Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 10 aprile 2020

Eu leaders must raise its anbitions and launch recovery bonds

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

The agreement reached yesterday evening by the Eurogroup on a set of financial measures to support EU member states in the fight against COVID 19 and its immense economic and social impact – and particularly the agreement on a new “recovery Fund” to support European economy and cohesion among member states and citizens – marks a welcome turn in the response of the European Union to the crisis, after many weeks of dis-alignment among member states. We welcome that those member states most reluctant towards European solidarity tools have moved their position and made a deal possible.
Sandro GOZI, President of the Union of European Federalists and Member of the European Parliament, declared: “The framework of the deal is positive. I believe that the most important decision is the creation of the new “recovery Fund” to help European economy rebound from the economic impact of COVID as fast as possible, even if the key features of the Fund are still undefined. EU leaders next week can take a bold decision and make the Fund a really transformative instrument for the future of the European Union, if they decide that the Fund can finance itself in the market issuing “recovery bonds”, guaranteed by the European Union itself, if necessary together with member states. That said, the Eurogroup should have reached a deal much earlier and without the display of disunity of the past weeks, which was not positive for the European Union’s image among European citizens. It is just the last evidence of the flaws of the Eurogroup, an inefficient and intransparent body, with a great power that should be moved to the proper institutions of the European Union”.The “recovery Fund” complements a new European Re-Insurance Mechanism (SURE) to support national measures to face the raise of unemployment, the deployment of the European Investment Bank in support of businesses across Europe, and a limited but unconditional use of the European Stability Mechanism credit lines, for a total close to 600 billion Euros, which add to the already ongoing crucial actions by the European Central Bank supporting member states’ debt issuance to face the crisis.The European Federalists urge the European Parliament to support increasing the level of ambition of the deal reached by the Eurogroup with respect to the “recovery Fund” in its plenary debate next week in preparation of the European Council and urges the Heads of State and Government to finalise an ambitious deal that can become effective already in the coming weeks.

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Campidoglio, 43 mila colombe a operatori e a famiglie più fragili

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Roma Capitale sta facendo partire la distribuzione di 43 mila colombe destinate agli operatori impegnati nel contrasto al Covid-19 e alle famiglie in condizioni di fragilità, grazie alla donazione ricevuta dal gruppo Bauli.Sono 7 i camion fatti giungere dall’azienda nella Capitale, per consegnare in tempo il dolce tipico della Pasqua. Le colombe saranno distribuite grazie al supporto della Protezione Civile del Campidoglio, anche tramite la rete delle parrocchie, dei Municipi e delle associazioni del Volontariato cittadino.“È un gesto che scalda il cuore. Vogliamo dedicare il tipico dolce pasquale, la colomba simbolo di pace e di rinascita, a medici, infermieri e altri operatori sanitari che stanno lavorando in prima linea contro il coronavirus, per salvare delle vite. E poi alle famiglie e ai bambini in condizioni di difficoltà, aggravate da questa emergenza. Siamo una comunità forte e unita. Insieme supereremo questo momento”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.“Ringraziamo chi in questo momento delicato per tutti fa un gesto di solidarietà nei confronti delle persone che sono in condizioni di fragilità. Questa donazione è un tassello importante che si aggiunge a tutte le azioni che stiamo mettendo in campo. Contribuirà a far sorridere un bambino in questi giorni delicati. Giorni che nel periodo di Pasqua siamo abituati a trascorrere in festa, con amici e parenti, e che anche a distanza non devono perdere il loro valore simbolico e di vicinanza”, dichiara l’assessore alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.“Il nostro Paese, e il mondo intero, sta affrontando un momento difficile, ma crediamo che gli Italiani abbiano voglia di ritagliarsi alcuni momenti di ‘normalità’ anche in una situazione straordinaria come quella che stiamo vivendo. Per questo come Gruppo Bauli abbiamo voluto supportare il Comune di Roma offrendo una colomba alle famiglie romane che si trovano più in difficoltà; speriamo che questo piccolo aiuto possa aiutare a vivere, nonostante tutto, l’atmosfera di questa Pasqua così insolita”, dichiara il presidente del Gruppo Bauli Michele Bauli.

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“No agli Eurobond e sì al Mes”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Esattamente il contrario di quanto declamato per giorni dal Presidente del consiglio Conte.Vince l’Olanda e perde l’Italia. Ora togliamo davvero le bandiere dell’Ue e prepariamoci a fare da soli. E Conte si dimetta”. E’ quanto scrive su Twitter Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Sassoli: Vince la fiducia nell’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, su conclusioni Eurogruppo. “Abbiamo avuto ragione ad avere fiducia nell’Europa. Le proposte formulate dell’Eurogruppo vanno nella giusta direzione, con la trasformazione del MES in ‘Salva Europa’ dall’epidemia Covid19, da usare subito per aumentare le capacità delle nostre strutture sanitarie, ospedali e centri di ricerca. Per salvare le vite dei cittadini europei. Vediamo con favore il consenso dell’Eurogruppo al SURE e al potenziamento della BEI. Nella giusta direzione l’indicazione al Consiglio UE di istituire un Fondo per la ricostruzione dell’Europa da finanziare anche con strumenti innovativi. In questa battaglia per la ricostruzione il Parlamento europeo farà come sempre la sua parte in difesa dei cittadini europei”.

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A fronte di una pandemia internazionale ACS fa appello alla rete altrettanto internazionale della preghiera

