Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 16 aprile 2020

La scoperta del come muta il coronavirus

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Una startup italiana, Ulisse BioMed di Trieste, ha scoperto che dalla sua comparsa in Cina ad oggi il virus SARS-CoV-2 ha accumulato mutazioni ricorrenti, e che una di queste è localizzata nella sequenza codificante per un enzima virale chiamato “polimerasi”. La polimerasi è un fattore direttamente coinvolto nella capacità mutagena del virus. Questa scoperta potrebbe aprire la strada alla comprensione delle strategie messe in atto dal virus attraverso le mutazioni per eludere il sistema immunitario e resistere ai farmaci antivirali.La ricerca compiuta da Ulisse BioMed si è avvalsa della collaborazione del prestigioso Institute of Human Virology (IHV) di Baltimore USA e ha visto il coinvolgimento di prestigiosi scienziati come il Dr. Robert Gallo, co-scopritore dell’HIV (virus responsabile dell’AIDS), ed il Dr. Davide Zella attivo da anni nel settore della microbiologia. Inoltre hanno collaborato allo studio anche il Campus Biomedico di Roma ed Elettra Sincrotrone, situato presso Area Science Park a Trieste.
La qualità̀ della ricerca operata dalla startup triestina è confermata dal fatto che il lavoro è stato accettato sulla prestigiosa rivista “Journal of Translational Medicine” del gruppo inglese BMC. Il testo della ricerca, intitolato “Emerging SARS-CoV-2 mutation hot spots include a novel RNA-dependent-RNA polymerase variant” è disponibile on-line come anteprima sul sito Research Square.
Lo studio dell’evoluzione del virus ed ulteriori ricerche scientifiche potranno fornire informazioni eventuali sul significato biologico e clinico di tali mutazioni. È infatti noto che i virus sviluppano strategie di mutagenesi per eludere il sistema immunitario, per compiere salti di specie, e per sopravvivere ad eventuali terapie. Le ricerche sulla caratterizzazione del virus SARS-CoV-2 potranno dare un contributo significativo per lo sviluppo di strategie diagnostiche mirate e per l’individuazione di terapie e vaccini. Oggi, Ulisse BioMed è attivamente impegnata nella lotta contro il coronavirus: la startup sta sviluppando un test innovativo, sensibile ed a basso costo per la diagnosi dell’infezione da SARS-CoV-2. Il team di Ulisse BioMed è condotto da Rudy Ippodrino e Bruna Marini. I ricercatori e collaboratori che hanno lavorato al progetto sono Robert Gallo, Davide Zella, Maria Pachetti, Elisabetta Mauro, Massimo Ciccozzi, Silvia Angeletti, Claudio Masciovecchio, Paola Storici, Fabiola Giudici e Francesca Benedetti.

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Le droghe illegali al tempo del coronavirus

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Tutto in questo ultimo mese e mezzo ruota intorno all’emergenza coronavirus. Anche il mondo della droga illegale. Che come ogni mercato, ne ha risentito e anche molto. E mentre i traffici internazionali devono ancora accusare il colpo e, immaginiamo si stiano riempiendo i magazzini nei luoghi di produzione e nei vari hub di transito e di destinazione, il mercato al dettaglio ne risente e anche tanto. Non abbiamo barometri ufficiali per sostenerlo, ma solo l’osservatorio che Aduc fa settimanalmente sul numero di sequestri delle varie sostanze, gli arrestati e le sentenze di condanna.Navigando sulla stampa internazionale online abbiamo letto di dati ufficiali in alcune regioni spagnole, in Brasile, in Usa, ma niente di preciso nel nostro Paese e negli altri nostri partner europei. E’ probabile che qualcosa ci sia sfuggito. Ma per quanto abbiamo letto, c’è una tendenza diffusa: i consumatori sotto osservazione dei vari centri medici istituzionali (quindi quelli di cui si è a conoscenza che siano tali), quando non continuano le loro terapie e/o non si riforniscono al mercato clandestino per le evidenti difficoltà dovute al confino, si indirizzano verso maggiori consumi di tabacco e alcool. Le conseguenze le vedremo fa un po’ di tempo. E’ evidente che la gran parte dei consumatori, soprattutto quelli problematici, non sono controllati o monitorati da nessuno, e di loro non si sa nulla… se non le intuizioni dei vari osservatori.Altra caratteristica diffusa, molto anche in Italia, è l’arresto di trafficanti di piccolo cabotaggio e il sequestro di piccole partite di droga, legate a spacciatori al dettaglio o ai livelli medi del mercato. Sequestri e arresti che sono diventati anche più facili per le forze dell’ordine, visto che gli spacciatori sono più facilmente individuabili grazie alla scarsa circolazione di persone e mezzi, e anche quando circolano con dei mezzi visto che questi ultimi sono più spesso fermati per individuare coloro che violano le disposizioni di contenimento. Infatti, in questo lungo fine settimana pasquale, le cronache delle agenzie stampa riportano diversi arresti e sequestri, tutti piccoli o medi (i giornali non sono usciti per un giorno e, tranne casi particolarmente eclatanti, danno poche notizie in merito percé sono dediti essenzialmente a dare notizie sul coronavirus dal punto di vista sanitario e, quando sono notizie di ordine pubblico, privilegiano quelle che possono meglio attrarre l’attenzione del confinato medio sì da indurlo a non aggiungersi al numero dei trasgressori).Quindi ora stiamo registrando i primi effetti sugli ultimi anelli della filiera del traffico. Cosa succederà fra un po’ è prevedibile sia a monte che a valle.A monte, nei Paesi produttori e di transito, con le organizzazioni malavitose internazionali più o meno in attesa di un ritorno alla “normalità”, la forza lavoro di produzione (dal contadino messicano, boliviano, colombiano, afghano, marocchino al lavoratore dei laboratori chimici, oltre che in questi Paesi, anche olandesi, italiani, spagnoli e dei vari Paesi dell’Europa dell’est) si aggiungerà ai disoccupati dei mercati di prodotti legali, con la differenza che non potranno usufruire dei contributi statali che ogni Paese sta mettendo a disposizione per ridurre i danni; si parla di contributi anche per i lavoratori in nero, ma crediamo che difficilmente, almeno in Paesi come il nostro, riguarderanno i lavoratori in nero del mercato illegale delle droghe.A valle, nei Paesi consumatori, in attesa di un perfezionamento e adeguamento alla nuova realtà di mercati tipo l’online, il classico e consistente mercato per strada produrrà gli stessi effetti di quello che è successo a monte: disoccupati. Con un particolare: mentre i mercati legali faticano ad adeguarsi alla prevalenza dell’online (non ultima la burocrazia), non è altrettanto per i mercati illegali (senza burocrazia ed eterodiretti da capi/padroni che devono dar conto solo a se stessi). Differenza che ci porta a credere che molto presto, a differenza dell’economia legale, quella illegale (e quella delle droghe soprattutto) tornerà in auge. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Telecomunicazioni: positivo il limite all’inoltro dei messaggi su Whatsapp

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

WhatsApp ha introdotto un cambiamento rilevante per tutti gli tutti gli utilizzatori del popolare servizio di messaggistica istantanea. Da adesso in poi, i messaggi che annunciano l’ennesimo video che infetta lo smartphone o dei buoni sconti per acquistare cibo o abbigliamento non potranno più essere trasmessi a diverse chat contemporaneamente ma solo ad una chat alla volta. Si tratta di una modifica importante, che tra l’altro è in linea con la nostra posizione, visto che proprio nei giorni scorsi abbiamo evidenziato in un documento inviato ad AGCom – insieme ad altre associazioni – la necessità di contenere il traffico in rete nonché di potenziare i server delle applicazioni di primario interesse in questo difficile e particolare periodo. Accogliamo quindi con favore una decisone che servirà non solo a preservare il carico dei server di Whatsapp in un momento di elevatissimo utilizzo, ma anche a limitare in misura consistente la diffusione delle fake news.
Specialmente in questa delicata fase la corretta informazione è essenziale per fare in modo che i cittadini rispettino i comportamenti imposti dalle normative e adottino condotte utili ad arginare il contagio.
Ovviamente non tutti i messaggi inoltrati contengono fake news, o peggio virus dannosi per gli smartphone, anzi il più delle volte si tratta di contenuti innocui: la nuova modifica, tuttavia, potrà ridurre i rischi di ricevere – e di inviare ad altri – messaggi falsi o pericolosi.Federconsumatori ricorda agli utenti di dare credito solo alle notizie provenienti da fonti ufficiali e affidabili, soprattutto per quanto riguarda temi e comportamenti relativi alla salute.Esistono molti siti autorevoli ed affidabili che, in questo ambito, si occupano di effettuare fact checking per fornire un servizio di corretta informazione e gli strumenti necessari ai cittadini per imparare a riconoscere le bufale, la disinformazione, la misinformazione: invitiamo tutti a consultarli, specialmente prima di diffondere una notizia ad amici e contatti.

