Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for 18 aprile 2020

Virus, batteri: nemici invisibili

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Ho scritto un articolo tempo fa sulla catena alimentare riferendomi a degli organismi che dipendono l’uno dall’altro per il nutrimento e ho avanzato l’ipotesi che al vertice della catena alimentare non vi fosse l’essere umano bensì il virus con le sue variegate sfaccettature e potenzialità. In un certo senso fa specie pensare che dobbiamo assegnare questo primato ad un microorganismo estremamente piccolo e visibile solo al microscopio elettronico. In un certo senso ciò potrebbe avere una sua logica pensando che tutti gli esseri viventi partono dal piccolo, crescono, e si stabilizzano sia pure in dimensioni diverse e alla fine del percorso ritornano “invisibili”. Se poi andiamo ad analizzare la loro composizione genetica rileviamo come il materiale è composto da DNA o RNA racchiuso in un involucro di proteine (capside) e a volte da una membrana di grassi e proteine detti, rispettivamente, fosfolipidi e pericapside. Eppure, il loro essere piccoli non li affranca dalla pericolosità che sviluppano all’interno di un corpo umano causando la distruzione dei tessuti dell’organismo e in alcuni casi con il trasformarsi in cellule tumorali. E sanno anche dove procurare danni seri una volta che infettano le persone andando a finire nell’apparato respiratorio o in quello digerente o urogenitale o peggio ancora, se sono sistemici, diffondendosi in tutto l’organismo. Possono raggiungerlo in tanti modi: per via aerea, alimentare, attraverso rapporti sessuali e vettori (soprattutto insetti). Non manca ovviamente la risposta difensiva partendo dagli anticorpi prodotti dal tessuto linfatico (linfociti B) per cercare di neutralizzare l’effetto nocivo della sostanza estranea. Ma l’azione difensiva messa in atto dall’organismo umano non sempre è puntuale e immediata. Deve, innanzitutto, riconoscere la presenza del virus e ciò non sempre accade concedendogli in questo modo di rinforzarsi e di espandersi rendendo arduo il compito degli anticorpi in fase d’intervento. A questo punto gli anticorpi hanno bisogno di un sostegno esterno possibile con farmaci efficaci o essere prevenuti in virtù di una vaccinazione specifica. Ora se diamo per scontato che al vertice della catena alimentare vi è il virus dobbiamo di conseguenza renderci conto che questa nostro invisibile, ma tenace e sempre più aggressivo, nemico lo avremo costantemente presente, generazione dopo generazione e mutante per ingannarci. Dobbiamo, quindi, tenere incessantemente alto il livello di difesa con un sistema sanitario adeguato agli attacchi imprevisti e una ricerca virologica capace di affrontare questo micidiale e insidioso nemico con strumenti sempre più evoluti. Questo è quanto e se si afferma che la presente lezione offertaci dal Covid-19 deve insegnarci qualcosa dobbiamo fare in modo di non dimenticarlo una volta vinta la battaglia. Perché non è una battaglia ma è una guerra destinata a durare a lungo. (Riccardo Alfonso)

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Il Primo Maggio un grande corteo telematico attraverserà l’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Il Primo Maggio un grande corteo attraverserà tutta la Penisola con lo slogan “Pazienza zero”. In tempi di distanziamento sociale sarà un corteo telematico ma non per questo meno carico di forza e di rabbia: una diretta live no-stop, sui siti e sui social delle organizzazioni promotrici, racconterà le lotte, le denunce e le iniziative di solidarietà – intervallate dai contributi dal mondo della musica – che fanno intravedere la nascita di un’altra società.Non stiamo infatti morendo solo di Covid-19 né la crisi mondiale è frutto unicamente del coronavirus. Affiora ovunque la consapevolezza che il sistema economico e sociale occidentale non sia in grado di proteggere la società umana da una crisi con queste caratteristiche e che sia arrivato il momento di intraprendere un altro cammino. La diffusione del virus ha solo messo in evidenza l’accaparramento delle risorse nelle mani di pochi, che oggi è diventato insopportabile perché mette a repentaglio la nostra stessa sopravvivenza.L’assenza di sicurezza sui posti di lavoro, lo smantellamento della sanità pubblica, l’impreparazione alle emergenze testimoniano che tutto è sacrificato alla competitività delle imprese sui mercati mondiali.Le morti sul lavoro, le morti in mare dei migranti, le morti degli anziani nelle RSA, le morti degli operatori sanitari di base e ospedalieri, dimostrano che è stato ucciso il diritto alla sicurezza ed alla salute e che l’articolo 32 della Costituzione viene subordinato agli interessi delle aziende.La cinica fretta dei padroni a riaprire tutte le attività e la mancanza dei dispositivi di protezione producono una sequela continua di omicidi che non sono dovuti alla diffusione del virus ma alla responsabilità precisa di chi, di fronte ad una emergenza di enormi proporzioni, continua a mettere i profitti ed il valore dei titoli azionari davanti agli interessi della collettività.L’aumento delle disuguaglianze sociali, l’enorme diffusione della povertà, l’allargamento della precarietà e del lavoro povero, il moltiplicarsi delle mille forme di lavoro atipico, autonomo e a partita iva, sfruttato, impoverito e senza tutele, l’accrescersi delle disparità di genere, sono il frutto delle controriforme del mercato del lavoro varate in questi anni. La diffusione del virus ha solo messo in evidenza l’accaparramento delle risorse nelle mani di pochi, che oggi è diventato insopportabile perché mette a repentaglio la nostra stessa sopravvivenza.Il distanziamento sociale è oggi una necessità per fermare il contagio. Ma c’è il forte rischio che diventi un’arma per chiuderci la bocca ed impedire l’esplodere della protesta. Nei rinnovati divieti a scioperare si intravede già una voglia di disciplinare il paese. Un bavaglio alla voce di milioni di lavoratori che vogliono il rispetto del diritto alla salute, al reddito, alla democrazia.I popoli potrebbero aver esaurito la pazienza. Mentre il pensiero unico si sgretola, l’austerità fortemente voluta dall’Unione Europea entra in crisi e le ricette neoliberiste vengono rimesse in discussione, sta forse scoccando l’ora di un nuovo inizio. Difendere la vita e la salute del pianeta e di chi lo abita sono il nuovo imperativo della solidarietà internazionalista.Facciamo del Primo Maggio il punto limite della nostra pazienza. La fine della nostra pazienza è un dispositivo di protezione di massa.

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Emergenza COVID-19: mangiare bene e muoversi anche a casa

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

L’emergenza sanitaria in corso per la COVID-19 sta cambiando abitudini e stili di vita di milioni di italiani, costretti a passare molto tempo nelle proprie abitazioni. Tra loro, una folta schiera di ragazzi e ragazze, che non possono recarsi a scuola e seguono la didattica online. Il progetto “Sano chi sa”, promosso da Regione Lazio attraverso le ASL e in collaborazione con Fondazione Pfizer, dedicato alla promozione di un corretto stile di vita tra i giovani delle scuole primarie e secondarie di primo grado, in questo momento di emergenza vuole mettere a disposizione di tutti le risorse informative e didattiche per stimolare una sana alimentazione e attività motoria, anche tra le mura domestiche.Gli esperti ricordano che, soprattutto in questo momento così particolare e difficile per alcuni, seguire un’alimentazione varia e bilanciata dal punto di vista qualitativo e quantitativo è un modo concreto per favorire il benessere personale e familiare. Inoltre, fare ogni giorno movimento è un modo semplice ed efficace per tenere a bada lo stress, organizzando dei momenti di attività motoria o esercizio fisico durante la giornata. L’esercizio fisico, inteso come gioco di movimento, è particolarmente importante per i bambini e ragazzi perché contribuisce a migliorare le condizioni di salute fisica e a favorire il benessere personale e familiare.
Al progetto Sano chi sa, dal 2016 ad oggi, hanno aderito oltre 120 Istituti Comprensivi del Lazio, coinvolgendo migliaia di studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado con attività didattiche e concorsi.
Sul sito web http://www.sanochisa.it gli studenti, i docenti e i genitori possono trovare video e vignette sul tema e due utili risorse educazionali da scaricare:opuscolo informativo per gli studenti, guida per i docenti per l’organizzazione delle attività didattiche.

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Il software per la simulazione delle infezioni in aree circoscritte

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Il software Simugens – sviluppato dalla Divisione SHRAIL dell’IT company italiana D&T – è un simulatore della folla in grado di riprodurre il comportamento di grandi insiemi di individui in varie situazioni, comprese aree urbane, eventi di massa, trasporto pubblico e centri commerciali. Il software è in grado di combinare decisioni e movimenti di migliaia di individui, seguendoli uno ad uno oppure estraendo i comportamenti complessivi della folla in condizioni normali o di emergenza ed è stato impiegato nella simulazione di situazioni complesse in diverse città italiane.Nel 2020, in seguito all’emergenza dovuta alla pandemia del Covid-19, il software è stato ampliato con una serie di funzioni dedicate alla dinamica delle infezioni all’interno delle folle ed alla valutazione di possibili soluzioni o mitigazioni al problema. Simugens Infections può simulare infezioni di singoli individui basate sulla distanza tra le persone e sui tempi di esposizione, oltre ad oggetti o superfici infettanti, calcolando nel tempo il tasso di contagio, il famoso R0, nell’ambito di una situazione di interesse.La simulazione può determinare tassi di contagio per le aree prese in esame – come ad esempio un centro commerciale, un supermercato od uno spazio espositivo – in funzione dei parametri di infezione e della densità e del flusso delle persone, consentendo di valutare interventi di mitigazione come separazione della folla, gestione e limitazione dei flussi. Interventi utili sia nelle fasi iniziali del contenimento dell’epidemia, sia nelle fasi di ritorno alla normalità, nelle quali è fondamentale coniugare la fruizione degli spazi con standard di sicurezza necessariamente rigidi.La modelazione 3D di Simugens offre infine una vista realistica degli ambienti e delle aree, permettendo una migliore comprensione dei fenomeni e delle dinamiche. Gli output di analisi sono completati da tabelle e grafici anche in tempo reale, che riportano nel dettaglio tutti i dati risultati della simulazione.

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Nuovo Vice President della Business Unit Oncology di AstraZeneca Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Mirko Merletti è il nuovo Vice President Business Unit Oncology di AstraZeneca Italia, filiale locale dell’azienda biofarmaceutica globale che proprio in oncologia vede una pipeline in rapida crescita che permetterà il passaggio da 3 a 5 franchise nel 2020.Dopo la laurea in economia all’Università Bocconi di Milano e il Master in Business Administration presso la SDA Bocconi, Mirko Merletti ha maturato solide esperienze professionali in ambito biofarmaceutico e in particolare nell’area onco-ematologica.Entrato in Novartis nel 2007, ha sviluppato esperienze manageriali in Europa, contribuendo alla definizione della strategia di lancio di nuove molecole in oncologia ed ematologia e ponendo le basi per la crescita dell’azienda in questo ambito.
Nel 2015 è stato nominato Head of Market Access Novartis Oncology Italy e, nel 2017, Business Franchise per l’onco-ematologia sempre in Italia. Inoltre, ha contribuito al rafforzamento della presenza di Novartis nell’ambito delle neuroscienze, ricoprendo dal 2019 la carica di Commercial Director Neuroscience Europe e preparando il lancio di tre nuove molecole.
Nel corso degli anni, Mirko Merletti ha acquisito diverse competenze trasversali: una grande esperienza nel finance ma anche nel lancio di nuovi prodotti, nello sviluppo delle strategie di commercializzazione, accesso al mercato e rapporti istituzionali.
“Nel settore oncologico, AstraZeneca offre un portafoglio in rapida crescita di nuovi farmaci potenzialmente in grado di migliorare la vita dei pazienti e il futuro dell’Azienda – spiega il dott. Merletti -. Sono dunque onorato di assumere questo ruolo, di mettere a disposizione la mia esperienza e affrontare con tutto il mio team le sfide che verranno e che sono certo ci daranno la possibilità di offrire ai clinici, e di conseguenza ai pazienti, delle soluzioni terapeutiche ancora più mirate ed efficaci. Per farlo sfrutteremo la potenza di quattro piattaforme scientifiche (Immuno-Oncologia, driver tumorali e resistenza, risposta al danno del DNA e coniugati farmaco-anticorpi) e sosterremo lo sviluppo delle combinazioni personalizzate”.

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Sassoli: Siamo la voce dei cittadini

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Estratti dell’intervento del Presidente Sassoli durante l’apertura della sessione plenaria del Parlamento europeo. Intervenendo all’apertura della sessione plenaria del Parlamento europeo a Bruxelles, la seconda che si tiene utilizzando la modalità remota a causa dell’epidemia di COVID-19, il Presidente del Parlamento, David Sassoli, ha ringraziato i lavoratori che svolgono un ruolo chiave per il continuo funzionamento dell’Europa. Sassoli ha detto:“In questo momento, i nostri operatori sanitari sono in prima linea nella lotta contro questo virus. Meritano tutto il nostro sostegno, ammirazione e gratitudine per il lavoro che stanno svolgendo e per la generosità che li contraddistingue operando in situazioni spesso drammatiche. L’ho detto e lo ripeto, l’umanità dei nostri cittadini sono la nostra più’ grande ricchezza.Piccoli gesti di solidarietà concreta, come ha voluto fare il nostro Parlamento aprendo le sue cucine per preparare fino a 1000 pasti al giorno per i senza fissa dimora e i volontari. Nei nostri locali di Bruxelles saranno anche ospitate 100 donne vulnerabili. Ma anche a Strasburgo e in Lussemburgo abbiamo dato la disponibilità alle autorità di utilizzare i locali del Parlamento per attività legate all’emergenza. Sono le città che ci ospitano, a cui dobbiamo riconoscenza, e con voi voglio salutare i cittadini”.
Intervenendo sull’ordine del giorno il Presidente ha aggiunto:“È particolarmente importante mantenere vive le nostre democrazie e ascoltare i nostri cittadini durante questo periodo. Il nostro impegno è volto a dare indicazioni sulle migliori misure da intraprendere e indicare i fondi necessari per mettere a disposizione degli Stati membri il massimo di risorse possibili. Dobbiamo essere ambiziosi perché’ i cittadini europei aspettano risposte rapide.Siamo la voce dei cittadini fieri in questo momento di contribuire con disciplina ad essere utili per costruire un futuro migliore”.

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COVID-19, cellule staminali fra i trattamenti più’ promettenti

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Le terapie a base di cellule staminali si stanno facendo largo fra le possibili strategie per trattare il COVID-19. Il loro impiego sembra essere particolarmente efficace nei pazienti gravi, come dimostrato da uno studio condotto allo YouAn Hospital di Pechino recentemente pubblicato sulla rivista peer-reviewed Aging and Disease, e come emerso dalla recente conferenza stampa cui ha partecipato Sun Yanrong, vicedirettore del China National Center for Biotechnology Development del Ministero della Scienza e della Tecnologia cinese.Bioscience Institute – azienda leader nell’isolamento, espansione e crioconservazione delle cellule staminali – aveva già dato notizia dei risultati dello studio condotto a Pechino sulla malattia associata all’infezione da nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) quando erano stati anticipati prima della recente pubblicazione. Ora i suoi autori confermano sulle pagine di Aging and Disease che «il trapianto in vena di MSC [cellule staminali mesenchimali, ndr] è risultato sicuro ed efficace nei pazienti con polmonite COVID-19, soprattutto nei pazienti in condizioni gravi critiche». E secondo Sun Yanrong, a Wuhan (la città più colpita dal coronavirus in Cina) i trattamenti a base di cellule staminali sono già stati utilizzati in oltre 200 casi.L’efficacia del trattamento con cellule staminali dipende dalla loro capacità di modulare l’attività del sistema immunitario. In particolare, come emerso dallo studio pubblicato su Aging and Disease, le MSC aiuterebbero a contrastare la cosiddetta tempesta di citochine, ossia l’attivazione incontrollata della risposta immunitaria che porta all’aumento di mediatori dell’infiammazione (le citochine).Durante una tempesta di citochine il sistema immunitario va in sovraccarico, esponendo tessuti e organi a danni spesso fatali. La sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS, Acute Respiratory Distress Syndrome) è un segnale comune di tempesta di citochine. Nei pazienti con COVID-19 corrisponde alla grave carenza di ossigeno che rende necessaria la ventilazione meccanica.
La tempesta di citochine sembra essere un buon bersaglio per il trattamento dei casi gravi di COVID-19. Anche altri farmaci, come l’ormai noto tocilizumab, agiscono su questo fenomeno. Proprio il tocilizumab è già stato approvato sia in Cina sia negli Stati Uniti nel trattamento di forme gravi di COVID-19; in Italia è utilizzato nell’ambito di studi clinici.Anche i trattamenti a base di cellule staminali hanno già varcato i confini della Cina. Pochi giorni prima della conferenza stampa cui ha partecipato Sun Yanrong, negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (FDA) ha aperto la strada all’uso compassionevole di infusioni in vena di MSC in pazienti con ARDS e prognosi infausta. «Sono molti gli studi clinici che hanno valutato, o valuteranno, le proprietà immunomodulanti e antinfiammatorie delle MSC», sottolinea Giuseppe Mucci, CEO di Bioscience Institute. «Le citochine sono importanti mediatori del processo infiammatorio, e si ritiene che le cellule staminali mesenchimali regolino la loro produzione. In particolare, sembra che siano coinvolte nell’inibizione delle citochine proinfiammatorie e nell’attivazione di quelle antinfiammatorie. Il loro uso è sicuro, e studi in coorti di pazienti più ampie confermeranno i loro benefici».Bioscience Institute è pronta a contribuire a fornire questa conferma. «Stiamo lavorando a un protocollo per un trattamento a base di cellule staminali mesenchimali isolate ed espanse presso le nostre facility. Con la nostra pluriennale esperienza nel campo dell’isolamento, dell’espansione e della crioconservazione delle cellule staminali, i laboratori di Bioscience Institute sono fra i più avanzati al mondo».

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Emergenza Covid-19: servono le competenze giuste per ridurre l’impatto sulle aziende

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Il Coronavirus sta mettendo in difficoltà un numero importantissimo di aziende, sotto i più diversi punti di vista. Molte realtà hanno dovuto sospendere del tutto l’attività e la produzione, e altre sono passate al regime di smart working, senza magari aver sperimentato in precedenza questo metodo di lavoro, con tutte le difficoltà conseguenti. In che modo è possibile limitare i danni, in vista della fine dell’emergenza Covid-19? «È necessario prima di tutto capire che questa situazione è nuova e difficoltosa per tutti gli attori coinvolti, dai clienti agli stessi dipendenti, e che dunque le aziende devono agire in entrambe le direzioni per portare avanti l’attività nel modo migliore possibile» spiega Carola Adami, co-founder e CEO di Adami&Associati, specificando che «in questo momento le competenze più importanti per gestire la crisi in corso a livello aziendale sono quelle relative alla comunicazione, sia interna che esterna».Si pensi al cambiamento che hanno vissuto i lavoratori delle aziende che offrono servizi, e che dunque, nella maggior parte dei casi, si sono attivati in termini di smart working, lavorando da casa. Indubbiamente oggi le aziende e i gli stessi dipendenti possiedono degli strumenti tecnologici di base che permettono lo svolgimento del lavoro in modalità agile, ma questa non è certo una giustificazione per trascurare lo stress e le difficoltà che questa trasformazione porta con sé.«Indubbiamente le aziende che al proprio interno contano degli addetti alle risorse umane esperti e capaci possono affrontare questo periodo in modo più efficace, mantenendo vivo e bidirezionale il rapporto con i dipendenti: per superare indenni questo momento» afferma Adami «è d’obbligo eliminare virtualmente la distanza tra aziende e dipendenti, con una comunicazione chiara, continua e puntuale, volta ad avvicinare i collaboratori e a identificare tempestivamente le inevitabili criticità».I singoli manager e responsabili HR devono dunque collaborare per fare spazio alla «condivisione di una cultura positiva, di modo che il team risponda a questa emergenza in modo compatto, con un rinnovato gioco di squadra, seppure a distanza» conclude Adami.
Per affrontare questa emergenza, però, non basta mantenere viva la comunicazione interna all’azienda. È necessario rafforzare gli sforzi anche verso l’esterno, consolidando ulteriormente il rapporto con il pubblico e con i clienti, per ridurre al massimo l’impatto negativo di questa situazione drammatica, a livello nazionale e internazionale.«In queste settimane si sono viste aziende che, sul lato della comunicazione verso il pubblico e del marketing, hanno affrontato l’emergenza nei modi più disparati, spesso con una grande efficacia» spiega Adami «e in alcuni casi si potrebbe persino parlare di aziende che, affrontando questo compito con il giusto grado di empatia e di tempismo, sono perfino riuscite a migliorare la propria reputazione aziendale».Non stupisce dunque scoprire che, secondo l’head hunter, il secondo range di competenze fondamentali per limitare al massimo i danni in questa situazione di crisi è quello relativo al marketing.«Oggi più che mai è fondamentale contare all’interno dell’azienda degli addetti al marketing e dei creativi in grado di rafforzare il senso di comunità tra azienda e clienti, già fidelizzati e non, in modo da non veder deteriorare i rapporti durante queste settimane di lockdown» afferma l’head hunter. (fonte: ComunicatiStampa.net)

