Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Archive for 10 maggio 2020

European Parliament: Plenary session

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Brussels The week ahead 11 – 17 May 2020. New EU long-term budget. MEPs will debate the post-2020 budget revision and economic recovery package plans with Commission and Council on Wednesday and vote on a resolution on Friday, to ensure that the new MFF (Multiannual Financial Framework) proposal to be tabled by the Commission turns the EU budget into an efficient tool for restarting the EU economy.
Safeguard EU budget 2021. Parliament will also vote on a legislative initiative report requesting that the European Commission submits a proposal for an MFF contingency plan by 15 June 2020 to avoid programme funding being disrupted on 1 January 2021 in the event that the approval of the long-term budget is delayed. (Wednesday)
Hungary. Parliament will address the threats to democracy, the rule of law and fundamental rights posed by the Hungarian government’s recently introduced emergency powers in light of COVID-19, in a debate with Council and Commission on Wednesday evening.
COVID-19 tracing apps. MEPs will discuss the use of smartphone apps in managing the spread of the pandemic and how to ensure data protection and privacy rights are fully respected. (Thursday)
COVID-19 vaccines and treatments. Boosting research to ensure everyone has swift access to future vaccines and treatments for the novel Coronavirus will be at the core of a debate with Council and Commission on Thursday.
Water reuse. To remedy fresh water scarcity, MEPs will vote on new requirements to safely use recycled waste water for agricultural irrigation and other purposes. (Wednesday)
70th anniversary of the Schuman Declaration. Commemorating Robert Schuman’s declaration of 9 May 1950 that set out the European Union’s founding principles, MEPs will discuss how the Conference on the Future of Europe (expected to start later this year, with citizen participation at its core) can help the EU to overcome current and future challenges. (Thursday)
Artificial Intelligence package. Intellectual property rights for the development of AI, ethical aspects of AI technologies and robotics, as well as the civil liability regime for AI will be debated by the Legal Affairs Committee (Tuesday).
Just Transition Fund. The Regional Development Committee will hold the first debate on the proposed Just Transition Fund, the first legislative proposal implementing the priorities set out in the European Green Deal. Topics likely to be discussed include the scope of the support, the budget envelope, as well as the new Fund’s relation to existing instruments of the EU’s cohesion policy (Tuesday).
Circular economy and biodiversity: The Environment, Public Health and Food Safety Committee will debate the new Circular Economy Action Plan and the upcoming Biodiversity Strategy for 2030 with Commissioner for Environment, Oceans and Fisheries Virginijus Sinkevičius. (Tuesday)
President’s Diary. The President will invite civil society actors engaged in daily solidarity actions to take the floor on Saturday 9 May, in a livestreamed event in the Brussels Chamber celebrating EUROPE DAY 2020: 70 YEARS OF SOLIDARITY. On Wednesday, he will open the plenary session in Brussels and chair the debates on the EU response to COVID-19 and the recovery plan within the long-term budget with Council President Charles Michel and Commission President Ursula von der Leyen.
Pre-session press briefing. The EP Press and Spokesperson Services will hold a virtual press briefing together with spokespersons of Parliament’s political groups (tbc), on Wednesday. A media advisory, including exact timing and technical specifications, will be published on the press-room webpage ahead of the online press conference.

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Previsioni economiche di primavera 2020: una recessione profonda e disomogenea

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

La pandemia di coronavirus rappresenta uno shock violento per l’economia mondiale e per quella dell’UE, con conseguenze socioeconomiche molto gravi. Nonostante la risposta politica rapida e integrata tanto a livello dell’UE quanto a livello nazionale, quest’anno l’economia dell’Unione subirà una recessione di proporzioni storiche.Secondo le previsioni economiche di primavera 2020 l’economia della zona euro subirà una contrazione record del 7¾ % nel 2020, per poi crescere del 6¼ % nel 2021; allo stesso modo l’economia dell’UE dovrebbe contrarsi del 7½ % nel 2020 e crescere del 6 % circa nel 2021. Le proiezioni di crescita per l’UE e la zona euro sono state riviste al ribasso di circa nove punti percentuali rispetto alle previsioni economiche d’autunno 2019.Lo shock per l’economia dell’UE è simmetrico, poiché la pandemia ha colpito tutti gli Stati membri, ma secondo le previsioni sia il calo della produzione nel 2020 (dal -4¼ % in Polonia al -9¾ % in Grecia) che l’ampiezza del rimbalzo nel 2021 saranno marcatamente diversi. La ripresa economica di ciascuno Stato membro dipenderà non solo dall’evoluzione della pandemia in quel determinato paese, ma anche dalla struttura di ciascuna economia e dalla capacità di ognuna di rispondere con politiche di stabilizzazione. Data l’interdipendenza delle economie dell’UE, la dinamica della ripresa in ciascuno Stato membro inciderà anche sul vigore della ripresa degli altri Stati membri.Paolo Gentiloni, Commissario europeo responsabile per l’Economia, ha dichiarato: “L’Europa sta subendo il più forte shock economico dalla Grande depressione. Sia la gravità della recessione che il vigore della ripresa saranno disomogenei, condizionati dalla velocità alla quale sarà possibile revocare le misure di sospensione delle attività, dall’importanza di servizi come il turismo in ciascuna economia e dalle risorse finanziarie di ciascun paese. Tali disparità rappresentano una minaccia per il mercato unico e per la zona euro, ma possono essere attenuate attraverso un’azione europea decisa e congiunta. Dobbiamo essere all’altezza di questa sfida.”La pandemia di coronavirus ha colpito duramente i consumi, la produzione industriale, gli investimenti, gli scambi, i flussi di capitali e le catene di approvvigionamento. Il previsto allentamento progressivo delle misure di contenimento dovrebbe porre le basi per una ripresa. Tuttavia non si prevede che l’economia dell’UE recuperi interamente le perdite di quest’anno prima della fine del 2021. Gli investimenti resteranno contenuti e il mercato del lavoro non si riprenderà completamente.Sarà quindi fondamentale mantenere l’efficacia delle misure politiche di risposta alla crisi a livello nazionale e dell’UE per limitare i danni economici e facilitare una ripresa rapida e solida, al fine di mettere le economie su un percorso di crescita sostenibile e inclusiva.La disoccupazione è destinata a crescere, anche se le misure politiche dovrebbero limitarne l’aumento. Secondo le previsioni il tasso di disoccupazione nella zona euro aumenterà, passando dal 7,5 % del 2019 al 9½ % nel 2020, per poi scendere nuovamente all’8½ % nel 2021, mentre nell’UE aumenterà dal 6,7 % del 2019 al 9 % nel 2020, per poi calare all’8 % circa nel 2021.Si prevede che quest’anno i prezzi al consumo diminuiranno in modo significativo a causa del calo della domanda e del forte ribasso dei prezzi del petrolio; questi due fattori dovrebbero più che compensare gli isolati aumenti dei prezzi dovuti a interruzioni delle forniture connesse alla pandemia.Dopo la tendenza alla diminuzione registrata dal 2014, il rapporto debito pubblico/PIL è anch’esso destinato a crescere: nella zona euro si prevede che aumenterà dall’86 % del 2019 al 102¾ % nel 2020, per poi calare al 98¾ % nel 2021, mentre nell’UE aumenterà dal 79,4 % del 2019 al 95 % circa quest’anno, per poi scendere al 92 % l’anno prossimo.Anche la minaccia di dazi tra l’UE e il Regno Unito a seguito della fine del periodo di transizione potrebbe frenare la crescita, anche se in misura minore nell’UE rispetto al Regno Unito. Dato che le future relazioni tra l’UE e il Regno Unito non sono ancora chiare, le proiezioni per il 2021 si fondano sull’ipotesi puramente tecnica dello status quo in termini di relazioni commerciali. Si tratta di un’ipotesi formulata unicamente a fini di previsione, che non anticipa né prospetta l’esito dei negoziati tra l’UE e il Regno Unito sulle loro future relazioni.

