Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 20 aprile 2020

Replica della Siae alle dichiarazioni dell’Onorevole Federico Mollicone sulle tariffazioni Siae per gli spettacoli online

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

“In riferimento al lancio della Fidest dal titolo https://fidest.wordpress.com/2020/04/19/piu-soldi-per-i-lavoratori-dello-spettacolo/ pubblicato il 19 aprile vengono riportate le dichiarazioni dell’Onorevole Federico Mollicone relativamente alle nuove tariffe SIAE per gli spettacoli online, l’Ufficio Stampa SIAE, Società Italiana degli Autori ed Editori, ha ritenuto doveroso fare talune precisazioni: “Innanzitutto va sottolineato che, contrariamente a quanto affermato dall’On. Mollicone il diritto d’autore non è una tassa, ma costituisce la remunerazione del lavoro degli autori che risentono, come e forse più di tutti gli altri operatori del settore, della crisi causata dall’emergenza sanitaria che stiamo fronteggiando. Proprio per facilitare una tipologia nuova di utilizzo del repertorio teatrale e lirico, nata nel periodo particolare che stiamo vivendo, SIAE ha varato tariffe sperimentali sensibilmente più basse di quelle oggi previste per le rappresentazioni dal vivo usate come parametro di partenza, e modulate in modo da tenere conto della diversa tipologia di utilizzazione e anche della gratuità della messa a disposizione. Per queste ultime utilizzazioni, cioè per quelle gratuite, SIAE non si è limitata a ciò, ma ha messo a disposizione con risorse proprie (e ben prima che fosse richiesto dall’On. Mollicone) uno specifico fondo proprio per supportarle e per massimizzare iniziative gratuite e di diffusione del repertorio per il pubblico a casa. Il sostegno è stato avviato oramai un mese fa e abbiamo ricevuto già moltissimi ringraziamenti da parte di teatri e biblioteche (a solo titolo di esempio il Teatro La Pergola, il circuito delle Biblioteche di Roma Capitale e la manifestazione Maggio dei libri).Dispiace molto che l’On. Mollicone, che pure è persona che stimiamo e riveste un delicato ruolo istituzionale, non sia informato e così denigri non tanto SIAE quanto i suoi 90.000 associati autori ed editori.Spiace anche che non sia informato che SIAE ha speso un milione di euro a supporto della campagna del governo #IORESTOACASA con abbonamenti gratuiti di musica e cinema riservati ai giovani tra i 18 e 30 anni e che per i propri iscritti, sempre tra i 18 e 30 anni, abbia messo a disposizione un numero di kit tecnologici audio e video. Tra le altre iniziative si ricorda il sostegno per 100.000 euro al portale gratuito di Enciclopedia Treccani per Scuole e Università. Ricordiamo ancora all’On. Mollicone che abbiamo già istituito, nell’immediato e a breve, fondi di sostegno straordinari per oltre 120 milioni di euro (senza aver attinto nemmeno un centesimo di euro dallo Stato Italiano): dai pacchi alimentari che stiamo mandando a casa degli associati in maggiore difficoltà, ai contributi straordinari (5 mila euro) ad associati che usufruivano del contributo di solidarietà. In ultimo ma non meno importante abbiamo promosso la petizione #festadeicamicibianchi, per ricordare anche in futuro il lavoro e i sacrifici di tutti quelli che lavorano nelle strutture sanitarie. Siamo certi che si è trattato di un “incidente” e confermiamo i sensi della nostra stima all’On. Mollicone”.

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Agenda settimanale Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Bruxelles Settimana 20 – 26 aprile 2020: Commissioni e gruppi politici Al fine di contrastare la diffusione del COVID-19, il Parlamento europeo sta riducendo il numero di riunioni fisiche nelle sue sedi, senza però compromettere il suo ruolo nel controllo democratico e la sua capacità di adottare le misure legislative necessarie a combattere il virus e sostenere cittadini, consumatori, imprese e servizi di emergenza.
All’interno del Parlamento verrà sempre rispettata la distanza sociale di un metro e mezzo. Le attività parlamentari, come le riunioni delle commissioni e le sessioni plenarie, saranno trasmesse via web e potranno essere seguite dai media senza la necessità di una presenza fisica. Gli eurodeputati, i commissari e i rappresentanti del Consiglio avranno la possibilità di prendere parte alle riunioni in teleconferenza.
Consiglio europeo e risposta al COVID-19. Il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, presenterà ai capi di Stato e di governo dell’Unione la risoluzione in cui i deputati chiedono una azione comune anche per la cosiddetta fase due, “recovery bond” garantiti dal bilancio europeo e un Fondo di solidarietà UE per il coronavirus di almeno 50 miliardi (Giovedì).
Il Presidente dell’Eurogruppo, Mário Centeno. In vista della riunione del Consiglio europeo prevista per il 23 aprile, la Commissione Problemi economici e monetari discuterà delle politiche tese a far fronte alle conseguenze economiche e sociali della crisi con il Presidente dell’Eurogruppo Mário Centeno (Martedì).
Esportazione di mascherine protettive. I deputati della Commissione Commercio internazionale discuteranno con il commissario al commercio Phil Hogan dell’estensione dell’obbligo di autorizzazione per l’esportazione di mascherine protettive e dell’impatto del COVID-19 sugli scambi commerciali (Martedì).
Stato di diritto, democrazia e diritti fondamentali durante la pandemia. La commissione Libertà civili affronterà il tema dello stato di diritto in Polonia con il ministro della Giustizia polacco Zbigniew Ziobro, il commissario alla giustizia Didier Reynder, l’ambasciatrice Irena Andrassy (in rappresentanza della presidenza croata) e il commissario polacco per i diritti umani Adam Bodnar. Subito dopo valuteranno le misure emergenziali adottate negli stati membri con particolare riguardo per l’Ungheria, ascolteranno il gruppo di lavoro sullo stato di diritto e discuteranno del Report annuale sullo stato di diritto con il Commissario Reynders (Giovedì).
Impatto del COVID-19 sul turismo. I parlamentari della Commissione Trasporti e turismo terranno un dibattito con il commissario al mercato interno Thierry Breton sulla risposta della Commissione all’impatto che la crisi sta avendo sul settore del turismo (Martedì).
Bilancio pluriennale e risposta al COVID-19. La Commissione Sviluppo regionale discuterà con il vicepresidente esecutivo della Commissione Valdis Dombrovskis e la commissaria alla coesione e riforme Elisa Ferreira sul futuro della politica di coesione all’interno del prossimo bilancio pluriennale. La discussione dovrebbe anche toccare il ruolo delle piccole e medie imprese, i prossimi passi in tema di riforme della politica di coesione e le conseguenze sociali della crisi.Crisi COVID-19 e Green Deal europeo. La Commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare affronterà il tema della risposta dell’Unione al COVID-19 con la commissaria alla sicurezza alimentare Stella Kyriakides e il commissario per la gestione delle crisi Janez Lenarčič. Con il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, invece, discuteranno del Green Deal europeo e della Legge sul Clima.Impatto del COVID-19 sulla politica estera UE. I deputati della Commissione Affari esteri e delle sottocommissioni Diritti dell’uomo e Sicurezza e difesa analizzeranno le ricadute della pandemia sulla politica estera dell’Unione europea con l’Alto rappresentante Josep Borrell. Subito dopo, la Commissioni Affari esteri e la sottocommissione Diritti dell’uomo discuteranno con Borrell il piano di azione UE 2020-2024 sui diritti umani e la democrazia.

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Parte la fase School Labs del progetto LetsApp