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50esima Giornata della Terra (Earth Day)

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Si celebra in tutto il mondo il 22 aprile.C’è il rischio concreto che l’emergenza sanitaria, che ha provocato il blocco dell’attività economica in buona parte del mondo, porti a proporre il rilancio dell’economia in modo indifferenziato, con l’alleggerimento delle leggi in vigore in ambito ambientale.I momenti di stop forzato possono essere occasioni importanti anche per rivedere le priorità e l’azione di sostegno all’economia dovrebbe prevedere non una ripartenza dello status quo, ma un’azione forte a favore della sostenibilità e dell’economia circolare, nell’ottica della costruzione di un futuro migliore. È possibile e necessario tutelare le risorse naturali e contrastare la crisi climatica, che resta la sfida più importante nel medio periodo e richiede azioni decise ora.
A livello mondiale la media di ettari di foreste naturali persi è stata di 6,5 milioni di ettari l’anno*, per cause naturali o antropiche, tra le quali spiccano – in ordine decrescente di impatto – zootecnia, agricoltura intensiva, conversione di foreste in piantagioni, utilizzo del legname. Si tratta di una superficie maggiore di quella della Croazia.“L’Europa e l’Italia in particolare, grande importatore e con un importante settore di lavorazione del legno, hanno una responsabilità diretta in questo processo: il legno è la materia prima per antonomasia dello sviluppo sostenibile, ma deve provenire da una gestione sostenibile delle foreste, non dallo loro distruzione. Proprio per questo è importante la certificazione forestale” afferma Maria Cristina D’Orlando, presidente di PEFC Italia.La globalizzazione dei mercati (del legno, ma anche delle commodity agricole, della carne, delle risorse energetiche, ecc) ha consentito di avere un’offerta più ampia per la stessa tipologia di prodotti: questi provengono da zone e situazioni socio-economiche estremamente variabili, sono realizzati con tecniche e tecnologie diverse e di conseguenza hanno un livello qualitativo altrettanto diverso.“Se da un lato ciò ha determinato indubbi effetti positivi sulla dinamica dei prezzi, dall’altro lato ha comportato l’insorgenza di situazioni di sfruttamento insostenibile e/o illegale delle risorse naturali ed umane”, spiega Antonio Brunori, segretario generale PEFC Italia. Così al posto delle foreste tropicali si trovano estesi pascoli per la zootecnia da carne, campi coltivati a soia o canna da zucchero, piantagioni di palma da olio o di specie arboree a rapido accrescimento, ecc. In parte, circa il 5%, il taglio della foresta per l’industria del legno e della carta è responsabile della deforestazione a livello globale.Tali cambiamenti di uso del suolo e la distruzione di habitat naturali come le foreste tropicali possono inoltre avere avuto un ruolo importante nella diffusione della pandemia, in modo diretto o indiretto.

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Nuova guida per i pazienti con ipertensione durante l’epidemia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

