Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for 1 maggio 2020

Il Piemonte si prepara alla fase 2

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Il Piemonte si prepara per la nuova fase dopo le restrizioni indispensabili a scongiurare l’epidemia di coronavirus e gli amministratori pubblici si confrontano sui vari aspetti da affrontare.Oggi il vicesindaco di Città Metropolitana di Torino Marco Marocco nel corso di una intensa riunione con tutti i Presidenti di Provincia e il vicepresidente della Regione Piemonte Fabio Carosso ha esaminato le iniziative in campo.Marocco ha sottolineato che i Comuni rappresentano la parte più fragile dello Stato e nello stesso tempo il presidio indispensabile per la popolazione e che quindi qualsiasi iniziativa della Regione dev’essere prioritariamente rivolta al supporto ai Comuni proprio nel loro compito più difficile: aiutare i propri cittadini attraverso i servizi comunali.”La Regione Piemonte deve intervenire – dice Marocco – ma non solo compensando le minori entrate ai Comuni, ad esempi sui mancati oneri urbanizzazione o le mancate entrate per le tasse sull’occupazione del suolo pubblico: servono agevolazioni dirette agli imprenditori, aiutando così di fatto anche i Comuni stessi”

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Risposte inadeguate per il personale del SSN

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

“Ancora annunci, ma nessun atto che concretamente faccia corrispondere un riconoscimento vero alle tante belle parole spese per ringraziare il personale sanitario”. Questa è la sintesi delle tre sigle sindacali del Pubblico Impiego di Cgil, Cisl e Uil alla lettura del testo di conversione del Decreto Legge n.18/2020, così detto ‘Cura Italia’.”I nostri professionisti sono descritti come eroi. Tuttavia, alla prova dei fatti, ancora una volta non si vuole affrontare il nodo del riconoscimento economico per il contributo di professionalità e di sacrificio personale che hanno dato e stanno dando per l’emergenza sanitaria” affermano le segreterie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che continuano “non è stato recepita nessuna delle proposte emendative proposte per avere più risorse e più flessibilità di utilizzo, sia delle poche risorse previste dall’articolo 1 del cura Italia solo per lo straordinario e sulla possibilità di usare le risorse aggiuntive che le singole regioni hanno a disposizione per dare un doveroso riconoscimento al personale della sanità”.”Orari di lavoro dilatati, turni senza soluzione di continuità, tutto determinato dall’esigenza di non sguarnire reparti che si affollano, di minuto in minuto, di pazienti affetti da Covid19 da curare senza una terapia specifica, con difficoltà nei processi diagnostici, in carenza di ventilatori, senza protocolli omogenei che da subito definissero percorsi separati dai pronto soccorso alle degenze. Questo è lo scenario che molti professionisti si trovano a dover affrontare oramai da oltre tre mesi: la risposta del Governo non coglie il dramma umano e professionale che i lavoratori hanno vissuto in prima linea e sulla propria pelle”, continuano i tre sindacati confederali di categoria”.
“In queste ore – concludono – è in corso un confronto con le Regioni, con molte delle quali abbiamo o stiamo definendo accordi per dare un riconoscimento tangibile a tutti gli operatori impegnati nell’emergenza, per chiedere insieme al Governo che nel Dpcm prossimo siano garantite risorse adeguate, da erogare utilizzando veicoli normativi che permettano di superare vincoli, resistenze burocratiche e scarsità di risorse. Dalle indennità per malattie infettive, alla turnistica usurante e alle deroghe sull’orario di lavoro, non si può accettare che chi salva la nostra vita rischi in prima persona e si veda anche svalorizzato. Un Paese civile premia chi promuove il benessere della collettività. Senza sanità siamo tutti più fragili e il paese non riparte, per questo diciamo al Governo che non c’è Fase2 senza interventi a sostegno della sanità e che il tempo è scaduto visto che ci sono pochi giorni per non deludere le aspettative legittime del personale”.

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Neuroscienze: Dall’European Research Council un Grant al prof. Luca Bonini

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Parma. L’European Research Council (ERC), l’organismo dell’Unione Europea che finanzia la ricerca di eccellenza, ha assegnato un grant (ERC Proof of Concept Grant) a Luca Bonini, docente di Psicobiologia al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma.Viene così finanziato il progetto FUTURE-NHP, il cui obiettivo consiste nella realizzazione e validazione di un innovativo dispositivo mediante stampa 3D che permetta di effettuare registrazioni di singoli neuroni da scimmie libere in modo estremamente flessibile, efficiente, e minimamente invasivo. La partnership con un’azienda europea leader nel settore delle neurotecnologie, sviluppatasi come spin-off di un precedente progetto europeo, consentirà di rendere il dispositivo fruibile e disponibile per una vasta gamma di utilizzatori finali. Il progetto FUTURE-NHP ha lo scopo di validare nuove tecnologie sviluppate nell’ambito del Progetto “WIRELESS”, un ERC starting grant in corso di svolgimento a Parma, grazie al quale il gruppo del prof. Bonini sta sviluppando un approccio innovativo per studiare l’attività cerebrale di scimmie completamente libere di muoversi, di esplorare l’ambiente e di esprimere la più vasta gamma del loro repertorio comportamentale, grazie a tecniche telemetriche e registrazioni video multi-telecamera. FUTURE-NHP migliorerà la validità ecologica e il valore traslazionale per l’uomo delle scoperte sul funzionamento del cervello, estendendo la gamma di problemi e domande alle quali sarà possibile fornire una risposta scientificamente valida con approcci minimamente invasivi e massimamente rispettosi del benessere degli animali.

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Distanti ma uniti contro il Coronavirus

