Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 29 aprile 2020

Comitato cimiteri: Si chiede la riapertura dei cimiteri capitolini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

“Alla luce di quanto reso in conferenza stampa dal Premier Giuseppe Conte il 26/04/2020 in tema di riapertura dei parchi e giardini pubblici chiediamo alla Sindaca Virginia Raggi di riaprire i Cimiteri Capitolini già il prossimo 4 maggio, in conformità a quanto previsto dalla legge. Sono state settimane interminabili per chi non ha potuto portare un fiore per la ricorrenza di un lutto, per chi ha perso qualcuno da poco e vorrebbe dedicare del tempo e una preghiera, in silenzio. Certi del fatto che i cimiteri per natura intrinseca non possano incoraggiare assembramenti più di quanto possano farlo i parchi pubblici, raccogliamo le accorate e legittime istanze dei cittadini che aspettano venga concesso loro di tornare a visitare i propri cari, auspicando un positivo riscontro dal Campidoglio. Confidiamo in una decisione che restituisca un po’ di pace al cuore di tanti in un momento così difficile.” Così in una nota Valeria Campana, Portavoce del Comitato Cimiteri Flaminio Prima Porta Verano e Laurentino. (n.r. E’ un discorso che vale, ovviamente, anche per tutti i cimiteri italiani.)

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Coronavirus: Serracchiani-Madia, in dl Aprile reddito a tirocinanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

“Nel Decreto di aprile bisognerà provvedere ai giovani il cui tirocinio extracurriculare è stato sospeso o terminato in anticipo. Si dovrà incentivare il lavoro agile, per consentire la prosecuzione dei tirocini in smart working, retribuiti da parte dell’azienda e quindi senza onere per lo Stato. Oppure dovrà essere riconosciuto l’accesso al reddito di emergenza o ad altro strumento idoneo a consentire loro di mantenersi. È una necessità sociale e morale, per riconoscere la dignità del loro lavoro”. Lo affermano le deputate dem Debora Serracchiani e Maria Anna Madia, rispondendo a un appello delle Federazioni italiane dei Giovani Democratici. “I dati più recenti individuano in oltre 350mila i tirocinanti che – spiega Serracchiani – troppo spesso sono utilizzati come lavoratori sottopagati e sottotutelati, svolgendo però le mansioni di lavoratori effettivi. Passano da un tirocinio all’altro senza mai risultare veri dipendenti e perciò senza benefici quali ferie, malattia o contributi: è una delle storture del mercato del lavoro italiano”. “Per coloro il cui stage non è proseguibile in modalità agile – ribadisce Madia – bisogna provvedere con un sostegno diretto. Infatti, quando allo scoppio dell’emergenza COVID-19 in molte regioni è stato interrotto il percorso e la retribuzione dei tirocinanti, per essi non è stata prevista né cassa integrazione né assegno di disoccupazione, e non sono beneficiari di alcuna forma di tutela emergenziale all’interno del Decreto”.Per Serracchiani “è doveroso intervenire anche per preservare la continuità di percorsi formativi e professionalizzanti per figure di cui il nostro Paese avrà bisogno nel momento della ripartenza economica, alla quale il dl Aprile deve essere per forza proteso. In questo sforzo – conclude – devono essere coinvolte anche le Regioni”.

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Valentina Pavan è il nuovo direttore Generale di Sendabox

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Sendabox, Sendabox.it è la prima piattaforma online che integra soluzione di logistica con i servizi dei migliori corrieri nazionali e internazionali, fondato nel 2014 da Federico Pozzi Chiesa, rafforza il proprio Management Team con l’ingresso di Valentina Pavan in qualità di Direttore Generale. Valentina Pavan arriva in Sendabox dopo un’esperienza di 15 anni maturata in Nexive – la seconda azienda italiana del settore delle spedizioni postali dopo Poste Italiane – in cui ha ricoperto diversi ruoli strategici, prima in qualità di Direttore Marketing, Comunicazione e Customer Operations, poi nel ruolo di Parcel Development Director e infine dal 2017 come Chief Commercial Officer. La manager, prima di entrare in Nexive, aveva maturato una solida esperienza professionale all’interno di importanti aziende nazionali e multinazionali che operano in settori merceologici e in contesti di mercato diversificati (farmaceutico, cosmetico, servizi) ricoprendo ruoli di responsabilità crescente. Abituata a lavorare per obiettivi e a gestire ampi gruppi di lavoro, in Sendabox, in qualità di Direttore Generale, affiancherà il fondatore e Amministratore Delegato Federico Pozzi Chiesa nello sviluppo della strategia di crescita e nel mantenimento della posizione di leadership. Valentina Pavan si occuperà di supervisionare le attività di marketing, vendita e operative, al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi di budget di Sendabox, e di seguire tutti i progetti di evoluzione della piattaforma per renderla sempre più competitiva e al passo con le esigenze dei clienti. La nomina di Valentina Pavan si inserisce all’interno del percorso di crescita e consolidamento di Sendabox che, nata come comparatore online di corrieri espressi in tutta Europa, è cresciuta di anno in anno del 30%, ampliando i servizi offerti e acquisendo nel 2016 la start-up IoRitiro. Oggi Sendabox è un’azienda che punta ai 5 milioni di fatturato, con 20.000 punti di ritiro in tutta Europa e un team di 15 persone.

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Coronavirus: Fp Cgil, primi passi per servizi anagrafici online

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

“Primi passi in avanti per rendere i servizi anagrafici fruibili online, in linea con le proposte che abbiamo avanzato al Ministero dell’Interno e all’Anci perché, anche in questa fase di assoluta emergenza, i servizi demografici siano garantiti”. Ad affermarlo è la Fp Cgil, aggiungendo nello specifico che: “L’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 664 del 16 aprile 2020 costituisce un importantissimo passo verso la gestione telematica degli atti di morte, a salvaguardia della salute e sicurezza dei lavoratori dei servizi demografici”.Ora, prosegue il sindacato, “che la strada per rendere le comunicazioni telematiche delle autorità sanitarie la modalità ordinaria di trasmissione di questi atti è stata tracciata, ci si aspetta che si prosegua in tal senso anche per le dichiarazioni di nascita. Si tratta di indicazioni che non solo riducono i rischi per la salute dei lavoratori dei sevizi demografici, derivanti dal dover svolgere, in presenza, le attività necessarie non differibili, ma anche di indicazioni che possono semplificare la vita ai cittadini, snellendo gli iter burocratici, evitando il peregrinare tra vari uffici della Pa ed una conseguente esposizione a possibili contagi”, conclude la Fp Cgil. (Giorgio Saccoia)

