Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Le parole che racchiudono azioni e le espressioni artistiche

Posted by fidest press agency su sabato, 9 Maggio 2020

La newsletter di oggi è diversa dal solito, perché vogliamo testimoniare il periodo che stiamo vivendo solo con parole che racchiudono azioni, invece che attraverso espressioni artistiche. Un periodo molto complesso e difficile di cui tutto non si può raccontare. Vogliamo perciò ospitare e divulgare alcune delle iniziative che riguardano il nostro mondo, non presentando opere, appunto, ma alcune delle iniziative nate in questa emergenza come riflessione e denuncia riguardo al settore dell’arte contemporanea. Nessuno al governo parla di fare qualcosa di concreto per il comparto, che, già sofferente economicamente in seguito a tagli scellerati e atteggiamenti politici irresponsabili da oltre 20 anni, oggi é bloccato da questa emergenza per chissà quanto tempo (è evidente che la riapertura dei musei non possa bastare). Per questo vi segnaliamo una nuova piattaforma operativa, che aspira a una migliore riorganizzazione del settore, rappresentata da lavoratrici e lavoratori dell’arte contemporanea, poi una lettera aperta, che illustra l’insieme dei non diritti delle artiste madri, poi un documento che sarà la base di tavoli futuri, redatto da una piattaforma che da qualche anno indaga sui nostri problemi e il nostro sviluppo e infine un appello per una proposta di finanziamento pubblico sottoscritta da molti di noi. Sono iniziative nate in seguito alla consapevolezza che bisogna attivarci tutti, essendo uniti ed essendo tanti, perché per ora, in questi due mesi nessuna seria proposta è stata avviata e nulla è stato attivato concretamente per noi da chi ci governa. Per ora ancora nulla e dopo sarà troppo tardi. E non possiamo tacere su quello che sta succedendo alle donne italiane, non comprese nelle stanze dei bottoni neanche in questa emergenza, perciò l’ultima, ma non ultima, news riguarderà proprio una delle varie iniziative che chiedono a gran voce di valorizzare le differenze attraverso l’applicazione delle leggi sulla parità di genere in tutti i luoghi decisionali del Paese e in particolare nelle commissioni ‘task force’. Perché noi donne siamo il 52% della popolazione, #datecivoce!
Today’s newsletter is different from usual, because we want to witness the period we are experiencing only through words that talk about actions, rather than through artistic expressions. A very complex and difficult period, of which everything cannot be told. We thus want to host and disseminate some of the initiatives that concern our world, presenting not artworks but texts and statements born within this emergency as a critical reflection on the contemporary art sector.May 1st has just passed so we want to focus on all the workers of the arts and in particular on those of contemporary art, among the most neglected, unprotected and not respected. We are the ones who, since “we work for passion” do not need compensation, protection, rights. Satisfaction must suffice. No one in the Government talks about doing anything concrete for the sector, which has been already suffering for over 20 years because of several funding cuts and irresponsible political attitudes, and is now blocked by this emergency. Who knows for how long (it is evident that the reopening of museums is not enough). Therefore, we point out a new operating platform, which aspires to a better reorganization of the sector, represented by workers of contemporary art; an open letter, which illustrates the set of non-rights of the mother artists; a document that will be the basis of future tables, drawn up by a platform that for some years has been investigating our issues and our development; an appeal for a public funding proposal signed by many of us. These initiatives were born following the awareness that we must all be active, being united and being many, because for now, in these two months no serious proposal has been launched and nothing has been activated for us by those who govern us. For now still nothing and afterwards it will be too late.And we can not keep being silent on what is happening to Italian women, never included in the button rooms – even in this emergency – so the last, but not least, one of the news will concern one of the many initiatives that aim at highlighting the differences in the application of gender equality laws in all decision-making places in the country and in particular in the recent emergency task force. Because women are 52% of the population, so #datecivoce!

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