Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Archive for 28 aprile 2020

“Prima prova, poi paga”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Rovigo. E’ nei momenti difficili che nascono le idee. Così è successo per due imprenditori rodigini, Chiara Pavanello e Marco Santato, attivi ormai da anni nel mondo dell’abbigliamento con il loro marchio Goa Goa. I due giovani, infatti, hanno inventato il delivery a domicilio per i capi d’abbigliamento. E non solo: il 5% del ricavato da questa idea sarà donato agli ospedali per la lotta al Corona Virus. Il sistema è semplice e sicuro. Basta collegarsi al sito internet https://mailchi.mp/e868ed1e2e91/goagoa-prima-prova-poi-paga. I clienti sfogliano il catalogo online, ordinano i capi che vogliono via mail o via whatsapp, un operatore Goa Goa arriva a domicilio con l’ordine e il cliente ha 48 ore di tempo per provare i vari vestiti e decidere cosa tenere e cosa devolvere al negozio. I capi d’abbigliamento che non si comprano vengono sterilizzati e igienizzati con lavaggio a vapore a 100 gradi per garantire a tutti la massima sicurezza e rimessi sul mercato.“Ormai le nostre abitudini sono cambiate – spiega Chiara Pavanello, fondatrice del marchio Goa Goa -. La nostra idea è nata proprio dal voler dare una risposta alle nuove esigenze dei clienti: nessuno in questi mesi avrà più piacere di frequentare negozi con molta gente e provare gli abiti nei camerini. Noi abbiamo trovato la soluzione: portiamo i vestiti direttamente a casa dei clienti. Perché è vero che la l’emergenza sanitaria ci ha costretto a una grande rivoluzione, ma la voglia di colore, di prendersi cura di se stessi e vestirsi bene continua a rimanere viva dentro ognuno di noi”. Il tutto vuole avere una finalità anche benefica. “Vogliamo dare il nostro contributo alla lotta contro il Corona virus e il 5% di ogni vendita andrà agli ospedali” conclude Chiara. Il servizio è valido all’interno della provincia di Rovigo e il pagamento può avvenire in contanti o online tramite bonifico o paypal. Si possono ordinare fino a un massimo di cinque capi a persona scegliendo tra le collezioni primavera estate 2020 o tra gli articoli dell’outlet. Nel frattempo i due imprenditori stanno anche riconvertendo parte della filiera tessile per la realizzazione di mascherine, ovviamente colorate in perfetto stile Goa Goa.

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Consiglio Europeo: i possibili sviluppi futuri

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte SIM. L’atteso Consiglio Europeo (consesso dei premier dei 27 paesi Ue) si è chiuso con alcune linee generali approvate e un rimando della definizione dei dettagli alla Commissione Europea/Eurogruppo nel corso del mese di maggio.Il Consiglio Europeo ha ieri varato quanto segue: Via libera al recovery plan/fund.
Via libera alla messa a disposizione dei 540 Mld€ di fondi (SURE, MES, BEI) a partire dal 1° giugno.
Sul primo punto la presidentessa della Commissione Europea ha aggiunto che: Si tratterà di un piano di migliaia e non di centinaia di miliardi di euro Sarà basato sul bilancio UE 2021/2027 in corso di negoziazione. Sulla tempistica dei lavori futuri al momento le date a disposizione sono le seguenti:
6 maggio: la Commissione Europea dovrà presentare una proposta di funzionamento del recovery plan/fund
7 maggio: la Commissione Europea presenta l’aggiornamento di primavera del quadro macro prospettico, importante per fare il punto ufficiale sulla stima attesa dell’impatto del virus
18 maggio (possibile anticipo): Eurogruppo/Ecofin (riunione dei ministri finanziari) che dovrebbe esaminare la proposta della Commissione Europea.
La data potrebbe essere anticipata alla settimana dell’11 maggio, in base a quanto scritto via Twitter dal presidente dell’Eurogruppo
1 giugno: diventano disponibili i 540Mld€ derivanti dalle tre fonti (Piano SURE 100Mld€ per disoccupazione, MES fino a 240Mld€ per spese sanitarie dirette e indirette, BEI 200Mld€ prevalentemente per piccole/medie aziende)
11 giugno: Eurogruppo/Ecofin che potrebbe continuare ad affinare il progetto del recovery plan/fund
18-19 giugno: Consiglio Europeo che dovrebbe dare il via libera finale al progetto con l’ambizione di farlo partire in parte già il 1° luglio mediante le soluzioni ponte indicate dalla Von der Leyen.
Le soluzioni ponte potrebbero consistere in un ampliamento di fondi già esistenti da far confluire all’interno del recovery plan, in modo da separare il percorso lungo di approvazione del Bilancio Ue (che deve essere approvato ad unanimità) e la cui entrata in vigore sarebbe comunque da gennaio 2021.
Le date indicate potrebbero comunque cambiare in base agli sviluppi dei negoziati. La tempistica però richiederà almeno tutto il mese di maggio e presumibilmente buona parte di giugno prima di arrivare a un approdo più operativo, collegando il pacchetto al bilancio europeo ma staccandone almeno una parte ai tempi lunghi di approvazione/entrata in vigore del bilancio stesso
In altri termini, dopo la crisi sanitaria, i mercati potrebbero trovarsi a fronteggiare una conseguente crisi di sapore più finanziario (a ordine, quindi, invertito rispetto alla crisi del 2008, quando la crisi finanziaria anticipò quella economica).
Questo potrebbe comportare altre manovre BCE (ad esempio incremento del QE di almeno 300/500Mld€ e aumento degli asset acquistati con inclusione, ad esempio, degli high yield) e FED (ampliamento delle linee esistenti e introduzione di nuove linee come, ad esempio, una per aziende oil e per i services del mondo mortgage) oltre a manovre dei governi (negli Usa definizione di un TARP2 e di nuove liquidity facility approntate a 4 anni con la Fed).Alla fine di quest’anno la Fed potrebbe trovarsi con un bilancio anche superiore ai 10milaMLd$, ossia oltre il 50% del PIL. In generale nel mondo l’ammontare di moneta immessa aumenterà notevolmente e questo potrebbe nuovamente supportare i mercati. Potrebbe però essere necessario prima un ulteriore round di manovre banche centrali/governi tra maggio e giugno. In questo contesto il dollaro continua ad avere il ruolo di termometro delle tensioni nel mondo: le fasi apprezzamento sono cioè collegate a fasi di risk off. Pertanto, possibile un ritorno in area 1,03/1,05 vs eur entro fine semestre prima di riprendere il trend di deprezzamento verso 1,15/1,20 entro fine anno, alla luce dell’enorme mole di dollari immessi dalla FED per finanziare le innumerevoli linee di politica monetaria implementate e da implementare.
Prossimi appuntamenti importanti, la riunione BCE del 30 aprile, giorno in cui a mercati chiusi saranno pubblicate anche le trimestrali di Amazon ed Apple.

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Piano Strategico Agroalimentare di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Roma. Sì della Giunta alla Memoria che sancisce l’avvio della stesura del Piano Strategico Agroalimentare di Roma Capitale, tassello cruciale della programmazione delle attività produttive cittadine, già prevista dal “Piano Strategico per lo Sviluppo Economico e Urbano di Roma”. Con uno scopo ben preciso: moltiplicare il valore aggiunto di un comparto che – tra agricoltura, silvicoltura e pesca – lo scorso anno, nella Città Metropolitana, ha raggiunto circa 546 milioni per un totale di 15.806 occupati, secondo le recenti stime dell’Assessorato allo Sviluppo economico di Roma Capitale.Il Piano Strategico Agroalimentare, diretto a valorizzare tutta la filiera di settore – dalle fasi di coltivazione e allevamento a quelle di produzione, trasformazione, distribuzione e commercializzazione – va di pari passo con la definizione di una Food Policy per Roma, per concorrere al raggiungimento dell’obiettivo “Fame Zero” nel mondo, fissato dal World Food Programme entro il 2030. S’inserisce inoltre nel quadro di tutti i programmi di settore europei, nazionali, regionali e di ecosistema.
Un’attenzione speciale sarà data alla messa a punto di strategie di contrasto dei fenomeni di degrado della terra, come l’impermeabilizzazione, il dissesto, l’erosione, la desertificazione.Nell’ottica della necessaria condivisione con tutti gli stakeholder e attori della dimensione agricola, l’Ufficio di Scopo Progettazione e Innovazione Economica Urbana costituirà gruppi di lavoro con Università, Associazioni di Categoria, Enti di Ricerca, operatori economici e partner tecnici, che si riuniranno in tavoli tematici di confronto, in vista di un Town-meeting in modalità online che si terrà entro il mese di giugno, ai fini dell’ elaborazione di un documento di sintesi dell’intera iniziativa, che sarà redatto entro luglio 2020.I tavoli tematici, che saranno operativi già dal mese di maggio, stabiliranno le aree di intervento prioritarie per la definizione delle linee guida strategiche e la food policy di Roma, anche in relazione all’emergenza Covid-19.Questi i focus dei gruppi di lavoro:
– – mercato: individuazione dei principali driver del consumo alimentare (prezzo, qualità, potere nutrizionale);
– – distintività: definizione degli elementi caratteristici della “romanità in tavola”;
– – salvaguardia: sostegno alle filiere agricole tradizionali, al ricambio generazionale e supporto per la continuità e lo sviluppo della filiera corta;
– – cibo del futuro: nuove tecnologie di trasformazione dei prodotti alimentari, utilizzo delle proteine vegetali e conseguente rivisitazione delle specialità tradizionali di Roma.

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Covid-19: I ristoratori italiani pronti ad aprire con misure di sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Un metro di distanza tra i tavoli e mascherine al personale di sala e cucina, come da indicazioni delle autorità sanitarie. Accessi differenziati, dove possibile, per i clienti in entrata e quelli in uscita, pagamenti preferibilmente digitali direttamente al tavolo, monitoraggio quotidiano delle condizioni di salute dei dipendenti, pulizia e sanificazione dei locali, gel igienizzante a disposizione di tutti.Sono solo alcune delle misure che i ristoratori italiani sono pronti a predisporre immediatamente, per favorire una riapertura il più rapida possibile delle loro attività. Proposte contenute all’interno di un protocollo stilato da un gruppo di lavoro organizzato dalla Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, sotto la supervisione scientifica di un qualificato infettivologo. Trentacinque pagine in cui si rappresentano le procedure di sicurezza da applicare in bar, ristoranti e servizi di catering.“Il mondo della ristorazione è pronto a ripartire, impegnandosi a garantire la sicurezza con uno specifico protocollo organizzativo delle attività, messo a disposizione della categoria, al fine di tutelare i rischi di contaminazione sia per i clienti che per i dipendenti – sottolinea il presidente di Fipe, Lino Enrico Stoppani –, ma è chiaro che non basterà per un ritorno immediato alla normalità. Fino a quando saranno in vigore le misure di distanziamento sociale, con le diverse modalità di fruizione dei servizi dei Pubblici Esercizi, è evidente che non si potrà lavorare a pieno regime. È dunque indispensabile che le istituzioni supportino economicamente il settore in questa fase transitoria”. “Per realizzare questo protocollo – prosegue il presidente – abbiamo seguito le indicazioni delle autorità sanitarie e ci siamo avvalsi di una consulenza scientifica di primo livello. Abbiamo messo a disposizione delle Autorità competenti il nostro documento come riferimento operativo, ma è chiaro che abbiamo bisogno anche di molto altro supporto. Le misure di sostegno all’economia finora approntate non sono state pensate per i Pubblici Esercizi, con la conseguenza che 50mila imprese rischiano di non riaprire. Serve un segnale forte da parte dell’esecutivo, sui temi degli indennizzi per chi ha subito ingenti perdite di fatturato, della liquidità, della fiscalità, degli strumenti di protezione sociale come la cassa integrazione, oltre che interventi per le locazioni commerciali. La fase due dovrà essere accompagnata da provvedimenti mirati a tenere in vita la qualificata rete dei Pubblici Esercizi, con il loro grande valore, anche sociale, evitando l’esplosione dei tassi di mortalità, la dispersione di professionalità faticosamente costruite, l’infiltrazione della criminalità. Per essere chiari, un locale che vedrà ridimensionato il suo numero di coperti o comunque ridotta la sua attività, ha bisogno di sostegno, anche in tema di tributi locali. Confido e spero che il Governo predisponga calibrati interventi in aiuto del sistema turistico italiano, di cui i Pubblici Esercizi sono la componente essenziale, all’interno di un piano strategico di lungo periodo, con investimenti a supporto della domanda, con la semplificazione delle regole e l’innovazione delle politiche”.

