dal nostro tessuto produttivo.Il potenziamento, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, del Fondo di Garanzia per le PMI con una dotazione di circa 7 miliardi da qui alla fine dell’anno, ed una capacità di generare 100 miliardi di Euro di liquidità, oltre allo snellimento burocratico, grazie alla garanzia al 100% da parte dello Stato, rappresentano lo strumento giusto per supportare la Piccola e Media Impresa. Ci abbiamo lavorato molto in queste settimane e, dopo la disponibilità da parte della Commissione Europea, abbiamo premuto il piede sull’acceleratore per chiudere velocemente un pacchetto che potesse entrare nel prossimo Decreto”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Vendita online di antivirali: Antitrust oscura due siti

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Sul tema, l’Antitrust comunica che «nell’adunanza di venerdì sono stati avviati due procedimenti istruttori e disposto l’oscuramento dei siti web https://farmaciamaschile.it e http://farmacia-generica.it» non collegati a farmacie fisiche «che offrivano in vendita alcuni medicinali, tra cui Lopinavir/Ritonavir, senza essere autorizzati alla fornitura al pubblico on line di farmaci. In particolare tale farmaco, antivirale per il trattamento delle infezioni da HIV, vendibile su prescrizione medica, veniva reclamizzato come prodotto dalla comprovata efficacia contro il coronavirus e offerto al prezzo di circa 384 € per la confezione piccola ovvero di 659 € per la confezione grande. La sospensione dell’attività di promozione e commercializzazione sui siti web – realizzata avvalendosi della collaborazione della Guardia di Finanza – è motivata dall’esigenza di interrompere la diffusione di pratiche commerciali estremamente gravi, tali da rendere urgente e indifferibile l’intervento dell’Autorità. L’Autorità aveva adottato analogo provvedimento il 17 marzo, disponendo l’oscuramento del sito web http://farmacocoronavirus.it con contestuale sospensione dell’attività di promozione e commercializzazione del medesimo farmaco. I due provvedimenti mostrano come tale farmaco continui a essere illegittimamente promosso e venduto mediante internet attraverso i servizi offerti dai motori di ricerca, inserendo le parole “Kaletra”, “farmaco”, “coronavirus”, “Covid-19”. Per questa ragione l’Autorità ha ritenuto di invitare i principali motori di ricerca ad adoperarsi nella veste di Internet Service Provider per l’adozione di tutte le misure ritenute necessarie rispetto a siti internet che promuovano e/o commercializzino il farmaco. L’Autorità, in considerazione del particolare momento, continua a monitorare il mercato concentrando la propria attenzione su operatori attivi nell’e-commerce che adottano comportamenti scorretti e ingannevoli». (by Francesca Giani fonte farmacista33)

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In nessun caso cure fai-da-te

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

«La preoccupazione generata dall’emergenza Covid-19 ha scatenato, in alcuni casi, una vera e propria “caccia al farmaco”. Molto spesso tale atteggiamento è incoraggiato da informazioni fuorvianti che circolano sul web» ha spiegato Patrizia Popoli, direttrice Centro Nazionale Ricerca e Valutazione Preclinica e Clinica dei Farmaci dell’ISS. «Innanzitutto, al momento non esiste nessun farmaco che abbia come indicazione terapeutica la prevenzione o il trattamento di COVID-19. In considerazione della situazione di emergenza, alcuni farmaci già noti ed utilizzati per il trattamento di altre malattie possono essere usati in pazienti con COVID-19, ma tale trattamento (che si basa su conoscenze ancora incomplete ed è giustificabile solo a fronte della mancanza di alternative) può avvenire solo su prescrizione medica. Solo il medico può decidere quando usare questi farmaci e può controllarne la sicurezza nel singolo paziente».
In nessun caso, poi, «è giustificabile il ricorso a terapie “fai da te”. Tutti i farmaci hanno degli effetti collaterali più o meno gravi, e l’automedicazione comporta rischi ancora più gravi quando si usano farmaci non autorizzati. In caso di acquisti online, poi, tali rischi sono moltiplicati perché i farmaci potrebbero essere contraffatti». Parte da queste premesse il Decalogo Iss che riporta dieci raccomandazioni in tema di farmaci per favorire una corretta informazione e un appropriato utilizzo: «In presenza di sintomi, prima di assumere qualsiasi farmaco rivolgiti al tuo medico di medicina generale» è la prima delle indicazioni fornite, seguita da quella di «non assumere antivirali o antibiotici se non ti sono stati prescritti dal medico».
Ma a essere rimarcata è anche la normativa relativa agli acquisti online: «La legge consente di acquistare online solo i cosiddetti farmaci da banco, cioè i farmaci che non richiedono la prescrizione medica. Le farmacie online autorizzate devono avere sulle proprie pagine web dedicate alla vendita di medicinali il logo» che rimanda al sito del ministero della Salute. «I siti web che vendono farmaci antivirali per la terapia dell’infezione da nuovo coronavirus sono illegali e potrebbero vendere farmaci falsificati e pericolosi per la salute». In ogni caso, «diffida delle “cure miracolose” e dei filmati diffusi sui social e in rete che propongono farmaci per la prevenzione e la cura dell’infezione da nuovo coronavirus». (by Francesca Giani fonte farmacista33)

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Covid-19, Decalogo Iss su uso dei farmaci. Massima attenzione al fai-da-te

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

I siti web che vendono farmaci antivirali per la terapia del Covid-19 sono illegali e potrebbero vendere farmaci falsificati e pericolosi per la salute. Non esiste attualmente nessuna profilassi farmacologica per chi ha avuto contatti con soggetti positivi. Le terapie attualmente in studio per pazienti con covid-19 possono essere assunte solo dietro prescrizione medica e, nella maggior parte dei casi, solo a livello ospedaliero.
Sono questi alcuni messaggi veicolati nel decalogo Iss “10 informazioni importanti sull’uso dei farmaci”, messaggi che restituiscono l’idea di una situazione in cui a essere a rischio è il cittadino stesso. È di oggi la notizia dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato relativa all’oscuramento di due siti web che vendevano farmaci soggetti a prescrizione, quali Lopinavir/Ritonavir, a un prezzo di circa 384 euro.

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Covid, medici ospedalieri: mandati allo sbaraglio da norme sbagliate

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Nulla di incomprensibile ci sarebbe se il medico dicesse no alla richiesta di visitare i malati di coronavirus senza dispositivi di protezione adeguati, o se dicesse no al ritorno in servizio quando sospetta fortemente di essere stato contagiato anche se non presenta i sintomi di polmonite. È la conclusione del duro j’accuse in cui Anaao Assomed ricostruisce la catena degli errori di gestione della pandemia. Un documento firmato da Carlo Palermo, segretario della sigla, e Adriano Benazzato, coordinatore della conferenza dei segretari regionali, che spiega con una combinazione di quattro cause l’esplosione del contagio tra gli operatori sanitari negli ospedali e nel territorio e il contributo della mancata protezione dei camici alla diffusione dell’epidemia tra gli italiani. Il documento apre con una sconfessione dei dati dell’Istituto superiore di sanità sui contagi tra i professionisti della Salute, se per l’Iss a giovedì 2 aprile mattina erano 2629, Anaao Assomed afferma che il numero ha oramai superato i 10.000 casi e il 20% circa sono medici. Misure di distanziamento sociale, mancato stoccaggio dei dispositivi di protezione, “sanatoria” di Dpi non idonei, sanitari infettivi spediti a contatto con i pazienti, centellinamento dei tamponi hanno reso impossibile contenere i contagi. In primo luogo, censiti i primi casi non c’è stato un lockdown immediato. Non si sono messi in sicurezza né la popolazione né i medici del territorio – che è il livello più elevato di difesa, il 3°, nel regolamento 425/2016 di Parlamento e Consiglio europeo – né ospedali e pronti soccorso. Sono rimasti lettera morta o quasi sia i Piani pandemici nazionali (ultimo del 2006) e Regionali (2007) sia le specifiche sul contenimento del contagio previste dal D.Lgs 81/2008 che distinguono tra percorsi puliti/sporchi, aree pulite/sporche con apposite zone filtro, e richiedono sistemi di ventilazione a pressione negativa, docce per il personale, sanificazioni. E qui si arriva al secondo punto: carenza ed inadeguatezza di dispositivi di protezione per categoria di rischio di livello 3, altamente pericoloso, ai sensi del D.Lgs 81/2008. Non erano stati stoccati in misura adeguata maschere Ffp2 e Ffp3, occhiali, visiere, sovra-camici tute, guanti, calzari, copricapo. Per coprire la carenza si è innalzata a dignità di DPI la semplice mascherina chirurgica (articolo 34 del DL 9/2020) in contraddizione con le disposizioni pre-vigenti in Italia, le linee guida internazionali e i Regolamenti europei. Si sono invece accettate le tutele minime che l’Organizzazione mondiale della sanità ha dettato il 27/2/2020 valide anche per i teatri di guerra. In terzo luogo, non si è sorvegliata la salute del personale. L’articolo 7 del Decreto legge 14/2020 ha escluso medici, infermieri etc dall’obbligo di isolarsi in caso di esposizione non protetta a Covid-19, obbligo che però vige per tutti i cittadini in base al Dpcm 6 del 23 febbraio 2020. Tutto per paura di dover chiudere dei servizi; a casa però lo stesso personale forzato al contatto con i pazienti era costretto alla quarantena per non contagiare i propri cari. Molti sanitari hanno evitato di tornare a casa. Infine, i tamponi naso faringei sono stati limitati (oltre che ai pazienti sintomatici all’arrivo in ospedale) ai sanitari con evidenti sintomi respiratori dimenticando la possibilità di casi asintomatici o pauci-sintomatici. Omissioni e ritardi hanno trasformato molti sanitari venuti a contatto con pazienti Covid-19 in super diffusori. Per Anaao Assomed «siamo di fronte ad una lesione dell’articolo 32 della Costituzione che inquadra il diritto fondamentale alla salute quale interesse generale della collettività e diritto di ogni individuo». C’è ora il rischio che malgrado le nuove assunzioni il Servizio sanitario si ritrovi con sempre meno personale per il diffondersi del virus. «Sotto il profilo deontologico, viene leso il principio del primum non nocere: il medico potenzialmente contagiato non collocato in quarantena nè sottoposto a tampone fino all’insorgere conclamato della sintomatologia, diventa possibile vettore di diffusione del virus proprio su coloro che è tenuto a curare (…)» «Siamo professionisti che svolgono con passione il proprio lavoro – conclude il documento – ma questo non può significare che si debba rischiare la salute fino a sacrificare la vita. Se norme e indirizzi non saranno cambiati rapidamente, dovremo rassegnarci al fatto che sempre di più dalla prima linea salga la richiesta di applicazione dell’articolo 44 del D.Lgs 81/2008 che disciplina il “diritto di resistenza” del lavoratore a fronte di un pericolo per la propria salute “grave”, “immediato” ed “inevitabile”».
Intanto, anche le sigle aderenti al Patto per la Professione medica, (Cimo, Fesmed, Anpo Ascoti Fials Medici, Cimop) accusano le “scelte irresponsabili” di Protezione Civile e Istituto Superiore di Sanità sui Dpi, «le cui nefaste conseguenze sono tristemente visibili». E si riservano specifica denuncia all’Autorità giudiziaria sul «comportamento inadeguato e “incivile” della Protezione Civile alla luce del recente gravissimo episodio di fornitura per uso medico di mascherine Ffp2 (alla Fnomceo ndr) “non idonee ad uso sanitario”; il Patto chiederà poi al Ministro della Salute di procedere alla sostituzione dei componenti del Gruppo tecnico dell’Istituto superiore di sanità per il lavoro fino ad oggi palesemente inadeguato. «Non è ammissibile che la Protezione Civile fornisca presidi scadenti e soprattutto non idonei, che espongono i sanitari al contagio; è inammissibile che non si possa vigilare, con attenzione e scrupolosa responsabilità, che le norme siano osservate e messe in atto; (…) soprattutto è vergognoso che i colleghi dirigenti Iss, abbassino i livelli di protezione individuale sulla base non di evidenze scientifiche ma di esigenze di Governo e successivamente le modifichino a causa dei palesi errori che hanno esposto medici e operatori sanitari al contagio». (by Mauro Miserendino – fonte doctor33)