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Samsung e il Ministero dell’Istruzione annunciano oggi l’inizio di Samsung School Labs, la seconda fase di LetsApp – Solve for Tomorrow Edition (www.letsapp.it), la terza edizione del progetto rivolto a tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, pensato al fine di sensibilizzare i giovani ad un diverso utilizzo del digitale. Grazie a School Labs, ognuno dei 9 gruppi finalisti (di seguito lista con il dettaglio dei progetti e dei gruppi), sulla base dei progetti consegnati tra le quasi 600 proposte ricevute dalle scuole di tutta Italia tra novembre 2019 e il 31 marzo scorso, parteciperà ad un workshop da remoto, organizzato con l’obbiettivo di aiutare gli studenti nello sviluppo delle loro soluzioni. I workshop saranno suddivisi in due fasi, previste a partire da oggi 17 al 30 aprile: una sessione di design thinking sul problema che gli studenti hanno identificato, guidata dai tutor di Samsung Italia, con l’obiettivo di perfezionare il progetto in termini di fattibilità, innovazione e sostenibilità; e una seconda fase in cui, assieme ai tutor, gli studenti individueranno il giusto storytelling per raccontare la propria soluzione e verranno indirizzati su alcune tecniche di public speaking per potersi preparare al meglio in vista della selezione finale. Alla fine di Samsung School Labs, il team selezionatore di Samsung Italia e il Ministero dell’Istruzione, sceglierà i 3 progetti più meritevoli per l’hackaton finale della terza edizione di Samsung LetsApp, previsto per maggio 2020.“Da quasi 30 anni, Samsung si impegna per la diffusione della cultura del digitale in Italia, contribuendo concretamente alla causa con diversi progetti formativi rivolti a diverse fasce della popolazione. Tra le iniziative rivolte ai più giovani spicca Samsung LetsApp, che negli ultimi tre anni, insieme ai nostri partner, ci ha permesso di offrire a tutti gli studenti italiani diverse tipologie di competenze, sia soft che digital skill, che si riveleranno sicuramente utili per la formazione professionale delle nuove generazioni. In questo contesto, siamo davvero entusiasti di avviare la fase School Labs della terza edizione di LetsApp, dopo aver accompagnato migliaia di studenti in tutta Italia durante il primo segmento del progetto attraverso un percorso formativo sul digitale, strutturato in 7 diversi moduli, nei quali sono stati alternate nozioni teoriche a demo pratiche” commenta Anastasia Buda, Corporate Social Responsibility Manager di Samsung Electronics Italia.Il nuovo progetto si inserisce nell’ambito delle finalità del Protocollo d’Intesa, sottoscritto in data 1 maggio 2019, tra il Ministero dell’Istruzione e Samsung Electronics Italia per la realizzazione di azioni a supporto dell’innovazione digitale nella scuola italiana, che, tra le altre, individua proprio quella di avvicinare gli studenti al mondo dell’imprenditorialità ed alimentarne lo spirito d’iniziativa. La partecipazione al programma è anche un’occasione per acquisire competenze e maggiore consapevolezza delle proprie attitudini, grazie al confronto con i concetti di progettualità e di learn by doing. Parte integrante della formazione sono le cosiddette “Soft Skills”, competenze trasversali essenziali per un inserimento efficace nel mondo del lavoro, sempre più apprezzate e richieste perché consentono alle aziende di avere risorse in grado di adattarsi con flessibilità e velocità ai cambiamenti del mercato. Obiettivo non secondario del progetto è quello di fornire agli studenti delle conoscenze di base sull’imprenditorialità, sul marketing e sulla comunicazione e di offrire una panoramica su come la tecnologia produca innovazione creativa. Come per la scorsa edizione verranno coinvolti maggiormente anche gli insegnanti attraverso un’apposita area dedicata in modo da poter approfondire gli argomenti anche durante le normali ore di lezione.La piattaforma LetsApp è disponibile al seguente link: http://www.letsapp.it

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Tamponi e test sangue per tutti operatori penitenziari

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

“Non possiamo che apprezzare l’iniziativa assunta da alcune regioni, tra cui l’Emilia Romagna e l’Abruzzo, di sottoporre a screening sierologico o a tamponi gli operatori penitenziari. Intervento ancor più apprezzabile da parte nostra perché da tempo chiediamo, inascoltati, all’amministrazione penitenziaria, nella sua responsabilità di datore di lavoro, di garantire la sicurezza in tutte le carceri e al suo personale. Ora tali iniziative devono essere estese a tutto il territorio nazionale”. Ad affermarlo è la Fp Cgil Nazionale.Da tempo, prosegue, “stiamo sollecitando l’Amministrazione Penitenziaria, a livello centrale e periferico, a operare per tutelare tutti coloro che lavorano in carcere, un’istituzione chiusa dove è difficile mantenere la distanza di sicurezza e un eventuale contagio sarebbe difficile da contenere, anche a causa del sovraffollamento dei detenuti. Ora finalmente alcune regioni cominciano a seguire la strada da noi tracciata, ma le responsabilità dell’amministrazione Penitenziaria sulla mancata tutela della salute del personale restano inalterate”.”L’unico modo – aggiunge il sindacato – per tracciare gli asintomatici ed evitare che possano accedere in carcere, è quello di effettuare test al personale della polizia penitenziaria e a quello del comparto ministeri dell’amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile, oltre ovviamente a quello sanitario. Purtroppo, malgrado le nostre diffide, solo in poche regioni ci sono iniziative in tal senso. Siamo già in ritardo e non ci resta molto tempo per evitare che i contagi si moltiplichino, quindi chiediamo ancora una volta l’intervento del Ministro della Giustizia Bonafede affinché tale iniziativa sia estesa a tutto il territorio nazionale”, conclude la Fp Cgil. (da Giorgio Saccoia)

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Mobile commerce

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Parma. Un nuovo importante riconoscimento per l’Ateneo e i suoi ricercatori. Il Marketing Science Institute, prestigiosa organizzazione fondata nel 1961 per portare il meglio della scienza nel complesso mondo del marketing, ha assegnato un research grant al team composto da Beatrice Luceri, Silvia Bellini, Cristina Zerbini, Simone Aiolfi (del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma) e Bijmolt Tammo (Università di Groningen, Olanda). Viene così finanziato uno studio di meta-analisi sull’adozione del mobile commerce che riguarda l’analisi e la codifica di circa 500 articoli accademici.Il progetto mira ad aggiornare ed espandere la conoscenza dei comportamenti di acquisto tramite mobile, adottando un approccio interdisciplinare volto a fornire sia implicazioni teoriche che soluzioni manageriali.Il research grant è correlato alla call for papers promossa dal Journal of Retailing (5-Year Impact Factor: 6.254) finalizzata alla pubblicazione dello Special Issue “Data-based Retailing: Review and New Directions”. Lo studio è stato selezionato per essere presentato alla 2020 Marketing Science Conference che si terrà alla Duke University a Durham in North Carolina dall’11 al 13 giugno (virtualmente a causa delle misure di contenimento del Covid-19).

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«Quel progetto di Guarino di rifondare la DC»

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Nel libro di Angelo Polimeno Bottai «Alto tradimento» il giornalista ha ricostruito alcune vicende fondamentali della più recente storia d’Italia partendo dall’archivio del giurista scomparso Giuseppe Guarino, già ministro delle finanze, politico DC e giurista.
«Con Giuseppe Guarino – scrive Bottai – l’Italia non perde solo uno dei suoi più grandi giuristi del Novecento, ma anche un vero patriota e un convinto europeista che si è battuto per la difesa del patrimonio industriale dello Stato e per il rispetto dei principi di democrazia nell’UE, denunciando, in punto di diritto, l’illegittimità del patto di Stabilità e del Fiscal Compact. Nel mio ultimo libro, “Alto Tradimento”, attraverso le sue testimonianze di ministro della Partecipazioni Statali nel governo Amato nel ’92, e attraverso le sue carte, molte delle quali assolutamente inedite, ho avuto modo di approfondire quanto accaduto in alcune fasi delicate della nostra vita Repubblicana: dal caso Baffi Sarchielli alla Banca d’Italia, alle privatizzazioni all’inizio degli anni Novanta, al varo del Patto di Stabilità europeo. Non solo: Guarino, dal 94 all’inizio del ’96, è stato il promotore di una grande trattativa segreta che aveva due obiettivi: rifondare la Democrazia Cristiana e riscrivere alcune parti della Costituzione. Trattativa alla quale hanno partecipato i massimi esponenti delle istituzioni e della politica, dal capo dello Stato Scalfaro al premier Dini, da Berlusconi a D’Alema ai vertici della Chiesa Cattolica. Carte che Guarino ha voluto affidarmi perché venissero pubblicate per la prima volta al fine di lasciare memoria di un altro passaggio, purtroppo concluso senza risultati, della nostra recente vita repubblicana. Ora Guarino ci lascia proprio in un momento delicato per l’Europa e per il nostro rapporto dentro l’UE. Solo una coincidenza. Ma speriamo serva a ricordarci di fare uso dei suoi preziosi insegnamenti» Attraverso un percorso storico basato su documenti e testimonianze del tutto inediti e messi a disposizione da Giuseppe Guarino, «Alto Tradimento» ricostruisce vicende cruciali della nostra storia recente. Tra queste: le privatizzazioni, la gigantesca dismissione dell’apparato industriale dello Stato contrassegnata da feroci scontri politico-economici e avvenuta con procedure e condizioni di aspra lettura; il Patto di Piazza Borghese, una trattativa segreta per far rinascere un grande partito dei moderati erede della Dc che ha coinvolto le massime autorità istituzionali, della politica ed ecclesiastiche, che interessi estranei a quelli comuni hanno fatto fallire e che viene rivelata su queste pagine per la prima volta; il via libera dell’Italia allo stravolgimento dei Trattati europei con spericolati quanto illegittimi artifizi giuridici. Tutte operazioni che recano il segno di un ristretto gruppo dirigente. Sempre lo stesso.

