Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Scuola: Stipendi docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

Marcello Pacifico (Anief) sostiene che è ora di ridurre il gap: “Basterebbe pensare al lavoro immane prodotto in questi ultimi due mesi con la didattica a distanza. Con le famiglie che fanno a gara a ringraziarli. Per non parlare degli studenti, che nel 90% dei casi si dicono soddisfatti di come stanno operando i loro insegnanti in modalità telematica, anche convivendo con problemi non indifferenti connaturati nella tecnologia e nella mancanza totale di relazione diretta. Chi sta al Governo è bene che si renda conto che non si può continuare a lodare gli insegnanti e a dargli però solo pacche sulle spalle: il lavoro, come dice la Costituzione, va remunerato per quello che vale. È bene che si valorizzi una volta per tutte il ruolo della professione docente andando a reperire quei 4 miliardi di risorse pubbliche utili ad assegnare loro una cifra stipendiale aggiuntiva di 240 euro netti mensili, affrancandosi così dai 70 euro medi oltre ai quali non si è riuscite andare con le ultime due leggi di Stabilità”. Ancora una volta Papa Francesco ha avuto un pensiero per gli insegnanti: dopo avere chiesto qualche giorno fa di stargli vicino perché “devono lavorare tanto per fare lezione via internet e altre vie mediatiche”, stavolta il Pontefice si è soffermato su un dato inequivocabile: sono mal pagati, nonostante il servizio che rendono.
Nella scuola media, ricorda Orizzonte Scuola, la retribuzione per un professore italiano a fine carriera è di solo 48.833 dollari, contro i 57.990 della media Ocse. Alle superiori a fine carriera, un professore prende 51.045 in Italia, la media OCSE è 60.677 euro. È esemplare, infine quanto percepisce in media un professore tedesco delle superiori, sempre a fine carriera: ben 96.736 dollari, quindi esattamente il doppio dei nostri insegnanti.
È bene rimarcare, inoltre, che l’orario di lavoro, quello cosiddetto settimanale frontale, dei docenti italiani non è, come si sente superficialmente asserire, attraverso dei veri e propri luoghi comuni, inferiore a quello dei colleghi europei. Addirittura, le ore di lezione in Italia risultano superiori alla media europea, sia nella scuola primaria (22 contro 19,6), sia nella scuola secondaria superiore (18 contro 16,3). Mentre si quantificano uguali nella secondaria inferiore (18 contro 18,1). Se poi entriamo nel merito delle ore non frontali, i nostri insegnanti anche in questo caso primeggiano. Perché difficilmente si può riscontrare un altro paese dove i docenti svolgono il lavoro sommerso condotto dagli italiani.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: