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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 16 aprile 2020

COVID-19: virtual meeting multidisciplinare per condividere strategie e pratiche cliniche

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Origgio. Grande meeting multidisciplinare italiano, organizzato in modalità virtuale, dedicato all’emergenza COVID-19. Lo ha promosso Novartis nell’ambito delle sue iniziative a sostegno della lotta alla pandemia. A questo virtual meeting, “L’epidemia da SARS-CoV2: una tavola rotonda Italiana” hanno partecipato quasi 2.000 specialisti (pneumologi, allergologi, infettivologi, internisti, cardiologi, dermatologi, reumatologi, neurologi, otorinolaringoiatri e medici di medicina generale), con l’obiettivo di favorire la condivisone di conoscenze ed expertise sulla gestione dell’emergenza sanitaria acquisite direttamente sul campo. Sono intervenuti Francesco Blasi – Professore ordinario di Malattie dell’apparato respiratorio, Università degli Studi di Milano, Direttore UOC Pneumologia Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano, Pierluigi Viale – Professore ordinario di malattie infettive, Università di Bologna, Stefano Centanni – Professore ordinario di Malattie dell’apparato respiratorio, Università degli Studi di Milano, Alberto Papi – Professore ordinario di Malattie dell’apparato respiratorio, Università degli Studi di Ferrara, Andrea Matucci – Specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica, presso Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi Firenze, Paolo Navalesi – Professore ordinario di Anestesia e Rianimazione presso Università di Padova, Andrea Cioffi – Professore di comunicazione digitale presso Università Cattolica.“Da settimane siamo chiamati a rispondere alla più grande emergenza sanitaria della storia contemporanea, un’emergenza alla quale il sistema sanitario ha dovuto far fronte rapidamente. In questo contesto, il confronto e la condivisione tra colleghi, anche afferenti a diverse specialità, di tutte le conoscenze che stiamo acquisendo sul campo, sia in termini di management del paziente che di organizzazione interna dei reparti e delle strutture ospedaliere, sono armi estremamente preziose – dichiara il Chairman del meeting virtuale Francesco Blasi, Professore ordinario di Malattie dell’apparato respiratorio, Università degli Studi di Milano, Direttore UOC Pneumologia Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano – Non solo per vincere, auspicabilmente in breve tempo, la lotta contro questa epidemia ma al fine anche di utilizzare questo nuovo know-how per prevenire e combattere eventuali future nuove pandemie, nella speranza che non accadano più”.L’esperienza maturata in prima linea ha permesso ai medici di comprendere l’andamento epidemiologico dell’infezione: dalla fase “infettiva”, comune a tutti i pazienti che entrano in contatto con il virus a cui corrisponde un trattamento anti-virale, a quella “infiammatoria” – detta anche “tempesta citochinica” – che riguarda i pazienti a più alto rischio. Questa si evolve rapidamente, è difficilmente controllabile e viene trattata con terapia anti-infiammatoria e con supporto respiratorio, nei casi più gravi. Intuizione, identificazione di criteri di infiammazione non tradizionali e di biomarcatori predittivi dell’andamento della malattia – su cui i centri di ricerca stanno lavorando – e tempismo nell’utilizzo delle risorse disponibili sono elementi cruciali per la gestione della patogenesi dell’infezione.Non solo, sono stati sviluppati anche modelli predittivi matematici che, se applicati sistematicamente, possono permettere di anticipare l’andamento del contagio, di organizzare con maggiore efficienza i reparti di rianimazione e di supportare le scelte di organizzazione sociale e territoriale.Una fotografia della situazione attuale importante ma anche un bagaglio prezioso di conoscenze per affrontare al meglio le prossime fasi. Ai modelli predittivi si aggiungono le innovazioni digitali applicate alla diagnostica e alla consulenza tra pari ma anche l’utilizzo delle applicazioni di monitoraggio volontario degli spostamenti della popolazione, che possono risultare validi alleati per continuare a osservare il trend e preservare la salute della popolazione.Il virtual meeting ha messo in evidenza quanto una corretta informazione e la coesione della comunità scientifica svolgano un ruolo chiave nella gestione dell’emergenza COVID-19.“In un momento decisivo per valutare le possibili evoluzioni dell’epidemia in corso, siamo riusciti a favorire il più ampio confronto possibile tra diversi specialisti coinvolti nella gestione dell’emergenza” ha dichiarato Gaia Panina, Chief Scientific Officier di Novartis Farma “Re-immaginare la medicina significa anche questo, trovare nuovi modi di comunicare e rendersi amplificatori di conoscenze ed esperienze. Fin dall’inizio di questa crisi sanitaria senza precedenti, Novartis ha promosso lo scambio di informazioni tra clinici ed esperti, nella convinzione che l’accesso tempestivo alle evidenze scientifiche e al know-how degli operatori sanitari sia un pilastro per una società fondata sul valore della salute. Oggi più che mai, lo scambio virtuoso di dati scientifici e pratiche cliniche rappresenta uno strumento determinante per guardare al futuro dell’Italia.”

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Coronavirus e tumori: Come garantire ai pazienti la migliore assistenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

La diretta on line sarà venerdì 17 aprile dalle 11 alle 12 e si potrà rivolgere domande ai relatori. A quasi due mesi dall’inizio della crisi sanitaria, il sistema è chiamato a dare una risposta a questi pazienti, che hanno necessità di continuare i trattamenti e i controlli di follow up. Nel nostro Paese, circa 3 milioni e 400mila cittadini vivono dopo la diagnosi di tumore.
Quali sono le soluzioni e i provvedimenti da adottare perché le persone colpite da cancro accedano agli ospedali in assoluta sicurezza? In che modo, i cittadini possono continuare ad aderire ai programmi di screening, che sono fondamentali per individuare le neoplasie in fase precoce? È necessario riorganizzare l’assistenza oncologica, per evitare che i pazienti non seguano più le cure in ospedale e i cittadini non si sottopongano agli screening per timore del contagio.Per rispondere a queste domande, Fondazione Insieme contro il Cancro organizza una conferenza stampa on line. Alla Virtual Press Conference interverranno il prof. Francesco Cognetti (Presidente Fondazione Insieme contro il Cancro e Direttore Oncologia Medica Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma), il prof. Giordano Beretta (Presidente Associazione Italiana di Oncologia Medica e Responsabile Oncologia Medica all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo), il prof. Giuseppe Ippolito (Direttore Scientifico Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani IRCCS, Roma) e il prof. Walter Ricciardi (Membro del Consiglio Esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, presidente del “Mission Board for Cancer” dell’Unione Europea e consigliere del Ministero della Salute)

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Covid-19 e i suoi effetti nei rapporti contrattuali in Brasile

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

San Paolo, Brasile. In Brasile, gli effetti causati dalla pandemia di Covid-19 non hanno tardato ad arrivare, considerando che, con la crescita esponenziale del numero di contagi, in data 03 febbraio 2020, attraverso la Decisione n. 188, il Ministero della Sanità ha dichiarato l’Emergenza Sanitaria Nazionale e, il 22 marzo, è stata decretata la quarantena nello Stato di San Paolo, attraverso il Decreto Statale nº 64881. In tal senso, in virtù delle misure di precauzione adottate la Potere Pubblico, soprattutto con la decretazione della quarantena volta a implementare l’isolamento sociale al fine di contenere la propagazione del virus, il Paese avverte già gli impatti economici e sui rapporti giuridici dovuti alla chiusura temporanea delle imprese e stabilimenti commerciali non essenziali, nonché al divieto di eventi pubblici o privati con agglomerazione di persone.A fronte di questo scenario, per le imprese e stabilimenti commerciali si è palesata la difficoltà riguardante i mancati adempimenti contrattuali, soprattutto quelli commutativi e di esecuzione continuativa o successiva, la cui operazione è stata drasticamente influenzata dalla pandemia.A tal proposito, in molti si sono chiesti se siano obbligati a rispettare il contratto se, a causa della pandemia di Covid-19, le loro attività sono state compromesse da tale situazione.Per chiarire la questione, la Legislazione Brasiliana prevede l’istituto giuridico del caso fortuito o forza maggiore, di cui all’Articolo 393 del Codice Civile, ossia un evento straordinario e imprevedibile, non legato alla volontà e che sfugge al controllo delle parti, evento questo che modifica completamente lo scenario in cui sono stati stipulati i contratti.Pertanto, sarebbe possibile considerare la pandemia di Covid-19 come un caso di forza maggiore, per giustificare l’esclusione della responsabilità di una delle parti contraenti in determinati inadempimenti contrattuali, essendo necessario tuttavia analizzare ciascun caso, considerando che la configurazione di forza maggiore dipenderà da come il Codiv-19 abbia influito sull’obbligo nel caso concreto e, inoltre, come le parti abbiano affrontato la situazione.Un altro importante aspetto è verificare se esista una clausola contrattuale che regoli le ipotesi applicabili in caso di insorgenza di forza maggiore e in che modo la previsione della forza maggiore influirà sull’obbligo previsto nel contratto. Infatti, l’affermazione dell’impedimento quando, in realtà, il debitore avrebbe altri modi per adempiere al proprio obbligo, non riuscirebbe a configurare l’ipotesi di cui all’Art.393 del Codice Civile.Inoltre, in situazioni come questa di natura eccezionale, è importante analizzare se l’esecuzione del contratto non sarebbe eccessivamente onerosa per una delle parti, generando un forte squilibrio contrattuale.In questo caso, il debitore può utilizzare la regola contenuta nell’articolo 479 del Codice Civile che consente la rinegoziazione delle condizioni contrattuali, per evitare la risoluzione.Inoltre, l’Articolo 478 cumulato con l’Articolo 317, entrambi del Codice Civile, tratta dell’onerosità eccessiva e della teoria dell’imprevisto.Di conseguenza, nei contratti di esecuzione continuativa o differita, se l’esecuzione di una delle parti diventi eccessivamente onerosa, con un vantaggio estremo per l’altra parte, in virtù di eventi straordinari e imprevedibili, il debitore può richiedere la risoluzione del contratto,Inoltre, nel caso in cui le parti abbiano interesse a mantenere il contratto, le stesse possono invocare la clausola rebus sic stantibus, implicita in tutti i contratti continuativi, salvo espressa previsione in senso contrario, la quale prevede che il cambiamento della situazione comporterebbe, di fatto, una modifica nell’esecuzione degli obblighi imputabili a ciascun contraente. “In tal senso, avvalersi di orientamenti applicati in situazioni ordinarie e di clausole rigide non sembra essere la soluzione migliore. Dopotutto, in tempi di pandemia e con la situazione critica instauratasi, le parti dovrebbero, oltre a rivedere gli obblighi concordati, cercare mezzi alternativi per risolvere i loro conflitti. – commenta Giacomo Guarnera, Avvocato e Socio Fondatore di Guarnera Advogados, studio legale internazionale italo-brasiliano – Pertanto, si raccomanda alle parti coinvolte e sempre sulla base della buonafede, di cercare possibili alternative per superare questo momento e, principalmente, per diminuire le perdite e i danni già causati dalla pandemia. Tuttavia, nel caso in cui le parti non riescano a raggiungere un accordo, sarà necessario ricercare una soluzione in giudizio.”

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L’agricoltura intensiva non è più sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

L’agricoltura italiana ha bisogno di respirare aria nuova e, soprattutto, pulita – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Secondo uno studio preliminare della Società italiana di medicina ambientale, l’inquinamento e le Pm10 avrebbero contribuito alla diffusione del coronavirus in Lombardia, facendo precipitare la crisi sanitaria nella regione. Nella provincia di Brescia, in particolare, oltre agli allevamenti intensivi, anche la pratica dello sversamento dei liquami nei terreni agricoli avrebbe peggiorato la qualità dell’aria. A febbraio, nonostante il blocco invernale, la Regione Lombardia ha infatti autorizzato per ben sette volte gli spandimenti nel bresciano causando lo sforamento dei limiti per le Pm10. Confeuro si batte da anni per un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e dell’uomo – continua Tiso. Constatiamo ora gli effetti nefasti che può avere un’attività agricola che sfrutta al massimo le risorse, cercando in modo esclusivo il profitto. Il settore primario è la cartina di tornasole del valore che diamo all’ambiente e alla nostra salute. Il tragico bilancio di vittime del virus ci mette davanti a un bivio che non possiamo più eludere: da una parte c’è l’agricoltura senza regole, che diventa parte del problema, dall’altra l’agroecologia che fornisce le soluzioni, tutela il territorio e la salute. Il Paese sta apprendendo a tappe forzate una dura lezione. L’altissimo prezzo che stiamo pagando deve spingere tutti – amministratori, coltivatori e cittadini – a una seria presa di coscienza per cambiare le proprie scelte politiche, produttive e di consumo. La realtà dei fatti ci mostra in modo crudo e diretto che non possiamo più aspettare.