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Coronavirus e Didattica a Distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Non tutti gli insegnanti la vogliono. Ministero intervenga con urgenza. Mentre in Germania si riaprono le scuole in Italia regna ormai la certezza che non accadrà fino a settembre. E’ passato ormai più di un mese dal 4 marzo, giorno in cui la vita di grandi e piccini è cambiata radicalmente. Tutti, alunni, genitori ed insegnanti hanno dovuto ridisegnare il proprio rapporto con l’attività scolastica e non sempre con risultati soddisfacenti. Soprattutto senza risultati uniformi e a macchia di leopardo.
Ci risultano gravi iniquità e caos nella riorganizzazione della didattica a distanza (DaD), in ogni ordine e grado. In particolare ci risultano insufficienti ed inefficaci le disposizioni date dal Ministero su come garantire il diritto costituzionale all’istruzione, perché disposizioni non sovrapponibili ai contratti di lavoro degli insegnanti, insegnanti che in molti casi non intendono sostituire o adattare le modalità del proprio insegnamento con la didattica a distanza, o intendono farlo in misura largamente insufficiente.
In data 8 Marzo, con una circolare, il Ministro dell’Istruzione dava indicazioni e linee guida su come garantire i diritti degli alunni, pur nell’emergenza del momento. Indicava, già allora (!), soprattutto per gli alunni della primaria, l’importanza di abbandonare fin da subito metodi di mero invio materiali a distanza, senza contatto – seppur telematico – con l’allievo.
E ciò non solo e non tanto per garantire la trasmissione appropriata dei “contenuti” didattici da insegnare, ma – soprattutto – per mantenere attivo il “contenitore” scuola attraverso il quale il bambino mantiene in vita quei rapporti extrafamigliari, quelle abitudini quotidiane e di orari e scadenze, così fondamentali per vivere questa difficile fase della loro vita.
Orbene, a distanza di oltre quattro settimane, durante le quali tutti si sono dovuti adeguare e formare alle nuove esigenze, molti, troppi studenti della scuola primaria ricevono pochissimo supporto scolastico a distanza, poche pochissime ore di lezione, e pochi materiali di studio. Poca condivisione con la classe, sebbene ormai Google ne abbia reso non solo possibile, ma facile ed intuitiva la modalità, anche per gli insegnati di altra generazione.
Ci siamo interrogati sul perché. Abbiamo fatto qualche indagine ed abbiamo compreso che il problema sta nel contratto di lavoro degli insegnanti, che non possono, seppur nell’emergenza del momento, esser “costretti” all’utilizzo della didattica a distanza. E non certo per le intere sei ore al giorno (ossia la durata del loro impegno quotidiano da contratto in essere), ma neppure ad una sola ora di lezione al giorno.
Il risultato è che non ogni scuola (ripetiamolo il Preside non può intervenire sulle modalità di didattica, può sollecitare ma non imporre agli insegnati come insegnare) fa quello che le pare, ma ogni insegnante di ogni classe, fa quello che, in cuor suo, ritiene opportuno. Alcuni alunni della medesima scuola hanno tre video-lezioni alla settimana di 40 minuti, altri quattro ore di video-lezione la settimana, altri due ore il giorno. Altri nessuna.
Riteniamo pericoloso lasciare che una fase così delicata sia rimessa al buon cuore e alla coscienza dell’insegnate, spesso anche anagraficamente impreparato alla sfida che lo attende. Ed è importante che siano fatte invece valutazioni nazionali ed unitarie di metodo, e che siano superati rilievi e difficoltà sugli strumenti adeguati necessari a ciascun allievo, in base all’età e al percorso scolastico.
Attesa la necessaria formazione di tutti (allievi, genitori e insegnanti) sugli strumenti di DaD (G Suite, Meet e quant’altro) oggi è opportuno ed urgente, per il bene di tutti i nostri figli, che siano descritti i confini del diritto allo studio di tutti e che sia chiarita in modo inequivoco dal Ministero la necessaria presenza fisica, seppur a distanza, degli insegnanti.
I genitori sono oggi, infatti, lasciati soli a gestire materiali didattici, possono non riuscire a gestire il lavoro didattico dei figli, per ragioni di lavoro e di cultura. L’assenza di strumenti tecnologici non può e non deve esser un alibi per l’abbandono, in tutto o in parte, dei ragazzi da parte dei docenti. Consapevoli che nessun altro – non il genitore né il babysitter – potrà oggi colmare quel vuoto psicologico ed il trauma che i ragazzi ed i bambini vivono per l’interruzione dei rapporti con i compagni e con i propri maestri.
Gli insegnanti sono gli unici che potranno garantire quell’ambiente psicologico e formativo, senza il quale l’impatto umano per i nostri figli sarà ancor più marcato. Devono tutti fare la propria parte. Il Ministero li guidi e li indirizzi. E se del caso, li obblighi.
(Claudia Moretti, legale, consulente Aduc)

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Famiglie in difficoltà per spesa più cara

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

“Chiediamo che il Governo incontri anche le associazioni di consumatori sulla fase 2″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non ci sono solo i protocolli per la ripartenza delle imprese, ma vanno ridefinite anche le regole sugli spostamenti dei loro clienti, se vogliamo che l’economia lentamente riparta” prosegue Dona.”In questo mese chi abita in un piccolo comune, dove ci sono solo negozi di vicinato, ha pagato fino al 30% in più rispetto a quando faceva la spesa in un centro commerciale, cosa molto grave per le famiglie in difficoltà economica, che magari hanno un familiare in cassa integrazione. Inoltre, non ha trovato la gran parte dei prodotti alimentari che era solito acquistare, visto che in un ipermercato si trovano fino a 40 mila referenze, mentre in un piccolo negozio se ne trovano poche centinaia. Questo sacrificio non può durare all’infinito. E’ un problema che va affrontato, specie perché non si comprende come mai si possa uscire per andare a comperare un libro o il vestitino del bambino, ma non si possa andare nel supermercato dove eravamo soliti fare acquisti solo perché collocato nel comune accanto a quello dove si risiede” aggiunge Dona. “Una regola che non ha molto senso dal punto di vista sanitario. Infatti, sono molto più pericolosi quei consumatori che escono tutti i giorni a comperare 2 o 3 cose rispetto a quelli che vanno una volta ogni 15 giorni in un centro commerciale a fare la spesa tutta insieme. Inoltre, è più facile rispettare la distanza di un metro in un grande supermercato rispetto ad un piccolo negozietto. Infine, durante il viaggio in auto necessario per raggiungere il supermercato fuori del comune non si può contagiare nessuno, mentre se bisogna fare 4 file invece di 1 per poter comperare pane, alimentari, carne e frutta il rischio di contagio sale. Per questo chiediamo che nella fase 2 si possa uscire dal proprio comune, se dove si abita non ci sono supermercati o centri commerciali. Si può al limite porre il vincolo che si possa andare solo in quei supermercati dove si ha già la tessera fedeltà, così da evitare che i furbetti del quartierino se ne possano approfittare” conclude Dona.

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Bere ogni giorno la giusta quantità di acqua è essenziale per tutti

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Ma lo è in particolare per i bambini: si tratta di un gesto semplice ma fondamentale acquisire fin da piccoli per mantenere in salute l’organismo e le capacità cognitive. A maggior ragione in questo periodo in cui la normale routine, sia degli adulti che dei bambini, è venuta meno non bisogna abbandonare le buone abitudini a partire da quella di bere ogni giorno la giusta quantità di acqua in modo da mantenere l’organismo correttamente idratato.Grazie alla maggiore presenza e supervisione dei genitori, questi giorni possono essere utili per insegnare e rafforzare nei bambini la buona abitudine di bere acqua.Come recentemente confermato da uno studio pubblicato su The Journal of Nutrition[1] bere la giusta quantità di acqua può influenzare alcuni aspetti delle prestazioni cognitive dei bambini. Un team di ricercatori dell’Università dell’Illinois ha effettuato degli esperimenti su due gruppi di bambini tra i 9 e gli 11 anni di età: al primo era stata limitata l’assunzione di acqua, invece al secondo era stato fatto assumere il giusto quantitativo. I risultati hanno mostrato che i bambini con maggiore idratazione hanno ottenuto risultati migliori sulle attività e i test effettuati ed hanno riscontrato una maggiore flessibilità cognitiva.“L’acqua supporta molte funzioni essenziali nella vita quotidiana di tutti, ma nei bambini, in particolar modo, esistono specificità fisiologiche che necessitano di un giusto equilibrio idrico, come ad esempio la progressiva maturazione della funzione renale che si protrae fino a circa 2 anni di età.– spiega la dottoressa Elisabetta Bernardi, Biologa specialista in Scienza dell’Alimentazione e membro dell’Osservatorio Sanpellegrino – In più i bambini avendo un più alto rapporto di superficie epiteliale rispetto alla massa corporea hanno una maggiore sudorazione e quindi una maggiore perdita d’acqua attraverso la pelle che va quindi reitegrata”.
Ecco quindi perché è fondamentale acquisire e mantenere abitudini sane fin dall’infanzia in modo che si possano poi protrarre fino nell’età adulta: i bambini che bevono poca acqua diventano adulti che bevono poca acqua con potenziali conseguenze per la salute a 360 gradi.

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Covid, la sanità lombarda e RSA sotto inchiesta

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Nel sistema delle case di riposo qualcosa non ha funzionato. “Regione – denuncia il gruppo consiliare del M5S di Regione Lombardia – ha fatto un errore aprendo le porte delle Rsa ad un reparto Covid e non ha applicato controlli e protocolli efficaci nei primi giorni dell’emergenza ”. Alla luce delle dichiarazioni, delle denunce, riportate per mezzo stampa e soprattutto con l’avvio delle indagini da parte delle diverse procure provinciali lombarde, il M5S di regione Lombardia si è affiancato alle magistrature: “L’azione messa in campo – spiega il consigliere lombardo del M5S Marco Degli Angeli -, nasce con lo scopo di giungere ad una verità. In modo congiunto, il Consiglio del gruppo 5S ha quindi elaborato domande puntuali alle ATS e Regione che si son poi formalizzate mediante accesso ad atti ufficiali. Il nostro intento – spiega Degli Angeli – è quello di fornire alle procure provinciali, che hanno già hanno aperto diversi fascicoli, tutti quei dati che ci è stato possibile richiedere in ottemperanza al nostro mandato in modo chiaro e trasparente”. Come è stata gestita l’emergenza sanitaria, e perché le Rsa non sono state protette in modo adeguato “soprattutto quando – sottolinea Degli Angeli – come gruppo consiliare e in tempi non sospetti, denunciavamo le numerose criticità che emergevano da testimonianze di lavoratori delle Rsa ?”.
Queste le domande di partenza, quando i drammatici dati forniti dai tanti medici e dai quotidiani, purtroppo, parlano chiaro.
Il dado è tratto: le domande sono state poste, ora c’è l’attesa delle risposte che aiuteranno la magistratura a far chiarezza. “Come consiglieri del M5S – puntualizza Degli Angeli – ci siamo messi a disposizione con tutti gli strumenti previsti dal nostro mandato ispettivo istituzionale e, in modo congiunto, abbiamo elaborato un accesso agli atti presso tutte le Ats di rispettiva competenza. Abbiamo indagato, ad esempio, sul personale e su come questi sia stato gestito. Abbiamo cercato chiarimenti sulla mancanza di tamponi e dpi, sull’eventuale correlazione con l’aumento dei decessi e, soprattutto, abbiamo chiesto spiegazioni su come le diverse RSA abbiano cercato di sopperire alla carenza di dpi nell’operare quotidianamente. Precisa Degli Angeli: “Il nostro intento, giungendo ad una adeguata ricostruzione dei fatti, è quello di contribuire a un miglioramento o se necessario ad una riqualifica della sanità lombarda”.

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“Auguri a Carlo Bonomi dagli editori italiani”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Siamo certi che, alla guida di Confindustria, saprà e vorrà valorizzare il sapere, la conoscenza e l’istruzione come fondamento della crescita italiana” “La designazione da parte del Consiglio Generale di Confindustria di Carlo Bonomi alla guida di Confindustria avviene in uno dei momenti più drammatici della storia recente del Paese – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi –. Al Presidente designato, dopo la conferma dell’Assemblea di maggio, spetterà il compito di guidare con autorevolezza Confindustria non solo per accompagnare le imprese fuori dall’emergenza, ma per far sì che l’industria stessa costituisca l’asse portante di una rinascita dell’intero Paese”. “A Carlo Bonomi – conclude Levi –, certi che saprà e vorrà valorizzare il sapere, la conoscenza, l’istruzione come fondamento e condizione della crescita delle persone, della società, dell’economia, i migliori auguri da parte degli editori italiani”.

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Lombardia: “Dalla Giunta solo slogan”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

“Sono dovuti passare due mesi, dall’inizio dell’emergenza, prima di ottenere un confronto con la Giunta. Nel frattempo abbiamo assistito a un susseguirsi di errori, contraddizioni e scelte dalle conseguenze nefaste. Oggi sentiamo parlare di fase due, di 4D. Però nessuno ha ancora spiegato come faranno i genitori a tornare a lavorare, con le scuole chiuse e i nonni in quarantena. Proprio come obbligare tutti ad indossare una mascherina, senza che questa sia stata distribuita. O peggio, come costruire un ospedale sapendo di non avere il personale da far lavorare al suo interno. Slogan e promesse, tradotti dai fatti in ciò che realmente erano: le parole incoerenti di una Giunta allo sbando e in piena crisi decisionale” così il Consigliere Regionale Massimo De Rosa, in merito alla proposta di risoluzione al voto oggi in Consiglio Regionale.
“Dalla Giunta mi sarei aspettato l’umiltà necessaria al fine di lavorare a testa bassa, tutti insieme. Ho visto invece operazioni di marketing e conferenze stampa, con annessi assembramenti illegali. Hanno spolpato sanità pubblica, sovvenzionato quella privata, tagliato i posti letto e le terapie intensive negli ospedali, il tutto mentre foraggiavano un sistema di nomine politiche per amministrare la sanità regionale. Se la politica sceglie i vertici poi se ne assume le responsabilità. Perché arrivati a questo punto le cose sono due: o è incompetente chi è stato scelto, oppure chi ha scelto.
Oggi abbiamo presentato le nostre proposte. Occorre ripartire dal sostegno economico alla Sanità pubblica e alla medicina territoriale di modo da potenziare la prevenzione, dal momento che puntare tutto sulla cura significa gravare gli ospedali in maniera insostenibile. Abbiamo chiesto una commissione d’inchiesta per accertare fatti e responsabilità. Non di scovare i colpevoli, quello spetta alla magistratura, piuttosto di far luce sui fallimenti di questo sistema, di modo da evitare si continuino a ripetere i medesimi errori” conclude De Rosa.