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre, a fronte della crisi globale innescata dalla pandemia del coronavirus, dopo aver stanziato 5 milioni di euro per il finanziamento di specifici progetti e dopo aver fatto appello ai propri benefattori affinché venisse affidata ai sacerdoti perseguitati la celebrazione di Messe per la liberazione dal contagio, ha coinvolto gli ordini contemplativi per una grande, corale azione di preghiera per ottenere guarigione e conforto per quanti soffrono a causa del COVID19.La risposta non si è fatta attendere. In due giorni 35 comunità, di cui tre maschili, hanno risposto all’appello di ACS. Si tratta delle Carmelitane di Morondava (Madagascar), di Tanger (Marocco), di Jalingo (Nigeria), di Kiev (Ucraina), di Figuil (Camerun), di Sarajevo (Bosnia Erzegovina), di Natal (Brasile), di Sofia (Bulgaria), del Monastero “La Natividad del Señor” (Venezuela) e di Florida (Uruguay), dei Carmelitani Scalzi dell’Indonesia, di monasteri di Benedettine in Etiopia, a Koubri (in Burkina Faso), a Lolo (Ciad), a Dzogbégan (Togo) e a Zhytomyr (Ucraina), di un monastero di Benedettini nello Sri Lanka, delle Suore Redentoriste di Lemberg (Ucraina), di Kiri (Repubblica Democratica del Congo), di Bobo Dioulasso (Burkina Faso), di Diabo e Fada N’Gourma in Burkina Faso, delle Visitandine di Ruyigi (Burundi), delle Domenicane di Kwito-Bié (Angola), di Douala (Camerun), delle Clarisse di Xai Xai (Mozambico), di Luanda e di Malanje (Angola), di Brestovsko (Bosnia Erzegovina), di Libreville (Gabon), di Mbujimayi (Repubblica Democratica del Congo) e dell’Indonesia, delle Monache contemplative Giustiniane di Arequipa (Perù), delle Novizie di Veliky Birky (Ucraina), del Rosarian Regionalate dello Sri Lanka e dell’Associazione Nostra Signora di Coromoto del Venezuela e i Caraibi. A questo numero si stanno progressivamente aggiungendo altre comunità.
«Si tratta di una grande rete internazionale di preghiera, costantemente attiva anche se lontana dai riflettori, ma che oggi intensifica la propria preghiera di intercessione per ottenere la liberazione da questa pandemia che causa molti lutti e sofferenze e che ostacola anche la normale attività ecclesiale», ha commentato Alessandro Monteduro, Direttore di ACS Italia.

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Petrolio: Opec, accordo per riduzione produzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

I principali produttori di petrolio ad eccezione del Messico hanno concordato di ridurre la produzione in maggio e giugno di circa 10 milioni di barili al giorno.”Un accordo negativo per famiglie e imprese. Il crollo del prezzo del petrolio è quello che ha contribuito ad avere, nel secondo trimestre 2020, per il mercato tutelato, un calo delle bollette elettriche del 18,3% e del 13,5% per quanto riguarda il gas. Su base annua, per una famiglia tipo, significa 97 euro in meno per la luce e 140 euro per il gas. Un risparmio complessivo pari, quindi, a 237 euro” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma è chiaro che c’è stato un crollo della domanda di greggio e che, quindi, il taglio della produzione è giustificato, ma è altrettanto vero che a fronte di una crisi economica mondiale senza precedenti, un basso costo dell’energia serve ad aiutare imprese e famiglie in un momento di grande difficoltà” conclude Vignola.

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Kedrion: in 3-6 mesi terapia efficace contro Covid-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Potrebbe arrivare prima del previsto una terapia efficace per l’infezione da SARS-CoV-2, quella rappresentata dall’utilizzo di “plasma da convalescente” (donato da persone che hanno superato la malattia e quindi ricco di anticorpi anti-virus), che richiede l’utilizzo di metodiche per l’inattivazione di patogeni, e dalle immunoglobuline estratte dal plasma di persone guarite ed immuni al virus prodotte a livello industriale.Questo il piano di intervento Kedrion Biopharma ha messo a disposizione per fronteggiare la grave emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19.“Nel passato sono state numerose le patologie che hanno beneficiato di questo tipo di trattamento – dichiara il dott. Alessandro Gringeri, Chief Medical and R&D Officer di Kedrion Biopharma. “La probabilità di efficacia è molto elevata, vicina al 90-95%. Ciò ci ha spinti a concentrare risorse e investimenti per disporre nell’arco di 3-6 mesi di un concentrato di immunoglobuline iperimmuni con alto contenuto di anticorpi specifici neutralizzanti il SARS-CoV-2, in grado di contrastare la malattia in casi sintomatici gravi e – in futuro – di bloccare l’evoluzione della sintomatologia sia nei pazienti già ospedalizzati con Covid-19 sia nei soggetti a maggiore rischio”.“Come Kedrion – ha concluso Gringeri – ci siamo subito attivati consapevoli che il plasma è un materiale biologico prezioso, le cui proprietà biochimiche e i cui usi terapeutici sono in larga misura inesplorati, il suo potenziale è quindi ancora enorme e siamo convinti possa essere di grande aiuto anche in questa occasione”.La stessa terapia è stata utilizzata con successo per migliorare il tasso di sopravvivenza dei pazienti con sindromi respiratorie acute ugualmente gravi dovute ad altri coronavirus, quali SARS e MERS, e per ridurne la degenza ospedaliera.In attesa dell’avvio della produzione industriale sono molto positivi i risultati registrati dalla somministrazione di plasma iperimmune da convalescente a pazienti con COVID-19 in condizioni critiche effettuato da alcuni centri in Lombardia. In questi casi Kedrion Biopharma ha fornito e installato a tempo di record dispositivi capaci di trattare il plasma da soggetti COVID-19 convalescenti, inattivandolo viralmente in modo da poterlo infondere in sicurezza in pazienti in condizioni critiche. I centri trasfusionali di Mantova, Padova e Pisa hanno ricevuto gratuitamente la strumentazione per questa procedura, unitamente ai kit utili alla preparazione di circa 3.200 unità di plasma convalescente. I centri che hanno già a disposizione le macchine si stanno dotando dei kit necessari per l’inattivazione virale del plasma. Un protocollo clinico-sperimentale è stato già sviluppato dal Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del San Matteo di Pavia in collaborazione con altre strutture come quelle di Lodi e Mantova, e dall’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova.Questo plasma potrà essere utilizzato nella gestione dei pazienti più critici.Per aumentare la disponibilità di plasma da convalescente – principale alleato nella lotta a questa epidemia infettiva – Kedrion Biopharma metterà a disposizione del Servizio Trasfusionale Italiano le proprie tecnologie per realizzare l’inattivazione virale e i test aggiuntivi richiesti, incluso il titolo degli anticorpi totali e neutralizzanti specifici.Il procedimento potrà essere effettuato presso lo stabilimento produttivo di Sant’Antimo (Napoli), dove il plasma da pazienti Covid-19 convalescenti verrà analizzato per la presenza di virus trasmissibili con il sangue e trattato con solvente/detergente (S/D) per eliminare qualsiasi virus. In un prossimo futuro, con la disponibilità presso i Servizi Trasfusionali di test per titolazione di anticorpi anti-SARS-CoV-2, potrebbe essere utilizzato anche il plasma di donatori COVID-19 asintomatici e divenuti negativi alla PCR

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Dalla Chiesa di tutti, dalla chiesa dei poveri