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Attenzione a provare a speculare sul calo del petrolio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Commento a cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm. La notizia finanziaria della settimana è senza alcun dubbio la volatilità che ha riguardato il prezzo del petrolio. In particolare, ha fatto scalpore la notizia che il valore dei contratti future sui barili di petrolio WTI in consegna a maggio sia andato in negativo.Le ragioni, su cui si è discusso, al nocciolo, riguardano la dinamica della domanda e dell’offerta. La prima è andata a picco a causa della recessione globale. Quando i produttori di alcune regioni non hanno compratori per stoccare le merci di solito mettono le scorte da parte aspettando momenti più propizi. Il problema per quanto riguarda il petrolio e che non è esattamente semplice da stoccare.Per capire quanto sta succedendo bisogna appunto considerare che non tutto i produttori sono affetti dallo stesso tipo di problematiche. Una dinamica di prezzo particolare può derivare da difficoltà logistiche incontrate da un certo tipo di produttori rispetto ad altri.Se andiamo a valutare la valutazione del Brent, che offre una panoramica migliore sul valore globale del petrolio, vediamo che ha mantenuto prezzi più elevati. Il prezzo del WTI si riferisce soprattutto al petrolio estratto onshore negli Stati Uniti di cui una quantità rilevante transita per l’hub di Cushing in Oklahoma. Il petrolio che transita in questo hub ha difficoltà di stoccaggio maggiori, non avendo, per esempio, un rapido accesso allo stoccaggio in mare. Come si può notare dal grafico, la maggior parte della crescita delle scorte mondiali è da attribuirsi all’hub di Cushing.La seconda cosa da capire è che l’inversione del prezzo, oltre che nei fondamentali, trova la sua giustificazione anche nella dinamica tecnica. Per quanto riguarda il mercato del petrolio, il commercio di coloro che effettivamente desiderano comprare la materia prima per utilizzarla è semplicemente una frazione di coloro che scelgono di acquistarla per motivi di trading o semplicemente per esprimere un posizionamento sull’andamento del prezzo.
Non è un caso che il crollo sia arrivato proprio nel giorno di scadenza del future, quando molti strumenti di risparmio collettivo, tra cui gli ETF operativi sulla commodity, hanno operato il “rollaggio” dei contratti rispetto a quelli del mese successivo, facendo effettivamente saltare l’equilibrio da domanda e offerta. Al di là di queste considerazioni, la dinamica sottostante è piuttosto chiara, con le capacità di stoccaggio che in certe regioni sta andando verso l’esaurimento.Per gli investitori retail è dunque importante capire quale possa essere la dinamica di questa materia prima nei prossimi mesi e nel lungo termine. Come dimostrano i flussi in forte crescita molti investitori stanno puntando sul petrolio, convinti di poter speculare su un eventuale rimbalzo. In realtà l’opportunità potrebbe rivelarsi molto più complessa di come possa sembrare all’apparenza.Nel breve periodo il calo del prezzo del petrolio ha avuto un effetto negativo sui mercati finanziari. A ben guardare l’effetto non ha riguardato tutti i settori allo stesso modo. I titoli peggiori sono quelli ovviamente del comparto e della filiera energetica, che però non ha molto peso nei listini.Un altro potenziale effetto negativo da tenere d’occhio è quello sulle prospettive dei mercati emergenti esportatori. In questo caso l’effetto potrebbe essere combinato con un ritracciamento delle prospettive commerciali e una riorganizzazione delle catene del valore che potrebbe pesare negativamente sulle prospettive di questi Paesi.In generale, al di là della volatilità di breve termine, un effetto di medio termine rilevante potrebbe essere quello sull’inflazione. Il prezzo del petrolio che rimane moderato per un periodo sufficientemente lungo è sicuramente una notizia positiva per le banche centrali e i governi, che si troveranno a mettere in campo importanti espansioni di liquidità. Ricordiamo che in generale il prezzo del petrolio basso è un segnale positivo per molti settori dell’economia e per i Paesi esportatori e c’è da aspettarsi che il mercato sconti questo fattore (in un contesto di fondo che resta comunque recessivo).Prendendo una prospettiva di più lungo termine, non è scontato che il petrolio riesca a riproporre presto i prezzi a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, anche in una fase di ripresa.D’altronde, se guardiamo al valore del petrolio in prospettiva i prezzi degli ultimi anni rappresentano più l’eccezione alla regola e un ritorno ai livelli di prezzo superiori ai 60 dollari al barile, oltre che dalla ripresa economica, non potrà prescindere da un ritrovato interesse da parte degli investitori che potrebbe tardare ad arrivare.Molti produttori potrebbero andare definitivamente fuori dal mercato e non è detto che l’intervento pubblico o il ricorso al credito siano efficaci, in una situazione economica caotica come quella attuale. Nel 2015 i produttori Usa furono tenuti a galla dal mercato del credito che in una situazione attuale potrebbe non essere altrettanto responsivo. Questa situazione potrebbe avvantaggiare i produttori di energia alternativa e il processo di transizione verso questo settore. Il grafico mostra come l’andamento dell’indice MSCI Global Alternative Energy si sia mosso negli ultimi anni in direzione opposta rispetto al prezzo del greggio.Per gli investitori, dunque, che nelle ultime settimane hanno riversato su questa asset class molta liquidità, il consiglio è quello di essere cauti. Anche se un recupero di prezzo è in qualche modo prevedibile, ad oggi non è assolutamente scontato che il percorso verso le soglie pre-crisi nel medio periodo sarà lineare.La volatilità di questi giorni ha insegnato che l’investimento su strumenti collettivi, che operano una rollaggio dei contratti offre comunque maggiori garanzie dell’acquisto diretto di derivati e il valore del sottostante.I principali ETF sul petrolio seguono oggi la dinamica, comunque negativa, dei contratti future relativi alle consegne di giugno e sono riusciti in qualche modo a limitare le perdite che hanno subito coloro che hanno puntato sul derivato. Attenzione però: per chi volesse entrare ora ci sarà da scontare il sovrapprezzo dell’Etf rispetto al sottostante derivato dalla dinamica tecnica dei flussi (come evidenzia l’analisi dei flussi sugli ETF United States Oil Fund LP).E soprattutto, dato lo stress sul mercato fisico e il comportamento molto diverso delle varie parti della curva, è necessario fare una due diligence molto approfondita sullo strumento che si sceglie per l’esposizione: brent o WTI? Contratti più a breve o contratti con scadenze più lunghe? Futures diretto oppure ETF? Insomma, il campo non è mai stato minato come in questi giorni.

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Check up aziendale gratuito alle aziende

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

L’Associazione Prodeitalia proprio nei giorni scorsi ha lanciato il Protocollo Bridge con cui mette a disposizione i suoi professionisti migliori per un check up aziendale gratuito alle aziende che vorranno far misurare il proprio stato di salute da una squadra di esperti. Una sorta di guida per tarare l’azienda prima della ripartenza.
l’Associazione Prodeitalia che ha sede nella Capitale è da tempo impegnata sul fronte del Sovraindebitamento e della Crisi d’Impresa ha redatto un vademecum che si propone di tornare utile alle aziende soprattutto nella Fase 2 dell’emergenza.
1) Fare formazione allo scopo di poter adottare un sistema adeguato di controllo di gestione;
2) chiudere il bilancio 2019 subito;
3) aggiornare la contabilità al 31 marzo 2020;
4) analizzare i punti di forza e debolezza aziendali in relazione al peggior scenario ipotizzabile fino a fine 2020;
5) creare un piano industriale -business plan – minimo 3 anni, meglio 5 anni;
6) redigere il piano di flussi finanziari settimanale;
7) scegliere se chiedere la moratoria oppure no e verificare, in base ai flussi futuri previsti, la congruità di un finanziamento;
8) dividere il patrimonio personale da quello aziendale;
9) circondarsi di una squadra variegata, motivata e capace;
10) comprarsi un quaderno e scrivere idee, domande, progetti, considerazioni, osservazioni, obiettivi, spunti e non abbandonarlo mai.
<>: afferma il Presidente dell’Associazione Prodeitalia Giorgio Bergo.

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20.000 giovani che vorrebbero lavorare, ma non possono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Nel mezzo della situazione di emergenza sanitaria, la correzione dei compiti inerenti l’Esame di Abilitazione Forense 2019-2020 è stata sospesa, mentre i giovani medici, per i quali è già prevista e regolamentata una retribuzione durante il periodo di specializzazione, sono stati abilitati tout-court allo svolgimento della professione, non solo per questo periodo emergenziale, ma anche per gli anni a venire.Non si ravvisa tuttavia nessuna previsione di tempi, nessuna garanzia di trasparenza nelle operazioni e nessuna considerazione in merito ai prossimi esami scritti che si dovrebbero tenere a dicembre 2020.A fronte di questa emergenza, che inevitabilmente porterà ad un ulteriore allungamento dei tempi di abilitazione, di cui i praticanti pagheranno ancora una volta il prezzo, l’unica formale proposta in campo ad oggi non risolve il problema e anzi determina probabilmente costi aggiuntivi per le casse pubbliche.Siamo consapevoli che la professione forense, per la sua importanza e per il ruolo fondamentale che riveste nel nostro ordinamento, debba essere esercitata solo da soggetti preparati e meritevoli, ma ogni proposta dovrebbe essere propedeutica ed orientata ad una riforma integrale dell’iter abilitativo alla professione, così da non creare de facto percorsi universitari di “serie A” ed altri, come il nostro, di “serie B”, con una visibile e marcata disparità di trattamento.Si chiede, in buona sostanza, l’ammissione ad una prova orale “snella”, che preveda l’interrogazione su quattro materie tra le principali del nostro ordinamento giuridico – come meglio indicate nell’allegata proposta – e che la correzione dei nostri elaborati, per come oggi organizzata, sia sospesa, ma che in sede di colloquio si instauri con la commissione una proficua discussione sulle prove scritte sostenute a dicembre 2019, così da non vanificarle e tenendole in considerazione nella valutazione complessiva.I praticanti, come il resto della popolazione italiana, hanno subito in questo periodo l’isolamento, in alcuni casi trasferimenti o allontanamenti imposti da esigenze di salute pubblica, hanno perso cari e familiari, hanno concrete difficoltà nel reperire il materiale su cui studiare per la prova orale, molti familiari hanno perso il lavoro e stanno fronteggiando non poche difficoltà nel provvedere alle proprie spese. Lo svolgimento dell’esame di abilitazione, così come strutturato, genera dubbi di trasparenza, meritocrazia ed uguaglianza non solo in noi giovani praticanti, visti addirittura come una “minaccia” al sistema già saturo e scoraggiati a proseguire su questa strada da molti avvocati, i quali forse temono l’inserimento competitivo nel mondo legale di giovani preparati e competenti. A questo proposito, giungono nella direzione delle nostre sollecitazioni perplessità in seno all’Unione Europea e alle stesse Nazioni Unite, come si può apprendere dall’ultima formale richiesta all’Italia di chiarimenti del Comitato sui diritti economici, sociali e culturali (UNDESC) del 16 aprile ultimo scorso.

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L’UNHCR chiede alle parti in conflitto di proteggere i civili nelle regioni del Sahel e del Lago Ciad

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, chiede che sia garantita maggiore protezione alle persone coinvolte nelle violenze derivanti dalla ripresa delle operazioni militari contro i gruppi armati nelle regioni del Sahel e nel Lago Ciad, in Africa occidentale.Migliaia di persone sono fuggite quotidianamente dalle proprie case e dai villaggi a partire dal 29 marzo, quando le forze di sicurezza di Niger, Ciad, Nigeria, e Camerun hanno lanciato un’operazione di repressione dei gruppi armati responsabili di attacchi lungo le regioni frontaliere ai danni di civili e militari dei Paesi citati.“La sicurezza delle popolazioni sfollate e delle loro comunità di accoglienza deve costituire una priorità per tutte le parti in conflitto”, ha dichiarato Aissatou Ndiaye, Vice Direttrice dell’Ufficio dell’UNHCR per l’Africa occidentale e centrale. “Nelle regioni del Sahel e del bacino del Lago Ciad, sono troppi i civili ad aver già pagato un prezzo elevato e non devono patire ulteriori sofferenze”.Quasi 50.000 persone, tra cui migliaia di donne, bambini e anziani, sono state sfollate nella regione quest’anno, comprese le 25.000 costrette alla fuga quando l’esercito del Ciad ha lanciato l’operazione ‘Ira di Boma’ presso le rive del Lago Ciad, alla fine di marzo, col supporto militare di altri Paesi. Le autorità del Ciad hanno dichiarato i dipartimenti di Fouli e di Kaya zona di guerra a tutti gli effetti.Inoltre, più di 4.000 persone sono state sfollate a causa dei combattimenti scoppiati all’inizio del mese nella regione di Tillaberi, in Niger, mentre a centinaia hanno varcato i confini per mettersi in salvo in diverse aree del Mali nelle quali vigono già situazioni di pericolo.”Attacchi e contrattacchi stanno costantemente spingendo le popolazioni che vivono a ridosso delle aree di frontiera in condizioni di miseria sempre più profonda e rischiano di vanificare qualunque progresso conseguito nel processo di rafforzamento della loro resilienza”, ha aggiunto Aissatou Ndiaye.Altre 6.000 persone, inoltre, sono fuggite dal Niger al Mali andando a unirsi agli almeno 10.000 maliani sfollati all’interno del proprio Paese a causa della serie di rivolte che hanno flagellato la regione del Sahel da gennaio 2020.In Niger, nel primo trimestre del 2020, UNHCR e partner hanno registrato 191 incidenti e 549 vittime in un raggio di 50 chilometri dalle frontiere. Gli incidenti includono attacchi, omicidi, rapimenti, furti ed estorsioni, nonché casi di violenza sessuale e di genere.L’UNHCR richiama i governi a rispettare gli obblighi internazionali e a onorare gli impegni assunti durante i dialoghi regionali di alto livello tenutisi l’anno scorso ad Abuja e a Bamako. In quell’occasione gli Stati hanno rinnovato l’impegno a proteggere i civili per evitare che cadano vittime delle operazioni antiterrorismo.L’UNHCR è pronta a supportare gli sforzi profusi a livello regionale per mantenere la natura civile e umanitaria dell’asilo e agevolare l’accesso degli aiuti. L’Agenzia continua a collaborare con le autorità per individuare una località sicura presso cui trasferire le persone. Per molti anni, conflitti armati e violenze hanno messo a dura prova sia la regione del Sahel sia quella del Lago Ciad. Dal punto di vista umanitario la situazione è estremamente drammatica e l’accesso a tutta l’area è limitato. Circa 3,8 milioni di persone sono sfollate all’interno di entrambe le regioni e 270.000 vivono nei Paesi limitrofi in qualità di rifugiati.

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Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Nel 2019 la pubblicità online ha raccolto quasi 3,3 miliardi di euro, in crescita del 9% sul 2018 e con una quota di mercato nell’intorno del 40%, dietro solo alla televisione che arriva al 44%. Ma nel 2020 la situazione sarà ben diversa: la decrescita percentuale delle raccolte di Internet e Tv potrebbe infatti essere a doppia cifra, nonostante questi mezzi dall’inizio dell’emergenza sanitaria siano cresciuti ampiamente in termini di audience. Queste alcune delle evidenze emerse dall’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano in occasione del convegno “Internet Advertising: tra creatività e innovazione”. Le restrizioni che impongono gli italiani e gran parte della popolazione mondiale a rimanere in casa hanno aumentato l’utilizzo, e quindi le audience, di tutti i canali televisivi e di tutti i siti online. I dati di utilizzo del digitale nel futuro saranno quindi in forte crescita e non si tornerà a un livello pre-emergenza. Secondo i dati Auditel, tra metà febbraio e inizio aprile, in piena emergenza sanitaria, le audience della Tv lineare tradizionale sono cresciute fino al 40%, con punte anche più alte (oltre +60%) per le fasce più giovani (15-34). Ancora più alta è la crescita della fruizione di contenuti digitali tramite Smart Tv (alcune settimane nell’intorno del +70%). Secondo i dati Comscore, nello stesso periodo, i dati online vedono una crescita importante del tempo speso sui Social network (+69% a inizio aprile rispetto a metà febbraio), instant messaging (+50%) e financial news (+24%). A crescere, soprattutto nelle prime settimane di marzo, è stata la fruizione dei siti di informazione e di intrattenimento (con punte oltre il 50%).
I processi creativi, l’utilizzo delle tecnologie, la conoscenza delle opportunità che il mondo online oggi ci offre sono elementi essenziali per le imprese per poter comunicare con i consumatori. Ma questo momento storico porterà ad un cambiamento dell’intero sistema socio-economico che di conseguenza trasformerà le abitudini e i comportamenti degli utenti. Diventa dunque fondamentale la conoscenza dei “nuovi” comportamenti degli individui, ossia capire in che misura cambieranno i customer journey dei diversi soggetti economici dopo questa emergenza per sviluppare strategie in grado di sostenere la relazione con gli utenti nel lungo periodo, con chiari obiettivi di loyalty. Proprio la creatività potrà giocare un ruolo molto importante per ricostruire questa relazione con il proprio target.Per questo motivo è stata condotta una Ricerca col fine di indagare e comprendere l’approccio delle aziende investitrici all’intero processo creativo con cui vengono effettuate le campagne pubblicitarie. In Italia il 53% delle aziende delega completamente l’intero processo creativo (storytelling + realizzazione creatività) ad agenzie esterne, mentre il 47% sviluppa internamente lo storytelling. Di questo 47%, poco meno della metà si occupa anche della declinazione della singola creatività grazie a unit ad hoc interne, mentre poco più della metà delega la realizzazione della creatività ad agenzie esterne all’azienda. Se invece ci concentriamo solo sulla realizzazione della creatività della singola campagna, la grande maggioranza del campione (79%) ne affida la realizzazione ad agenzie esterne. Sempre più si sta assistendo ad una convergenza tra Media, tecnologia, dati e creatività che si traduce nelle “creatività dinamiche”, ossia la capacità di adattare automaticamente le immagini, i testi e le call to action di una singola creatività in real time per ogni specifico utente. Dalla Ricerca emerge un trend di graduale preferenza verso i nano/micro/mid influencer rispetto alle celebrity. Le imprese italiane dichiarano infatti che tali influencer sono spesso considerati più adatti in termini sia di efficienza rispetto al rischio dell’investimento sia di efficacia, in quanto sono considerati maggiormente «autentici», veri e propri creator caratterizzati da fan base maggiormente qualificate e attive. Questo trend è correlato alla tendenza delle imprese di rivolgersi a nicchie con cui comunicare in modo accurato e profilato. (fonte: School of Management del Politecnico di Milano)

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Sclerosi Multipla

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

E’ una malattia cronica, infiammatoria e autoimmunitaria del sistema nervoso centrale (SNC) caratterizzata da un progressivo deterioramento della mielina, il rivestimento che protegge i neuroni e ne permette il funzionamento. Il danno mielinico porta infatti a disfunzioni neuronali, compromissione della comunicazione tra neuroni e disabilità neurologiche progressive. Mentre il danno alla mielina viene riparato piuttosto efficacemente durante le prime fasi della malattia, grazie alla presenza, nel sistema nervoso adulto di cellule che sono i precursori degli oligodendrociti (OPC), durante la cronicizzazione della SM, la capacità di riparazione della mielina (“rimielinizzazione”) viene progressivamente persa, e i pazienti manifestano sintomi neurologici sempre più gravi e irreversibili.I trattamenti attualmente disponibili controllano principalmente l’infiammazione e modulano la risposta immunitaria dei pazienti, ma non sono ancora disponibili farmaci rimielinizzanti.Lo studio pubblicato sulla rivista scientifica PLoS ONE, riporta i risultati sull’attività di protezione della mielina in vivo di galinex, un composto di sintesi che agisce specificamente su GPR17, un recettore espresso dagli OPC.”Diversi anni fa, abbiamo scoperto che l’attivazione di GPR17 sugli OPC in coltura da parte di ligandi agonisti induceva le cellule a iniziare la maturazione e a produrre mielina, sollevando l’ipotesi che i composti selettivi per GPR17 potrebbero favorire la rimielinizzazione nella SM, facendo ripartire così la trasmissione degli impulsi nervosi” ha commentato la professoressa Maria Pia Abbracchio, farmacologa all’Università degli Studi di Milano, dove è stata avviata la ricerca su GPR17. “Ma” aggiunge,” per dimostrare che ciò potesse effettivamente accadere in vivo, avevamo bisogno di sviluppare una molecola agonista altamente specifica per il recettore GPR17″.”A questo scopo” afferma il professor Ivano Eberini, biochimico computazionale della stessa Università “abbiamo sviluppato una pipeline per lo sviluppo di nuovi farmaci, grazie alla quale abbiamo saggiato virtualmente oltre 1.000.000 di composti chimici su un modello strutturale di GPR17. Questo approccio è partito dall’identificazione di 3 diverse famiglie di ligandi che, in collaborazione con l’Università di Pisa e di Aptuit di Verona, sono state poi “esplose” – cioè, variate attraverso metodi di chimica combinatoriale in silico – e quindi ottimizzate per poi valutarle su cellule che esprimevano GPR17. Le molecole più potenti nell’attivazione del recettore sono state quindi sottoposte a test su colture cellulari di OPC e neuroni, per valutare la loro capacità di promuovere la formazione di mielina e, infine, selezionate per il test in vivo sull’encefalomielite autoimmune sperimentale, un modello sperimentale di SM”.Gli esperimenti in vivo sono stati progettati da Chiara Parravicini, prima autrice dell’articolo, insieme ai biologi molecolari e farmacologi Davide Lecca e Davide Marangon. “Uno dei migliori agonisti del GPR17, il galinex, aveva mostrato promettenti proprietà farmacocinetiche e metaboliche nelle simulazioni al computer ed è stato per questo motivo scelto per i test in vivo” afferma Chiara Parravicini. “Come previsto”, dichiara, “galinex si è dimostrato in grado di ritardare significativamente la comparsa dei sintomi durante l’induzione della malattia nel modello sperimentale”. In parallelo, si sta procedendo allo sviluppo, ottimizzazione e alla caratterizzazione del profilo farmacologico di nuovi composti totalmente originali, sempre appartenenti alle famiglie chimiche in studio.Questo studio è stato finanziato dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla che sostiene da 10 anni le ricerche sul ruolo del recettore di GPR17 nella sclerosi multipla. “La collaborazione tra la Fondazione Italiana SM e l’Università di Milano ha portato a questo importante risultato che apre la strada a nuove molecole per trattare la malattia”, dichiara Paola Zaratin direttore ricerca scientifica della Fondazione.

