Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Ci si interroga con preoccupazione sul futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

Se non c’è uno scossone, un recupero di iniziative sensate, una progettualità politica, rischiamo di trovare, dopo le tragedie di questi giorni, enormi macerie economiche, sociali e istituzionali. Avremo difficoltà di rimuoverle se resisteranno le gestioni inadeguate della crisi pandemica, affrontata con insufficiente lucidità e scarso buon senso. Si dice che la gente ha risposto e il Paese ha trovato unità. Ci auguriamo che questo clima continui e che non si sia stato determinato solo dal terrore ma da un sentimento profondo. E’ mancata la guida politica. Le emergenze si gestiscono con la definizione delle responsabilità e con una funzionante catena comando. Ci siamo trovati, invece, con una “folla” di decreti del presidente del consiglio, di ordinanze ministeriali e innumerevoli atti delle regioni. Poi c’è stata una moltiplicazione di consulenti, di commissioni. Una pletora di organismi con un numero di componenti, quasi 500, sproporzionato e indecente. Commissario straordinario, protezione civile, comitato e le tante commissioni a livello ministeriale e delle regioni spesso non all’unisono. Ogni regione ha assunto proprie decisioni. E l’unità del Paese? E’ stata messa in discussione per la debole e quasi inesistente catena di comando a livello centrale. Dopo questo dramma si dovrà affrontare il tema della riforma del titolo V della Costituzione. Non è accettabile che un governo, con l’alibi dell’emergenza, con decreti presidenziali, regoli materie che investono la libertà e i diritti esautorando il Parlamento e violando la Costituzione. In ultimo le regioni non sono Stati in una Federazione. L’Italia non è una repubblica federale. Ci sono i presidenti delle giunte regionali e non i governatori. Questa figura è evocata con superficialità e sciatteria. Parlare ancora di regionalismo differenziato è un inganno. Bisogna rivedere le competenze delle regioni. Temi come la sanità’, ambiente, scuola debbono ritornare al centro. Impossessiamoci della politica. Oggi parlano in tanti di De Gasperi e quei tanti sono felicemente allocati in formazioni politiche che lo hanno contrastato (ricordiamoci il 18 aprile 1948) e dileggiato la Democrazia Cristiana. Ritroviamo i pensieri forti, le idee e scrolliamoci da un lungo presente senza passione e senza proiezioni culturali. (by Mario Tassone)

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