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Com’è bella la città… se diventa sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

di Donato Speroni (stralcio) I demografi lo dicono da tempo e noi lo abbiamo ripetuto come un mantra nelle nostre conferenze: già oggi metà della popolazione mondiale vive negli agglomerati urbani, che entro il 2050 ospiteranno tre quarti dell’umanità. Da qui la convinzione che una parte importante della sfida dello sviluppo sostenibile si gioca nelle città, come indica il Goal 11 dell’Agenda 2030 dell’Onu.Cinquant’anni fa le megalopoli con oltre dieci milioni di abitanti erano solo tre: New York, Shangai e Tokio. Oggi secondo Wikipedia sono 41 e il numero è destinato a crescere. In Europa ci sono solo Londra, Parigi e Mosca, negli Stati Uniti a New York si è aggiunta Los Angeles, mentre in Giappone a Tokio si sono aggiunte Nagoya e Osaka. E tra quelle dei Paesi sviluppati si può annoverare Seul. Tutte le altre 25 sono collocate in Paesi considerati “emergenti” o “in via di sviluppo”.Che cosa spinge le masse rurali a spostarsi, magari per andare a vivere in infime baraccopoli? Quindici anni fa, svolgendo una missione per conto della Banca mondiale presso il National bureau of statistics della Tanzania, lo chiesi a un collaboratore che viveva nei sobborghi di Dar es Salaam. “L’elettricità”, mi rispose. “La possibilità di bersi una birra fresca o di guardare la televisione”. In realtà, ci sono anche ragioni sociali più profonde: la crescita della popolazione che non può vivere tutta sull’agricoltura, l’inaridimento delle terre, la mancanza di adeguati presidi sanitari, nei villaggi africani come in quelli dell’Asia o dell’America latina.Da qui l’importanza degli interventi per migliorare la qualità della vita nelle zone rurali, ma senza dubbio le città sono ormai considerate la way of living del futuro. L’economista di Harvard Edward Glaeser, grande esperto di urban economics, ha definito le città “la nostra più grande invenzione, che ci rende più ricchi, più intelligenti, più sani e più felici”. Ha teorizzato le città iperconcentrate, dove la gente vive in grattacieli che riducono il consumo di suolo, razionalizzano il fabbisogno di energia, minimizzano gli spostamenti. C’è però un problema, che sta venendo alla luce in questa crisi da Coronavirus e che del resto era stato anticipato in tanti libri di fantascienza: le città sono meccanismi delicati, dove la qualità del vivere dipende dal perfetto funzionamento di un sistema che deve garantire approvvigionamenti, energia, sicurezza e lavoro per pagare il tutto. (Fonte: ASviS) (n.r. La Fidest ha pubblicato un libro su Amazon sulle città del futuro titolata “Vulnus” dove si racconta anche la storia di uno dei suoi abitanti)

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Sul pianeta esistono alcuni animali “esperti” di autoisolamento

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Noi umani siamo esseri sociali: raramente, infatti, trascorriamo un giorno in assenza di una qualche forma di interazione con altri individui della nostra specie. La grave emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus sta costringendo le persone in tutto il mondo a trascorrere più tempo da sole a casa, spingendo molti ad affidarsi alla comunicazione digitale per connettersi ai propri cari. Per molti animali, tuttavia, l’autoisolamento non è qualcosa di nuovo, ma appartiene al proprio istinto. Da alcuni mammiferi terrestri a diversi abitanti degli oceani, molti scelgono di vivere in solitudine buona parte della loro vita.
Tartarughe marine. Le tartarughe marine sono nuotatrici formidabili: in alcuni casi nuotano per migliaia di chilometri in solitaria tra le aree di alimentazione e i siti di nidificazione. Preferiscono interagire e riunirsi con un loro simile solo per brevi periodi, come quello riproduttivo. Le tartarughe passano gran parte del loro tempo in mare aperto.
Balenottere azzurre. Gli animali più grandi del pianeta, le balenottere azzurre, nuotano solo occasionalmente in piccoli gruppi. Normalmente si muovono sole o in coppia. Il loro cuore è grande come un Maggiolino Volkswagen e il loro stomaco è costruito per mangiare più di 3 tonnellate di krill al giorno. Questi giganti dell’oceano cercano un compagno solo durante il periodo dell’accoppiamento e comunicano tra loro usando vocalizzazioni a bassa frequenza, tra 10 e 40 hertz.
Leopardi delle nevi. I leopardi delle nevi sono predatori solitari.
Orsi polari. Gli orsi polari sono i più grandi carnivori terrestri e passano la maggior parte delle loro giornate sulla banchisa polare, in cerca delle loro prede preferite, le foche. A questo gigante dell’Artico non dispiace vivere una vita semi-solitaria e, se si esclude la ricerca attiva di un partner per l’accoppiamento in primavera e all’inizio dell’estate e l’allevamento dei cuccioli da parte delle femmine, gli orsi polari adulti tendono ad essere del tutto asociali.
Giaguari. Come per il leopardo delle nevi, anche la vita dei giaguari è pressoché solitaria, ma solo fino alla stagione degli amori: in questo periodo i giaguari possono accoppiarsi fino a 100 volte al giorno.
Orango. Conosciuti per la loro caratteristica pelliccia rossa e la loro intelligenza, gli oranghi in natura fanno una vita semi-solitaria. Trascorrono la maggior parte del loro tempo appesi agli alberi, muovendosi rapidamente tra i rami. Gli oranghi solo raramente si riuniscono in grandi alberi da frutto, dove le femmine adulte passano diverso tempo con i loro figli. Gli unici oranghi che condividono la propria quotidianità con altri simili sono proprio le femmine con i loro cuccioli: le cure parentali, infatti, possono durare fino a 6-7 anni.
Panda giganti. Il panda gigante è generalmente un animale solitario e pacifico. Questa specie ha evoluto un olfatto molto sviluppato, che da un lato aiuta i panda a trovare un potenziale partner in primavera, dall’altro gli permette di evitare il contatto diretto con gli altri simili, aiutandoli a mantenere il proprio isolamento durante il resto dell’anno.
Ornitorinco. L’ornitorinco australiano passa le sue giornate da solo a mangiare crostacei e piante sul fondo di fiumi, laghi e torrenti, o a riposare nella sua tana. Conduce una vita solitaria, nonostante a volte si trovi a condividere lo spazio dove vive e si alimenti con altri animali della stessa specie. Questo mammifero antichissimo, unico a deporre le uova insieme al “parente” echidna, fa vita sociale solo durante la stagione riproduttiva, quando maschi e femmine si cercano attivamente per accoppiarsi.

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The Economist: A special edition on the coronavirus pandemic

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Welcome to the newsletter highlighting The Economist’s best pandemic coverage. We have two covers this week. In our Asian and European editions, we look at how no fewer than 84 governments have taken extra powers since covid-19 began to spread. In some cases these are necessary and will be relinquished when the crisis is over. But in others they are not, and won’t be.
In our American and British editions we analyse the looming problem of government debt. As the economy falls into ruins, governments are writing millions of cheques to households and firms and tax revenues are collapsing. Long after the covid-19 wards have emptied, countries will be living with the consequences. What should they do?Our coverage of the disease this week is led by Bill Gates, the co-chair of the Bill & Melinda Gates Foundation, who has written for us on how to get out of the pandemic. We also look at how to do mass-testing and the worrying vulnerability to covid-19 of the southern United States. We report on an enigma surrounding the Spanish flu, how New Zealand has avoided the worst of the disease and why Tajikistan and Turkmenistan, which claim to be covid-free, are probably living in denial.You can also see our mortality tracker, which estimates how many deaths from covid-19 the official statistics are failing to detect. It goes about this using the gap between the total number of people who died from any cause and the historical average for the time of year. The results, broken down by country and region, show that the virus is more lethal than many had feared.
And we have also been focusing on the pandemic in Economist Radio and Economist Films. This week we produced a film analysing what lies behind the death toll in America, which has suffered more fatalities than any other country.As the epidemiological curves flatten and the easing of lockdowns beckons, I hope that you enjoy our coverage. (Zanny Minton Beddoes, Editor-in-Chief by The Economist)

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Richiesti bonus sociali, settore idrico e rifiuti

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

L’ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, è già intervenuta con alcuni provvedimenti urgenti nel settore dell’energia, del gas, del sistema idrico integrato e dei rifiuti, per tutelare le famiglie a fronte all’emergenza Covid-19. Provvedimenti che hanno, però, carattere temporaneo. Ecco perché l’Autorità in una nota ha segnalato a Governo e Parlamento la necessità di introdurre nuovi strumenti di contenimento delle criticità che emergeranno nelle prossime settimane.
Misure che condividiamo, a maggior ragione se si considera che proprio in queste ore si decide sulle eventuali riaperture dopo il lockdown.Nel dettaglio, relativamente alle proposte sui bonus sociali, condividiamo la posizione dell’Authority che prevede il rinnovo automatico per ulteriori dodici mesi senza soluzione di continuità, ma è necessario a nostro avviso dare soluzione anche alla questione irrisolta dell’ISEE (chi deve presentare la domanda oggi si trova nella posizione assurda per cui non utilizzerà il bonus per il danno subito a causa del Covid-19, perché l’ISEE preso a riferimento è quello relativo all’anno scorso). Problema che si presenta anche in relazione alle tariffe dei rifiuti.Relativamente alle proposte avanzate nel settore Energia, siamo d’accordo con le misure previste per le PMI in tema di azzeramento degli oneri di sistema, ma è fondamentale e urgente che tali misure siano estese anche ai clienti domestici che si trovano in condizione di difficoltà.
Oltre alle giuste proposte dell’Autorità, vogliamo denunciare, però, alcuni comportamenti che richiedono una condanna urgente dell’ARERA:
– La situazione a dir poco inopportuna per cui alcune aziende di acqua, luce e gas hanno inviato agli utenti, in questa fase delicata, bollette con conguagli;
– La situazione assurda per cui in caso di richieste di rateizzazione, molte aziende rinunciano sì a chiedere gli interessi, per poi inserire in fattura 8 Euro per il piano di rateizzazione;
– Nonostante la prescrizione biennale, ancora alcune aziende inseriscono i conteggi fino al 4 e 5 anno, per poi eliminarli su richiesta degli utenti. Chiediamo che venga applicata la legge e che vengano eliminati automaticamente il 4 e 5 anno, ecc.
Si tratta di veri e propri abusi da parte delle aziende, ancor più intollerabili vista la situazione di forte difficoltà in cui si trovano le famiglie e il Paese intero.

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Finalmente riconosciuto in Italia il genocidio armeno

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

“Grazie anche all’impegno di Fratelli d’Italia in parlamento, si può – dopo anni di oblio – finalmente dire che lo sterminio degli armeni condotto dall’Impero Ottomano è stato un genocidio. Oggi, giornata del ricordo del “grande male”, il Metz Yeghern per gli armeni, vogliamo ribadire la nostra vicinanza al popolo armeno. Da presidente della commissione Cultura di Roma Capitale, chiesi l’istituzione di un giardino proprio alla tragedia storica del genocidio armeno. Ci chiediamo, infine, come mai il sindaco Raggi non abbia voluto onorare la ricorrenza.” Così il deputato FDI Federico Mollicone in occasione del 105° anniversario del genocidio degli Armeni.

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Sconti Iva per i settori più in crisi

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Secondo la bozza del Def, nel 2020 i consumi dovrebbero registrare un calo del 7,2%.”Dati shock. Per fare in modo che, alla riapertura dei negozi, ci sia subito un consistente rimbalzo dei consumi, che potrebbe ridare fiato anche ai commercianti in difficoltà, servono incentivi per gli acquisti, così da invogliare le famiglie che se lo possono permettere a mettere subito mano al portafoglio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Oltre ai classici incentivi statali già utilizzati in passato, dai bonus per l’acquisto di auto alle detrazioni fiscali per l’acquisto di elettrodomestici, proponiamo anche un mese di sconti Iva per tutti i settori maggiormente in crisi, come quello turistico” prosegue Dona.”Si potrebbe immaginare una riduzione temporanea dell’Iva prevista dal 22 al 10%, o addirittura l’esenzione, così da ottenere uno sconto sui prodotti ed i servizi offerti al consumatore, invogliandoli all’acquisto, come avviene durante il periodo dei saldi, senza gravare però sugli introiti delle imprese. Uno sconto, insomma, a carico dello Stato, valevole per un periodo almeno pari ad un mese” conclude Dona.
(Mauro Antonelli)

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Dl aprile: ipotesi stop Iva per mascherine

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Nel decreto di aprile potrebbe esserci l’azzeramento dell’Iva sulle mascherine.”Ottima notizia. Finalmente pare accolta la nostra proposta. A differenza di altri che proponevano l’Iva al 4%, noi abbiamo sempre chiesto che le mascherine fossero esenti da Iva, come avviene per i servizi medici e le prestazioni sanitarie di diagnosi e cura” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora servirebbe l’azzeramento dell’Iva anche per disinfettanti, alcool e guanti monouso” conclude Dona.

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Unc: dati shock, servono incentivi per i consumi

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Secondo la bozza del Def, nel 2020 i consumi dovrebbero registrare un calo del 7,2%.”Dati shock. Per fare in modo che, alla riapertura dei negozi, ci sia subito un consistente rimbalzo dei consumi, che potrebbe ridare fiato anche ai commercianti in difficoltà, servono incentivi per gli acquisti, così da invogliare le famiglie che se lo possono permettere a mettere subito mano al portafoglio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Oltre ai classici incentivi statali già utilizzati in passato, dai bonus per l’acquisto di auto alle detrazioni fiscali per l’acquisto di elettrodomestici, proponiamo anche un mese di sconti Iva per tutti i settori maggiormente in crisi, come quello turistico” prosegue Dona.”Si potrebbe immaginare una riduzione temporanea dell’Iva prevista dal 22 al 10%, o addirittura l’esenzione, così da ottenere uno sconto sui prodotti ed i servizi offerti al consumatore, invogliandoli all’acquisto, come avviene durante il periodo dei saldi, senza gravare però sugli introiti delle imprese. Uno sconto, insomma, a carico dello Stato, valevole per un periodo almeno pari ad un mese” conclude Dona.

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Imprese agricole: Accesso diretto al fondo garanzia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Con l’approvazione definitiva del Cura Italia alla Camera dei Deputati, il testo viene convertito in legge e, con esso, la norma che estende alle imprese agricole la possibilità di avvalersi in maniera diretta degli interventi del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, comprendendo ovviamente i benefici previsti dalle ultime disposizioni normative. L’obiettivo è quello di permettere un rapido e consistente afflusso di liquidità alle imprese del settore primario che diviene ancor più cruciale in questo momento drammatico per l’economia italiana, bloccata dalle misure di contrasto alla diffusione del COVID-19. L’intera filiera agroalimentare sta continuando ad operare ma il mondo agricolo va sostenuto attraverso strumenti in grado di iniettare finanziamenti in modo immediato.“Sarà, pertanto, presto attivo un ulteriore canale per l’accesso al credito delle imprese agricole, oltre quello previsto da Ismea – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – Si tratta di un risultato importante che ho fortemente voluto e che risponde alle esigenze e alle richieste del mondo agricolo, soprattutto in questo periodo d’emergenza sanitaria. Fino ad oggi, infatti, l’agricoltura poteva accedere solo attraverso i Confidi agricoli che, però, di fatto non esistono a livello nazionale e, quelli esistenti, riescono a far erogare finanziamenti in poche province per importi di entità modestissima. Come già verificatosi per l’agroalimentare, con 1 miliardo di euro concesso nel solo 2019, il Fondo di Garanzia – prosegue L’Abbate – sarebbe in grado di concedere agevolmente erogazioni di prestiti di liquidità, ripianamento passività e investimenti in grado di sostenere e rilanciare il settore agricolo, anche in previsione della cosiddetta Fase 2. Risulterà determinante, infatti, mettere gli istituti finanziari nelle condizioni di poter sostenere in maniera agile e immediata anche il comparto agricolo. Un risultato raggiungibile con l’accesso diretto al Fondo di Garanzia, su cui convergono anche le stesse banche con cui mi sono confrontato. Questo settore dell’economia nazionale – conclude il Sottosegretario L’Abbate – ancor di più in questa fase di emergenza, si sta rivelando strategico per l’interesse del Paese e l’economia nazionale e va sostenuto nel modo adeguato”.

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Cura Italia e diritti dei viaggiatori

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

“L’Unione europea è l’unica regione al mondo in cui i cittadini sono completamente tutelati da un insieme di diritti dei passeggeri”: con queste parole, pochi mesi fa la Commissaria per i trasporti Adina Vălean commentava i risultati di un sondaggio Eurobarometro e la Commissione Europea, al dilagare della pandemia in corso, ribadiva in una nota che la proposta di un voucher per quanti avessero subito la cancellazione del viaggio, non avrebbe potuto influire sul diritto al rimborso. Affermazioni perfettamente in linea con l’imponente impianto di tutele faticosamente implementato negli anni da regolamenti e direttive, che oggi, tuttavia, sembra subire una consistente violazione. Ma in Italia niente più scelta tra voucher o rimborso: “il voucher assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario” recita l’articolo 88 bis in fase di approvazione alla Camera.“L’impossibilità di rifiutare il voucher comporterà per i cittadini, già duramente colpiti dalle drammatiche ripercussioni economiche della pandemia, l’obbligo di vincolare quanto versato per un viaggio non fruito, per giunta senza alcuna garanzia nel caso in cui i tour operator, le compagnie aeree o le strutture ricettive dovessero andare incontro all’ insolvenza. “Mantenere l’alternativa tra voucher e rimborso, prolungarne la scadenza, ad oggi di un solo anno, e prevedere una garanzia di rimborsabilità adeguata potrebbe ristabilire l’equilibrio tra le parti e realizzare concretamente quanto il principio di solidarietà impone in gravi situazioni quali quella attuale”, continua Pisanò.Eppure nessuno di questi strumenti sembra esser stato preso in considerazione. Una gestione sana e una tutela forte dei diritti, anche mediante la garanzia di rimborsi certi, possono rafforzare la fiducia dei consumatori e favorire una ripartenza dell’economia anche nel settore turistico. Ma “le modifiche apportate al Cura Italia”, conclude Monika Nardo, consulente legale dell’ufficio di Bolzano, “pongono un grande ostacolo ai viaggiatori italiani: la dichiarazione di norma di applicazione necessaria pregiudica ulteriormente la posizione del consumatore, già privato dei suoi diritti, poiché ove possibile, non gli permetterebbe di beneficiare delle più favorevoli disposizioni adottate dagli altri Stati membri. In Irlanda, così come in Germania, per esempio, i vettori aerei sono tenuti al rimborso anche se il volo è stato cancellato a causa del Covid- 19”.“Non si può non considerare che le famiglie italiane sono anch’esse colpite dalla crisi, con perdita del posto di lavoro, cassa integrazione, diminuita redditività delle loro attività economiche e che, pertanto, non potranno permettersi un viaggio in un prossimo futuro. Auspichiamo, pertanto, che le aziende possano andare incontro alle specifiche esigenze del consumatore, vero motore dell’economia, e valutare le modalità di rimborso caso per caso”, concludono le esperte del CEC che nelle ultime settimane ha assistito concretamente più di 2.000 cittadini che si sono rivolti al Centro per ricevere tutela in merito ai loro diritti di viaggiatori.

