Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 12 maggio 2020

Scuola: Docenti dell’infanzia e primaria, il concorso straordinario mancato

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

La scarsità di docenti titolari si fa sentire a tutti i livelli scolastici: per quale motivo il ministero dell’Istruzione debba bandire concorsi in prevalenza per alcuni, a discapito di altri, non è dato a sapere. Così, non si comprende perché a viale Trastevere si continui a negare una procedura concorsuale riservata ai docenti della scuola dell’infanzia e primaria. Perché è stato organizzato dallo stesso dicastero solo per la scuola secondaria di primo e secondo grado? A chiedere conto è ora l’Anief, con un emendamento specifico al testo del Decreto Legge n. 22, che da domani passerà all’esame della VII commissione del Senato. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Il concorso riservato al personale, che ha meritato sul campo di essere assunto in ruolo, non può essere bandito un ciclo sì, un ciclo no. Gli insegnanti sono tutti uguali, hanno gli stessi doveri ma anche i medesimi diritti”.Quale logica c’è quando a subire un trattamento da “paria” sono sempre gli stessi docenti? Stiamo parlando dei precari della scuola dell’infanzia e primaria. I primi, ad esempio, sono stati gli unici esclusi, tra il corpo insegnante della scuola pubblica, dal piano di potenziamento previsto dalla Legge 107/15 voluta dal Pd. Assieme a quelli della primaria sono stati anche gli unici a dover combattere, da tempo immemore, per vedersi garantita la stabilizzazione attraverso la permanenza nelle GaE, contro la quale si sono poste le discutibilissime posizioni dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che hanno determinato l’assurdità dei licenziamenti di oltre 7 mila maestri già assunti con tanto di anno di prova superato. A parziale difesa dei docenti estromessi dalla stabilizzazione, quest’anno è arrivata l’attuazione del Decreto Legge n. 126/2019, convertito in legge n. 159/2019, che ha introdotto, per salvaguardare almeno la continuità degli alunni, la trasformazione dei contratti originari in contratti a tempo determinato con scadenza 30 giugno 2020.

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Dirigenti scolastici: Webinar interattivo: Esami di Stato e presidenti di commissione

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Il webinar avrà luogo il 18 maggio, dalle ore 15 alle ore 17.30. Il 17 giugno è prossimo, gli esami sono sempre più vicini. La Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha ribadito fino a qualche giorno fa la volontà di voler organizzare in presenza l’esame. Decisione che lascia molte perplessità soprattutto tra i dirigenti scolastici primi attori a dover garantire la sicurezza per lo svolgimento degli esami.
“La sicurezza è tra le priorità’ di Udir; dagli edifici “non in sicurezza” alla tutela della salute del personale e degli studenti. L’esame dovrebbe prevedere il colloquio per 5 candidati in una giornata. Più i docenti interni e il presidente, più due testimoni. Ciò significherà un massimo di 10 persone presenti nella stanza. Quest’ultima, di conseguenza, dovrà avere una capienza tale da consentire il distanziamento sociale adeguato in modo che gli studenti, non debbano tenere, per tutta la durata dell’esame, la mascherina. Bisogna valutare il modus operandi nel rispetto del diritto alla salute e all’istruzione. Qualora non ci siano le condizioni, sarebbe opportuno valutare lo svolgimento degli esami on line, al fine di non mettere a repentaglio la salute degli studenti e dei docenti”.
Udir, in collaborazione con l’ente di formazione Eurosofia, ente accreditato dal Miur, prosegue con i webinar dedicati alla sicurezza.
È stata chiesta una modifica per l’Attribuzione del punteggio dell’Esame di Stato: nello specifico, il sindacato aveva chiesto, al comma 4, alla lettera c), di aggiungere il seguente periodo: “fermo restando l’attribuzione del punteggio previsto per le prove scritte al credito scolastico e l’innalzamento del limite massimo di 20 punti per il colloquio”.Udir, infatti, è del parere che la straordinaria formulazione dell’Esame di Stato senza le prove scritte imponga una redistribuzione del punteggio ai fini dell’attribuzione del voto finale. Così facendo si vuole valorizzare l’apprendimento scolastico nell’insieme del percorso formativo.

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Udir chiede revisione dei criteri di accorpamento delle scuole e nuove norme di mobilità

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Il sindacato dei dirigenti scolastici Udir ribadisce il proprio impegno e volontà di risoluzione del problema che coinvolge tantissimi dd.ss. anche neo assunti, in particolare della Campania e del Sud ma non solo, di poter tornare a casa, dai propri affetti, nella propria regione di residenza, senza più spese per soggiorni e viaggi, vedendo decurtato il proprio stipendio di oltre 12.000 euro all’anno. Questi dirigenti scolastici sono costretti, alcuni già da 5 anni, altri per i prossimi a venire, a rimanere in sedi di servizio lontane dalla propria residenza, senza dimenticare coloro i quali attendono il trasferimento all’interno della propria regioneAllo stato attuale molti sono impossibilitati a rientrare nella propria casa e vicino ai propri cari a causa di farraginosi e obsoleti meccanismi burocratici pertanto Udir chiede che:
· a partire dall’anno scolastico 2020/2021, sia creato un piano di mobilità straordinaria su tutte le sedi disponibili prima delle nuove immissioni in ruolo;
· abolizione della necessità del “nulla osta” da parte dell’USR di servizio in deroga all’art. 9 comma 4 del CCNL Area V del 15/07/2010), condizione peraltro applicata in maniera del tutto arbitraria dai vari USR;
· abolizione del tetto del 30% dei posti messi a mobilità interregionale in deroga all’art. 9 comma 4 del CCNL Area V del 15/07/2010;
· creazione di un’unica graduatoria di aspiranti a mobilità, applicando una specifica tabella di titoli tenendo conto anche delle esigenze familiari e professionali, dando valore dall’anzianità di servizio e partecipazione a concorsi pubblici; condizione oggettiva mai applicata finora;
· inclusione nell’elenco delle sedi utilizzabili per mobilità anche delle sedi resesi disponibili per utilizzazione, distacco o comando, con incarico pluriennale, dei Dirigenti Scolastici presso Enti, Pubbliche Amministrazioni, USR.
Nel chiedere meccanismi efficaci di mobilità, il giovane sindacato chiede anche di applicare una revisione dei parametri di sottodimensionamento delle istituzioni scolastiche che ha determinato negli anni un inevitabile peggioramento della qualità del servizio formativo offerto all’utenza scolastica.
L’attuale meccanismo di accorpamento è in forte contraddizione con la prospettiva di fare fronte nel medio e lungo termine ad una pressante esigenza di presenza di una guida e un indirizzo territoriale delle Scuole tramite i Dirigenti Scolastici e Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi. Gli attuali criteri di accorpamento si presentano come una babele di numeri e di parametri che provocano e continueranno a provocare scuole senza Dirigenti e DSGA, sempre più frazionate, senza più una linea, un indirizzo socio culturale, con una perdita del senso di appartenenza, rompendo il nesso autonomia-dirigenza che era alla base della L. 59/97 e del Regolamento per l’autonomia per come, invano oramai, delineato dal DPR 275/99.Il fenomeno della “reggenza” ha finito poi col diventare non più un fatto straordinario, in carenza di Dirigenti “di ruolo”, ma una categoria particolare per istituti sottodimensionati, che conservano la loro “autonomia precaria” ma guidati in modo insufficiente e diretti da dd.ss. già titolari altrove, poco pagati, e peraltro oberati all’eccesso di adempimenti e responsabilità già nella scuola di titolarità. Nel formulare tali richieste UDIR ribadisce la necessità di una decisa riorganizzazione territoriale del sistema scolastico e la necessità di nuove e ulteriori risorse finalizzate ad una maggiore efficacia ed efficienza delle Istituzioni Scolastiche chiamate a compiti nuovi e certamente non facili sia per il presente e ancor più per il futuro.

