Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Archive for 27 aprile 2020

Il Papa prega per studenti e insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Il Pontefice dice di stare vicino ai docenti “che devono lavorare tanto per fare lezione via internet e altre vie mediatiche”. La viceministra all’Istruzione si sofferma sullo svilimento della professione degli insegnanti che continuano ad essere “bistrattati”. Anche studenti e famiglie si dicono grati a chi sta facendo i salti mortali, anche con mezzi tecnologici di fortuna, a proprie spese e di notte, per portare avanti l’offerta didattica. Marcello Pacifico (Anief): “Cosa altro dobbiamo attendere per dare il giusto merito ai nostri straordinari insegnanti, che con il personale Ata e i dirigenti scolastici, anche senza avere indicazioni tempestive e chiare dall’amministrazione, stanno portando avanti la didattica online? Perché, invece, di essere stabilizzati i nostri maestri vengono addirittura licenziati, pure dopo essere stati immessi in ruolo? Appena terminata questa emergenza, il Governo convochi i sindacati per arrivare a sottoscrivere un contratto che dia finalmente il giusto merito, economico e organizzativo, a questi professionisti della formazione che operano in silenzio sempre e comunque”.È diventata ancora più forte l’attenzione delle massime istituzioni per la scuola: oggi, Papa Francesco, nell’introduzione della messa a Santa Marta, ha dedicato un pensiero ad alunni e docenti, alle prese con lockdown imposto dall’emergenza coronavirus. “Preghiamo oggi – ha detto il Pontefice – per gli insegnanti che devono lavorare tanto per fare lezione via internet e altre vie mediatiche. E preghiamo per gli studenti che devono fare gli esami in un modo nel quale non sono abituati”.

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Coronavirus: Didattica a distanza, imposta anche se i docenti sono privi di strumenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Lo sostiene l’Anief, che attraverso un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola ha chiesto alla VII Commissione del Senato di modificare il comma 3 dell’articolo 2 dello stesso decreto già approvato dal CdM. Il sindacato ha spiegato, anche nell’audizione tenuta in questi giorni presso la stessa commissione Cultura di Palazzo Madama, che il personale docente assicura solo “ove possibile” e non sempre e “comunque” le “prestazioni didattiche nelle modalità a distanza” adottate con gli “strumenti informatici o tecnologici a disposizione” fino al termine del periodo emergenziale derivante dal pericolo di contagio del coronavirus. Inoltre, la realizzazione di sessioni formative in modalità telematica comporta degli oneri, a livello temporale e di organizzazione, molto diversi da quelli comuni, senza dimenticare le nuove modalità di prevenzione dei rischi alla salute: si tratta di tematiche che necessitano di passare per i tavoli contrattuali, anziché farle imporre direttamente dal legislatore.
Marcello Pacifico (Anief): “Pensare di rendere obbligatoria la didattica ignorando che una parte dei docenti può essere priva degli strumenti tecnologici adeguati per realizzarla è una contraddizione in termini. Ci sono tanti precari, soprattutto i più giovani, che non possono attuare questo genere di didattica perché esclusi dai benefici del bonus della carta docente: visto che lo Stato li lascia fuori dall’aggiornamento professionale annuo obbligatorio introdotto con la Legge 107/2015, negando loro i 500 euro della formazione annua con i quali il resto del personale può dotarsi di computer, tablet, microfoni e di tutta la strumentazione utile a crearsi una postazione telematica, perché ora li deve obbligare a portare avanti la DaD interamente a loro spese?”.

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Il coronavirus SARS-Cov-2 è stato ritrovato sul particolato (PM)

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

A poco più di un mese dalla pubblicazione di un Position Paper sulla “Valutazione della potenziale relazione tra l’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione dell’epidemia da COVID-19”,1,2,3 la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) annuncia che il coronavirus SARS-Cov-2 è stato ritrovato sul particolato (PM).4,5. Tra i componenti del gruppo di ricerca, oltre ad Alessandro Miani (Università degli Studi di Milano) sono presenti Leonardo Setti e Fabrizio Passarini (Università di Bologna), Gianluigi De Gennaro, Jolanda Palmisani e Alessia Di Gilio, (Università di Bari), Pierluigi Barbieri, Massimo Borelli, Valentina Torboli, Alberto Pallavicini (Università di Trieste), Maurizio Ruscio, Francesco Fontana e Libera Clemente (Azienda ospedaliera Giuliano Isontina di Trieste), Maria Grazia Perrone (Divisione Ricerca Ambientale Tecora) e Prisco Piscitelli (Cattedra UNESCO dell’Università Federico II di Napoli e Vicepresidente SIMA).
“I campioni sono stati analizzati dall’Università di Trieste in collaborazione con i laboratori dell’azienda ospedaliera Giuliano Isontina, che hanno verificato la presenza del virus in almeno 8 delle 22 giornate prese in esame. I risultati positivi sono stati confermati su 12 diversi campioni per tutti e tre i marcatori molecolari, vale a dire il gene E, il gene N ed il gene RdRP, quest’ultimo altamente specifico per la presenza dell’RNA virale SARS-CoV-2. Possiamo confermare di aver ragionevolmente dimostrato la presenza di RNA virale del SARS-CoV-2 sul particolato atmosferico rilevando la presenza di geni altamente specifici, utilizzati come marcatori molecolari del virus, in due analisi genetiche parallele”4, precisa Setti.Commentando il lavoro di équipe che ha portato a questo risultato, il professor Pierluigi Barbieri sottolinea come “il lavoro di ricerca e analisi interdisciplinare è essenziale per approfondire la conoscenza del SARS-CoV-2 e identificare le migliori azioni per superare il lockdown”.
“La prova che l’RNA del SARS-CoV-2 può essere presente sul particolato in aria ambiente non attesta ancora con certezza definitiva che vi sia una terza via di contagio.” – prosegue De Gennaro – “Tuttavia, occorre che si tenga conto nella cosiddetta Fase 2 della necessità di mantenere basse le emissioni di particolato per non rischiare di favorire la potenziale diffusione del virus”.A tal proposito, l’epidemiologo Prisco Piscitelli spiega: “Ad oggi le osservazioni epidemiologiche disponibili per Italia, Cina e Stati Uniti mostrano come la progressione dell’epidemia COVID-19 sia più grave in quelle aree caratterizzate da livelli più elevati di particolato. Esposizioni croniche ad elevate concentrazioni di particolato atmosferico, come quelle che si registrano oramai da decenni nella Pianura Padana, hanno di per sé conseguenze negative sulla salute umana, ben rilevate e quantificate dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, rappresentando anche un fattore predisponente a una maggiore suscettibilità degli anziani fragili alle infezioni virali e alle complicanze cardio-polmonari. È arrivato il momento di affrontare il problema”.