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Tablet per i pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva, pacchi alimentari per settantacinque famiglie in difficoltà: questa è la Roma che non si ferma, la risposta concreta di un gruppo di colletti bianchi che ha deciso di scendere in campo, per essere anche solo una goccia nel mare di solidarietà ai tempi del Coronavirus. Stiamo vivendo dei giorni difficili, l’emergenza Covid-19 – che ha investito il nostro Paese e che sta investendo l’intera umanità – ha reso ancora più drammatica la realtà di tante famiglie precarie e in condizioni di vulnerabilità. Donne, anziani soli, disabili e bambini che hanno necessità di essere sostenuti, ora e nei prossimi mesi, per non essere relegati ancora più ai margini nella ricostruzione del post pandemia. Oltre a esporci a fatica e sofferenza, però, questa emergenza ci sta facendo riscoprire valori inalienabili come la solidarietà, il sostegno reciproco, l’unità e la forza di sentirsi una comunità, dove ognuno è responsabile dell’altro e fa la sua parte nell’ottica della condivisione di ciò che si ha, compreso il tempo. Sono tante le associazioni e i gruppi di volontari che, senza voler nulla in cambio, in questi giorni stanno cercando di dare una risposta concreta ai bisogni urgenti delle persone più esposte e fragili, che durante la pandemia hanno perso tutto: la salute, una persona cara, il lavoro, il sorriso. Fra le realtà protagoniste della solidarietà c’è Happy Family Grajau (HFG), una Onlus della Capitale che si occupa principalmente di bambini, adolescenti e delle loro famiglie e che, nel corso degli anni, ha organizzato eventi, iniziative di volontariato e fornito aiuti concreti di varia natura, valorizzando al massimo l’attivazione personale e diretta dei propri componenti e promotori. La prima iniziativa in questi giorni di quarantena è stata la distribuzione di alcuni tablet ai reparti di terapia intensiva al Policlinico di Tor Vergata, al Policlinico Umberto I e all’Ospedale San Camillo di Roma: donazione, questa, fortemente voluta dai medici e che ha aiutato numerosissimi degenti a tenersi in contatto con i loro cari. Come seconda azione, non è mancata la raccolta alimentare, realizzata grazie alle donazioni di chi segue da tempo la Onlus e promossa grazie alla capillarità dei social network; così sono state aiutate alcune case famiglia – la Casa Betania di Roma e il Centro Vita Nuova di Cesano – che ospitano principalmente mamme sole con figli, che durante questi giorni non hanno avuto la possibilità di fare la spesa in autonomia.E tanto altro ancora c’è da fare. La Onlus è aperta ad accogliere chiunque voglia donare qualcosa, a partire dal proprio tempo, in sicurezza, rispettando le linee guida del Governo, per non fermare le attività di Happy Family Grajau e portare un sorriso a chi, in questo momento di grave difficoltà, ne ha ancor più bisogno.

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Le regioni che vogliono accelerare sulle riaperture

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Roma – “Francamente resto sorpresa quando leggo le dichiarazioni di qualche Presidente di Regione che vuole accelerare sulle riaperture, come se tutto fosse passato. Dimenticandosi i numeri drammatici, soprattutto nella sua regione, in termini di contagiati e morti. Questo balletto di dichiarazioni, a giorni alterni, tra aperture e chiusure, non aiuta proprio.
Mettendo, con una decisione coraggiosa, in lockdown l’intero Paese abbiamo salvato il centro-sud da una tragedia ed abbiamo aiutato tutte le regioni del nord, a partire dalla Lombardia, a contenere il contagio. Responsabilità di chi Governa è assumere le decisioni non seguendo le onde emotive ma adottando misure sulla base dei dati tecnico-scientifici. La politica decide, e lo stiamo facendo, ma tenendo conto di tutti gli elementi in campo.
Se non torniamo alla normalità con gradualità, con riaperture a tappe, partendo da quei settori dove si presentano meno rischi e probabilità di contagio, il rischio è di incorrere in un nuovo aumento dei casi. E nessuno ci perdonerebbe un nuovo lockdown, o meglio il Paese rischierebbe di non reggerlo proprio.
Adesso serve responsabilità, da parte di tutti. Maggioranza e opposizione, per evitare le continue polemiche che destabilizzano una situazione già difficile sotto l’aspetto emotivo. Andrebbero cavalcati di meno gli umori, anche quelli della rete, concentrando le energie sulle azioni necessarie per risolvere i problemi. Dispiace che questo atteggiamento, poco costruttivo, sia tenuto anche da chi, negli anni, ha avuto importanti responsabilità di Governo.
Stiamo stanziando tutte le risorse necessarie, accompagnando questa fase di riapertura con provvedimenti in termini di liquidità, sostegno alle imprese, internazionalizzazione, provvedimenti per il sostegno al reddito e alla famiglia. Qualcuno dice che dovevamo fare di più? Parto dal presupposto che si può sempre fare di meglio, ma in poche settimane abbiamo messo in campo misure che equivalgono ad almeno tre leggi di bilancio degli ultimi anni. E non ci stiamo fermando, perché tutto verrà accompagnato da un piano straordinario per lo sblocco degli investimenti, la semplificazione e la sburocratizzazione”. Così, in un post Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Il dramma sanitario diventa anche sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

La grave pandemia di Covid-19, che da fine febbraio sta flagellando il nostro Paese, ha dato purtroppo vita a una duplice emergenza: oltre a quella sanitaria, oggi ci ritroviamo di fronte a una crisi sociale senza precedenti che, come emerge dai più recenti rapporti di settore, colpisce soprattutto le famiglie più fragili e i loro bambini, con effetti drammatici sul loro livello di povertà. Se i dati del 2018 dell’Istat – gli ultimi disponibili – parlano di oltre 1,8 milioni di famiglie in condizioni di povertà assoluta in Italia, per un numero complessivo di 5 milioni di individui, secondo le ultime stime del Centro Studi UGL, entro la fine di giugno 2020 il numero di persone in condizione di povertà assoluta potrebbe raddoppiare, arrivando a 9,8 milioni di individui. Per fronteggiare questa situazione estremamente critica, Terre des Hommes lancia il progetto “Una spesa per i bambini”, che ha l’obiettivo di contrastare la povertà infantile e delle famiglie nelle periferie urbane delle Zone 2 e 9 di Milano. In questo contesto di crescente criticità, risultano allarmanti anche i dati della Caritas che, rispetto al periodo di pre-emergenza coronavirus, ha registrato un aumento di oltre il 100% nel numero di nuove persone che si rivolgono ai loro Centri per beneficiare di beni e servizi materiali, in particolare cibo e beni di prima necessità. Emblematico è proprio il caso di Milano, la metropoli più ricca d’Italia, ma anche tra le città più piegate dalla pandemia dove, oltre al tragico bilancio delle vittime, bisogna fare i conti con uno scenario preoccupante, appunto quello della povertà. L’arresto delle attività produttive e delle attività commerciali non essenziali sta facendo emergere il dramma di chi aveva un lavoro precario o non regolare ed è rimasto senza nulla, di chi ha visto ridurre drasticamente il proprio impegno retribuito, o chi è andato in cassa integrazione, determinando così una grave e veloce perdita di capacità economica dei nuclei familiari già in forte difficoltà.Terre des Hommes, sostenuta da diverse aziende partner tra cui Mediaworld, Tigros, BLS e Lidl, sta provvedendo alla distribuzione di pacchetti alimentari di cibo fresco (frutta, verdura, formaggio, carne e latte o, dove necessario, alimenti per l’infanzia), buoni per la spesa, mascherine sanitarie e tablet al fine di garantire a queste famiglie il supporto immediato di cui hanno bisogno e ai bambini la necessaria continuità educativa. Finora sono state aiutate circa100 famiglie, ma sono ancora in tanti ad avere bisogno, perché purtroppo a pagare il prezzo più alto di questa emergenza sono ancora una volta i più vulnerabili.

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Il Coronavirus è trasportato dal particolato atmosferico

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

A spiegarlo è stata una ricerca condotta da “Sima” la Società Italiana di Medicina Ambientale. Una scoperta importante, che valorizza e completa la precedente ricerca portata avanti dall’università di Harvard e che, soprattutto, fornisce una risposta scientifica al perché, nelle zone più inquinate, sia corrisposta una maggiore correlazione tra la presenza – mortalità Covid-19. Soprattutto, hanno precisato da Sima, “questa scoperta ci consentirà, nei prossimi mesi, di rilevare la presenza del virus sul particolato atmosferico delle nostre città e quindi di prevenire precocemente la ricomparsa del Coronavirus, adottando adeguate misure di prevenzione prima dell’inizio di una nuova epidemia”.
L’inquinamento atmosferico, ogni anno, miete 53 mila vittime e, a fronte dei dati forniti da Harvard, secondo cui all’aumento di appena un microgrammo per metro cubo di pm 2,5 corrisponderebbe un aumento del 15% del tasso di mortalità dovuto a Covid, il gruppo consiliare 5S di Regione Lombardia è tornato a sottolineare una questione su cui pone l’accento ormai da anni e sul quale, in tempi recenti, ha mosso diverse interrogazioni: la necessità di un cambiamento e un ripensamento del nostro stile di vita. “Il tema è serio – chiosa il gruppo consiliare targato M5S – e sarebbe un errore non limitare emissioni inutili. In nome del principio di precauzione va quindi ridotto l’inquinamento e vanno condotti studi epidemiologici in tutte le Province Lombarde”. Quello dovuto al riscaldamento residenziale, che secondo dati Ispra produce circa il 60% delle emissioni dannose nell’atmosfera. Quello veicolare, che sempre secondo l’Ispra incide per il 46% sulle emissioni di NOx, con picchi fino al 70% in città come Milano. “Quest’ultimo – precisa il gruppo consiliare del M5S – è frutto di una miope politica che ha favorito tangenziali ed autostrade oltre al trasporto su mezzi privati, a discapito del trasporto pubblico.” Non bisogna nemmeno dimenticare i biogas, in particolare quelli sopra i 300kW, con i 500 mega impianti inaugurati nel periodo formigoniano, molti dei quali non sono legati a una filiera aziendale, ma basati su gestione di rifiuti speciali a filiera lunga “come ad esempio – sottolineano i consiglieri pentastellati – gli scarti di concia pelli, scarti di macellazione e chi più ne ha più ne metta”. Ultimo, ma non ultimo, è l’inquinamento derivante dagli allevamenti intensivi. Basti infatti pensare ai reflui zootecnici ricchi di azoto e fosforo, la cui dispersione nelle acque superficiali provoca il fenomeno dell’eutrofizzazione, un grosso problema di inquinamento riconosciuto a livello europeo. “Secondo quanto prescritto dall’OMS – chiariscono i portavoce lombardi – la concentrazione media accettabile dovrebbe essere di 10 mg di PM 2.5. Tuttavia, prendendo come esempio Cremona, Bergamo, Mantova e Lodi, nei due mesi precedenti alla pandemia Covid-19 i valori si aggiravano stabilmente intorno a 35mg, senza contare gli sforamenti di zolfo, ossidi di azoto e altri inquinanti primari”.Su questo punto la linea del M5S Lombardia è molto chiara e precisa: “Soprattutto in questa particolare fase dobbiamo riconsiderare le nostre priorità e le nostre abitudini, dai trasporti fino ad arrivare all’alimentazione, ripartendo da un’idea più sana circa l’importante binomio ambiente – salute”. Il nostro modus vivendi, che tutto è tranne che perfetto, è davvero così essenziale o con piccoli accorgimenti possiamo renderlo migliore e soprattutto più salutare? Questa esperienza ci ha anche insegnato a comprendere la stretta correlazione che intercorre tra ambiente e salute. La Fase2 deve ripartire anche da questo. Non possiamo più far finta di niente, né vanificare quello che la scienza ha scoperto e reso chiaro.

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Emergenza coronavirus. Per ora e per dopo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Nei giorni scorsi una deputata di opposizione (Maria Teresa – FdI) se l’è presa contro le misure di potenziamento del Sistema Sanitario Nazionale perché, a suo avviso, non c’era giustificazione per l’assunzione di nuovi veterinari. Giustamente le è stato fatto notare di aver detto delle corbellerie vista la funzione agro zootecnico alimentare di questi professionisti, più che mai in auge in questo momento emergenziale. A cui aggiungiamo che, secondo noi, di veterinari ce ne vorrebbero molti di più, anche e soprattutto nella Pubblica Amministrazione regionale e locale, perché il rapporto sanitario con il mondo zoologico va tutt’altro che sottovalutato, visto che molto problemi dell’umanità nascono proprio da un poco dinamico, salubre e non-specista rapporto con il mondo animale. Comunque, sperando che la nostra deputata faccia tesoro delle precisazioni che ha ricevuto, cogliamo l’occasione per ricordare che le carenze di professionisti molto importati nel nostro sistema pubblico riguarda diverse categorie.
Ogni volta che si solleva questo problema, la risposta media di un amministratore è che non ci sono fondi per farlo… motivazione “rituale” quanto incredibile per l‘ignoranza e superficialità che la ispira. Facciamo un esempio. Il geologo. Ogni qualvolta piove un po’ di più, l’area colpita dalle precipitazioni si trasforma, sistematicamente, in “area del disastro”, con frane, allagamenti, morti e distruzione; la vulnerabilità idrogeologica del territorio è resa così alta dal dilagare dell’abusivismo (seguito da condoni) e, in molti casi, dallo scempio che si è fatto della natura. Già nel 2017, l’Ordine nazionale dei geologi aveva diffuso un appello per “Un geologo in ogni Comune”… e ci sembra sia rimasto sulle loro carte. Un geologo per ogni area a rischio si potrebbe occupare del monitoraggio di fiumi e corsi d’acqua, del funzionamento e della implementazione dei sistemi di allerta delle popolazioni.Nel nostro Pianeta, incluso il nostro Paese che sembra proprio non essere tra quelli più geologicamente tranquilli, il geologo svolge una funzione importante quanto quella, per esempio in questo periodo, di un virologo.
E proprio ora che siamo nel pieno ciclone di una crisi virologica, quando i nostri governi e i nostri Parlamenti approvano leggi a raffica per far fronte all’emergenza… è proprio questo il momento per usare al massimo l’intelligenza dell’emergenza per non coprire col bitume solo la buca che si è aperta davanti ai piedi. Oltre quella di oggi, di buche ce ne sono tante altre, pronte a sgretolarsi come è accaduto col Covid-19.Quella delle buche che possono essere evitate dai geologi, al pari delle buche col pessimo rapporto zoologico che abbiamo col mondo animale, è uno dei tanti aspetti delle prossime voragini che si sono mostrate più volte.E invece, cosa accade? La deputata che “tuona” contro i veterinari e, come è già avvenuto in uno dei primo dpcm, il governatore e il legislatore che decidono di continuare a regalare i nostri soldi ad Alitalia. Con l’aggravante che mentre virologi, veterinari e geologi sono indispensabili per i loro apporto pubblico pagato da tutti noi contribuenti, Alitalia potrà risollevarsi solo con potenti iniezioni di mercato (anche quello che verrà… perché chi nega che non verrà è solo in malafede), mentre le iniezioni di denaro pubblico sono solo una vergogna! (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Payden & Rygel selezionata dal Fondo Pensione Fonchim per la gestione di un mandato obbligazionario Paesi Emergenti per 110 milioni di euro

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Payden & Rygel Investment Management, una delle più grandi società di gestione indipendenti americane specializzata nella gestione attiva di portafogli di reddito fisso, è stata selezionata per gestire un mandato obbligazionario Paesi Emergenti dal Fondo Pensione Fonchim per circa 110 milioni di euro. Fonchim è il Fondo Pensione per i lavoratori dei settori della chimica e farmaceutica. Con questa aggiudicazione salgono a undici i mandati istituzionali gestiti da Payden & Rygel per la clientela italiana.”Siamo onorati di annoverare Fonchim tra i nostri clienti e ci rende particolarmente orgogliosi il fatto di essere il primo gestore in assoluto scelto da un fondo pensione negoziale in Italia per la gestione di un mandato specializzato sui paesi emergenti”- ha commentato Nicolò Piotti, General Manager di Payden & Rygel.Il mandato di Fonchim si aggiunge a quelli che Payden & Rygel si è aggiudicata in seguito all’apertura della Branch di Milano, avvenuta nella prima metà del 2018. “Riteniamo che la clientela istituzionale italiana ci esprima fiducia per aver dimostrato di essere sempre stati in grado di rispondere agli obiettivi dei clienti ed alle dinamiche di mercato” – ha affermato Joan Payden, Presidente e Amministratore Delegato.Con $118 miliardi di dollari in asset attivi a livello mondiale, Payden & Rygel rappresenta un leader globale nell’Asset Management annoverando tra i propri clienti Banche Centrali, Fondi Pensione, Assicurazioni, Aziende, Banche e Fondazioni di varia natura.
Payden & Rygel, società indipendente in quanto detenuta esclusivamente dai propri dipendenti, è presente negli Stati Uniti a Los Angeles e Boston, in Europa a Londra e a Milano. Basata a Los Angeles, la società ha uffici a Londra, Boston e Milano.

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Beyond the silent cash-machine – smart solidarity

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

One week ago, a new ESI report – The wizard, the virus and a pot of gold – Viktor Orban and the future of European solidarity – put a spotlight on the future of European solidarity.The EU faces three major crises today. One is a public health crisis, which threatens hundreds of thousands of lives. One is an unprecedented economic and social crisis, which puts at risk the employment and livelihoods of tens of millions of Europeans. And then there is a crisis of core values that underpin the European project: the rule of law and the checks and balances of liberal democracy. These are under attack today from inside and outside the Union.The challenge is to tackle these crises in a coherent way. While Europe needs more solidarity and financial transfers, these must strengthen the values that connect Europeans, not undermine them.To this end the EU should make future solidarity conditional on respect for the rule of law. Implementing all Court of Justice of the EU (CJEU) judgements related to the rule of law should be a precondition for receiving funding. Building on a Commission proposal from 2018, the Commission and the European Parliament should also be able to recommend reducing transfers in case of violations, unless a qualified majority in the Council rejects this.If member states threaten to veto this overdue reform, others should threaten that they would move ahead as a coalition of member states through enhanced cooperation, leaving those unwilling to join outside – and unable to benefit.

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Rarissima veduta Firenze di Hieronymus Cock

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Una rarissima stampa, risalente alla metà del ‘500 e raffigurante una veduta completa della Firenze del Rinascimento, una delle più antiche giunte ad oggi attraverso i secoli: a rintracciarla ed acquistarla da un antiquario in California, riportandola “a casa”, sono state in questi ultimi mesi le Gallerie degli Uffizi. Si tratta di grandissima incisione su tre fogli di carta (per un totale di oltre 36 centimetri di altezza x 1 metro e 30 di larghezza), realizzata a bulino e acquaforte nel 1557 ad Anversa nella stamperia di Hieronymus Cock e ripubblicata a Parigi nel 1601 da Paul van der Houve. La stampa, particolareggiatissima, mostra la Firenze di metà Cinquecento: cinta ancora dalle antiche mura (fatte abbattere dall’architetto Giuseppe Poggi nel 1865, quando ridisegnò il volto della città aggiungendo i viali) e circondata dai campi. All’interno della cerchia muraria si possono distintamente riconoscere i principali monumento, tra i quali il Duomo, il campanile di Giotto, Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti, la basilica di Santa Maria Novella, quella di Santa Croce. Non ci sono gli Uffizi, che Cosimo I non aveva ancora commissionato all’ “archistar” toscana del tempo, Giorgio Vasari (avrebbe iniziato a farli costruire di lì a poco, nel 1560): nella porzione di spazio accanto a Palazzo Vecchio è ancora visibile la struttura dell’antica chiesa di San Pier Scheraggio, poi inglobata nel grande complesso voluto dal sovrano per gli uffici delle magistrature fiorentine. Alcuni degli edifici raffigurati, inoltre, non hanno ancora l’aspetto con cui sono conosciuti ed apprezzati oggi: il Duomo presenta ancora la sua antica facciata incompiuta, e così Santa Croce. Palazzo Pitti, da poco acquistato dai Medici, nell’incisione ha un posto prominente e sembra dominare tutta la zona d’Oltrarno. Naturalmente non ha ancora i maestosi rondò laterali (entrambi costruiti secoli dopo), e alle spalle della reggia Boboli è raffigurato come poco più di una enorme distesa di prati, appoggiati sul fianco della collina: erano ancora di là da venire le opere che lo avrebbero trasformato in uno dei più fastosi e riusciti esempi di giardino all’italiana, modello in Europa nel ‘600 e nel ‘700.
L’opera costituisce la seconda più antica veduta di Firenze dopo quella detta “della Catena”, attribuita a Francesco Rosselli, e verrà inclusa nella raccolta del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi.
Eseguita ad Anversa nella stamperia di Hieronymus Cock, incisore ed editore che nel XVI secolo svolse un ruolo di grande rilievo nel panorama europeo della produzione e diffusione di immagini e cartografia a stampa, l’opera è composta da tre grandi fogli assemblati. Presenta lungo il bordo superiore il titolo “FLORENTIA” tra due putti che sostengono rispettivamente lo stemma mediceo a sinistra e il giglio fiorentino a destra. Nell’angolo inferiore destro una lunga iscrizione decanta le qualità di Firenze e dei suoi cittadini illustri, a partire dalla casata dei Medici e ricordando poi Dante, Poliziano, Petrarca, Boccaccio, Michelangelo. La veduta fu incisa nel 1557 dai fratelli Lucas e Jan Van Doetecum, abituali collaboratori di Cock, sotto l’attenta supervisione di quest’ultimo. Di questa stampa ottenuta dalla matrice originale esiste solo un altro esemplare al mondo: appartenuto in passato a Leo Olschki ed esposto in una mostra alla Galleria dell’Accademia nel 1935, oggi si conserva a Stoccolma alla Kungliga Biblioteket, la biblioteca nazionale di Svezia.

