Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 21 aprile 2020

Lettera Accademia medicina Torino

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Riceviamo e pubblichiamo: “L’Accademia di Medicina di Torino è stata chiamata più volte nella sua secolare storia a fungere da “consulente” per i temi sanitari e di salute pubblica dello Stato, integrata di fatto nel Consiglio Superiore di Sanità, istituito da Carlo Alberto nel 1847. Questa attribuzione di organo consulente venne conservata con la proclamazione del Regno d’Italia fino alla promulgazione della “Legge Ricasoli” sulla riorganizzazione amministrativa dello Stato (20 marzo 1865): in particolare, i Soci della Società Medico Chirurgica, nel 1835 diedero vita ad una pubblicazione intitolata “Effemeridi del Cholera morbus”, dedicata esclusivamente a notizie, provvedimenti, disposizioni e studi sull’epidemia che aveva investito l’Europa. Sulle pagine del Giornale dell’Accademia è possibile trovare traccia delle discussioni, dei suggerimenti e delle acquisizioni scientifiche fatte durante le diverse epidemie che hanno colpito il nostro Paese, ad eccezione della epidemia di spagnola del 1918-20, di cui non si poteva parlare, neppure in ambito scientifico, per la specifica censura imposta dal Governo. Anche in questa occasione l’Accademia di Medicina si è interrogata su quale potesse essere oggi il suo modesto contributo per superare nel nostro Paese una situazione che, se non efficacemente gestita, rischia di rivoluzionare la nostra civiltà: a tal fine, abbiamo attivato una pagina del nostro sito web (http://www.accademiadimedicina.unito.it/) nella quale è possibile a tutti (non solo ai Soci dell’Accademia) pubblicare il proprio contributo, mediante il quale esternare liberamente opinioni, proposte, progetti, idee, ma anche commenti a contributi di altri Colleghi, in modo di innescare un dibattito la cui sintesi potrà in seguito dar luogo ad un documento dell’Accademia da consegnare con spirito costruttivo alle autorità pubbliche. I contributi, che si richiede siano firmati e non eccessivamente lunghi (massimo 3500 caratteri spazi inclusi), dovranno essere inviati, fino al 15 maggio 2020, alla segreteria dell’Accademia di Medicina e, con il consenso degli Autori potranno essere pubblicati, insieme al documento finale, a futura memoria, sul nostro Giornale Da Giancarlo Isaia. (n.r. Da giornalisti noi offriamo il nostro contributo con i seguenti link di recente pubblicazione da parte della Fidest. (La fidest è per altro editore di numerosi testi sulla medicina editi da Amazon). Riteniamo che non ci sarà possibile, negli anni a venire, liberarci dalle pandemie virali e proprio per questo motivo l’attenzione della medicina dovrà essere rivolta, sempre più, alle ricerche virologiche e ad una adeguata filiera organizzativa sanitaria per ridurre il più possibile i rischi per la nostra salute nella sua globalità partendo dalle nostre fragilità. Ma va anche posto l’accento sulla necessità che l’opinione pubblica mondiale ne abbia la consapevolezza e l’economia e la produzione industriale nel metterla in conto nelle sue logiche evolutive e di profitto):
https://fidest.wordpress.com/2020/03/27/la-diversa-dimensione-umana-nelleta-del-declino-psico-fisico/
https://fidest.wordpress.com/2020/04/02/la-qualita-della-vita-la-clonazione/
https://fidest.wordpress.com/2020/04/15/generare-cellule-staminali-dal-dna/
https://fidest.wordpress.com/2020/04/15/curare-le-malattie-e-la-variabile-economica/
https://fidest.wordpress.com/2020/04/15/non-si-muore-solo-di-vecchiaia/
https://fidest.wordpress.com/2020/04/18/virus-batteri-nemici-invisibili/
https://fidest.wordpress.com/2020/03/17/il-virus-che-uccide-di-preferenza-gli-anziani/
https://fidest.wordpress.com/2020/03/17/la-teoria-genetica-dellinvecchiamento/

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La fase due preoccupa: categorie escluse

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Nella task force nominata dal Governo mancano gli albergatori e i ristoratori, gli operatori del turismo. Chiediamo al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Regione ai quali inviamo la presente nota che nelle commissioni consultive vengano inseriti professionisti del comparto ristorativo e alberghiero.Garantiremo, di certo, la salute pubblica con le norme dettate dall’Oms. Ripartiamo dal pubblico italiano, dai gusti e preferenze della platea che fino alla ripresa del flussi turistici sarà quella di riferimento. Ripartiamo dal territorio e dai prodotti locali.La riapertura ha in previsione, tutta una serie di indicazioni sanitarie che rivoluzioneranno il mondo della ristorazione come fin qui inteso. Servono aiuti a fondo perduto anche per questi adeguamenti che incideranno sul conto economico delle aziende. Servono linee e indirizzi chiari e certi e che provengono da chi questo mestiere lo conosce. Necessità non di risposte qualunque ma di indicazioni adeguate alle richieste di un settore fondamentale per l’economia italiana e globale. Altrimenti oltre alla crisi e allo sfacelo economico faremo i conti con una pericolosissima emergenza sociale. (www.ristoworlditaly.it)

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Castelli: Per un’Italia migliore

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

“Stiamo lavorando, giorno e notte, sui provvedimenti per consentire al Paese una ripartenza veloce, per fare in modo che nessuno, veramente nessuno, possa rimanere indietro.Continuo a pensare che sia il momento di mettere le polemiche da parte, di remare tutti nella stessa direzione. Poi mi rendo conto che c’è chi fa fatica, anche in un momento come questo, ad uscire da un perenne clima di campagna elettorale. Strumenti che erano ordinari, come gli ammortizzatori sociali e quelli di sostegno al reddito, sono diventati all’improvviso straordinari. I Fondi di garanzia per le imprese in difficoltà, che prima riguardavano una piccola parte del tessuto produttivo, adesso sono a disposizione dell’intero Paese. Stiamo facendo tutto velocemente, accorciando il più possibile i tempi di qualunque cosa. E lo stiamo facendo, giustamente, con i tempi di una democrazia. Non fatevi affascinare dai racconti sui “miracoli” di oltre confine.Possiamo fare di più? Certo, si può sempre fare di più. Anche per questo, da subito, abbiamo cercato di operare in sinergia con tutti, dalle parti sociali ai diversi livelli istituzionali. Dalle forze politiche di maggioranza e opposizione ai singoli operatori di settore. Le idee ed i suggerimenti di tutti meritano di essere studiati, approfonditi e messi in campo.Da questa fase uscirà un’Italia migliore, ne sono convinta. Tutti, finalmente, si sono resi conto anche dell’importanza di un nuovo modello economico e sociale. Dobbiamo avere solo il coraggio e la forza di realizzarlo.Non vogliamo lasciare indietro nessuno. E non lasceremo indietro nessuno”.

