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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Covivid-19: Il virus colpisce anche la mente

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

By Dott. Paolo Cozzaglio Primario Area Psichiatrica DCA Olallo Valdes Centro Sant’Ambrogio FBF. L’infezione da SARS-Cov2 (Covid-19) è diventata rapidamente una pandemia e quindi un grave problema di salute e di ordine pubblico. In questo contesto tutta l’attenzione dei protocolli di cura, delle autorità e dei media è andato verso l’emergenza sanitaria e, in ambito medico, verso la terapia intensiva, la rianimazione, la medicina d’urgenza. La non chiarezza del quadro clinico e della viremia e i ritardi nelle misure di isolamento hanno (in una prima fase, almeno sino ad oggi) distolto l’attenzione dall’effettiva prevenzione del contagio, con le catastrofiche conseguenze che possiamo ora vedere sulle fasce più deboli della popolazione e sulle realtà comunitarie che le assistostono: sicuramente le RSA (residenze sanitarie assistenziali, ex “case di riposo”), ma anche le comunità per disabili e le comunità psichiatriche.I pazienti psichiatrici da questo punto di vista hanno avuto un comportamento esemplare. Se si eccettuano pochi casi singoli che comprensibilmente hanno mal tollerato inizialmente le restrizioni, la maggior parte dei pazienti è stata estremamente collaborativa, comprensiva e di sostegno al lavoro di medici, infermieri e personale con gratitudine visibile, spesso anche dichiarata. Ora ci si chiede: ” Quali sono i disturbi più diffusi che questa situazione può acuire? Quali consigli possiamo dare ai cittadini in quarantena? Per il dott. Cozzaglio: “Tutti noi siamo più o meno consapevoli che si deve convivere on l’incertezza e con un senso di tensione che aumenta. Ansia, panico, preoccupazioni somatiche, stati depressivi aumentano in questo periodo. Oltre alle cure mediche è importante il sostegno psicologico e molti professionisti si sono adattati (per fortuna) garantendo la prosecuzione delle terapie psichiatriche e psicoterapiche online (Skype, Whatsapp, Zoom e altri programmi di videochat la fanno da padrone in questo periodo). Gli operatori sanitari, in particolare medici e infermieri sono sottoposti a situazioni di intenso stress e non devono sottovalutare l’impatto emotivo a lungo termine di queste sollecitazioni. Confrontarsi tra loro o con qualcuno per poter parlare delle proprie emozioni e preoccupazioni è molto utile. Per le persone in quarantena il consiglio è di mantenere la calma e di tenere aggiornato sul proprio stato di salute il proprio medico di medicina generale, segnalando ogni comparsa o cambiamento dei sintomi. Gli ambienti devono essere puliti di frequente e arieggiati. Mantenere frequenti contatti con parenti e conoscenti è molto utile anche dal punto di vista psicologico, così come impegnare il proprio tempo anche in qualche attività “nobile” come la lettura. Magari è l’occasione per dedicarsi a interessi che normalmente non possono essere svolti”. Ora si aggiungono i timori derivanti dal contatto sociale per chi si avvicini a meno di pochi metri di distanza. Dobbiamo considerarlo un potenziale nemico e per quanto tempo quest’impressione resterà radicata nel tempo?
All’interrogativo risponde il dottor Cozzaglio: “Stiamo vedendo tutto sotto l’aspetto negativo e spaventoso di questa pandemia da Covid-19. Spesso la situazione è paragonata a una “guerra” da vincere contro un nemico potenzialmente mortale e insidioso. Forse però non viviamo solo questo. Ora un cambiamento radicale è questione veramente di vita o di morte. Ci accorgiamo che dove non si vuole cambiare e continuiamo ostinatamente a mantenere le vecchie abitudini, il virus si diffonde sempre più. Vedo allora un’occasione di ripensamento e di radicale cambiamento. Il peggio sarebbe tornare alla “situazione come prima”. Starà a tutti noi , sia a livello individuale sia a livello collettivo, cogliere questa sfida.”

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