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Nasce Agaflex, il nuovo studio legale di Bergamo

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

E’ stato creato dall’unione di Antonio Granelli, Federico Almini ed Enrico Felli che hanno inteso condividere le esperienze maturate in anni di professione nel contenzioso e nella consulenza. Fanno parte dell’associazione in qualità di partner anche i legali Sara Colli, Laura Gandolfi e Gloria Ghilardi. Complessivamente lo studio conta 12 professionisti.Grazie all’esperienza e competenza dei soci, lo studio è in grado di prestare assistenza per operazioni straordinarie a favore di clienti italiani e stranieri, oltre che per la gestione di contenziosi civili, societari e tributari, anche arbitrali.“Lo studio – spiegano i partner fondatori – adotta un metodo di lavoro basato sull’integrazione del professionista con l’impresa in tutti i suoi ambiti, dalla contrattualistica alle relazioni bancarie, dagli assetti organizzativi alle regole di governance, con un approccio efficiente e collaudato nella gestione del contenzioso”.Lo studio fornisce assistenza specifica anche in operazioni straordinarie e di ristrutturazione del debito in ambito concorsuale, focalizzandosi sui vincoli e sulle opportunità che si dispiegano con l’avvento del nuovo Codice della crisi d’impresa, forte di un’esperienza maturata, stanti le cariche assunte, per nomina del Tribunale, di Commissario Giudiziale, Liquidatore Giudiziale e Curatore in procedure concorsuali anche di rilievo.Prima di fondare Agaflex Antonio Granelli ha collaborato per un decennio con l’avv. Alberto Airoldi per poi divenire socio dello studio Zonca Briolini Felli, Federico Almini proviene dalla scuola del Prof. Fenghi, Ordinario di diritto commerciale all’Università di Bergamo, divenendo socio dello studio milanese “Fenghi Janni”, mentre Enrico Felli, già socio di Zonca Briolini Felli, arriva da R&P Legal.

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Il Louvre Abu Dhabi presenta le nuove esperienze digitali da sperimentare da casa

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Il Louvre Abu Dhabi arricchisce la propria offerta digitale, fornendo l’accesso gratuito a svariati contenuti attraverso tour virtuali, video, audio e attività online. Grazie a questa iniziativa il museo rimarrà accessibile al pubblico di tutto il mondo, che potrà continuare ad ammirare le sue mostre e le opere d’arte.“Nonostante il Louvre Abu Dhabi rimanga temporaneamente chiuso, non si ferma la nostra missione di condividere il racconto delle connessioni culturali simbolo del museo”, afferma Manuel Rabaté, Direttore del Louvre Abu Dhabi. “Guardare all’arte anche in un periodo particolarmente difficile può risultare talvolta stimolante e gratificante. Per questo il Louvre Abu Dhabi ha sviluppato e arricchito la sua offerta digitale, fornendo accesso a maggiori contenuti e migliorando l’esperienza per il pubblico, che potrà così godersi un tour virtuale della mostra più recente o sperimentare le attività online che animano la nostra collezione comodamente da casa. Continueremo a raccontare le storie del nostro museo, nella speranza che offrano conforto, pace e ispirazione”.