L’American Heart Association (AHA) ha reso disponibile una nuova guida per i pazienti con ipertensione durante l’epidemia di COVID-19. Si ricorda che questi pazienti sono a rischio maggiore di complicazioni, e che le persone che assumono gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) o i bloccanti del recettore per l’angiotensina (ARB) per ipertensione, insufficienza cardiaca e cardiopatia non devono interrompere il trattamento. «Questi farmaci non aumentano il tuo rischio di contrarre il COVID-19. Sono fondamentali per mantenere i livelli di pressione sanguigna per ridurre il rischio di infarto, ictus e peggioramento delle malattie cardiache» si legge nella guida. Allo stesso tempo l’AHA mette in guardia in merito all’assunzione di alcuni farmaci, come infiammatori non steroidei (FANS), che possono aumentare la pressione, la quale deve essere tenuta sotto controllo anche da coloro che prendono contraccettivi, farmaci per la salute mentale, corticosteroidi, immunosoppressori o alcuni antitumorali. È da limitare inoltre il consumo di caffè, alcol e liquirizia. Recentemente sono stati pubblicati diversi articoli che indagano sulla relazione tra il virus che causa il COVID-19 e il sistema renina-angiotensina. La controversia sull’uso di ACE inibitori e ARB era nata dal fatto che alcuni studi mostrano che questi farmaci aumentano l’espressione del recettore di ACE-2, utilizzato dal virus per entrare nelle cellule. La preoccupazione è che questi farmaci possano aumentare la suscettibilità al virus. Altre ricerche invece hanno suggerito che riducendo i livelli di angiotensina 2, i suddetti farmaci proteggano dal danno polmonare. Sono molti gli articoli disponibili che riportano i dati di pazienti ricoverati in ospedale con COVID-19. Vengono elencate le comorbilità e si avanzano diverse ipotesi, come la possibilità che i pazienti con ipertensione possano avere un sistema renina-angiotensina iperattivo, che potrebbe mediare il danno polmonare acuto. I diversi e più recenti commenti apparsi su New England Journal of Medicine, Lancet Respiratory Medicine e Mayo Clinic Proceedings ampliano i meccanismi a supporto di un ruolo positivo di ACE inibitori e ARB nell’infezione COVID-19 e seguono tutti la stessa linea: i pazienti dovrebbero continuare la cura, in accordo con le principali società di cardiologia e ipertensione. (fonte: doctor33)

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Halo Labs Reports 118 New Dispensary Customers In Q1 2020 An Increase of 58% Quarter over Quarter

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Halo Labs Inc. (“Halo” or the “Company”) (NEO: HALO, OTCQX: AGEEF, Germany: A9KN) today announced that the Company has sold its products into 118 new dispensaries[1] (62 new dispensaries in California and 56 new dispensaries in Oregon) in the first calendar quarter of 2020. This represents an increase in the Company’s dispensary customer base of 282% in California and 19% in Oregon compared to Q4 2019 ending December 31, 2019.
The total number of stores currently penetrated 84 of 591 in California and 236 of 659 in Oregon represent approximately 14% and 36% percent of the total licensed dispensary market indicating plenty of room to continue the rapid rate of opening new customers. The Company attributes the trajectory of promising dispensary sales results to several strategies including expanding product selection both breadth of categories and depth of SKUs and increased segmentation of product offering to compete in key categories such as cartridges which are now available in cannabis derived terpene and live resin formulations.
Halo is a leading cannabis cultivation, manufacturing, and distribution company that grows and extracts and processes quality cannabis flower, oils, and concentrates and has sold over 5 million grams of oils and concentrates since inception. Additionally, Halo has continued to evolve its business through delivering value with its products and now via verticalization in key markets in the United States and Africa with planned expansion into European and Canadian markets. With a consumer-centric focus, Halo markets innovative, branded, and private label products across multiple product categories.www.sedar.com.

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Holocaust Survivors’ Resilience, Strength Commemorated Through Videos Available Online for Yom Hashoah

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

NEW YORK – With the postponement of international events to mark 75 years since the liberation of the Nazi death and concentration camps and the cancelation of Holocaust commemorations, the World Jewish Congress has produced a selection of videos and films to help people across the globe observe Yom Hashoah, Holocaust Remembrance Day, online from the safety of their homes. The compilation is part of AboutHolocaust.org, a site WJC created in partnership with the United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization (UNESCO) to provide young people with basic facts about the Holocaust.
“Yom Hashoah is the day set aside on the Jewish calendar to remember and mourn the six million Jewish lives that were destroyed in the Holocaust, to honor the bravery and resilience of those who survived, and to ensure that the terrors of the past do not become the future,” said Ronald S. Lauder, President of the World Jewish Congress. “In this time of isolation, it is especially imperative that we come together to share the stories of Holocaust survivors and to further disseminate Holocaust education to ensure that never again really means never again.” The World Jewish Congress had planned to mark the 75th anniversary of the liberation of the concentration camp of Bergen-Belsen in Germany by bringing over 50 of the more than 2,000 children who were born in the adjacent Bergen-Belsen Displaced Persons camp back to their birthplace. With the postponement of this initiative, the WJC produced an original video about Bergen-Belsen before and after its liberation and the unique identity of the children born in the DP camp’s Glyn Hughes Hospital. Additional videos the WJC has made available include the final testimony of Auschwitz-Birkenau survivor Rachmil (Ralph) Hakman, who died in March after joining the WJC in Poland in January for the 75th anniversary of the liberation of Auschwitz-Birkenau; the 75th anniversary address by WJC President Ronald S. Lauder at the Death Gate of Birkenau on January 27; a CBS Sunday Morning feature about the significance of the Auschwitz site to its survivors, and the ongoing effort to preserve it and its artifacts; an HBO film about a 10-year-old boy learning his family’s history through conversations with his great-grandfather; and a WJC-produced video featuring photographs of daughters of Auschwitz survivors taken by Israeli photographer Debbie Morag. The WJC’s resources are available to Jewish communities, congregations, schools, youth groups, community centers, and the general public.

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Basta promesse pagare debiti P.A. ricorrendo a moneta fiscale

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

“Un modo concreto per aiutare le aziende è quello di consentire che la P.A. estingua i debiti con le imprese. Mi riferisco a quelle passività che lo Stato e gli Enti statali e locali come Regioni, Province, Comuni e Società partecipate di questi enti hanno contratto nel tempo con le imprese. Se la Pubblica Amministrazione onorasse i propri debiti, le aziende potrebbero trovare quella liquidità necessaria ad affrontare questo difficile momento. E’ necessario, quindi, individuare una soluzione che consenta il pagamento di questi debiti e una strada potrebbe essere l’utilizzo della moneta fiscale, cioè attraverso i crediti fiscali. Uno strumento che eviterebbe di creare ulteriore debito ma soprattutto consentirebbe agli imprenditori di non dover ricorrere a prestiti che avrebbero come conseguenza quella di aggravare la loro già difficile condizione. Senza dimenticare che i debiti della P.A. sono soldi delle stesse imprese, e quindi è obbligo dello Stato pagarli. Perciò, al presidente Conte diciamo basta promesse facciamo qualcosa di concreto per le aziende: liquidiamo entro il mese tutti i debiti commerciali della P.A., abbattiamo i vincoli burocratici e Durc vari. L’emergenza non può attendere oltre”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Il Fintech può liberare 2 miliardi di euro in tempi rapidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