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Danno economico per le 3 Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Le CNA di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna pubblicano i primi dati dell’Osservatorio economia e territorio realizzato questa volta sull’impatto economico delle misure di contrasto all’epidemia da Covid19. Ad elaborarlo come di consueto il Centro Studi Sintesi di Mestre (VE) che ha messo in luce, oltre a una comparazione dei dati tra le tre Regioni che da sole producono il 40 per cento del PIL nazionale, i focus regione per regione. Dalla visione complessiva delle tre regioni emerge chiaramente come la somma delle sospensioni, il 34 per cento delle imprese italiane, abbia portato alla compromissione di 114 miliardi di euro di fatturato e alla messa a rischio di 171,3 miliardi di euro di export, pari al 50 per cento di tutte le perdite nazionali nei passati 2 mesi. Lo stop ha determinato, sempre nelle tre regioni, la sospensione dal lavoro per oltre 3milioni e 910mila lavoratori di cui oltre 1milione e 435mila impiegati nel manifatturiero. “Appare chiaro – dicono i tre Presidenti di Veneto, Alessandro Conte, Emilia-Romagna Dario Costantini e Lombardia Daniele Parolo – come sia necessario avviare quanto prima la Fase 2. Crediamo inoltre che la riapertura in sicurezza debba tener conto delle specificità del comparto artigiano. L’attivazione di protocolli di sicurezza specifici regionali deve essere inserita in un quadro chiaro nazionale al fine di evitare ulteriore confusione. Riteniamo inoltre – spiegano i Presidenti – che questa indagine, sviluppata su tre regioni che da due mesi sono in prima linea per affrontare l’emergenza covid19, possa rappresentare uno strumento utile per gli amministratori regionali che saranno chiamati ad intervenire con misure di sostegno strutturali in base alle specificità dei territori”. Con riferimento specifico alla situazione della Lombardia, il Presidente di CNA Lombardia Daniele Parolo è netto: “Non abbiamo più tempo. Le nostre imprese devono poter ripartire in sicurezza o il conto economico che il Covid 19 ci presenterà sarà salato, forse paragonabile a quello in termini di vite umane per i suoi effetti sociali di medio e lungo periodo. La società globale va ripensata, i Governi nazionali e la governance europea possono e devono riservare maggiore attenzione al sistema diffuso e capillare delle produzioni manifatturiere dei territori. Di questi giorni è la fuga in avanti di alcune ATS territoriali sulle regole per la gestione in sicurezza della fase – 2. E’ una deriva pericolosa, serve unità, così come chiediamo tempestività e lealtà al sistema creditizio nell’attuazione del Decreto Liquidità.”
Il Segretario di CNA Lombardia, Stefano Binda, aggiunge: “La Regione Lombardia faccia buon uso delle sue competenze e della sua forza istituzionale: alle nostre imprese non servono fughe in avanti sul terreno delle regole per la riapertura, ci occorre invece in queste ore un autorevole azione di coordinamento con il Governo e un incremento del peso economico delle pur apprezzabili misure di supporto già annunciate nei giorni scorsi. Misure di supporto capillare in conto capitale, anche con piccoli importi, di 5-10 mila euro, per singola impresa, costituirebbero un segnale apprezzabile e un’iniezione di fiducia.”

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Emergenza Coronavirus: Itas attiva nuove misure straordinarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

ITAS Mutua prosegue il suo impegno attraverso la realizzazione di misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus. E’ stato definito il riconoscimento della copertura diaria da ricovero anche a seguito di contagio da Covid-19 con l’ulteriore estensione anche in caso di quarantena domiciliare per tampone positivo per la quale viene riconosciuto un forfait straordinario.E’ stato stanziato dalla Compagnia un budget straordinario di 1,5 milioni di euro da destinare ai soci detentori di garanzia diaria da ricovero che sono o saranno costretti alla quarantena casalinga, se positivi al virus. Per quanto concerne le coperture Vita è stata inoltre dichiarata pienamente operante la garanzia di “copertura in caso di morte” anche in caso di decesso collegato a Covid 19 e derogata la carenza per i decessi collegati a tale evento.Già da alcune settimane sono già prorogati a 60 giorni i periodi di comporto per le polizze Rami Elementari e Vita alle quali si aggiunge la proroga, a 30 giorni, anche per il ramo Auto.

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Dopo la didattica a distanza confermare i contratti del personale docente, educativo e Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Agevolare il recupero rapido degli apprendimenti perduti senza disperdere il lavoro svolto e garantire la continuità occupazione del personale scolastico oggi impegnato nel lavoro “agile” e nella didattica telematica, allo scopo di continuare ad affrontare il Coronavirus senza mai fermare la scuola: a chiederlo è l’Anief, con un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola approvato dal Governo ed ora proposto alla VII Commissione del Senato che in questa settimana riceverà in audizione 63 interventi delle parti sociali, tra cui quello dello stesso giovane sindacato.Marcello Pacifico: “Acclarata la necessità dello svolgimento del lavoro agile e della didattica online con mezzi a disposizione del personale, urge la necessità di non discriminare più i lavoratori a tempo determinato da quelli a tempo indeterminato e il personale docente da quello educativo e Ata: oltre alla conferma di tutto il personale è fondamentale che i benefici del bonus da 500 euro della formazione, derivanti dall’aggiornamento professionale annuo obbligatorio introdotto con la Legge 107/2015, vengano finalmente estesi a tutto il personale scolastico”.
Il ritorno a scuola e alle lezioni in presenza non sarà semplice: per non renderlo ancora più complicato, è bene che lo Stato provveda a confermare tutti gli incarichi del personale già assunto a termine. Al fine di evitare che, con il nuovo anno scolastico, si possa assistere alla solita “caccia” al supplente, stavolta aggravata dallo stato di emergenza che anche a settembre non si sarà purtroppo ancora esaurita.La richiesta di conferma è estesa anche ai contratti stipulati con clausola rescissoria. Nell’ipotesi della prosecuzione della didattica a distanza, la modifica chiesta dall’Anief consentirebbe di non disperdere l’esperienza, la professionalità e le buone pratiche acquisite in una fase così complessa di riorganizzazione dell’operato scolastico.

