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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Possibilità di compensare i crediti di imposta

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

L’Associazione Italiana Dottori Commercialisti – sollecita al Governo l’assunzione di due interventi concreti: la possibilità di compensare i crediti di imposta, anche prima dell’invio della dichiarazione dei redditi; l’applicazione di ritenute in misura ridotta per i lavoratori autonomi con dipendenti e collaboratori.La prima proposta sulla possibilità di compensare i crediti di imposta – peraltro già contenuta nel documento del CNDEC e Confindustria del 10 marzo scorso ma successivamente scomparsa dal dibatto pubblico – meriterebbe di essere ripresa e approvata rapidamente.Il punto 13 del citato documento chiedeva infatti la: “la sterilizzazione dell’articolo 17, comma 1, ultimo periodo, D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 (come modificato dall’articolo 3, comma 1, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, conv. dalla L. 19 dicembre 2019, n. 157) limitatamente alla compensazione dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e all’imposta regionale sulle attività produttive, per importi superiori a 5.000 euro annui, che attualmente è subordinata alla previa presentazione della dichiarazione annuale da cui emerge il credito”.Si chiede quindi la sospensione per l’anno 2020, di una norma introdotta lo scorso ottobre, che sin dalla sua proposizione ha generato moltissime perplessità e che oggi appare totalmente fuori contesto.La possibilità di sospendere da oggi questo meccanismo costituirebbe per molti contribuenti ossigeno finanziario concreto ed immediato. Gli eventuali abusi sulle compensazioni indebite – quelli che la norma asseriva di voler combattere – saranno puniti e con la giusta severità, ma oggi è fondamentale sostenere la liquidità di tutti i contribuenti. Le attuali difficoltà operative e le doverose estensioni del calendario fiscale non fanno che aggiungere un elemento a favore della misura qui proposta. Un secondo tema che l’Associazione ritiene importante è quello delle ritenute dei lavoratori autonomi (tra cui, ovviamente, anche i professionisti) e, a questo proposito, intendiamo rendere due riflessioni.In primo luogo, si chiede di eliminare la condizione prevista dall’articolo 19 del DL Liquidità, che limita la possibilità di incassare i compensi al lordo della ritenuta ai soli soggetti che “nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato”. Non si capisce davvero per quale ragione non sia meritevole di analogo supporto il professionista o lavoratore autonomo che, pur nei limiti non ampissimi, del fatturato o dei compensi previsti come requisito preliminare dalla norma (400 mila euro nel periodo d’imposta precedente), magari abbia uno o più dipendenti e che da questa liquidità potrebbe ricevere una mano concreta proprio per pagare i loro stipendi in questi mesi complicati.Rimane il fatto però che la norma citata ha certamente un ambito di intervento di breve respiro, la ritenuta incassata andrà poi comunque versata entro il prossimo luglio.Appare quindi necessaria l’introduzione di una norma di sistema. Ci pare infatti che sia giunto il momento di estendere ai professionisti con dipendenti la medesima previsione attualmente concessa agli agenti di commercio e quindi la possibilità di chiedere l’applicazione di una ritenuta in misura ridotta. È una proposta che AIDC avanza da molti anni e contenuta anche nel citato documento CNDCEC-Confindustria del 10 marzo scorso che al punto dieci riportava: “riduzione della base imponibile su cui commisurare la ritenuta a titolo di acconto dell’IRPEF per i lavoratori autonomi che dichiarano ai loro committenti che nell’esercizio della loro attività si avvalgono in via continuativa dell’opera di dipendenti o di terzi, in analogia a quanto previsto dall’articolo 25-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 per le ritenute sulle provvigioni inerenti a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento di affari.”

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