Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Il trattamento principale dell’emofilia A è rappresentato infatti dalla somministrazione del fattore VIII

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Il sistema immunitario, in alcuni casi, potrebbe riconoscere come estraneo il fattore VIII somministrato per curare l’emofilia e produrre contro di esso degli anticorpi, chiamati anche inibitori. In questo senso emicizumab rappresenta un’importante innovazione nell’ambito delle terapie per l’emofilia A, avendo risposto ad un elevato bisogno terapeutico sia per pazienti con inibitori del Fattore VIII, sia oggi per pazienti con patologia grave senza inibitori. Dallo studio HAVEN 3 infatti, condotto su soggetti affetti da emofilia A senza inibitori del fattore VIII, nell’ambito di un confronto prospettico intrapaziente, emerge come la profilassi con emicizumab ogni settimana abbia dimostrato una riduzione statisticamente significativa dei sanguinamenti trattati pari al 68% rispetto alla precedente profilassi con fattore VIII. Nello studio HAVEN 4 condotto su soggetti affetti da emofilia A con e senza inibitori del fattore VIII, emicizumab somministrato ogni quattro settimane ha evidenziato un controllo clinicamente rilevante dei sanguinamenti.“La nuova indicazione per emicizumab consente di avere disponibile in Italia per la prima volta una nuova classe terapeutica per il trattamento di persone con emofilia A grave senza inibitori. Emicizumab, come dimostrato proprio dagli studi clinici, rappresenta una soluzione allo stesso tempo efficace e innovativa che apre nuove opportunità anche in termini di qualità della vita per i pazienti che vivono con emofilia A grave– spiega Flora Peyvandi, Professore ordinario di Medicina Interna, Università degli studi di Milano – Si tratta infatti di una soluzione in grado di controllare efficacemente i sanguinamenti e che può essere somministrata, secondo le necessità cliniche, una volta a settimana, ogni due settimane od ogni quattro settimane per via sottocutanea: proprio questi aspetti vanno incontro ai principali bisogni nell’ottica di un miglioramento complessivo della quotidianità dei pazienti e dei loro familiari, garantendo una protezione costante”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: