Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Il vademecum di Fortinet per chi lavora da casa

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Il telelavoro è indubbiamente un’opportunità per aziende e dipendenti. Può, però, nascondere anche dei rischi, legati soprattutto all’utilizzo che viene fatto dei dispositivi, che è bene mantenere in sicurezza. Ogni volta che un device personale viene compromesso, infatti, questo può rappresentare di riflesso un rischio anche per l’azienda in cui la persona lavora. Si tratta di un fattore di rischio che, ad oggi, non è ancora adeguatamente percepito. Quando ci si collega da remoto alla rete aziendale, è fortemente raccomandato l’utilizzo l’uso di un punto di accesso sicuro.Un modo per ridurre al minimo i rischi di connessione alla rete aziendale tramite la connessione Wi-Fi dei dipendenti consiste nell’utilizzare una rete privata virtuale (VPN). Le VPN, acronimo di Virtual Private Networking, sono indispensabili per tutti coloro che lavorano in smart working in quanto consentono di connettere risorse remote tramite un canale crittografato che permette lo scambio sicuro di informazioni. Per un criminale informatico è infatti sufficiente una connessione malevola per intercettare tutti i dati di navigazione mentre ci si sposta su siti e account.
É importante evitare di replicare la stessa password per diversi account, in particolare su dispositivi e applicazioni utilizzati per accedere a informazioni aziendali sensibili. Le password dovrebbero essere complesse, includendo numeri e caratteri speciali. Le password complesse potenziate con l’autenticazione a due fattori poi sono ancora migliori, garantendo che solo le persone autorizzate possano accedere a sistemi aziendali e dati sensibili. I recenti progressi nella biometria, come scanner di impronte digitali e software di riconoscimento facciale, forniscono un’autenticazione a più fattori simile. E poiché il numero di password da ricordare aumenta, è bene prendere in considerazione l’utilizzo di software di gestione che aiutino a tenerne traccia.
Il vettore di attacco più popolare ancora sfruttato dai cybercriminali oggi in maniera esponenziale è la posta elettronica, che rimane il modo più semplice per distribuire il malware a utenti ignari. È importante essere vigili quando si risponde alle email, in particolare quelle contenenti link e allegati. I più sanno già che non si deve mai cliccare su un collegamento o allegato da un mittente sconosciuto. E anche se un’e-mail sembra provenire da una fonte attendibile, è bene assicurarsi di guardare attentamente l’indirizzo del mittente o l’URL del sito web a cui si riferiscono. Sebbene ci siano molti modi in cui i criminali informatici sfruttano l’e-mail per attività dannose, in ultima analisi, si affidano in gran parte al trucco di far cliccare ai destinatari link e allegati malevoli, spesso impersonando un altro dipendente o qualcuno di loro conoscenza.
L’installazione di software anti-malware/anti-virus su tutti i propri dispositivi e reti fornisce protezione in caso di phishing o tentativo di sfruttare una vulnerabilità nota. Inoltre, è bene cercare strumenti che forniscano funzionalità di sandboxing, sia come parte di un pacchetto di sicurezza installato o come servizio basato su cloud, per rilevare anche Zero-Day e altre minacce sconosciute.
In Italia molte PMI e grandi imprese stanno introducendo politiche di smart working, incentivate anche da fattori contingenti. Questa modalità di lavoro, oltre a comportare dei benefici, porterà a un cambiamento radicale dei tradizionali luoghi di lavoro. Mettere in pratica alcune semplici regole può essere un buon punto di partenza per implementare il lavoro da remoto in sicurezza. (by Elisa Pantaleo)

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