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Sassoli: Insieme saremo più forti

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, durante il vertice UE-Balcani occidentali “L’Unione europea ha ricevuto un sostegno molto apprezzato nella lotta contro il coronavirus da parte dei paesi dei Balcani occidentali. Voglio ringraziare sinceramente i loro dirigenti per gli impegni presi lunedì in occasione della conferenza dei donatori organizzata dall’UE. Da parte sua, l’Unione, con un aiuto complessivo pari a 3.3 miliardi di euro, di cui 38 milioni di sopporto immediato per il settore sanitario, non ha fallito nel suo ruolo di maggiore partner dei Balcani. Sappiamo che insieme saremo più forti”.A proposito del processo di allargamento, Sassoli ha aggiunto:“Il Parlamento ha accolto con favore la decisione di aprire i negoziati di adesione con la Macedonia del Nord e l’Albania. È anche favorevole alla nuova metodologia per l’allargamento proposta dalla Commissione, in quanto offre più credibilità a una prospettiva rapida di adesione. Tuttavia, la natura più politica della nuova metodologia, non deve ostacolare l’impegno dell’Unione europea per un’adesione progressiva fondata sui meriti rispettivi dei candidati. (…) I valori fondamentali sui quali la nostra Unione è stata costruita devono rimanere il faro che illumina il percorso di ogni paese verso l’Unione europea”.Sulla cooperazione con le istituzioni democratiche dei Balcani occidentali, Sassoli ha dichiarato:“Il Parlamento europeo è desideroso di irrobustire la sua cooperazione con le istituzioni democratiche dei Balcani. Voglio in quest’occasione ribadire con chiarezza una cosa fondamentale. Misure straordinarie di emergenza possono essere legittime per combattere con efficacia la propagazione del virus. Invece la sospensione dei diritti, o meglio dei doveri di ogni parlamento nel controllo e la supervisione di tali misure, non lo sarà mai. Parlamenti forti ed efficaci sono una condizione sine qua non di qualsiasi processo di allargamento dell’Unione europea. Questo è il messaggio sul quale ho già fortemente insistito in occasione dello Speakers Summit che ho organizzato a Bruxelles a gennaio.Ma non possiamo chiedere sforzi ai nostri partner dei Balcani, se non siamo capaci di dimostrare esemplarità anche all’interno dell’Unione europea. Credo quindi che sia necessario rinforzare i meccanismi esistenti per garantire il rispetto dello stato di diritto. È anche fondamentale che la Conferenza sul futuro dell’Europa si riunisca senza indugio. E lo dico con chiarezza: di questo futuro i Balcani occidentali ne fanno parte, ed è perciò inimmaginabile che non vengano associati ai lavori della Conferenza (…).“In conclusione, il Parlamento europeo vuole rimanere un partner affidabile a fianco dei paesi candidati all’adesione. L’allargamento è una delle conquiste più grandi dell’Unione europea. Adesso lavoriamo tutti per garantire che lo rimanga”.

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Sassoli alle istituzioni europee: Siate coraggiosi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

“Ora è il momento di essere coraggiosi e ambiziosi con le azioni sostenute dal bilancio dell’UE. Il Parlamento vuole essere protagonista in questo processo insieme alle altre istituzioni e contribuire a renderlo il miglior strumento possibile per aiutare l’economia europea e i suoi cittadini. È urgente trovare un accordo sul Piano di ripresa e sul prossimo bilancio pluriennale.I deputati avevano già fissato obiettivi ambiziosi prima della crisi attuale. Non è il momento di abbassare le nostre ambizioni e di accontentarci di un piano e di un bilancio che non siano all’altezza delle sfide che ci attendono.Il pacchetto di ripresa deve essere consistente e deve aggiungere valore all’interno di un QFP forte. Non dobbiamo perdere di vista i nostri investimenti a lungo termine e i nostri obiettivi strategici. La crisi ha aumentato lo squilibrio tra le regioni europee. Il piano di ripresa dovrebbe contribuire a colmare questa lacuna. I mezzi devono essere disponibili subito per i nostri Stati membri, le imprese e i lavoratori travolti da questa crisi. Il tempo è essenziale. Come autorità di bilancio, il Parlamento deve essere coinvolto nell’elaborazione del Piano di ripresa. Valuteremo anche con sguardo critico la proposta aggiornata del QFP e ribadiamo la necessità di un piano di emergenza. I parlamentari hanno il diritto di intervenire su dove vengono investiti i fondi, poiché si battono per i cittadini e per il bene comune. Come dimostrato fin dall’inizio, il Parlamento non è una buca delle lettere.L’aumento dei massimali delle Risorse Proprie annunciato dalla Commissione è un buon punto di partenza, ma dovrebbe essere permanente ed accompagnato da nuove risorse proprie che rimangano un prerequisito per qualsiasi accordo sul QFP.L’Europa è duramente colpita dalla crisi attuale. Noi, come leader europei, dobbiamo essere all’altezza di queste sfide. Dobbiamo proteggere chi tra noi è più debole. Ora come non mai, l’Europa ha bisogno di essere più forte per il bene dei suoi cittadini che ci osservano e aspettano delle risposte da noi”.

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Coronavirus: 7,4 miliardi di € raccolti a favore dell’accesso universale ai vaccini

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Bruxelles. Nel corso dell’evento di mobilitazione “Risposta globale al coronavirus”, la Commissione ha registrato impegni di finanziamento da tutto il mondo per un valore di 7,4 miliardi di € (8 miliardi di $). Questa cifra comprende l’impegno di finanziamento di 1,4 miliardi di € della Commissione stessa.La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Oggi il mondo ha dato prova di un’unità straordinaria in nome del bene comune. Governi e organizzazioni sanitarie mondiali hanno unito le forze contro il coronavirus. Con un impegno del genere siamo sulla buona strada per sviluppare, produrre e distribuire un vaccino per tutti, ma questo è solo l’inizio. Dobbiamo persistere nei nostri sforzi ed essere pronti a contribuire in modo ancor più significativo. La maratona di raccolta fondi prosegue: in tutto il mondo la società civile e le persone dovranno unirsi ai governi in questa dimostrazione globale di speranza e determinazione.”L’evento di mobilitazione è stato organizzato congiuntamente dall’Unione europea e da Arabia Saudita (che detiene la presidenza di turno del G20), Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia (presidenza entrante del G20), Norvegia, Regno Unito e Spagna. L’iniziativa fa seguito all’appello(link is external) dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e di un gruppo di iniziatori operanti nel campo della salute, che hanno esortato a instaurare una collaborazione planetaria per accelerare lo sviluppo, la produzione e un accesso equo nel mondo alle nuove tecnologie sanitarie essenziali per la lotta al coronavirus. La Risposta globale al coronavirus si articola in tre partenariati per i test, le cure e la prevenzione, sottesi da un processo di rafforzamento dei sistemi sanitari.
I donatori sono invitati a continuare ad assumere impegni di finanziamento a favore della Risposta globale al coronavirus. Possono scegliere la priorità che desiderano sostenere – test, cure o prevenzione – ma anche fare una donazione a sostegno dell’asse di lavoro trasversale dell’iniziativa, che si prefigge di aiutare i sistemi sanitari di tutto il mondo ad affrontare la pandemia.La Commissione annuncerà a breve la ripartizione della somma raccolta oggi e gli importi che saranno devoluti ai vaccini, agli strumenti terapeutici e diagnostici e al rafforzamento dei sistemi sanitari in risposta al Covid-19.L’accesso universale e a prezzi abbordabili agli strumenti contro la Covid-19 (ACT-Accelerator) è stato il principale obiettivo dell’appello alla mobilitazione(link is external) lanciato il 24 aprile dai partner mondiali nel settore sanitario. A tal fine sono necessari finanziamenti consistenti, oltre a una solida struttura di collaborazione con obiettivi chiari per garantire il buon uso dei fondi donati ed evitare la frammentazione degli sforzi.Sulla base delle discussioni con i partner del settore pubblico e privato e con le organizzazioni senza scopo di lucro, la Commissione europea propone un quadro collaborativo di risposta globale dell’ACT-Accelerator. Il quadro è pensato per fornire una struttura di coordinamento che orienti e monitori i progressi compiuti a livello globale nell’accelerare lo sviluppo di vaccini e di strumenti terapeutici e diagnostici universalmente accessibili, nonché nel rafforzare adeguatamente i sistemi sanitari perché possano perseguire queste tre priorità.Il quadro collaborativo dovrebbe essere limitato nel tempo (2 anni, periodo rinnovabile) e fare leva sulle organizzazioni esistenti, senza creare nuove strutture. Nelle intenzioni della Commissione europea dovrebbe riunire partner come l’OMS, la Bill & Melinda Gates Foundation, il Wellcome Trust e alcuni paesi organizzatori, oltre a numerosi soggetti di rilievo che operano nel campo della salute a livello mondiale, tra cui CEPI, Gavi, the Vaccine Alliance, Global Fund o UNITAID.Il quadro poggerebbe su tre partenariati, basati sulle tre priorità della Risposta globale al coronavirus, che riuniscono il mondo dell’industria e della ricerca, fondazioni, autorità di regolamentazione e organizzazioni internazionali secondo un’impostazione orientata alla catena del valore nel suo insieme: dalla ricerca alla produzione fino alla distribuzione. I tre partenariati opererebbero quanto più autonomamente possibile, con un asse di lavoro trasversale dedicato al potenziamento della capacità dei sistemi sanitari e alla condivisione delle conoscenze e dei dati.La Commissione registra e tiene traccia degli impegni di finanziamento fino alla fine di maggio, ma non incassa alcun pagamento. I fondi vanno direttamente ai destinatari, che non potranno però decidere da soli come impiegarli: il loro uso sarà stabilito di concerto con il partenariato. Nel rispetto degli impegni assunti tutti i nuovi vaccini e strumenti diagnostici e terapeutici contro il coronavirus devono essere resi disponibili a livello mondiale a prezzi accessibili, indipendentemente dal luogo in cui sono stati sviluppati. La risposta globale deve coinvolgere anche la società civile e la comunità dei cittadini di tutto il mondo, motivo per cui la Commissione europea intende collaborare con ONG come Global Citizen e altri partner.

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Stato agitazione per rinnovo Sanità Privata e Rsa

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

“Le lavoratrici e i lavoratori della Sanità Privata e delle Rsa hanno diritto al rinnovo del contratto nazionale. Per interrompere l’assordante silenzio che investe questa vicenda Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl proclamano lo stato di agitazione del personale, con iniziative di mobilitazione in tutti i territori”. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil rilanciano così la mobilitazione della Sanità Privata e delle Rsa per il rinnovo del contratto nazionale, disegnando un percorso per arrivare, in assenza di un riscontro risolutivo, all’indizione dello sciopero generale nazionale.Da oltre 13 anni, scrivono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in una lettera indirizzata ai vertici di Aris e Aiop e, per conoscenza, al ministro della Salute Speranza e al presidente delle Regioni Bonaccini, “le lavoratrici e i lavoratori che operano presso le strutture della Sanità Privata stanno attendendo il rinnovo del contratto nazionale: professioniste e professionisti che, al pari dei loro colleghi che operano nelle strutture pubbliche, sono stati pienamente coinvolti nella gestione dell’emergenza Covid-19, subendone anche loro le conseguenze. A differenza però dei loro pari colleghi del settore pubblico non stanno vedendo riconosciuto in alcun modo il loro ‘lavoro quotidiano’, sia nell’ordinarietà che dovrebbe tradursi nel diritto al giusto rinnovo del contratto nazionale di lavoro, che nella straordinarietà dell’attuale momento che vedrà riconoscere al personale pubblico ulteriori elementi economici”.Dopo oltre due anni e mezzo di trattativa per giungere al rinnovo del contratto della Sanità Privata, ripercorrono i sindacati, “di accordi raggiunti anche al Ministero della Salute e disattenti dalle controparti Aris e Aiop, pur nella consapevolezza della delicata situazione che il paese sta vivendo, non possiamo più accettare che tale problema continui ad essere rinviato. Siamo in attesa, ormai da diverse settimane, di una convocazione che possa porre fine a questa situazione e consenta la rapida conclusione della trattativa”. Insieme a questa vertenza, continuano, “si aggiunge la situazione nella quale versano i lavoratori delle Rsa che meritano una risposta altrettanto tempestiva, che garantisca anche a loro di vedere rinnovato il contratto collettivo nazionale”.Per queste ragioni, “alla luce dell’assordante silenzio a cui stiamo assistendo, non siamo più disposti ad attendere ancora: i lavoratori della Sanità Privata e delle Rsa hanno diritto al rinnovo del loro contratto nazionale di lavoro. È pertanto proclamato lo stato di agitazione a livello nazionale, con conseguente sospensione di ogni forma di lavoro supplementare e/o straordinario di tutto il personale delle suddette strutture. In tutte le regioni saranno definite ulteriori iniziative da svolgersi a livello regionale/locale/aziendale. Contestualmente si procede con la formale comunicazione agli organismi preposti di richiesta del tentativo obbligatorio di conciliazione onde poter procedere, in assenza di qualsiasi riscontro che consenta la rapida conclusione della vertenza, all’indizione dello sciopero generale nazionale”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