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Risoluzione in Vigilanza Rai per aumento offerta didattica

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

“Mentre è stata decretata la conclusione dell’anno scolastico, confermando la proroga della didattica a distanza anche nella cosiddetta “fase 2” dell’emergenza da Coronavirus, l’Istat ha pubblicato un preoccupante report sull’accesso dei giovani alla tecnologia: sono pochi o pari a zero gli strumenti informatici, così come le competenze digitali. Per colmare le differenze in tema di accessibilità alla rete e, più, in generale, di supporto per le famiglie un importante ruolo deve essere assunto dalla Rai, quale società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo. Abbiamo presentato una risoluzione per garantire che la Rai riservi ai contenuti dedicati alla formazione e alla didattica un apposito canale in modo da rendere maggiormente organica e di migliore fruizione l’offerta, tramite il rafforzamento di Rai Scuola, con particolare riferimento allo sviluppo di contenuti didattici anche per le classi primarie, e che venga promossa una campagna informativa per mettere a conoscenza l’utenza della presenza di questi canali e di queste produzioni. Va, inoltre, rafforzato il raccordo fra le istituzioni culturali e scientifiche, fra gli enti di formazione dei docenti, e la Rai per sincronizzare i contenuti alla fruizione televisiva, così come va rafforzato il ruolo di Raiplay, favorendo un raccordo con risorse interne dell’archivio Rai e le risorse esterne, così da creare una vera e propria “Raiflix”. Infine, dato il ruolo rilevante che ha la cultura nella nazione, chiediamo che la Rai produca contenuti televisivi e multimediali dedicati al teatro, alla danza, allo spettacolo dal vivo, allo spettacolo viaggiante, alla musica, ai concerti, supportando la realizzazione di spettacoli ed eventi da poter rendere disponibili sulla piattaforma Raiplay.” Così in una nota i parlamentari di Fratelli d’Italia commissari di Vigilanza Rai, Federico Mollicone e Daniela Santanchè.

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Diritto all’istruzione: ripartire dalle scuole paritarie

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Il diritto/dovere di istruzione/insegnamento è, tra i diritti sospesi o limitati a causa del nuovo coronavirus, quello che rischia di avere un ripristino più dilazionato nel tempo. I mezzi a disposizione per convertire le scuole a un nuovo ordine che garantisca sicurezza sanitaria e pieno esercizio del diritto e le difficoltà intrinseche al distanziamento dei bambini più piccoli rischiano di essere un vero rompicapo per il Governo, che non a caso sulla scuola non ha ancora annunciato nessun segnale di riapertura.”In questo drammatico contesto – scrivono Anna Monia Alfieri e Carlo Amenta nel Focus “Proposta: una scuola per tutti” (PDF) – la crisi economica derivante dalla pandemia rischia di provocare la fuga delle famiglie dalle scuole paritarie a quelle pubbliche, per evidenti minori costi da affrontare. Questo sarebbe un problema non solo per le scuole paritarie come parte integrante del sistema scolastico, ma anche considerando che, specie in questo momento di scarsità di risorse del sistema scolastico pubblico, le scuole paritarie potrebbero fornire, con i loro spazi e le loro risorse, un forte aiuto e supporto in ottica sussidiaria. Meno scuole pubbliche paritarie non vuol dire solo più studenti che passano alle scuole pubbliche statali, con i problemi di ordine sanitario e economico già visti. Ma vuol dire anche sottrarre il principale fornitore sussidiario del servizio scolastico che, proprio ora, potrebbe rivelarsi quanto mai prezioso.”
Analizzando i costi attuali a carico della spesa pubblica delle scuole paritarie e il costo stimato a causa di un loro abbandono, gli autori propongono che “tra gli interventi di ordine economico che la politica sta predisponendo in ogni settore e sostanzialmente per ciascuna categoria di lavoratori, servizi, imprese e famiglie, vi sia anche un intervento a favore delle famiglie degli studenti delle scuole paritarie nelle forme e nel quantum che saranno giudicate più opportune (es. detrazione, voucher o deduzione). A titolo di esempio, ipotizzando un contributo pari alla metà del costo medio per studente, come identificato dal MIUR, per la platea di studenti prima menzionata (33 percento), comporterebbe un costo per lo Stato di 2,4 miliardi che si confronterebbero con un costo, nell’ipotesi di passaggio alla scuola statale, di almeno 4,9 miliardi. Alternativamente, si potrebbero adottare i costi standard che comporterebbero una riduzione di circa 270 milioni di euro rispetto ai costi medi del MIUR. Questo contributo sostituirebbe gli attuali contributi diretti e indiretti, valevoli per 651 milioni, comportando così un costo aggiuntivo per lo Stato di 1,78 miliardi di euro, a fronte di un extracosto stimato molto, molto più alto.”È evidente che le risorse indicate non sono modeste e di certo non è facile trovare, in questo momento in cui diversi attori hanno bisogno di aiuto, lo spazio fiscale necessario anche per questo settore. Troppo spesso però ci perdiamo nella dicotomia pubblico/privato senza renderci conto che, in molti casi, si tratta solo di due elementi cardine di un unico sistema che mira a soddisfare bisogni e necessità spesso di primaria importanza. Difficilmente il sistema dell’istruzione potrà assolvere ai propri compiti, di fondamentale importanza per lo sviluppo del Paese, senza che i soggetti privati siano messi in condizione di superare questa crisi e continuare nel loro faticoso, incessante ma necessario lavoro.

