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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Scuola: Per la ministra Azzolina le classi pollaio sono un ostacolo alla sicurezza

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

Anief: sono parole che condividiamo in pieno. Se si vuole dare seguito alle buone intenzioni della titolare del ministero dell’Istruzione, non rimane altro allora che approvare la nostra proposta migliorativa del Decreto Legge sulla Scuola n. 22 oggi presentata dinanzi alla VII Commissione del Senato, assieme agli altri emendamenti Anief, con la quale chiediamo di prendere disposizioni urgenti nella formazione delle classi al fine di adeguare i meccanismi di distanziamento sociale per la prevenzione della diffusione di ulteriori epidemie.Marcello Pacifico (Anief): “Se si prende come media una classe di sette metri per cinque, quindi da 35 metri, e va applicato il distanziamento di un metro e mezzo da ogni studente in tutte le direzioni, quindi anche da ogni uscita, si riesce a farcene stare non più di 16. Poi però c’è anche il docente, anzi possono essercene due o tre, considerando le eventuali compresenze e il sostegno agli alunni disabili, più l’assistente educativo culturale. Ecco perché al massimo possono esserci 15 allievi per classe, come abbiamo ribadito oggi al Senato”.Sulla tutela della salute degli alunni, la ministra dell’Istruzione la pensa come il sindacato Anief: Lucia Azzolina, intervenendo sull’atto da poco firmato, che istituisce presso il Ministero il comitato di esperti con cui mettere a punto il Piano per la Scuola, ha infatti detto che “serve un approccio resiliente per superare questa crisi. L’emergenza ha ricordato a tutti la centralità del sistema d’Istruzione. Ma ha anche evidenziato le criticità che la scuola italiana sconta da anni. Troppi anni e troppi ritardi. Digitalizzazione, formazione, edilizia: priorità su cui non può più esserci alcuna esitazione. Un esempio: quando due anni fa da parlamentare ho iniziato a parlare di classi pollaio e presentato una proposta di legge, in pochi hanno raccolto l’urgenza di quel tipo di intervento. Oggi invece tutti si accorgono che con un’emergenza sanitaria in corso la composizione troppo numerosa delle classi è un ostacolo non solo per la didattica ma anche per la sicurezza”.

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