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Italiani chiedono risorse contro la crisi, no Commissioni su fake news

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

“Le famiglie, i lavoratori e le imprese stanno ancora aspettando le risorse per contrastare la gravissima crisi economica prodotta dal Coronavirus, e l’Esecutivo cosa fa? Istituisce una commissione per combattere le fake news sul Covid-19. E’ la conferma di un governo che già prima dell’epidemia era inadeguato, e che adesso sta diventando pericoloso. Come nel socialismo reale Conte e i suoi ministri vorrebbero imporre la loro ‘verità’, indicando cosa è fake news e cosa non lo è. E tutto questo mentre gli italiani sono chiusi in casa, piegati dall’ansia e molti allo stremo sul piano economico. Gli italiani chiedono misure per l’economia, chiedono di sapere dove sono i soldi che il governo aveva promesso ai Comuni per i buoni spesa. E questo perché sanno benissimo chi dice la verità e chi il falso, e non hanno di certo bisogno di questo grottesco governo, che nessuno ha votato, che glielo imponga”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra.

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Flash – Dollaro indicatore di risk on/off durante picco (US) crisi virus, come accadde nel 2008

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte SIM. “La correlazione EurUsd vs SP500 è piuttosto erratica e diventa più marcatamente inversa di fronte a un calo forte dei mercati azionari. In questo caso, nelle ultime settimane di febbraio, il forte calo del SPX dal record storico del 23 febbraio si è tradotto in un apprezzamento dell’euro. Questo è accaduto in buona parte a causa di chiusure di posizioni di carry trade finanziate in eur che nel tempo è diventata la principale valuta di funding dei carry trade grazie a tassi in profondo negativo. Dall’1 marzo emerge un andamento molto correlato. In altri termini le fasi di risk on sono accompagnate da dollaro debole e viceversa. Questo perché, entrando nel vivo della crisi, aumenta anche la sete di dollari nel mondo a causa dell’emergente crisi di liquidità con diverse aziende nel mondo a caccia di dollari finanziate spesso attingendo a linee di credito bancarie. A questo proposito basti citare le corpose linee di credito che, ad esempio, diverse aziende del comparto auto stanno attivando (ultima Daimler) e/o già tirando (Ford e GM). La necessità di dollari è forte anche dal lato emergente, visto che una quota marcata del funding delle aziende (oltre che dei governi) è in dollari. Per questa ragione la Fed ha attivato due linee per cercare di far affluire dollari in tutto il mondo e dissetare così gli assetati nel più breve tempo possibile.
In estrema sintesi, da queste considerazioni emerge come nei prossimi giorni, a mano a mano che si entrerà nel pieno della crisi virus (Usa, Giappone e India), il dollaro potrebbe continuare a essere un semplice indicatore molto importante per sondare l’umore dei mercati e le possibili tensioni latenti.Pertanto, nella fase centrale della crisi virus Usa, un contesto di dollaro in apprezzamento mediamente (nel senso di non tutti i giorni in modo lineare, molto dipende anche dall’entità e dalla velocità dell’apprezzamento anche a livello intraday) diventa indicativo di un contesto di risk off.

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120 milioni di studenti colpiti dalla chiusura delle scuole nell’Africa Occidentale e Centrale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Questo perché quasi tutti i paesi hanno introdotto la misura della chiusura scolastica e universitaria a livello nazionale per contenere il Covid-19, ma il numero è destinato ad aumentare man mano che il virus si diffonderà. Lo afferma Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, che teme per il futuro di milioni di bambini.Mentre la risposta al COVID 19 è principalmente focalizzata sui sistemi sanitari, la pandemia sta già avendo un impatto devastante sulla vita dei bambini. Nel tentativo di mantenere la diffusione del virus, i governi stanno chiudendo le scuole in tutto il mondo e questa situazione potrebbe ulteriormente aggravare le vulnerabilità dei minori emarginati nell’Africa Occidentale e Centrale e in particolare nel Sahel.Alcuni paesi sono più attrezzati e in grado di fornire un “apprendimento a distanza” ai minori durante la chiusura scolastica, ma le ragazze e i ragazzi più emarginati che vivono nelle aree rurali o nei sobborghi delle principali città avranno grandi difficoltà ad accedere all’apprendimento a distanza. Ciò include i bambini delle famiglie a basso reddito, i disabili e coloro che già sono colpiti da conflitti e crisi umanitarie.I sistemi educativi nazionali in Repubblica Democratica del Congo, Burkina, Mali, Niger o Nigeria settentrionale affrontano già notevoli sfide a causa del conflitto, degli sfollamenti in corso e di una grave mancanza di finanziamenti. Il COVID-19 aggrava queste terribili situazioni.Save the Children invita i governi e la comunità internazionale a garantire che siano messe in atto misure per mitigare l’impatto della chiusura della scuola. In Africa, dove milioni di persone non hanno accesso a Internet, strumenti come programmi radio e TV, possono aiutare i bambini ad accedere all’istruzione alternativa. È fondamentale che i governi supportino gli insegnanti e li dotino delle competenze per fornire un apprendimento a distanza di qualità; siano disponibili cure adeguate e supporto specifico per i bambini, insieme all’apprendimento a distanza, poiché le chiusure scolastiche colpiranno più duramente i più emarginati; siano attuate le misure necessarie per mitigare i rischi che l’impatto della chiusura delle scuole può avere sui bambini, oltre all’interruzione dell’istruzione.Per esempio, molti fanno affidamento sui pasti scolastici per sostenere la loro alimentazione quotidiana. Inoltre, i minori che non vanno a scuola hanno anche un rischio maggiore di andare a lavorare e di abuso e sfruttamento; prestare particolare attenzione alle ragazze, che hanno maggiori probabilità di affrontare un onere sproporzionatamente più grande per la cura dei familiari che contraggono il virus, la cura dei bambini più piccoli e sono a rischio di meccanismi familiari negativi come il matrimonio precoce. Più governi devono impegnarsi a mettere in atto meccanismi di protezione delle minori vulnerabili, seguendo l’esempio della recente decisione del governo della Sierra Leone di revocare il divieto per le ragazze in gravidanza di frequentare la scuola.

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Tecnologia e ricerca possono aiutare a ripartire

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

“La tecnologia ci può aiutare e ci può far decidere, con responsabilità, come far ripartire il Paese il prima possibile. Ricercatori, ingegneri, scienziati, ciascuno nel loro ambito, stanno mettendo a punto nuove tecnologie, nuovi strumenti diagnostici.
Si sono già avviate diverse sperimentazioni, soprattutto sui test sierologici, ed in questi giorni si stanno insediando le diverse Commissioni tecniche per la validazione di questi strumenti. Una sperimentazione, che pare stia dando risultati molto positivi, la sta portando avanti la Regione Lazio, con l’Università di Tor Vergata e l’Istituto “Lazzaro Spallanzani”. Strumenti che, se risulteranno effettivamente efficaci, possono portare a velocizzare i tempi della diagnostica. Le battaglie si vincono sul territorio, non solo negli ospedali, e quindi su questo dobbiamo continuare ad investire e lavorare. Affinché si possa mettere in campo una seria ed efficace diagnostica a “tappeto” e di prossimità. Per questo dobbiamo investire, sempre di più, energie e risorse in questa direzione”. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Mollicone (FdI) a Mentana: “”Infodemia” da combattere ma garantire pluralismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