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Coronavirus: Si oscilla tra due schizofrenie

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

“La mia sensazione e’ che si sia oscillati tra due schizofrenie. Una negazionistica all’inizio, durante la quale, di fronte a qualcuno che gridava con allarme il pericolo di una pandemia imminente, gli esperti virologi dicevano che non c’era nessun rischio e che erano inutili gli allarmismi. La seconda schizofrenia riguarda, invece, un’idea organizzativa che non e’ praticabile a lungo. Quella per la quale si possa tenere chiuso un Paese aldila’ di una certa soglia, quindi se non si morira’ di virus si morira’ di fame”. Lo dichiara alla Dire lo psichiatra Alessandro Meluzzi, analizzando l’operato del governo sia nella fase iniziale di reazione alle notizie sul Coronavirus, che in quella successiva e relativa al contenimento dei contagi. “Abbiamo avuto una follia prima ed una dopo, portate dagli esperti e dal governo. Ci potrebbero essere due sospetti- prosegue lo psichiatra- o che ci troviamo di fronte a dei livelli di incompetenza sorprendenti, oppure che tutto questo abbia un doppio significato per realizzare altre funzioni, come la ‘tosatura’ del Paese”. Sulle misure di sostegno economico, Meluzzi aggiunge: “Sono risibili, e credere di salvare le partite Iva con 600 euro dati 4 mesi dopo e’ semplicemente ridicolo. Credo anche – sottolinea lo psichiatra – che la proposta di aumentare l’indebitamento delle imprese e degli artigiani, alla vigilia del pagamento delle tasse, serva solo al fisco e alle banche, non a chi si indebitera’. Per quanto riguarda il Mes- conclude- e’ uno strumento utile alla Germania per ‘tosare’ un’economia crollata, ‘sgattando’ tra le rovine per cercare l’argenteria da rubare”.

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Coronavirus response: EUMOFA’s weekly data and trends analysis

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

The fishery and aquaculture sectors are among the most immediately impacted by the crisis. EUMOFA is releasing a weekly COVID-19 bulletin in order to inform the sector as quickly as possible on the evolution of the markets along the entire value chain, based on the most recent data on first sales, production and trade of fishery and aquaculture products. The data and analyses proposed are accurate to EUMOFA experts’ best knowledge but are of course subject to availability of information in the short-term and to intrinsic volatility of the current situation.
In week 15, available first-sales data for a handful of EU Member States shows increase in first-sales prices for several groundfish and flatfish species. The increase in first-sales prices can be due to increase in demand for the Easter holidays. However, it should be noted that volumes sold at first-sale stage were in general low, and at local level some species still suffered marked decline in prices.
In Spain, at the end of week 15, CEPESCA and FEDEPESCA report that more than 50% of fisheries and almost 100% of distribution are still active. Prices at first sale, although volatile, are recovering.
In France, fishing activity and landing volumes are still low, but some smaller auctions have reopened yet with limited activity. FranceAgriMer data on weekly auction sales (excluding the Mediterranean) show that, compared with week 14, volume were stable (+2%, mostly due to a strong increase of scallop volumes) and average prices slightly increased (+9%). Trends vary a lot across species.
In five Danish auctions (Hanstholm, Hirtshals, Strandby, Grenaa and Skagen), daily average volumes were slightly higher over the three working days in week 15 compared to the five days in week 14. Prices showed an increasing trend in week 15, with large variations across species.

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23 aprile: Giornata Mondiale del Libro

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

La diretta partirà alle ore 10.00 di giovedì 23 aprile e si concluderà alle ore 20:00. Nelle giornate precedenti al 23 aprile sarà possibile iscriversi sulla pagina Facebook dell’evento, o tramite email info@leggeretutti.it ricevendo aggiornamenti ed eventuali variazioni sul programma. Sarà inoltre possibile prenotare copie dei libri con dedica degli Autori e chi vorrà riceverà in omaggio l’ultima copia di “Leggere:tutti” in formato digitale.Da 10 anni “Leggere:tutti” organizza la Nave dei libri per Barcellona in occasione della Festa di San Giorgio, i libri e le rose che si tiene nella città catalana il 23 aprile, giornata mondiale del libro. A causa del Coronavirus nel 2020 non avrà luogo la traversata verso Barcellona con la Nave, ma si potrà comunque “Navigare tra i libri e le parole”. “Leggere:tutti” ha infatti coinvolto scrittori, musicisti, attori e tutti coloro che in 10 anni sono stati, o sarebbero stati nel 2020, protagonisti sulla Nave dei libri ad un grande evento in diretta che si svilupperà per tutta la giornata di giovedì 23 aprile, con interventi, presentazioni di libri, musiche, performance teatrali, che si svilupperanno intorno a tre parole: “Cooperazione, Solidarietà e Gratitudine”.
A partire dalle ore 10:00, Annalisa Nicastro, Sergio Auricchio, Sandro Capitani, Luisa Sodano, Bruno Gambacorta e Gianni Zagato coordineranno gli incontri tramite skype e canale youtube con: Eraldo Affinati, Viola Ardone, Paolo Ambrosini, Antonio Aprile, Allegra Bartalucci, Olivia Belli, Renato Bernardi, Annarita Briganti, Valerio Calzolaio, Massimo Carlotto, Ascanio Celestini, Katia Colica, Claudio Damiani, Maurizio De Giovanni, Stanislao de Marsanich, Oscar di Montigny, Antonello Giannelli, Pietro Greco, Giordano Bruno Guerri, Veit Heinichen, Mimmo Locasciulli, Pierluigi Lopalco, Gino Manfredi, Stefano Mantegazza, Giusy Mantione, Giuseppe Marchetti, Melania Mazzucco, Peppe Millanta, Carlo Ottaviano, Fabrizio Paterlini, Telmo Pievani, Plutonium Baby, Roberto Riccardi, David Riondino, Eugenia Romanelli, Valerio Rossi Albertini, Carlotta Rondana, Donald Sassoon, Gaetano Savatteri, Silvia Scapinelli, Maurizio Serra, Peppe Servillo, Marco Spagnoli, Simona Sparaco, Emanuele Trevi, Valerio Varesi, Andrea Vitali, Massimo Zamboni, Giorgio Zanchini, Voci nel Deserto.Gli autori saranno a disposizione degli utenti collegati per rispondere alle domande che otranno essere rivolte attraverso email, Whatsapp e Whatsapp Audio.