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Covid-19: Evitare gravi ricadute nella fase 2

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Tamponi da processare o con metodica tradizionale o con test rapidi per tutti i sintomatici, per tutti i contatti stretti di casi positivi e per chi richiede cure ospedaliere di qualsiasi tipo (parto, problemi medici acuti di qualsiasi genere, chirurgia d’elezione, terapie farmacologiche). Esami sierologici a chi è negativo al tampone ma è sintomatico (soprattutto se da più di 5 giorni), ai contatti stretti anche asintomatici dei casi positivi verificativi più di 7 giorni prima, agli operatori sanitari e ai lavoratori che devono riprendere le proprie attività. Gli esami diagnostici utilizzati in modo appropriato rappresentano l’unica strategia per interrompere la diffusione del contagio e per prepararsi all’interruzione del lockdown. Secondo l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) interrompere il lockdown è possibile solo se si prevede una strategia allargata e integrata di monitoraggio di Covid-19 attraverso l’impiego appropriato degli esami diagnostici a disposizione, ovvero dei test diagnostici anche rapidi per SARS-CoV-2 su tampone nasofaringeo e i prelievi del sangue per l’esame degli anticorpi contro SARS-CoV-2. Questi ultimi possono, infatti, aumentare in modo considerevole le nostre conoscenze sull’epidemiologia di COVID-19 e distinguere coloro che sono protetti da coloro ancora suscettibili all’infezione.
“Seppur ancora in fase di validazione – spiega Susanna Esposito, Presidente WAidid e Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma – sappiamo ormai che gli esami sierologici eseguiti su sangue venoso e su sangue capillare hanno un ruolo importante nella strategia di monitoraggio e di contrasto alla diffusione di Covid-19. È vero che è necessario definire ulteriormente i test più sensibili e specifici ma, soprattutto negli ospedali, nelle residenze per anziani e nelle aziende che prevedono di riprendere a breve le proprie attività lavorative, oggi è sbagliato non impiegare gli esami sierologici standard o rapidi considerate le evidenze scientifiche raccolte nelle ultime settimane”.
Waidid raccomanda, quindi, l’impiego allargato degli esami diagnostici a disposizione, compreso l’utilizzo dei test sierologici, da eseguire soprattutto su alcune categorie di persone, in particolare chi è negativo al tampone ma ha sintomi suggestivi per infezione da SARS-CoV-2 (soprattutto se da più di 5 giorni), ai contatti stretti anche asintomatici dei casi positivi verificativi più di 7 giorni prima, agli operatori sanitari e ai lavoratori che devono riprendere le proprie attività.“Si parla molto di interrompere il lockdown – continua Susanna Esposito – ma questo non sarà possibile se non attraverso adeguate indagini di sieroprevalenza per valutare la percentuale di soggetti con IgG contro SARS-CoV-2, così da evitare drammatici errori e ricadute in caso di una seconda ondata epidemica. Ormai sappiamo bene che un veicolo importante di trasmissione della malattia sono i portatori asintomatici, la cui identificazione deve essere effettuata all’interno di un percorso di monitoraggio integrato ma più aggressivo di quello che tuttora viene utilizzato in molte realtà del nostro Paese”.

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Coronavirus, Iervolino (Radicali): federalismo all’italiana sta dando peggio di sé

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

“Il federalismo all’italiana, un regionalismo raffazzonato che, in queste settimane, sta dando il peggio di sé, è tra problemi strutturali e irrisolti che la pandemia ha fatto emergere in modo evidente. Quella a cui assistiamo è una specie di anarchia strisciante che, a fronte di un’emergenza nazionale, si arroga il diritto di aprire, chiudere, sospendere e ordinare: ogni regione si illude di poter sconfiggere il virus difendendo i suoi confini, nonostante questi ultimi non possano certo fermarlo. Vedremo presidenti di regioni che, in modo più o meno arbitrario, metteranno in campo azioni a favore del diritto alla salute e altri che cercheranno di favorire la ripresa economica del proprio territorio autorizzando nuove riaperture. Un mix impazzito di ordinanze reso possibile dall’assenza di una norma costituzionale, la cosiddetta ‘clausola di supremazia’, che dovrebbe prevedere l’intervento del Governo per la tutela dell’interesse nazionale anche per le materie non di esclusiva competenza statale” dichiara Massimiliano Iervolino, Segretario di Radicali Italiani.

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La più grande maratona della solidarietà a distanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Anche la solidarietà, ai tempi del coronavirus, va in modalità “smart”. E lo fa grazie al contributo degli studenti delle scuole elementari, medie e superiori italiane che, nei prossimi giorni, si riapproprieranno della più grande maratona benefica nella sua nuova (e temporanea) versione digital. Si tratta della “Corsa contro la Fame”, il progetto didattico-solidale più grande al mondo, giunto in Italia alla sua sesta edizione e patrocinato, per il 2021, dal CONI. A livello nazionale, ogni anno, sono quasi 400 le scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado che vi aderiscono: oltre 100mila sono studenti e più di 500 docenti scelgono di dire sì a un vero e proprio evento sportivo all’aperto e di sensibilizzazione che coinvolge, in tutto il mondo, 2.000 istituti situati in 30 Paesi del mondo.Un vero e proprio movimento globale dedito all’umanitarismo, che ha come promotore Azione contro la Fame. L’organizzazione, leader internazionale nella lotta alla fame e alla malnutrizione, è attiva in queste ore, negli oltre 50 Paesi in cui è impegnata, per dare seguito a un piano di emergenza articolato e integrato che mira a contrastare la diffusione della pandemia nel Sud del mondo e a contenerne gli effetti all’interno di comunità colpite, duramente, da conflitti, povertà e calamità naturali.Con uno slancio di generosità, gli studenti e i docenti italiani hanno, così, deciso di riaccendere i motori di questa grande macchina della solidarietà: nonostante la minaccia covid-19, in queste settimane, stia mettendo a dura prova l’Italia, fino a 30.000 giovani proseguiranno, “a distanza”, il progetto di Azione contro la fame, in linea con i piani ministeriali in tema di e-learning.In ogni classe, anche nella nuova veste “home”, l’organizzazione promuoverà un processo di sensibilizzazione che mira a favorire l’acquisizione di competenze da parte degli studenti. Gli operatori, infatti, terranno sessioni di sensibilizzazione attraverso attività didattiche interattive e di riflessione sulla fame nel mondo. Tali lezioni saranno erogate agli istituti, tra aprile e maggio, in modalità pre-recorded (piattaforma Vimeo) oppure live streaming (piattaforma Zoom).Ciascuno studente potrà, così, assistere a una vera e propria formazione online sulle cause e conseguenze della malnutrizione, incardinata anche sulle soluzioni che si possono adottare per sconfiggerla e sull’impatto del coronavirus nelle aree più colpite da questa terribile piaga. Il Paese focus dell’anno sarà il Congo.
I ragazzi, subito dopo, diventeranno parte attiva del progetto: potranno, infatti, scaricare un “passaporto solidale” con il quale coinvolgere familiari, vicini di casa e amici sulle tematiche affrontate, allo scopo di raccogliere una promessa di donazione per ogni attività sportiva effettuata tra le mura domestiche nella giornata indicata dalla scuola.Gli studenti, in collegamento live tra loro, diventeranno protagonisti di un vero e proprio flash mob di classe online: tanti più esercizi o esibizioni di ginnastica, yoga, zumba, psicomotricità faranno, tanto più riusciranno a moltiplicare le promesse di donazione fatte dai propri affetti, che diventeranno nell’occasione dei veri e propri sponsor nella lotta alla fame e alla malnutrizione infantile nel mondo.
Nei giorni successivi, i ragazzi potranno raccogliere le donazioni, traducendo lo sforzo di responsabilizzazione e fisico fatto a casa in un vero supporto alla quarantennale lotta contro la malnutrizione condotta da Azione contro la Fame. L’organizzazione, per far fronte all’emergenza-coronavirus, sta incrementando, in queste ore, il “peso specifico” delle attività WASH (Water, Sanitation, Hygiene) che, solo lo scorso anno, hanno riguardato quasi nove milioni di persone con programmi di acqua e igiene.