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Abbigliamento: Giorgia & Johns introduce la formula del franchising online in “conto vendita”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Il COVID-19 ha stravolto ogni ideale, ci ha dimostrato chiaramente che anche un negoziante con un’esperienza ventennale alle spalle può ritrovarsi all’improvviso e senza alcun preavviso a ripartire da zero. Ormai avere un negozio di abbigliamento e gestirlo è diventata una professione per pochi, e in ottica della Fase 2 riaprire è sicuramente un evento positivo.Ovviamente ci si può trovare davanti numerose difficoltà, una delle quali è legata alla merce invenduta. Ed è in questo momento così delicato, in cui i piccoli negozi rischiano la chiusura, si rafforza fortemente l’idea che bisogna creare partnership con aziende specializzate nel retail.
“Il conto vendita non conosce crisi”, commenta Gennaro Abbagnano, Retail Manager del noto brand di abbigliamento Giorgia & Johns.“Per questo motivo che già da qualche anno ci stiamo specializzando sul Franchising in “Conto Vendita” che garantisce ai nostri affiliati la possibilità di rendere la merce invenduta evitando il rischio di ritrovarsi a pagare merce che non potranno vendere perché obsoleta, non avendo al contempo la capacità di sostenere altri acquisti” continua Abbagnano.Come abitudine del gruppo, e grazie all’attenzione che da sempre pone al mercato, il brand dell’abbigliamento sta approfittando di questo momento per migliorare l’aspetto digitale intraprendendo nuovi meccanismi di vendita che a breve saranno a supporto dei loro affiliati.Ogni affiliato di Giorgia & Johns avrà infatti il proprio negozio in franchising on-line: “questo ci permetterà di ampliare la nostra rete di vendita e allo stesso tempo di far vivere ai clienti finali esperienze d’acquisto che prevedono l’interazione tra online ed offline” dice ancora Abbagnano.
Durante questi mesi il tempo trascorso sui social è aumentato di circa il 30% e questo non solo ha solo rafforzato il rapporto del brand dell’abbigliamento con tutti i clienti, permettendo di ampliare la visibilità del brand, con l’opportunità di sperimentare nuove opportunità di business vantaggiose.“In Giorgia & Johns ci aspettiamo una ripartenza rapida anche grazie alla crescita continua del nostro personale, da sempre formato alla vendita assistita, punto di forza che ha messo sempre la cliente al centro dell’attenzione” conclude il Retail Manager. fonte: http://www.giorgiaejohns.it.

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Lazio: Famiglie e imprese a rischio usura

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

“E’ nei momenti più difficili che aumenta la vulnerabilità delle famiglie e delle imprese, soprattutto quelle più piccole. L’usura da sempre rappresenta per la Regione Lazio un tema che impone la massima attenzione, al fine di limitare le possibilità di azione delle mafie e delle organizzazioni criminali.Ed è proprio per questa ragione che accolgo positivamente la costituzione da parte dell’amministrazione regionale di un fondo di 400.000€, che permetterà alle famiglie ed alle aziende del nostro territorio di ottenere contribuiti fino a 3.000€ attraverso le associazioni e le fondazioni antiusura iscritte all’Albo regionale e presso il Mef.Interventi di questo tipo necessitano di velocità nell’erogazione; come affermato dal presidente Nicola Zingaretti, anche questa volta, ci impegniamo per dare a tutti risposte rapide. La battaglia contro il coronavirus comprende anche la lotta al sovraindebitamento, faremo in modo che questa crisi non travolga i cittadini e le cittadine del Lazio; la criminalità, come sempre, non deve trovare nessuno spazio vuoto dove infilarsi, ancor di più in questa fase”. Così in una nota la consigliera regionale del Lazio Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti.

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“Il coronavirus non fermerà la cultura”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

“Il coronavirus non fermerà la cultura”. È il commento del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, alla notizia dell’assegnazione dell’European Heritage Awards/Europa Nostra Awards 2020 per il restauro della Basilica di Collemaggio. “Questo premio non è solamente un’importante attestazione per la città e il lavoro svolto per il recupero di uno dei luoghi identitari della comunità aquilana ma, soprattutto, è un’ulteriore testimonianza del virtuoso percorso emancipatore che la città ha intrapreso dopo il sisma del 2009. – spiega il primo cittadino – La rinascita culturale è uno dei principi cardine su cui L’Aquila ha fondato la sua ripresa e su cui l’amministrazione intende continuare ad affidarsi in futuro, nel rispetto delle nuove regole e forme di fruizione imposte a seguito della diffusione del Covid-19”. Sul riconoscimento della Commissione Europea e di Europa Nostra, il sindaco Biondi ha sottolineato come la Basilica di Collemaggio sia “un simbolo dell’Aquila e intrinsecamente legata alla Perdonanza Celestiniana, dichiarata a dicembre scorso Patrimonio immateriale dell’Unesco. Una ricchezza impreziosita dall’attiguo Parco del Sole, uno straordinario polmone verde che fa da cornice all’Amphisculpture, l’opera di land art realizzata dall’artista americana Beverly Pepper, purtroppo recentemente scomparsa, che nei dettagli richiama proprio la Basilica e la sua pavimentazione”. “Una vittoria – conclude il sindaco – che certifica la qualità del percorso inter istituzionale attuato per il recupero di Collemaggio, di cui sono stati protagonisti Comune, Soprintendenza, l’Università dell’Aquila, La Sapienza di Roma e il Politecnico di Milano ed Eni che ha finanziato i lavori di ricostruzione e restauro”.

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Microsoft annuncia un piano di investimenti da 1,5 miliardi di dollari

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Microsoft Corp. presenta oggi un piano quinquennale di investimenti per l’Italia del valore di 1,5 miliardi di dollari, confermando il proprio impegno a supportare l’innovazione e la crescita del Paese, annunciando anche l’intento di avviare la prima Regione Data Center di Microsoft in Italia, a Milano. Capitalizzando ed estendendo il progetto di ecosistema “Ambizione Italia“ lanciato nel 2018, il nuovo piano di investimenti “Ambizione Italia #DigitalRestart” creerà nuove opportunità per far crescere persone e organizzazioni e supportare lo sviluppo economico. Microsoft permetterà alle aziende di accedere a servizi Cloud locali, grazie anche alla rinnovata partnership con Poste Italiane, offrirà programmi di formazione digitale e supporto allo smart working, aiuterà le imprese nella fase di ripartenza offrendo loro l’accesso ai laboratori “AI Hub” e a programmi appositamente pensati per le PMI. Sosterrà inoltre il Paese lanciando una Alleanza per la Sostenibilità per creare un ecosistema di open innovation sui temi green.L’annuncio di oggi conferma l’impegno di Microsoft in Italia, con più di 35 anni di storia nel Paese e una rete di oltre 10.000 partner e 350.000 professionisti. Il piano segna un importante passo verso la distribuzione dei servizi cloud di livello enterprise su scala globale, per un totale di 61 Regioni annunciate, con Microsoft Azure disponibile in oltre 140 Paesi. “L’Italia si conferma ancora una volta un polo favorevole all’attrazione di investimenti, di innovazione e sviluppo. L’annuncio del progetto Digital Restart di Microsoft, con un investimento di 1,4 miliardi di euro per la creazione di un importante data center in Italia, è un’ulteriore spinta alla trasformazione digitale del nostro Paese. Il progetto di Microsoft coglie le sfide dell’innovazione digitale e dello sviluppo “verde”, obiettivi prioritari della nostra azione di rilancio dell’economia del Paese. In queste settimane le imprese e le pubbliche amministrazioni hanno fatto un ricorso massiccio allo smart-working, riuscendo anche ad accelerarne la diffusione. Il piano di Microsoft, con servizi cloud e programmi digitali per lo smart-working dedicati alle piccole e medie imprese, potrà senz’altro aiutare l’Italia a procedere ancora più rapidamente in questa direzione. Di assoluto rilievo è anche la nuova Sustainability Alliance che Microsoft intende stipulare sul territorio. Essa contribuirà a sostenere il Green New Deal nazionale, favorendo lo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione sostenibile”, ha commentato Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri.
“Dobbiamo indirizzare il Paese verso la trasformazione digitale e tecnologica attraverso tre sfide, che riguardano la digitalizzazione, l’innovazione e lo sviluppo etico e sostenibile”, è il commento del Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano. “Le tecnologie legate all’Intelligenza Artificiale sono una vera e propria rivoluzione che abbiamo a portata di mano e su cui, come Paese, non solo non dobbiamo restare indietro, ma abbiamo il dovere di investire e giocare un ruolo da protagonisti. Significa progettare, sviluppare e sperimentare soluzioni di Intelligenza Artificiale, applicarle ai procedimenti amministrativi e ai processi produttivi, per poterne valutare l’impatto e le ricadute”.La partnership strategica con Poste Italiane e la nuova Regione Data Center in Italia. Per supportare ulteriormente l’adozione delle tecnologie Cloud, Poste Italiane e Microsoft rinnovano la propria partnership per promuovere l’innovazione tra sviluppatori, startup, grandi aziende e pubblica amministrazione. Le due aziende lanceranno un piano congiunto per sviluppare una nuova serie di servizi cloud per soddisfare le esigenze digitali emergenti delle aziende italiane e del settore pubblico, tra cui un progetto di digital skilling per i dipendenti stessi di Poste Italiane e un’iniziativa congiunta per la formazione nel Paese. Facendo leva sulle tecnologie Microsoft, Poste Italiane accelererà inoltre il processo di trasformazione digitale a supporto della propria crescita sostenibile.

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Stati Uniti d’Europa. Mes: prima di parlare attivare il cervello

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Ci riferiamo alle polemiche relative al Mes, il Meccanismo europeo di Stabilità, per l’attivazione del quale era stata paventata la Troika, una missione di controllo, l’aggiustamento macroeconomico, la Grecia, la povertà, le condizioni capestro, ecc. Nulla di tutto questo, come chiarito dalla Commissione europea. Dal Mes possono arrivare 36 miliardi che ci servono come il pane. Dovranno essere utilizzati per la sanità, direttamente e indirettamente, per l’emergenza da Coronavirus. E’ un prestito e come tale dovrà essere restituito, ma le condizioni sono vantaggiose: l’interesse si avvicina allo zero!Per capire: se abbiamo bisogno di un prestito, un mutuo, e una banca A ci chiede un tasso di interesse dello 0,3%, mentre la banca B ci chiede un interesse dell’1,8%, quale banca sceglieremmo? La banca A, diremmo in coro.C’è qualcuno, al governo come all’opposizione, che paventava l’ipotesi di prestiti, ovvero acquisti di titoli pubblici, perenni, cioè mai restituibili e a tasso zero. Costoro dovrebbero tornare sui banchi di scuola, quelli della prima elementare però, e farsi spiegare la differenza tra la lettera A e B.In verità, la polemica è partitica, vale a dire che alcune formazioni politiche da sempre osteggiano l’Europa.A costoro, rivolgiamo la domanda da prima elementare: premesso che il valore delle nostre esportazioni in Europa vale 311 miliardi di euro, mentre quella verso la Cina vale 13 miliardi e quelle verso la Russia vale 8 miliardi, chi terresti più stretta: l’Europa, la Cina o la Russia?
Qualcuno dice, e diceva, la Cina (Di Maio) e la Russia (Salvini).Alla mente sovviene Alessandro Manzoni che, ne “I Promessi Sposi”, nel capitolo che descrive la peste a Milano nel 1630, scriveva: “Si potrebbe però, tanto nelle cose piccole, come nelle grandi, evitare, in gran parte, quel corso così lungo e così storto, prendendo il metodo proposto da tanto tempo, d’osservare, ascoltare, paragonare, pensare, prima di parlare.” Vale per molti dei nostri governanti, passati e presenti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Xiaomi, leader mondiale nella tecnologia, continua a crescere

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Lo conferma l’ultimo rapporto Canalys (Q1 2020)* secondo il quale l’azienda è riuscita a conquistare il terzo gradino del podio della classifica dei top vendor in Italia per smartphone distribuiti nel primo trimestre del 2020.Nonostante sia sbarcata ufficialmente nel Bel Paese meno di due anni fa, Xiaomi ha guadagnato una quota di mercato pari al 16%, registrando una crescita su base annua del +306%.“Questo traguardo è per noi motivo di grande orgoglio, nonché un’ulteriore dimostrazione dell’impegno e della costanza con cui operiamo per mantenere la promessa fatte. È anche e soprattutto la fiducia dimostrata dai nostri fan che ci ha permesso di raggiungere un simile risultato e che ci stimola ogni giorno a puntare ancora più in alto” – ha affermato Leonardo Liu, General Manager di Xiaomi Italia.Xiaomi è riuscita a confermare il suo trend positivo non solo in Italia, ma anche in Europa. Il rapporto Canalys mostra infatti l’espansione della società sia in Europa centrale che in Europa occidentale, dove rispettivamente detiene il 14% e 10% di quote mercato, con una rispettiva crescita del +58% e +79% rispetto al 2019.Inoltre, nonostante la pandemia causata da Coronavirus abbia messo a dura prova anche questo mercato, i dati** Canalys confermano che a livello globale Xiaomi mantiene salda la 4° posizione con l’11,1% di market share.In un contesto in cui le spedizioni globali di smartphone, pari a 272 milioni di unità, hanno subìto un decremento del 13% rispetto all’anno precedente, le spedizioni di smartphone Xiaomi a livello globale nel primo trimestre del 2020 hanno raggiunto le 30,2 milioni di unità, rispetto alle 27,8 milioni spedite l’anno precedente nello stesso periodo.

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Il Fintech europeo fa sistema

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Modefinance – società FinTech che sviluppa soluzioni di Intelligenza Artificiale (IA) per la valutazione e la gestione del rischio di credito – in partnership con AInfinity – società FinTech londinese che sviluppa sistemi di IA e di sentiment analysis – lancia un nuovo servizio che va a integrare le tecnologie di Intelligenza Artificiale con analisi del sentiment e di alternative data all’interno della piattaforma proprietaria RaaS (Rating-as-a-Service), per ridurre ulteriormente i tempi di analisi del rischio (esecuzione in pochi minuti e automazione del processo del 97%) a vantaggio di istituti finanziari, banche e fondi di investimento. La partnership tra le due Fintech è un passaggio naturale dato dalla capacità di entrambe di creare strumenti di Intelligenza Artificiale in grado di aiutare, soprattutto in questo anomalo momento di mercato, l’ecosistema finanziario nella gestione del rischio.In particolare, la piattaforma RaaS di modefinance adotterà le analisi qualitative della soluzione Alivecore360 di AInfinity e le combinerà con l’attuale sistema di valutazione quantitativa del credito e specifici KPI (ad esempio, confronto tra settori e industrie, modelli previsionali specifici, ecc.), implementando così un processo decisionale molto più rapido. Alivecore360 di AInfinity è un modello avanzato di IA che combina social media, notizie web, agenzie di stampa e informazioni provenienti da milioni di dati testuali non strutturati, per una sentiment analysis con copertura globale e real time.L’integrazione di Alivecore360 in RaaS sarà quindi in grado di offrire una valutazione del rischio di credito a 360° e in tempo reale. Il prodotto di output combinato, una piattaforma intelligente di nowcasting (la capacità di effettuare previsioni a brevissimo termine), supporterà le istituzioni finanziarie nell’individuare rischi di credito e/o di portafoglio, opportunità e sentiment di mercato relativo ad aziende target in tempi rapidissimi, grazie a una gamma molto più ampia di metodologie qualitative e quantitative e di fonti di informazioni da cui poter attingere.La soluzione RaaS di modefinance offre le funzionalità e i servizi di un’agenzia di rating in una piattaforma web modulare a supporto della valutazione del rischio di contoparte e di gestione del portafoglio investimenti, dedicata a istituzioni finanziarie, fondi di investimento, aziende Fintech e corporate. Grazie all’applicazione di avanzate tecnologie di data science e artificial intelligence, la piattaforma permette già oggi di prevedere e prevenire situazioni di rischio economico-finanziario degli operatori economici, tramite valutazioni immediate e automatizzazione delle procedure. La nuova soluzione realizzata in partnership con AInfinity permetterà a modefinance di ampliare l’offerta di analisi e di gestione del rischio di RaaS e di ridurre ulteriormente i tempi di esecuzione.
Al giorno d’oggi, la mole di dati disponibili cresce di continuo a una velocità esponenziale e gli stessi dati sono, sempre di più, di difficile analisi e aggregazione, specialmente in campo finanziario. Una delle maggiori sfide per i mercati e per le istituzioni finanziarie è quella di ottenere ed estrarre informazioni utili sia quantitative (finanziarie, Profit&Loss, cashflow, credit score, rating, ecc.) sia qualitative (dati non strutturati, news feed, ecc.), ovvero passare dai Big Data agli Smart Data. In un mondo in continua evoluzione, poter prendere le migliori decisioni in tempi rapidi è fondamentale e l’analisi istantanea dei dati consente di ottenere un reale vantaggio competitivo. Il tempo rappresenta una variabile di importanza vitale per cogliere al meglio rischi e opportunità.Un recente report di Morgan Stanley mostra come il nowcasting (la capacità di effettuare previsioni a brevissimo termine) sostituirà le previsioni tradizionali, grazie all’uso efficace che questi modelli fanno di un set di dati non strutturati per misurazioni dirette (es. panieri di prodotti utilizzati per la stima dell’inflazione), dove il nowcasting mostra un significativo vantaggio rispetto alle analisi tradizionali. Nella crisi Covid-19, ad esempio, il nowcasting aveva individuato, già giorni prima che la pandemia toccasse i paesi occidentali, molti segnali di allarme e una alta probabilità che il virus avrebbe danneggiato l’intera catena di approvvigionamento cinese. Il mercato in generale non è stato in grado di rispondere tempestivamente e tantissime aziende a livello globale hanno aumentato il loro livello di rischio. A oggi si stanno utilizzando sistemi di base per una analisi del rischio e per simulare stress-test previsionali. Una soluzione come quella proposta da modefinance e AInfinity potrà certamente rendere queste analisi molto più efficaci e tempestive.

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Italia-Cina: cooperare per tornare a crescere

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Prima che scoppiasse l’emergenza Covid-19, Italia e Cina avevano già intrapreso un percorso molto importante di collaborazione. La cosiddetta ‘Nuova via della Seta’ voluta nel 2013 dal Presidente cinese, Xi Jinping, a fine 2019 stava vedendo un’accelerata nella visita di Luigi Di Maio, volato a Shanghai per partecipare alla China International Import Expo da ministro degli Esteri competente anche per il commercio internazionale. Si erano definiti ulteriori importanti aspetti di questa collaborazione che vuole mirare ad incrementare il commercio e lo scambio del mercato tra Cina ed Europa, quindi anche Italia.Nella prima metà del 2019, secondo l’Istat, c’è stato un aumento dello 0,3% delle esportazioni dall’Italia verso la Cina e le importazioni sono salite del 6,4%.Insomma, poco prima del disastro da Covid-19, tutto sembrava concretizzare rapporti molto più stretti su vari fronti.La Cina ha vissuto per prima il dolore, la paura e la morte che questo virus ha portato a tutto il mondo.Il dolore, la paura e la malattia, fanno spesso perdere il lume della ragione o fanno agire quanto meno d’istinto, buttando all’aria quella razionalità e quella freddezza che aiutano ad affrontare situazioni difficili come questa.È una crisi non solo sanitaria ma anche economica planetaria, che mette in ginocchio lavoratori e datori di lavoro che vedono, in molti casi, i sacrifici di una vita, dissolti a causa di un fantasma sconosciuto. Comprensibili la rabbia, la tristezza, la paura di non poter ricominciare una vita normale, di non poter recuperare lavoro, denaro, futuro. Ma è fondamentale, a maggior ragione in questi casi, mantenere la calma e organizzare ciò che si può organizzare, capire fin dove si può capire, dimenticare il passato che fa male, per quanto possibile.Pensare al futuro è ciò che aiuta a vivere meglio anche momenti difficili.Il Covid-19 non ha di certo portato la distruzione anche nell’amicizia tra Cina e Italia che, anche in questo periodo così difficile, si è forse addirittura rafforzata.La compassione che provavamo per i cinesi ammalati, per i morti da coronavirus, è diventata poi condivisione.Siamo diventati un Paese solo, poi tutti insieme, il mondo intero, è diventato uno stesso paziente o uno stesso potenziale untore. Tutti a cercare politiche strategiche contro un nemico unico. Abbiamo capito sulla nostra pelle cosa significasse soffrire e morire per un nuovo virus, in una nuova ed inedita guerra senza le giuste e necessarie armi pronte. Ci siamo sentiti più vicini.Quando poi è toccato all’Italia e all’Europa, sono state due milioni le mascherine chirurgiche donate dalla Cina, insieme a 200 mila mascherine N95, 50 mila kit e che l’Unione Europea ha poi messo in parte a disposizione del sistema sanitario italiano. Il tutto tramite il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC), il fulcro del meccanismo di protezione civile dell’UE.Nel mese di marzo era anche arrivato nel nostro Paese un team di medici e ricercatori della Croce Rossa cinese che hanno valutato la situazione accanto ai nostri medici. E non manca tuttora l’aiuto tramite videoconferenze tra medici italiani e medici di Wuhan.Gli italiani, insomma, si sono affezionati di più alla Cina in questa condivisione di emergenza e guardano ad essa con maggiore fiducia rispetto al passato.Nel frattempo Fondazione Italia Cina, Camera di Commercio Italo Cinese e Associazione Italiana Commercio Estero guardano alla partecipazione delle aziende italiane alla terza edizione della ‘China International Import Expo’ di Shanghai, che si terrà a novembre.La terribile esperienza del COVID-19 deve far capire a tutti che solo insieme, con cooperazione, mutuo aiuto, solidarietà ma anche con molta razionalità, si può pensare di tornare a crescere. Non è il momento delle polemiche, non serve andare contro ma è fondamentale andare in-contro all’altro.Cina e Italia, insieme, ce lo stanno dimostrando.(Donatella Briganti in abstract)

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Agenzie di rating, mercati e stabilità finanziaria