A cura di Ignazio Rocco, Founder e Ceo di Credimi. La pandemia lascerà dietro di sé macerie sulle quali ogni cosa dovrà essere ricostruita da zero in un paradigma economico nuovo e pressoché sconosciuto. In crisi come questa, le cose che più uccidono sono l’esitazione, l’inattività, e il terrore di prendere decisioni, o di fare errori. È stato vero in ambito sanitario, dove abbiamo esitato a prendere decisioni forti e rischia di essere vero in ambito economico, dove continuiamo ad esitare nel catastrofismo. Credo invece che passare all’azione sia possibile e urgente, che l’Italia imprenditoriale ed economica abbia le risorse per farlo, che – tra le altre forze – il Fintech possa dare una enorme mano. Intervenire è una precisa responsabilità di chiunque di noi abbia un minimo di mezzi, di potere decisionale o anche solo di influenza.
Il lockdown sarà solo l’inizio della crisi. Dobbiamo anche immaginare che dopo l’emergenza – e un calo del PIL italiano del 6,5% secondo Prometeia, dell’11,6% secondo Goldman Sachs – assisteremo a trimestri o anni di riadattamento e, probabilmente, alla fine, in quella terra di mezzo lasceremo per sempre una parte della nostra normalità.Come reagire? Sicuramente non con una pioggia indiscriminata di risorse finanziarie a costo zero, di durata infinita, senza nessun responsabile né del rischio, né del buon utilizzo. Beninteso, una qualche componente di helicopter money è indispensabile, e va inclusa negli interventi di emergenza, come ha giustamente sottolineato Mario Draghi (“non dovrebbe esserci valutazione di credito, e la velocità deve prevalere sui rischi di azzardo morale”). Ed è ottima cosa che il governo abbia a più riprese esteso la garanzia dello Stato sulle nuove erogazioni di credito, fino al 90% degli importi erogati, e addirittura fino al 100% per i finanziamenti compresi entro 25.000 euro (o forse entro gli 800.000 euro, cosa ancora non chiara). Ottimo anche che la durata di questi finanziamenti sia stata estesa fino a 6 anni. Ma l’idea che l’intera riconversione del sistema economico italiano debba basarsi su garanzie incondizionate e illimitate dello Stato, e su finanziamenti privi di costo e di rischio, è controproducente e riduttiva rispetto al potenziale del nostro Paese perché scelte imprenditoriali basate su risorse illimitate, a costo zero e senza rischi, sarebbero sicuramente inefficienti, quando non dannose.
Dove sono le risorse per ripartire? Le famiglie, le filiere e alcuni enti territoriali sono le unità più efficienti e incisive della nostra economia, quelle che tireranno il Paese fuori dalle secche anche in questa circostanza. Queste cellule, ancora una volta, invece di abbandonarsi all’esitazione e alla paralisi, stanno già riorganizzandosi, adattandosi e investendo per il futuro.Allo scoppio della crisi, l’attività di Credimi ha subito uno shock violento. Le domande, a partire dall’inizio di marzo, sono aumentate di 5-6 volte arrivando a un picco di 1.300 per settimana con richieste nel mese per 320 milioni di euro. Un picco di domanda che non ha generato alcun problema operativo perché lavoriamo con processi quasi interamente automatizzati, con tutte le applicazioni in cloud, e tutte le postazioni di lavoro attivabili da qualsiasi luogo connesso in rete. Questa situazione non ha generato neanche problemi di qualità creditizia: i rischi, nella media, sono naturalmente aumentati molto, ma la crisi ha indirizzato a Credimi molte aziende di grande qualità, che i provvedimenti di chiusura hanno posto in debito più o meno grave di liquidità, ma che – se ben supportate – hanno la possibilità concreta di riprendersi egregiamente una volta che l’emergenza sanitaria recederà.Tuttavia, questo picco ha esaurito rapidamente le nostre scorte di raccolta. E, nel proporre il collocamento di nuove cartolarizzazioni dei nostri finanziamenti, abbiamo dovuto rapidamente trovare una soluzione per proteggere in modo robusto i nostri investitori dall’aumento dei rischi – in assenza della quale sarebbe stato difficile collocare nuovi portafogli. Insieme ai partner di Banca Generali abbiamo deciso di reagire e disegnato, in pochi giorni, una emissione di titoli innovativa, chiamata “Italianonsiferma”, nella quale il rischio è stato mitigato combinando tre elementi: la copertura del Fondo Centrale di Garanzia, che il governo ha opportunamente elevato all’80%, una junior tranche (per una quota del 10%) sottoscritta da un anchor investor, che assorbe il rischio rimanente in cambio di rendimenti a doppia cifra e una senior tranche destinata a investitori privati (dal profilo professionale), che ha rendimenti molto più modesti, ma comunque a premio significativo rispetto a titoli sovrani di pari durata, e con una fortissima protezione dal rischio di default delle aziende finanziate.Così lo stesso Gruppo Generali ha creduto immediatamente in questa soluzione, sottoscrivendo i primi 10 milioni di junior tranche e permettendoci di lanciare subito una prima emissione di 100 milioni di euro, che è già in collocamento presso i clienti di Banca Generali, la cui raccolta è partita proprio in questi giorni e prevediamo sia ultimata entro fine aprile per essere immediatamente erogata a migliaia di piccole aziende in crisi di liquidità. Finanziamenti veri, erogabili subito, con durata di 5 anni e 15 mesi di preammortamento; l’inizio del rimborso avverrà a settembre 2021, così che i finanziamenti potranno essere utilizzati per far fronte al lockdown e prepararsi alla ripresa. Una operazione in cui sia Credimi, che Banca Generali e Securitisation Service hanno ridotto del 30-50% le proprie fee per migliorare il più possibile le condizioni offerte.Il successo che questa emissione sta avendo presso i consulenti e gli investitori non fa che confermare la grande capacità di reazione che l’Italia dimostra, quando mobilita le sue forze più vitali. In questo caso, le forze che si uniscono sono tutte importanti: famiglie con patrimoni significativi mobilitano il proprio risparmio, una rete di professionisti della consulenza aiuta le famiglie a diversificare e gestire attentamente i propri rischi, un investitore corporate importante assorbe il primo rischio, un’azienda Fintech italiana fa affluire queste risorse ad alcune decine di migliaia di piccole imprese. Le imprese finanziate possono superare il lockdown e investire per cambiare e riorganizzarsi. Il ruolo dello Stato? Un ruolo anch’esso decisivo, che va riconosciuto e apprezzato. Dal canto nostro, i 100 milioni di euro iniziali di questa emissione saranno replicati. Insieme al nostro partner Banca Generali prevediamo altre emissioni, anche tematiche. Magari da un pool di aziende capofila di filiere importanti, proprio per dare un supporto vitale ognuna al proprio settore di appartenenza. O da una Fondazione per sostenere aziende del proprio territorio. Vorremmo arrivare a un volume complessivo di raccolta di almeno 500 milioni di euro nelle prossime settimane. Che equivale a sostenere circa 100.000 piccole aziende, e complessivamente 1 milione di posti di lavoro. Con risorse interamente private.Il valore del Fintech in questo momento? Fare risparmiare tempo prezioso che si traduce nel proteggere migliaia di posti di lavoro. È, invece, il tempo di buttar via catastrofismo, declinismo, e lamentazioni. È il tempo di passare all’azione. Piuttosto che fare affidamento su salvifici aiuti universali, proviamo a mobilitare il meglio di questo Paese. Se davvero mobilitiamo i nostri patrimoni, i nostri migliori professionisti, e le nostre migliori aziende, faremo cose che sorprenderanno noi stessi.