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“Salva la Goccia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

E’ la campagna di sensibilizzazione sul risparmio idrico di Green Cross Italia, ritorna protagonista e si rivolge, nell’edizione 2020, agli studenti di tutti gli istituti d’Italia e alle loro famiglie. Promossa quest’anno da RB Hygiene, “Salva la Goccia” si pone l’obiettivo di sottolineare l’importanza delle piccole azioni nel ridurre gli sprechi a tutela della risorsa idrica e della conservazione dell’ecosistema del nostro pianeta.L’iniziativa, attraverso una call to action, ha coinvolto 30 scuole su tutto il territorio nazionale, generando la partecipazione di circa 6000 paladini del risparmio, tra bambini, insegnanti, famiglie, cittadini. Obiettivo della campagna è quello di sensibilizzare ad un uso più responsabile della risorsa acqua, promuovendo le buone abitudini e comportamenti virtuosi, utili a preservare il bene più prezioso: l’acqua.L’ottava edizione di Salva la Goccia 2020 ha rilanciato il messaggio e l’impegno con la Water Month Challenge, la sfida del mese dell’acqua avviata (dal 22 marzo al 22 aprile). La campagna ha inoltre previsto anche un momento social: gli utenti hanno condiviso sui social network, tramite l’hashtag #salvalagoccia le azioni che hanno creato un cambiamento positivo nella loro quotidianità. Un contatore ha poi censito le pratiche ecocompatibili segnalate dagli utenti, visualizzando così quante gocce hanno contribuito a generare il mare della sostenibilità.
L’iniziativa di quest’anno è stata interamente sostenuta da Reckitt Benckiser Hygiene Italia, tra i leader mondiali nella produzione di prodotti per l’igiene della casa. Il supporto a Salva la Goccia si inserisce nel quadro di un progetto più ampio che RB Hygiene Italia sta portando avanti per la salvaguardia del pianeta. L’azienda, in linea con i Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite, ha intrapreso un percorso di responsabilità sociale al fine di ridurre il proprio impatto ambientale, con particolare focus nel promuovere la diminuzione degli sprechi di acqua attraverso la campagna di sensibilizzazione “Acqua nelle nostre mani”.
“Salva la Goccia 2020 è stato reso possibile grazie a tutti i dipendenti RB, che hanno contribuito alla raccolta fondi interna negli ultimi due anni. Una partecipazione che assume ancor più valore nel contesto di emergenza che stiamo vivendo in queste settimane. L’iniziativa è volta a sottolineare che l’impegno dei singoli può fare la differenza per tutta la comunità e ci aiuta a porre particolare attenzione alle piccole azioni quotidiane e alle abitudini di consumo. L’acqua è presente in ogni momento della nostra giornata ed è una risorsa di cui non possiamo fare a meno. Ma non è infinita. Per questo motivo abbiamo deciso di sostenere la campagna educativa dedicata ai più piccoli, con l’obiettivo di promuovere e favorire il risparmio idrico. Salva la Goccia, perché l’acqua di domani è nelle nostre mani”. Questo è il commento di Enrico Marchelli, Amministratore Delegato RB Hygiene Italia.
L’edizione speciale di Salva la Goccia 2020 si concluderà con un momento di condivisione e valorizzazione dell’impegno degli studenti attraverso un evento in diretta Facebook che si terrà il 12 maggio sulla pagina social di Salva La Goccia (https://www.facebook.com/Salvalagoccia/).

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“Stanziati diversi milioni di euro per manutenzione ERP e scuole”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Roma. “Nuovi e ingenti fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti termici ERP e per la manutenzione a guasto degli impianti di riscaldamento delle scuole di Roma Capitale. È quanto comunicato in Commissione Lavori Pubblici dall’Assessora ai Lavori Pubblici Linda Meleo e dai delegati del Dipartimento SIMU. Per le prossime stagioni termiche, Roma Capitale ha indetto una nuova gara di affidamento quinquennale di importo poco superiore a 17 milioni di euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti, con la previsione, per ogni annualità, di circa 1 milione di euro in più rispetto alla stagione termica in corso. Un’altra gara da 1 milione di euro, attualmente in corso, riguarda la realizzazione di 14 nuovi impianti prima della prossima stagione termica. Oltre a ciò, sono stati messi a Bilancio circa 1,5 milioni di euro per la gestione di eventuali situazioni emergenziali e altri 3 milioni di euro in Bilancio destinati all’appalto di rifacimento delle reti che compongono gli impianti termici nelle zone delle terme di Villa Gordiani, di Casal Bruciato e di Ostia, che andrà in gara entro la fine del 2020.
È opportuno ricordare che per gli impianti ERP, praticamente mai manotenuti in passato nonostante la loro vetustità, l’Amministrazione Raggi ha già stanziato, durante la stagione termica in corso, una somma pari a 470.850 euro, a cui si sono aggiunti ulteriori 82.170 euro per la manutenzione straordinaria. Sul capitolo scuole, l’importante lavoro della cabina di regia composta dal Dipartimento SIMU, Assessorato, Commissione Lavori Pubblici e dalle imprese aggiudicatrice ha consentito di risolvere numerose criticità riscontrate negli impianti termici delle scuole di via Grotta Perfetta e di via Casale Pantanelle e della palestra di via Fiuggi, mentre sono in via di risoluzione le problematiche riscontrate nelle scuole di viale Adriatico, di via dell’Idroscalo, di via Bondi, di via Don Pasquino Bondi e dell’asilo nido di via dei Finetti. Nel frattempo, procedono le gare di appalto inerenti alla riqualificazione tecnologica degli impianti di climatizzazione dell’Istituto Comprensivo Tullio De Mauro e del canile La Muratella, con importi rispettivamente pari a circa 233.000 e 133.000 euro”. Lo dichiara, in una nota stampa, la presidente della Commissione Lavori Pubblici di Roma Capitale Alessandra Agnello.

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Domiciliari boss mafiosi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

«La scarcerazione di pericolosi boss mafiosi a causa dell’emergenza Covid19, segna una triste pagina di storia della nostra nazione. Tante vite sono state spezzate per combattere un sistema marcio, fatto di soprusi e assicurare alla giustizia chi ha sbeffeggiato lo Stato con il sangue di suoi fedeli servitori».Lo dichiarano Celestino D’Angeli e Patrizia Massimini, vertici dell’Associazione Nuova Difesa. «Uomini e donne in divisa, magistrati, religiosi, giornalisti e cittadini comuni, hanno pagato con la vita il sogno di un Paese giusto e nella legalità. Questo sogno – proseguono – è stato ora infranto, uccidendo le vittime per la seconda volta e spargendo sale nelle ferite delle loro famiglie a cui giunge la nostra incondizionata vicinanza. Lo Stato – concludono – non può dimenticare le vittime».