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Lombardia: Vogliamo sapere i numeri di questa ecatombe

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Raffaele Erba, consigliere regionale M5S Lombardia: “Fontana deve farci sapere il numero esatto dei contagi a Milano e quello dei malati nelle RSA è come se tutta questa storia la si volesse insabbiare. È pazzesco il muro di gomma in Regione Lombardia sui numeri che interessano Rsa, Dpi e la gestione Covid nel suo insieme numeri spaventano perché ad essi sono legate le responsabilità e molte sono, a nostro giudizio, di Regione Lombardia. Da settimane chiediamo accesso ai dati perché serve trasparenza, i cittadini lombardi meritano chiarezza”

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Ritardi regionali delle pratiche di Cassa Integrazione in deroga

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Se dei 4.500 lavoratori italiani che hanno già ricevuto la Cassa integrazione guadagni non c’è nessun siciliano, se dei 140 mila lavoratori siciliani di 39 mila aziende nessuno ha ancora beneficiato della Cassa integrazione in deroga, c’è qualcosa di pesante che non sta funzionando in Sicilia».A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia, che segnala che «la comunicazione dell’Inps della necessità di 15 giorni affinché l’erogazione della cassa integrazione venga effettuata» e per tale ragione «le preoccupazioni denunciate dai sindacati e dalla Cgil sono fondatissime: in questo modo prima di metà maggio nessun lavoratore e lavoratrice siciliana potrà avere la sua cassa integrazione. Due mesi senza alcun sostegno e reddito per decine di migliaia di lavoratori e famiglie è una condizione insopportabile e inaccettabile di disagio. A dispetto delle rassicurazioni dell’assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro. Antonio Scavone, che alcuni giorni fa annunziava il superamento delle difficoltà, anche se dovessero essere confermate i 912 decreti dichiarati a ieri sera, la situazione concreta rimane pesantissima».«Non è il tempo delle polemiche – conclude Zappulla – ma neanche quello dell’immobilismo e delle false promesse. Il governo si muova con obiettiva urgenza per attrezzare i propri uffici e sistemi informatici per evitare che anche in questa drammatica fase i lavoratori siciliani siano trattati come figli di un dio minore».

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Campagna di crowdfunding dell’Istituto “Lazzaro Spallanzani”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

L’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma lancia sulla piattaforma DeRev (www.derev.com/spallanzani) la campagna di raccolti fondi a sostegno dei propri progetti di ricerca sul virus SARS-CoV-2, responsabile della pandemia Covid-19. I virologi dell’Istituto romano sono sin dall’inizio della pandemia in prima linea sia nella ricerca sia nella cura dei pazienti colpiti da coronavirus. A meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia, il virus responsabile dell’infezione è stato isolato nei laboratori dello Spallanzani permettendone così il sequenziamento e il confronto con i ceppi isolati nel resto del mondo.Da allora sono state numerose e preziose le iniziative avviate a sostegno del principale istituto di ricerca italiano sulle malattie infettive. Ora è lo stesso Istituto a rivolgersi ai cittadini con una campagna di crowdfunding destinata a contribuire alla lotta contro l’espandersi del Covid-19.Dai primi giorni della crisi DeRev.com, la principale piattaforma italiana di crowdfunding specializzata nella raccolta fondi per progetti civici, culturali, innovativi e sociali, ha scelto di dare il proprio contributo all’emergenza sanitaria rinunciando ai propri guadagni su tutte le campagne destinate a sostenere iniziative anti Covid19 e ha dato la propria disponibilità a offrire consulenze gratuite in comunicazione strategica e crisis management sui social media per tutti gli enti e le amministrazioni pubbliche chiamate a gestire le varie emergenze sul territorio.
“In risposta alle tante richieste che stiamo ricevendo – afferma Roberto Esposito, amministratore delegato di DeRev – ci è parso doveroso rinunciare alla nostra quota di guadagno e limitare ai soli costi di gestione tutte le campagne di raccolta fondi che puntano a sostenere e finanziare ospedali, reparti di terapia intensiva, Protezione Civile e altre strutture sanitarie impegnate a fronteggiare l’emergenza. Faremo il massimo perché la campagna promossa dall’Istituto Spallanzani raggiunga il suo obiettivo nel più breve tempo possibile”.

