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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Nuovo anno scolastico, cambiare le regole per evitare il baratro

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Conferma degli attuali supplenti, utilizzo delle graduatorie di istituto per le assunzioni in ruolo, subito percorsi universitari abilitanti in modalità telematica, bloccare i licenziamenti dei maestri con diploma magistrale: sono le mosse che deve fare il ministero dell’Istruzione per salvare i nostri istituti dalla sicura catastrofe organizzativa, ampliata dall’emergenza Coronavirus, che si andrà a determinare nel mese di settembre a seguito della mancanza di 250 mila docenti titolari e di appena pochi migliaia di candidati che subentrerebbero con le attuali regole. A dirlo, alla rivista Orizzonte Scuola è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando il Decreto Legge n. 22 predisposto dal Governo proprio per la Scuola. Senza i dovuti accorgimenti, la scuola italiana rischia di trovarsi nel baratro. Lo sostiene il presidente Anief, Marcello Pacifico: nel corso di un’intervista a Orizzonte Scuola, il sindacalista rivendica la riconferma degli attuali contratti a tempo determinato, almeno su quelli non vacanti, e di quelli a tempo indeterminato con clausola risolutiva. Il sindacalista chiede, vista la situazione di estrema emergenza, di utilizzare le graduatorie di istituto per le assunzioni in ruolo una volta esauriti gli altri canali, insieme a una conferma dei ruoli di chi è stato inserito con riserva e ha superato l’anno di prova: una decisione motivata anche dal perdurante “abuso dei contratti a termine” e dal fatto che lo “Stato italiano non ha dato risposta adeguata” alla Commissione Ue, “perché le assunzioni dai nuovi concorsi arriveranno tra un anno, un anno e mezzo”. L’esigenza di assumere subito, spiega Pacifico, “è data dal fatto che in questo momento in cui si parla tanto di didattica a distanza, il personale precario risponde facendo il proprio dovere, per cui andrebbe reclutato lo stesso personale che quest’anno ha garantito la didattica”. L’Anief chiede quindi percorsi universitari abilitanti in modalità telematica riservati al personale docente con almeno 24 mesi di servizio, sia per posti comuni che di sostegno: “In questo momento – ricorda il leader dell’Anief – gli avvocati possono fare il praticantato senza andare nei tribunali, ai medici viene riconosciuto il tirocinio on line, non si capisce perché gli insegnanti che lavorano da anni nelle nostre scuole e hanno valutato gli studenti debbano fare un percorso ordinario e non si pensa anche per loro ad un percorso straordinario”. Anche “per le famiglie sarebbe meglio avere un insegnante specializzato, che si è formato, rispetto a insegnanti non formati”. Invece, “il prossimo anno ci saranno ancora 40.000 docenti di sostegno che insegneranno senza specializzazione”.

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