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Lombardia: infiltrazioni mafiose

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Oggi durante l’assemblea plenaria della conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle regioni e delle province autonome, Monica Forte, vice Presidente nazionale del “Coordinamento delle Commissioni e Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità”, ha presentato la proposta di legge al Parlamento di modifica del Codice dei contratti pubblici in tema di sostegno agli imprenditori che denuncino tentativi di infiltrazione mafiosa: “Questo progetto di legge al Parlamento -dichiara Forte- si propone di riattivare la fiducia tra imprenditori onesti e istituzioni, di aiutare il sistema delle imprese, anzi, di incentivare lo sviluppo di un’attività di impresa sana che è il motore dell’economia dei nostri territori. Un’economia che poggia prevalentemente su micro, piccole e medie imprese, proprio le più fragili ed esposte ai tentativi di estorsione finalizzati all’acquisizione e al possesso dell’attività, quelle imprese che, con il sudore e il lavoro di intere generazioni, hanno fatto grande il nostro Paese e che non possiamo tollerare rinuncino, o peggio, periscano di fronte agli attacchi e ai tentativi di conquista delle organizzazioni mafiose”.
Sempre nella giornata di oggi il coordinamento ha presentato Il progetto “Liberi di scegliere” che nasce nel 2012, su iniziativa del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, per consentire ai minori nati in contesti familiari criminali, di poter seguire dei percorsi educativi lontano dal territorio d’origine. È stato evidenziato come la concentrazione sui percorsi educativi dei minori consenta di interrompere la trasmissione del “codice culturale mafioso” che permette alla stessa organizzazione criminale di continuare nel tempo. In particolare, il progetto “Liberi di scegliere” previene la marginalità sociale attraverso opportunità formative, lavorative e ricreative che garantiscano tutele per una regolare crescita del minore, valorizzandone potenzialità, inclinazioni e risorse.

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Mascherine monouso e il mito della disinfezione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Nel pieno della pandemia di Covid-19 e con le mascherine spesso difficili da reperire, ci si ritrova di frequente a dover riutilizzare anche quelle monouso.È naturale quindi che le persone si chiedano se sia possibile disinfettarle in qualche modo e come farlo.
Su internet, naturalmente, sono comparsi consigli di igienizzazione più o meno efficaci.E’ per questo motivo che la rivista francese “Que Choisir” ha cercato di mettere un po’ d’ordine tra i metodi proposti (https://www.quechoisir.org/actualite-desinfection-des-masques-beaucoup-d-inconnues-n78479/?utm_medium=email&utm_source=nlh&utm_campaign=nlh200418).
Poichè che il coronavirus Sars-CoV-2 è vulnerabile alle alte temperature, ad alcuni potrebbe venire la tentazione di sterilizzare le mascherine in forno.La scuola di medicina di Stanford ha spiegato che, affinché la sterilizzazione sia efficace, la mascherina deve essere messa in forno a 70° C per 30 minuti, senza alcun contatto con le superfici metalliche dell’elettrodomestico.
E’ ovvio che non si tratta di un metodo di facile applicazione in un forno domestico, perché sarebbe necessario appendere la mascherina ad un supporto di legno. Se invece le mascherine vengono appoggiate, ad esempio, su una teglia metallica (che conduce il calore), le mascherine chirurgiche sono destinate a rovinarsi o addirittura a sciogliersi. Viene sconsigliato anche l’uso del microonde. Questo perché nella maggior parte delle mascherine è presente una componente metallica a livello del naso, che potrebbe produrre scintille durante il funzionamento dell’elettrodomestico.Il rischio quindi, è che invece di sterilizzarsi, la mascherina prenda fuoco. E’ da evitare anche l’uso di alcol e candeggina, che alcuni suggeriscono di spruzzare.
Entrambi i prodotti riducono la capacità filtrante. Inoltre, la candeggina persiste a lungo e, anche dopo diversi risciacqui, i vapori possono irritare le vie aree di chi indossa la maschera.Un altro metodo prevede di tenere sospesa la mascherina sopra una pentola di acqua in ebollizione per 10 minuti. Sicuramente è un metodo semplice, ma il rischio scottature a cui si va incontro, se non si riesce a trovare un modo per tenere appesa la maschera mantenendo le distanze, è garantito. Inoltre, è bene ricordare che la disinfezione a vapore può essere ripetuta solo cinque volte, oltre le quali l’efficacia della mascherina non è più garantita.
Il metodo migliore per sanificare le mascherine monouso resta, di fatto, quello di lasciarle appese all’aria per qualche giorno.
In questo lasso di tempo il virus si inattiva spontaneamente poichè non è in grado di sopravvivere fuori dall’organismo umano oltre ad un tempo variabile tra qualche ora e qualche giorno, in relazione alla superficie e alle condizioni ambientali.
Un discorso a parte va invece fatto per le mascherine lavabili, che possono essere sottoposte a trattamenti diversi a seconda del materiale di cui sono fatte.Quelle in tessuto non tessuto (Tnt), per esempio, possono essere lavate in lavatrice, seguendo le istruzioni del produttore sulla temperatura (anche 90°C) e sul numero massimo di lavaggi, ma non possono essere stirate.
Le mascherine in cotone, invece, oltre ad essere lavabili in lavatrice ad alte temperature, possono essere stirate, magari usando anche la funzione vapore, assicurando un ulteriore livello di sanificazione. (Giula Barsotti, legale, consulente Aduc)

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Una nuova cristianità?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

La premessa è che noi non facciamo teologia, però osserviamo i movimenti della storia. Questa volta vi scriviamo dall’ospedale dove chi scrive si trova non per il virus ma per una banale diverticolite, il che gli permette però di condividere più intensamente una condizione divenuta oggi molto comune, quella degli “spogliati”. Tanto comune che ci si mette anche il papa.
Abbiamo letto l’intervista di papa Francesco “al mondo di lingua inglese” duramente colpito dalla pandemia, raccontata in italiano da padre Spadaro sulla Civiltà Cattolica. Appena potremo la metteremo sul sito, ma intanto è reperibile ovunque. Il pensiero o ipotesi che ne abbiamo tratto è che uscendo, come ne siamo usciti a fatica, dalla “cristianità”, si stia profilando e abbozzando (e sempre che l’abbozzo riesca) una nuova cristianità, che forse il secolo non chiamerà così ma rappresenterà un altro modo, soave e ricchissimo, di deposito dell’annuncio cristiano nel mondo. La cristianità è quella che ha avuto corso legale nel mondo dalla riforma gregoriana dell’XI secolo al Concilio ecumenico Vaticano II, dopo il precedente fondativo di Teodosio, il primo Imperatore cristiano. Per fortuna la cristianità non ha esaurito in se stessa tutto il cristianesimo e la Chiesa, che sono stati in questo millennio fecondissimi, però ha preteso racchiudere in se stessa tutto il mondo via via conosciuto. Da essa ha preso congedo dottrinalmente l’ultimo Concilio, ed esplicitamente papa Francesco in uno dei punti più alti del suo magistero, parlando ai Capi d’Europa, compreso il Re di Spagna, venuti da lui a conferirgli il premio Carlo Magno (!). Ora la nuova “cristianità” che si intravvede non è in lizza per annettersi la totalità, non quella planetaria, sapendo ormai che “il tempo è superiore allo spazio”. Non è proselitistica. Gesù ce l’aveva con chi batteva mare e terra per fare un proselite e lo rendeva poi peggiore di prima. E, anche al meglio che si possa pensare, intendere gli altri come proseliti significa viverli come una mancanza, un’estraneità, un’assenza che ci priva di una ricchezza, di un compimento, e così, prima di farli propri, significa farne degli scarti. Invece per Dio non è scartato nessuno, quella totalità che la cristianità presumeva di realizzare in realtà già c’era, l’aveva rivelata Gesù, l’ebreo, stendendo le braccia sulla croce. È vero che poi ha detto di andare fino agli estremi confini della terra, ma per dare la notizia, perché tutti sapessero una cosa che comunque già c’era, l’abbraccio di Dio per l’umanità intera; perché a saperlo certo si è più felici e anche si può e forse si sa essere più giusti e la storia va meglio. E dunque così potrebbe essere la cristianità che domani riappaia, avendo molti nomi, e non c’è paura che ne manchino, tanti essendo i nomi di Dio. Sarà un farsi abbracciare da lui, facendosi un po’ lui, anche senza saperlo, quando molta più gente sarà stata raggiunta dalla notizia che Dio è amore senza gelosia, e se Dio fosse giustizia ma non misericordia, “non sarebbe neanche un Dio”, come attesta papa Francesco. Ma non si deve pensare che il prezzo di questa nuova cristianità immedesimata nel pleroma dell’umanità amata da Dio sia la deistituzionalizzazione della Chiesa. Non c’è vita senza istituzione; ma come ha spiegato Francesco nell’intervista dal suo confinamemto per il virus, la Chiesa è istituzionalizzata dallo Spirito Santo il quale con i carismi crea il disordine, ma poi da lì crea l’armonia. C’è il momento di scuotere le istituzioni (ce l’ha insegnato Ivan Illich) e c’è quello dI inverare le istituzioni, come dal manicomio alla riforma psichiatrica, da Creonte ad Antigone. Lo Spirito Santo fa questo. E sono operazioni di “cristianità”. (fonte: Chiesa di tutti Chiesa dei poveri)