“Al direttore Mentana diciamo che vanno sicuramente messi in campo strumenti per il contrasto alla disinformazione in rete, così da evitare sopratutto ricadute sulla salute umana e l’economia nazionale. Non vorremmo, però, che la task force sulle fake news proposta dal sottosegretario Martella, così come le regole delle piattaforme online per reprimere la diffusione di notizie false sul coronavirus, divengano uno strumento di censura politica. La composizione degli esperti, abbiamo notato, oltre a non essere legittimata da nessuno, ha un baricentro politicamente orientato. Il parlamento, prima della chiusura a causa dell’emergenza sanitaria, era intento a legiferare sulla costituzione di una commissione d’inchiesta sulla disinformazione online, in cui Fratelli d’Italia propone, con una propria proposta di legge di cui sono primo firmatario, l’adeguamento delle normative delle piattaforme digitali alle norme costituzionali in materia di libertà d’espressione e di libertà di stampa al fine di evitare forme patologiche di censura preventiva, come avvenuto in alcuni casi anche con account giornalistici. Le democrazie hanno bisogno di garantire il pluralismo dell’informazione e la libertà d’espressione, che oggi trovano cittadinanza solo sui social e sul web. Infine, vorremmo far notare al direttore che il servizio del 16 novembre 2015 di TgR Leonardo è tratto da una pubblicazione scientifica autorevole, che i colleghi Rai forniscono un lavoro puntuale di informazione quanto il suo e che la sperimentazione su animali dei coronavirus è stata, comunque, confermata. Nessuno ne collega lo sviluppo in maniera diretta al Covid-19, come ho riportato anche in un’interrogazione da me presentata. È un dato di fatto che, già dal 2015, fossero in corso studi e analisi dei coronavirus sugli animali. Sono sicuro che subirò un attacco dal suo quotidiano. Nella mia azione parlamentare, però, continuerò a sostenere il comparto dell’editoria, compresa quella online come il suo giornale che merita il massimo rispetto e la massima tutela, proprio in nome del pluralismo e della buona informazione.” Così il deputato FDI Federico Mollicone, capogruppo in commissione Cultura, responsabile Cultura e Innovazione del partito, e primo firmatario dell’unica proposta di legge presentata dall’opposizione sulla commissione d’inchiesta sulle fake news, in risposta ad un post di Enrico Mentana.

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Cassa integrazione lavoratori e intoppi burocratici

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Sono 10 le regioni italiane che non consentono ancora di presentare le domande di Cassa Integrazione in Deroga a causa di intoppi burocratici o trattative con le parti sociali che vanno per le lunghe. Abruzzo, Bolzano, Sicilia, Trento, Umbria, Valle d’Aosta non hanno ancora ufficializzato la data da cui sarà possibile inoltrare le istanze; mentre in Basilicata e Sardegna sarà possibile farlo dall’8 aprile; in Calabria e in Emilia-Romagna dal 6 aprile, ma in quest’ultima regione l’invio delle richieste per le 4 settimane precedenti si è concluso solo nei giorni scorsi. L’esasperazione sociale inoltre, in costante crescita, sta creando anche tensioni diffuse, sfociate in tentativi di aggressione a Consulenti del Lavoro, erroneamente percepiti o ritenuti dai lavoratori quali responsabili della mancata percezione delle somme maturate a titolo di ammortizzatori sociali. Per questo, la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Marina Calderone, ha scritto al Ministro dell’Interno, Prefetto Luciana Lamorgese, per segnalare episodi di violenza o minaccia alla Categoria.

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Garantire il benessere, la cura e il diritto al gioco dei bambini con disabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

La Right Box, è stata ideata e realizzata dall’associazione L’abilità, e consegnata in queste settimane direttamente a casa di 200 famiglie di Milano grazie al supporto dei volontari.In questo periodo di emergenza sanitaria, in cui i bambini sono a casa tutto il giorno e in particolare i bambini con disabilità hanno subìto la brusca interruzione dei servizi a loro dedicati, la Right Box può essere un valido strumento a supporto dei genitori per sollevarsi dalla solitudine quotidiana e riprendere almeno in parte il percorso educativo riservato ai propri figli.La sospensione di ogni tipo di terapia e intervento sui bambini, uniti all’isolamento e al disagio delle famiglie nel far fronte alla complessa situazione, hanno portato l’equipe pedagogica de L’abilità a studiare con attenzione i bisogni dei singoli bambini, dedicando a ognuno di loro un contenuto specifico della “scatola giusta” che è quindi anche “su misura”.
A seconda dell’età e delle competenze e abilità dei bambini, la Right Box contiene giochi di manipolazione, da tavolo, di stimolazione sensoriale e adatti al rinforzo cognitivo. In tutto 200 scatole personalizzate per bambini e bambine da 2 a 10 anni con disabilità motorie, neuromotorie, intellettive e con disturbo dello spettro autistico che ogni giorno frequentano i servizi de L’abilità.
Il sito de L’abilità offre una sezione dedicata all’Emergenza Coronavirus con aggiornamenti sui provvedimenti e materiali utili scaricabili, redatti in linguaggio Easy to Read o coi simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa:
https://labilita.org/emergenza-coronavirus/

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UDIR, la grande esperienza della Didattica a Distanza non necessita di nessun recupero