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

I credenti ma anche i non credenti, gli agnostici, vivono questo tempo sconvolti dagli eventi e le ricorrenze solenni sono proprio quelle che richiamano l’attenzione dei fedeli e non solo. Sono un ulteriore momento di riflessione perché viene a mancare il sentire umano nel calore di una stretta di mano e di un abbraccio. Cogliamo l’occasione, dalla lettera che ci è pervenuta dalla Chiesa di ti tutti, dalla chiesa dei poveri, per leggere e riflettere: “Non si può celebrare impunemente questa Pasqua senza chiedersi il significato dell’oceano di sofferenze in cui è oggi immerso tutto il mondo e senza chiedersi il significato della Pasqua stessa. Di per sé l’evento che ha dato origine alla Pasqua è stato un evento di ordinaria violenza, storicamente irrilevante, (infatti non annotato dagli storici di allora), in quanto simile a infinite altre sofferenze e morti inflitte nel tempo, di condanna in condanna, di genocidio in genocidio, fino ad ora. E nemmeno la sua ragione era inusuale, ma anzi del tutto comune, come risulta dalla motivazione di un presunto interesse generale, datane da Caifa, per cui occorreva “far fuori quest’uomo”, come papa Francesco ha riassunto la situazione nell’omelia a Santa Marta, con un efficace linguaggio non religioso che sarebbe piaciuto a Bonhoeffer. Quella che infatti veniva messa in campo era una “ragion di Stato”, come poi sarebbe avvenuto infinite altre volte nella storia. Gesù secondo il Sinedrio avrebbe messo a rischio il rapporto con gli odiati occupanti romani, i quali sarebbero venuti e avrebbero distrutto il tempio e la nazione. Dunque nella percezione degli Ebrei si trattava di un pericolo da togliere (“è bene che un uomo solo muoia per il popolo e non vada in rovina la nazione intera”), non di un sacrificio espiatorio da offrire in olocausto. La lettura della uccisione di Gesù come un sacrificio è una lettura cristiana, che viene dalla assimilazione mistica di Gesù al servo sofferente.
Perché dunque un evento storicamente così ordinario e seriale ha avuto un impatto così potente da dividere in due fasi la storia anche profana del mondo, e da essere registrato come dirompente anche da parte di chi non condivide la fede nella resurrezione?
Bisogna tornare a Caifa, che l’evangelista Giovanni, riconoscendone l’autorità come sommo sacerdote, considera come un profeta suo malgrado: egli “profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi”.
Di tale profezia non si è realizzata la prima parte, perché in effetti i Romani vennero e distrussero il tempio e la nazione, ma si realizzò invece la seconda, perché l’abbraccio di Dio fu riconosciuto come esteso dagli Ebrei a tutte le genti.
Ora questo è avvenuto precisamente perché accettando la morte Gesù ha decostruito, e invalidato per sempre, inchiodandola alla croce, la legge (“il chirografo”, lo chiama Paolo) del sacrificio. Era l’ideologia per la quale la sofferenza e la morte erano tributate a Dio come espiazione per i peccati, cosa questa che, superati i sacrifici umani, era rappresentata nel sacrificio del capro espiatorio, e ritualmente dell’agnello pasquale. Questa costruzione umana che faceva di Dio colui che riceveva soddisfazione e lode dal dolore, diventava impossibile a concepirsi nel momento in cui ad addossarsi i peccati era Dio stesso e a patire era quello stesso Dio a cui quel patimento sarebbe stato dovuto. Già Dio lo aveva fatto sapere: “Misericordia voglio e non sacrifici”, ma Gesù lo rende irrefutabile col rivelare il proprio rapporto col Padre. Egli non dice solo: “Quello che farete a uno di questi piccoli lo farete a me”, ma dice anche: quello che fate a me lo fate al Padre. Questo è infatti il tema della controversia con i capi dei sacerdoti e i farisei, il suo rapporto col Padre: “Io e il Padre siamo una cosa sola”; e questo è ciò che poté essere espresso poi nella formula cristologica “Unus de Trinitate passus est”. Da quel momento nessun sacrificio si può imputare a Dio, nessuna morte può essere inflitta a suo nome, nessuna sofferenza può essere causata per piacere a lui, e non solo le sofferenze imposte agli altri ma anche quelle inflitte a se stessi, cosa lontanissima dalla comprensione di un san Pier Damiani che afflisse tutta la Chiesa spargendo l’idea di un’ascesi autopunitiva selvaggia.
E proprio questa è la buona notizia, non c’è alcuna sofferenza che possa essere ricondotta a un compiacimento di Dio; e poiché Dio è il bene, nessuna sofferenza può essere inflitta a fin di bene, la pena di morte è ormai condannata anche dal catechismo. Certamente la sofferenza resta, e molto si impara nel soffrire, e talvolta essa dilaga, senza responsabilità di alcuno; e c’è pure una sofferenza che è la conseguenza non voluta di scelte e comportamenti giusti e necessari; ma nessuna sofferenza può essere voluta direttamente in quanto tale o imposta per se stessa. Ad esempio oggi la sofferenza causata dalle misure prese contro il virus è grande, ma essa è la condizione e l’effetto indesiderato della lotta contro la pandemia, non è certo voluta da chi l’impone. Così come l’ostinazione di tenere la gente in carcere, il chiedere “che sia fatta giustizia”, il pensare che non sia fatta giustizia finché il reo non soffra e non pareggi così il suo debito, cioè fino a quando non scatti la vendetta, pur civilizzata perché fatta dallo Stato, è un’aberrazione.
Ma c’è un altro risvolto della profezia di Caifa. L’elezione divina di Israele si è estesa a tutti i popoli. E che ne è della terra, la cui promessa era legata a quell’elezione? Non è più promessa? Si, resta la promessa, ma anch’essa ormai è estesa a tutta la Terra; essa non riguarda più la sola terra di Canaan offerta a un solo popolo, a esclusione di altri, bensì è la promessa di tutta la Terra a tutta l’umanità nel suo insieme; nessuno può più rivendicare possessi esclusivi, l’unità della comunità umana annunciata dalla Pasqua, porta con sé anche l’unità della Terra, promessa non più a un solo popolo ma a tutti, una Terra risanata dove scorra latte e miele, dove si costruiscano case e si possano abitare, si piantino vigne e se ne possa godere il frutto, in cui si possa vivere liberi e nessuno sia più straniero.
Nel sito http://www.chiesadituttichiesadeipoveri.it pubblichiamo un appello di intellettuali e teologi per una innovativa gestione della crisi da coronavirus, un documento di “Noi siamo Chiesa” sugli insegnamenti e le novità portate dalla pandemia, anche in ordine alla vita della Chiesa, e una vecchia riflessione finora inedita di Carlo Ferraris sul duplice segno dell’eucarestia e della lavanda dei piedi.
A tutti un caro augurio di una santissima Pasqua http://www.chiesadituttichiesadeipoveri

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Emergenza Covid-19, rinviata la riapertura di musei, parchi archeologici e luoghi di cultura

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

A quasi un mese dalla chiusura dei cancelli del Parco Archeologico di Ercolano, l’affollamento dai luoghi d’arte si è trasferito e riversato sul web. Sono decine e decine le proposte di visita e di approfondimento di tour virtuali nella rete. Il Parco Archeologico di Ercolano, sposando la causa #iorestoacasa, con la facciata illuminata dal tricolore, grazie all’iniziativa del Comune di Ercolano in collaborazione con Engie, ha lanciato da subito “I Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano”, un viaggio virtuale nel Parco Archeologico nell’attesa di mostrarsi di nuovo dal vivo. I Lapilli fino ad ora mostrati riguardano i Fornici e la Barca di Herculaneum, il Teatro antico di Herculaneum, la Casa dei Cervi, la ricerca sul cervello vetrificato. Un percorso di visita sul web diffuso attraverso l’uso di hashtag e tag istituzionali per il networking social e comunicato attivando la rete di servizi e di partners del parco: dai comunicati stampa, agli spot sui canali video della Metropolitana di Napoli, ai canali istituzionali nazionali e internazionali, come quelli UNESCO.Tra gli approfondimenti pubblicati in rete dal Parco di Ercolano, il caso studio della Casa del Bicentenario raccontato dai protagonisti del progetto, la domus è stata restituita al pubblico dopo oltre trent’anni dalla chiusura, tra conservazione, ricerca e sperimentazione; la visita virtuale alla mostra “Bound for disaster. Pompei and Herculaneum” al Moesgaard Museum della città di Aarhus in Danimarca, dedicata in particolar modo alle tavolette cerate ritrovate nella città di Herculaneum, il Direttore del Parco Francesco Sirano è nelle vesti di guida virtuale.Nell’ambito dell’arricchimento delle proposte sui diversi canali, con gli approfondimenti video, le collaborazioni internazionali e i contenuti digitali, il Parco di Ercolano sta implementando anche il canale youtube del Parco e registra una crescita esponenziale dei followers sul canale istagram.
In piena attività intanto il partenariato con HCP per progetti avviati e in preparazione e, nel quotidiano, con le traduzioni in inglese de “I Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano”.

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“Cura Italia” e il ruolo delle opposizioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

“Da giorni lavoriamo alla cabina di regia tra Governo e opposizioni per cercare di dare il nostro contributo e migliorare il decreto ‘Cura Italia’, che per noi ha diverse criticità. Purtroppo, finora non c’è stato nulla da fare: la maggioranza è totalmente arroccata sulle sue posizioni. Ci hanno detto che non potevano accogliere gli emendamenti che prevedevano maggiori spese perché non ci sono i soldi e che forse se ne riparlerà nel decreto di aprile. Il decreto di aprile, però, nessuno lo ha visto. Ci hanno detto anche che non vogliono accogliere alcune proposte che non prevedono maggiori spese perché sono ideologicamente contrari, come ad esempio quelle che riguardano il taglio della burocrazia, la sospensione del decreto dignità, la reintroduzione dei voucher, l’eliminazione dell’obbligo di contrattazione sindacale per accedere alla cassa integrazione. Tutte cose che servono a velocizzare e a cui il governo dice di no. Ci chiediamo allora dove sia la disponibilità perchè non è molto chiaro. A questo punto avremmo potuto dire “Fate da soli” e metterci a fare ostruzionismo ma l’Italia non può permettersi tatticismi in questo momento. Fratelli d’Italia ha deciso di ritirare i propri 168 emendamenti e lasciarne solo 20, a cui si aggiungono 6 ordini del giorno. Sono meno di 30 proposte, tutte sensate e serie, come ad esempio quella di utilizzare i percettori di reddito di cittadinanza per portare la spesa agli anziani che non possono muoversi o quella che prevede di rimborsare le famiglie per il pagamento delle rette scolastiche. Noi chiediamo al Governo risposte su queste 26 proposte e poi saranno gli italiani a giudicare”. Lo dice in un video pubblicato su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Il tempo della svolta

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

By Pasquale Di Lena. “il capitalismo è entrato in un’epoca di distruttività radicale. Ci trascina in un vortice che dissolve le strutture della società, decompone lo Stato, cannibalizza gli strumenti della rappresentanza politica e della democrazia, desertifica il senso della vita. Al tempo stesso va divorando, sino al limite del collasso, le risorse naturali sul cui sfruttamento ha fondato i propri trionfi economici”.Apre così il libro di Piero Bevilacqua, “Il grande saccheggio- l’età del capitalismo distruttivo. “Subito dopo si legge “La crisi economica e finanziaria recente, anziché costituire occasione di una riflessione profonda, in grado di ripensare gli squilibri insostenibili della gigantesca macchina economica del capitale, diventa il terreno di lancio di un modo di produzione sempre più privo di ragioni sociali e ambientali…è tutto un gridìo…vecchie e logore espressioni di un linguaggio che da almeno cinquant’anni è sempre lo stesso…come se quanto accaduto non fosse che un incidente momentaneo, una brusca interruzione del percorso già tracciato per i secoli a venire”. Due passaggi di un libro uscito nel 2011 firmato da un professore illustre – amato dai suoi allievi e dai suoi lettori, stimato dai suoi colleghi – che ha pubblicato altri importanti libri e che, come tanti altri studiosi e ricercatori, è, per il suo pensiero netto contro il sistema, sconosciuto al grande pubblico dei talk show, animati da personaggi, nella gran parte, noiosi, ripetitivi di banalità, spesso non simpatici.In un mio recente articolo, scritto subito dopo la notizia del Coronavirus, pubblicato sul mio blog con il titolo “La speranza”, la mia prima riflessione è stata quella di individuare nella più grande crisi economica del capitalismo, il fallimento del sistema, il neoliberismo. Ciò che è peggio il non voler prendere atto del fallimento tant’è che ha continuato a percorrere la stessa strada, quella distruzione delle risorse e dei valori.Una scelta che il Covid-19 ha messo in discussione con la sua presenza. Un virus un po’ più grande degli altri finora conosciuti, arrivato all’improvviso e con una violenza devastante, partito, non a caso da un Paese, la Cina, che ha fatto proprie le regole del neoliberismo e le ha messe nelle mani di un solo capitalista, lo Stato, .Dalla Cina e dall’Asia e, in modo altrettanto violento, il salto in Italia, e, poi, con tanti distinguo e tante riluttanze, in Europa, nelle Americhe, in Australia, e altri angoli del mondo, fino a colpire tutt’e cinque i continenti. Un virus che, in questo modo, ha fatto propria la globalizzazione, mettendo in quarantena soprattutto la retorica dei potenti, dei ricchi, sempre più ricchi e sempre più avidi di denaro; della finanza, cioè delle banche e delle multinazionali.Un virus che, purtroppo, continua a seminare morte ed a colpire le persone più deboli, come gli anziani, e chi è in prima linea a difendere la nostra salute o le regole che servono a contenere la sua violenza, cioè quelli che sono in prima linea a combatterlo, dentro gli ospedali, le autoambulanze, sulle strade, sui posti di lavoro.Un virus che invita tutti a riflettere, partendo dalle azioni predatorie e distruttive del potere, perché torni a farsi sentire la voce di chi non ha jet su cui volare, barche su cui passare il tempo o bunker da abitare, ma solamente un cuore, una bocca e un’anima da sfamare e accarezzare.Un virus che ricorda a tutti la sacralità della terra, dei suoi ambienti e dei suoi paesaggi; la fertilità del suolo; la bontà delle foglie e dei frutti delle piante; la generosità degli animali; la necessità di sentirsi parte della natura e non padroni della stessa.C’è da dire che il tempo del virus che viviamo ci racconta soprattutto paure, disagi, senza però toglierci, per fortuna, il gusto di pensare e immaginare il domani.Si sente, tra mille silenzi, una voglia di svolta radicale come una necessità. Una svolta possibile solo se questo sentire diventa consapevolezza, cioè bisogno di cambiare le nostre abitudini e il nostro modo di pensare e di fare. Una svolta che serve alle nuove generazioni, quali eredi, e, come tali, vittime di un neoliberismo predatorio e distruttivo, che ha trasformato la sobrietà in spreco; il rispetto in abuso; la solidarietà in odio; la reciprocità in egoismo, le comunità in tanti individui isolati e gli individui in numeri.Ecco che diventa una priorità ribaltare le regole imposte dal neoliberismo , anche per non ritrovarsi a dover combattere, in tempi non lontani, altri virus ancor più cattivi del Covid-19.

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Scuola – Anief: “Senza soluzioni per precariato il nuovo anno inizierà nel caos”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

“Il blocco dei concorsi, insieme a quello delle graduatorie d’istituto da cui sono chiamati 200 mila supplenti e la mancata conferma dei precari in servizio, metterà in ginocchio l’avvio delle lezioni a settembre. Sulla didattica a distanza Anief chiede chiarezza o è inutile, oppure deve essere premiato il lavoro svolto da tutta la comunità educante. Sulla conferma dei vincoli imposti ai trasferimenti non c’è niente di più sbagliato. Bisogna agevolare e non penalizzare il diritto al ricongiungimento familiare, in un momento in cui siamo tutti sottoposti a distanziamento sociale”. È questo il commento del presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, alle bozze del testo governativo diffuse nelle ultime ore e per le quali il sindacato ha attivato due specifiche petizioni per reclutare nuovo personale dalle graduatorie di istituto e Ata 24 mesi e per confermare gli incarichi.

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Scuola: Pacifico chiede al ministro Azzolina di attrezzarsi entro giugno per riaprire le graduatorie di istituto

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “ci sono 500 mila precari che non erano attrezzati alla didattica a distanza eppure la metà di essi continua a insegnare nelle nostre scuole da casa sua senza alcun mezzo fornito dal ministero, a parte la solidarietà digitale. Ora tocca ai tecnici pagati da Viale Trastevere risolvere il problema dell’aggiornamento in questi due mesi delle graduatorie di istituto, come per le graduatorie Ata 24 mesi bloccate. Siamo pronti a ricorrere in tribunale. Il testo del decreto deve cambiare”.

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C’è emergenza giustizia

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

“L’ emergenza coronavirus non rappresenta solamente un’emergenza sanitaria, ma anche economica e sociale che ha portato numerosi settori del nostro Paese in una posizione di stallo. Tra questi non va dimenticato il settore della giustizia che, secondo alcune indiscrezioni, vedrà prorogato fino al mese di maggio la sospensione di tutte le attività giudiziarie con un inevitabile ingolfamento delle stesse alla loro ripresa anche in considerazione dell’elevato numero di magistrati che, nelle more, raggiungeranno i limiti pensionistici ed il contestuale blocco dei concorsi. Sarebbe, quindi auspicabile un intervento normativo immediato che deroghi al 30 giugno del 2021 il limite massimo per il collocamento in quiescenza dei magistrati, per chi logicamente fosse disponibile a tale prolungamento mediante un’apposita istanza, al fine di consentire un’immediata ripresa delle attività giudiziarie tale da non dilatare ulteriormente i tempi processuali e consentire, così, ai tirocinanti vincitori dell’ultimo concorso di concludere il loro iter per l’immissione in ruolo”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Giovanna Petrenga.

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Obbligo della mascherina nel Lazio?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