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Consiglio Europeo tra progressi e divisioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Londra. By Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. Con l’Economia e la pandemia che sembrano recedere in tutto il mondo è arrivato il tempo di contare i danni. La situazione è drammatica e purtroppo ben nota: la Cina, che ha portato un contributo decisivo alla crescita economica negli scorsi decenni, ha fatto registrare la sua prima contrazione economica in oltre 40 anni, mentre l’Europa e gli Stati Uniti faranno registrare in questo trimestre contrazioni del Pil al livello di quelle degli anni ‘30.La politica globale ha in questi mesi creato una sorta di aspettativa nei mercati, ma superata la fase dell’emergenza ora i nodi vengono al pettine, come ci ricordano con molta evidenza le divisioni che si sono generate all’interno dell’Unione Europea. Divisioni che, se possono sembrare in parte superate in seguito al Consiglio Europeo di ieri, nascondono in realtà ancora grosse difficoltà nell’accordarsi su come attuare le misure adottate. Tutti d’accordo sulla necessità di intervenire con urgenza, meno sul come farlo. Se da un lato i 27 Paesi dell’UE hanno appoggiato pienamente gli strumenti già emersi nel corso della scorsa riunione dell’Eurogruppo (MES senza condizioni, i finanziamenti della BEI e il piano SURE per la disoccupazione), sul fronte Recovery Fund, invece, bisognerà attendere la Commissione che dovrà studiare l’architettura del fondo e valutarne la fattibilità: ma sono ancora marcate le differenze tra gli Stati su come finanziare il fondo e come utilizzare le risorse.La domanda che ora i mercati si pongono dunque è la seguente: riusciranno i governi a mantenere la promessa? E quanto spazio di manovra hanno effettivamente i governi per sostenere l’economia? E chi pagherà il conto? Alla luce di ciò, nonostante le ingenti risorse messe in campo, sta diventando sempre più evidente che riportare l’economia nella posizione dove si trovava un paio di mesi fa non sarà semplice, forse meno semplice di quanto in molti si aspettassero. E che ben presto si dovrà fare i conti con il problema della scarsità delle risorse e delle scelte.
La risposta immediata dei governi, ognuno con le proprie possibilità, è stata quella di aumentare le spese sanitarie e di welfare, queste spese andranno a pesare sul bilancio di molti Stati. Purtroppo, molti di questi investimenti sono dettati da necessità emergenziali – al fine di mantenere in vita le filiere e far fronte all’emergenza – e potrebbero andare a levare risorse a investimenti più strutturali ad alto moltiplicatore che si renderanno necessari nella fase 2. L’idea di introdurre un salario universale di base sta guadagnando popolarità in molti paesi, tra cui la Finlandia e l’Olanda. Si tratta di una politica in cui lo stato, di fatto, mette a libro paga l’intera popolazione. Il salario base universale può essere una soluzione efficace per rilanciare la fiducia dei consumatori, ma non è priva di controindicazioni. Esiste innanzitutto una questione di equità. Queste politiche, pur diverse tra loro, differiscono dai tradizionali strumenti di welfare nel fatto che non operano alcuna (o una molto limitata) discriminazione tra i beneficiari: ciò vuol dire che di fatto i più abbienti ricevono lo stesso sostegno di chi ha più bisogno. Secondo alcuni questo tipo di politiche, se rese strutturali, potrebbero avere addirittura l’effetto avverso di creare una distorsione nel mercato del lavoro. Si aggiunga a questo che, in una situazione come quella attuale, dove molte famiglie puntano a costruire riserve di liquidità, non è assolutamente scontato che queste misure sortiscono l’effetto sperato. Seppure sia ancora presto per avere un verdetto, non è affatto garantito che questo tipo di misure, se rese più strutturali, siano il modo migliore di investire le risorse pubbliche.Un’altra voce di spesa che ci aspettiamo diventare più prominente nei prossimi anni è quella dei salvataggi pubblici (bail out). La maggior parte degli Stati ha messo in campo strumenti per sostenere attraverso iniezioni di liquidità le piccole aziende, quelle che più sono colpite dal lockdown, ma ben presto si porrà sul tavolo la questione di interi settori (il turismo in Italia, l’aviazione a livello globale, il petrolio negli Usa tanto per citarne alcuni). La prima questione è di natura politica ed è per quanto tempo lo stato sceglierà di sostenere le piccole aziende e quali settori saranno considerati strategici? La seconda domanda è quali saranno le condizioni di questi salvataggi? Evidentemente la questione politica è scottante, specialmente in un contesto di recessione e risorse scarse.
Una considerazione finale può essere fatta sul commercio globale. La pandemia ha portato molti Paesi a riconsiderare la sicurezza delle proprie catene del valore al fine di garantire un approvvigionamento costante di beni necessari alle popolazioni. La conclusione a cui potrebbero arrivare molti governi è che le catene del valore sono troppo lunghe e troppo dislocate. È lecito aspettarsi che i governi globali impiegheranno risorse per sostenere le filieri locali. Il Giappone, per esempio, ha già messo a disposizione fondi per le aziende che vorranno rilocalizzare parte delle proprie attività. Questa dinamica, potrebbe esaurirsi nel medio periodo in un aumento dei prezzi al consumo. Questo porta a un’ulteriore considerazione: in questo momento l’inflazione sembra l’ultimo problema all’ordine del giorno, anche considerando quanto sta succedendo sul mercato energetico.
La domanda che infatti crea molta incertezza tra gli investitori è: chi andrà a pagare tutte queste misure? Seppur i prossimi anni potrebbero portare con sé importanti innovazione dal punto di vista della gestione dei debiti pubblici e della politica fiscale, è probabile che nel medio termine privati e imprese saranno chiamati a pagare la loro parte, con tutte le ramificazioni politiche che ne conseguono. In attesa, dunque, di significative novità da parte delle autorità monetarie o sovranazionali (il dibattito su forme di mutualizzazione del debito in Europa è da seguire con molta attenzione), molti governi dovranno affrontare la fase due con questo pensiero in testa e ciò potrebbe pesare sulla ripresa economica.

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Israele ha sventato una “serie di attentati contro civili e militari”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Sono stati organizzati da Hamas, uno dei quali al Teddy Stadium di Gerusalemme, impianto utilizzato dalle squadre di calcio della capitale (Beitar Gerusalemme, Hapoel Gerusalemme e Hapoel Katamon Gerusalemme) e che spesso ospita le partite della nazionale.A renderlo noto è stato lo Shin Bet, il servizio di sicurezza israeliano, che ha svelato altri particolari sui tre membri della cellula terroristica.Tutti avevano frequentato l’università di Bir Zeit di Ramallah, dove Hamas, che ha elogiato l’attentato avvenuto ieri in un check point vicino Gerusalemme, gestisce la sua principale cellula studentesca, finanziata con molto denaro proprio dal gruppo terroristico che controlla la Striscia di Gaza.In più, uno dei tre terroristi palestinesi di Hamas, originari di Qalandiya, Kafr ‘Aqab e Deir Jarir, era in possesso di carta d’identità israeliana che nel dicembre scorso gli ha consentito di poter effettuare diversi sopralluoghi al Teddy Stadium.Teddy Stadium che spesso è stato messo nel mirino dal terrorismo palestinese.
Correva l’anno 2001, quando due terroristi palestinesi persero la vita nell’esplosione della bomba che stavano confezionando nei pressi dell’impianto a poche ore dall’inizio delle Maccabiadi, una manifestazione multisportiva, simile ai Giochi olimpici, nata in ambiente ebraico ed organizzata sia nello Stato ebraico che in Europa.Era il 16 luglio e il tentativo palestinese di minare lo sport israeliano e di uccidere gli atleti ebrei provenienti da vari paesi non si concretizzò. Tentativo che il terrorismo provò a ripetere, senza successo, sia a cavallo tra il 2010 e il 2011 e sia nel 2014.La risposta più immediata è quella relativa alla possibilità di uccidere più persone possibile in uno stadio, la cui capienza massimo è di 20mila spettatori. Un’altra è che è la casa sportiva del Beitar Gerusalemme, club noto per il conservatorismo dei suoi tifosi.Un’analisi più approfondita, invece, fa ricercare la risposta nella volontà dei terroristi di colpire lo sport e il calcio nello specifico, visto come sinonimo di libertà personali (le divise delle giocatrici) e luogo di promiscuità dove uomini e donne assistono vicini all’evento.Caratteristiche intollerabili per il terrorismo islamico, che tenta di colpire lo sport, quale mezzo di avvicinamento tra le persone che contribuisce alla formazione di quella base valoriale tanto osteggiata da chi vuole solo la morte altrui.