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Coronavirus e quotidiani online. Che delusione…

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

L’informazione è una delle attività portanti di questa pandemia. L’organizzazione digitale della propria vita è diventata molto più importante di prima. Problemi tanti, molti a livello individuale: per la maggior parte l’organizzazione della propria vita non ruotava intorno alla Rete, considerata (a torto, a nostro avviso) una sorta di balocco da intrattenimento. Una considerazione ben ramificata a livello istituzionale che, per esempio, ha visto anche un colosso previdenziale e fondamentale come l’INPS collassare nel momento del bisogno. Oggi siamo tutti “attaccati” alla Rete, con crescita esponenziale diffusa e, sostanzialmente un sistema tecnologico che, al momento e miracolosamente, sembra reggere (anche se il deficit del nostro Paese in merito è uno dei peggiori a livello Ue). In questo contesto giocano un ruolo importante, per la loro professionalità, i quotidiani. Che non hanno mai brillato per iniziative e organizzazione in Rete, Considerata quasi sempre una sorta di “Cenerentola” o vetrina in cui è bene esserci (anche per dire che si è presenti) piuttosto che un investimento massiccio e parallelo al prodotto cartaceo che viene offerto attraverso le edicole. Il problema principale è sempre stato se il prodotto doveva essere a pagamento o gratuito. La quasi totalità ha optato per quello a pagamento, mantenendo quello gratuito essenzialmente come vetrina. Ma il servizio a pagamento non ha mai “sfondato”. Impensabili in Italia i numeri di abbonati che autorevoli quotidiani americani e/o britannici macinano quotidianamente. Non solo, ma non possiamo dimenticare quello che nel 2017 successe al quotidiano di Confindustria, IlSole24Ore, che per accreditarsi diffondeva numeri farlocchi rispetto al suo seguito in Rete.Questi quotidiani si sono trovati ad affrontare anch’essi la crisi emergenziale sanitaria. Sarebbe stata una buona occasione non solo per contribuire a gestire meglio l’emergenza ma anche per fare pubblicità alle loro versioni digitali e cercare di aumentarne la diffusione, magari offrendo il prodotto completo gratuitamente e concentrandosi, più di prima sulla pubblicità. Altri soggetti hanno sfruttato questa occasione, anche solo per trarne un vantaggio economico, ma non i quotidiani. Non solo, ma le attuali versioni digitali gratuite sono diventate meno leggibili di prima e, talvolta anche con pubblicità invasive di dubbia legittimità (2). Servizi che poi, quando si va a leggere le cronache locali, sono erogati in modo ancora più deprimente, con poche notizie del giorno, home page con presenza delle stesse news per giorni e giorni, pubblicità sempre più invasive. Offerta che – ripetiamo – diventa ancora più deprimente, sia per le cronache nazionali che locali,quando non è possibile leggere informazioni di notevole importanza per l’emergenza coronavirus.Sappiamo, ovviamente, che si tratta di aziende private e che molte, anche se usufruiscono dei contributi pubblici all’editoria, si devono barcamenare per far tornare i conti e far andare in attivo i loro editori. Ma, essendo anche noi Aduc una testata giornalistica quotidiana (nel suo genere, ovviamente, e non generalista) consapevoli quindi di cosa significhi e comporti esserlo, avremmo auspicato una maggiore attenzione all’importanza dell’informazione in un momento come questo. Certo, tutta l’azienda che produce l’informazione va finanziata, a discapito anche e altrimenti della qualità stessa di questa informazione. Ma come si loda la capacità di disciplinato adattamento che la popolazione tutta sta dando in questo momento, rinunciando a buona parte della propria economia, ci saremmo aspettati altrettanto da chi ha in mano le chiavi dell’informazione quotidiana.Speriamo se ne faccia tesoro, visto che l’esperienza che stiamo vivendo ci sta ampiamente dimostrando che non possiamo fare a meno gli uni degli altri. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Roma: sanificati oltre 2mila chilometri di strade da Servizio Giardini