“Per quanto riguarda l’obbligo di indossare la mascherina anche nella regione Lazio, si tratta di un tema che affronteremo nella fase 2, per ora c’e’ l’obbligo di stare a casa. Per il momento utilizziamole e continuiamo a mantenere le distanze di sicurezza. Cosi’ in una intervista all’agenzia Dire Pier Luigi Bartoletti, vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Roma e segretario romano della Federazione italiana Medici di Medicina Generale. Bartoletti, spiegando come vengono effettuati i test per rilevare la positivita’ al coronavirus tramite il sangue, ha detto: “Questo ti dice se hai avuto il Covid-19 e non te ne sei accorto, se ce l’hai in corso. Ma se risulta negativo, senza tampone e’ un test a meta’. Sono tutti cosi’: un pezzo di plastica con una spugnetta, si mette il sangue e delle gocce di un liquido chiamato ‘buffer’ che serve a far correre il sangue dentro il test. Se il risultato e’ ‘C’ il test e’ negativo, se e’ ‘T’ e’ positivo. Per il risultato definitivo ci vogliono 10 minuti, ma già intorno ai 3-4 minuti si ottiene un responso”.
Ma c’e’ un aspetto che il dottor Bartoletti tiene a sottolineare: “Se una persona e’ stata contagiata ieri il test non lo mostra, per questo dobbiamo riuscire a combinare due metodi: ovvero il tampone possibilmente rapido. Il tampone tradizionale – ha spiegato Bartoletti – e’ in primo luogo ‘operatore dipendente’, produce ancora dei falsi negativi e poi e’ un test lento, se faccio migliaia di tamponi mi servono giorni e giorni di laboratorio e la diagnosi arriva tardi. Con il tampone rapido il risultato e’ immediato, come quello biomolecolare”. Su questa tipologia di tampone, ha spiegato Bartoletti, “stanno lavorando gli Stati Uniti, noi non ce l’abbiamo”. E prosegue: “D’accordo con la sanità regionale e l’ospedale Spallanzani “effettuiamo il test rapido e il tampone perché’ questo ha la possibilità’ di determinare se c’è Rna virale nell’atto respiratorio, mentre invece il test rapido ‘vede’ la sierologia nel sangue. I due metodi accoppiati sono la metodologia migliore rispetto a uno solo. Per fare il test sul sangue serve qualche giorno più, mentre il tampone, se una persona ha avuto un contatto con il virus ieri, già possiamo trovare la carica virale. Fare soltanto il test rapido- ha spiegato Bartoletti all’agenzia Dire- al momento non permette di coprire i primi giorni. Se una persona e’ stata contagiata ieri, il tampone trova la carica virale e potrebbe risultare positivo, mentre la sierologia potrebbe essere negativa perché al corpo servono dei giorni per produrre anticorpi”. “Bisogna cominciare già da adesso a pensare ai provvedimenti da prendere per l’autunno, come la vaccinazione antinfluenzale che dovrebbe essere resa obbligatoria per tutti perché è chiaro che chi è vaccinato ha meno possibilità di prendere l’influenza, i cui sintomi sono indistinguibili con quelli del coronavirus. Quindi è chiaro che più vacciniamo per l’influenza e con più facilita’ possiamo ottenere una diagnosi differenziata e se a questo aggiungiamo sia il tampone rapido e sia la sierologia rapida – se dovesse dimostrarsi affidabile – rispetto ad oggi, avremo un livello di sicurezza maggiore”. Così in una intervista all’agenzia Dire Pier Luigi Bartoletti, vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Roma e segretario romano della Federazione italiana Medici di Medicina Generale. (fonte Agenzia Dire)

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La metodologia di progettazione e sviluppo di progetti digitali di Enhancers è nativamente smart

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Tutti gli strumenti di collaborazione a distanza fanno da sempre parte del lavoro quotidiano della realtà fondata nel 2011 a Torino, tra i precursori dello User experience (UX) design in Italia.Enhancers, oggi, ha due basi in Italia, a Torino e Bologna, 50 dipendenti, un fatturato con una crescita costante con tassi del 30-40% anno su anno. Nel 2019 il team ha accolto 16 nuove persone, inquadrate con diverse forme di collaborazione, e prevede di aggiungere 8 nuovi collaboratori nei prossimi mesi, sia designer e sia sviluppatori.«In un momento difficile come questo l’industria del digitale è tra le poche a reggere l’urto, anzi, vede moltiplicarsi le opportunità di innovazione e crescita. Da protagonisti del settore intendiamo trasferire questo valore anche al territorio, creando lavoro e nuovi mercati», afferma Luca Troisi, fondatore e CEO di Enhancers.Enhancers è permanentemente in modalità smart working anche quando i team sono fisicamente presenti. La comunicazione interna e con i clienti avviene, oltre che via mail e telefono, con Hangouts Meet per le videoconferenze e Chat per le conversazioni per iscritto. I progetti vengono condivisi con Miro, una piattaforma on line per il co-design e l’Agile e i materiali sono nel cloud su Google Drive, accessibili a tutto il team. I prototipi digitali sono realizzati e inviati con InVIsion. La storia del progetto è documentata con Confluence e Jira e la consegna del progetto per lo sviluppo è, infine, gestita a distanza con Zeplin.Enhancers progetta esperienze d’uso significative per gli utenti e sviluppa prodotti digitali innovativi che fanno leva sulle tecnologie per creare valore per le persone e le aziende. Tra i clienti, le principali banche italiane, colossi della Smart Home come il gruppo Haier Europe, proprietario per esempio dei marchi Candy e Hoover e brand capofila del made in Italy come Illy.

