Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Test sierologici, aumentano campagne di screening

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

È iniziata la campagna di screening attraverso i test sierologici in alcune aree – oggi in partenza Milano – mentre dal 4 maggio si inizierà con la fornitura nazionale di 150mila test. Intanto, in una circolare della settimana scorsa, la Regione Lombardia fa chiarezza sulle categorie che prioritariamente devono essere sottoposte a test, mentre, al momento, «ne proibisce l’esecuzione nei centri privati a causa dell’attuale carenza dei reagenti necessari». Ma restano aperte ancora molte domande, tra cui quelle sulla validità e sull’utilizzo da parte dei cittadini.Di recente, sul tema è intervenuta anche la Commissione europea che ha cercato di fare chiarezza, come sottolineato in una circolare di Federfarma: «Per quanto riguarda i test sierologici, si trovano abbondantemente sul mercato, ma la loro efficacia per la diagnosi precoce del covid-19 è molto limitata, in quanto la presenza di anticorpi nel sangue del paziente diventa rilevabile solo diversi giorni dopo l’infezione. Inoltre, dato che gli anticorpi persistono per un certo periodo di tempo dopo la scomparsa dell’infezione, non forniscono una risposta definitiva sulla presenza o sull’assenza del virus e non sono adatti per valutare se l’individuo sottoposto a test possa essere contagioso per gli altri. Tuttavia potrebbero rivelarsi essenziali per effettuare indagini siero-epidemiologiche su ampia scala sulla popolazione». In merito ai «test commerciali provvisti di marcatura CE, sono generalmente test automatizzati non rapidi e alcuni cominciano ad essere disponibili sotto forma di dispositivi portatili». Ma, va detto che «non è legalmente consentito mettere a disposizione di utilizzatori profani, ad esempio tramite farmacie o sul web, dispositivi destinati all’uso professionale».Al contempo, «in questa fase, le autorità degli Stati membri non sono generalmente favorevoli all’uso di test autodiagnostici, per i quali per altro sono particolarmente importanti le buone prestazioni, essendo destinati agli utilizzatori profani, che, privi di formazione, potrebbe incontrare difficoltà nella corretta interpretazione del risultato e delle relative implicazioni». Sul punto era intervenuto anche il Ministero – che sta lavorando alla lista dei test attendibili – in una nota del 3 aprile: «Il risultato qualitativo ottenuto su un singolo campione di siero non è sufficientemente attendibile per una valutazione diagnostica, in quanto la rilevazione della presenza degli anticorpi mediante l’utilizzo dei test rapidi non è comunque indicativo di un’infezione acuta in atto, e quindi della presenza di virus nel paziente e rischio associato a una sua diffusione nella comunità. Inoltre, per ragioni di possibile cross-reattività con altri patogeni affini come altri coronavirus umani, il rilevamento degli anticorpi potrebbe non essere specifico della infezione da SARS-CoV2». Per altro «tali test, qualora non marcati CE, come dispositivi per test autodiagnostici, non possono essere usati da chi non abbia qualificazione/competenza nel merito e, pertanto, l’eventuale fornitura al pubblico generale sarebbe incoerente con la loro destinazione d’uso».

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: