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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 13 maggio 2020

Caso Silvia Romano: Siamo tornati alle tristi consuetudini pre-Covid

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

La volontà di essere moralmente vicini e la coesione popolare che ha caratterizzato la prima parte della pandemia sono già finite. Viene da chiedersi se sia stata solo un’illusione oppure, semplicemente, sia durata poco, come gran parte delle cose delle società contemporanea.Siamo tornati all’Italia litigiosa e cinica, che troppo spesso ha la meglio su quella pensante e riflessiva. Perché quando si leggono determinati paragoni viene da chiedersi se davvero arrivano da persone che hanno ragionato sui propri pensieri.
Da annoverare in questa non invidiabile lista è il ritorno in Italia di Silvia Romano, la volontaria milanese che nel 2018 era stata rapita in Kenya e consegnata al gruppo jihadista salafita somalo al-Shabaab. Le prime immagini hanno colto la ragazza con un abito integrale islamico di colore verde, segno di una conversione resa nota poco dopo dalla diretta interessata.Da lì il tritacarne mediatico è stato acceso ed è sfociato addirittura nella domanda: “Perché l’Italia ha trattato per Silvia Romano e per Aldo Moro no?”Un paragone inesistente, ma forse “capibile” per una coincidenza temporale, non certo nella forma o nella sostanza: Silvia Romano, infatti, è atterrata a Roma il 10 maggio, il giorno dopo il 42esimo anniversario dell’uccisione del presidente della Democrazia Cristiana.Un paragone che non trova neanche una coincidenza temporale è quello fatto da Simone Angelosante, consigliere regionale della Lega e sindaco di Ovindoli (Abruzzo), e da Alessandro Sallusti, direttore responsabile del quotidiano il Giornale.Il politico del Carroccio ha scritto sui social: “Avete mai sentito di qualche ebreo che liberato da un campo di concentramento si sia convertito al nazismo e sia tornato a casa in divisa delle SS?”.Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandro Sallusti: “Silvia è tornata, bene ma è stato come vedere tornare un prigioniero dei campi di concentramento orgogliosamente vestito da nazista. Non capisco, non capirò mai”.Frasi raggelanti, che sono state commentate anche da Enrico Mentana:“A tutti quelli che in queste ore fanno orrendi e insensati paragoni con chi tornò da Auschwitz (come quel consigliere regionale leghista che ha scritto “avete sentito di qualche ebreo che liberato da un campo di concentramento si sia convertito al nazismo e sia tornato a casa in divisa delle SS?”) voglio solo sommessamente ricordare che il campo di Auschwitz sorgeva nella cattolicissima Polonia, e che lo stesso Hitler era cattolico battezzato e cresimato. Provate a riformulare il paragone ora”.Chi sperava che le polemiche fossero finite si sbagliava di grosso, perché al direttore del tg di La7 è seguita la replica dell’ambasciata della Polonia in Italia, quella stessa Polonia che appena si parla di Auschwitz, sente il bisogno fisiologico di intervenire: “È vero che la Polonia ai tempi della Seconda guerra mondiale era molto cattolica. Ė necessario però, sempre e soprattutto, sottolineare che durante quel conflitto globale la Polonia ERA OCCUPATA DAI NAZISTI, quindi ogni affermazione che può suggerire o far presupporre che Auschwitz era stato costruito in Polonia, perché essa era cattolicissima, mettendo quindi in relazioni questi due elementi, è PROFONDAMENTE SBAGLIATO, INGIUSTO e INGIUSTIFICATO. Il più grande campo di concentramento è stato localizzato in Polonia, ma certo non per questa ragione, ma piuttosto è in Polonia che viveva il maggior numero di ebrei in Europa e che la posizione era facilmente raggiungibile da trasporti da tutti i territori occupati dai nazisti”. Il ritorno a casa di una missionaria rapita non ha alcun legame con i sopravvissuti ai campi di sterminio. Anche solo dover ribadire ci dà la misura del dibattito pubblico nel nostro paese. (n.r. Ci dispiace che un giornalista della levatura di Mentana si sia fatto coinvolgere in una serie di commenti sul caso Romano decisamente fuori luogo in specie riguardo il parallelismo tra la sua prigionia  e i  campi di sterminio nazisti in Polonia).

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Coronavirus, saldi e istituzioni superflue

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

I dati sulle vendite al dettaglio in questo periodo sono come non avrebbero potuto essere altrimenti, con due cifre negative, in Italia e in Ue. Perché un’economia possa funzionare occorre che la ricchezza e il denaro circolino… non avvenendo bisogna preoccuparsi. Ecco quindi che il ruolo delle istituzioni è fondamentale, perché dovrebbero stimolare questa circolazione.A qualcuno potrebbe venire il dubbio sul fatto che la circolazione può avvenire solo quando i consumatori hanno non solo il potere di spesa ma anche la possibilità di avere la materia prima per farlo, il denaro. Che ora è decisamente meno, tant’è che ovunque si chiedono soldi allo Stato per far fronte all’emergenza (e ci si lamenta perché non vengono stanziati o, peggio, stanziati non arrivano lo stesso). Dubbio comprensibile, ma che ci deve far ricordare che la funzione dello Stato non è solo quella cosiddetta sociale ed assistenziale, ma soprattutto promozionale: cioè fare leggi e promuovere iniziativa per favorire la circolazione del lavoro e del denaro.Qui stiamo parlando della circolazione del denaro, che dovrebbe consentire i consumi, in sicurezza sanitaria vista l’emergenza.
Abbiamo invece assistito a cose tanto bislacche quanto negative e pericolose. Come la restrizione degli orari di apertura degli esercizi commerciali di primaria necessità, favorendo così gli assembramenti. Restrizioni per motivi ideologici o, come al solito, per ribadire il potere dell’istituzione sul commercio, incluse in questa istituzione anche le associazioni di categoria dei commercianti.Certo, non si sono ma rassegnati alle disposizioni del governo Monti di qualche anno fa che aveva liberalizzato l’orario dei negozi e, in qualunque occasione, provano a farsi avanti… anche fregandosene della salute dei consumatori, come per l’appunto in questa emergenza.
Ma come se non bastasse, apprendiamo che (3) si vogliono posticipare i saldi a i primi di agosto (normalmente partono il 4 luglio), sì da aiutare i commercianti a ristabilirsi dopo la lunga chiusura ed organizzarsi meglio alla bisogna.Dire “penosa” per questa iniziativa è solo per essere gentili. Per due motivi, leggendo con il senno dei consumatori:
– niente sconti se non in agosto quando chi deve comprare per l’estate ha già comprato.
– stabilire le date entro cui si possono vendere le merci a saldo non serve a nulla, tanto gli sconti ci sono sempre, 365 giorni all’anno 24 ore su 24 (online e non solo), ma a noi istituzioni fateci fare la nostra parte, altrimenti che ci stiamo a fare?
Eppure le Regioni potrebbero (e per molti altri ambiti lo fanno) svolgere funzioni importanti per il nostro benessere, ma su questo non ci sentiamo per niente strani se le definiamo SUPERFLUE…. E il problema è che questo loro essere superflue lo paghiamo noi contribuenti. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Sanificazione delle parrocchie romane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