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Unc: mascherine sparite, fatto gravissimo

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

“E’ inaccettabile che le mascherine siano sparite dalla circolazione proprio con l’inizio della fase 2, ossia dal momento in cui sono diventate obbligatorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come sui mezzi di trasporto. Un fatto gravissimo, per il quale qualcuno dovrebbe rispondere” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ci domandiamo che fine abbiano fatto i 12 milioni di mascherine al giorno che il commissario Domenico Arcuri si era impegnato, a partire dal 4 maggio, a distribuire, tra gli altri, a farmacie, servizi essenziali e trasporti pubblici” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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100mila italiani abbandonati all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

“Si stima siano circa 100mila gli italiani rimasti bloccati all’estero, senza la possibilità di avere collegamenti aerei oppure navali che li possano rimpatriare. Gli appelli sono arrivati di continuo alla Farnesina, ma sono rimasti inascoltati nonostante la task-force istituita per gestire e risolvere i problemi dei nostri compatrioti abbandonati in ogni angolo del mondo. Eppure l’Europa ha messo a disposizione degli Stati Membri fondi importanti con la possibilità di un rimborso fino al 75 per cento. Nonostante ciò il nostro governo ne ha usufruito in ridottissima parte lasciando in gravi difficoltà decine di migliaia di persone ancora bloccate all’estero. Agnese, rappresentante di circa cento persone bloccate in Bolivia, sui social scrive che rimangono inascoltati gli appelli dei nostri connazionali che denunciano scarse ed errate informazioni e prezzi esorbitanti per i pochi biglietti rimasti disponibili. A lei si aggiungono tante altre persone che ogni giorno ci ricordano l’amara realtà di cui sono involontari protagonisti. Questa grave situazione si somma alla triste vicenda di Alitalia, un’azienda allo sbando il cui management ha dato l’ennesima dimostrazione di miopia ed inefficienza tagliando l’ultimo collegamento transoceanico disponibile. Eppure, in un momento di blocco totale del trasporto aereo a causa del tristemente noto virus Covid-19, il soccorso dei connazionali potrebbe rappresentare un’opportunità di business oltre che l’esercizio della funzione basilare di una compagnia di bandiera. Sconforto e sconcerto predominano tra i dipendenti che, con forza e consapevolezza, hanno scritto una lettera al governo perché intervenga con decisione sul management. Fratelli d’Italia, tramite il proprio Dipartimento nazionale dei Trasporti, chiede che si vada subito in soccorso dei nostri compatrioti esposti a rischi igienici, sanitari ed economici. Si ribadisce, inoltre, l’urgenza di un’audizione interministeriale che faccia chiarezza sull’operato del commissario straordinario Leogrande”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini, capogruppo di FdI in Commissione Trasporti.

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Immigrati: si intensificano gli sbarchi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

“Appena si è cominciato a parlare di sanatoria dei migranti è ricominciato il flusso degli sbarchi a Lampedusa e Agrigento; tra ieri e oggi si registra una nuova ondata di arrivi. Il silenzio della ministra Lamorgese, impegnata impropriamente e in prima persona in una sanatoria dei lavoratori in nero stranieri occupati in agricoltura, dimostra la diretta correlazione tra la causa e l’effetto. È curioso che chi dovrebbe contrastare l’immigrazione clandestina per compiti d’istituto di prodighi per riconoscerla e, perfino, premiarla. Nel tracollo dell’economia italiana, con la pandemia ancora non sconfitta, il ministro dell’Interno rischia di creare una nuova emergenza migratoria che l’Italia non è in grado di affrontare e gestire. Per non ricordare oltretutto che lo sfruttamento principale degli immigrati è ad opera della mafia… il governo intende fargli un altro regalo?”. E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Governo bando per affittare navi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Un bando del ministero dei Trasporti per noleggiare unità navali al fine di ospitare i migranti soccorsi in mare. A denunciarlo in un’interrogazione presentata al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Interno e delle Infrastrutture e Trasporti il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra il quale fa notare come il bando “con scadenza il 24 aprile” prevedeva anche “una serie di servizi tra cui: predisposizione di cabine singole con bagno, pasti etnici, connessione wi-fi, regolamenti tradotti in almeno dieci lingue”. Il tutto per un “importo complessivo stimato pari ad euro 1milione 199mila 250 euro oltre iva”, stabilendo “una durata di trenta giorni dalla data di avvio dell’esecuzione del contratto, salvo eventuali proroghe “. Ma il senatore La Pietra fa notare che a fronte di questa disponibilità ad ospitare i migranti a bordo di navi noleggiate, il governo aveva dichiarato ‘non sicuri i porti italiani’ e quindi si chiede “come sia compatibile tutto ciò e se questo non si determini un’ingiustificata quanto eccessiva lievitazione di ulteriori costi a carico dello Stato”. “Ciò che amareggia particolarmente è la questione legata ai costi sostenuti per la quarantena di 182 migranti clandestini sulla nave Rubattino. Un milione di euro per i primi 15 giorni, oltre 350 euro al giorno a persona. Uno scandalo se si pensa all’erogazione dei 600 euro al mese, non al giorno, promessi dal governo ai nostri artigiani, commercianti e professionisti, peraltro in gran parte non ancora erogati. Una vergogna verso i tantissimi pensionati sociali che ricevono poco più di questa cifra, ma al mese. Ecco allora la richiesta di chiarimenti al governo e in particolare se non sia necessario “rivedere e razionalizzare la strategia di accoglienza meno onerose e più efficienti ed economiche anche in ragione della crisi economica che l’Italia sta adesso vivendo a causa dell’epidemia di Covid-19” conclude il senatore La Pietra.