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Urbanistica, al lavoro su misure a sostegno attività

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Roma. Sospensione di tutti i versamenti relativi agli oneri di urbanizzazione, di costo di costruzione e differimento dei pagamenti per tutti i titoli che prevedano rateizzazioni. Sono gli indirizzi contenuti nella memoria di Giunta approvata che punta a individuare le coperture finanziarie, per rendere tale provvedimento applicabile dal Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica.
“Un indirizzo importante in questo momento che ha come obiettivo l’applicazione di misure necessarie per agevolare e sostenere il comparto edilizio, le imprese che operano nel settore delle costruzioni edili e i cittadini che devono provvedere ai versamenti degli oneri di urbanizzazione e legati ai procedimenti edilizi. Per questo Roma Capitale e l’Assessorato stanno varando misure settoriali atte a mitigare gli effetti negativi e gli impatti economici per i cittadini e i comparti produttivi al fine di delineare una strategia organica di sostegno e rilancio complessivo”, dichiara l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Luca Montuori.

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La piccola editoria riparte dal territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Ci lavoravano da mesi e ora è realtà. IVG+ è il primo giornale iperlocale al mondo a lanciare un progetto di membership in partnership con Google. «IVG sin dalla nascita ha creduto tantissimo nel concetto di comunità, – racconta Matteo Rainisio, Ceo di Edinet e vice presidente di ANSO, Associazione Nazionale Stampa Online – facendone il suo valore fondante. Siamo sempre stati sul territorio raccontando problemi e speranze della nostra terra, lanciando iniziative e spazi per dar voce ai cittadini. Così anche per quanto riguarda la crescita aziendale: oggi diamo lavoro a 25 persone, tutte del territorio. IVG+ è la naturale evoluzione: non solo vantaggi per gli iscritti ma anche ricadute positive per gli imprenditori locali e il mondo del no profit. Anche se la pandemia ci ha costretto ad adeguare la ricetta, abbiamo comunque voluto dare il via: noi ci siamo e ci saremo, per aiutare il territorio a ripartire. Non ho idea se questa sarà la strada per un modello di business diverso per l’editoria locale, sicuramente era il momento di provarci».Edinet, la webcompany editore di IVG (principale portale di informazione della Provincia di Savona), annuncia di avere implementato una nuova funzionalità di Subscribe with Google per il sito di news IVG, diventando il primo giornale iperlocale al mondo a implementare questo nuovo sistema di sostegno.
Dalla collaborazione tra Edinet e Google nasce quindi IVG+, la membership che permetterà agli utenti di leggere tutti i contenuti online pubblicati su IVG – Il Vostro Giornale.it – senza annunci pubblicitari. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto avviato nei mesi scorsi tra ANSO e Google che ha permesso all’Associazione Nazionale Stampa Online di entrare a fare a parte della Google News Initiative. «In un momento così delicato la nostra associazione è a fianco degli editori delle testate locali – commenta Marco Giovannelli, presidente ANSO -. La scelta di IVG è coraggiosa, ma in linea con la loro e la nostra storia. Un progetto che tiene insieme tanti fattori e guarda al cuore del territorio, valorizzando il lavoro giornalistico e la relazione con i protagonisti locali siano piccoli imprenditori o associazioni. Sosterremo con convinzione la scelta di IVG convinti che sia un modello per tanti altri che vorranno attivarsi in quella direzione».Il meccanismo adottato (“Sostieni con Google”) nasce dall’esperienza di “Abbonati con Google” (utilizzato nel mondo da colossi come New York Times, Washington Post, Financial Times e testate italiane come Corriere della Sera, La Repubblica e Il Fatto Quotidiano), ma ha una filosofia differente: non è un abbonamento che prevede una sezione del sito a pagamento (infatti tutte le notizie del portale restano fruibili anche da chi non lo sottoscrive), bensì un progetto per supportare economicamente l’informazione locale di qualità.Il progetto IVG+ prevede anche una serie di altre iniziative a sostegno dell’economia locale, dall’imprenditoria al settore del no profit, ideate dall’editore.

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Covid-19 cambia l’attitudine degli italiani nella gestione del risparmio

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

In uno scenario che già prima del Coronavirus era caratterizzato da un rallentamento generalizzato della crescita, gli effetti della pandemia hanno portato ad un arresto totale del turismo e ad una brusca frenata del comparto manifatturiero, portando conseguenze non trascurabili sullo stato d’animo degli italiani. A metterlo in evidenza è Ener2Crowd (www.ener2crowd.com), la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico.Ma in tempi di Covid-19 la tecnologia è stata in grado di colmare la distanza sociale e di favorire una maggiore inclusione attraverso l’accesso a beni e servizi prima inarrivabili, includendo gli investimenti ed in particolare il crowdfunding energetico.Mai come in questo momento la disponibilità di strumenti digitali ha potuto alleviare una realtà così tragica come quella della quarantena, dove -per sentire vicini anche chi abita a pochi isolati da casa- l’unico contatto con gli altri, a parte i parenti con cui si convive, è lo smartphone oppure il computer.Il lockdown ha sostanzialmente imposto l’uso di strumenti digitali per colmare il distanziamento fisico. E a muovere i primi passi di ripartenza è proprio Ener2Crowd (www.ener2crowd.com), lanciando una nuova campagna.Il ceo, ideatore e co-fondatore della piattaforma, Niccolò Sovico, poco dopo essere stato scelto da Forbes come uno dei 30 talenti globali under-30, è stato particolarmente toccato dalla pandemia, essendo residente a Pavia e quindi al centro dell’emergenza. E proprio per questo si è molto impegnato con una speciale raccolta fondi promossa da Ener2Crowd con l’hashtag #fintech4life (www.fintech4life.it).
In pochi giorni il progetto, che prevede un investimento minimo di appena 300 euro, ha registrato un boom di adesioni. Più in dettaglio si tratta di un finanziamento proposto da Noleggio Energia Srl per un programma fotovoltaico.Insomma un risultato strabiliante in un momento di crisi come questo in cui le altre piattaforme versano in grave difficoltà ed alcune di loro danno segnali di un vero e proprio crack finanziario, mentre il mercato azionario sta mostrando tutta la sua emotività ed i suoi limiti rispetto all’economia reale: un giogo che la sottomette e la tira verso il basso quando è in crisi, mentre la schiaccia quando è in ripresa.«Grazie poi alla semplicità di utilizzo di Ener2Crowd.com, tutti possono accedere ad un mercato fino a ieri riservato a pochi operatori ed assumere un ruolo attivo nella transizione verso un’economia completamente circolare e sostenibile» aggiunge Giorgio Mottironi. (AJ-Com.Net). AJ/LL 27 APR 2020 10:40 NNNN