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Coronavirus: quale via d’uscita?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, Ella Hoxha, Senior Investment Manager del team Global Bonds di Pictet Asset Management. È ormai conclamato che nelle ultime settimane sui mercati finanziari stiamo vivendo un contesto senza precedenti. Lo shock sincrono di domanda e offerta causato dalle misure di distanziamento sociale adottate per contenere la diffusione del Covid-19, a cui si è aggiunto quello del petrolio (per motivi di natura politica), ha gettato gli investitori nel panico. A colpire dell’attuale correzione è non tanto l’intensità, quanto la velocità, superiore a quella di qualsiasi altra crisi del passato.Lo scenario che immaginano i nostri economisti (abbastanza in linea con il consenso, per quanto in rapida evoluzione) e scontato dal mercato è di fatto in linea con quanto visto in corrispondenza dei bear market degli ultimi 100 anni: un impatto negativo sul PIL globale per il 2020 tra il -3% e il -3,5%, quando nelle altre crisi è stato in media pari a un -2,9%. Il consenso è per un andamento a V, con un forte rimbalzo dell’attività economica nella seconda metà dell’anno, a metà strada tra la Y, con un picco minimo molto basso e una ripresa di tipo post-bellico (simile a quanto sta succedendo in questo momento in Cina) e una U caratterizzata da una fase di rallentamento prolungato (2 trimestri o più) che finirebbe per mettere in difficoltà esistenziale molte attività economiche e categorie lavorative.Dal punto di vista statistico, le informazioni sulla diffusione del virus non sono incoraggianti né in Italia, né tantomeno, in altri Paesi europei come la Spagna. Sebbene il ‘lockdown’ attuato a inizio marzo abbia ridotto senz’altro i contagi (secondo le nostre simulazioni, dimezzando i decessi), la decelerazione (derivata seconda) è insufficiente e non consente di intravedere un picco imminente. D’altro canto, anche una volta superata la fase di ‘emergenza’ attuale, è chiaro che le misure di distanziamento sociale sono utili a guadagnare tempo, ma non rappresentano la soluzione al problema epidemico, soprattutto contro un eventuale rischio di ritorno del virus una volta che si dovesse provare a tornare alla normalità.A tal fine, sembra determinante l’attuazione di strategie di monitoraggio di massa, sull’esempio di quanto fatto in Corea del Sud. Un altro importante contributo alla normalizzazione dovrebbe arrivare da nuovi sistemi per testare la positività al virus, più efficienti e veloci, attualmente in fase di studio e a breve disponibili. Secondo una ricerca di Citi, tali nuovi strumenti permetterebbero di avere i risultati del test per il 60% della popolazione USA in età lavorativa entro fine aprile e per il 95% entro fine maggio, contribuendo enormemente al controllo dell’epidemia e alla possibilità di riprendere gradualmente la vita normale.Il secondo fattore positivo deriva dalla politica economica, sia monetaria che fiscale.Infatti, se la velocità dello shock è stata senza precedenti, altrettanto eccezionale è stata la tempestività (e la portata) delle politiche espansive adottate da Banche Centrali e Governi, che hanno fornito uno scudo per superare lo stallo attuale e propellente per un rimbalzo post-normalizzazione.In modo coordinato, nel tentativo di sostenere le rispettive economie e soprattutto di evitare una stretta del credito, le prime hanno annunciato iniezioni di liquidità prossime ai 5,5 mila miliardi di dollari (10% del PIL del G5). Tra tutte, la meno attiva è stata per il momento la People Bank of China, in parte perché restia a varare misure ultra-espansive fino a quando il dollaro non perderà terreno (l’intento è chiaramente quello di non penalizzare la valuta locale, il renminbi).Sul fronte fiscale, le manovre dei vari Governi si aggirano intorno al 3,2% del PIL globale, che con un moltiplicatore prossimo all’1,5 comporterebbero un impatto positivo sull’economia del 4,5%, più che in grado di compensare l’effetto negativo del virus oggi atteso (-3,5%). In Europa si è dato ampio margine di intervento ai singoli Stati, sospendendo il vincolo di bilancio del Patto di Stabilità, ma manca ancora una risposta unitaria e coordinata, in grado di evitate una crescita smisurata dei debiti pubblici dei singoli Paesi, nonostante l’intervento salvifico della BCE e del suo programma di acquisto, ormai senza limiti per emittente o emissione (basti pensare che, se depurato della quota detenuta dall’istituto centrale, il debito sovrano dei Paesi europei è pari solamente al 60% del loro PIL, abbondantemente all’interno delle linee guida tracciate dal Trattato di Maastricht).All’estremo opposto, i Paesi periferici non gradiscono l’eccessiva condizionalità imposta delle alternative offerte dalle linee di finanziamento precauzionali del Fondo Monetario Europeo che, tuttavia offrirebbe la maggiore tutela finanziaria derivante dall’OMT della BCE, il programma per cui la banca centrale acquista obbligazioni a breve termine (1-3 anni) del Paese che ricorre al Fondo salva-Stati.Come spesso accade, la soluzione potrebbe trovarsi nel mezzo: un intervento che veda il bilancio europeo impegnato a garanzia a finanziamenti della BEI o dello stesso Fondo salva-Stati in qualità di emittente.Come detto, lo scenario attualmente prezzato dagli operatori incorpora un impatto sull’economia del -3,5% del PIL mondiale. Questo vorrebbe dire un calo degli utili del -30%. Da questo punto di vista, il -30% circa dei mercati sembra ormai aver prezzato tale effetto, anticipando anche le previsioni degli analisti, che cominciano solo ora ad essere riviste. Notiamo che la riduzione di circa 100pb nei rendimenti obbligazionari (dei Treasuries USA) fa sì che il premio di rischio tra rendimento atteso delle azioni (Earing Yield) e delle Obbligazioni (YTM) si è ampliato del 2,5% circa dall’inizio della correzione, creando un ‘cuscinetto’ per ulteriori cattive notizie.
Il che potrebbe indurre a pensare che, se la situazione sanitaria non dovesse peggiorare e prolungarsi eccessivamente, abbiamo toccato dei livelli minimi, quantomeno temporanei. Non resta che aspettare, quindi, che la ricerca medica offra una via d’uscita dall’emergenza sanitaria per poter vedere i mercati brindare.

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Covid-19: calano decessi e ricoveri. Iss: se confermato si vede fase 2

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Cala sensibilmente il numero dei ricoveri, degli accessi in terapia intensiva e dei decessi per Covid-19.Sono queste le cifre che spingono l’Istituto Superiore di Sanità, per la prima volta dall’inizio dell’emergenza, a parlare di “fase 2, se questi dati si confermano”. Ipotesi che oramai sembra essere messa a rischio solo da chi continua a violare le norme anti-contagio, dopo il nuovo boom di denunciati: oltre 9mila nelle ultime 24 ore. Sono 91.246 i malati di coronavirus in Italia, 2.972 in più (+3,37%) rispetto a sabato, ma rallenta l’incremento del numero di vittime, in tutto 15.887. A far sperare, nonostante il pesante bilancio, è l’ultimo dato sui 525 decessi in un giorno (+3,42%). «E’ il numero più basso di deceduti dal 19 marzo ad oggi», commenta il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, facendo riferimento a una data dalla quale le cifre sui decessi giornalieri non erano mai più scese sotto la soglia dei 400 morti per il virus. Continuano a diminuire, per il secondo giorno consecutivo, gli accessi in terapia intensiva. Sono 3.977 i malati in rianimazione, 17 in meno, mentre per la prima volta anche le cifre sui ricoverati con sintomi si riducono: ora sono 28.949 ovvero 61 in meno. Numeri meno confortanti sul nuovo aumento di guariti: ‘solo’ 819 in più per un totale di 21.815. Ma la curva ormai sembra scivolare verso la direzione attesa. «Se questi dati si confermano, dovremo cominciare a pensare alla fase 2», spiega il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro. Parole che volgono timidamente uno sguardo al segnale di lento alleggerimento delle misure, che potrebbe segnare la progressiva fine della quarantena italiana, passando dal ‘contenimento’ del virus al ‘mantenimento’ per il riavvio di alcune attività. «Abbiamo vari indicatori – aggiunge Brusaferro – e l’atteso è che nei prossimi giorni vedremo ancora questo trend diminuire». Resta però chiaro che la sperata discesa è solo all’inizio e per questo ancora fragile. «La costante attività delle forze dell’ordine è un buon deterrente, ma è importante che vengano mantenuti comportamenti molto stringenti. Confidiamo nell’atteggiamento della popolazione, che deve essere corretto con il comportamento che viene richiesto. Dunque non bisogna abbassare la guardia», avverte Borrelli in vista delle giornate di Pasqua e Pasquetta, giorni in cui si rischia un nuovo record di ‘furbetti’ pronto ad essere scongiurato con l’aumento di controlli in quelle date. Le persone denunciate sabato dalle forze di polizia per i divieti sugli spostamenti sono state 9.284 mentre venerdì, il giorno precedente, erano state 8.187. Dall’11 marzo, data di inizio delle prescrizioni, le contestazioni alle persone per violazioni ai divieti anti-contagio sono state 176.767. Anche per questo, sulla scia dell’ordinanza già in vigore in Lombardia, anche il governatore Toscana annuncia un provvedimento simile che renda «obbligatorio l’uso della mascherina all’esterno delle abitazioni», in vista di un ordine che raddoppi le dieci milioni di mascherine già in dotazione nella regione. «L’ordinanza della Regione Lombardia va rispettata, è importante dove non si riesce a rispettare la distanza – precisa Borrelli commentando questo tipo di disposizione – le produzioni che si sono avviate ne renderanno possibile la fornitura a tutta la popolazione». (fonte Doctor33)