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Immigrazione: Individuazione irregolari

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Roma – “La regolarizzazione o emersione, che non è sanatoria , va fatta per un motivo ben preciso, in questo momento stiamo vivendo un’emergenza particolare sotto tre aspetti fondamentali: uno di tipo sanitario, uno di tipo economico e uno di tipo sociale e\o civile. Sotto l’aspetto sanitario abbiamo l’obbligo di tracciare tutti, perché abbiamo la necessità di creare le condizioni affinché il virus non torni, per fare questo dobbiamo essere anche nella condizione di individuare tutte quelle persone presenti sul territorio italiano, e mi riferisco ai c.d. irregolari. Dal lato economico dobbiamo mettere nelle condizioni chi è in Italia di rispondere alle offerte di lavoro, soprattutto in settori come quello dell’agricoltura o della collaborazione e assistenza domiciliare, dove la domanda è più bassa. Non c’è nessuna sanatoria, qua si parla di integrazione ed emersione. Dobbiamo stabilire come si emerge dal lavoro nero, dando anche una risposta all’emergenza sanitaria ed a quella sociale e civile”. Così il Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sen. Steni Di Piazza.

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Covid-19: mercato in aumento per il riso

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Dopo un avvio d’anno sostanzialmente stabile per l’acquisto del riso, nelle prime settimane dell’emergenza Covid-19 si è verificato, invece, un aumento delle vendite nella Gdo che ha provocato un forte rialzo dei prezzi all’ingrosso nei listini delle Camere di Commercio e delle Borse Merci italiane. E questo incremento è stato osservato sia per quanto riguarda il riso lavorato che, a monte della filiera, per i risoni. Come riportato nell’analisi realizzata da BMTI per la Camera di Commercio di Pavia (https://www.bmti.it/cereali-riso/) le varietà da risotto, maggiormente richieste dai consumatori durante la Fase 1 dell’emergenza, hanno registrato i maggiori rialzi. Nell’arco di due mesi, tra inizio Marzo e fine Aprile, il prezzo del Carnaroli è cresciuto del 20% circa. Ancora di più l’Arborio e il Roma che ha segnato +30%. In aumento anche il Baldo, sebbene meno accentuato (+13,5%). Tra le altre varietà, una variazione di circa il +20% è stato rilevato anche per i prezzi dei risoni Indica, caratterizzati da grani stretti, lunghi ed appuntiti come il Riso Basmati. Questa percentuale elevata, oltre che dalla emergenza virus, è dovuta ad uno scenario internazionale segnato da quotazioni ai massimi livelli rispetto agli ultimi anni a causa delle restrizioni nelle esportazioni di riso in Vietnam e dalla siccità che hanno colpito importanti attori produttivi come la Thailandia. Tornando al mercato italiano si è registrato, invece, un calo di quasi il 10% per il prezzo del Selenio che, utilizzato per il sushi, ha risentito della chiusura del canale della ristorazione. Nella seconda metà di Aprile, invece, i rialzi si sono attenuati poichè si è ridotta la domanda dell’industria risiera.

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Al via la Fase-2: Come comportarsi con i bambini?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

È iniziata la “Fase 2” in cui è consentito potersi allontanare dal proprio domicilio e riprendere con molta prudenza i contatti interpersonali e le attività sociali. Come comportarsi con i bambini? In genere i bimbi superano l’infezione da Covid-19 prevalentemente in modo asintomatico o lieve, sebbene recentemente siano stati riportati casi di bambini che hanno sviluppato la malattia in modo grave. Inoltre, il possibile ruolo di portatore sano li rende un potenziale mezzo di contagio per la loro alta socialità, rischio che sarà ancora maggiore con l’inizio della scuola nel prossimo settembre.
L’Accademia Americana di Pediatria (AAP) ha stilato alcune raccomandazioni e chiarimenti sull’uso delle mascherine in età pediatrica che trova d’accordo i pediatri della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS). “Secondo l’AAP – spiega la Dottoressa Margherita Caroli, pediatra, esperta in nutrizione della SIPPS – i bambini sotto i due anni non devono indossare mascherine non solo per l’oggettiva difficoltà, ma anche per il rischio di soffocamento, che non deve essere sottovalutato. A questa età potrebbero essere utilizzati cappellini o cerchietti con visiera trasparente lunga, che scherma anche occhi, naso e bocca, le vie di ingresso del virus. Non devono indossare la mascherina i bambini affetti da patologie neurologiche o respiratorie e nemmeno i bambini che abbiano difficoltà a levarla da soli. Infine, non dovrebbero indossarla i bambini che con la mascherina si toccano molto più frequentemente il viso perché la protezione indotta dalla mascherina sarebbe invalidata dal più frequente contatto mani-viso. Questi bambini devono quindi adottare in ogni situazione un distanziamento superiore ad un metro”.
“Eccetto le condizioni già citate – aggiunge il Dott. Michele Fiore, pediatra di famiglia SIPPS – tutti i bambini dovrebbero indossare la mascherina in ogni situazione in cui si possano trovare a meno di un metro di distanza da altri bambini o adulti, non appartenenti al suo nucleo famigliare. Se il bambino passeggia o va in bicicletta o gioca all’aperto da solo o con un adulto convivente e non c’è il rischio di incontrare a distanza ravvicinata altre persone non è necessario indossare la mascherina. Invece, la mascherina diventa necessaria se si va al supermercato o si usano mezzi pubblici, in qualunque luogo dove si debba aspettare insieme ad altri ed in tutti i luoghi chiusi dove le distanze non possono essere mantenute e, quindi, chiaramente, anche nell’ambiente scolastico”.
“Perché le mascherine possano realmente essere efficaci devono essere molto aderenti al volto – informa il Dott. Francesco Pastore, pediatra di famiglia SIPPS – e quindi devono seguire la linea del naso aggiustando la piccola barretta di metallo al proprio viso e con le estremità che devono aderire al volto, tirando consistentemente gli elastici laterali posti dietro le orecchie. Le mascherine per adulti (10cm x 20cm circa) non assicurano questa aderenza se indossate dai bambini. I bambini dai 2 anni in poi possono utilizzare le mascherine definite “di comunità”, ovvero di stoffa e quindi lavabili e riutilizzabili, previste anche dai DPCM o anche, quando possibile, di TNT, lo stesso materiale con il quale sono realizzate le mascherine chirurgiche. Queste mascherine dovrebbero avere una lunghezza di circa 12 cm ed una larghezza di 5 cm per potersi adattare al viso dei bambini e coprire adeguatamente naso e bocca. Dopo i 6 anni e fino ai 12 anni potrebbero essere utilizzate mascherine di dimensioni maggiori (15cm per 7,5cm) sia di comunità che di TNT ovvero di tipo chirurgico”. La AAP consiglia, e la SIPPS è d’accordo, che i bambini affetti da malattie croniche che hanno bisogno di una protezione maggiore dovrebbero utilizzare le FFP2. È importante, comunque che questi bambini seguano le indicazioni del proprio centro di riferimento. “Attenzione, però – ammonisce Di Mauro – l’uso delle mascherine non riduce né annulla la pratica di tutte le altre attività preventive fondamentali: l’osservanza della distanza di sicurezza, il frequente e corretto lavaggio delle mani con acqua e sapone o gel idroalcolici, e, soprattutto, possibilmente, l’isolamento sociale. Ce la faremo ed andrà tutto bene.”