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EuroMes: come e perché

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

 

Nell’immaginario collettivo, gli Eurobond sono il bene assoluto. Finalmente la solidarietà, finalmente la messa in comune del debito, si dice. Siamo d’accordo sugli Eurobond, ma vorremmo rilevare che gli Eurobond significano debito, anche per l’Italia, e il debito va pagato, non può essere scaricato sugli altri Paesi.Sorge un retro pensiero da furbastro: se l’Italia non può pagare il debito, qualcun altro lo pagherà. Non è così.Facciamo un esempio, per chiarire: un gruppo di persone decide di andare a mangiare una pizza e, d’accordo, ognuno paga per sè. Il furbastro, invece, ordina l’antipasto, il primo, il secondo con contorno, il dolce, la frutta, il caffè e l’ammazzacaffè. A fine cena il furbastro chiede che il conto sia diviso equamente tra tutti. Lui ha cenato alla grande, gli altri hanno mangiato solo la pizza. Non può essere, ovviamente.Che significato ha questo esempio? Vediamo.
La emissione di titoli Eurobond, cioè debito, è subordinata al rispetto delle regole, e impone delle condizionalità per la gestione e la restituzione. A garanzia, gli Eurobond saranno gestiti da una “struttura europea” che imporrà e gestirà con regole comuni, il che significa che tutti i Paesi dell’Eurozona dovranno trasferire parte della propria sovranità alla “struttura europea”, cioè parti di bilancio e fiscalità.E’ il contrario di quello che vogliono i sovranisti che, però, sono favorevoli agli Eurobond. E’ il caso di far pace con il cervello.Passiamo al Mes che, nell’immaginario collettivo, è il male assoluto.Vediamo per punti.
1. Al Mes, cioè al fondo, partecipano i Paesi dell’Eurozona così come accade per gli Eurobond, con l’intento di soccorrere i Paesi in difficoltà finanziaria.
2. Il Mes è guidato da una “struttura europea”, così come per gli Eurobond.
3. Il Mes si finanzia con l’emissione di titoli, garantiti dai Paesi dell’Eurozona; si tratta di debito, analogamente agli Eurobond.
4. Al Mes partecipa l’Italia, con quota di capitale versata al fondo di 14 miliardi, ma può ricorrere a prestiti per 36 miliardi.
5. Non c’è obbligo di ricorrere al Mes, ma ha dell’inverosimile lasciare 14 miliardi sul fondo senza aprire una linea di credito.
6. Il Mes prevede condizionalità, come gli Eurobond.
7. Le condizionalità fissate per l’emergenza da Coronavirus, riguardano l’utilizzo per le spese sanitarie, dirette e indirette. In sostanza, si potranno usare, anche, per mettere in sicurezza i posti di lavoro.
8. I fondi dall’Eurobond sono di là da venire, quelli del Mes sono pronti.
9. Il paragone con la Grecia è una bufala. La Grecia falsificava i bilanci pubblici e aveva un debito insostenibile. Non è il caso dell’Italia.
Se a qualcuno dispiace la sigla Mes, possiamo cambiarla in EuroMes, così ci eliminiamo la contrapposizione buono e cattivo.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Serve vera solidarietà europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

“Oggi mi hanno chiesto di nuovo del MES, per me non è lo strumento giusto. Quindi NO MES. Alcuni lo stanno chiedendo, i Paesi sono diversi e con differenti esigenze. C’è chi lo vuole usare, chi è un paradiso fiscale e chi come noi non intende utilizzarlo per nessuna ragione.Voglio essere ancora più chiara e diretta. In Europa ci sono dei paradisi fiscali, anche se ogni tanto alcuni stati si dimenticano di far parte di questa “categoria”. Il tema che, quanto prima, dovremo affrontare a livello europeo è quello delle politiche fiscali attuate da ciascuno dei Paesi dell’Unione. È chiaro che differenti politiche fiscali, quando il mercato è unico, portano a delle “storture” che privilegiano alcuni Paesi e ne penalizzano altri. Stando ad alcuni studi, sarebbero circa 23 i miliardi di euro di profitti, realizzati nel nostro Paese, spostati in stati con una tassazione più favorevole. Il risultato è una perdita di gettito per il Fisco italiano di circa 7 miliardi di euro.
Un’Europa che giustamente denuncia la presenza di paradisi fiscali in giro per il mondo, non può permettere che questo meccanismo venga replicato all’interno dell’Unione concedendo, di fatto, vantaggi per alcuni Stati e svantaggi per altri.
Oggi abbiamo la moneta unica, ma non abbiamo una fiscalità unica. E non abbiamo fatto quasi nulla nell’ottica di un’equa redistribuzione delle risorse tra gli Stati più ricchi e quelli meno ricchi.Un tema, questo, mai come oggi, attualissimo, viste anche le resistenze da parte di alcuni Stati sull’emissione di bond europei, indispensabili per far fronte all’attuale emergenza.
Tutti i limiti che per anni, come MoVimento 5 Stelle abbiamo denunciato, si stanno palesando in questi momenti. Dopo la sospensione del Patto di Stabilità, adesso serve un nuovo colpo di reni nella direzione voluta dai padri fondatori dell’Unione, che avrebbero voluto veder realizzata una vera, genuina solidarietà europea”.Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, condividendo il link dell’intervista a Radio Anch’io su Radio1 Rai.