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Impatti negativi sul clima del settore della finanza italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

In contemporanea con l’Assemblea dei soci di Intesa Sanpaolo, Greenpeace Italia e Re:Common lanciano un nuovo studio che analizza gli impatti negativi sul clima del settore della finanza italiana. Nel report “Finanza fossile”, le due organizzazioni mostrano infatti nel dettaglio il ruolo che le più grandi banche, le compagnie assicurative e i fondi di investimento italiani hanno nel peggioramento dell’emergenza climatica.Nel 2019, la finanza italiana ha causato 90 milioni di tonnellate di CO2, più delle emissioni dell’intera Austria in un anno. Le due maggiori banche italiane, Intesa Sanpaolo e UniCredit, sono responsabili di oltre 75 milioni di tonnellate di CO2, e si pongono al vertice di questa non invidiabile classifica.«La crisi sanitaria che stiamo vivendo ci insegna a dare ascolto alla scienza, un concetto che si deve estendere al contrasto alla crisi climatica in corso», dichiara Luca Iacoboni, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «Proprio la comunità scientifica dice chiaramente da tempo che dobbiamo smettere di bruciare gas, petrolio e carbone per limitare le peggiori conseguenze dei cambiamenti climatici. Anche banche e assicurazioni dovrebbero dare il proprio necessario apporto alla lotta all’emergenza climatica, eppure fino a oggi hanno solo contribuito ad aggravare la situazione, nascondendosi dietro operazioni di puro greenwashing».
Come emerge dai dati dello studio, Intesa Sanpaolo e UniCredit sono insieme responsabili dell’equivalente di quattro volte il volume di emissioni di tutte le centrali a carbone d’Italia. UniCredit è oggi la banca italiana con il più alto livello di emissioni (37 milioni di tonnellate di CO2), mentre Intesa è al secondo posto con 35 milioni di tonnellate. Se la scalata del gruppo torinese ad Ubi Banca dovesse andare a buon fine, Intesa balzerebbe in testa alla graduatoria.«Mentre si nascondono dietro a operazioni di facciata, istituti come Intesa Sanpaolo e UniCredit continuano a finanziare i più grandi inquinatori del Pianeta, come Eni, Shell e Gazprom», dichiara Alessandro Runci, campaigner di Re:Common. «Intesa Sanpaolo, che oggi tiene la sua Assemblea dei soci a porte chiuse e senza possibilità di partecipazione da remoto, è inoltre una delle pochissime banche in Europa a non avere ancora adottato alcuna policy sui combustibili fossili».Per le due organizzazioni, in questo momento di crisi economica è fondamentale che gli aiuti pubblici alle imprese inquinanti siano condizionati a dei piani di decarbonizzazione in linea con gli accordi di Parigi. Un criterio che dovrebbe essere adottato da tutto il settore finanziario, banche incluse. Per questa ragione Greenpeace e Re:Common chiedono a istituti bancari, compagnie assicurative e fondi di investimento di smettere immediatamente di finanziare il comparto del carbone e l’espansione di tutti i combustibili fossili.

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“10 fattori che potrebbero cambiare le economie e i mercati per sempre”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