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Regione incentivi uso bici

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Milano. “Per la fase 2 è necessario investire anche sulla mobilità su bici elettrica, è un mezzo che consente di tenere le distanze ed è perfetta per la riduzione dell’affollamento dei mezzi pubblici.Purtroppo in trenta pagine di risoluzione, attualmente in discussione in Regione Lombardia, il centrodestra non si è preoccupato di inserire nemmeno una riga sul tema tanto che ho presentato nei giorni scorsi un emendamento. La bici piace anche all’ambiente, all’aria che respiriamo, alla salute e oggi anche al Comune ed al Sindaco di Milano, quindi mi auguro che l’emendamento passi. Non possiamo pensare che l’auto o il distanziamento sui mezzi pubblici siano le uniche soluzione idonea per la riapertura delle attività”, così Nicola di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, che ha depositato un emendamento (in allegato) che chiede di aggiungere alla risoluzione sulle misure per far fronte al Covid-19 l’impegno della Lombardia per “incentivare forme di mobilità dolce (es bici elettrica) previa verifica dei percorsi abituali, con bandi per cofinanziare l’acquisto delle bici rivolti prevalentemente a pendolari della prima cintura dei comuni dellarea metropolitana di Milano e Milano, nonché degli altri capoluoghi di provincia caratterizzati da gravi situazioni di congestionamento da traffico”.

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Coronavirus: arriva l’attesa moratoria per finanziamenti e prestiti superiori a 1.000 Euro

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Chi sono i beneficiari?I titolari di contratti di credito ai consumatori che, come effetto dell’emergenza Covid-19, a partire da una data successiva al 21 febbraio 2020 e sino alla data ultima del 30 giugno 2020 indicata dall’EBA nelle sue Linee Guida del 2 aprile 2020, si trovino in una situazione di temporanea difficoltà economica dovuta a:
1. Cessazione del rapporto di lavoro subordinato (ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione);
2. Cessazione dei rapporti di lavoro “atipici” di cui all’articolo 409, numero 3), del codice di procedura civile (ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione);
3. Sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni (Cassa Integrazione o altri ammortizzatori sociali);
4. I lavoratori autonomi e liberi professionisti che abbiano registrato in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, ovvero nel minor periodo intercorrente tra la data dell’istanza e la predetta data, una riduzione del fatturato superiore al 33% rispetto a quanto fatturato nell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività, operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus. Tale riduzione dovrà essere autocertificata con le modalità previste dalla legge.
5. gli eredi che presentino le caratteristiche dianzi elencate di soggetti deceduti che avessero stipulato contratti non assistiti da polizza di protezione del credito che preveda il pagamento di un indennizzo pari al capitale residuo.
La sospensione deve essere espressamente richiesta dai possibili beneficiari e concessa dagli intermediari una volta verificata la presenza di una delle condizioni appena illustrate. La sospensione può avere durata fino a sei mesi; in accordo col cliente possono essere previste durate inferiori.
Si può chiedere la sospensione del pagamento della rate dei finanziamenti di importo superiore a 1.000 euro (importo finanziato) e durata originaria superiore a sei mesi, concessi da banche e intermediari finanziari a favore di consumatori e stipulati fino al momento in cui verrà lanciata la moratoria.La sospensione può essere richiesta per finanziamenti per i quali alla data del 21 febbraio 2020 non risultassero ritardi di pagamento tali da comportare la necessità di qualificare le relative posizioni in default o forborne, ovvero per i quali non fosse intervenuta la decadenza dal beneficio del termine o la risoluzione del contratto stesso.
Le operazioni di CQS possono essere incluse nel perimetro di applicazione della sospensione solo alle seguenti condizioni:
• che l’ATC accetti e quindi risulti giuridicamente obbligata a recuperare, sino al totale recupero degli importi, le rate temporaneamente sospese comprensive degli interessi maturati nel periodo di sospensione, mediante:
a) il loro accodamento a partire dalla fine piano di ammortamento contrattuale originario; b) ovvero tramite eventuali trattenute da effettuarsi, anche nel corso dell’ammortamento del prestito, in via aggiuntiva rispetto a quelle già dovute ai fini del rimborso dello stesso, nel rispetto, tuttavia, dei limiti di importo e di coesistenza con altre trattenute previsti dalla legge;
• che le compagnie accettino che le polizze assicurative che assistono il credito (rischio vita ed impiego) abbiano validità anche oltre la durata contrattuale del piano di ammortamento per il tempo necessario al pagamento delle rate sospese.

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World Jewish Congress to Commemorate Yom Hashoah Via Online Gathering Open to Public

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

NEW YORK. On Monday, April 20, at 11 a.m. EDT, the World Jewish Congress will host an online Yom Hashoah commemorative ceremony, to which the public is invited. The brief ceremony expected to last approximately 20 minutes – will include:Opening remarks by WJC President Ronald S. LauderReflections by WJC Commissioner for Holocaust Memory Dr. Charlotte Knobloch and WJC Executive Committee Member Amb. Colette Avital, both Holocaust survivors An intervention by The Rt. Hon Lord Eric Pickles, UK Special Envoy for Post-Holocaust Issues. The World Jewish Congress had planned to mark the 75th anniversary of the liberation of the concentration camp of Bergen-Belsen in Germany by bringing over 50 of the more than 2,000 children who were born in the adjacent Bergen-Belsen Displaced Persons camp back to their birthplace. With the postponement of this initiative, the WJC produced an original video about Bergen-Belsen before and after its liberation. “Bergen-Belsen: The End and The Beginning” tells the story of the unique identity of the children born in the DP camp’s Glyn Hughes Hospital.The videos the WJC has made available include the final testimony of Auschwitz-Birkenau survivor Rachmil (Ralph) Hakman, who died in March after joining the WJC in Poland in January for the 75th anniversary of the liberation of Auschwitz-Birkenau; the 75th anniversary address by WJC President Ronald S. Lauder at the Death Gate of Birkenau on January 27; a CBS Sunday Morning feature about the significance of the Auschwitz site to its survivors, and the ongoing effort to preserve it and its artifacts; an HBO film about a 10-year-old boy learning his family’s history through conversations with his great-grandfather; and a WJC-produced video featuring photographs of daughters of Auschwitz survivors taken by Israeli photographer Debbie Morag.The WJC’s resources are available to Jewish communities, congregations, schools, youth groups, community centers, and the general public.The WJC’s Yom Hashoah materials include:“A Survivor’s Last Testimony” – Rachmil (Ralph) Hakman survived more than two years as an inmate at Birkenau. On January 26, 2020, in what would ultimately be his final testimony, he poignantly and eloquently described his experiences to representatives from Jewish communities from across the globe who were gathered in Krakow, Poland. His address, tied to the importance of Holocaust memory, was part of the commemoration of the 75th anniversary of the liberation of Auschwitz-Birkenau. Rachmil Hakman passed away on March 21.
Auschwitz at 75: For Those Who Came After” – On January 24, 2020, CBS Sunday Morning correspondent Martha Teichner talked with WJC President Ronald S. Lauder and survivors of Auschwitz-Birkenau at the site of the former camps in advance of the commemorative events marking the 75th anniversary of liberation. Her powerful report covering the importance of bearing witness to the Holocaust, including a rare visit to the Auschwitz-Birkenau Memorial and Museum’s Conservation Laboratories, was featured on CBS Sunday Morning on February 16, 2020. Address delivered by WJC President Ronald S. Lauder at the Birkenau Death Gate on January 27, 2020, at the official commemoration of the liberation of Auschwitz-Birkenau.
“Bergen-Belsen: The End and The Beginning” – The WJC had planned to mark the 75th anniversary of the liberation of the concentration camp of Bergen-Belsen in Germany by bringing back to their birthplace more than 50 of the more than 2,000 children who were born in the adjacent Displaced Persons Camp of Bergen-Belsen. The WJC produced an uplifting video about Bergen-Belsen before and after its liberation, focused on the identity of the children born in the DP camp’s hospital.
“The Number on Great-Grandpa’s Arm” – A sensitive, age-appropriate HBO film about 10-year-old Elliott discovering his family’s history in intimate conversations with his 90-year-old great-grandfather. Directed by Emmy winner Amy Schatz, this short film interweaves haunting historical footage and hand-painted animation to convey one family’s Holocaust experiences.
“Indelible” – A WJC-produced video featuring photographs of the daughters of Auschwitz survivors taken by Israeli photographer Debbie Morag, who was herself born in the Bergen-Belsen DP camp.