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Scuola. Concorsi docenti: possibili prove preselettive delocalizzate e per gruppi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Anief: si pensi anche a procedure di stabilizzazione per premiare e non disperdere preziose risorse umane ed evitare ritardi inevitabili. Con il passare dei giorni, il problema dello svolgimento sui concorsi pubblicati lo scorso 28 aprile in Gazzetta ufficiale tiene banco nel mondo della scuola. È di queste ore la dichiarazione della Ministra Fabiana Dadone: “Maxi preselettive per i concorsi pubblici – dice la titolare del dicastero della PA – non sono più pensabili nei prossimi mesi. Stiamo lavorando per velocizzare le procedure, senza perderne in qualità, grazie all’utilizzo dei supporti informatici e per dare valore alle capacità trasversali dei candidati, sempre più indispensabili nel mondo del lavoro”.Secondo il sindacato Anief, però, bisognerebbe pensare anche a soluzioni ancora più semplificate con la stabilizzazione delle risorse umane utilizzate da diversi anni nella pubblica amministrazione: più di 300 mila precari, il 75% tra scuola e sanità, che potrebbero essere assunti con concorsi per titoli che evitano assembramento e sono ancora più rapidi.Marcello Pacifico (Anief): “Abbiamo 250 mila cattedre da coprire la prossima estate e c’è la necessità di avere ai primi di settembre più personale degli altri anni, perché bisognerà organizzare un complicato rientro nelle classi dopo mesi di sospensione delle lezioni in presenza: non ci possiamo permettere così tanti vuoti di organico, né è auspicabile una selezione a turni agostana”.
Il perdurare del contagio Covid-19 potrebbe influire anche sulle prove dei concorsi ordinari e della procedura straordinaria per complessivi 62 mila docenti: le selezioni e preselezione previste al computer potrebbero essere delocalizzate. È una procedura, ha dichiarato la ministra Fabiana Dadone, effettivamente già sperimentata nei concorsi per la scuola che quindi non dovrebbero subire modifiche. A prevedere la prova preselettiva, scrive Orizzonte Scuola, sono il concorso ordinario infanzia e concorso ordinario secondaria. La preselettiva si svolge nella regione scelta per il concorso, all’interno delle scuole, a gruppi. Un modello che potrebbe fare scuola.Rispetto allo svolgimento delle prove concorsuali in piena estate senza l’adozione di altre soluzioni più rapide di stabilizzazione dei precari della scuola, però, sembra che la maggioranza del Parlamento la pensi come il sindacato Anief, come si legge dalle dichiarazioni di molti partiti. L’unica procedura che potrebbe portare in ruolo il personale in tempi meno lunghi, quella del concorso straordinario della scuola secondaria, si rivelerà infatti una vera rincorsa che assai difficilmente potrà portare in cattedra i 24 mila vincitori per quando serviranno, ad inizio dell’anno scolastico 2020/21.

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Contratti: Fp Cgil, aprire tavolo rinnovo per Vigili del Fuoco

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

“Immediata apertura del tavolo negoziale sulle risorse per il rinnovo del contratto nazionale 2019/2021 del comparto Sicurezza e Difesa e su quelle già previste dalla legge di Bilancio per il Corpo dei Vigili del Fuoco”. A chiederlo è la Fp Cgil Nazionale in una lettera inviata al governo e ai vertici del Corpo.“L’attuale momento fortemente vincolato alle drammatiche condizioni sociali ed economiche venutesi a creare a causa dell’emergenza Covid-19 – prosegue la Fp Cgil – sta dimostrando in maniera inconfutabile l’importante ruolo svolto dal personale della Pubblica Amministrazione nei confronti del Sistema Paese, a partire proprio dai servizi resi dal personale del Soccorso in generale tra cui rientrano anche le donne e gli uomini del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco”.Per tale ragione, “al fine di valorizzare economicamente il ruolo e il lavoro svolto dal personale del Corpo, chiediamo l’immediata apertura del tavolo negoziale sia delle risorse del CCNL 2019/2021 sia di quelle inerenti l’art.1, comma 133 e 138 della Legge di bilancio 2020”, conclude la Fp Cgil.