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Tra qualche mese, le cure e vaccini per il COVID-19 raggiungeranno gli ospedali

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Ma alcuni di noi non potranno permetterseli! Questo potrebbe accadere perché il commissario europeo per la salute e i ministri della sanità nazionali non hanno fatto nulla per impedire alle aziende farmaceutiche di far pagare prezzi elevati ai sistemi sanitari per i farmaci che sviluppano con le nostre tasse.Con i prezzi elevati dei farmaci, dato che il virus infetta milioni di persone in Europa, i sistemi sanitari dei paesi più ricchi come la Germania o Francia potrebbero dover scegliere a quali cittadini somministrare le cure, mentre i paesi a basso reddito potrebbero non essere in grado di permettersi affatto quei farmaci. A nessuno dovrebbero essere negate le cure, che si tratti di anziani, migranti, poveri o disoccupati.Non si tratta solo di un discorso di giustizia sociale, ma anche di sicurezza. Se solo una parte degli europei avrà i vaccini, negli altri paesi continuerà a dilagare il contagio, rendendo inefficaci le misure di protezione.Se non interveniamo, le aziende che ricevono denaro pubblico potranno ottenere licenze esclusive per produrre medicinali, in modo che nessun altro possa vendere gli stessi farmaci o addirittura avere accesso alle conoscenze mediche necessarie per produrli. Questo significa che le aziende farmaceutiche potranno far pagare prezzi eccessivamente alti, rendendo difficile anche per il miglior sistema sanitario acquistare farmaci a sufficienza per renderli disponibili a tutti.Questo è già successo in Europa per altri farmaci salvavita. La società Gilead Sciences, che si è trovata sotto tiro per aver tentato di ottenere un brevetto su un vaccino COVID-19 , ha il monopolio di un farmaco per il trattamento dell’epatite C, e ha fatto profitti per oltre 20 miliardi di euro solo con questo farmaco, dal 2013. Fanno pagare prezzi esorbitanti ai sistemi sanitari europei per questo farmaco e troppe persone si vedono negare il trattamento proprio a causa di ciò. È facile per il Commissario della sanità e il nostro Ministro della sanità fermare le aziende che sfruttano questa crisi. Sta a noi dar loro la sveglia.Oggi abbiamo la possibilità di sfruttare la pandemia di coronavirus per suonare un campanello d’allarme. Non solo dobbiamo rendere accessibile qualsiasi trattamento COVID-19 in modo da poterci prendere cura di tutti, ma dobbiamo stabilire il precedente di cui la nostra salute ha bisogno: perché la salute di tanti venga sempre prima del profitto di pochi. By Giulio (Roma), Virginia (Madrid) e tutto il team di Wemove Europe.

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L’Europa e i suoi paradisi fiscali

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

“Il MES è uno strumento inadeguato e siamo convinti che non si debba attivare quel processo”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, intervenendo a Radio Anch’io su Radio1 Rai. E poi, rispondendo ad una domanda sulla possibilità che lo strumento venga usato da altri Paesi, ha aggiunto “a livello europeo ci sono Paesi con esigenze diverse, e ognuno lo sta dicendo apertamente. Ci sono anche Paesi che sono paradisi fiscali e ogni tanto se lo dimenticano, pensando di essere migliori degli altri. I Paesi europei sono molto diversi nelle loro economie, nelle necessità e nei modi con cui vogliono superare questa difficoltà. È un dibattito europeo che dovremmo vedere in maniera più approfondita, la politica italiana solitamente poco si occupa di Europa”.

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Il fallimento per molte aziende italiane è ormai alle porte

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

(AJ-Com.Net) In uno scenario che già prima del Coronavirus era caratterizzato da un rallentamento generalizzato della crescita, gli effetti della pandemia hanno portato ad un arresto totale del turismo e ad una brusca frenata del comparto manifatturiero, con conseguenze a catena non trascurabili sullo stato di salute del nostro Paese.Abbiamo così assistito alle tipiche manifestazioni dei fenomeni di crisi di questa portata: un calo del valore del petrolio, del rame e del gas naturale insieme ad un aumento del valore dell’oro. A muovere i primi passi di ripartenza è ora Ener2Crowd (www.ener2crowd.com), la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico, che ha già lanciato una nuova campagna.Il ceo, ideatore e co-fondatore della piattaforma, Niccolò Sovico, poco dopo essere stato scelto da Forbes come uno dei 30 talenti globali under-30, è stato particolarmente toccato dalla pandemia, essendo residente a Pavia e quindi al centro dell’emergenza. E proprio per questo si è molto impegnato con una speciale raccolta fondi promossa da Ener2Crowd con l’hashtag #fintech4life (www.fintech4life.it). «In questo momento di grande difficoltà, il pensiero va a tutti i medici e gli infermieri che ogni giorno sono negli ospedali a svolgere eroicamente il loro lavoro» dichiara Niccolò Sovico, che ora -attraverso la sua piattaforma- scende in prima linea per far ripartire l’economia italiana.«Abbiamo tutti gli strumenti per dare una svolta shock al nostro sistema produttivo e finanziario» prosegue Niccolò Sovico. E vero è che dove gli altri stanno fallendo la green economy sta dando prova di grande forza e stabilità.«Energy crowdfunding o crowdfunding energetico significa investire nella green economy e sul futuro del pianeta con la certezza di non subire gli scossoni del mercato» sottolinea Giorgio Mottironi, chief sustainability officer e co-fondatore di Ener2Crowd che -per dare fiducia alle persone- ha appena lanciato una nuova mini-campagna da 40 mila euro in 48 mesi con una redditività del 5% annua, che diventa del 6% per i primi “GreenVestor” che si registrano.In pochi giorni il progetto, che prevede un investimento minimo di appena 300 euro, ha registrato un boom di adesioni. Più in dettaglio si tratta di un finanziamento proposto da Noleggio Energia Srl per un programma fotovoltaico.Insomma un risultato strabiliante in un momento di crisi come questo in cui le altre piattaforme versano in grave difficoltà ed alcune di loro danno segnali di un vero e proprio crack finanziario, mentre il mercato azionario sta mostrando tutta la sua emotività ed i suoi limiti rispetto all’economia reale: un giogo che la sottomette e la tira verso il basso quando è in crisi, mentre la schiaccia quando è in ripresa.«Il mercato azionario non è correlato al vero valore dell’economia. Durante la crisi finanziaria del 2008, ad esempio, alcuni indici di borsa sono arrivati a perdere anche il 40%, ma è evidente a tutti che l’economia reale non si era ridotta del 40% nel giro di pochi mesi. In altri casi le dichiarazioni di politici o istituzioni provocano cambiamenti piuttosto rilevanti in certi parametri finanziari, mentre il sistema produttivo non avrebbe neanche la possibilità di cambiare nel tempo ristretto in cui si manifestano gli effetti di tali affermazioni» spiega Niccolò Sovico.«La nostra formula per poter direzionare gli investimenti -aggiunge Giorgio Mottironi, chief sustainability officer e co-fondatore della piattaforma- è sempre la stessa ed è fatta di autenticità, trasparenza e fiducia. Tutti e tre elementi identificabili nel nostro modello di business: siamo autentici perché abbiamo costruito una visione coerente con il nostro modo di pensare la possibilità di rilanciare il sistema economico in un’ottica di massima condivisione; siamo trasparenti perché ci mettiamo la faccia, perché diamo ogni informazione necessaria per comprendere il valore dei nostri progetti e se sono coerenti con le aspettative degli investitori; e potete fidarvi perché il nostro interesse è crescere insieme alla nostra community, anche a scapito dei nostri profitti».«Grazie poi alla semplicità di utilizzo di Ener2Crowd.com, tutti possono accedere ad un mercato fino a ieri riservato a pochi operatori ed assumere un ruolo attivo nella transizione verso un’economia completamente circolare e sostenibile» aggiunge Giorgio Mottironi. (AJ-Com.Net). AJ/LL 14 APR 2020 09:00 NNNN

