Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

EuroMes: come e perché

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

 

Nell’immaginario collettivo, gli Eurobond sono il bene assoluto. Finalmente la solidarietà, finalmente la messa in comune del debito, si dice. Siamo d’accordo sugli Eurobond, ma vorremmo rilevare che gli Eurobond significano debito, anche per l’Italia, e il debito va pagato, non può essere scaricato sugli altri Paesi.Sorge un retro pensiero da furbastro: se l’Italia non può pagare il debito, qualcun altro lo pagherà. Non è così.Facciamo un esempio, per chiarire: un gruppo di persone decide di andare a mangiare una pizza e, d’accordo, ognuno paga per sè. Il furbastro, invece, ordina l’antipasto, il primo, il secondo con contorno, il dolce, la frutta, il caffè e l’ammazzacaffè. A fine cena il furbastro chiede che il conto sia diviso equamente tra tutti. Lui ha cenato alla grande, gli altri hanno mangiato solo la pizza. Non può essere, ovviamente.Che significato ha questo esempio? Vediamo.
La emissione di titoli Eurobond, cioè debito, è subordinata al rispetto delle regole, e impone delle condizionalità per la gestione e la restituzione. A garanzia, gli Eurobond saranno gestiti da una “struttura europea” che imporrà e gestirà con regole comuni, il che significa che tutti i Paesi dell’Eurozona dovranno trasferire parte della propria sovranità alla “struttura europea”, cioè parti di bilancio e fiscalità.E’ il contrario di quello che vogliono i sovranisti che, però, sono favorevoli agli Eurobond. E’ il caso di far pace con il cervello.Passiamo al Mes che, nell’immaginario collettivo, è il male assoluto.Vediamo per punti.
1. Al Mes, cioè al fondo, partecipano i Paesi dell’Eurozona così come accade per gli Eurobond, con l’intento di soccorrere i Paesi in difficoltà finanziaria.
2. Il Mes è guidato da una “struttura europea”, così come per gli Eurobond.
3. Il Mes si finanzia con l’emissione di titoli, garantiti dai Paesi dell’Eurozona; si tratta di debito, analogamente agli Eurobond.
4. Al Mes partecipa l’Italia, con quota di capitale versata al fondo di 14 miliardi, ma può ricorrere a prestiti per 36 miliardi.
5. Non c’è obbligo di ricorrere al Mes, ma ha dell’inverosimile lasciare 14 miliardi sul fondo senza aprire una linea di credito.
6. Il Mes prevede condizionalità, come gli Eurobond.
7. Le condizionalità fissate per l’emergenza da Coronavirus, riguardano l’utilizzo per le spese sanitarie, dirette e indirette. In sostanza, si potranno usare, anche, per mettere in sicurezza i posti di lavoro.
8. I fondi dall’Eurobond sono di là da venire, quelli del Mes sono pronti.
9. Il paragone con la Grecia è una bufala. La Grecia falsificava i bilanci pubblici e aveva un debito insostenibile. Non è il caso dell’Italia.
Se a qualcuno dispiace la sigla Mes, possiamo cambiarla in EuroMes, così ci eliminiamo la contrapposizione buono e cattivo.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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