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Sono circa 2milioni gli ebook scaricati dagli studenti italiani in queste settimane di emergenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Uno studente su tre ha scaricato almeno un libro di testo in digitale, raddoppiando il numero complessivo degli ebook in download di tutto l’anno scolastico precedente. È quanto emerge dall’indagine” “Didattica a distanza: il contributo degli editori scolastici nei giorni dell’emergenza, realizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) per fotografare cosa è accaduto dal 24 febbraio (data di chiusura delle scuole in Lombardia) a oggi con l’avvio della didattica a distanza (in allegato la sintesi, qui l’indagine completa), sulla base delle risposte di case editrici scolastiche che rappresentano l’87% del mercato.Il cuore della didattica a distanza? Si conferma ancora il libro di testo, presente nelle case degli studenti italiani in 40milioni di copie e “arricchito” in questi giorni da 20.000 contenuti digitali, certificati e di qualità, in media per ogni materia.“Questi 31 giorni segnano un momento di svolta nelle modalità quotidiane di insegnamento e di apprendimento – ha sottolineato il presidente del Gruppo Educativo dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Giovanni Bonfanti -. Si è potuto far fronte all’emergenza didattica anche perché gli editori hanno costruito negli ultimi anni, attorno al libro di testo, un sistema di 2milioni di altri materiali digitali di qualità, validati, efficaci e senza aggravio di costi, di cui gli insegnanti e gli studenti si sono potuti servire per affrontare dalle proprie case l’emergenza didattica. Questi strumenti, in accompagnamento al libro di testo, saranno ancora più utili alla riapertura di settembre. Siamo al fianco delle famiglie e degli insegnanti: grazie a questo gioco di squadra la scuola tiene il passo”.Sono infatti 691.000 i docenti che hanno partecipato – dal 24 febbraio a oggi – ad almeno un webinar di formazione gratuita (in media ne hanno seguito più di uno a testa).
Sono inoltre ben 372.000 le richieste di aiuto e di informazione evase dagli editori scolastici con 12.000 telefonate giornaliere di assistenza per info a supporto di genitori e insegnanti. Significano qualcosa come 1.500 richieste di informazioni evase ogni ora, 25 ogni minuto.

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Decreto scuola: Bandi forse già il 28 aprile in Gazzetta Ufficiale

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Per conseguire titoli e presentare domanda ci potrebbe essere tempo dal 28 maggio al 3 luglio per lo straordinario e dal 15 giugno al 31 luglio per quello ordinario, come riferisce Orizzonte Scuola. Anief ribadisce la volontà di ricorrere al Tar con le previsioni ancora aperte per gli esclusi. Per aderire, vai al seguente link.Il giovane sindacato, durante l’incontro di oggi, ha inviato le sue critiche e le sue perplessità sulle bozze di testo del decreto, ricordando la necessità di stabilizzare tutti i precari.Si avvicina la pubblicazione dei bandi di concorso. Come riporta Orizzonte Scuola, per quanto riguarda i Concorsi scuola, “bandi quasi pronti per essere inviati in Gazzetta Ufficiale. La data di pubblicazione potrebbe essere martedì 28 aprile”. I concorsi attesi, ricordiamo, sono quattro. “Questi i requisiti sulla base della legge 159/2019 (potrebbero aver subìto qualche modifica): bando di concorso straordinario secondaria I e II grado, procedura per il ruolo Qui i requisiti; bando di concorso ordinario secondaria I e II grado Qui i requisiti; bando di concorso infanzia e primaria Qui i requisiti; bando di concorso straordinario secondaria I e II grado, procedura per l’abilitazione (quest’ultimo non sappiamo se rientrerà nel “pacchetto”). I bandi potrebbero non essere pubblicati tutti insieme, ma in successione”. Come continua la rivista specializzata, si tratta di date “che possono ancora subìre modifiche, anche perché c’è ancora tempo prima della pubblicazione e quindi sarà possibile seguire l’andamento dell’emergenza sanitaria. Il primo bando ad essere pubblicato sarà quello del concorso straordinario secondaria per il ruolo, in contemporanea a quello ordinario secondaria, in rispetto del DL 126/2019. Per il concorso straordinario secondaria per il ruolo si lavora per l’assunzione dei vincitori già dal 2020, con retrodatazione giuridica al 1° settembre qualora – come probabile – non si faccia in tempo per l’espletamento della prova computer based e la creazione della graduatoria”.

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Scuola: Sui concorsi per docenti il Governo non torna indietro

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

I testi definitivi sulle selezioni degli insegnanti possono ancora essere pubblicati prima della fine del mese, ma le modalità saranno stabilite in base alla situazione contingente, legata all’andamento dell’emergenza sanitaria ancora in atto, ed in ogni caso già si prevede che ai vincitori dell’unico che si potrà svolgere a breve, quello riservato della scuola secondaria, si adotterà una retrodatazione della loro posizione professionale, visto che difficilmente si farà in tempo per il prossimo 1° settembre: così si è espressa la senatrice Bianca Laura Granato (M5S) della VII Commissione Istruzione di Palazzo Madama, conversando con Orizzonte Scuola dopo lo svolgimento, ieri, dell’incontro di maggioranza per fare il punto sul reclutamento docenti. La linea è stata confermata stamane dalla ministra Lucia Azzolina, la quale ha detto che “i concorsi si faranno. È l’unico modo per poter assumere a settembre. Quello straordinario per 24 mila precari si svolgerà appena le condizioni lo permetteranno. I docenti casomai saranno assunti dal primo settembre”.Proprio su questo argomento, Anief è stato convocato dal ministero dell’Istruzione per un confronto sui concorsi: “Abbiamo risposto all’appello – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché occorre sempre dialogare. Tuttavia, se i testi delle procedure concorsuali rimarranno immutati, la nostra organizzazione conferma la volontà di impugnare i bandi, perché così formulati sono lesivi dei diritti di tantissimi aspiranti, molti dei quali nemmeno potrebbero partecipare. Inoltre, senza candidati a fine agosto, quest’anno si rischia il default della scuola per via del boom di cattedre scoperte. Ecco perché insistiamo per assumere anche da graduatorie d’istituto e chi ha svolto 24 mesi con svolgimento di anno di formazione e prova in ottemperanza alla direttiva 1999/70/CE. Ancora una volta, siccome la via del ricorso rimane sempre l’ultima ratio, stiamo tentando di risolvere il problema agendo per via legislativa, proponendo sui concorsi una serie di emendamenti al testo del Decreto Legge n. 22, approvato dal Governo per affrontare l’emergenza nel campo dell’istruzione: li abbiamo fatti pervenire alla commissione Cultura del Senato che sta esaminando le modalità per migliorare il testo e proporlo per la conversione in legge, che probabilmente arriverà attraverso il voto di fiducia del Governo”.

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Decreto scuola: Gli emendamenti proposti da Anief

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Dalle classi pollaio ai trasferimenti, dalla stabilizzazione dei precari agli organi collegiali. E ancora: organici, profili professionali, contratti. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, a causa dell’emergenza Coronavirus e del diritto allo studio da salvaguardare, il Parlamento stavolta ha la possibilità concreta, e non era mai capitato, di ragionare su delle soluzioni che non siano dettate dalle solite esigenze di taglio delle spese della finanza pubblica. La scuola italiana ha dimostrato in queste ultime settimane di saper reggere, soprattutto grazie all’alto senso dello Stato del suo personale, ma non deve essere più precarizzata con percentuali di supplenti triple rispetto agli altri comparti. Scarica le proposte del giovane sindacato indirizzate alla VII Commissione del Senato per migliorare il testo del Decreto Legge n. 22 approvato dal Consiglio dei Ministri.Marcello Pacifico, presidente Anief: “Le proposte portate avanti dal nostro sindacato e proposte ai senatori hanno innanzitutto lo scopo di evitare che il prossimo anno scolastico si trasformi nella Waterlo dell’istruzione pubblica italiana. Ma vogliono anche indicare la strada da intraprendere per rendere giustizia a tanti lavoratori ancora precari che la Commissione europea chiede di stabilizzare da tempo”.
Sono svariati i punti toccati dal sindacato Anief negli emendamenti inviati alla commissione Cultura di Palazzo Madama per conferire maggiore efficacia al testo sulla scuola approvato dal Governo contenuto nel Decreto Legge n. 22: classi con 15 alunni, mobilità straordinaria, delega a organi collegiali su recupero apprendimenti, stabilizzazione dei docenti anche degli insegnanti di religione educatori, Ata precari, riapertura e reclutamento da graduatorie di istituto e GaE, proroga contratti per la continuità didattica, corsi abilitanti e di specializzazione su sostegno straordinario, modifiche al concorso straordinario, misure per favorire passaggi di ruolo e verticali, a favore anche del facenti funzione Dsga, conferma dei ruoli con riserva, norme per le scuole estere e sugli organici Ata e posti in deroga. L’azione del sindacato intende tutelare l’azione didattica dei docenti e il prezioso lavoro organizzativo, tecnico e di supporto del personale Ata, che vanno necessariamente stabilizzati: non è una concessione, ma un diritto su cui finalmente legiferare. “Bisogna trovare il modo di contrastare la supplentite cronica che, a seguito della sospensione di tutte le procedure concorsuali prevista dal decreto “Cura Italia”, mette a serio rischio il regolare svolgimento delle lezioni da settembre in poi e fa salire a quota 250 mila le cattedre vacanti da coprire per il 2020/21. Gli emendamenti proposti, inoltre, intendono salvaguardare l’offerta formativa e quindi l’apprendimento degli alunni, in vista del prossimo complicato anno scolastico, andando anche a semplificare le procedure di preparazione al reclutamento, ai corsi abilitazione, oltre che alla mobilità di tutto il personale.