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Esiste una sessualità da coronavirus?

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Sappiamo che COVID-19 non è una malattia venerea ma è quasi peggio: un’infezione da contiguità, da vicinanza. Si impone quindi, in queste settimane, un distanziamento sociale che è l’unica vera, efficace arma per contrastare, in attesa del vaccino, la pandemia. La salute sessuale e sentimentale può essere profondamente mutata, cambiata, peggiorata o, in molti casi, addirittura migliorata. La differenza la fanno le condizioni oggettive, la situazione abitativa, le esperienze, le speranze ma, in realtà, una parte importante della capacità di ciascuno di reagire all’emergenza dipende dal carattere e dalla personalità.Tutto questo è misurabile collegandosi al sito http://www.sexcovid.it, creato dalla squadra di scienziati, medici e psicologi che lavorano all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata presso la Cattedra di Endocrinologia e Sessuologia Medica diretta dal Prof. Emmanuele A. Jannini. Un’articolata serie di test psicometrici validati e scientificamente robusti esplora gli stili di attaccamento, l’ansia e la depressione, la sessualità stessa e le disfunzioni sessuali degli italiani che resistono al coronavirus, chiusi nelle loro case o che continuano a fare il proprio lavoro.Il questionario è totalmente anonimo e dedicato a tutti, di ogni genere e orientamento sessuale, single, in coppia, separati, vicini, lontani, amanti. Al termine della compilazione verrà restituito, a chi lo compila, un proprio profilo relazionale, basato sulle risposte fornite, che aiuta a conoscere meglio se stessi, le proprie risorse emozionali, emotive, sentimentali, sessuali e a individuare le proprie aree di miglioramento. Lo stesso sito è in corso di traduzione in inglese e cinese per avere dati di confronto con altre realtà.“Compilando i questionari del sito http://www.sexcovid.it e diffondendolo attraverso tutti i propri canali social non solo si forniscono dati alla scienza utili per fotografare l’amore e il disamore al tempo del Covid-19, ma si impara molto di sé”, assicura Emmanuele A. Jannini, Cattedra di Endocrinologia e Sessuologia Medica (ENDOSEX), Dipartimento di Medicina dei Sistemi, Università di Roma Tor Vergata.

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Il Covid-19 genera panico anche sui mercati

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

A cura di Paolo Paschetta, Country Head Italia di Pictet Asset Management. La crisi che abbiamo iniziato ad attraversare è senza precedenti nell’era contemporanea. A differenza della maggior parte delle altre crisi degli ultimi 20 anni, non deriva da una crepa nel sistema economico o finanziario, ma è scaturita da un fattore totalmente esogeno, una gravissima emergenza sanitaria globale. Al momento i mercati stanno scontando un impatto del -3,5% sul PIL globale per il 2020, coerente con lo scenario intermedio stimato dalla World Bank (in uno studio del 2006 sulle Pandemie) e simile alle ultime stime degli economisti di Pictet AM. Le attese sono inoltre di un calo degli utili aziendali prossimo al 30%. In un contesto come quello descritto il panic selling è purtroppo la norma. È fuga dagli attivi percepiti come rischiosi perché gli investitori stanno rispondendo al più comune tra i bias cognitivi della finanza comportamentale, ovvero l’avversione alla perdita: la motivazione a evitare una perdita è due volte più potente della motivazione a realizzare un guadagno secondo la teoria dei premi Nobel Daniel Kahneman e Amos Tversky. Questo bias cognitivo impedisce, da un lato, di vedere gli attuali ribassi come opportunità di ingresso e, dall’altro, fa scappare quelli che sono già investiti, di fatto, escludendoli dai potenziali rialzi successivi (molto probabili) e, dunque, da occasioni di guadagno anche importanti.L’ultimo decennio d’altronde, quello del ciclo più lungo della storia, è stato caratterizzato da performance eccezionali di tutte le asset class: l’equity ha segnato tra il 100 e il 200% e l’obbligazionario tra il 50 e il 100%. Ma è stato anche il meno amato di sempre: prova ne sia il 2019, anno in cui un portafoglio bilanciato avrebbe reso di più che in qualsiasi altro anno dal 1980 e in cui, mentre i mercati azionari hanno restituito un rendimento tra il 25 e il 30%, i fondi azionari in Italia hanno segnato una raccolta negativa per oltre 2,4 miliardi (https://bit.ly/343TYF7). Globalmente, i deflussi dai fondi azionari nel 2019 ammontavano a circa 200 miliardi di dollari. La ragione di questa prudenza è da rintracciare nell’andamento dei mercati finanziari nell’ultima parte del 2018 che ha visto quasi tutte le asset class chiudere con il segno negativo e, di conseguenza, tutti gli investitori con qualsiasi profilo di rischio perdere.
Un’analisi della rivista Advisors Perspective calcola, per esempio, che oltre il 70% delle perdite accumulate dagli investitori dell’S&P 500 negli ultimi 35 anni dipendano da dieci periodi di crolli molto brevi (limitati a un mese) recuperati nell’85% dei casi in tre mesi e nel 93% entro un anno. Che sia stato il panico a generare le perdite lo dimostra il tasso di deflussi che nei periodi di crisi passa dal 2,7% mensile al 5,16% sul principale listino americano (https://bit.ly/342vlsB). I dati storici confermano che gli investitori che non sono usciti dal listino nel corso dell’anno successivo, ne hanno beneficiato (in nove casi su dieci, l’eccezione è il crollo delle Twin Towers nel settembre 2001 in cui il mercato ha necessitato di più tempo per ritornare ai valori pre-crisi).
Soprattutto in un contesto di elevata volatilità come quello attuale, la tempistica con cui si effettua un investimento può avere un impatto significativo sui risultati conseguiti, come ci insegna il passato. Spalmare il proprio investimento nel tempo riduce il rischio di incappare in un punto di ingresso sfavorevole. A tal proposito, i benefici di un PAC rispetto a un investimento in un’unica soluzione (PIC) sono maggiori per i piani partiti durante fasi di correzione dei mercati. Ipotizzando, per esempio, un PAC partito il primo gennaio del 2008, alla vigilia del fallimento di Lehman Brothers, questo avrebbe permesso di limitare le perdite dovute al calo subito dai mercati nel corso dell’anno, senza rinunciare a beneficiare del successivo rimbalzo delle Borse (la simulazione è stata effettuata prendendo come oggetto dell’investimento l’indice MSCI World). (in abstract. fonte: Pictet Asset Management)