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Medici di famiglia “a mani nude” contro il virus

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

«Con ruoli e sfumature diverse, Stato, Regioni, Ats hanno delle responsabilità nell’aver lasciato sguarnito il territorio durante l’epidemia, non proteggendo i medici. È vero che ogni nazione sperava di arrivare ultima nel contagio, ma in Italia c’era un piano pandemico dal 2006 e in Lombardia c’era un piano regionale per le pandemie dal 2009. C’era tutto il tempo di procurare i kit protettivi, previsti da quei piani. E i medici di famiglia sono il primo avamposto a contatto con il virus». Paola Ferrari, avvocato, referente del sindacato Fimmg sul tema Covid-19, fa il punto sulle conseguenze legali che potrebbe implicare l’aver lasciato i medici “a mani nude” contro il Covid 19.
Posto che anche i familiari dei pazienti morti, caso per caso, potranno chiedere che siano vagliate forme responsabilità in casi di gravi omissioni. Con emendamenti al decreto legge Cura Italia, in questi giorni le forze politiche da una parte stanno chiedendo lo scudo legale per il personale sanitario per tutta la durata dell’emergenza; dall’altra parte, altri emendamenti ora ritirati, hanno chiesto fino a ieri l’immunità per le strutture. «Lo scudo legale è tema delicato, che dal punto di vista delle catene decisionali riguarda non solo strutture ma più persone. Ci sono diversi livelli di responsabilità che il testo unico contro gli infortuni 81/08 pone in capo al datore di lavoro. In Lombardia – spiega Ferrari – ha pesato la mancata predisposizione di misure di sicurezza minime per proteggere gli operatori, in particolare i medici di medicina generale. Che sono liberi professionisti convenzionati e non dipendenti del Servizio sanitario, ma hanno un rapporto di lavoro coordinato e continuativo con l’Agenzia di tutela sanitaria, e in quanto presìdi del Ssn vanno protetti. Non lo sono stati. E ciò benché fossero il primo baluardo contro un’epidemia, e il piano pandemico nazionale imponesse di minimizzare il rischio di trasmissione. Necessitavano adeguati volumi di kit protettivi aggiornati, e c’era tutto il tempo di procurarli. Del resto, in vista dell’arrivo dell’influenza, l’Ats procura vaccini e mezzi di produzione per le vaccinazioni. In tv avevamo tutti visto i sanitari cinesi vestiti da “ghostbusters”, militarizzati. Chi ha inviato i medici a organizzare una prima difesa della popolazione a mani nude, ha pesanti responsabilità. Anche politiche. La riforma della sanità lombarda del 2015 non ha messo al centro l’assistenza territoriale ma ha creato tra Asst e Ats più catene di comando autonome sulla falsariga della gestione ospedaliera». Accanto alla mancata dotazione di Dpi, c’è un altro elemento che ha peggiorato la situazione epidemica, stavolta da far risalire alla catena di comando nazionale. «Nel triage per scoprire il contagio è stato inserito il criterio della provenienza dalla Cina. La Lombardia ha 3 aeroporti internazionali, densità di 400 abitanti al km quadrato e di 17 mila a Milano, e per giunta da dicembre c’era un boom di polmoniti. Tanto bastava per far scattare quantomeno l’acquisto dei dispositivi, previsti dal Testo Unico 81/08 nella procedura di valutazione del rischio biologico nonché dalle misure di sicurezza pubblicate da Inail. È vero, l’Oms ha indicato le mascherine chirurgiche per le procedure a rischio, in tutto il mondo c’è stata sottovalutazione sul momento, ma noi le linee guida le avevamo e dovevamo rispettarle».
Intanto la Ragioneria dello Stato ha negato l’equiparazione dei medici convenzionati agli ospedalieri per l’accesso ai dispositivi di protezione. «Voglio pensare che la Ragioneria non si occupi di affrontare pandemie. In guerra non hai problemi contabili, hai un nemico e devi essere equipaggiato. Stato, Regioni ed Asl non possono pensare che essendo il medico di famiglia un libero professionista potesse andare lui a comprarsi i Dpi, a sue spese e aspettando la spedizione. La convenzione prevede già il rimborso dei mezzi di produzione -dice Ferrari- dal personale di studio all’informatica.
Di più: si sarebbero dovuti prevedere kit anche per i collaboratori del medico, e un organismo di controllo per verificare se tutti gli operatori sanitari fossero dotati a sufficienza. I medici di famiglia sono presìdi del Ssn, è una qualificazione contenuta nella legge. Un presidio che costituisce il primo avamposto contro la pandemia. Ed il primo che intercetta il nemico va “armato”», senza se e senza ma». da Mauro Miserendino (fonte Doctor33)

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Coronavirus, in attesa delle linee guida al via i test d’immunità in molte Regioni