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Covid 19, valutazione malati a casa

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

by Mauro Miserendino. I medici di famiglia rivendicano un ruolo chiave nella fase 2: seguire a distanza i malati Covid-19 tenuti a casa, integrare il monitoraggio delle Unità speciali di continuità assistenziale, prescrivere antivirali ed antimalarici autorizzati dall’Agenzia del farmaco e se necessario interagire con le farmacie ospedaliere. Le richieste fanno parte di un documento che Fimmg ha inviato al ministro della Salute e di una “rivoluzione della medicina generale”, così la chiama il segretario nazionale Silvestro Scotti, per gestire la fase endemica del virus. Una fase che seguirà la ripresa lavorativa, e che il ministro Roberto Speranza va preparando per gradi. Si parte in questi giorni con l’approvazione dei test sierologici che dovranno affiancarsi ai tamponi. Solo una volta scoperto che ha anticorpi Igg positivi al virus, niente Igm e tampone negativo un soggetto si considererà guarito, immunizzato ed arruolabile per lavorare. Gli ex infettivi con “patente di immunità” potrebbero essere i primi a recarsi al lavoro almeno là dove si stenta ad uscire dalla conta dei nuovi infetti.Nel frattempo, in tutte le regioni va aumentando il numero dei tamponi effettuati per accertare se la malattia è in corso. Sono intorno a 9 mila i test medi giornalieri in Lombardia, 2500 in Campania (a regime 3 mila). In Veneto, prima regione ad inaugurare la fase di riapertura, l’obiettivo della prossima settimana è 13 mila tamponi al giorno. L’Emilia Romagna agisce per categorie e ha quasi completato l’esame dei dipendenti della sanità; la Toscana è sui 3500 tamponi al giorno, il Sud sta un po’ indietro ma non c’è regione dove non si stia lavorando a regime. L’Abruzzo ha superato da un po’ i 20 mila tamponi su 1,3 milioni di abitanti, la Puglia sfiora i 30 mila la Sicilia supera i 35 mila, il Lazio va verso gli 80 mila. Sul fronte dei test sierologici qualche regione è andata un po’ avanti, come il Lazio che ha deliberato la commercializzazione e attraverso il privato è pronto a veder offrire i dosaggi di anticorpi. Persino i comuni scattano in avanti e Milano parte senza attendere la Lombardia accordandosi con l’ospedale Sacco per screenare i 4 mila dipendenti dell’azienda dei trasporti.
Per la fase 2, come già accennato, si fanno avanti i medici del sindacato maggioritario, garanti di un sistema di cure unitario, per pazienti non gravi gestibili a casa a un curante che li conosce. «Mettere in mano ai medici di famiglia la gestione dei contagiati non gravi semplifica tutto», sintetizza Scotti. Una premessa: in questi giorni si vanno intensificando gli incontri congiunti tra Fimmg, Fnomceo e Farmindustria. Tema: garantire accesso alle terapie a tutti i pazienti che in Italia ne hanno bisogno, dare continuità all’Ecm e mantenere l’informazione scientifica. Obiettivo degli incontri è anche meglio definire “il ruolo dei medici di famiglia nella prevenzione e nella ricerca farmaceutica attraverso la loro esperienza con studi osservazionali e di real world evidence, a beneficio dei pazienti”.Su questo sfondo, si staglia la richiesta dei mmg di prescrivere idrossiclorochina ed altri farmaci agli infettivi non ospedalizzati e di poter indirizzare loro le Unità speciali di continuità assistenziale equipaggiate per le visite a casa ai malati. Il documento anticipato da Ansa specifica come si potrebbe utilizzare un’app israeliana che con un video-selfie fornisce in tempo reale saturazione e frequenza cardiaca e respiratoria del paziente a casa. I medici di famiglia chiedono inoltre di interloquire con le farmacie ospedaliere per l’approvvigionamento dei farmaci consentiti da Aifa per i trattamenti territoriali. Scotti ricorda che di un paziente con virus trattato sulla base delle linee guida Aifa, il medico di famiglia conosce se è cronico, di quali eventuali altre malattie soffre, i tempi di monitoraggio richiesti da queste ultime, le possibili reazioni avverse. E che oltre 45 milioni dei 235 destinati dalla Finanziaria 2020 alle Asl per l’acquisto di diagnostica portatile per gli studi dei Mmg nel decreto “salva-imprese” saranno destinati all’acquisto di saturimetri da collegare da casa con lo studio del medico. (fonte: Doctor33)

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Le elezioni al tempo del covid-19: il voto per posta e la paura di Trump

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

by Domenico Maceri, PhD “Ai repubblicani piace il voto per posta quando è usato da gente con due case ma non da gente che ha un secondo lavoro”. Così Terry McAuliffe, ex governatore della Virginia, mentre rispondeva all’attacco al voto per posta di Donald Trump il quale lo ha etichettato di “terribile” perché “nessun repubblicano vincerebbe mai più”.
Con la pandemia del covid-19 i leader democratici hanno già insistito che per la sicurezza dei cittadini bisogna cominciare a prendere le precauzioni necessarie per garantire il diritto al voto. Il presidente Trump, ufficialmente residente della Florida, vota per corrispondenza perché risiede temporaneamente a Washington e gli sarebbe difficile, ma non impossibile, recarsi alle urne in persona. Per il 45esimo presidente votare per posta va tutto bene ed è completamente legittimo ma solo per pochi. Per gli altri, continua Trump, ci sarebbe il rischio di troppi brogli. In realtà, Trump riflette la paura repubblicana che vede qualunque aumento degli afflussi alle urne come pericolo alla loro sopravvivenza politica.Il Partito Repubblicano ha una lunghissima storia di sopprimere il diritto al voto agli elettori credendo, giustamente, ma non completamente, che meno elettori esercitano il loro diritto, migliori risultati loro potranno ottenere. Anche quando si tratta di rischiare la vita i repubblicani scelgono la strada più propensa a ridurre il numero di elettori. Lo si è visto nelle recenti elezioni dello Stato del Wisconsin. Il governatore del Badger State (Stato tasso), Tony Evers, democratico, aveva dato un ordine esecutivo per rinviare l’elezione, ma la legislatura, dominata dai repubblicani, si è opposta. Alla fine la Corte Suprema dello Stato, con 5 giudici tendenti a destra e 2 a sinistra, ha favorito i repubblicani e l’elezione si è tenuta, nonostante il rischio del coronavirus.L’obiezione di Trump e dei repubblicani al voto per posta ci viene anche dimostrata con i loro tentativi di rendere difficile l’esercizio al voto alla classe bassa che tipicamente vota per i democratici. Ecco come si spiegano tutti i loro sforzi che spesso richiedono carte di identità quando gli elettori si recano alle urne. In effetti, queste carte di identità non sono ritenute necessarie in molti Stati perché i controlli sono già stati effettuati in precedenza. L’idea che un cittadino si presenti a un seggio per votare usando l’identità di un’altra persona è rarissima. Rischiare pene severissime per votare non è allettante per nessuno anche perché in molte elezioni in America meno del 50 percento partecipa al voto. Nelle elezioni presidenziali tipicamente si passa la soglia del 50 percento ma in altre spesso la cifra è inferiore al 40 percento. Nella recente elezione in Wisconsin solo il 34 percento ha partecipato. L’idea di frode elettorale, spesso citata dai repubblicani, è dunque inesistente come ci rivelano parecchi studi. Avviene rarissimamente. Uno di questi casi è successo però nell’elezione del 2018 in North Carolina ma a barare non furono i democratici bensì i repubblicani. Un individuo che lavorava per candidati repubblicani si era presentato in case di anziani e aveva promesso di raccogliere le loro schede elettorali per recapitarle ai seggi ma invece le distrusse.Gli aspetti positivi del voto per posta però sono tanti perché rendono più conveniente la partecipazione. Ecco perché gli Stati del Colorado, Hawaii, Oregon, Washington e Utah lo usano esclusivamente anche se offrono la possibilità di consegnare personalmente le schede elettorali all’ufficio della contea di residenza dell’elettore. Una trentina di altri Stati permettono il voto per posta su richiesta degli elettori senza nessuna spiegazione mentre altri richiedono giustificazione come malattia, residenza all’estero o fare parte del servizio militare. In alcuni casi rari, però, il voto per posta richiede la presenza di un testimone e in rarissimi casi persino la presenza di un notaio.Con la vittoria scontata di Joe Biden per la nomination del Partito Democratico le rimanenti elezioni di primarie sono quasi divenute irrilevanti. Preoccupa però l’elezione di novembre che vedrebbe Trump e Biden avversari in un’elezione con l’ombra incombente del coronavirus. L’attuale inquilino della Casa Bianca sta facendo di tutto per riaprire l’economia e tentare di rilanciarla, limitando le perdite, sperando nel miracolo della ripresa economica che lui vede come la sua carta vincente. Dall’altro lato i democratici sono preoccupati dall’inerzia repubblicana per accertarsi che l’elezione di novembre venga condotta in modo adeguato anche se si prevede e spera che il covid-19 sarà solo una bruttissima memoria. Ciononostante la preoccupazione di una seconda ondata di contagi potrebbe avere un forte impatto negativo all’afflusso alle urne. Ecco perché i democratici hanno insistito che lo stimolo di 2,2mila miliardi approvato recentemente includesse 400 milioni di dollari dedicati a facilitare le elezioni. Non sarà ovviamente sufficiente. Ecco perché la senatrice Amy Klobuchar, democratica del Minnesota e già candidata alla nomination del Partito Democratico, ha introdotto un disegno di legge che richiederebbe a tutti gli Stati di offrire la scelta di votare per posta o recarsi alle urne. Non andrà in porto per l’opposizione dei repubblicani ma quella sarebbe la strada giusta per un’elezione democratica.Alcuni studi ci dicono che nelle elezioni condotte per corrispondenza si ottiene più democrazia poiché 3 percento in più di elettori vi partecipano. Non si tratta di una cifra grande ma abbastanza da potere essere decisiva, soprattutto in quella decina di Stati in bilico che spesso decidono le elezioni presidenziali. Va ricordato che nel 2000 George W. Bush fu eletto presidente avendo avuto la meglio in Florida con un margine di 500 voti. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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L’assenza di sicurezza nella RDC orientale mette a rischio i piani di contenimento del coronavirus