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Sostegno: Anief impugna la circolare sugli organici 2020/21 e avvia il contenzioso nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Il Ministero dell’istruzione ha disposto la trasformazione di soli 1.090 posti in deroga su sostegno in organico di diritto, pari a meno del 2% dei posti in deroga totali. Eppure, la sentenza dello scorso anno del TAR Lazio era stata chiara nell’imporre al ministero di rivedere la consistenza dell’organico di diritto sulla base delle effettive esigenze. Anief avvia, quindi, il ricorso gratuito per ottenere la trasformazione di tutti i posti in deroga sull’intero territorio nazionale. Adesioni entro l’8 maggio sul portale Anief per i docenti.
Marcello Pacifico (Anief): La trasformazione di migliaia di posti in organico di diritto non è solo una battaglia per le immissioni in ruolo e per la mobilità dei docenti, ma soprattutto per il diritto degli studenti disabili e delle loro famiglie al sostegno e alla continuità didattica, soprattutto alla luce delle difficoltà ulteriori causate dall’emergenza sanitaria.Solo pochi mesi fa la storica sentenza n. 149/19 del TAR Lazio aveva dato ragione al giovane sindacato, stabilendo come il ministero abbia l’obbligo di attivare il numero di posti di sostegno in base alle effettive esigenze degli alunni disabili e debba rilevare con precisione il fabbisogno di docenti di sostegno su tutto il territorio nazionale per assicurare, non solo il diritto all’istruzione e all’integrazione degli studenti con bisogni speciali, ma anche la continuità didattica attraverso un organico stabile e specializzato.
La circolare 487 del 10 aprile 2020 sugli organici, però, trasforma solo una minima parte dei posti in deroga su sostegno in organico di diritto. Secondo la nota, infatti, “la dotazione dell’organico dell’autonomia – posti di sostegno – è incrementata di 1.090 posti”. Un aumento non soddisfacente a fronte dei 65.890 posti di sostegno attivati “in deroga” e, dunque, non disponibili per le assunzioni a tempo indeterminato e per la mobilità.Da Viale Trastevere, quindi, la decisione di tirare dritto nonostante la sentenza del TAR Lazio abbia già bocciato la prassi fino ad oggi utilizzata dal Ministero dell’istruzione di ricorrere in modo massivo ai cosiddetti posti in deroga che, a differenza dell’organico di diritto, fotografano una situazione che si vorrebbe eccezionale e transitoria, senza quindi riconoscerne la dimensione strutturale. Un artificio, quello dei posti in deroga, che per mere esigenze di cassa in questi anni ha legato l’organico di diritto di sostegno al numero di posti di sostegno attivati nell’anno scolastico 2006/07, ignorando così l’aumento costante delle iscrizioni di studenti disabili che da allora frequentano la scuola.La situazione è critica in tutto il Paese, raggiungendo vette persino paradossali in Piemonte, dove nella provincia di Torino l’organico di sostegno in deroga è addirittura superiore a quello di diritto.

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Al Bambino Gesù terapia gioco a distanza con lo “Smart clowning”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Roma – Da quando e’ iniziata l’emergenza Coronavirus anche gli ospedali pediatrici sono stati costretti a sospendere nei loro reparti le attivita’ ludiche per i piccoli pazienti. Ma per non interrompere una quotidianita’ fatta anche di svago e divertimento, l’Associazione Andrea Tudisco Onlus, tra le prime in Europa, ha pensato di attivare una terapia del gioco a distanza, ribattezzata per l’occasione ‘smart clowning’, grazie alla quale i clown dottori, collegati da casa ad un pc, riescono ad interagire con i bambini ricoverati. Per ora l’iniziativa e’ stata attivata nel reparto di cardiochirurgia dell’ospedale Bambino Gesu’ di Roma.
A raccontarlo all’agenzia Dire e’ Tric Trac, alias Ambrogio Scognamiglio, uno dei clown dottori dell’Associazione. “In questo momento di emergenza che ha investito il nostro Paese, con il lockdown totale – dice- non potevamo piu’ raggiungere fisicamente i bambini e le loro famiglie. Allora ci e’ venuta l’idea di attivare una piattaforma, grazie alla quale riusciamo a farci vedere dai bambini che sono collegati tramite tablet, pc o cellulari. Dalle nostre case allestiamo spazi con giochi ed ‘attrezzi’ del mestiere, ci travestiamo e trucchiamo come se dovessimo fare un intervento dal vivo, proponendo le stesse gag che facciamo nelle stanze degli ospedali. Ed e’ una novita’ assoluta, cosi’ lo e’ il periodo che stiamo vivendo. Non sapevamo che tipo di risposta emotiva e di coinvolgimento ci sarebbe stata dall’altra parte dello schermo, ma abbiamo visto che le emozioni positive continuano a generarsi anche a distanza, non solo nei piccoli pazienti che conosciamo perche’ purtroppo ricoverati da tempo in ospedale, ma anche in quelli nuovi”. Mantenere una quotidianita’ fatta di sorrisi e’ ancora piu’ importante per i bambini ricoverati negli ospedali. E spesso sono stati proprio loro a chiedere di poter rivedere i clown dottori. “Assolutamente si’- conferma Scognamiglio – Lo hanno chiesto i bambini ma anche i loro genitori. Dopo una prima fase di assestamento e’ stato fondamentale cercare di ricostruire quel ‘ponte’ tra noi e loro, perche’ non era il caso di far vivere a quei bambini un’ulteriore difficolta’. Per questo abbiamo pensato di attivare una nuova modalita’ di gioco, che sta funzionando e prendendo piede. Anche altre associazioni in Italia stanno pensando di fare lo stesso e ci fa molto piacere”.
Ma come cercate di ‘colorare’ le giornate di questi bambini? “Ci sono dei bambini in isolamento da molto tempo, prima del Coronavirus – fa sapere il clown dottore – perche’ sono immunodepressi oppure ricoverati in reparti particolarmente complessi come l’oncologia o la cardiochirurgia. Noi fondamentalmente cerchiamo di coinvolgerli con giochi, numeri di magia e gag divertenti che, anche se attraverso uno schermo, riescono comunque a generare emozioni positive. È importantissimo non far perdere ai bambini il contatto con la normalita’, con quello che avevano lasciato”. La routine e’ essenziale, dunque, soprattutto se si pensa al fatto che molti di questi bambini non possono da tempo neppure andare a scuola… “Certo – conferma Scognamiglio – Peraltro i reparti oggi sono blindati, non ci sono altre attivita’, si e’ interrotto tutto. Allora questi nostri interventi solo una piccola goccia che pero’ regala ai bambini e ai loro genitori un momento di sollievo e leggerezza durante le giornate”. La figura professionale del clown dottore riesce ad alleggerire i momenti di tensione che possono crearsi nello staff medico e paramedico. “Lo ‘smart clowning’ agisce a 360 gradi su tutto il reparto- racconta ancora Scognamiglio- Noi principalmente ci dedichiamo ai bambini e alle loro famiglie, ma ci capita spessissimo di accompagnare i medici e gli infermieri in momenti delicati come i prelievi, gli attimi immediatamente precedenti all’ingresso in sala operatoria o durante medicazioni molto dolorose. Ovviamente noi supportiamo in primo luogo i bambini, cercando di far vivere loro quei momenti in maniera meno traumatica e’ spaventosa”. Il clown dottore fa poi sapere che spesso anche medici ed infermieri fanno ‘irruzione’ sugli schermi di pc e tablet durante lo smart clowning “e questo ci fa molto piacere- dice- anzi sono proprio loro che si stanno prodigando a fare da tramite, andando in giro nei reparti a distribuire i device elettronici”. Interpellato infine sulle emozioni che ‘riporta a casa’ a fine giornata, Scognamiglio cosi’ risponde: “Riporto a casa diversi colori, da quelli piu’ intensi e luminosi a quelli piu’ scuri e cupi. Ma anche quando l’uomo dietro al clown e’ magari un po’ piu’ triste e spento, ripensando alle risate che e’ riuscito a generare nei bambini sicuramente riacquista ancora piu’ energia e grinta per il giorno successivo”. (fonte: Agenzia Dire)