A cura di Pauline Grange, Gestore di portafoglio, Azioni globali di Columbia Threadneedle Investments. La crisi provocata dal Covid-19 sta mettendo alla prova persone, famiglie, società, governi e mercati d’investimento in tutto il mondo. È un’esperienza che potrebbe cambiare radicalmente i comportamenti di consumatori, aziende e mercati finanziari. Partendo da questa premessa, illustrerò di seguito le 10 tendenze emergenti dalla crisi del Covid-19 che ritengo cambieranno per sempre le economie e i mercati.Sia in termini di consumi sia in termini di catene produttive, i paesi cominceranno a dare maggiore importanza alla provenienza delle “cose” e a mettere in discussione un’eccessiva dipendenza da alcune nazioni. Si tratta di una vera e propria sfida che spingerà le aziende a diversificare le catene produttive. Potrebbero inoltre innescarsi dinamiche altamente favorevoli alle piccole imprese locali man mano che i consumatori si allontanano dai marchi fino ad oggi dominanti.
Il fatto che le persone siano costrette a fare compere online e che molti negozi fisici non accettino più i contanti per motivi di igiene, potrebbe accelerare il passaggio dal denaro contante alle carte di pagamento.Verranno potenziate le leggi e le normative in materia, soprattutto in Cina, che sarà chiamata a regolamentare il suo settore alimentare, vista la fonte dell’epidemia.
Resteremo sorpresi dalla velocità dei passi avanti compiuti verso una soluzione al virus, favoriti dalle scoperte in campo genetico, e dalla rapidità dei risultati degli studi clinici. Il genoma della malattia è stato decifrato a metà gennaio, il meccanismo di legame con la proteina è stato individuato alcune settimane fa, il virus è stato replicato in un laboratorio canadese e Moderna, società statunitense di biotecnologie, sta testando un vaccino da diverse settimane. È un’evoluzione sorprendentemente veloce rispetto al passato, quando ci sarebbero voluti anni e non settimane per la fase di sperimentazione. Le persone potrebbero sottovalutare l’evoluzione della scienza e il suo impatto. La concreta possibilità di arrestare la malattia prima del previsto potrebbe sorprenderci positivamente.Consentire il lavoro da casa è diventato un obbligo per le aziende e potrebbe trasformarsi in una modalità di lavoro più accettabile. Questo potrebbe stimolare gli investimenti nel cloud, accelerando l’abbandono delle tradizionali infrastrutture informatiche.Diminuiscono gli attacchi contro i colossi tecnologici, percepiti ora come un servizio di pubblica utilità. Questo periodo di isolamento ha chiaramente messo in evidenza il ruolo fondamentale svolto dalle piattaforme tecnologiche, compresi i social media. Sebbene i ricavi pubblicitari a breve termine possano subire ripercussioni nel caso di piattaforme online come Google Search, YouTube e Facebook/Instagram, a lungo termine queste beneficeranno di una maggiore crescita degli utenti e del loro grado di coinvolgimento. Chi aveva abbandonato le piattaforme per timori legati alla privacy ora potrebbe tornare a frequentarle, mentre gli attacchi da parte dei governi potrebbero scemare di fronte al ruolo chiave giocato dalle aziende tecnologiche nel fornire supporto alla comunità durante la crisi.I consumi online aumentano per tutte le voci di spesa: alimentari, istruzione e articoli generici, e la base di utenti abituati a fruire di questi servizi si allarga. Quella che per molti è nata come una necessità potrebbe diventare la norma. Assisteremo anche a un’ulteriore accelerazione degli investimenti online da parte di rivenditori al dettaglio e servizi tradizionali.Si è già registrata una forte crescita di aziende operative nel campo dell’intelligenza artificiale che usano gli algoritmi basati su dati per automatizzare i processi decisionali anziché i laboriosi processi basati sulla comunicazione faccia a faccia. Sono tutte pronte a una realtà meno fondata sull’interazione umana e questo, come accennato in precedenza, potrebbe favorire ulteriormente gli investimenti nei cloud pubblici.I paesi che stanno beneficiando di minori livelli di inquinamento atmosferico e idrico (nei canali di Venezia le acque sono diventate decisamente più trasparenti e ora si vedono banchi di pesci che nuotano), potrebbero cercare di preservare questo cambiamento? Grazie al supporto degli stimoli fiscali, potremmo registrare un rilancio dell’agenda verde e un aumento degli investimenti in energia rinnovabile, infrastrutture per i veicoli elettrici e così via.
Le aziende potrebbero attraversare una fase di riorganizzazione profonda e attribuire maggiore importanza al loro scopo, ossia al loro impatto sull’ambiente e sui consumatori, sulla società, sui dipendenti e sulla catena produttiva? In un contesto di crescente disuguaglianza sociale nei mercati occidentali si sta già mettendo in dubbio il ricorso ai riacquisti azionari da parte delle società per incentivare i prezzi dei titoli a spese dell’attività di investimento e dei bilanci. Ma nel periodo successivo al Covid-19 questi dubbi potrebbero aumentare? Nella mentalità dei consumatori potrebbe cambiare radicalmente la scala dei valori visto che abbiamo sperimentato un’effettiva riduzione delle libertà. Improvvisamente, potremmo ritrovarci a dare meno importanza alle cose materiali, mentre le esperienze, la salute/forma fisica e l’impegno sociale saliranno nelle priorità dei consumatori.

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COVID-19, Fase 2: la soluzione per l’assistenza sul territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Non servono nuove leggi e nuove programmazioni: tutte le soluzioni per la Fase 2 di COVID-19 sono nel Patto per la Salute 2019-2021, approvato in Stato Regioni a fine 2019 e che per la pandemia non ha fatto ancora in tempo a essere del tutto applicato.Nel Patto c’è l’infermiere di famiglia/comunità (IFeC), una figura che l’OMS ha già descritto e introdotto fin dal 2000, ma che nel nostro Paese per ora è solo ufficiale sulla carta, ma non attuata ovunque.Nelle Regioni dove tale ruolo è a pieno regime (poche per il momento, quasi tutte benchmark, e in molte ancora in fase di sperimentazione) i cittadini hanno un punto di riferimento preciso nel loro territorio per qualsiasi necessità assistenziale.I risultati? Dove è già attivo (in Friuli Venezia Giulia ad esempio dove lo è dal 2004, ma così si sta rivelando anche in Toscana e in altre Regioni dove la sua attivazione ha già preso piede prima dell’introduzione nel Patto) sono rilevanti a partire da una risposta immediata e tempestiva alle esigenze della popolazione, che si rivolge al servizio di Pronto Soccorso in modo più appropriato (in un triennio il Friuli VG ha ridotto i codici bianchi di circa il 20%).Poi anche una riduzione dei ricoveri (in quanto si agisce prima che l’evento acuto si manifesti) e quindi riduzione del tasso di ospedalizzazione del 10% rispetto a dove è presente la normale assistenza domiciliare integrata.E l’infermiere di famiglia/comunità è garanzia anche della continuità assistenziale. Se tale figura fosse già stata istituita avremmo avuto una rete adeguata per gran parte delle funzioni assegnate alle USCA per COVID-19 che, ad ogni buon conto, dovrebbero essere formalizzate – come già accade in alcune Regioni come la Toscana – già come micro-équipe medico infermieristiche.
Senza dimenticare la promozione di un rapporto di maggiore fiducia tra infermiere e cittadino, dovuta a una più rilevante prossimità e una migliore offerta assistenziale che va oltre la prestazione erogata, verso una dimensione sociale e relazionale che migliora la qualità di vita dei cittadini. Secondo un’indagine condotta sempre in Friuli-Venezia Giulia sulla qualità percepita dai pazienti e familiari fruitori del servizio, gli utenti sono più che soddisfatti del nuovo servizio: il 93% degli intervistati ritiene che la presenza dell’infermiere di comunità (quali sono le RSA ad esempio) risponda meglio ai propri bisogni assistenziali rispetto al precedente modello di assistenza domiciliare integrata.E per averlo serve un’integrazione degli organici infermieristici ormai all’osso: durante la pandemia i turni sono stati anche oltre le 12 ore.Quanti ne servono? La stima (senza considerare le Regioni in cui è presente un maggior numero di anziani e fragili dove le necessità aumentano) l’ha fatta la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche: sul territorio, per rispondere ai bisogni di salute degli oltre 24 milioni di cittadini con patologie croniche o non autosufficienza, la Federazione nazionale degli infermieri ha calcolato la necessità media di almeno un infermiere ogni 500 assistiti (assistenza continua) di questo tipo: circa 20mila infermieri di famiglia/comunità. Un numero che è desumibile anche calcolando un infermiere di famiglia e comunità ogni 3mila cittadini circa.