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista. Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nel meeting di primavera del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, tenutosi per via telematica, ha affermato che senza liquidità e sostegno alle imprese, alle famiglie e ai lavoratori, il mondo rischia un default di massa. Non solo l’Italia, quindi. E ha aggiunto che “poiché la crisi è globale, la risposta deve essere globale”. E’ necessario, perciò, preservare la “funzionalità dei mercati finanziari e la stabilità del sistema finanziario”.
Non è la prima volta che le istituzioni italiane e i loro massimi rappresentanti si distinguono per chiarezza e lungimiranza in contesti e incontri internazionali. La puntualizzazione sull’aspetto finanziario merita, però, qualche riflessione aggiuntiva. Non per sminuire la gravità della situazione economica italiana, ma per meglio contestualizzarla nella ben più complessa e difficile situazione globale.
Per prima cosa intendiamo evidenziare l’importanza e le rilevanti ripercussioni della decisione della Banca centrale europea di “mettere fuori gioco” le agenzie di rating. Fino a qualche giorno prima, la Bce, sulla base di un singolare regolamento, accettava in garanzia da parte degli Stati membri soltanto titoli e obbligazioni con la pagella della tripla A fornita dalle agenzie di rating. Oggi la Bce si è “liberata” da questo obbligo e intende acquistare qualsiasi titolo pubblico, anche quelli sotto il rating BBB-, cioè “junk”, i cosiddetti titoli spazzatura. La mossa ha, tra l’altro, neutralizzato le solite superficiali valutazioni di rating nei confronti dell’Italia e di altri Paesi. Rating che solitamente abbassano la fiducia nei titoli dei debiti pubblici e che fanno aumentare i tassi di interesse da pagare. Ci auguriamo che questa decisione della Bce non valga solo fino a settembre 2021 ma che sia definitiva e che metta dette agenzie fuori dalla porta.
Si tenga presente che le tre sorelle del rating, Standard& Poor’s, Moody’s e Fitch, da anni non hanno più voce in capitolo negli Usa. Non si permettono più di esternare valutazioni critiche sui titoli di stato americani. Già ci fu un sonoro ceffone da Obama, adesso Trump sicuramente le “deporterebbe su un’isola deserta”, se osassero commentare negativamente l’andamento dell’economia americana. In Italia e in Europa, purtroppo, sono ancora le benvenute.
Forse è sfuggito agli autorevoli commentatori italiani il film-documentario “Inside Job” recentemente trasmesso nel programma “Atlantide” de La7. Esso evidenzia in modo efficace le storture finanziarie sistemiche, le perversioni della speculazione, il ruolo dei derivati e l’interessata complicità delle agenzie di rating nel provocare la Grande Crisi del 2008. Il documentario è basato sui dati raccolti dalla Commissione del Senato americano: “Wall Street and the financial crisis: Anatomy of a financial collapse”. Fonte, tra le più autorevoli, spesso citata nei nostri articoli.
Un’altra riflessione merita di essere fatta sul ruolo presente e futuro del mercato. Si pensi al petrolio e ai suoi andamenti di borsa. Nei giorni passati si è assistito, attoniti e in silenzio, a un fatto storico gravissimo e senza precedenti: i contratti future sul petrolio venduti a un prezzo negativo! Il che significa che chi vendeva petrolio ha dovuto pagare per farlo comprare. Il petrolio pompato sarebbe stato così tanto che, sia per gli altissimi costi di stoccaggio sia per la mancanza di spazio per conservarlo, le compagnie petrolifere hanno o avrebbero dovuto pagare i loro clienti per prenderlo. Pura pazzia. Frutto di speculazioni finanziarie e di irresponsabili “giochi geopolitici globali” in un momento economicamente già molto pericoloso.
Occorre sapere che la stragrande maggioranza dei contratti future sono solo virtuali e speculativi, non prevedono cioè alcuna vera compravendita di greggio o di altre materie prime o di generi alimentari e, quindi, nessun loro passaggio fisico dal venditore al compratore. E’ evidente che non c’è alcun vantaggio per l’economia e neanche per la formazione del cosiddetto giusto prezzo di mercato. La crisi odierna, per fortuna, sta facendo apprezzare il ruolo dell’economia reale e dello Stato. Non servono perciò straordinarie e complicate regole. Basterebbe imporne una: chi va sul mercato per qualsiasi business deve impegnarsi a portarlo a termine fisicamente. I veri operatori si comportano così. Per scoraggiare gli altri, cioè coloro che, invece, intendono soltanto lucrare sulla differenza di prezzo, dovrebbe essere loro imposto un significativo deposito di garanzia.
Lo stesso, ovviamente, dovrebbe essere fatto per tutte le operazioni finanziarie allo scoperto. Per esempio, vendere virtualmente un titolo qualsiasi per poi ricomprarlo a una certa scadenza, o viceversa. La finanza speculativa ha sempre giustificato simili operazioni come il toccasana dell’equilibrio di mercato. Non è così. La pandemia e il conseguente lockdown produttivo ci hanno insegnato empiricamente che contano le produzioni, i beni, e non le speculazioni. Queste ultime, così come i derivati otc, si basano anche su un’elevata leva finanziaria, cioè quel sistema che può generare enormi masse finanziarie sulla base di un piccolo capitale realmente a disposizione. In alcuni paesi europei, compresa l’Italia, tali operazioni allo scoperto sono state bandite per 3 mesi. A nostro avviso dovrebbe essere una misura definitiva da parte della Consob. Da alcune settimane continuiamo ad assistere a evoluzioni delle borse così forti da far apparire come delle semplici altalene per bambini anche le più spericolate montagne russe. Non sorprende affatto che il mondo della finanza appaia indifferente. Ma è più che mai inaccettabile che le autorità politiche e quelle di controllo restino, impotenti o incompetenti, alla finestra. Sembra che in diversi paesi sia stato richiesto l’intervento delle autorità competenti. La Consob avrebbe voluto farlo ma ha scoperto di non averne il potere. Riteniamo che l’emergenza pandemia ci insegni che l’interesse collettivo viene prima dell’interesse di parte. Come ha affermato recentemente anche il direttore del Fondo monetario internazionale, la signora Kristalina Georgieva, i governi a livello mondiale si sono finora responsabilmente impegnati a sostenere le economie minate dal corona virus con circa 8.000 miliardi di dollari e le banche centrali sono disposte a fornire “liquidità illimitata”.
Di fronte a questo straordinario impegno pubblico e a questa assunzione di responsabilità collettiva e condivisa non possiamo non chiederci perché ancora non si riformino i mercati e non si blocchino le speculazioni.

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Il permafrost in Siberia si scioglie e l’effetto serra globale aumenta

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Nelle regioni artiche il riscaldamento del clima provoca lo scioglimento del permafrost che a sua volta minaccia di aumentare l’effetto serra globale. Questo fenomeno, purtroppo, è noto alla comunità scientifica internazionale. Ciò che invece non era noto fino ad oggi è l’età e la quantità del carbonio emesso in atmosfera come gas effetto serra, proveniente dalle acque che sovrastano i terreni perennemente ghiacciati della tundra siberiana. A scoprirlo è stata una ricerca condotta dalla Vrije Universiteit di Amsterdam, a cui ha partecipato anche la Fondazione Edmund Mach, approdata di recente sulla prestigiosa rivista Nature Communications. Dallo studio, in particolare, è emerso che il carbonio antico, che deriva dallo scioglimento del permafrost, rappresenta solo il 20% delle emissioni di gas serra.