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

In attesa del vaccino, si parte con i test sierologici di immunità per definire la percentuale di cittadini che ha sviluppato anticorpi al SarsCov2. Mentre Toscana, Sicilia, Lombardia e Lazio hanno iniziato a procedere per conto proprio, cresce il pressing delle Regioni sul ministero della Salute perché fornisca linee guida chiare. In risposta il Comitato tecnico scientifico, sembrerebbe aver definito e validato i criteri e le caratteristiche dei test sierologici che dovranno essere utilizzati per la campagna nazionale.
Tra due o tre settimane dovrebbe prendere avvio in tutta Italia la campagna nazionale sui test sierologici che, come già illustrato dal presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, sarà effettuata a campione sulla popolazione italiana per avere un quadro epidemiologico più chiaro della propagazione del virus. Il campione comprenderà circa 150mila cittadini, divisi per sei fasce di età, genere e profili professionali. Si potrà così “avere il polso” della pervasività del virus a livello territoriale ma anche in relazione ai diversi settori, definendo un profilo di rischio dei lavoratori in vista della fase 2 di riapertura del Paese a maggio. A stretto giro arriverà quindi la validazione da parte del Comitato tecnico scientifico dei test sierologici che verranno prescelti e che dovranno garantire elevata «sensibilità, specificità e applicabilità» a livello nazionale. Eppure c’è chi non pensa che i test sierologici siano così affidabili. Pierino Di Silverio, responsabile Anaao Assomed Settore giovani, su Radio Cusano Campus, ha detto: «I test sierologici rapidi pensati per verificare l’immunità al Covid-19 sono ad oggi poco precisi, non sono stati approvati dal ministero come test per fare diagnosi. Mi spiego, questi test hanno, se utilizzati troppo precocemente, una affidabilità veramente troppo bassa per essere sostituiti ai tamponi. A noi occorre un altro tipo di test per verificare la presenza nel sangue di immunoglobuline capaci di dirci se un soggetto ha sviluppato una immunità al virus». Secondo Di Silverio, dunque, «se sottoponiamo cittadini o medici sperando di fare diagnosi di coronavirus sbagliamo, perché rischiamo di avere falsi negativi, ossia persone che presenteranno i sintomi dopo qualche giorno dal test».
La Toscana, intanto, ha annunciato già un accordo con 61 laboratori privati che permetterà di effettuare test sierologici per 400.000 persone, includendo anche i lavoratori dei servizi essenziali. Ed anche il caso del Lazio dove, nei prossimi giorni, partirà una campagna con 300 mila test per tutto il personale sanitario, le Rsa e le forze dell’ordine. In Lombardia, invece, saranno effettuati 20.000 test sierologici al giorno, dal 21 aprile, cominciando dagli operatori sanitari e dai cittadini che devono tornare al lavoro con particolare riferimento alle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Lodi. La Campania ha invece deciso lo stop ai test sierologici nei laboratori privati accreditati, perché non potrebbero essere garantite le misure di contenimento. Si attende comunque un parere del Ministero. L’obiettivo del governo Musumeci, governatore della Sicilia, è quello di monitorare l’andamento del contagio come avvenuto per altre epidemie con un screening epidemiologico attraverso i test sierologici per contrastare il contagio da Coronavirus. ( da Anna Capasso Doctor33)

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Coronavirus: ricorso al Tar per illegittimità del comitato che deve decidere la fase 2

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Il Codacons presenta un ricorso d’urgenza al Tar del Lazio contro il comitato di esperti che dovrà decidere circa la fase 2 dell’emergenza coronavirus. Come noto col Decreto del 10 aprile scorso il Presidente del Consiglio dei Ministri ha istituito un Comitato di esperti in materia economica e sociale (guidato dal top manager Vittorio Colao, già membro di una lobby a tutela delle multinazionali) con il compito di elaborare e proporre misure necessarie per fronteggiare l’emergenza epidemiologica COVID-19, nonché per la ripresa graduale nei diversi settori – spiega il Codacons – Di tale task force fanno parte soggetti provenienti dal mondo dell’economia, della psicologia, della statistica, e dei vari ambiti sociali ma, in modo del tutto assurdo, dal comitato in questione sono stati esclusi proprio i soggetti più di tutti interessati dalle decisioni che saranno assunte: i cittadini.
Eppure il punto di vista del dei consumatori e degli utenti nelle scelte di Governo è da tempo ritenuto fondamentale per dare completezza ai provvedimenti da adottarsi, ancor più nel caso della “Fase 2” dell’emergenza coronavirus, considerato che i cittadini sono i destinatari finali “delle attività sociali, culturali, economiche e produttive” che il Governo intende riaprire istituendo il Comitato di esperti.Il decreto del Governo che ha escluso i cittadini dalla task force viola in modo palese il principio dell’agire amministrativo, discendente dal principio di imparzialità di cui all’art. 97 della Costituzione, secondo cui l’Amministrazione procedente deve prendere in considerazione, ai fini dell’emissione di un dato provvedimento, tutti gli interessi che insistono sulla vicenda in ordine alla quale provvedere. Ma ad essere violate sono anche le disposizioni comunitarie, come la Convenzione di Aarhus, ratificata in Italia con L. n. 108/2001, che specifica come i cittadini debbano avere accesso alle informazioni ed essere ammessi a partecipare ai processi decisionali, atteso che tale partecipazione migliora la qualità delle decisioni e ne rafforza l’efficacia. Per tali motivi il Codacons deposita formale ricorso d’urgenza al Tar del Lazio, col quale si chiede ai giudici l’immediata ammissione nel Comitato di esperti di un rappresentante dei cittadini proposto dall’associazione dei consumatori, e in subordine disporre la sospensione dei provvedimenti gravati ai fini del riesame anche mediante nomina di un commissario ad acta.

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Les sociétés européennes ont un choix à faire

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Elles peuvent s’obstiner suivre le chemin du ‘retour à la normale’ ou elle peuvent décider de faire face aux crises sanitaire et économique majeures en adoptant une prospective innovante qui mette la résilience humaine et sociétale au centre de la réponse continentale au Covid-19, Ceci aura notamment un impact sur nos systèmes énergétiques et de mobilité pendant et après la crise. Ce Policy Brief met en avant les actions que l’Union Européenne peut entreprendre pendant les trois phases de la réponse à la crise du Covid-19 : gestion de la crise, relance économique et redressement budgétaire. Il se focalise spécifiquement sur les instruments de politiques énergétiques et de mobilité qui pourraient contribuer à résoudre les crises sanitaire et économique et qui sont des outils vitaux pour construire une Europe propre et résiliente dans le futur proche. (font:Institut Jacques Delors)

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L’indispensable incarnation politique de la solidarité européenne

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

La Déclaration Schuman, dont le 9 mai prochain marquera le 70ème anniversaire, appelait à des “réalisations concrètes créant d’abord une solidarité de fait”. Le concept même de “Communauté” signifie à la fois des échanges ouverts et confiants entre ses membres, la mise en commun de moyens et l’entraide en son sein. La substitution de l’Union aux Communautés n’a rien retiré à cette triple dynamique du projet européen qu’a résumé Jacques Delors selon sa fameuse formule : “La concurrence qui stimule, la coopération qui renforce et la solidarité qui unit”. Lorsque l’épreuve devient collective aux Vingt-Sept et d’ampleur inédite depuis la Seconde guerre mondiale, la solidarité européenne doit se montrer au grand jour. Malmenée au fil des crises des dix dernières années, cette solidarité exige aujourd’hui à la fois d’être officiellement activée, une impulsion franco-allemande, une figure incarnant le combat commun qui comble le déficit de leadership et d’incarnation européen actuel, une stratégie géopolitique et de communication internationale. (font: Institut Jacques Delors)

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Un travail essentiel

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Alors que les gouvernements affûtent leurs scénarios de dé-confinement graduel et que les Vingt-Sept préparent un sommet européen très attendu, le 23 avril, pour redresser leurs économies mises à l’arrêt par la pandémie, la lutte contre celle-ci agit à la fois en révélateur des ressorts de nos sociétés et d’accélérateur de tendances.Le confinement a placé ainsi partout en première ligne tous ceux qui accomplissent un « travail essentiel » pour permettre aux hôpitaux et maisons de retraite de fonctionner mais aussi aux commerces d’être livrés, aux chaussées de rester salubres, à l’information de circuler. Autant de professions dont la reconnaissance, la rémunération, la protection, l’attractivité et l’évolution mériteront un dialogue social approfondi pour progresser.
Autre place rappelée parfois douloureusement par le Covid-19, celle des personnes âgées pour la protection desquelles tant de mesures drastiques sont prises. La Charte européenne des droits fondamentaux leur reconnaît celui « à mener une vie digne et indépendante et à participer à la vie sociale et culturelle. » Dans un continent vieillissant, cette dignité et cette participation seront à consolider avec les autres générations après les confinements progressivement levés.La crise sanitaire et ses désastres économiques démontrent enfin le besoin d’Etat et plus largement des pouvoirs publics, y compris militaires. Ils en révèlent des dysfonctionnements mais avant tout l’incontournable nécessité et autorité pour réorganiser d’emblée la vie collective. En plusieurs pays, la figure d’ordinaire effacée du chef d’Etat a montré sa force cachée pour soutenir une nation déboussolée.Parallèlement, cette pandémie peut servir d’accélérateur de tendances déjà à l’œuvre. On le constate dans la transition numérique, domaine en train de montrer davantage son utilité sociale. On l’observe sur le plan géopolitique, devant une nouvelle ascension de l’Asie et un recul du leadership américain. Dans les mouvements migratoires sous tension. Pour la transition écologique, la question reste ouverte de savoir si cet épisode la précipitera ou si, à l’inverse, elle risque d’encore dangereusement la repousser. Amarrer le futur plan de relance au Pacte vert est un premier défi posé à l’Union européenne, dont cette nouvelle crise a ressuscité de vieux clivages. Les surmonter sera tout l’enjeu du prochain Conseil européen, qui ne devra pas accentuer la pente des divisions mais au contraire dégager – et incarner- toute la force politique dont est porteuse l’unité. La France et l’Allemagne ont un rôle d’entraînement à jouer.Au-delà de l’urgente nécessité des Vingt-Sept à s’accorder sur un financement ambitieux de la relance de leurs économies, c’est tout le logiciel européen que cette crise, encore pleine d’inconnues, invite à réviser. Sur le plan défensif, la résilience et, sur le plan offensif, l’autonomie stratégique, émergent comme deux possibles mots d’ordre autour desquels réordonner les capacités de l’Union. Cela ouvre un nouveau champ à la Conférence sur le futur de l’Europe. Et d’ores et déjà, aux think tanks dont le travail de « laboratoire d’idées » peut, en cette période d’ébranlement et de réinvention, se révéler plus essentiel. (Sébastien Maillard Directeur de l’Institut Jacques Delors)

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Aumentano le famiglie in ristrettezza economica

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

La sospensione, anche se temporanea, delle attività produttive per fronteggiare l’emergenza sanitaria del Covid-19 ha, fra le altre cose, causato per 3,7 milioni di lavoratori il venir meno dell’unica fonte di reddito familiare. Ad essere più colpite sono le coppie con figli (1.377 mila, 37%) e i genitori “soli” (439 mila, 12%) con il rischio di non riuscire a fronteggiare le spese quotidiane. Un dato preoccupante se si considera che ben il 47,7% dei lavoratori dipendenti dei settori “che hanno chiuso” guadagnava meno di 1.250 euro mensili e il 24,2% si trova addirittura sotto la soglia dei mille euro. É quanto emerge dall’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro “COVID-19: aumentano le famiglie in ristrettezza economica” . Ad essere coinvolta, oltre ai ceti più deboli a rischio (o già in) povertà , è anche la vasta platea di lavoratori a reddito medio-basso, per la quale l’assenza di reddito anche per un solo mese può determinare una situazione di grave disagio. Tra gli altri profili sociali in bilico, poi, i giovani (oltre il 60% della popolazione 25-29 anni abitualmente non supera i 1.250 euro), mentre da un punto di vista territoriale è al Sud che si ha la maggiore concentrazione di disagio con una incidenza, tra i lavoratori dipendenti temporaneamente senza lavoro, dei monoreddito, pari al 49,6% (contro il 35,2% dei residenti del Centro e il 34,3% del Nord Italia).

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Coronavirus e anziani

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

A 10 giorni dall’attivazione del Numero Verde 800.99.14.14 dedicato all’emergenza solitudine degli anziani da Senior Italia FederAnziani e WINDTRE con l’apporto operativo degli psicologi dell’emergenza e volontari di SIPEM SoS Federazione – Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza, facciamo il punto della situazione. Numerose le chiamate che tutti i pomeriggi raggiungono psicologi e volontari SIPEM SoS per chiedere ascolto, conforto e in alcuni casi informazioni pratiche su come gestire la vita in solitudine durante l’imposto isolamento sociale da Coronavirus. Il servizio rivolto specificatamente all’anziano solo, ha accolto sino ad ora telefonate da persone di età compresa tra i 60 e i 95 anni di età; una piccola percentuale, circa il 2%, di richieste arrivano da persone più giovani preoccupate per i propri genitori, nonni, vicini di casa, che chiedono una consulenza su quali siano le migliori strategie per aiutarli in questo momento, sia da un punto di vista pratico che psicologico. Spesso infatti sia gli anziani che gli adulti ignorano tutti i servizi che comuni, enti ed istituzioni mettono in campo per aiutare il cittadino in emergenza, spesso in una vera e propria gara di solidarietà. Gli anziani che hanno sino ad ora beneficiato di un supporto professionale da parte dei nostri operatori sono sia uomini che donne (equamente 50%), residenti in prevalenza nel Nord Italia, e distribuiti per la restante parte tra Centro e Sud Italia.”Chi ci chiama sono persone la cui solitudine è stata aggravata dalla confusione di notizie ora allarmistiche ora ottimistiche che li vedono protagonisti come soggetti fragili, su cui aleggia l’ipotesi di una morte caratterizzata non solo da sofferenza ma anche dall’isolamento e completo allontanamento dai propri cari”, riporta Elena Zito, psicologa, portavoce SIPEM SoS.Alcuni sono disorientati dalla costrizione conseguente all’isolamento perché gli è stato tolto quel sostegno sociale esterno e quotidiano su cui potevano contare (ad esempio frequentare la chiesa, andare dal panettiere o al centro sociale per anziani, ecc.), sperimentano emozioni nuove, vivendo la contraddizione del sentirsi al sicuro ma anche in gabbia nelle proprie case; tra di loro ci sono vedovi/e, altri ancora assistono coniugi malati perché anche le badanti sono state allontanate per proteggerli dal contagio. Molti sono in ansia non tanto nel considerare la fine imminente della propria vita che, come dice qualcuno, è qualcosa di già contemplato, ma è l’incertezza di non poter più fare le cose normali e banali, come dare una carezza a un nipote o discutere con i figli per futili motivi, che oggi hanno acquisito un valore inestimabile e si fanno sentire nella morsa della mancanza.
Il Numero Verde fornisce ascolto, un ascolto professionale da parte di psicologi e volontari esperti in ambito emergenziale: “Lo psicologo che risponde all’800.99.14.14 ha il compito di accogliere e comprendere le emozioni dell’anziano restituendo empatia e interesse, in un dialogo che aiuti la persona a ridare senso ai propri giorni e a individuare le proprie risorse interne, per sentirsi più pro-attivi e meno vittime delle circostanze” dichiara la dott.ssa Lucia Caimmi di SIPEM SoS, supervisore clinico del progetto ed esperta in gerontologia, “siamo chiamati ad accogliere la sofferenza, l’angoscia e la paura del contagio di persone cha hanno necessità di riorganizzare la propria quotidianità, passando attraverso ciò che hanno a disposizione, valorizzandole nelle loro ricchezza di esperienza di vita”.”Sempre più emerge che la generazione degli anziani è quella maggiormente penalizzata dalla pandemia – dichiara il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – La prospettiva di un lungo periodo di isolamento sociale, in particolare per questa fascia d’età più fragile, rende indispensabile l’adozione di misure che consentano agli anziani di tornare a una condizione di normalità pur all’interno dei nuovi limiti imposti da ragioni di sicurezza. Occorre investire in servizi destinati ai senior, non solo per rispondere ai loro bisogni materiali e primari, ma anche al diffuso bisogno di supporto psicologico e di mantenimento di una vita sociale attiva, tenendo conto anche dell’importanza di promuovere stili di vita sani e benessere (alimentazione equilibrata, movimento in casa, aderenza alla terapia) per evitare pesanti ricadute in termini di salute nel periodo successivo alla pandemia”.

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È arrivata la Guida agli Extravergini 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

La Guida agli Extravergini 2020 a cura di Slow Food Italia, il libro-bussola che come ogni anno aiuta i consumatori a districarsi nel complesso e articolato mondo dell’olio e le aziende produttrici di extravergine d’oliva buono pulito e giusto a farsi conoscere, è da oggi disponibile. Sino a qualche mese fa avremmo scritto è in libreria, ma la situazione che stiamo vivendo ci impone una diversa modalità di distribuzione. La nuova edizione si può acquistare su http://www.slowfoodeditore.it. Da oltre venti anni il volume segnala il meglio della produzione italiana di qualità. Grazie a una rete di oltre 100 collaboratori, che non sono solo esperti degustatori, ma persone presenti sul territorio, che conoscono le aziende dall’oliveto alla bottiglia, la Guida offre uno spaccato dell’Italia dell’olio completo e ricco di particolari. Nell’edizione 2020 sono raccontate 580 realtà tra frantoi, aziende agricole e oleifici, recensiti 943 oli tra gli oltre mille assaggiati.Cresce il numero delle aziende che certificano in biologico l’intera filiera e aumentano i produttori (120) che hanno aderito al Presidio Slow Food Olio extravergine italiano, il progetto che promuove il valore ambientale, paesaggistico, salutistico ed economico dell’olio, che tutela oliveti antichi, cultivar autoctone e raggruppa produttori che non adoperano fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici.Non mancano poi nella Guida, facilmente individuabili, i riconoscimenti classici: la Chiocciola indica le aziende (28) che si distinguono per la loro totale coerenza con la filosofia Slow Food; Grande Olio attribuito agli extravergini che si sono distinti per particolari pregi dal punto di vista organolettico e perché ben rispecchiano territorio e cultivar. A queste caratteristiche, il premio Grande Olio Slow aggiunge il riconoscimento rispetto pratiche agronomiche sostenibili applicate.Com’è stata l’annata 2019? Le difficoltà maggiori le ha provocate il clima che, con i suoi cambiamenti ormai troppo frequenti, colpisce ogni anno a macchia di leopardo la nostra produzione. Se nel 2018 era stato il Sud a risentire dei suoi effetti, l’annata 2019 ha ridotto letteralmente in ginocchio la produzione del Nord Italia, con cali che vanno dal 50% in Liguria sino al 95% sul Garda. E questo si legge bene dalla Guida dove le realtà del Nord sono poco presenti. Mentre tiene, mediamente, il Centro e cresce, a doppia cifra percentuale, il Sud (anche se il raffronto avviene sui dati disastrosi dell’anno precedente). La Guida, da sempre, vuole essere anche un invito per andare a visitare queste realtà che fanno parte di un settore strategico per il Made in Italy che concorre a disegnare il volto paesaggistico della nostra nazione. Questi consigli di acquisto e visita oggi sono ancora più importanti. Quando ci si potrà nuovamente spostare mettete in calendario una gita per andare a trovare produttore di olio tra quelli segnalati dalla Guida: tra questi ben 177 offrono ristorazione e 190 sono quelli con possibilità di alloggio. Un’opportunità per viaggiare tra territori, uomini e varietà e per vivere un mondo da scoprire, apprezzare e assaggiare.

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Verizon Business: accordo per l’acquisizione di BlueJeans

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Verizon Business ha annunciato oggi di aver siglato un accordo definitivo per l’acquisizione di BlueJeans Network, stimata piattaforma di videoconferenza ed eventi di livello enterprise. L’acquisizione amplia l’offerta unified communication immersiva di Verizon. Il servizio video cloud-based di BlueJeans attualmente serve numerosi settori e aziende, dalle piccole organizzazioni ad alcuni dei più grandi marchi multinazionali al mondo, e ha svolto un ruolo significativo nel garantire il proseguimento delle attività di queste compagnie in questo periodo caratterizzato da forte incremento del lavoro da casa.L’acquisizione combinerà immediatamente la semplice, intelligente e affidabile piattaforma meeting di BlueJeans con l’offerta unified communication as a service di Verizon. I clienti potranno beneficiare dell’esperienza video di livello enterprise di BlueJeans sulle reti globali ad alte prestazioni di Verizon. Inoltre, la piattaforma sarà integrata nella roadmap dei prodotti 5G di Verizon, fornendo soluzioni di engagement sicure e real-time per settori in rapida crescita come la telemedicina, l’apprendimento a distanza e quello del field service.”La combinazione della piattaforma di collaborazione video per le aziende globali di BlueJeans e del suo stimato brand con l’innovazione dell’edge computing di nuova generazione di Verizon Business fornirà soluzioni altamente differenziate e valide ai nostri comuni clienti”, ha affermato Quentin Gallivan, CEO di BlueJeans Network. “Siamo molto felici di unirci al team di Verizon e crediamo davvero che il futuro delle comunicazioni aziendali inizi oggi!” BlueJeans viene regolarmente citato come uno degli strumenti di videoconferenza e collaborazione leader del mercato, che permette di realizzare meeting cloud-based ed eventi interattivi di grandi dimensioni che sono semplici, scalabili e sicuri. I fondatori di BlueJeans e i principali membri del management dell’azienda si uniranno a Verizon per guidare la continua crescita e innovazione del business. I dipendenti BlueJeans diventeranno dipendenti Verizon immediatamente dopo la conclusione dell’accordo. Il passaggio è soggetto alle consuete condizioni di chiusura e dovrebbe concludersi nel secondo trimestre. Evercore e Goodwin Procter sono stati consulenti di BlueJeans mentre Debevoise & Plimpton sono stati quelli di Verizon.

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Coronavirus e italiani in casa. Ma le abitazioni nel nostro Paese sono adeguate?

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

L’emergenza sanitaria ha costretto una buona parte dei 25 milioni e 700 mila famiglie italiane a passare molto tempo tra le mura domestiche, modificando radicalmente le proprie abitudini sociali e il modo di vivere la casa. Ma le abitazioni degli italiani sono adeguate a fronteggiare questa situazione? Secondo l’analisi di Abitare Co., società attiva nell’ambito dell’intermediazione immobiliare, le famiglie italiane hanno a disposizione una superficie media di ben 117 mq, ma con valori che variano sensibilmente sul territorio. Tra le 12 grandi città sono i milanesi ad avere la minore superficie media (88 mq), seguiti dai torinesi (91 mq) e dai bolognesi (96 mq), mentre gli spazi si allargano a Palermo (116 mq), Verona (114 mq) e Venezia (112 mq).
Al di là delle medie statistiche, il dato tendenzialmente positivo sulla superficie vale per tutti? Su questo la fotografia di Abitare Co. mostra aspetti meno rosei. Secondo l’ultimo censimento Istat, più di un terzo delle abitazioni occupate da persone residenti, pari quasi a 8.230.000 case, è al di sotto degli 80 mq e il 13,4% (circa 3.232.000) non raggiunge i 60 mq. Una percentuale, quest’ultima, che tra le province dei capoluoghi di regione sale sensibilmente al 22,7% di Milano, al 22,4% di Trieste, al 21% di Aosta, al 20,4% di Torino e al 18,7% di Roma. Un dato importante se si considera che le famiglie italiane sono composte mediamente da 2,3 componenti.E i nuclei numerosi? Oltre un quinto delle abitazioni (20,7%) occupate da più di 4 persone è inferiore a 80 mq, ma con un’incidenza che arriva al 29,8% nella provincia di Milano, al 31,3% di Torino, al 32,5% di Roma sino al 34% di Napoli.Abitazioni, quindi, sovraffollate: nel 2018, sempre secondo i dati dell’Istat, ben il 27,8% delle persone, pari a oltre 16,8 milioni, viveva in questa condizione. Un dato che varia sensibilmente dal tasso più basso della Valle d’Aosta (18,5%) e del Friuli-Venezia Giulia (19,4%) sino alle regioni più sovraffollate tra cui le Marche (41,2%), l’Umbria (37,7%) e l’Abruzzo (37,4%). Anche analizzando il dato per numero medio di stanze per persona, con 1,4 camere l’Italia si posiziona al 24° posto in Europa, ben lontana da Paesi come Malta (2,4), Irlanda (2,3) e con 2,2 Belgio, Lussemburgo e Regno Unito. Ma oltre al sovraffollamento si aggiunge anche la carenza dei servizi primari e strutturali. Anche se rispetto al 2014 c’è stato un significativo miglioramento, nel 2018 quasi otto milioni di cittadini (13,2% della popolazione) vivevano in abitazioni con problemi strutturali o di umidità, con una situazione più marcata in Calabria (22,4%) e Sardegna (21,9%).Inoltre, ritornando al censimento del 2011, nelle abitazioni occupate da persone residenti quasi 415.400 case erano senza acqua potabile e 250.600 senza acqua calda, oltre 2.081.000 non avevano un impianto di riscaldamento, in circa 35.900 si registrava l’assenza di un gabinetto, in quasi 138.100 nessun impianto doccia e/o vasche da bagno e quasi 6.458.400 non ha la cucina.
Ultimo aspetto che in questo periodo ha un ruolo importante per le famiglie in quanto consente di avere un contatto con l’esterno, riguarda la presenza di balconi, terrazzi e giardini di proprietà [5]. Se la maggior parte sono senza dubbio “fortunati”, nel 2018 c’era comunque l’11,4%, pari a quasi 2.650.000 famiglie, che non disponeva di questi “benefit”.

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Università Parma: Avvio degli esami scritti a distanza

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Un ulteriore passo avanti dell’Università di Parma per assicurare la regolare continuità del percorso formativo dei propri studenti, in questo periodo di emergenza sanitaria in cui tutte le attività didattiche frontali sono sospese.Sono infatti state pubblicate le indicazioni relative allo svolgimento degli esami di profitto nel caso in cui siano previste inevitabilmente prove scritte o pratiche, che richiedono, vista la modalità a distanza, un forte senso di responsabilità e collaborazione tra docenti e studenti.Al link Esami scritti – videotutorial è disponibile un video tutorial in cui vengono illustrate le istruzioni a cui gli studenti dovranno attenersi; qualche giorno prima della data dell’appello gli studenti riceveranno via e-mail eventuali ulteriori istruzioni specifiche da parte dei singoli docenti. Alla pagina web del Centro SELMA sono raccolte tutte le guide utili per la didattica online.Tutte le info dell’Università di Parma sul Coronavirus sono costantemente aggiornate alla pagina dedicata sul sito web di Ateneo (https://www.unipr.it/node/27981).

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Italiani ancora preoccupati, ma iniziano a pensare alla Fase 2

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Il monitoraggio settimanale GfK sugli effetti di COVID-19 riflette il nuovo assetto degli italiani, che si stanno lentamente adattando alla “nuova” normalità. Crescono le preoccupazioni economiche e si rimandano ancora gli acquisti non essenziali. I primi desideri per il dopo crisi: riabbracciare i propri cari, viaggiare, andare al ristorante e fare shopping.A febbraio GfK ha attivato un tracking settimanale per misurare gli effetti del Coronavirus sugli stili di vita, le abitudini e le strategie di consumo degli italiani. I risultati delle ultime due settimane* mettono in luce alcune novità che riflettono l’evoluzione del sentiment degli italiani:Si stabilizzano le preoccupazioni per l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, in parallelo al rallentamento del numero dei contagi registrati nelle ultime settimane in Italia. Allo stesso tempo, con il prolungamento del lockdown crescono le preoccupazioni legate all’economia, sia per quanto riguarda il futuro del Paese ma soprattutto riferite al momento presente. Complessivamente, il giudizio sul sistema Paese rimane ancora positivo, ma crescono le attese degli italiani nei confronti del mondo Politico.
Ancora sospesi gli acquisti non essenziali. Nelle ultime settimane è leggermente diminuita la corsa all’accaparramento e alla scorta di prodotti ed emergono alcuni deboli segnali che raccontano della voglia degli italiani di riconquistare progressivamente pezzi della propria vita, alla ricerca di una “nuova” normalità. Nonostante questo, i consumatori sono ancora cauti nelle proprie strategie di spesa e preferiscono rimandare a un secondo momento gli acquisti di beni non essenziali. Inoltre, il 25% degli intervistati non ha ancora deciso se farà o meno le vacanze estive, mentre il 16% sta valutando addirittura di rinunciare.
Per il dopo crisi c’è voglia di ritorno alla normalità. Il lockdown sta limitando da tantissimi punti di vista la vita degli italiani e con il passare delle settimane siamo sempre più ansiosi di tornare alla vita di tutti i giorni. Pensando ai primi luoghi dove vorrebbero andare una volta finita la crisi, gli italiani mettono al primo posto gli affetti: il 27% dichiara che per prima cosa andrà a casa di amici e parenti. Molta alta la percentuale di chi desidera prima di tutto tornare a viaggiare (23%) ma anche di chi sogna di uscire al ristorante, al pub o in discoteca (17%). Nell’ultima settimana sale anche la percentuale di chi mette al primo posto l’andare a fare shopping (+5%). Seguono nella classifica delle attività più desiderate la possibilità di andare in palestra o fare sport all’aria aperta e quella di andare al cinema o partecipare ad eventi pubblici (concerti, teatro, festival ecc).

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Mobilità dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Il sindacato Udir ha presentato alla VII commissione del Senato dieci proposte di modifica del decreto legge. Tra le proposte, quella relativa alla Sblocco della mobilità interregionale e mobilità straordinaria DS. Vai al testo degli emendamenti. Udir ha inviato dieci proposte di modifica del Decreto Scuola presentato dal Ministro Azzolina, attualmente all’esame della VII Commissione del Senato: dalla revisione dei criteri per la valutazione degli scrutini a quelli per gli esami di stato, dalla tutela della salute del personale e degli studenti alla piena valorizzazione dell’attività di didattica a distanza, a un piano straordinario di mobilità dei dirigenti prima delle prossime immissioni in ruolo.Come ha affermato il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, in un’intervista ai microfoni di Teleborsa, “l’emergenza deve valorizzare il ruolo dell’autonomia e il lavoro svolto da tutta la comunità educante. I dirigenti scolastici ritengono che non si debba ‘sminuire’ il ruolo degli organi collegiali, che possono riunirsi a distanza”.Per quanto riguarda la mobilità, Pacifico ha lanciato un “appello anche a favore dei dirigenti scolastici neoassunti, che dovrebbero rimanere nelle sedi assegnate e vacanti per almeno 5 anni. È giusto che anche questi rientrino in quel piano di mobilità straordinaria valido per tutti i dirigenti scolastici in base all’anzianità di servizio”.La misura proposta da Udir si pone “l’obiettivo di sbloccare la grave situazione di disagio a cui sono soggetti numerosi Dirigenti Scolastici collocati fuori regione e di evitare l’ulteriore stallo della mobilità interregionale a cui sarebbero soggetti molti dei dd.ss. vincitori del concorso 2017 e collocati fuori regione, nonché i dirigenti scolastici in ruolo da anni e assegnati fuori della propria regione, tenuto conto anche dell’ultima selezione avvenuta su graduatorie nazionali per i dirigenti scolastici neo-assunti, al fine di facilitare il rientro nella regione di appartenenza a fronte di nuovi posti resi vacanti”.

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Nuovo anno scolastico, cambiare le regole per evitare il baratro

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Conferma degli attuali supplenti, utilizzo delle graduatorie di istituto per le assunzioni in ruolo, subito percorsi universitari abilitanti in modalità telematica, bloccare i licenziamenti dei maestri con diploma magistrale: sono le mosse che deve fare il ministero dell’Istruzione per salvare i nostri istituti dalla sicura catastrofe organizzativa, ampliata dall’emergenza Coronavirus, che si andrà a determinare nel mese di settembre a seguito della mancanza di 250 mila docenti titolari e di appena pochi migliaia di candidati che subentrerebbero con le attuali regole. A dirlo, alla rivista Orizzonte Scuola è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando il Decreto Legge n. 22 predisposto dal Governo proprio per la Scuola. Senza i dovuti accorgimenti, la scuola italiana rischia di trovarsi nel baratro. Lo sostiene il presidente Anief, Marcello Pacifico: nel corso di un’intervista a Orizzonte Scuola, il sindacalista rivendica la riconferma degli attuali contratti a tempo determinato, almeno su quelli non vacanti, e di quelli a tempo indeterminato con clausola risolutiva. Il sindacalista chiede, vista la situazione di estrema emergenza, di utilizzare le graduatorie di istituto per le assunzioni in ruolo una volta esauriti gli altri canali, insieme a una conferma dei ruoli di chi è stato inserito con riserva e ha superato l’anno di prova: una decisione motivata anche dal perdurante “abuso dei contratti a termine” e dal fatto che lo “Stato italiano non ha dato risposta adeguata” alla Commissione Ue, “perché le assunzioni dai nuovi concorsi arriveranno tra un anno, un anno e mezzo”. L’esigenza di assumere subito, spiega Pacifico, “è data dal fatto che in questo momento in cui si parla tanto di didattica a distanza, il personale precario risponde facendo il proprio dovere, per cui andrebbe reclutato lo stesso personale che quest’anno ha garantito la didattica”. L’Anief chiede quindi percorsi universitari abilitanti in modalità telematica riservati al personale docente con almeno 24 mesi di servizio, sia per posti comuni che di sostegno: “In questo momento – ricorda il leader dell’Anief – gli avvocati possono fare il praticantato senza andare nei tribunali, ai medici viene riconosciuto il tirocinio on line, non si capisce perché gli insegnanti che lavorano da anni nelle nostre scuole e hanno valutato gli studenti debbano fare un percorso ordinario e non si pensa anche per loro ad un percorso straordinario”. Anche “per le famiglie sarebbe meglio avere un insegnante specializzato, che si è formato, rispetto a insegnanti non formati”. Invece, “il prossimo anno ci saranno ancora 40.000 docenti di sostegno che insegneranno senza specializzazione”.

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Il personale va ricongiunto alla famiglia, emendamento Anief al DL Scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

L’obbligo di permanere nella propria residenza rende ancora più assurdo che un lavoratore debba lavorare a centinaia di chilometri da casa anche per errori pregressi dei trasferimenti, pur in presenza di un numero di posti liberi nella scuola così vasto da non avere precedenti: alla luce dell’emergenza da Covid-19, serve una proroga dei termini per la mobilità straordinaria per tutto il personale docente, con l’abolizione dei vincoli triennali e quinquennali. Lo chiede il sindacato Anief, con una proposta presentata alla VII Commissione del Senato per emendare il Decreto Legge n. 22 approvato dal Consiglio dei ministri e ora allo studio a Palazzo Madama per la conversione in legge. Marcello Pacifico (Anief): “Il diritto al lavoro deve armonizzarsi con il diritto alla famiglia”.Il sindacato ritiene che, in considerazione delle limitazioni alle libertà di movimento personale e alle circostanze di emergenza e difficoltà per le famiglie, non si possano continuare a tenere lontano dagli affetti e dai propri interessi decine di migliaia di docenti e Ata. Per questo motivo, con una richiesta di modifica al D.L. sulla scuola già approvato dal Consiglio dei ministri, chiede ora di favorire il ricongiungimento familiare di questi lavoratori, a partire dal rientro dei docenti rimasti “ingabbiati” in sedi distanti, per via dei contorti e poco trasparenti meccanismi di reclutamento operati attraverso l’algoritmo censurato per gli anni precedenti.

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Scuola Maturità, Azzolina firma l’ordinanza: commissari tutti interni e presidente esterno

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

L’emergenza Coronavirus fa cambiare la composizione delle commissioni degli Esami di Stato della secondaria di secondo grado in programma a giugno: oggi il ministero dell’Istruzione ha comunicato che la ministra Lucia Azzolina ha firmato l’ordinanza, attuativa del Decreto Legge dell’8 aprile scorso su Esami e valutazione, che, in ragione dello stato emergenziale che stiamo vivendo e dell’impatto che ha avuto sulla scuola, prevede, solo per quest’anno, una commissione formata da sei commissari interni e dal presidente esterno. Marcello Pacifico (Anief): “Ottima la scelta di affidare il giudizio degli studenti ai loro insegnanti, con la validità dell’esame comunque salvaguardata dalla presenza di un presidente super partes proveniente da altri istituti scolastici. Il prossimo passo è ora quello di adottare le linee guida sull’ammissione agli esami, delegando poi ogni consiglio di classe su come poi effettivamente attuare i giudizi. Lo stesso organo collegiale. Bisognerà poi anche verificare quale delle due ipotesi di organizzazione delle prove d’esame dovrà essere presa, a seconda del ritorno o meno nelle classi entro il prossimo 18 maggio: per noi la cosa più logica rimane quella del colloquio telematico, che già viene adottato con positività nell’ambiente universitario”.
Il contagio del Covid-19 ha costretto il ministero dell’Istruzione a mutare la fisionomia dell’Esame di Stato finale della scuola secondaria di secondo grado: in base alle indicazioni provenienti dal MI, ​​​​​i presidenti saranno l’unica componente docente esterna e saranno nominati dagli Uffici scolastici regionali; invece, i commissari verranno individuati dai consigli di classe. Nella composizione della commissione si terrà conto dell’equilibrio fra le varie discipline di ciascun indirizzo. In ogni caso, sarà assicurata la presenza del commissario di Italiano e di uno o più commissari che insegnano le discipline di indirizzo.

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