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Covid-19, Lo Palco: “Con la riapertura, avremo un probabile incremento di casi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

“Siamo in grado di riorganizzare e ridisegnare il nostro Sistema Sanitario in vista della ripartenza dal 4 maggio e con uno sguardo il futuro e quali le conseguenze socio-sanitarie ed economiche della pandemia?” Lo ha chiesto l’Onorevole Beatrice Lorenzin, V Commissione Bilancio, già ministro della Salute, durante il webinar, organizzato da Edra, “Nuovi modelli per la Governance delle cure” agli esperti in collegamento.”Con la riapertura, avremo un probabile incremento di casi. E’ inevitabile che questo accada, ma dobbiamo farci trovare preparati – ha commentato il professor Pieluigi Lopalco, Epidemiologo -. E’ un elemento da tenere presente che non deve creare isterismi. Questa è una pandemia, osservata 100 anni fa, che ha fatto cento milioni di morti nel mondo. Oggi la situazione è simile, ma la differenza è che abbiamo un Sistema Sanitario che ci permette di contrastarla. Ci sono due elementi che convivono, nel bene e nel male: stiamo evitando milioni di morti, però, allo stesso tempo, non siamo abituati ad accettare un rischio infettivo di questo tipo”.Lo Palco sottolinea che “abbiamo contenuto il Covid ma dobbiamo abituarci a conviverci sapendo come agire. Abbiamo gli ospedali che potranno mettere in pratica quanto appreso ed è necessario avere a disposizione dispositivi di protezione individuale e saperli usare; sul territorio dobbiamo avere le sentinelle: i focolai ci saranno ma dovremo essere in grado di individuarli e di chiuderli”.Sul confronto con l’emergenza in Germania, Lo Palco afferma: “Non conosciamo la loro politica di conteggio dei casi; in ogni caso, la Germania ha avuto il tempo di prepararsi, così come alcune regioni italiane. Nelle pandemie l’elemento tempo è drammaticamente importante”. Sulle posizioni del mondo scientifico, conclude: “Questo virus era sconosciuto e il mondo scientifico in questo periodo ha prodotto veramente molto. Non fidiamoci di chi fa previsioni con certezza su quel che accadrà, ma basiamoci sempre sul ragionamento scientifico, che può dare delle opzioni alla politica; poi è la politica che poi prende le decisioni”. (Chiara Merli)

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Rai: Rojc (Pd), bene più minoranze in tv pubblica

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

“Una presenza maggiore in quantità e qualità delle lingue minoritarie nella tv pubblica è sempre un buon segno e da parte di questo Governo non ci dobbiamo accontentare di nulla di meno, anzi impegnarci perché si faccia di più. Le minoranze esistono se sono visibili e se la loro identità è riconoscibile, e in Friuli Venezia Giulia come in altre regioni il pluralismo è il sigillo della democrazia”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc, in merito all’atteso rinnovo della convenzione tra il Governo e a Rai, in cui si devono definire gli spazi per le lingue minoritarie. “Soddisfazione” ha espresso la senatrice anche per “l’accoglimento dell’ordine del giorno che assegna uno stanziamento di risorse aggiuntive nel 2020 al Fondo per il pluralismo: si sosterranno così le emittenti locali che stanno svolgendo in questo periodo difficile un gran lavoro di informazione sui territori, e che patiscono la crisi. Anche ad esse – puntualizza – è assegnato il compito di fare informazione plurale non di parte o di comodo”.

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Aumentano i nuovi poveri

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Un aumento in media del +114% nel numero di nuove persone che si rivolgono ai Centri di ascolto e ai servizi delle Caritas diocesane rispetto al periodo di pre-emergenza coronavirus. È il dato allarmante che risulta da una prima rilevazione condotta a livello nazionale su 70 Caritas diocesane in tutta Italia, circa un terzo del totale.Caritas Italiana, in accordo con la Segreteria generale della Conferenza Episcopale Italiana della quale è organismo pastorale, fin dai primi giorni dell’emergenza ha intensificato il contatto e il coordinamento di tutte le 218 Caritas diocesane in Italia, a partire da quelle del nord più immediatamente colpite dalla diffusione del coronavirus. Coordinamento che continua anche attraverso questa rilevazione, in un’ottica anche di cura della rete e rafforzamento delle relazioni.Le Caritas diocesane interpellate hanno evidenziato nella quasi totalità dei casi un aumento nelle segnalazioni dei problemi di occupazione/lavoro e di quelli economici. Il 75,7% di esse segnala anche un incremento dei problemi familiari, il 62,8% di quelli d’istruzione, il 60% di salute, anche in termini di disagio psicologico e psichico, e in termini abitativi. Vengono poi indicati anche nuovi bisogni, come quelli legati a problemi di solitudine, relazionali, anche con risvolti conflittuali, ansie e paure, disorientamento e disinformazione.Allo stesso tempo, si registra un aumento rispetto alle richieste di beni e servizi materiali – in particolare cibo e beni di prima necessità, con la distribuzione di pasti da asporto/a domicilio, sussidi e aiuti economici a supporto della spesa o del pagamento di bollette e affitti, sostegno socio-assistenziale, lavoro e alloggio. Cresce anche la domanda di orientamento riguardo all’accesso alle misure di sostegno, anzitutto pubbliche, messe in campo per fronteggiare l’emergenza sanitaria, di aiuto nella compilazione di queste domande e la richiesta di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, etc.), che sono già stati distribuiti a circa 40.000 beneficiari.
Ad oggi sono 68 le strutture per quasi 1.450 posti messe a disposizione della Protezione civile e del Sistema Sanitario Nazionale da parte di 48 Diocesi in tutta Italia. A queste si sommano altre 45 strutture, per oltre 1.000 posti in 33 Diocesi, disponibili per persone in quarantena e/o dimesse dagli ospedali e più di 64 strutture per oltre 1.200 posti in 42 diocesi per l’accoglienza aggiuntiva di persone senza dimora, oltre all’ospitalità residenziale ordinaria.