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Cura Italia: Unc, no alle commissioni sui prelievi bancomat

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

“Chiediamo che siano abolite le commissioni per i prelievi bancomat effettuati presso lo sportello Atm di un’altra banca” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non è giusto che con le limitazioni agli spostamenti, chi non ha la fortuna di avere una filiale della propria banca nel proprio paese, sia costretto a pagare una commissione. Una misura che è già antiquata e assurda, in un mondo in cui dovremmo incentivare la moneta elettronica, ma che ora diventa una beffa. Chiediamo che questa misura sia inserita nel Cura Italia e che, in ogni caso, l’Abi si faccia promotrice di questa iniziativa” prosegue Dona.

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Covid e RC auto: i rischi della sospensione

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Il Senato, nell’ambito della conversione del DL n. 18/2020, ha approvato un emendamento che introduce per tutti gli automobilisti italiani la possibilità di sospendere, fino al 31 luglio, l’RC auto o moto in corso di validità. Una novità che, se venisse confermata nell’attuale formula, secondo le simulazioni di Facile.it potrebbe tradursi, per un automobilista “medio”, in un potenziale risparmio variabile tra i 40 e i 150 euro, ma con molti rischi da valutare attentamente; dal blocco delle garanzie accessorie agli eventuali costi di sospensione e riattivazione fino all’obbligo di un box privato per il mezzo.Ecco perché, come evidenziano gli esperti del comparatore, non tutti potranno approfittare della norma né avere un beneficio tangibile da questa opportunità.

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Coronavirus e vacanze prossime. Se non volete regalare soldi, non prenotate!

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

In clima positivista sul futuro del comparto turistico si leggono cose incredibili. Tra queste il sottosegretario al ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Lorenza Bonaccorsi, parlando a Rainews24: “Andremo al mare questa estate, stiamo lavorando perché possa essere così”.Motivo per cui Federalberghi sostiene che “non c’è ragione per rinunciare alla vacanza” visto che tutti gli hotel e le case di vacanza sarebbero pronte a spostare la data della prenotazione o annullare il viaggio, nel caso di problemi..
Il provvedimento emergenziale in vigore che consente agli organizzatori di viaggi di rimborsare con un voucher invece che con soldi, sta già facendo strage dei minimi diritti di base stabiliti da tutti i codici italiani ed europei . Anche violando lo stesso decreto emergenziale, che prevede i voucher solo se ad annullare è il viaggiatore, gli organizzatori di viaggi offrono solo voucher anche quando annullano loro… come se un viaggio/soggiorno non fosse legato, per il viaggiatore, ad un determinato periodo della propria vita non necessariamente procrastinabile… e come se il viaggiatore non fosse anche lui in crisi economica e i soldi del viaggio oggi gli potrebbero servire per bisogni per lui più primari di una vacanza. Ma il governo col decreto emergenziale, e quasi tutti i fornitori di servizi turistici (e Federalberghi tra questi) se ne fregano: hanno deciso che i problemi economici del turismo non debbano essere leniti dallo Stato (come per chiunque altro) ma anche dai viaggiatori. E non solo i viaggiatori che hanno già pagato e prenotato, ma anche quelli che – secondo Federalberghi – dovrebbero farlo perché “non c’è ragione per rinunciare alla vacanza”. Quindi, per l’associazione degli albergatori è opportuno che si prenoti per le vacanze… perché, nel caso, i viaggiatori verranno rimborsati… con voucher … e quindi i soldi rimarranno nelle tasche dei fornitori di servizi turistici per viaggi che, molto probabilmente, quasi nessuno farà per scelta umana e/o economica.
Per noi è doveroso invitare tutti, inclusi coloro che giustamente avranno una gigantesca esigenza di viaggio e di altro rispetto alle proprie mura domestiche (quando e se finirà il confinamento e l’emergenza e se avranno soldi per farlo) a NON PRENOTARE. La possibilità che la prenotazione in anticipo si traduca in una nuova regalia di soldi è altissima.Nel caso, le prenotazioni all’ultimo minuto non saranno disdegnate da organizzatori di viaggio affamati di business. E non è detto che queste prenotazioni all’ultimo minuto debbano essere più costose delle altre. Anzi. Certo, è possibile che certi servizi non siano più disponibili se non prenotati in tempo…. Ma vogliamo per questo motivo regalare soldi agli organizzatori?Fintanto che la norma del voucher resterà in vigore, a nostro avviso non ci sono alternative a questo tipo di consiglio. Anche e soprattutto perché, come sta accadendo ora, gli organizzatori di viaggi ne abusano anche violando la legge. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Quando saper usare l’informatica fa davvero la differenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

“L’Italia soffre e si ingegna, ma alla fine diventerà più digitale e forse non sarà più il fanalino di coda nella classifica europea che misura le competenze e le abilità digitali dei suoi cittadini e delle sue aziende”, parola di chi l’informatica non solo la conosce bene ma cerca anche di farla usare bene agli altri.ISF è da molti anni impegnata nel colmare il digital divide, quel solco che lascia da una parte chi ha avuto la fortuna di avere accesso ad una formazione di qualità, che sa fare leva sulla tecnologia per migliorare la propria condizione di vita, e chi quella fortuna non l’ha avuta: famiglie, anziani, persone emarginate, ma anche molte scuole pubbliche che ancora non riescono ad includere, per scarsità di docenti abilitati, le competenze digitali nell’offerta formativa.Oggi saper usare una videochiamata per stare in contatto con la famiglia che non può varcare la porta dell’ospedale o della casa di riposo, o sapersi destreggiare con le piattaforme per la didattica a distanza che entrano nelle case degli alunni, o solo poter consentire l’uso del tuo Wi-Fi ai vicini che non ce l’hanno, può fare la differenza tra subire questa fase di isolamento o conviverci in modo costruttivo.Quelli appena descritti sono tutti servizi per i quali da oggi è possibile chiedere aiuto ai volontari di ISF per il supporto gratuito Covid19: facili guide gratuite per famiglie di anziani per l’uso di cellulari e tablet nelle videochiamate, esperti che rispondono alle richieste di aiuto nell’uso delle piattaforme didattiche a distanza, o per configurare il router per consentire l’accesso al tuo wi-fi alle famiglie dei vicini. In aggiunta, per i ragazzi chiusi a casa sono state realizzate delle video lezioni di Scratch, un linguaggio di programmazione visuale per alunni di elementari e medie, che consente di imparare divertendosi: una vera e propria palestra per il cervello dei ragazzi che permette di costruire giochi, animazioni, ma anche affrontare le materie scolastiche, dall’italiano alla geometria, dalle lingue straniere alla musica, in un modo più congeniale ai nativi digitali, collaborando a distanza con i compagni, ma anche con gli insegnanti delle scuole che già lo stanno divulgando.ISF si à anche attivata per raccogliere donazioni al fine di acquistare e distribuire pc e tablet a chi ancora non li ha.