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“Si'” alla “strategia di mitigazione massima del rischio”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

E’ la misura adottata in Italia per la “fase due”, “no” a “riaperture sciagurate” altrove in Europa, che metterebbero a rischio non solo le popolazioni locali ma anche i Paesi partner: e’ la linea fissata in un’intervista con l’agenzia Dire da Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms).
Rispetto alle decisioni dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, con la ripresa oggi delle attivita’ per circa quattro milioni e mezzo di lavoratori, il giudizio e’ positivo. “Credo che il governo abbia scelto una strategia di mitigazione massima del rischio anche rispetto alla mobilita’, ai trasporti e alla vita sociale attorno alle strutture produttive” dice Guerra. “La parola chiave e’ progressivita’ in sicurezza; e’ stata percepita come valida la raccomandazione di garantire un periodo di incubazione di due settimane tra una riapertura e l’altra”.
Secondo il direttore dell’Oms, oggi “si riapre tutto cio’ che ci possiamo permettere di riaprire mantenendo la soglia di replicabilita’ del virus inferiore a uno, che e’ la soglia da osservare per non far riesplodere l’epidemia”. Guerra sottolinea che nelle prossime due settimane “sara’ possibile capire l’impatto delle riaperture” e definisce “storico” che il governo abbia fatto proprio “tutto cio’ che la scienza e’ stata in grado di raccomandare”.
Uno sguardo poi alle priorita’ della fase due. “Il sistema sanitario, pur nella sua regionalizzazione, deve saper identificare in tempi rapidissimi l’insorgenza anche di micro-focolai a livello familiare che potrebbero accompagnare le riaperture” evidenzia Guerra. “Deve essere in grado di diagnosticare entro le 24 ore con tamponi mirati i possibili nuovi positivi, disponendo quarantene con un rafforzamento non solo delle strutture ospedaliere ma anche dei dipartimenti di prevenzione sul territorio che rappresentano il presidio fondamentale per la capacita’ di risposta nella fase due”. Essenziale sarebbe poi “mettere in linea la medicina generale”, definita dal direttore dell’Oms “per ora la grande esclusa rispetto alla risposta di sistema”. La premessa, infatti, e’ che “il medico di medicina generale puo’ garantire una sorveglianza attiva verso i suoi assistiti con una tempestivita’ che nessuna altra struttura in Italia riesce ad assicurare”. Ci sarebbero stati, in questo senso,
segnali incoraggianti. “C’e’ un livello di assunzioni senza precedenti nella storia di ultimi 30 anni” sottolinea Guerra. “Il ministro Roberto Speranza ha garantito l’assunzione di 25.000 nuovi medici, infermieri e operatori del sistema, con quel rafforzamento significativo raccomandato dall’Oms”. L’analisi si fa europea. “C’e’ grande soddisfazione del fatto che il governo italiano abbia intrapreso questo tipo di percorso” dice Guerra. Che avverte: “Riaperture sciagurate in altri Stati metterebbero a rischio non solo le popolazioni locali ma anche i Paesi partner, perche’ esiste una mobilita’ transfrontaliera; dobbiamo ricordarci che il virus in Italia non e’ arrivato dalla Cina ma da altri Stati dell’Ue”. (fonte:newsletter.dire.it)

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Quali fattori e prospettive guidano i mercati azionari europei

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

A cura di Giacomo Tilotta, Head of European Equity di AcomeA SGR L’andamento dei mercati azionari in Europa dai minimi registrati nella seconda metà dello scorso marzo, ha conosciuto un forte movimento di recupero. Dal 16 marzo al 29 aprile, l’indice tedesco DAX ha avuto una performance positiva del 26,7%, l’EuroStoxx 50 del 23,1%, il Cac francese del 20,6%, il FTSEMIB italiano del 20,2%, il FTSE 100 britannico del 18,7% e l’IBEX spagnolo del 15,3%. Ad oggi analizzare la natura di questo movimento, cercando di individuare quali fattori abbiano avuto un impatto su di esso, risulta essere cruciale per capire, volgendo lo sguardo in avanti, quale potrà essere la direzione sui mercati. Di certo ci sono motivazioni tecniche alla base del rimbalzo in essere, come sempre avviene quando si toccano eccessi di negatività, ma allo stesso tempo riteniamo che vi siano stati altri fattori che hanno contribuito in modo rilevante. In primis l’elevata flessibilità delle banche centrali, attraverso il loro programma di acquisti ha gettato le basi per il recupero in atto. L’efficacia e la rapidità d’azione delle banche centrali ad oggi riscontrate, costituirà un importante fattore positivo a supporto della continuazione della ripresa dei mercati. Evitare la diffusione degli effetti negativi del virus dal sistema economico a quello finanziario rappresenta infatti un tassello importante per evitare ulteriori cadute borsistiche. Secondariamente, anche il maggior grado di apertura e lo spiraglio lasciato aperto dalle promesse politiche dai principali paesi europei, seppur ancora in assenza di totale coesione, ha avuto un ruolo importante. Guardando al futuro, risulta chiaro come tra le condizioni essenziali per poter proseguire il rialzo in essere, non vi siano soltanto quelle relative alle decisioni e all’ammontare delle risorse messe in campo dalla politica monetaria e fiscale, ma anche quelle relative alla velocità di esecuzione delle misure. Da un punto di vista operativo il recente recupero ci ha dato l’opportunità per prendere profitto su alcuni titoli e settori (tecnologia e telecomunicazioni) il cui rimbalzo è stato ancora più ampio rispetto a quello del mercato, pur rimanendo comunque costruttivi in un’ottica di medio-lungo periodo. Piccole prese di profitto, avvenute anche in considerazione dell’incremento della nostra esposizione azionaria avvenuta durante la fase di discesa che ha portato per alcuni dei nostri fondi, come quello europeo, ad avere una esposizione azionaria superiore al 100% rispetto a quella attuale pari a circa il 98%. Manteniamo un posizionamento verso i settori più ciclici, operando con una elevata selettività. In particolare, guardiamo con interesse al settore industriale e in maniera selettiva alle realtà bancarie italiane dal profilo patrimoniale più solido. (abstract)

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Crisi delle imprese e consumatori? I consigli dello Studio Legale Lacalandra