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Quattro importanti pubblicazioni di ricerche sul Coronavirus targate UNIPV

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Pavia. Il 22 aprile Nature ha pubblicato l’articolo “Modelling the COVID-19 epidemic and implementation of population-wide interventions in Italy” che vede tra i ricercatori firmatari il professor Raffaele Bruno del Dipartimento di Scienze Clinico chirurgiche diagnostiche e pediatriche dell’Università di Pavia e Alessandro Di Filippo, Angela Di Matteo e Marta Colaneri della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. Lo studio propone un nuovo modello predittivo del decorso dell’epidemia per la pianificazione di una efficace strategia di controllo. Secondo la ricerca, la mancata identificazione degli individui positivi, ma non diagnosticati, spiega la scarsa attendibilità dei dati comunicati sui tassi di mortalità del virus. Si confermano altresì necessarie per prevenire i contagi le misure di distanziamento sociale combinate a un massiccio uso dei test e alla messa in pratica di strategie di tracciamento. (l’articolo è consultabile su https://www.nature.com/articles/s41591-020-0883-7)La rivista internazionale di pediatria Jama Pediatrics ha pubblicato una ricerca mirata a raccogliere quante più informazioni possibili sui casi di Coronavirus nei pazienti in età pediatrica. Lo studio è frutto della collaborazione tra Università di Pavia e Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia ed è stato realizzato da un gruppo di pediatri guidati dal professor Gianluigi Marseglia (tra cui la professoressa Amelia Licari), che hanno lavorato insieme ai prof. Raffaele Bruno, Fausto Baldanti e Stefano Perlini in prima linea per la lotta al Covid-19. Sono state passate al setaccio tutte le pubblicazioni scientifiche internazionali riguardo ai casi di Coronavirus selezionando poi le ricerche che approfondivano i casi relativi ai bambini. Si è tratto della prima rassegna organica a livello internazionale delle pubblicazioni su questo tema. Tra gli 815 articoli presi in considerazione sono stati poi selezionati 18 studi (tutti realizzati in Cina, tranne uno svolto a Singapore) che hanno illustrato casi di bambini contagiati. I casi esaminati in queste ricerche hanno evidenziato come tra i pazienti da 0 e 9 anni non si siano riscontrati decessi e si sia segnalato un solo caso grave riferito a un bambino di 13 mesi. (l’articolo è consultabile su: https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2765169)
83 studiosi internazionali tra cui il professor Riccardo Bellazzi del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione dell’ Università di Pavia hanno diffuso su Medrxiv una ricerca che ha aggregato i dati sui pazienti affetti da Covid-19 provenienti da 96 ospedali (di Stati Uniti, Francia, Italia, Germania e Singapore) e relativi a 27.927 casi e a 187.802 valori di laboratorio riferiti ai pazienti. Questa imponente raccolta di dati ha permesso di evidenziare tratti comuni nell’evoluzione della malattia, esaminare una traiettoria tipica del decorso in diverse categorie di pazienti, in relazione anche alle cure intraprese. Lo studio è statopromosso dalla Fondazione americana i2b2 (Informatics for Integrating Biology and the Bedside). Riccardo Bellazzi, che coordina l’accordo tra Università di Pavia e la Harvard Medical School sul progetto i2b2/Pavia, è stato il riferimento italiano per la raccolta dati e l’indagine sugli ospedali italiani. “Si tratta – spiega – di una importante iniziativa, che ha permesso di realizzare una piattaforma sicura, strutturata e condivisibile, per lo scambio internazionale di dati sui pazienti, a supporto a tutti. I dati sono un valore ed è fondamentale condividerli, mettendo a disposizione piattaforme sicure, che permettono anche un confronto di procedure ospedaliere”.L’indagine è consultabile su https://www.medrxiv.org/

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Mantenere ed incrementare le coperture vaccinali nei bambini e negli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