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Con oltre 2mila chilometri di strade sanificate dal Servizio Giardini prosegue il lavaggio quotidiano straordinario delle vie cittadine per contrastare il diffondersi del coronavirus. La scorsa settimana, le autobotti del Dipartimento Tutela Ambientale hanno irrorato oltre 1 milione di litri di soluzione igienizzante lungo le strade prospicienti luoghi particolarmente sensibili o frequentati come mercati rionali, farmacie, ospedali, commissariati e municipi.In particolare, per far fronte all’emergenza Covid-19 è iniziata la sanificazione delle aree antistanti i mercati rionali. Ad oggi, sono state lavate le strade su cui affacciano le decine di mercati giornalieri dei Municipi II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX e X. Inoltre, sono state igienizzante le vie adiacenti 750 tra farmacie e sedi Asl dislocate nei municipi della Capitale, circa quaranta quelle situate ad Ostia e nelle altre zone del Municipio X.Nei giorni scorsi sono state lavate anche le vie limitrofe ai presidi ospedalieri dei Municipi I, II, V, VI, XI, XII e XIII. Tra questi San Camillo, Spallanzani, Vannini e Santo Spirito. Irrorate con igienizzante anche le consolari Cassia e Flaminia e le strade antistanti commissariati di Pubblica Sicurezza, caserme dei Carabinieri, sedi municipali e di Polizia Locale nei Municipi VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV e XV. Le 7 autobotti del Servizio Giardini, con una capienza di 10mila litri ciascuna, effettuano il servizio con il sistema a pioggia che, rispetto ai sistemi a pressione, riduce il sollevamento di polveri e micro depositi.

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Fotografie per raccontare le storie di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Roma In questi tempi d’incertezza e preoccupazione, l’Album di Roma più che mai si presta, con le sue immagini del passato, ad accompagnarci in un dolce e curioso viaggio nel Novecento, sempre più lontano da noi, eppure così vicino nei ricordi familiari. Una raccolta aperta e interattiva per soddisfare il nostro bisogno di riscoprire “com’eravamo”, come singoli e come comunità: http://www.albumdiroma.it.
“L’Album di Roma. Fotografie private del Novecento” è un progetto on line nato dalla collaborazione tra Biblioteche di Roma, Comune e Archivio Capitolino. Il portale raccoglie moltissime fotografie, provenienti da privati, ma anche da enti e istituzioni, che ricostruiscono, come un puzzle, la Roma del Novecento: un volto a tratti inedito della città, dei suoi territori, delle sue micro comunità radicate nei quartieri.L’Album ospita anche una sezione dal titolo “Microstorie” dove le immagini sono accompagnate da brevi storie di chi vi è ritratto, racconti di ricordi personali che diventano patrimonio di una storia collettiva.Chi voglia uscire per un po’ dal clima plumbeo che ci attanaglia, può tuffarsi con noi in questa dimensione di memoria condivisa, contribuendo a incrementare l’archivio fotografico con i suoi scatti familiari del Novecento. Cerchiamo immagini che rappresentino la vita quotidiana, persone e gruppi ripresi all’interno del paesaggio urbano di Roma, eventi pubblici e storici.Le biblioteche di Roma Capitale, con l’aiuto dei Municipi, diverranno centro di raccolta e catalogazione delle immagini tramite il formato standard scheda F dell’ICCD. In questo periodo così complesso e durissimo per tutta la popolazione vorremmo offrire un servizio culturale in linea con la nostra mission. Siamo chiusi, come tutti gli spazi culturali, ma stiamo provando ad attivare tutte le modalità che, da remoto, ci consentano di essere vicini ai cittadini coinvolgendoli in progetti che diventino momenti di partecipazione.
l.maiocco@bibliotechediroma.it, a.mantia@bibliotechediroma.it, ufficio stampa, albumdiroma@bibliotechediroma.it,

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