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La necessità di una banca nazionale di sviluppo e rilancio economico

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Il coronavirus, con la sua diffusione planetaria e i suoi effetti devastanti, condiziona tutti i Paesi, a partire dall’Italia. La sfida del rilancio economico sarà epocale, per tutti. E’ evidente che anche il futuro dell’Unione europea passa inevitabilmente attraverso il finanziamento di un programma unitario di investimenti e di sostegni all’occupazione imperniato sull’efficienza e sulla solidarietà.
Ovviamente è opportuno che vi siano anche risorse finanziarie nazionali e degli interventi più mirati alle necessità di stabilità sociale e di ripresa economica.La decisione del governo tedesco di mettere in campo 550 miliardi di euro di investimenti nei settori dell’economia reale, attraverso la mediazione della Kreditanstalt fuer Wiederaufbau (KfW) potrebbe essere un esempio virtuoso da seguire. Al di là dei sentimenti pro o anti teutonici, concentriamoci, invece, sul contenuto politico e operativo della scelta fatta dai tedeschi. Si tratta di investimenti veri destinati all’economia, senza inutili mediazioni del sistema bancario privato.
La KfW è una banca di sviluppo pubblica, controllata dal governo federale per l’80% e dai Laender (l’equivalente delle nostre regioni ma con un potere rafforzato) per il 20%. Fu creata nell’immediato dopo guerra per emettere credito e sostenere progetti per la ricostruzione. Era un “tassello” del Piano Marshall dedicato alla Germania. Ottenne presto la possibilità di trasformare gli interessi dovuti agli Stati Uniti in aumenti di capitale proprio, e di ampliare così la sua capacità d’investimento.
Nei decenni passati è stata uno dei principali motori dello sviluppo industriale, infrastrutturale, tecnologico e sociale della Germania fino a diventare un colosso economico. Oggi ha un capitale (equity) di 30 miliardi di euro e investimenti pari a 610 miliardi. La KfW affianca sempre anche le grandi corporation tedesche, come la Siemens, la Daimler o la Mercedes, nella stipulazione di importanti contratti di cooperazione internazionale, siano essi in Cina, in Russia, negli Usa o in altre parti del mondo.Raccoglie capitali sui mercati finanziari con l’emissione di obbligazioni, che dal 1998 per legge sono garantite dallo Stato tedesco. Li trasforma poi in crediti per investimenti in vari settori produttivi, infrastrutture, edilizia sociale, innovazione, nuove tecnologie e in sostegno forte alle imprese. Lo fa attraverso una rete di enti che ha creato e che controlla, come il fondo per le PMI, quelli per l’export, per lo sviluppo regionale e locale, per le nuove fonti di energia, per l’ambiente, per la cooperazione internazionale, ecc. Nel 2008 ha creato anche la IPEX Bank che sostiene le imprese tedesche ed europee in progetti internazionali e nelle loro operazioni di export. Oggi ha un volume di business superiore agli 80 miliardi di euro.
La KfW, inoltre, è esentata dai requisiti di capitale e dalle regole dell’Unione bancaria, così come lo sono le banche tedesche di sviluppo regionale, le Landesbank. In verità, anche il nostro Medio Credito Centrale (MCC) nel 1953 fu creato su questo modello ma con molti meno poteri e meno autonomia. Oggi, com’è noto, realizza e integra le politiche pubbliche a sostegno del sistema produttivo, in particolare delle Pmi. Una mission molto importante che, purtroppo, è rimasta confinata entro dimensioni troppo limitate. Anche la nostra Cassa Depositi e Prestiti (CDP) è molto simile alla struttura della KfW. A confronto, però, è anch’essa molto più limitata nelle sue attività. Entrambe sono attive in parecchie operazioni congiunte, per esempio, nel Long Term Investors Club (LTIC). Quest’ultimo, si ricordi, dopo la Grande Crisi del 2008 è stato creato proprio con il compito di promuovere investimenti produttivi e infrastrutturali di lungo periodo in alternativa alla disastrosa finanza “mordi e fuggi”.
Per statuto la nostra CDP, che gestisce ingenti capitali generati dalla raccolta di risparmio popolare (oltre 342 miliardi di euro) attraverso le obbligazioni emesse dalle Poste Italiane, è “ingessata” su operazioni specifiche relative agli investimenti locali. Da qualche anno ha creato anche un fondo di sostegno agli investimenti nelle Pmi e ha dovuto cambiare lo statuto per avere la possibilità di operare anche nell’internazionalizzazione dei mercati a sostegno delle imprese italiane che esportano e operano all’estero. Prima non era consentito. L’emergenza economica provocata dal coronavirus, con la sospensione del Patto di stabilità europeo, potrebbe diventare l’opportunità, la classica “window of opportunity”, per ripensare e rimodellare certi enti italiani. Senza inventare cose nuove si potrebbe “copiare” ciò che la Germania ha fatto e dare alla nostra CDP gli stessi poteri e le stesse prerogative della KfW. Certo non si risolverebbero i gravi problemi storici dell’Italia, quali un debito pubblico troppo elevato, un’evasione fiscale sproporzionata, una corruzione intollerabile, una burocrazia inefficiente e tasse elevate su produzione e lavoro. Questi sono problemi e sfide ineludibili per lo Stato italiano. Ma, almeno, avremmo un ente, una sorta di banca nazionale per lo sviluppo, certamente più controllata e più efficiente. Si tenga presente, inoltre, che i 550 miliardi di euro di investimenti annunciati dal governo tedesco non vanno a incrementare il debito pubblico nazionale. Saranno gestiti dalla KfW che, in quanto ente indipendente, non entra nel computo del bilancio nazionale. Lo stesso avverrebbe con l’utilizzo della CDP “rafforzata”.
Qualsiasi aumento della spesa pubblica da parte del nostro governo, sia per l’emergenza sia per altre esigenze, andrà, invece, ad aumentare direttamente il nostro debito pubblico. Non si tratterebbe di una furbizia ma di un semplice ritorno all’idea della “banca nazionale per lo sviluppo”. Guardando oltre l’attuale emergenza, il presidente Mattarella giustamente ha detto che “per rinascere ci è richiesta la stessa unità del dopoguerra”. E noi, più modestamente, riteniamo siano necessari anche istituzioni, tempi e programmi economici simili. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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