L’attuale emergenza COVID-19 rischia di portare con sé conseguenze serie anche per altre malattie infettive. Nelle scorse settimane si è infatti reso evidente come le coperture vaccinali dell’infanzia, dell’adolescenza e dell’adulto (sano, con patologie croniche, o sopra un’età prestabilita) siano in calo in molte Regioni italiane per un insieme di ragioni concomitanti: spostamento di personale normalmente impiegato nei servizi di vaccinazione a funzioni relative alla gestione dell’emergenza pandemia, timore da parte dei cittadini nei confronti di accessi al servizio sanitario per l’effettuazione delle vaccinazioni, talora ingiustificate interruzioni delle chiamate attive e delle richieste di fornitura dei vaccini in situazioni non emergenziali.
Il Board del Calendario della Vita considera questi eventi con grande preoccupazione. Le coperture vaccinali contro l’influenza negli ultra-sessantacinquenni e nei pazienti cronici, rispettivamente pari a circa 55% e 25-30% nelle scorse stagioni, devono necessariamente aumentare in modo drastico nel prossimo autunno, così come quelle contro lo pneumococco, la cui media nazionale negli anziani e malati cronici è inaccettabilmente bassa, prevedendo un aumento dell’offerta attiva e gratuita della vaccinazione includendo gli over 55 anni.Vale la pena ricordare come l’Organizzazione Mondiale della Sanità – Regione Europea (WHO-Euro) abbia sottolineato con forza in una propria linea guida emanata lo scorso 20 marzo: ‘Qualsiasi interruzione dei servizi di immunizzazione, anche per brevi periodi, determina un accumulo di suscettibili, e una più elevata probabilità di epidemie di malattie vaccino-prevenibili. Tali epidemie possono determinare morti correlate alle malattie prevenibili e un aumento del carico su sistemi sanitari già logorati dalla risposta alla pandemia di COVID-19’.È quindi evidente come siano indispensabili le seguenti azioni urgenti:
1. Garantire le coperture vaccinali pediatriche a tutti i nuovi nati e i richiami pediatrici e all’adolescenza, non interrompendo le chiamate attive e le sedute programmate.
2. Ri-organizzare le modalità di offerta delle vaccinazioni pediatriche e dell’adolescenza.Alcune linee di intervento possono essere delineate:
– coinvolgimento del pediatra curante nella pratica vaccinale, al fine di offrire più ampie modalità di applicazione, come già avviene in alcune realtà regionali, anche al fine di diminuire gli spostamenti delle famiglie e favorire l’esecuzione in concomitanza dei bilanci di salute;
– co-somministrazione di più di 2 vaccini nella stessa seduta, rammentando che in alcuni Paesi sono somministrati fino a 5 diversi vaccini nei due quadricipiti femorali senza che sia aumentata significativamente la frequenza di effetti collaterali in confronto alla somma delle vaccinazioni separate (le iniezioni devono essere effettuate ad almeno 2.5 cm di distanza una dall’altra quando somministrate nello stesso muscolo);
– accettazione su appuntamento, che sia cadenzato prevedendo la non contemporanea presenza di utenti in sala di attesa in situazioni di affollamento, e la permanenza post-vaccinazione per osservazione di eventuali eventi avversi in ambiente idoneo con distanziamento fisico.
3. Programmi di recupero delle vaccinazioni non effettuate dopo l’inizio dell’emergenza COVID-19.
4. Provvedere in tutte le Regioni e Province Autonome con estrema urgenza alla predisposizione delle gare per le forniture dei vaccini anti-influenzali con quantitativi idonei ad aumentare le coperture.
5. Predisporre piani di incremento delle coperture per influenza, pneumococco, richiami tetano-difterite-pertosse ed herpes zoster.
Simultaneamente, devono essere previste anche azioni molto incisive per incrementare le coperture vaccinali nelle stesse categorie per i vaccini pneumococcici, tetano-difterite-pertosse per adulti (dTpa), herpes zoster.
In particolare per la campagna vaccinale antinfluenzale 2020/2021, con la già richiamata proposta di abbassamento dell’età di offerta attiva e gratuita ai soggetti over 55 anni, va previsto un inizio anticipato e allungato rispetto agli anni precedenti (inizi di ottobre – fine gennaio), al fine di gestire in tempi più larghi gli accessi di un maggior numero di soggetti con un modello organizzativo caratterizzato dal distanziamento sociale e dal biocontenimento sia nei setting della medicina di famiglia che in quelli dei centri vaccinali.
In questo senso andranno predisposte modalità di offerta innovative e concertate con la medicina di famiglia, rammentando che le co-somministrazioni dei vaccini anti-influenzali, anti-pneumococcici, dTpa e anti-herpes zoster sono possibili e in questo momento particolarmente utili per ridurre il numero di accessi ai servizi sanitari e agli studi dei medici di medicina generale, coerentemente con un periodo di campagna vaccinale più ampio temporalmente come detto sopra aumentato dai due mesi attuali ai quattro mesi proposti.È necessario, infine, per offrire il massimo livello di protezione agli utenti e agli operatori, un’adeguata programmazione dell’approvvigionamento, in quantità e qualità, dei dispositivi di protezione individuale e di altri prodotti e dispositivi necessari per la prevenzione e controllo di malattie trasmesse per contatto e droplets e per via aerea.

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Biden “erede” di Sanders?

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Bernie Sanders non ha solo “fatto una campagna politica; ha creato un movimento”. Ecco come Joe Biden ha commentato il discorso di concessione del senatore democratico socialista del Vermont il quale aveva poco prima annunciato ai suoi sostenitori che sospendeva la sua candidatura alla nomination del Partito Democratico. In effetti, Sanders riconosceva che l’ex vicepresidente sarebbe colui che sfiderà Donald Trump per la conquista della Casa Bianca alle elezioni di novembre.
Le dolci parole di Biden su Sanders sono ricche di verità. Bernie, come lo chiamano i suoi sostenitori e amici, ha infatti creato molto entusiasmo a cominciare delle elezioni del 2016 nelle quali diede filo da torcere a Hillary Clinton per la nomination del Partito Democratico. Sanders ha piazzato idee di sinistra in primo piano, colorandole di legittimità, sfidando i democratici ad includerle nella loro piattaforma, ma anche a farle considerare seriamente dalla politica americana ma persino quella internazionale.Sanders, nel suo discorso di rinuncia, ha detto che la sua campagna non era per lui ma per gli altri. Ha ragione come ci dimostra il fatto che un ultra settantenne è riuscito a svegliare milioni di giovani sonnolenti a partecipare attivamente in politica. Lo ha fatto sottolineando l’importanza di riformare la società che lui vede oscenamente ingiusta poiché le classi abbienti continuano a dominare il potere economico e politico mentre i poveri e la classe media continuano a perdere terreno. Sanders ha giustamente ricalcato il concetto di sanità come diritto umano invece di prodotto da comprare come pure un tenore basico per una vita dignitosa per tutti. Ma al di là delle questioni politiche ed economiche americane Sanders ha anche suonato l’allarme sul riscaldamento globale e l’importanza di usare la diplomazia per risolvere i conflitti internazionali.Biden condivide queste idee basiche di Sanders ma non la necessità di una rivoluzione, spesso citata da Sanders, preferendo piccoli passi per migliorare la situazione. Ciononostante, con l’uscita di scena di Sanders, l’ex vicepresidente ha iniziato ad adottare alcuni dei temi del senatore del Vermont. A cominciare dall’aumento del salario minimo a 15 dollari l’ora che Sanders ha promosso sia nell’elezione del 2016 e in questa attuale. Biden ha anche accettato l’idea di offrire università gratis per quegli studenti il cui reddito familiare è inferiore a 125mila dollari annui lordi. L’ex vicepresidente ha anche abbracciato la proposta di Sanders di fare applicare le leggi federali sul lavoro a tutti, incluso gli immigrati sprovvisti di permesso di soggiorno. Biden ha recentemente parlato anche di abbassare a 60 anni l’età per accedere al Medicare, la sanità per gli anziani, attualmente disponibile solo agli over 65.Il fatto che Sanders abbia gettato la spugna permette a Biden di concentrarsi a costruire la coalizione necessaria per sconfiggere Trump a novembre. Questa strada include la fusione delle due ali del Partito Democratico, i centristi e i progressisti. Sanders ha esortato i suoi sostenitori che restare a casa invece di presentarsi alle urne e votare per Biden potrebbe tradursi in altri quattro anni di presidenza per Donald Trump, una situazione che lui considera orrenda. Con ogni probabilità la maggior parte di loro non cadrà nel tranello dell’inerzia e alla fine voterà per l’ex vicepresidente. Ciononostante bisogna ricordare che nell’elezione del 2016 il 12 percento dei sostenitori di Sanders ha votato per Trump invece di Hillary Clinton, secondo una ricerca della Harvard University.Una maniera per Biden di evitare una simile ripetizione sarebbe di scegliere un vice presidente dal lato progressista del suo partito. La scelta più ovvia sarebbe Elizabeth Warren, senatrice del Massachusetts, la quale ha auspicato un’agenda politica molto simile a quella di Sanders. Di fatti, la Warren, secondo parecchi sondaggi, era la scelta numero due per i sostenitori del senatore del Vermont. Ci sarà anche pressione per Biden di scegliere un afro-americano come suo vice, specialmente per il fatto che la sua campagna politica nelle primarie è stata salvata proprio da questo gruppo nel South Carolina. In questa luce, Stacey Abrams, già candidata a governatore della Georgia e attuale leader della minoranza democratica al Senato del suo Stato, potrebbe riempire il ruolo. Con ogni probabilità queste due donne saranno nella lista dei finalisti anche perché Biden ha annunciato che sceglierà una donna come suo vice.Biden ha buonissime possibilità di sconfiggere Trump come ci rivelano i sondaggi confermati da uno recentissimo della Reuters e Ipsos. L’ex vicepresidente sconfiggerebbe l’attuale inquilino della Casa Bianca (47 a 39 percento). Biden dovrebbe dunque fare i conti con le idee di Sanders. Si vedrebbe in quel caso quante di esse riuscirebbe a mettere in atto. Comunque vada, nonostante Sanders non sarà probabilmente candidato presidenziale un’altra volta, come lui ha dichiarato alla Associated Press, le sue idee di giustizia per una migliore società continueranno a vivere. Altri si impossesseranno della torcia progressista. Alexandria Ocasio-Cortez viene subito in mente. La ventottenne parlamentare di New York continua a crescere in popolarità e sarebbe degna erede di Sanders e le sue idee. (bY Domenico Maceri, PhD, professore emerito all’Allan Hancock College)