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Federconsumatori aderisce ad appello per accesso cure e vaccini

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Federconsumatori aderisce all’appello al Governo italiano, sottoscritto da oltre cinquanta esperti di salute pubblica, accademici e intellettuali, affinché adotti tutte le misure utili a garantire l’accesso a cure e vaccini necessarie durante l’emergenza coronavirus.
L’iniziativa, che vede tra i suoi primi firmatari Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto Mario Negri di Milano e Claudia Lodesani, presidente dell’organizzazione non Medici senza frontiere Italia, chiede in particolare che il sistema internazionale della proprietà intellettuale non limiti l’accesso a farmaci, vaccini e test diagnostici ai Paesi o ai pazienti che non possono permetterseli.
Le disuguaglianze non possono e non devono creare differenze nell’accesso alle cure contro questo terribile virus che sta colpendo l’intera popolazione mondiale. Mai come in questo frangente è necessario globalizzare diritti, permettendo a tutti di poter combattere la pandemia, attraverso le cure necessarie. Gli interessi del mercato farmaceutico non possono e non devono prevalere sulla salute pubblica a livello planetario. È necessario uno sforzo del Governo e dell’intera comunità mondiale, a partire dall’OMS, perché si permetta l’accesso al vaccino che sarà predisposto e ai farmaci per curare il Covid-19 ai sistemi sanitari di tutti i paesi, anche di quelli in via di sviluppo, che hanno minori possibilità economiche. I firmatari dell’appello ricordano che: “In presenza di crisi sanitarie conclamate come quella che stiamo attraversando, un governo può autorizzare la produzione di un farmaco senza pagare le licenze al detentore del brevetto emettendo una «licenza obbligatoria». Non si tratta di un esproprio proletario, ma di una procedura prevista anche dall’Organizzazione Mondiale del Commercio, dopo una lunga battaglia vinta dalle associazioni di pazienti per l’accesso ai farmaci anti-Aids nei Paesi in via di sviluppo all’inizio degli anni Duemila.”
L’appello ricorda inoltre che i parlamenti di Cile, Israele, Ecuador e Germania hanno già adottato risoluzioni in cui si dichiara che l’epidemia globale di Coronavirus giustifica l’uso di licenze obbligatorie per vaccini, farmaci e test diagnostici. Invitiamo il Parlamento italiano a fare altrettanto. Desta preoccupazione, visti i precedenti, anche l’accesso ai farmaci necessari e promettenti per la cura al coronavirus, in primis il Remdesivir, farmaco antivirale commercializzato dalla società farmaceutica Gilead. La stessa società che, per i farmaci contro l’epatite C, qualche anno fa arrivò a far pagare fino a 80 mila dollari per trattamento sul mercato americano e decine di migliaia di euro in Europa, finché nuovi antivirali concorrenti non sono stati immessi sul mercato calmierandone il prezzo. Per altri farmaci ritenuti utili, come l’idrossiclorochina, il cui costo è più contenuto, è necessario implementare l’attuale capacità produttiva, oggi ridotta. Anche per tali farmaci è necessario un deciso intervento del governo e delle agenzie internazionali, per permettere una distribuzione equa, basata sulla necessità della popolazione e non sulla capacità economica dei Paesi.

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Ecco dove nasce il futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Un sistema variegato, multisettoriale, poliedrico, che rappresenta un unicum nello scenario internazionale. È il sistema dei parchi scientifici e tecnologici italiani la cui ‘geografia’ è stata studiata per la prima volta grazie all’indagine di Elena Prodi , ricercatrice del Dipartimento di Economia e Management, Università degli Studi di Ferrara e ADAPT Research Fellow, in collaborazione con l’Associazione Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani realizzata in parallelo alla raccolta periodica di dati dai propri associati. “La ricerca – si legge nel documento – nasce cercando di capire quali sono le capacità progettuali dei parchi di mobilitare e coordinare risorse, di entrare in relazione con i mercati del lavoro locali, nonché di interagire dentro a un più ampio contesto nazionale”
Tra le mission indicate dai parchi il 95 per cento si trova concorde nel “favorire la collaborazione tra grandi e medie imprese e piccole imprese innovative (start-up, spin off)” seguita, con più dell’86 per cento di risposte, dal “trasferimento delle conoscenze scientifiche e tecnologiche da enti di ricerca pubblici e privati verso il sistema delle imprese del territorio”. Il 76 per cento degli intervistati ha indicato come mission “trasferire le conoscenze scientifiche e tecnologiche dall’università verso il sistema delle imprese del territorio”. 14 parchi su 20, inoltre, hanno dichiarato che il senso della loro presenza nel territorio di riferimento è anche legato alla creazione di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico e far crescere, di conseguenza l’occupazione”.
Una delle caratteristiche comuni a tutti i pst è lo stretto dialogo con istituti scolastici, università, enti di ricerca pubblici e privati. Oltre il 65 per cento degli intervistati spiega di avere all’interno del parco laboratori ed enti di ricerca. Il 47 per cento ospita enti di ricerca accademici mentre il 52 per cento di essi accoglie spin off universitari. Ma questo rapporto va al di là della presenza fisica nel parco e si sviluppo attraverso iniziative, scambio di informazioni, attività che sono alcuni degli elementi di vitalità che si esprimono concretamente grazie alla presenza dei parchi nel territorio. L’indagine di Prodi svela che i parchi scientifici interagiscono con le università e la filiera formativa in senso ampio per attrarre giovani studenti e lavoratori di talento verso il parco e le aziende in esso insediate. 3 parchi su 15 ospitano dei corsi di laurea, mentre il 66 per cento di essi sostengono che “i dipendenti e i collaboratori delle imprese e delle start-up/spin-off localizzati nel parco ricoprono anche il ruolo di docenti presso Università del territorio, ma non solo”. In 7 casi su 20 “il direttore o il personale impiegato presso la società di gestione del parco a ricopre incarichi di ricerca e /o docenza presso un’Università”. Ci sono poi 7 parchi coinvolti all’interno di una o più fondazioni ITS del territorio. L’86 per cento dei pst, inoltre, ospita attività di alternanza scuola-lavoro a beneficio dei giovani dei licei e degli istituti delle scuole superiori.
Al primo posto tutte le specializzazioni riconducibili sotto al più ampio cappello dell’ambito medico-farmaceutico e delle scienze della vita. Si tratta peraltro di una area piuttosto specialistica e concentrata in alcuni parchi scientifici e tecnologici italiani e non è invece distribuita più omogeneamente e in maniera diffusa come il settore dell’ICT che si colloca sempre ai vertici delle specializzazioni dei parchi. Come pure il settore terziario in senso lato, dunque comprensivo del turismo, i servizi e le imprese creative e culturali. Seguono gli ambiti della meccatronica e delle nanotecnologie, e, le aree legate ad ambiente e green technology, alimentare, chimica, energia ed edilizia.Parola d’ordine: migliorarsi. Uno dei fili conduttori che unisce tutti i pst coinvolti nell’indagine è la tendenza a migliorarsi su più fronti: su quello tecnologico, nelle relazioni con i soggetti insediati, nella tipologia dei servizi offerti, nelle relazioni con il mondo delle imprese e della ricerca. Un sistema in evoluzione, anche attraverso la collaborazione con APSTI, cerca un ruolo strategico nello scacchiere internazionale della rete dei parchi scientifici e tecnologici italiani.