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

A causa del lockdown per l’emergenza Covid-19, tante famiglie e imprenditori si sono trovati in difficoltà economica, con un futuro che appare quanto mai incerto. Diverse ricerche realizzate in questi mesi di quarantena hanno dimostrato come il grado di incertezza e sfiducia degli italiani per il prossimo futuro sia ai massimi storici. Secondo una ricerca del Cerved, infatti, solo il 15,7% degli italiani si sente di poter affrontare i prossimi mesi con serenità, e un altro studio del Censis, ha dimostrato che un italiano su due ha paura di perdere il lavoro. Oltre agli aiuti previsti dal Governo, giudicati da molti insufficienti, cosa possono fare i cittadini per uscire dalla crisi? Un aiuto arriva dalla legge sul Sovraindebitamento (L. 3/2012), ancora poco conosciuta, che permette a famiglie e piccoli imprenditori “meritevoli” di ridurre i debiti, inclusi quelli fiscali, in base alle proprie capacità economiche. La procedura prevede, però, un iter articolato, composto da più fasi che vanno dalla verifica dei requisiti di accesso sino alla definizione e presentazione di una proposta adeguata alle reali possibilità del richiedente. Per questo lo Studio Legale Lacalandra di Milano, specializzato in diritto fallimentare e crisi da sovraindebitamento, ha preparato una guida con alcuni consigli per aiutare i cittadini e i piccoli imprenditori ad accedere alla Legge sul Sovraindebitamento: possono accedere i debitori non soggetti al fallimento come consumatori, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi in generale, start-up innovative, enti privati non commerciali. Verificare lo stato di sovraindebitamento: bisogna valutare la situazione complessiva del debitore (consumatore e/o imprenditore) e dimostrare la sproporzione tra il proprio patrimonio e debiti da pagare. Verificare il requisito della meritevolezza: vengono vagliate le cause dell’indebitamento e della diligenza impiegata dal consumatore nel contrarre i debiti (per esempio, non è meritevole chi avrà sostenuto spese per beni superflui che non poteva permettersi) nonché la presenza di iniziative o atti in frode ai creditori (aver occultato beni o aumentato i debiti in maniera fittizia).
Verificare la definitiva incapacità di soddisfare i creditori: è quindi importante dimostrare che il debitore non stia vivendo solo una momentanea crisi economica, ma che si trovi in uno stato duraturo di difficoltà, tale da non permettergli di soddisfare gli impegni con i creditori (ad esempio il debitore, intestatario di un contratto di mutuo con rata di euro 1.000 al mese, che perde definitivamente il lavoro, non sarà in grado di adempiere alla propria obbligazione neanche in futuro). Valutare la situazione economica: avere cioè un quadro complessivo del passivo ossia dei debiti (mutui, prestiti, fisco, ecc.) e dell’attivo ossia delle entrate (stipendio, ecc.) e dei beni posseduti (immobili, ecc.). Scegliere la procedura più adatta: sono previste tre diverse procedure, ognuna con delle peculiarità. Nel dettaglio:L’accordo di ristrutturazione del debito: il debitore dovrà sottoporre alla votazione dei creditori un piano di pagamento dei propri debiti, il quale potrà essere approvato se ottiene il parere favorevole del 60% dei creditori;
Il piano del consumatore: funziona come l’accordo, quindi attraverso la predisposizione di un piano di pagamento, che dovrà essere sottoposto alla sola valutazione del Giudice del Tribunale competente. Questa procedura è riservata esclusivamente a tutti coloro che hanno debiti sorti nell’ambito della propria sfera personale e non riguardano l’attività professionale svolta;La liquidazione del patrimonio: ossia la cessione, da parte del debitore, del proprio patrimonio, al fine di pagare i propri debiti. Sono esclusi dalla cessione dei beni quelli non pignorabili e necessari al sostentamento della propria famiglia (ad esempio la macchina di un tassista).
Apertura della procedura e iter di approvazione: la procedura scelta dovrà essere poi presentata presso un Organismo di Composizione della Crisi (O.C.C.), un ente terzo, imparziale e indipendente che ha il compito di redigere una relazione sulla veridicità della situazione debitoria/patrimoniale e sulla fattibilità della procedura. Successivamente il debitore dovrà depositare, congiuntamente alla relazione dell’OCC, la propria proposta presso il tribunale competente (quello di residenza).

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Moda: aumenta la richiesta dei Personal Shopper

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Una nuova figura lavorativa è sempre più richiesta negli ultimi tempi in Italia: quella del Personal Shopper. Una figura richiesta perché sono sempre di più le persone che preferiscono affidare la cura della propria immagine a dei professionisti specializzati, che aiutano a selezionare i capi e accessori più interessanti da comprare durante lo shopping. In sostanza si tratta di una figura che suggerisce i migliori acquisti in fatto di abbigliamento e accessori per realizzare uno stile che risponda perfettamente alle necessità del cliente e ai suoi desideri. La conoscenza del cliente è fondamentale quindi per questo specialista dell’immagine, che deve trovare il look giusto che valorizzi e faccia sentire a proprio agio la persona che assiste.”Il Personal Shopper sfrutta la propria conoscenza di negozi di moda, boutique, brand e tendenze del momento per trovare gli acquisti più indicati a rispondere alle proprie esigenze. Affidarsi a questa figura permette così di risparmiare tempo nel cercare i negozi giusti, e guida il cliente in una sorta di tour dello shopping consigliandolo dove andare e cosa comprare, al miglior prezzo possibile” spiega ancora Sharon.Insomma, un Personal Shopper sa come muoversi nel mondo della moda e sa come aiutare i propri clienti a creare il look giusto, offrendo un servizio personalizzato.
È un lavoro completamente orientato alle esigenze del singolo cliente, con l’obiettivo di trovare la selezione di capi di abbigliamento, scarpe e accessori più giusti a migliorare l’immagine, compreso il Make-Up.Infine oltre a lavorare sull’immagine e lo stile del cliente, il Personal Shopper si occupa di rendere l’esperienza di shopping piacevole e senza stress: per esempio, su richiesta del cliente, può occuparsi in prima persona del pagamento e del ritiro dei prodotti acquistati, oppure, del cambio, del reso e del rimborso, in caso l’acquisto non sia stato soddisfacente. Servizi questi che rendono ancora più evidente il perché affidarsi a una personal shopper professionista, indispensabile per uno shopping sano, divertente e soddisfacente.

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Salone internazionale della calzatura: Riparte la macchina organizzativa

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

MICAM Milano, il più importante Salone internazionale del settore calzaturiero comincia il suo cammino verso la prossima edizione, in programma dal 20 al 23 settembre a Fiera Milano Rho, per affermarsi come momento di rilancio per le imprese del settore, dopo i mesi complessi che stanno caratterizzando l’economia mondiale.Mentre la manifestazione sta lavorando per offrire alle aziende italiane e internazionali una vera e qualificata occasione di riscatto dal difficile periodo attraversato da tutti i comparti del settore durante l’emergenza sanitaria, prosegue il viaggio creativo che caratterizza l’immagine di MICAM nel 2020.Così, il secondo capitolo della collana #micamtales, dedicato quest’anno a MICAM in Wonderland, diventa anche il segno che la manifestazione non si ferma e che è determinata a portare al mercato importanti occasioni di business e scambio.L’immagine di settembre vede nuovamente la protagonista della fiaba, già introdotta a febbraio, al centro di una serie di bizzarre vicende ambientate all’interno di un giardino incantato: un thè bevuto in compagnia di un coniglio bianco, una festa mal riuscita nonostante i fervidi preparativi, o un bizzarro esperimento di dipingere di rosso delle rose bianche.Anche la campagna di settembre, la cui direzione creativa è stata affidata a MM Company con l’accounting di Laureri Associates, si compone di fotografie scattate da Fabrizio Scarpa e di un set di tre brevi short-film, diretti da Daniele Scarpa, che utilizzano l’ironia come leitmotiv della narrazione.Nelle prossime settimane la manifestazione confermerà le altre novità in programma per l’edizione di settembre, pensate per supportare il settore, mentre in questi mesi difficili Assocalzaturifici non ha mai smesso di ascoltare e supportare le aziende calzaturiere italiane.L’appuntamento è dunque nel Wonder Garden di MICAM Milano 90, dove operatori e aziende potranno guardare con consapevolezza alle nuove sfide del mercato, pronti a rinnovarlo e farlo crescere insieme.

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