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La crisi finanziaria più rapida della storia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

A cura di Sherban Tautu, Head of Global Investment Solutions, Banque SYZ. Mentre scrivo, più di 1,2 milioni di persone nel mondo risultano positive al nuovo Coronavirus, che ha giù causato 70amila decessi, mentre 265mila persone sono guarite dalla malattia.
Le misure restrittive che molti governi hanno imposto per gestire l’emergenza sanitaria hanno rapidamente avuto un effetto dirompente sulle economie nazionali, con una potenza e una velocità mai vista prima. Se sono previsioni corrette, vedremo il PIL degli Stati Uniti crollare del 40% nella prima metà del 2020! Molte industrie sono state chiuse, con un impatto istantaneo sui ricavi e con conseguenze come la perdita di posti di lavoro e l’interruzione della supply chain. In alcuni settori, le imprese indebitate stanno già affrontando situazioni critiche, nonostante gli annunci di aiuti statali. A ciò si aggiunge lo shock del settore energy, causato dal crollo dei prezzi del petrolio di quali il 50%, in seguito alla decisione dell’Arabia Saudita e della Russia di non diminuire la produzione. L’indebitamento di molte delle società petrolifere degli Stati uniti è divenuto critico. Il sistema bancario, invece, per il momento è in forma. Ci aspettiamo che il rimbalzo sia veloce e forte, con un ritorno del PIL ai livelli del 2019 in soli 6 trimestri.
Questo scenario positivo del rimbalzo economico è basato su alcuni elementi:
Un progressivo allentamento delle misure restrittive tra giugno e settembre
Tassi di interesse globale a zero
Misure governative a sostegno delle imprese
Prezzo del petrolio più basso di circa il 50% che aumenta dell’1% il potere di spesa del consumatore
Misure di stimolo fiscale per aziende e privati
Previsione di un piano infrastrutturale di 2 trilioni di dollari negli Stati Uniti. Seguiranno quelli di altri paesi
Il mercato dell’equity ha perso il -33% dal 19 febbraio a 23 marzo… in soli 23 giorni! Non si era mai visto nulla di simile, ecco perché quella di marzo 2020 può essere considerata la più rapida crisi dei mercati finanziari della storia!
Oltre alle azioni globali, nessun asset è stato risparmiato in questa crisi improvvisa: obbligazioni corporate, high-yield, convertibili, Clo, oro e metalli preziosi, petrolio e commodity, bitcoin, risk parity, veicoli quotati di private equity… abbiamo sperimentato movimenti estremi in tutti gli asset non risk-free. Questi movimenti del mercato ci ricordano che negli investimenti non esiste nulla di “ovvio”, nessun “investimento privo di rischio”.
Rispetto al 2008, la colpa di quanto accaduto non può essere addossata ai mercati finanziari o agli attori. Non ci sono colpevoli in questa recessione, eccezion fatta per il virus. Governi e legislatori proveranno a risolvere la situazione.
Guardando avanti, è impossibile stabilire se i mercati finanziari usciranno da questa crisi con un recupero a V, a U o W, o se rimarremo in uno stallo per un po’ di tempo (L-shape situation).
I rischi a venire risiedono nel mercato del credito in generale, anche nelle obbligazioni sovrane, con ulteriore significativo indebitamento a livello nazionale. Le società subiranno numerosi declassamenti del rating obbligazionario che potrebbero portare a un’altra parte delle vendite obbligazionarie nel secondo e terzo trimestre. I mercati azionari vedranno meno buyback di titoli e una decrescita dei dividendi che comporterà un minor supporto dei mercati e una maggiore volatilità dei livelli di stock individuali.
La tabella seguente rappresenta l’indice di volatilità, che è diminuito rispetto ai livelli storici ma resta alto, con gli investitori che continuano a cercare protezione contro ulteriori cali.
Indipendentemente dal poter sapere o meno se l’economia recupererà in fretta una volta che le misure verranno ridotte, abbiamo bisogno di proiettarci già oltre l’attuale crisi e assicurarci che i nostri portafogli crescano di qui in avanti. In poche settimane dovremo nuovamente essere buyers. Vediamo opportunità in diverse strategie dove le dislocazioni sono state severe e la dispersione è cresciuta. Inoltre, crediamo che questa recessione porterà all’inizio di un ciclo del tutto nuovo. Vogliamo investire in settori che traggono beneficio da ciò, comprendendo tematiche per la crescita, favorendo la tecnologia e l’aumento della produttività degli impianti industriali, dei materiali e delle materie prime, che beneficeranno della spesa in infrastrutture e assistenza sanitaria, di crediti aziendali e CLO, solo per fare alcuni esempi. (in abstract. fonte: SYZ Group)

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È arrivato il momento di programmare il post emergenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Ne è convinta l’associazione Codici, secondo cui bisogna prepararsi ad un lento, ma necessario ritorno alla normalità per permettere la ripresa del Paese.“Tra i primi temi da affrontare – afferma l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – c’è la riforma degli orari. La crisi economica sta già iniziando a farsi sentire. Per cercare di contenerne gli effetti devastanti, è indispensabile prevedere una ripresa graduale ed articolata delle attività”. Altro tema caldo, soprattutto per il mondo dei consumatori, è quello dei contenziosi. “Considerando la crisi che abbiamo di fronte – dichiara l’avvocato Giacomelli – è facile prevederne un aumento. La nostra associazione sta già ricorrendo agli strumenti messi a disposizione dalle Alternative Despute Resolution, come la negoziazione assistita, le conciliazioni e le mediazioni, perché in questo particolare momento riteniamo importante cercare una soluzione bonaria tra le parti. La situazione è destinata però a complicarsi e per questo crediamo sia fondamentale implementare gli strumenti di ADR per evitare e prevenire conflitti giudiziali”.

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