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Settimana Mondo Unito dei giovani dei Focolari

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Appuntamento mondiale online il 2 maggio alle 12.00 (UTC +2). Torna, in versione online la “Settimana Mondo Unito”, laboratorio ed expo globale promossa dai giovani dei Focolari per mostrare storie, azioni, iniziative che, in ogni parte del mondo, contribuiscono a realizzare, tra le persone e i popoli, la fraternità, l’unità e la pace, anche ai tempi del Covid-19.Il tema centrale è “In Time for peace”, ovvero “in tempo per la pace”, con due eventi centrali a livello mondiale, e tanti altri locali: una vera e propria maratona con approfondimenti e testimonianze da una parte del globo all’altra, per raccontare il cammino dell’umanità verso la fraternità universale, anche ai tempi del Covid-19.La maratona multimediale “In Time For Peace” sarà trasmessa dal sito web http://www.unitedworldproject.org che promuove la Settimana Mondo Unito. Sempre sul sito United World Project sarà possibile consultare il calendario degli eventi locali, con i link per collegarsi durante l’intera settimana, e seguire ciò che sta avvenendo ora in Italia, ora negli Usa, in Australia o nella Repubblica Democratica del Congo, solo per citare alcuni Paesi. Anche i canali social di United World Project permetteranno di seguire gli eventi della Settimana Mondo Unito.Gli eventi centrali
Sabato 2 Maggio, alle ore 12.00 (UTC +2), la diretta streaming “#InTimeForPeace Web Event” collegherà diverse città del pianeta, raccontando storie e azioni, ospitando dibattiti e performance artistiche.
Domenica 3 Maggio, dalle 11:00 alle 12:00 di ogni fuso orario, si correrà virtualmente la Run4unity, un evento sportivo, una staffetta non stop che abbraccerà il globo, con giochi, sfide, testimonianze e impegni per stendere simbolicamente sulla Terra un arcobaleno di pace.
La Settimana Mondo Unito, lanciata dai giovani dei Focolari nel maggio del 1995, vuole essere una sorta di osservatorio mondiale sulla fraternità promosso dal Movimento dei Focolari in collaborazione con movimenti, associazioni, comunità che, nei cinque Continenti, operano per la pace e la fraternità fra i popoli.

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La formazione a distanza sulla sicurezza sul lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

“Grande successo per CONFASSOCIAZIONI: la formazione a distanza sulla sicurezza sul lavoro convalidata dopo le nostre lettere ai ministri Catalfo e Speranza. Lo ha dichiarato in una nota Luigi FERRARA, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Sicurezza.“Nella lettera inviata ai Ministri lo scorso 31 marzo avevamo sottolineato quanto fosse importante non interrompere la formazione per il nostro settore e quanto potesse essere facile, attraverso una semplice circolare ministeriale, rendere operativa la modalità in videoconferenza. A seguito della missiva – ha continuato FERRARA che è anche Presidente ANCORS, Associazione Nazionale dei Consulenti e dei Responsabili della Sicurezza sul lavoro – il Gruppo Tecnico Interregionale Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro ha elaborato una serie di indicazioni sulla formazione a distanza in videoconferenza recependo le nostre proposte. Pertanto le attività formative organizzate con le modalità della videoconferenza sincrona sono equiparabili a tutti gli effetti alla formazione in presenza.” “È bene precisare che questa modalità – ha proseguito Luigi FERRARA – non si applica a quei corsi che prevedono una parte pratica (primo soccorso, antincendio, DPI, spazi confinati, corsi per attrezzature) ma non si poteva fare altrimenti. Quindi anche se non tutto sarà digitale, si alterneranno soluzioni sincrone con quelle asincrone. Si tratterà, in definitiva, di regolare il traffico dei discenti e progettare una nuova didattica in cui la formazione a distanza si alterna con le attività di aula”.“La possibilità di erogare corsi di formazione in modalità videoconferenza è utile per i lavoratori, le aziende e gli utenti – ha concluso il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Sicurezza, Luigi FERRARA – non solo durante questo periodo di emergenza ma anche oltre, quando rientrati nel nostro normale quotidiano, ritorneremo alle nostre normali mansioni. L’aver dato il nostro contributo per la costruzione di un nuovo modello formativo in grado di soddisfare, nel futuro prossimo venturo, le esigenze dei lavoratori in termini di efficacia e di efficienza, è la convalida che la forza della grande rete di CONFASSOCIAZIONI è incisiva, funzionale ed attiva. Con le professionalità presenti nella nostra grande Confederazione siamo certi di poter dare un contributo valido per la ricostruzione del nostro sistema Paese”.

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Salvare industria culturale

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

“Raccogliamo l’appello di Pierluigi Battista stamattina sul Corriere per un Fondo della cultura ma rivendichiamo di essere stati la prima forza politica a proporlo fattivamente in parlamento – dice il responsabile Cultura di Fratelli d’Italia, deputato capogruppo in commissione Cultura Federico Mollicone – nonostante Conte non abbia menzionato i luoghi della cultura, gli spettacoli e i lavoratori dell’industria culturale nella conferenza stampa di ieri sera, la cultura deve poter avere una “Fase 2”, una programmazione per garantire la riapertura delle imprese, il lavoro degli addetti e la fruizione da parte degli utenti. La cultura vale 1 milione e mezzo di occupati e muove fino al 16% del PIL. Vanno, quindi, garantiti nel decreto “Aprile” l’estensione del fondo per le emergenze anche ai settori dell’industria libraria, fonografica, discografica, dei servizi museali, delle mostre temporanee – così da trasformarlo in un vero e proprio Fondo per le arti nazionale – con una dotazione di mezzo miliardo,l’introduzione di un credito d’imposta per gli affitti di teatri, cinema e sale per spettacoli, l’estensione del reddito di ultima istanza anche ai lavoratori dello spettacolo, l’aumento dell’indennità già introdotta, un prolungamento della durata dei provvedimenti per le sospensioni contributive e tributarie, un credito d’imposta per l’editoria per l’acquisto della carta. È necessario introdurre delle misure specifiche a sostegno della domanda di prodotti culturali per scongiurare il rischio che i cambiamenti di comportamento di consumo diventino strutturali, causando una flessione nella richiesta di domanda di cultura per molti mesi. In particolare, chiediamo al ministro Franceschini di recepire, guardando già al rilancio dell’Italia culturale, la nostra storica proposta per la detrazione dei consumi culturali individuali, come l’acquisto di dvd, libri, biglietti per teatro e musei, alla pari della detrazione a fini fiscali dei ticket medicinali, e di aumentare i termini di validità dei voucher per gli eventi e spettacoli da 12 a 18 mesi, dato che riorganizzare la stagione degli eventi teatrali o di musica sarà complicato alla luce dell’affollamento dei calendari che si avrà in seguito alla fine dell’emergenza e le difficoltà organizzative per l’emergenza pandemica.Franceschini si faccia sentire sui tavoli del governo, ne va della sopravvivenza della bellezza italiana. Ci preoccupa, comunque, che l’appello venga sostenuto da alcune Fondazioni lirico-sinfoniche, che non hanno brillato per corretta qualità gestionale – un conto è tutelare i lavoratori, un altro è non pagare gli oneri previdenziali e creare danno erariale, come fatto da Carlo Fuortes a Roma.”

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