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

La recente recrudescenza delle violenze in alcune aree della Repubblica Democratica del Congo (DRC) orientale, che hanno costretto alla fuga migliaia di persone, potrebbe avere conseguenze terribili in una fase in cui il Paese si appresta a contrastare la nuova piaga mortale costituita dal coronavirus. Lo rende noto l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. A causa del conflitto, oltre cinque milioni di persone sono rimasti sfollati all’interno dei confini della RDC. Si tratta della maggiore popolazione di sfollati in tutto il continente africano. La RDC, inoltre, accoglie più di mezzo milione di rifugiati in fuga dall’instabilità e dalle persecuzioni in corso nei Paesi limitrofi.Si stima che gli attacchi sferrati nelle ultime settimane nelle province del Nord Kivu e dell’Ituri abbiano costretto alla fuga più di 35.000 persone, di cui circa 25.000 dai villaggi a sud del territorio di Lubero.Contemporaneamente, è andata peggiorando la situazione in materia di sicurezza nel territorio di Djugu, nell’Ituri, dove, questo mese, un numero crescente di aggressioni perpetrate da assalitori sconosciuti ha costretto alla fuga oltre 12.000 persone.
Gli attacchi ostacolano l’accesso degli aiuti umanitari, impediscono di assicurare assistenza agli sfollati che ne hanno disperato bisogno, e intralciano le vitali operazioni di coordinamento volte a prevenire e sensibilizzare in merito alla diffusione del COVID-19.
L’assenza di sicurezza e le violenze continue registrate anche in altre regioni del Paese potrebbero ostacolare ulteriormente l’accesso degli sfollati alle strutture sanitarie. Numerosi siti ed aree che accolgono quanti costretti a fuggire sono inoltre sovraffollati e questo rende difficile adottare comportamenti che consentano di mantenere distanziamento fisico e sociale.In una fase in cui la diffusione del COVID-19 è in costante aumento nella RDC, con 287 casi confermati e 23 decessi, l’UNHCR sta lavorando in stretto coordinamento con altre agenzie ONU e i partner umanitari per contrastarne l’avanzata tra rifugiati e sfollati interni. Allo stesso tempo, l’Agenzia continua a garantire loro protezione e assistenza.
Ad oggi, nella RDC non sono stati riscontrati casi di contagio da COVID-19 tra rifugiati e sfollati interni. L’UNHCR sta raddoppiando gli sforzi per implementare le misure di prevenzione e risposta nei campi e negli insediamenti di rifugiati.L’Agenzia esprime profonda preoccupazione in merito al rischio che l’assenza di sicurezza e l’accesso sempre più ridotto degli aiuti potranno causare criticità di vasta portata in un Paese i cui servizi sanitari sono già vicini al collasso e carenti di risorse.
L’assenza di sicurezza nelle regioni orientali a fine marzo ha costretto i partner dell’UNHCR a ritirare il personale dalle aree presso cui hanno trovato riparo le persone in fuga a Drodro e Bule, provincia dell’Ituri, lasciando queste ultime senza alcun tipo di sostegno. L’UNHCR e i partner hanno agevolato l’istituzione di 14 commissioni umanitarie per assicurare in via temporanea la gestione dei siti da remoto, fino a quando la situazione, dal punto di vista della sicurezza, migliorerà.Nonostante le avversità esistenti in molte altre aree della RDC, gli sforzi volti a contrastare la diffusione del COVID-19 continuano, anche sulla base di quanto appreso in occasione della seconda più estesa epidemia di ebola su scala mondiale che ha colpito il Paese dal 2018.Ove possibile, l’UNHCR sta rafforzando le regolari attività di assistenza sanitaria e disinfezione all’interno dei campi, degli insediamenti e dei centri di transito. Le attuali misure di prevenzione del contagio da COVID-19 prevedono la misurazione della febbre presso i varchi d’ingresso di campi, insediamenti e centri di transito, e hanno disposto l’installazione di circa 365 postazioni presso cui lavare le mani e la distribuzione iniziale di oltre 23.000 saponette.
L’UNHCR, inoltre, sta svolgendo attività di sensibilizzazione di massa relative alle misure sanitarie che il Governo sta implementando e alle linee guida in materia di prevenzione volte a ridurre il rischio di infezione. Il timore di contrarre il virus manifestato spesso da rifugiati e sfollati, è dovuto soprattutto a disinformazione. Se garantire il distanziamento sociale può essere problematico all’interno di campi o insediamenti sovraffollati, il consiglio di lavarsi la mani con frequenza è invece generalmente seguito con consapevolezza.In tutta la RDC, l’UNHCR sta assicurando sostegno al sistema sanitario nazionale affinché posso intensificare la propria risposta. Tra gli altri interventi, nella provincia del Kasai l’Agenzia sta allestendo tre strutture per l’isolamento presso cui i pazienti che presentano sintomi da contagio da COVID-19 saranno inviati per essere curati, allentando in tal modo la pressione su strutture sanitarie e ospedali pubblici.Insieme ai partner, l’UNHCR sta distribuendo inoltre attrezzature mediche, letti, mascherine, guanti e altri materiali per sopperire con urgenza alla carenza di risorse necessarie nelle aree che accolgono rifugiati e sfollati interni. Questi spesso vivono in località remote nelle quali le infrastrutture sanitarie di base sono già assenti e vi è frequentemente carenza di scorte di farmaci.
In tale contesto, ove possibile l’UNHCR cerca di mantenere operativi i programmi esistenti. Interventi di assistenza in denaro contante a favore degli sfollati continuano a essere effettuati nella provincia del Nord Kivu per rispondere a numerose esigenze, quali accesso a cibo, assistenza sanitaria e alloggio. Attualmente l’Agenzia effettua trasferimenti di denaro tramite telefoni cellulari per ridurre le occasioni di contatto fisico e ha distribuito telefonini e schede SIM a più di 5.900 nuclei familiari sfollati.
Inoltre, quasi 2.000 richiedenti asilo burkinabé arrivati recentemente e alloggiati in un centro di transito della provincia del Sud Kivu, saranno trasferiti presso un insediamento permanente. Infine, sono in fase di costruzione alloggi temporanei: i nuovi arrivati dovranno osservare una quarantena di 14 giorni e riceveranno trasferimenti di denaro su telefono cellulare per coprire le spese di costruzione dei propri alloggi.L’UNHCR continua a battersi affinché a rifugiati e sfollati sia garantito accesso paritario ai sistemi sanitari nazionali previsti nell’ambito della lotta alla diffusione del COVID-19.