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Farmacisti Preparatori: al vostro fianco per gestire l’emergenza attuale

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Da sempre noi Farmacisti Preparatori siamo il vostro riferimento nel territorio: ascolto, vicinanza e professionalità sono i nostri capisaldi. Vi siamo accanto, con l’orgoglio di chi ha costruito un rapporto stretto con le persone ed ha condiviso valori importanti, per questo abbiamo cura di voi, della vostra salute e delle vostre famiglie. In questo momento storico la nostra vicinanza si esprime nell’essere partecipi ai piccoli e grandi problemi a cui diamo risposta anche grazie al continuo aggiornamento ed al lavoro di ricerca dei nostri laboratori. Abbiamo studiato appositamente dei consigli per la gestione della quotidianità in questo momento di crisi, in cui è necessario dare attenzione anche a quelle sfumature emotive che inevitabilmente sono presenti nella vita di tutti. Aumentare il benessere significa considerare un equilibrio che è costruito da azioni, soluzioni e percezioni; ecco perché il percorso che vi offriamo è costituito da 4 pilastri fondamentali: alimentazione ed integrazione, emozioni e riposo, movimento ed attività fisica, salute e bellezza della pelle.
Il vademecum proposto indica le buone pratiche per affrontare in maniera corretta la limitazione di movimento e il distanziamento sociale. Una sana alimentazione prevede il giusto apporto di nutrienti specifici, come ad esempio le vitamine che irrobustiscono il sistema immunitario; l’eventuale stress deve essere riconosciuto, dobbiamo gestirlo e combatterne i sintomi con i corretti comportamenti e il supporto di principi attivi naturali; alcuni semplici esercizi sono praticabili a casa anche in spazi ristretti e migliorano i problemi della sedentarietà, per esempio quelli inerenti al mal di schiena; la pelle del viso risente degli stati emotivi e della permanenza al chiuso, quella delle mani è stressata dai trattamenti frequenti per l’igiene e la disinfezione, va quindi curata e nutrita in maniera particolare. In questo momento storico, il rapporto tra comunità e farmacista si stringe, diviene vicinanza e comunione di intenti. Per questo vi proponiamo un insieme di buone pratiche che va oltre alle semplici istruzioni quotidiane. Questo tempo di crisi va gestito in modo ampio perché non basta dare il consiglio, ma è necessario entrare in empatia con le persone per comprenderne anche il disagio, fornendo quindi strumenti che possano servire ad un riequilibrio fisico e mentale. I Farmacisti Preparatori raccolgono questa sfida ed uniscono esperienza e ricerca ad affiancamento ed empatia. Contatta il Farmacista Preparatore più vicino al luogo in cui abiti, oppure entra nel sito, troverai la giusta risposta ma soprattutto quella vicinanza data da un approccio etico, innovatore e capace di unire accoglienza a comprensione per la gestione di un momento storico che richiede professionalità ma soprattutto umanità e dialogo.www.farmacistipreparatori.it
Chi sono i Farmacisti Preparatori: “Siamo un gruppo europeo unito dalla stessa etica professionale, che si pone come obiettivo l’ascolto dei bisogni e la vicinanza alla comunità. Il nostro scopo è essere accanto alle persone e offrire le soluzioni adeguate, ispirate all’antica tradizione farmaceutica evoluta con le più innovative tecnologie, frutto dell’unione tra scienza e natura. Come Farmacisti Preparatori siamo coinvolti in tutto il processo di creazione dei prodotti che portano il nostro nome a sigillo di garanzia. La collaborazione con il nostro laboratorio, in rete con università istituti di ricerca internazionali, ci permette di formulare in ecodesign prodotti sicuri ed efficaci. Ci facciamo portavoce della missione del farmacista: ascolto, condivisione ed approccio etico”. http://www.farmacistipreparatori.it

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Emissione e collocamento di titoli obbligazionari

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

CRIF S.p.A. – azienda globale con headquarters a Bologna e specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information, servizi di outsourcing e processing e soluzioni per il credito – ha completato l’emissione e il collocamento di titoli obbligazionari attraverso Pricoa Private Capital – facente parte del gruppo Prudential Financial, Inc. of the United States (NYSE:PRU), uno dei principali operatori nel mercato internazionale del private placement – per un valore di 30 milioni di euro all’interno di uno Shelf Facility che prevede la possibilità di collocare nuove emissioni fino ad un valore complessivo di 125 milioni di dollari USD (o equivalente in euro).
Questo nuovo private placement segue quello di 50 milioni di Euro realizzato nel luglio 2016 e si traduce nell’estensione per altri tre anni dell’attuale Shelf Facility. I titoli da 30 milioni di Euro sono stati emessi in un’unica tranche con un piano di ammortamento di 12 anni e un tasso di interesse fisso. Lo Shelf Facility offre a CRIF S.p.A. la possibilità di richiedere a Pricoa Private Capital di sottoscrivere nuove emissioni nei prossimi tre anni fino a un valore complessivo di 125 milioni USD (o equivalente in EUR). “Attraverso questo US private placement, CRIF continua a diversificare le proprie fonti di finanziamento ed estenderà il proprio profilo di indebitamento – commenta Carlo Gherardi, CEO di CRIF -. Le risorse derivanti da questa operazione saranno utilizzate per finanziare la strategia di espansione internazionale che viene confermata anche in questa fase di incertezza derivante dall’emergenza Covid-19, come testimoniato dalla recente acquisizione di Strands INC., società FinTech specializzata in soluzioni avanzate di digital banking e uffici negli USA, Spagna, Asia e Sud America. Lo Shelf Facility che CRIF ha sottoscritto con Pricoa Private Capital conferma la nostra elevata solidità, che ci consente di emettere un bond sui mercati internazionali, addirittura in quello Usa, anche in una fase così delicata”.Con un fatturato consolidato di quasi 560 milioni di Euro nel 2019, CRIF è attualmente il primo fornitore nel continente europeo di informazioni bancarie e creditizie e uno dei principali player mondiali nei sistemi integrati di informazioni commerciali e di business e alla gestione del credito e marketing. Greenberg Traurig Santa Maria ha affiancato CRIF come consulente legale mentre Akin Gump Strauss Hauer & Feld come consulente legale dell’investitore.