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Il rapido mutamento della tesi valutativa ci porta a ridurre il giudizio sul Giappone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

A cura di Natasha Ebtehadj, Gestore di portafoglio, Multi-asset di Columbia Threadneedle Investments. Il vecchio adagio secondo cui “i soldi fanno girare il mondo” non è mai stato così calzante. Nel mondo degli investimenti, i soldi sono gli utili e i flussi di cassa societari, utilizzati per anni dagli analisti per valutare le aziende.
Cosa succede, tuttavia, quando questi soldi si prosciugano? È quanto abbiamo osservato nelle ultime settimane: le società di tutto il mondo, grandi e piccole, hanno subito una stretta di liquidità in quanto la spesa di consumatori e imprese si è per gran parte bloccata all’improvviso. Se a ciò si aggiunge la difficoltà di prevedere come evolveranno i contagi e come si riprenderanno i paesi dal Covid-19, l’unica previsione possibile è l’incertezza. Valutare le aziende è diventato molto più difficile.In mancanza di una chiara traiettoria dei flussi di cassa e degli utili societari e con molte aziende che riducono le proprie stime interne, alcune delle tecniche di valutazione più convenzionali come il rapporto prezzo/utili diventano complicate perché il denominatore è ignoto. Durante le recenti ondate di volatilità, tra i vari strumenti di analisi azionaria il valore contabile ci è stato di maggiore aiuto perché tende ad essere più statico. L’analisi del valore contabile punta sostanzialmente a determinare il valore realizzabile delle attività di un’azienda in caso di liquidazione, ossia quello che rimane agli azionisti in base al bilancio societario. Un rapporto prezzo/valore contabile pari a 1 implicherebbe che il mercato è disposto a pagare solo un importo equivalente al valore contabile della società. In altre parole, ritiene che l’azienda non sia in grado di accrescere le proprie attività in maniera significativa.A inizio marzo abbiamo applicato questo metro valutativo ai mercati azionari per cercare di calcolare i livelli ai quali le varie regioni avrebbero raggiunto valutazioni interessanti al punto da convincerci a impiegare il nostro budget di rischio. Durante la correzione dei mercati, il Giappone si è discostato sempre più dalla media e, a metà marzo, le quotazioni sono scese al di sotto di 1x il valore contabile, raggiungendo i minimi degli ultimi 20 anni o più (Figura 1). La storia ci insegna che i rendimenti prospettici a 12 mesi di distanza da tali livelli sono sbilanciati al rialzo (Figura 2), pertanto abbiamo potenziato la nostra esposizione alle azioni giapponesi.Tuttavia, con la volatilità sui picchi decennali i livelli valutativi chiave vengono raggiunti più frequentemente e l’incessante evoluzione della risposta economica e umana al Covid-19 fa sì che anche i fondamentali cambino di continuo.Nel caso del Giappone, il mercato azionario è riuscito a sovraperformare i listini azionari globali di un astronomico 13% nella seconda metà di marzo, rendendo le valutazioni relative meno appetibili nell’arco di un breve lasso di tempo. Sebbene sia ancora supportato dal miglioramento strutturale di lungo termine delle prassi di corporate governance, il Giappone è un mercato fortemente ciclico, con un’alta leva operativa e molto esposto alle chiusure improvvise dell’attività globale. Il margine d’intervento per l’introduzione di nuovi stimoli è inoltre ritenuto più esiguo rispetto agli altri paesi. E, a differenza di altre regioni, fino a una settimana fa non si è vista nessuna drastica riduzione delle aspettative sugli utili, uno scenario a nostro avviso irrealistico.Restando fedeli al nostro processo d’investimento, che consente di cambiare giudizio in caso di variazioni a livello valutativo e/o fondamentale, abbiamo ridotto il nostro posizionamento in Giappone da favorevole a neutrale, in ragione delle valutazioni relative più elevate e dell’indebolimento dei fondamentali nell’attuale contesto globale. Pur mantenendo una preferenza complessiva per le azioni (unitamente al credito di maggiore qualità), oggi appare prudente concentrare il rischio in aree meno cicliche e meglio posizionate per attraversare la tempesta.In questa crisi senza precedenti, sono gli operatori sanitari, non i soldi, a far girare il mondo. Tuttavia, i mercati rimangono aperti e continueranno ad emergere anomalie perché gli investitori tenteranno di calcolare l’impatto economico di questo blocco improvviso e senza precedenti del normale flusso di denaro.www.columbiathreadneedle.com

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Caritas Italiana a favore di un piano per la protezione sociale universale contro la crisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Caritas Italiana vive con grande preoccupazione l’inedita fase storica che il nostro Paese sta attraversando. La sua presenza capillare nel territorio attraverso la rete delle Caritas Diocesane -al fianco di tante persone e famiglie in difficoltà – la porta a mettere in evidenza due pericoli che emergono sin da ora. Da una parte il diffondersi dell’impoverimento e l’acuirsi delle disuguaglianze, e, dall’altra, il sorgere di nuove tensioni sociali. Per evitarli è necessario agire con rapidità e decisione. Questa responsabilità è di tutti e coinvolge sia le scelte personali, sia le decisioni delle pubbliche Istituzioni.Nei prossimi giorni il Governo annuncerà le nuove misure di protezione dei redditi colpiti dalla crisi. Dopo gli interventi iniziali contenuti nel Decreto Cura Italia di Marzo e quelli successivi, siamo ora ad un passaggio rilevante per il Paese. Solo mettendo in sicurezza il presente, infatti, sarà possibile costruire la fiducia necessaria ad affrontare il futuro.Caritas Italiana sostiene tutte le proposte operative per fronteggiare immediatamente la caduta di reddito delle famiglie – a partire da quelle più povere- dovuta alla crisi innescata dalla diffusione della pandemia Covid-19. Tra queste in modo particolare quella di un piano per una protezione sociale universale contro la crisi, elaborata dal Forum Disuguaglianze Diversità – di cui Caritas Italiana è parte – e dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, insieme al Prof. Cristiano Gori.Tre, in particolare, sono gli obiettivi da segnalare, che vanno nella direzione auspicata di uno sviluppo integrale in vista della costruzione del bene comune. Primo, mettere in campo un intervento straordinario per i poveri. Bisogna costruire subito una diga contro l’impoverimento e raggiungere rapidamente la popolazione colpita.Secondo, fornire una risposta all’intera società italiana, sostenendo ognuno in base alle sue differenti esigenze e valorizzando le sue risorse. La questione povertà va infatti affrontata considerando la nostra società nel suo insieme, attraverso interventi equi e sostenibili di promozione umana.Terzo, guardare al futuro. Una volta predisposto l’auspicato piano per questi primi mesi bisognerà subito cominciare a preparare gli interventi necessari alla fase successiva, anch’essa impegnativa, senza omettere la partecipazione e il coinvolgimento sussidiario di tutte le realtà del nostro Paese impegnate nella lotta alla povertà, incluso il Terzo Settore. Sarà questo un modo per dare ascolto al recente messaggio di Papa Francesco “mentre pensiamo alla lenta e faticosa ripresa dalla pandemia, s’insinua un pericolo: dimenticare chi è rimasto indietro”.Per questo è necessaria unità tra noi, persone, comunità e stati. In particolare, alla vigilia di un importante vertice europeo, è fondamentale che – come auspicato oggi dal Papa – “l’Europa riesca ad avere questa unità fraterna che hanno sognato i padri fondatori dell’Unione Europea”.