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10 milioni di euro per la formazione alle imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Aumento della dotazione economica fino a 10 milioni di euro per la formazione alle imprese, conversione delle attività formative d’aula nella modalità di teleformazione e abolizione dell’apporto proprio per le imprese che optino per gli aiuti di importanza minore: sono questi i principali provvedimenti straordinari di FondItalia, Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua, conseguenti alle misure adottate dalle autorità competenti per il contenimento in Italia del virus COVID-19, con effetto sulle attività formative in corso e di prossima realizzazione.“Nella situazione attuale di emergenza da COVID-19, l’obiettivo di FondItalia è quello di sostenere con ancora maggiore forza le imprese e i lavoratori, mettendo in campo misure straordinarie per promuovere la formazione – ha commentato Egidio Sangue, Direttore FondItalia – Ecco perché abbiamo deciso di intervenire rafforzando ulteriormente la dotazione economica dell’Avviso 2020.01, attualmente aperto, e favorendo la formazione erogata digitalmente. Abbiamo deciso così di sostenere la possibilità di realizzare in teleformazione i percorsi formativi già avviati o in fase di attivazione, incoraggiando le imprese e gli enti di formazione a non “arrendersi” e a reagire fin da subito al momento di emergenza e soprattutto all’impatto economico che ne deriverà.”
In particolare, il CdA di FondItalia ha deliberato, nella seduta tenutasi il 25 marzo 2020, un ulteriore stanziamento di risorse, per un importo pari a 4 milioni di euro, relative all’Avviso FEMI 2020.01, portando la dotazione economica iniziale da 6 milioni di euro a 10 milioni di euro, rispettando la facoltà che il Fondo si riserva di incrementare o ridefinire le risorse disponibili dell’Avviso.
Inoltre, FondItalia ha garantito la possibilità di convertire, in via straordinaria e d’urgenza, rispettando la tracciabilità dello svolgimento delle azioni e della partecipazione, sebbene a distanza, degli utenti, le attività formative previste in aula frontale con la modalità in videoconferenza (Teleformazione), fino all’intera giornata del 13 aprile 2020 (salvo ulteriori DPCM).Al fine di continuare a promuovere la formazione continua nelle imprese, inoltre, anche nei casi di sospensione del rapporto lavorativo, FondItalia ha deliberato l’abolizione dell’apporto proprio per le imprese che optino o che abbiano optato per aiuti di importanza minore, e i cui dipendenti si trovino, all’atto dello svolgimento delle attività formative, nella condizione di sospensione del rapporto lavorativo. Ciò significa che l’intensità dell’apporto proprio sarà, quindi, pari allo 0% del finanziamento richiesto. In particolare, l’apporto proprio corrisponde al cofinanziamento aziendale e dipende dall’intensità dell’Aiuto richiesto mediante gli Avvisi FEMI a valere sui Conti di Rete. Il cofinanziamento può essere dimostrato con il mancato reddito dell’impresa beneficiaria relativo al costo del lavoro lordo dei dipendenti e dirigenti in formazione.

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“Mettere i pediatri e i medici di famiglia nelle condizioni di operare in sicurezza è una priorità”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Perché sono la prima linea di difesa delle nostre famiglie. Sono i nostri dottori di riferimento, quelli a cui ci rivolgiamo per primi quando abbiamo un qualunque sintomo di malessere. Stanno combattendo una quotidiana battaglia e, come tutto il personale sanitario, stanno pagando un prezzo altissimo all’impegno per contenere l’epidemia». Roberto Scazzosi, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, dopo aver acquistato un’attrezzatura urgente e necessaria per ognuno degli ospedali di Busto Arsizio, Legnano e Varese, annuncia la donazione di 5mila euro della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate alla cooperativa dei medici Gst.
«La cifra sarà destinata all’acquisto di dispositivi di protezione individuale, che sin dall’inizio dell’emergenza scarseggiano, si fanno fatica a trovare e di cui abbiamo un gran bisogno», dice Leonardo Vegetti, medico di famiglia a Legnano e presidente della cooperativa Gst, che raggruppa circa 200 tra medici di famiglia e pediatri di libera scelta che operano tra l’Altomilanese e la provincia di Varese. «Sono iniziative come questa della Bcc che ci fanno sentire la vicinanza del territorio e che, assieme alle tante manifestazioni quotidiane di stima ed affetto che ci arrivano dai pazienti, a volte anche solo con una mail o un messaggio di supporto, consolazione e fiducia, ci aiutano a superare il senso di abbandono da parte delle istituzioni -continua Vegetti-. In questo periodo stiamo facendo molta consulenza telefonica, cerchiamo di organizzare gli accessi in ambulatorio in modo da avere contestualmente il più basso numero di pazienti possibile per evitare affollamento e quindi rischio contagio e quando c’è la necessità andiamo a domicilio a vedere il paziente: è in queste occasioni che i dispositivi di protezione individuale sono ancora più necessari, tanto per noi quanto per le famiglie in cui entriamo in casa».
«La battaglia è ancora lunga e impegnativa -conclude Vegetti-. Conosciamo ancora poco del virus e l’unico mezzo per contenerlo rimane il distanziamento sociale. La speranza è che gli scienziati trovino presto una cura utilizzando farmaci attualmente in uso per altre terapie e che ci sia una progressione nella preparazione del vaccino. Quel che è certo è che bisogna stare molto attenti e prevedere un rientro ponderato alle attività comuni di tutti i giorni». «Una volta superata l’emergenza vivremo una nuova normalità -chiosa Scazzosi-, che ci richiederà una lunga “stagione di adattamento”, porterà con sé cambiamenti destinati a consolidarsi e che non avrà nulla a che fare con quella precedente».

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