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

I dirigenti scolastici del sindacato UDIR esprimono la propria netta contrarietà alla prospettiva di rimodulare il calendario scolastico del prossimo anno scolastico così come preannunciato dall’art. 1 comma 2 dell’ultima bozza di Decreto Legge per attuare azioni di recupero relativi a questo periodo di adozione della Didattica a Distanza.Si ritiene, infatti di dovere ribadire la piena validità di tutte le attività didattiche e formative messe in essere in questo momento di emergenza sanitaria nelle scuole del nostro paese. Allo stesso modo, riteniamo inopportuno collocare dal 1° di Settembre 2020, travolgendo il calendario scolastico dell’anno scolastico 2020\21, ulteriori attività per “eventuali necessità di recupero degli apprendimenti” per come prefigurato all’art.2 lettera A della stessa bozza di Decreto Legge. I Dirigenti Scolastici di UDIR assumono questa posizione sulla base della convinzione che in relazione alla Didattica a Distanza bisogna uscire dall’equivoco che si sia trattato e si tratti di un’azione lasciata al volontariato e all’improvvisazione.“La scuola italiana, si oserebbe dire come le strutture sanitarie e gli altri settori vitali del Paese, ha inteso proseguire la sua azione formativa ed educativa con continuità e grande senso di responsabilità – afferma uno dei dirigenti scolastici Udir – oltre che con una professionalità che noi valutiamo come un dato di eccellenza. Per meglio comunicare ciò che stiamo vivendo rappresentiamo una realtà nella quale i Dirigenti Scolastici non hanno lasciato docenti e allievi senza una valida relazione organizzativa, i docenti a loro volta hanno risposto con meritoria generosità e professionalità alle indicazioni che in molti casi si sono sostanziati in tutta una serie di elementi organizzativi di cui le più efficaci sono state le seguenti:
il mantenimento di una relazione educativa che ha avuto il senso non secondario di rassicurare i nostri allievi in un momento in cui era avvertito il pericolo per l’esistenza per se e per la propria famiglia;
la cura della prosecuzione della didattica volta all’acquisizione di ulteriori conoscenze e competenze previste dai curricoli;
l’intelligente capacità di individuare le aree tematiche essenziali e interpretare la nuova modalità relazionale a distanza per lo sviluppo degli stessi;
la strutturazione e l’adozione di un orario coordinato e regolare la cui esecuzione ha consentito una sequenza temporale della giornata che per gli allievi ha avuto un effetto rassicurante, essendo stata una risposta alla voglia di normalità fornita ai ragazzi e anche alle famiglie, pur in condizioni eccezionali;
l’utilizzo del registro elettronico, avendo per il momento tuttavia esclusa la valutazione;
l’attivarsi in video conferenza di organi collegiali con prerogative deliberanti per le tante scadenze decisive per la vita delle Istituzioni Scolastiche, sia per quanto riguarda la pratica della Didattica a Distanza sia per mantenere in vita una relazione che si è rivelata decisiva per tutti: Dirigenti Scolastici, Docenti, personale ATA, allievi e famiglie;
la convocazione dei Collegi dei Docenti in videoconferenza che sono stati decisivi momenti di confronto, di crescita e di reciproca rassicurazione, così come il confronto con le RSU che generalmente sono stati l’occasione per utili suggerimenti.
Non riteniamo che questa esperienza abbia deprivato il percorso formativo delle intere Istituzioni Scolastiche nelle sue diverse competenze, al contrario è stata un’opportunità formidabile per realizzare lo sviluppo di competenze aggiuntive, molte delle quali gli allievi hanno vissuto in passato come mera simulazione senza reale motivazione ambientale ed esistenziale. Quando alla Didattica a Distanza non c’è stata nessuna alternativa: ai docenti e agli allievi si è posta la necessità ineludibile di ricorrervi e valorizzarla per tutte le potenzialità da essa offerta.

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Didattica a distanza, il CdM la rende obbligatoria ma non ci sono le condizioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Il ministero dell’Istruzione si accinge a imporre le lezioni on line: “è l’ennesima contraddizione di chi governa la scuola”, perché “si vorrebbero mettere obbligatorie disconoscendo quanto è stato fatto fino ad oggi in un mese di scuola”. A sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante un’intervista ad Orizzonte Scuola. Commentando l’ultima bozza di Decreto Legge sulla fine dell’anno scolastico, su cui nelle prossime ore si esprimerà il CdM, il sindacalista rimarca che “sull’obbligo della didattica a distanza, bisognerebbe capire prima che ogni scuola formasse il personale e lo dotasse degli strumenti per svolgere l’attività e mettesse ogni studente nelle condizioni di poterla seguire”.Sulla didattica a distanza si sta realizzando un’operazione che rischia di compromettere il percorso fatto sinora. Secondo il leader dell’Anief, Marcello Pacifico, chi governa la scuola sembra dimenticare che non vi sono gli strumenti tecnologici effettivi per potere garantire a tutti la didattica online e che “molti studenti non hanno neanche la carta per stampare i compiti”. E che pure in questo periodo difficile, per il blocco della mobilità per il pericolo da Coronavirus, “il personale della scuola sta rispondendo in maniera straordinaria: le famiglie, prima di tutti, stanno rispondendo con quella fiducia e quel rinnovo del patto educativo con la scuola, che sembrava essere stato messo in discussione negli ultimi anni”.
Per questo, sostiene il presidente Anief, “recuperare il tempo scuola sarebbe una sconfessione della didattica a distanza che si vorrebbe rendere obbligatoria”. Il sindacalista afferma che vi siano ancora dei margini per migliorare il testo del decreto legge: “Dal Ministro – dice – ci aspettiamo che lasci liberi gli organi collegiali delle scuole per scegliere i migliori criteri di valutazione per validare l’anno scolastico”.La scuola ha bisogno, quindi, di “un provvedimento che, piuttosto che dare pieni poteri al Ministro, dia pieni poteri agli organi collegiali per validare l’anno scolastico e per adottare quelle strategie di rimodulazione della programmazione didattica per l’inizio del prossimo anno scolastico. Non recupero tempo scuola ma autorizzazione ai collegi a riprogrammare le attività, ovviamente dietro il finanziamento di risorse umane e finanziarie per un’eventuale attività di potenziamento, sempre nella libertà dei collegi, altrimenti si tratta di mancanza di rispetto del lavoro che stanno svolgendo gli insegnanti e del tempo messo a disposizione da alunni famiglie”. “Anief non è contro l’idea che dal prossimo anno ogni insegnante, in ogni consiglio di classe, in ogni organo collegiale si vada a vedere quali siano le strategie migliori per recuperare rispetto a dei saperi che si sono persi, ma non bisogna pensare”, conclude il sindacalista autonomo, “che quello che si sta facendo oggi”, con le lezioni svolte da casa, “sia un gioco o una parentesi inutile. O peggio, che la didattica a distanza non venga ritenuta un’attività formativa. Ogni attività educativa è formativa”, conclude Marcello Pacifico.