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Master in eCommerce Management e Strategie Digitali per tutti i settori del business

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Torino, 21 maggio 2020-febbraio 2021 Il corso si terrà in modalità online fino alla riapertura dell’Università. Forti del successo della prima edizione Saa – School of Management dell’Università di Torino, Zerogrey società specializzata in eCommerce e in outsourcing e Progesia, consulente strategico con esperienza nella ricerca e nella formazione, organizzano il Master Executive in eCommerce Management e Strategie Digitali che ha la finalità di formare l’eCommerce Manager, una figura strategica all’interno di qualsiasi azienda di prodotti o servizi che vuole mantenere e consolidare la propria competitività nello scenario economico attuale e futuro, caratterizzato dalla continua innovazione tecnologica e dalla crescente consapevolezza dei consumatori. Il corso, che si terrà in modalità online fino alla riapertura dell’Università, è rivolto a laureati e laureate (laurea di primo livello, laurea vecchio ordinamento, laurea magistrale, lauree straniere equipollenti) di ogni facoltà o dipartimento, a manager, direttori e direttrici, direttori e direttrici generali, direttori e direttrici commerciali e dipendenti con consolidata esperienza di lavoro che vogliono approfondire le competenze in materia di eCommerce ed incrementare il proprio valore professionale e strategico. Alla teoria sono affiancate numerose esercitazioni pratiche progettate replicando le strategie dei più grandi brand internazionali.L’obiettivo del master è formare una figura professionale capace di seguire e coordinare tutte le fasi della creazione e della gestione di un progetto eCommerce o multicanale. Un manager che abbia competenze trasversali in ambito digitale, gestionale, operativo e finanziario, in grado di valutare costi e tempi di realizzazione di un sito e ideare soluzioni che diano i maggiori benefici remunerativi sul progetto finale. Una figura professionale specializzata in strategie di marketing che abbia gli skill per definire il timing, la politica di pricing e la linea guida di posizionamento del brand sul mercato.Il Master Executive in eCommerce Management e Strategie Digitali prevede il coinvolgimento di prestigiosi partner nazionali e internazionali. Ai molti che hanno già partecipato all’edizione precedente se ne affiancano infatti di nuovi, altrettanto importanti. Essendo già ben focalizzati sui vari aspetti dell’eCommerce, i partner offrono ai partecipanti una visione a 360 gradi dell’industria sia a livello teorico che pratico.Il corso si svolge presso la Saa, School of Management di Torino in via Ventimiglia 115 ed inizia nei giorni 21-22-23 maggio; le lezioni sono full time una volta al mese il giovedì venerdì e il sabato per un totale di 250 ore e sono strutturate in modo che possa accedervi anche chi già svolge un incarico professionale. Il percorso formativo, che alterna lezioni di teoria a numerose esercitazioni pratiche, termina nel febbraio del 2021 ed è prevista l’attivazione di tirocini facoltativi presso le aziende partner.

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Alfio Caruso: Corruzione e tradimento. Così crollò il Regno delle Due Sicilie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

L’impresa dei Mille come mai è stata raccontata. Nel maggio del 1860, il Regno delle Due Sicilie rappresentava ancora la più grande e longeva realtà statuale dell’antico regime, un regno – con la sua passata storia di Regno di Napoli e Regno di Sicilia – plurisecolare che appariva, sulla carta, come la principale potenza della Penisola. Con l’impresa dei Mille, in soli sei mesi si dissolse. Una caduta tanto rapida quanto stupefacente, le cui cause sono tuttora oggetto di indagine e interrogazione da parte degli storici. Narrando dell’impresa dei Mille come mai è stata raccontata, nel chiaro dei suoi eroismi e nello scuro di pettegolezzi, congiure di palazzo, voltafaccia improvvisi, diserzioni ben remunerate, Caruso mostra, in queste pagine, come corruzione e tradimento, insieme naturalmente alla risolutezza garibaldina, siano tra le principali cause della fine dei Borbone. Usando testi più celebrati, testimonianze quasi ignote e l’intrigante memoir di padre Giuseppe Buttà, cappellano del ix battaglione cacciatori di Francesco ii, cui rimarrà fedele sino alla fine, il racconto non trascura nessuno dei capitoli e dei personaggi in gioco in quella pagina fondamentale della nostra storia. Così si apprende che nella scaramuccia di Calatafimi le camicie rosse di Garibaldi furono sempre il doppio dell’esangue battaglione borbonico spedito dal pavido generale Landi, più preoccupato di avere libera la via per Palermo che di ributtare a mare il nemico. La leggendaria incapacità del luogotenente Lanza, intessuta di vigliaccheria e rassegnazione al punto tale da consegnare Palermo a un Garibaldi sul punto di abbandonarla, si unisce alle mille indecisioni di Francesco, sopraffatto dall’opportunismo di ministri e cortigiani, spesso a libro paga di Cavour. E nel libro campeggiano gli spericolati intrighi del Gran Conte, che ignorava l’Italia oltre Firenze e tuttavia non si lasciò sfuggire l’occasione di farla.
Collana: I colibrì Pagine: 320 Prezzo cartaceo: €18,00 Prezzo ebook: €9,99 Neri Pozza Editore
Alfio Caruso (Catania, 1950), una laurea, una moglie, tre figli, una nuora, due nipotini, dopo quattro romanzi con Leonardo e Rizzoli si è dedicato con Longanesi alla storia italiana del Ventesimo secolo. Ne ha narrato l’escalation mafiosa (Da Cosa nasce Cosa, Perché non possiamo non dirci mafiosi, Io che da morto vi parlo, Milano ordina: uccidete Borsellino), l’abbondanza di misteri (Il lungo intrigo), i più importanti episodi della seconda guerra mondiale (Italiani dovete morire, Tutti i vivi all’assalto, Arrivano i nostri, In cerca di una Patria, Noi moriamo a Stalingrado, L’onore d’Italia). Con Einaudi ha pubblicato due romanzi, Willy Melodia e L’arte di una vita inutile, con Salani Breve storia d’Italia.

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