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Codici: pochi controlli, tanta confusione

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

C’è chi grida vittoria, ma in realtà se l’inizio della Fase 2 non è stato un totale fallimento è soltanto perché in pochi hanno scelto di muoversi con i mezzi pubblici. È il giudizio di Codici sui primi giorni dopo la fine del lockdown, segnati comunque da disagi e situazioni pericolose che l’associazione intende segnalare all’Autorità di Regolazione dei Trasporti per tutelare i viaggiatori. “La paura del contagio è ancora forte – afferma il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli – ed unita al timore di dover fare i conti con possibili disservizi, ha spinto molte persone a spostarsi con i propri mezzi. Questo, però, non significa che sia tutto regolare, anzi. Se per i treni la situazione sembra sotto controllo, visto che molti circolano con pochissime persone a bordo, sugli autobus si registrano situazioni pericolose. Ci riferiamo soprattutto agli assembramenti, sia sui mezzi, tra chi viaggia in piedi e chi occupa i pochi posti a sedere disponibili, sia alle fermate, al momento di salire o scendere. Tutto ciò è aggravato dalla mancanza di controlli. Sono state disposte delle regole per garantire la sicurezza, ma non c’è chi le verifica e questo ci preoccupa, soprattutto in questa fase in cui le novità introdotte non sono ancora chiare”.

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Quali metriche guardiamo quando investiamo sul mercato italiano?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

A cura di Antonio Amendola, co-gestore di Italia ed Europa AcomeA SGR. Nella prima fase della pandemia, gli indici mondiali hanno dapprima vissuto importanti ribassi, sprofondando nel cosiddetto “bear market”, per poi rimbalzare con altrettanta velocità e vigore nelle ultime settimane. In un contesto del genere, perdere la bussola sulla visione di lungo periodo e sull’importanza dei fondamentali è uno dei rischi più comuni che possono presentarsi dinanzi agli investitori.A proposito dei fondamentali, e quindi delle valutazioni implicite dei titoli, è importante fare una precisazione. Trovandoci in un contesto storico totalmente nuovo, è quanto mai difficile fare previsioni sulle principali voci di bilancio aziendali (ricavi, costi, margini, ecc.). Le stime degli stessi analisti, infatti, presentano importanti range di dispersione. Oggi, guardare alle classiche metriche come P/E (rapporto tra prezzo e utili) o Ev/Ebitda (rapporto tra valore dell’impresa e il margine operativo lordo) può portare a conclusioni quanto mai inappropriate. Il motivo? Banalmente come detto prima, nessuno può sapere con precisione i ricavi aziendali e se ci sarà o meno una nuova fase di lockdown. Tuttavia, questo esercizio d’analisi, seppur difficile, non è impossibile e non vuol dire certamente abbandonarsi al caso. Piuttosto, proprio in questa fase si possono riscoprire strumenti e metriche fino ad oggi un po’ tralasciate, come il Price to Book Ratio e il Residual Income Model.
Il Price to book ratio è il rapporto tra il prezzo di mercato di un’azione e il suo valore di bilancio del capitale. Idealmente un’azione dovrebbe trattare, con le dovute eccezioni, intorno al valore contabile del capitale. Spesso, per vari motivi, questo non accade ed è importante capire perché. Una metrica come il Price to Book Ratio fornisce una misura molto conservativa del valore aziendale, rispetto al famoso P/E in quanto non coglie alcuni fattori produttivi importanti come il capitale umano oppure sottovaluta poste come gli attivi intangibili. Proprio per questa serie di motivi negli ultimi tempi è stato spesso accantonata, salvo poi fare ritorno oggi in grande stile. Perché? Semplicemente perché partendo dal valore contabile del capitale aziendale, possiamo avere un punto fisso meno legato a fattori soggettivi, da cui far dipendere le nostre decisioni di acquisto e vendita.
L’altro strumento che andiamo ad esplorare, è un modello di valutazione spesso accessorio rispetto al classico DCF (Discounted Cash Flow), che è il Residual Income Model. Questo modello ci indica l’utile generato da una società dopo che è stato coperto il costo del capitale. Il modello parte dal concetto che una società può anche generare utile, ma se non copre il costo del capitale risulta comunque non profittevole. Un esempio classico è il settore bancario, dove gli istituti di credito anche se generano utile spesso non coprono il costo del capitale e, a lungo andare, distruggerebbero valore.
Il contesto attuale presenta non poche incertezze e ansie per gli investitori, ma proprio per questi motivi, bisogna sempre tenere la bussola dei fondamentali e dell’orizzonte di investimento. L’investitore che sceglie società di buona qualità con indebitamento contenuto e business model resilienti, senza rincorrere i titoli del momento, nel lungo periodo viene premiato. In questa fase di mercato ci viene data l’occasione di accumulare storie di questo tipo di cui l’Italia è orgogliosamente piena, grazie alle multinazionali tascabili che tutto il mondo ci invidia. Noi continuiamo ad essere posizionati su queste storie e a crederci, perché l’Italia non ha soltanto banche e utilities, ma anche importanti realtà nell’industria, nella manifattura, nella farmaceutica, nella meccatronica e tanto altro.

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Eurostat vendite: -38,9% di abbigliamento e calzature, ripercussioni su export italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

A marzo, le misure di confinamento legate al Covid-19 hanno determinato un calo del l commercio al dettaglio dell’11,2% nell’Eurozona. “Non è la prima volta che il dato europeo esce senza che ci sia anche quello italiano. Considerato che le vendite nostrane saranno rese note domani, auspichiamo in futuro un maggiore coordinamento tra Istat ed Eurostat” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Detto questo, preoccupa, nell’Eurozona, il crollo, su base mensile, del 23,1% dei beni non alimentari e soprattutto del 38,9% dell’abbigliamento e delle calzature, il record negativo registrato, una caduta che avrà pesanti ripercussioni sulle esportazioni italiane” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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