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Analisi sulla spesa degli italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

PAYBACK, la piattaforma multicanale che combina retail offline, online e mobile e che oggi vanta un network di oltre 170 Partner, nell’ambito del proprio Osservatorio Consumi, ha realizzato un’analisi sulla spesa degli italiani nel primo mese di lockdown per COVID-19 durante il quale PAYBACK ha lanciato la campagna #RESTAACASA CON TE (9 marzo – 5 aprile).
Nel mese di campagna, rispetto al precedente, è emerso un netto incremento del 70% degli acquisti online, trainati dalle categorie food & wine (+227%) e intrattenimento (+112%), seguiti da tecnologia (+64%), moda e casa (+29%) e infine cura della persona & benessere (+9%).Se si analizzano gli acquisti per generi alimentari effettuati nei punti vendita, si nota il balzo in avanti di condimenti e conserve (+230%), surgelati (+180%) e cura della casa (+150%). Questi picchi hanno avuto una distribuzione disomogenea lungo la penisola, in relazione alla diffusione del virus e al susseguirsi degli annunci di progressivo lockdown: il nord che ha registrato un picco di crescita più marcato nell’ultima settimana di febbraio, pari al +18% rispetto al valor medio di gennaio, mentre dopo il lockdown del 9 marzo è stato il centro-sud a registrare una crescita maggiore, raggiungendo un picco di oltre +30%.
Dall’analisi dei dati giornalieri di spesa emerge con evidenza la rapida reazione dei clienti agli annunci delle misure restrittive: +80% in Lombardia il 24 febbraio (il giorno successivo alla creazione prime zone rosse) rispetto alla media dei precedenti lunedì di febbraio; +42% su scala nazionale il 6 marzo (giorno successivo alla chiusura nazionale delle scuole) rispetto alla media dei venerdì di gennaio e febbraio pre COVID-19. Durante il lockdown, inoltre, i dati giornalieri evidenziano un significativo impatto delle restrizioni al movimento sulle abitudini di spesa: la frequenza di aquisto mensile cala del 14% ma la spesa media cresce del 26%.

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Piattaforma City Forecast per monitoraggio dati su traffico e spostamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Roma Capitale utilizzerà il supporto tecnologico fornito da TIM e Olivetti con la loro piattaforma City Forecast e il supporto dei Data Angels. Grazie a un accordo con il Campidoglio, le società si occuperanno del monitoraggio dei dati, in forma anonima e aggregata, legati al traffico e agli spostamenti all’interno e all’esterno del territorio comunale.La raccolta di questi dati, ricavati dal segnale generato dalle utenze telefoniche mobili, consentirà una costante analisi dei flussi e degli spostamenti, in modo sicuro e nel pieno rispetto della normativa vigente. La piattaforma sarà utile a monitorare le misure di contenimento della mobilità messe in atto per contrastare la diffusione del coronavirus e, successivamente, a supportare le decisioni che l’Amministrazione capitolina dovrà assumere per garantire il ritorno alle normali attività e la tutela della salute dei cittadini.“In questo periodo, in cui c’è più necessità di limitare gli spostamenti e rimanere in casa per far fronte all’emergenza che stiamo vivendo, la tecnologia può offrirci un valido aiuto per verificare puntualmente il rispetto delle regole. In una seconda fase, tale strumento potrà essere utilizzato per individuare i principali flussi di spostamento e agire di conseguenza: per esempio con un rafforzamento mirato del trasporto pubblico o dei presidi di sicurezza in alcune zone”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Pechino per il sostegno a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Roma. La città di Pechino ha donato a Roma Capitale una fornitura di materiale sanitario e di protezione, come segno di amicizia e di sostegno tra le capitali cinese e italiana.La donazione si compone di un ventilatore per terapia intensiva, 10 mila mascherine chirurgiche, 1.000 mascherine N95, 2 mila tute protettive, 5 mila camici isolanti, 5 mila copriscarpe, 5 mila cuffie mediche.
“Ringrazio la città di Pechino e il sindaco Chen Jining per il supporto dimostrato dalla capitale cinese nei confronti della nostra città, durante l’emergenza coronavirus. Al più presto metteremo questo materiale a disposizione del personale sanitario, di medici e infermieri impegnati in prima linea per affrontare la pandemia”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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