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Africa: conflitti e pandemia di coronavirus

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha intensificato gli sforzi volti a proteggere milioni di persone vulnerabili che in Africa occidentale e centrale sono esposte ai nuovi rischi derivanti dall’effetto combinato dei conflitti e della pandemia di coronavirus. Con 5,6 milioni di sfollati interni, 1,3 milioni di rifugiati, 1,4 milioni di rimpatriati ancora bisognosi di assistenza, e 1,6 milioni di apolidi, l’Africa occidentale e centrale ha una delle popolazioni di persone costrette ad abbandonare le proprie case di più vaste dimensioni di tutto il continente.Nella regione del Sahel, in Africa occidentale, il conflitto armato e gli attacchi ai danni dei civili hanno costretto alla fuga quasi 3 milioni di persone, di cui quasi un milione a partire da gennaio 2019, e oltre 5 milioni di persone ora devono sopravvivere con ridotte scorte alimentari.L’UNHCR esprime preoccupazione anche in merito alla possibilità che le persone in fuga possano essere respinte verso aree in cui vigono situazioni di pericolo, considerato che i potenziali movimenti di maliani, nigeriani, nigerini, camerunensi e sudanesi in cerca di protezione internazionale potrebbero essere ostacolati dalle restrizioni imposte. Oltre alla precarietà delle situazione in materia di sicurezza (specialmente nelle regioni del Sahel e del bacino del Lago Ciad), le restrizioni dovute al COVID-19 stanno inoltre impedendo agli aiuti umanitari di raggiungere le persone che hanno bisogno di assistenza.
In Burkina Faso, i rifugiati maliani sono fuggiti dagli attacchi perpetrati da gruppi armati ai danni del campo in cui vivevano a Goudoubo. Alcuni si sono rifugiati presso i sovraffollati insediamenti di sfollati interni presenti nel Paese. Il luogo in cui si trovano gli altri non è conosciuto. Anche le attività dell’UNHCR, tra cui la consegna di carte d’identità e lo svolgimento di altre procedure amministrative, sono attualmente sospese.
Nella Repubblica Centrafricana, il personale dell’UNHCR riferisce di gruppi armati che, in alcune località, costringono le persone sfollate a fare ritorno nelle loro terre d’origine, facendone capri espiatori per la potenziale diffusione del COVID-19.
In Mali, le campagne di sensibilizzazione su violenza sessuale e di genere (Sexual and Gender-based Violence/SGBV), diritti umani e coesione sociale, realizzate dall’UNHCR e dai partner sono temporaneamente sospese al fine di limitare le occasioni di assembramento in pubblico.
In Niger, l’accesso degli aiuti umanitari, già limitato nelle regioni settentrionali di Tahoua, Tillabery e Diffa per effetto dei crescenti episodi di violenza, è ora ulteriormente ridotto a causa della pandemia. Il programma di reinsediamento di rifugiati vulnerabili evacuati dalla Libia e attualmente in transito è temporaneamente sospeso a causa delle rigide restrizioni alla circolazione imposte in tutto il mondo. Malgrado le criticità che affliggono l’intera regione, l’UNHCR e gran parte del personale impegnato in prima linea continuano a lavorare. All’insegna del motto “Restiamo ad assicurare assistenza”, le operazioni dell’Agenzia si stanno adeguando alla situazione pur di raggiungere tutti coloro che hanno disperato bisogno d’aiuto. Il personale sul campo sta iniziando a garantire aiuto da remoto e a concentrare la gestione dell’assistenza in denaro per sostenere le popolazioni sfollate, tra cui vittime e sopravvissuti a SGBV e donne a rischio. Le misure prevedono consultazioni telefoniche online in linea con le raccomandazioni di distanziamento sociale volte a ridurre i rischi di contagio.Si stanno adeguando le attività didattiche in risposta alla diffusa chiusura delle scuole, che ha interessato oltre 140 milioni di bambini in tutta la regione. Questi dati includono i bambini sfollati inseriti nei sistemi d’istruzione nazionali.
In Burkina Faso, la situazione è particolarmente drammatica a causa del numero di persone in fuga senza precedenti. L’UNHCR sta valutando la possibilità di trasferire alcuni tra coloro che vivevano a Dori presso il campo rifugiati di Goudoubo, che allo stato attuale è vuoto, ma dispone di impianto di approvvigionamento idrico, servizi igienico-sanitari e ambulatori.
In Camerun, nella regione orientale e in quella di Adamawa, il personale adibito alla registrazione ha messo a punto strumenti che consentono di riprendere la procedura di registrazione degli ospiti dopo una settimana di sospensione.
Dal momento che i rifugiati urbani attualmente sono tra i civili maggiormente colpiti dalle restrizioni alla circolazione, l’UNHCR ha istituito un servizio telefonico gratuito per organizzare l’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo su appuntamento per quanto concerne la registrazione delle nascite e il rilascio di documenti.
In Ciad, si sta prendendo in considerazione la possibilità di effettuare la registrazione a domicilio per il nuovo campo di Kouchaguine, nella città di Farchana, su richiesta del governo. Materiali informativi e di sensibilizzazione sono condivisi regolarmente con i leader delle comunità. L’UNHCR, inoltre, sta lanciando un servizio volto a garantire continuità allo svolgimento delle attività di protezione dei minori.
Nella Repubblica Centrafricana (CAR), circa 30 referenti stanno assicurando continuità alle attività di monitoraggio delle esigenze di protezione nonostante la pandemia di COVID-19. Inoltre, sono stati istituiti un servizio di assistenza telefonica e un meccanismo di sorveglianza comunitario per monitorare le aree principali presso cui le persone in fuga hanno fatto ritorno.
L’UNHCR sta pianificando la distribuzione di un numero supplementare di teli impermeabili e kit di emergenza per decongestionare gli insediamenti di sfollati e incrementare le opportunità di praticare distanziamento sociale e fisico all’interno di questi siti.
In Mali, a Timbuctu e in altre località, continuano le attività di sensibilizzazione rivolte a bambine e bambini in materia di diritti dell’infanzia e prevenzione del COVID-19.
In Niger, l’UNHCR sta lavorando con le autorità per acquistare e distribuire materiali: matite e quaderni, nonché radio. È stato siglato un partenariato con una radio locale per poter continuare i programmi didattici tramite la trasmissione sulle radio locali in tutto il Paese. Si stanno producendo programmi di autoapprendimento e brochure per gli studenti iscritti agli ultimi anni di corso e i per rifugiati nigeriani che frequentano i Centri di insegnamento a distanza nella regione di Diffa.Sempre in Niger, l’UNHCR sta individuando i siti sovraffollati e ha iniziato a pianificare una gestione degli spazi che permetta di rispettare le distanze necessarie tra gli alloggi. Nel campo di Sayam Forage, l’unico campo rifugiati ufficiale del Paese, è in fase di costruzione un’area di transito supplementare.Nella Nigeria nordorientale, rifugiati, rimpatriati e richiedenti asilo continuano ad arrivare dai Paesi limitrofi, nonostante i confini siano chiusi. L’UNHCR sta dando seguito alle misure adottate dal governo per garantire lo svolgimento dei controlli sanitari oltre che l’accesso al territorio.I campi di sfollati interni nello Stato di Borno sono sovraffollati e questo rende impossibile il distanziamento sociale. L’UNHCR sta lavorando col Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) per ampliare i campi e le recinzioni a Banki, Ngala e Bama.
È necessario garantire maggiore sostegno per rispondere alle principali esigenze rilevate nella regione, tra cui la richiesta di un numero ulteriore di personale sanitario formato per rispondere nelle emergenze e adeguate unità di terapia, in particolare nelle aree remote in cui sono accolti rifugiati e sfollati. Nell’ambito del Piano di risposta umanitaria globale delle Nazioni Unite contro la crisi, l’UNHCR ha lanciato un Appello di emergenza per la raccolta di 255 milioni di dollari da destinare alla realizzazione di interventi e preparativi salvavita in risposta alla pandemia da COVID-19.L’ufficio dell’UNHCR per l’Africa occidentale e centrale è competente per 21 Paesi: Benin, Burkina Faso, Camerun, Capo Verde, Repubblica Centrafricana, Ciad, Costa d’Avorio, Guinea Equatoriale, Gabon, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, São Tomé e Príncipe, Senegal, Sierra Leone e Togo.

