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Sostegno: Anief impugna la circolare sugli organici 2020/21 e avvia il contenzioso nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Il Ministero dell’istruzione ha disposto la trasformazione di soli 1.090 posti in deroga su sostegno in organico di diritto, pari a meno del 2% dei posti in deroga totali. Eppure, la sentenza dello scorso anno del TAR Lazio era stata chiara nell’imporre al ministero di rivedere la consistenza dell’organico di diritto sulla base delle effettive esigenze. Anief avvia, quindi, il ricorso gratuito per ottenere la trasformazione di tutti i posti in deroga sull’intero territorio nazionale. Adesioni entro l’8 maggio sul portale Anief per i docenti.
Marcello Pacifico (Anief): La trasformazione di migliaia di posti in organico di diritto non è solo una battaglia per le immissioni in ruolo e per la mobilità dei docenti, ma soprattutto per il diritto degli studenti disabili e delle loro famiglie al sostegno e alla continuità didattica, soprattutto alla luce delle difficoltà ulteriori causate dall’emergenza sanitaria.Solo pochi mesi fa la storica sentenza n. 149/19 del TAR Lazio aveva dato ragione al giovane sindacato, stabilendo come il ministero abbia l’obbligo di attivare il numero di posti di sostegno in base alle effettive esigenze degli alunni disabili e debba rilevare con precisione il fabbisogno di docenti di sostegno su tutto il territorio nazionale per assicurare, non solo il diritto all’istruzione e all’integrazione degli studenti con bisogni speciali, ma anche la continuità didattica attraverso un organico stabile e specializzato.
La circolare 487 del 10 aprile 2020 sugli organici, però, trasforma solo una minima parte dei posti in deroga su sostegno in organico di diritto. Secondo la nota, infatti, “la dotazione dell’organico dell’autonomia – posti di sostegno – è incrementata di 1.090 posti”. Un aumento non soddisfacente a fronte dei 65.890 posti di sostegno attivati “in deroga” e, dunque, non disponibili per le assunzioni a tempo indeterminato e per la mobilità.Da Viale Trastevere, quindi, la decisione di tirare dritto nonostante la sentenza del TAR Lazio abbia già bocciato la prassi fino ad oggi utilizzata dal Ministero dell’istruzione di ricorrere in modo massivo ai cosiddetti posti in deroga che, a differenza dell’organico di diritto, fotografano una situazione che si vorrebbe eccezionale e transitoria, senza quindi riconoscerne la dimensione strutturale. Un artificio, quello dei posti in deroga, che per mere esigenze di cassa in questi anni ha legato l’organico di diritto di sostegno al numero di posti di sostegno attivati nell’anno scolastico 2006/07, ignorando così l’aumento costante delle iscrizioni di studenti disabili che da allora frequentano la scuola.La situazione è critica in tutto il Paese, raggiungendo vette persino paradossali in Piemonte, dove nella provincia di Torino l’organico di sostegno in deroga è addirittura superiore a quello di diritto.

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