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Sospensione attività didattiche a distanza nel periodo pasquale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Giungono in sindacato numerose segnalazioni di riunioni d’urgenza dei Consigli d’istituto di molte scuole con all’ordine del giorno modifiche da apportare al calendario scolastico. Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): “Necessario garantire a docenti e, soprattutto, agli alunni e alle famiglie, la pausa prevista dai calendari regionali per il periodo pasquale. Pochi giorni di pausa nelle attività a distanza serviranno a tutti, docenti e studenti, a riprendere dopo con nuova energia e vigore” Molti dirigenti pensano, infatti, che la sospensione delle attività didattiche in presenza, per l’emergenza sanitaria in atto, renda necessario adottare delibere che permettano alle attività svolte a distanza di proseguire anche durante il periodo di interruzione pasquale. In alcuni casi chiedendo ai docenti di proseguire anche nei giorni che sarebbero stati di pausa, in altri addirittura proponendo modifiche ai calendari scolastici. Per Anief si tratta, in entrambi i casi, di un errore. “Innanzitutto – evidenzia Marco Giordano, membro della segreteria generale Anief – è sbagliato sotto il profilo procedurale e di competenza, visto che la redazione dei calendari scolastici è di pertinenza delle regioni (art. 138, comma 1 lettera d D.lgs 31 marzo 1998 n. 112), mentre alle scuole compete, nella loro autonomia, solo la possibilità di adattarlo alle specifiche esigenze del PTOF. Tuttavia, tali adattamenti devono comunque essere stabiliti nel rispetto di quanto indicato all’art. 74, comma 3 del D.lgs. n. 297/1994, ovvero ai fini dello svolgimento di almeno 200 giorni di lezioni e tenendo conto di eventi non previsti che comportino la sospensione del servizio scolastico, che, se dovuti a causa di forza maggiore, non danno però luogo ad alcun recupero. Se consideriamo che, nel caso presente, ci troviamo esattamente innanzi a una situazione di forza maggiore, che esclude le esigenze di recupero, comprendiamo che gli adattamenti di cui parliamo non sono assolutamente necessari. Va, inoltre, evidenziato – conclude Giordano – che qualsiasi modifica al calendario debba prima passare dal collegio docenti, tenuto a esprimersi in merito, e solo successivamente in Consiglio di istituto”.

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Gli Influencer, alleati delle aziende italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Nel mezzo di una delle crisi più impattanti dal secondo dopoguerra, i brand cercano di capire come ridistribuire le risorse, evitare errori di comunicazione e intercettare opportunità. Il team Pr&Influence di Ogilvy propone, tra le possibili risposte, l’approccio R.A.I.S.E — un acronimo tra le parole Reach, Advocacy, Integration, Simplification, Empathy — che sottolinea il ruolo degli influencer come leva strategica per i brand. Una raccomandazione confermata anche da più di 80 influencer provenienti da tutta Italia, con una fanbase compresa tra i 50mila e 1milione di follower, ai quali è stato chiesto, attraverso una survey online, di dare la propria opinione su “se e come cambierà la loro professione e il rapporto con i brand”. In questo momento di crisi le aziende devono tenere a mente tre indicazioni fondamentali: parlare di valori più che di prodotti; capire quando è il momento di comunicare e quando invece è più importante agire in modo concreto; essere autentici, andare tra le persone per instaurare un vero legame emozionale tra brand e consumatore.In questo scenario, la proposta di PR&Influencer di Ogilvy si traduce in un concreto modello di coinvolgimento che nasce da un’analisi delle esigenze più attuali delle aziende: l’approccio R.A.I.S.E., un mix di ingredienti che si ritrovano in alcune delle figure più discusse degli ultimi anni, gli influencer.
REACH: gli influencer si trovano sulle piattaforme dove oggi il target spende più tempo, basti pensare che Facebook ha registrato un incremento del 50% nel numero di utenti attivi nell’ultimo mese e che la politica ha spesso scelto questo canale anche per dare comunicazioni ufficiali.
INTEGRATION: gli influencer rappresentano inoltre un canale altamente integrato con le altre leve di marketing e comunicazione, permettendo così di ottimizzare budget e risorse, oggi quanto mai limitate.
SEMPLICITY: in un momento in cui le aziende fanno fatica a realizzare nuovi contenuti per le proprie pagine social perché hanno bloccato lanci di prodotto, hanno disdetto eventi o, più banalmente, non hanno la possibilità di realizzare shooting ex novo, l’expertise degli influencer permette di avere una nuova linfa, vitale per continuare la comunicazione sul digital.
EMPATHY: in quanto persone reali con una storia, un carattere e una community fidelizzata, gli influencer danno alle aziende e ai brand la possibilità di avvicinarsi in modo credibile alla propria audience.Ma come è cambiato in queste settimane il lavoro degli influencer?
Ben l’85% degli influencer intervistati afferma che la produzione dei propri contenuti sui social network è cambiata, per il 39% sia nei formati sia nei temi trattati e moltissimi (84%) sottolineano come sia aumentata l’autenticità. A detta degli influencer i formati più rilevanti sono le IG stories, i video, le dirette Instagram. Cosa possono fare dunque gli influencer per i brand in questo momento e nel futuro?Un dialogo che non si è mai interrotto, in effetti. Nel 74% dei casi, infatti, gli influencer rispondono di essere stati contattati da un brand nelle ultime settimane, anche con cui non avevano mai lavorato prima (43%). Per la maggior parte le collaborazioni sono focalizzate sull’emergenza Covid-19 o su un breve periodo di tempo (74%), ma per 1 su 3 possono essere anche partnership di medio-lungo periodo. È anche vero, però, che assistiamo ad un diverso equilibrio tra contenuti sponsorizzati da un brand e invece contenuti personali, dove i secondi prevalgono.
Certo è che ogni brand e categoria merceologica dovrà valutare attentamente, con l’aiuto di consulenti esperti di comunicazione, qual è e quale sarà il segno lasciato dalla pandemia sul proprio business e linea comunicativa e scegliere di conseguenza se e quali influencer utilizzare, per rispondere a quali obiettivi. Guardando al futuro, la maggior parte degli influencer crede, infatti, che la propria professione sia destinata a cambiare. E spera che il cambiamento vada nella direzione di creare collaborazioni con le aziende in modo sempre più coerente, dando spazio a messaggi e valori più che alla semplice promozione di prodotti ed iniziative.

