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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Sospensione attività didattiche a distanza nel periodo pasquale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Giungono in sindacato numerose segnalazioni di riunioni d’urgenza dei Consigli d’istituto di molte scuole con all’ordine del giorno modifiche da apportare al calendario scolastico. Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): “Necessario garantire a docenti e, soprattutto, agli alunni e alle famiglie, la pausa prevista dai calendari regionali per il periodo pasquale. Pochi giorni di pausa nelle attività a distanza serviranno a tutti, docenti e studenti, a riprendere dopo con nuova energia e vigore” Molti dirigenti pensano, infatti, che la sospensione delle attività didattiche in presenza, per l’emergenza sanitaria in atto, renda necessario adottare delibere che permettano alle attività svolte a distanza di proseguire anche durante il periodo di interruzione pasquale. In alcuni casi chiedendo ai docenti di proseguire anche nei giorni che sarebbero stati di pausa, in altri addirittura proponendo modifiche ai calendari scolastici. Per Anief si tratta, in entrambi i casi, di un errore. “Innanzitutto – evidenzia Marco Giordano, membro della segreteria generale Anief – è sbagliato sotto il profilo procedurale e di competenza, visto che la redazione dei calendari scolastici è di pertinenza delle regioni (art. 138, comma 1 lettera d D.lgs 31 marzo 1998 n. 112), mentre alle scuole compete, nella loro autonomia, solo la possibilità di adattarlo alle specifiche esigenze del PTOF. Tuttavia, tali adattamenti devono comunque essere stabiliti nel rispetto di quanto indicato all’art. 74, comma 3 del D.lgs. n. 297/1994, ovvero ai fini dello svolgimento di almeno 200 giorni di lezioni e tenendo conto di eventi non previsti che comportino la sospensione del servizio scolastico, che, se dovuti a causa di forza maggiore, non danno però luogo ad alcun recupero. Se consideriamo che, nel caso presente, ci troviamo esattamente innanzi a una situazione di forza maggiore, che esclude le esigenze di recupero, comprendiamo che gli adattamenti di cui parliamo non sono assolutamente necessari. Va, inoltre, evidenziato – conclude Giordano – che qualsiasi modifica al calendario debba prima passare dal collegio docenti, tenuto a esprimersi in merito, e solo successivamente in Consiglio di istituto”.

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