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ll Coronavirus sblocca l’abilitazione dei giovani medici

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Hanno chiuso i libri e indossato camici e mascherine, pronti ad affrontare la loro prima esperienza da “veri” medici confrontandosi con la più grande emergenza sanitaria dell’ultimo secolo: Covid19. Il decreto legge del 9 marzo scorso ha spalancato le porte degli ospedali per specializzandi dell’ultimo e del penultimo anno, rendendoli automaticamente medici. Un provvedimento che è servito a ingrossare le fila dei sanitari nelle corsie italiane, ma che al tempo stesso ha riportato all’attenzione il vulnus della formazione: l’imbuto che cronicamente si crea tra la laurea e la specializzazione in medicina. Secondo quanto certificato dalla FNOMCEO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), infatti, i medici inattivi in Italia oggi sono 25 mila. Tra questi, accedono alle specialistiche appena in 8.000. Basti pensare che nel 2019 i candidati per accedere alle borse di studio sono stati 17.596 e per il 2020 le borse di studio a disposizione per la formazione post-laurea si ritiene possano essere di poco superiori alle 9.000 unità. Uno scenario che già qualche mese fa, quando il Coronavirus sembrava essere molto lontano dall’Italia, il Milleproroghe aveva cercato di far evolvere, consentendo l’accesso nel SSN agli specializzandi iscritti al 3° anno. La Conferenza delle Regioni aveva quindi aperto le porte alla possibilità di poter assumere medici specializzandi inseriti nelle graduatorie di concorso pubblico. Covid 19 non ha fatto altro che accelerare il processo. Le università straniere, oggi, sono quindi sempre più attrattive. Le ragioni sono numerose: maggiori opportunità, più spazio all’esperienza sul campo, studio in lingua inglese – passaporto per una carriera internazionale! – e confronto con nuove modalità didattiche. Aspetti che Giuseppe Lupica, specializzando in Ginecologia e Ostetricia presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari e influencer su Instagram (@peppe893 con 177mila followers) e YouTube (Aboutpeppe893 con 18.800 iscritti), ha avuto modo di approfondire durante una study visit a Praga presso la prestigiosa Charles University, una tra le università europee con un alto tasso di internazionalità (ben il 18% su 48.623 studenti complessivi) grazie all’alta qualità della ricerca e alle ottime condizioni di vita messe a disposizione dal Campus che anche diversi studenti italiani hanno scelto per il proseguimento dei propri studi con Medicor Tutor. Molti aspiranti medici, infatti, per affrontare il percorso di studi all’estero, si affidano a una realtà esperta, che li segue passo dopo passo nella nuova esperienza. «Il maggior problema del sistema sanitario italiano, come ha evidenziato l’emergenza Covid 19, non è la mancanza di medici, ma la carenza di specialisti».L’università visitata da Lupica è la Charles University di Praga: fondata nel 1348, è considerata una tra le migliori università del mondo, nonché una delle più antiche, e garantisce una laurea pienamente riconosciuta in tutta Europa e nella maggioranza degli altri Paesi. In Repubblica Ceca, inoltre, non è richiesto alcun esame per accedere alle specializzazioni: a partire dal quinto anno di università, gli studenti possono scegliere presso quale dipartimento intendono specializzarsi e beneficiare di un metodo di formazione innovativo e professionalizzante. Non stupisce, quindi, che questo sia uno degli atenei che desta maggiore interesse.

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Produzione vini siciliani

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Palermo. L’Universo Vino è il risultato delle scelte che i viticoltori hanno fatto a partire da 8.000 anni fa: la stratificazione delle esperienze ha prodotto i vini che oggi conosciamo e la distribuzione dei vitigni nei territori più vocati. Nel 1800, Re Ferdinando IV incaricò l’esperto Felice Lioy, intendente della palermitana Commenda della Magione, di migliorare la qualità dei vini siciliani. Il Lioy, attraverso prove e studi, cominciò separare i grappoli in base alla qualità, sperimentò una macchina per “raspolare” (diraspare), fece costruire la Real Cantina Borbonica di Partinico e, cosa interessante, vinificò uve di vigneti nei dintorni della tenuta Cusumano di Ficuzza, in parte documentate nella Real Casina di Caccia di Ficuzza. «Questa storia ha alimentato la nostra curiosità – racconta Diego Cusumano, titolare, con il fratello Alberto, della cantina siciliana. – Come poteva essere il vino del Re? La composizione non è documentata, ma abbiamo immaginato: uve indigene, un unico Terroir, maturazione sulle fecce fini sino alla vendemmia successiva (in quanto le botti sarebbero servite per la nuova annata). Così, dopo qualche anno di sperimentazione è nato Salealto, un “vin du Terroir” di Ficuzza, ottenuto da Inzolia, Grillo e Zibibbo in parti uguali, vinificati separatamente poi affinati insieme».
Salealto richiama le caratteristiche del vino al palato e il terroir di produzione: 700 metri slm. Un vino unico, montanaro e mediterraneo allo stesso tempo. Luogo di produzione: Terre Siciliane IGT Tenuta Ficuzza, 700/800m slm – Piana degli Albanesi (PA) Annata 2018 con produzione di 5.000 bottiglie I vitigni. 1/3 Insolia, 1/3 Zibibbo, 1/3 Grillo. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700/800m slm, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 60 quintali per ettaro.
La vinificazione. Raccolta manuale in cassette, macerazione in pressa a temperatura ambiente e successivo illimpidimento statico. Fermentazione in acciaio a 20°C, travaso ed assemblaggio dei vini, permanenza per circa 10 mesi sulle fecce fini e successivo affinamento in bottiglia. Come tutti i vini Cusumano, anche Salealto si avvale della certificazione SOStain/VIVA “Sustainable Wine”. Comune denominatore delle diversità e delle unicità dei vini Cusumano, infatti, è l’impegno per una viticoltura sostenibile che nasce dal sentimento e dall’obbligo etico di proteggere le risorse, limitandone lo spreco. Una ricerca che si traduce in azioni conformi al protocollo di SOStain, il programma di sostenibilità per la vitivinicoltura siciliana, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, attraverso il progetto di sostenibilità V.I.V.A.
Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, produce vini eleganti e identitari in cinque tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, San Carlo a Partinico (Palermo). Nel 2013 la famiglia Cusumano ha creato Alta Mora racchiudendo sotto un unico nuovo marchio le contrade di Guardiola, Pietramarina, Verzella, Feudo di Mezzo e Solicchiata sull’Etna. http://www.cusumano.it

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