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Confagricoltura: accelerare su voucher ma sindacati ‘minacciano’ governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

“Bisogna accelerare sui voucher, su cui il governo è contrario perchè lo sono i sindacati dei lavoratori. La verità è che Cgil, Cisl e Uil hanno mandato una lettera al premier che se fossero passati i voucher ci sarebbero stati momenti bui in termini di protesta verso il governo. Ecco spiace di trovarmi di fronte a un governo che dà sempre ragione ai sindacati dei lavoratori piuttosto che ai sindacati di impresa”. A dirlo il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti nel corso della videoconferenza con il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, per un confronto organizzato da FDI con le principali associazioni di categoria e confederazioni nazionali di industria, agricoltura, artigianato, commercio e servizi.“L’altro problema – continua il presidente di Confagricoltura – è che non abbiamo collaboratori, quelli dell’Est Europa vanno a lavorare in Inghilterra o in Germania. I governi di queste Nazioni gli accordi li fanno mentre il nostro ci dice che in Romania c’è il lockdown. Ma il lockdown esiste soltanto per l’Italia? Quindi, o non siamo capaci di negoziare in Europa oppure probabilmente la priorità è la regolarizzazione di 600mila immigrati che ci sono in Italia”. Una regolarizzazione che come spiega Giansanti “non porterebbe alcun vantaggio all’agricoltura, perché buona parte di questi immigrati già lavora in questo settore e regolarizzarla significherebbe solamente spostarla da aziende che utilizzano manodopera clandestina verso aziende che invece hanno bisogno di manodopera”. “Perciò la carenza di 300mila stagionali rimarrebbe a prescindere. Senza dimenticare che se si regolarizzano 400-500mila operai stagionali domani saranno tutte persone che andranno a chiedere i sussidi di disoccupazione. Con l’effetto di aggravare i bilanci dello Stato e dell’Inps” conclude il presidente Giansanti.

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Imprese aperte lavoratori protetti

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Misurazione della temperatura all’ingresso in azienda, compilazione di un diario dei sintomi e dei contatti, barriere di plexiglas tra le scrivanie, lunchbox da consumare in ufficio o all’aperto e, sicuramente, uso di mascherine della tipologia più adeguata a tutelare sé stessi e gli altri. Sono solo alcune delle situazioni alle quali ci dovremo abituare nella cosiddetta Fase 2, quella della riapertura delle attività produttive.Per prepararla, una task force di esperti tecnico-scientifici delle università piemontesi e di altre università e centri di ricerca coordinati dal Politecnico di Torino ha elaborato un Rapporto, pubblicato oggi online, con le linee guida indicazioni precise su come gestire la riapertura.Il punto chiave sarà l’utilizzo corretto di metodi semplici ed estendibili a tutte le realtà aziendali: i dispositivi di prevenzione del contagio, in primis le mascherine, la garanzia del distanziamento, l’igiene e la sanificazione dei luoghi.Il Progetto coordinato dal Politecnico, che si chiama “Imprese aperte, lavoratori protetti”, ha adottato come slogan l’hashtag #ognunoproteggetutti; il punto chiave è infatti la condivisione e la fiducia reciproca tra lavoratori e imprenditori e la consapevolezza che solo assumendosi ciascuno le proprie responsabilità si è tutti più tutelati.“È quanto mai importante in questo momento di difficoltà metterci al servizio del Paese con le nostre competenze”, spiega il Rettore del Politecnico Guido Saracco, che aggiunge: “Abbiamo steso questo Rapporto con la collaborazione degli Atenei piemontesi e di un nutrito numero di esperti e tecnici, coinvolgendo il più possibile tutte le parti in causa nel processo della riapertura, per arrivare a indicazioni e metodologie condivise e applicabili, ma anche sostenibili”.Le linee guida definite nel rapporto saranno applicate in alcune aziende e realtà culturali che si sono già candidate per la sperimentazione, e che saranno seguite dalla task force per garantire misure adatte alla riapertura. Sono già 40 in sole 24 ore le aziende e realtà produttive, culturali e ricreative che si sono candidate a diventare beta-tester del progetto.Il Rapporto, frutto del lavoro di cinque gruppi di esperti e tecnici, fornisce istruzioni su quattro aspetti: prevenzione, monitoraggio, informazione e formazione per la prevenzione e il contenimento del contagio. Viene indicato, ad esempio, come gestire ingressi, turni e spazi: dalla distanza interpersonale da adottare in relazione alle superfici dei locali – con una maggiore densità di occupazione in aree di transito (corridoio) e meno in quelle di sosta “critiche” come la mensa e l’area fumatori – all’organizzazione degli ingressi e degli spazi grazie anche all’adozione di dispositivi di monitoraggio non invasivo (telecamere IR, telecamere, “intelligenti”) nel rispetto della privacy, alla suddivisione dei lavoratori in squadre.Anche l’utilizzo delle tecnologie dovrà essere potenziato, in modo coerente e tarato sullo sviluppo tecnologico di ciascuna realtà aziendale. Le tecnologie suggerite vanno dall’impiego di diari online per il tracciamento a metodi di screening diagnostico rapidi, economici e applicabili in larga scala (ad esempio temperatura con visori IR durante l’intera giornata lavorativa, app di autovalutazione dei sintomi, telediagnosi, ecc.), da attività di formazione online fino alle app per evitare di recarsi in luoghi nei quali già ci sono assembramenti, a sistemi di simulazione degli spazi e dei flussi, fino all’utilizzo della realtà virtuale per la formazione e il lavoro. Tutte le tecnologie suggerite sono tecnicamente ed economicamente praticabili da tutti, le grandi come le piccole imprese.Un discorso specifico va fatto per le mascherine, sul cui uso corretto c’è molta confusione: le mascherine chirurgiche o “di comunità”, specificatamente proposte dal Politecnico di Torino con un livello di qualità testato, sono quelle che i lavoratori dovranno indossare normalmente come dispositivo di prevenzione della trasmissione del contagio; solo in casi specifici (addetti alla rilevazione della temperatura all’ingresso, guardiania, cassieri, squadre di emergenza, ecc.) si consiglia l’impiego di dispositivi di tipo FFP2/FFP3, guanti e cuffie per capelli. Ogni lavoratore potrà opportunamente avere a disposizione un “kit” di protezione individuale, composto generalmente da 2-4 mascherine per uso giornaliero e gel igienizzante, che può aiutare a prevenire il contagio anche sui mezzi pubblici.Il tema dei trasporti è particolarmente delicato: sarà ancora possibile utilizzare tram, autobus e metro, ma con la consapevolezza che la responsabilità della sicurezza è condivisa tra passeggeri, autisti e gestori dei mezzi, ciascuno per quanto gli compete; quindi sì a distanze di sicurezza e minore affollamento, uso di mascherine e sanificazione dei mezzi, ma anche ai controlli sui contagi tra gli autisti.Una volta tornati in ufficio o in fabbrica, comunque, il lavoro cambierà secondo quelle modalità alle quali ci stiamo in parte abituando. Ingresso a turni o scaglionato per evitare affollamento sui mezzi pubblici e agli ingressi, potenziamento dello smart working, riduzione se non eliminazione delle riunioni in presenza, suddivisione dei lavoratori in squadre – tenendo anche conto della possibile presenza di lavoratori “deboli” rispetto al virus -, metodi di formazione interattiva e impiego della realtà virtuale sono solo alcuni degli strumenti suggeriti dal Rapporto.Un discorso a parete va fatto per teatri, sale da concerto, musei, cinema e biblioteche. Qui la ripartenza deve tenere conto di vincoli fisici, come ad esempio la difficoltà di sanificare ambienti di valore storico, economici, quali la forte riduzione dei posti a sede a sedere in sala per mantenere le distanze, ma anche psicologici, perché servirà una lunga fase di elaborazione prima che le persone tronino a frequentare luoghi chiusi affollati. Il Rapporto fornisce alcune indicazioni per avviare una riapertura, innanzitutto formando il personale e adeguando dove possibile i locali – come nelle biblioteche, dove è possibile applicare barriere di plexiglas – e gestendo gli accessi con app di programmazione.Tutte queste misure hanno ovviamente un costo, che deve essere contenuto anche perché ricadrà in parte, in prima battuta, sulle aziende. Per il supporto economico alle imprese il gruppo di lavoro ha elaborato proposte di misure di finanziamento specifico da parte della Unione Europea, lo Stato o le Regioni, al di là di quanto oggi disponibile. Analogamente, si propone un approccio nazionale, con l’istituzione di filiere autoctone per la produzione e acquisto centralizzato per i dispositivi di prevenzione. In questa ottica, il progetto include linee guida per la fabbricazione e la convalida di mascherine “di comunità” all’interno del nostro Paese con un adeguato livello di qualità ed in misura sufficiente per tutta la popolazione.

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Riaprire agriturismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

“Chiediamo al governo la riapertura di tutti gli agriturismo che possiedono grandi spazi e che quindi possano garantire l’applicazione delle attuali misure di distanziamento anticontagio. Gli agriturismo, perfetto esempio di multifunzionalità dell’impresa agricola e spesso un prezioso reddito integrativo per la stessa, oggi sono ad entrata zero. In particolar dove non è possibile l’agricoltura estensiva, queste attività costituiscono una fonte di reddito importante per gli imprenditori agricoli. Per questo motivo chiediamo che tutti gli agriturismo dove sussistano i requisti anticontagio possano riaprire il prima possibile”.È quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia responsabile del settore eccellenze italiane, Luca De Carlo.

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