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Coronavirus: dopo la paura, ora si specula sul dolore

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Sono molti i casi di speculazione e anomalia che, purtroppo, abbiamo dovuto affrontare nel corso di questa pandemia. Finora, però, ci eravamo imbattuti in forme di sciacallaggio che facevano leva sulla paura, oggi ci troviamo di fronte a chi specula sul dolore.Abbiamo ricevuto, infatti, una richiesta di aiuto da parte di una famiglia che ha perso un caro a causa del coronavirus, nel milanese. Dopo ore e giorni pieni di dolore e di ansia, i familiari sono stati contattati dall’impresa di pompe funebri che chiede un importo di circa 4.000 Euro per far avere loro l’urna cineraria e poter procedere alla sepoltura.
Sembrerebbe, infatti, che sia stata loro addebitata una tariffa giornaliera (di circa 200 Euro al giorno) per i giorni in cui la salma era ospitata presso una struttura dell’Emilia Romagna in attesa della cremazione.
Una vicenda inverosimile e vergognosa, che ci auguriamo sia frutto di un errore, che comunque approfondiremo per capire di chi sono le responsabilità.Nelle aree di Bergamo e del confine con il Piemonte ci risulta che i costi chiesti alle famiglie dei defunti siano notevolmente inferiori, anche per le cremazioni avvenute fuori provincia o fuori regione.Ci auguriamo, pertanto, si tratti di un caso isolato. Se così non fosse invitiamo le famiglie coinvolte a segnalarcelo, li assisteremo con discrezione e rispetto, per fare in modo che al dolore provato non si debba aggiungere anche la rabbia.Chiediamo, infine, al Governo, alle istituzioni locali delle aree in cui il fenomeno di mortalità è più elevato, nonché in tutto il resto del Paese, di controllare con attenzione che nel proprio territorio non si verifichino atti simili, che non sia permesso a nessuna struttura di chiedere compensi per lo stazionamento delle salme, di cui dovrà farsi carico il Comune di riferimento.

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Condono: Altro che pax edilizia

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

«Ogni volta che lo Stato è in difficoltà, qualcuno non proprio informato, rilancia l’idea di un condono edilizio. All’onorevole Matteo Salvini, il riferimento è puramente voluto, vorrei ricordare che sono oltre 4 milioni le domande di condono edilizio presentate dal 1985 che giacciono sospese negli uffici comunali italiani da 35 anni. Prima di parlare della pace edilizia, proposta dal leader della Lega, si dovrà pianificare l’istruttoria delle vecchie istanze». E’ quanto dichiara il prof. Sandro Simoncini, urbanista e docente a contratto di economia delle imprese all’Università Uninettuno.«Al leader della Lega – continua Simoncini – suggerisco di fare un tweet ribadendo che nelle casse dello stato mancano oltre 19 miliardi di euro derivati dalle pratiche di condono inevase».«L’eventuale ulteriore sanatoria edilizia – conclude Simoncini – non può far parte di uno slogan, ma andrebbe pianificata con molta attenzione, visto l’impegno che ora più che mai è necessario rivolgere all’ambiente e al consumo di suolo la cui proposta di legge, continuamente rimbalzata tra Camera e Senato, è ferma sul tavolo del Governo da oltre 4 anni».

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