In vista della riapertura delle chiese al pubblico e della possibilità di celebrare nuovamente le Sante Messe, il Campidoglio ha accolto la segnalazione del Vicariato di Roma che ha chiesto di poter estendere le operazioni di sanificazione anche alle 337 parrocchie che fanno parte della Diocesi della Capitale. Una richiesta a cui il Campidoglio ha da subito risposto con piacere, anche mettendo in campo un accordo di collaborazione con l’Esercito Italiano per una nuova operazione straordinaria che partirà la settimana prossima.
Gli interventi saranno realizzati dai mezzi militari dell’Esercito in coordinamento con Ama. Saranno sanificate le aree esterne alle chiese e, qualora i parroci ne facciano richiesta, anche quelle interne dei luoghi di culto. Il liquido che sarà utilizzato è un prodotto naturale a base di enzimi, già utilizzato in questi giorni. Questa nuova fase di pulizie si aggiunge alla maxi-operazione di igienizzazione di tutti i 52mila cassonetti di Roma, delle strade e delle aree sensibili (come quelle vicino a ospedali, farmacie, supermercati, fermate dei mezzi pubblici e stazioni ferroviarie) realizzata da Ama e dal Servizio Giardini di Roma Capitale dall’inizio dell’emergenza coronavirus.“Questo importante lavoro, fondamentale per contrastare il rischio di diffusione del Coronavirus, va avanti per garantire maggiore sicurezza ai tanti fedeli che torneranno a frequentare le chiese della città. Ringrazio come sempre le lavoratrici e i lavoratori di Ama, e l’Esercito Italiano che ancora una volta si è dimostrato pronto intervenire a tutela di tutti i cittadini”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Udir responsabilmente ha iniziato un percorso formativo sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Ha attivato un primo webinar con i massimi esperti nazionali sulla sicurezza, a cui seguiranno altri, col preciso intento di fare quanto prescritto dalle norme in vigore e da quelle che Ministro e Istituzioni adotteranno nel futuro, ma soprattutto volto ad assicurare le utenze scolastiche che verrà fatto ogni utile sforzo per fare delle scuole luoghi sicuri e praticabili.Lo scudo penale si impone come atto dovuto e di necessità nei confronti dei dd.ss. in ragione delle tante incognite perduranti nelle dinamiche di diffusione del Covid-19 a cui neppure la ricerca e l’arte medica riesce univocamente a dare risposte e soluzioni. L’ultimo scenario nel quale i presidi di Udir si vorrebbero trovare è quello di doversi difendere di fronte a ipotesi di contagio, magari avvenuti fuori dalle scuole, di incerta individuazione e dei quali magari verrebbero chiamati a rispondere penalmente e patrimonialmente.I dirigenti scolastici e perciò le scuole del nostro Paese in questa fase difficile hanno dimostrato una tensione etica e professionale straordinaria con il tempestivo attivarsi di tutte le modalità possibili per raggiungere gli allievi nelle loro case, attraverso i sussidi informatici realizzando un livello di notevole efficienza nella didattica a distanza. Tutto questo ha avuto alti costi umani e professionali vissuti sulla pelle di tutti gli operatori della scuola: non si può, per esempio, tacere sulla grande generosità dei docenti che mai come in questo momento hanno sentito il dovere di non interrompere le comunicazioni con i loro allievi, non si sono posti intempestivi quesiti di natura sindacali e sono rimasti educanti e rassicuranti di fronte al loro pc.I dd.ss. vogliono continuare in questa difficile sfida e continuare l’impegno che questo tempo e questa condizione richiedono, ma nella chiarezza e nella univocità delle direttive governative e ministeriali, prefigurando il pericolo che senza l’adeguata tutela penale legislativa il loro impegno futuro possa trasformarsi in un incubo persecutorio da cui difendersi a mani nude, come spesso accaduto in passato.La gestione della sicurezza nelle scuole passa attraverso un netto abbassamento degli allievi per classe, mentre è sotto gli occhi di tutti che le direttive ministeriali in corso per la formazione degli organici prevedono al solito classi sovraffollate, le cosiddette classi pollaio. A contrario e per una decisiva gestione del rischio di contagio chiediamo: che il numero degli allievi per classe diminuisca sensibilmente (massimo 20 alunni); che il numero minimo per gli accorpamenti delle Istituzioni Scolastiche scenda a un minimo di 500 alunni per tutti gli ordini scolastici; che vengano destinate alla scuola risorse aggiuntive per la dotazione di strumentazioni informatiche in funzione didattica; che vengano previsti interventi strutturali sugli edifici finalizzati alla prevenzione dei rischi di infezione da Covid-19; che vengano assicurate sufficienti risorse per le indispensabili disinfestazioni e sanificazioni degli ambienti scolastici; che venga assicurato dal primo settembre la presenza del pieno organico docente e Ata per fare fronte alle inderogabili misure aggiuntive in termini di recupero e di gestione della formazione relativa all’anno scolastico 2020/21.La scuola non si è mai fermata e non vuole fermarsi, ma la scuola deve assumere, nella coscienza di chi ha ruoli di responsabilità nel nostro Paese, un ruolo di maggiore cura e preoccupazione. I dd.ss. rimangono al loro posto, portano su di loro le responsabilità che questa fase implica in termini di novità e di complessità, ma non sono disponibili a diventare i parafulmini su cui scaricare tensioni sociali magari sorte fuori dalla scuola.

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Ancodis: osservazioni alla bozza relativa all’OM sugli Esami conclusivi del primo ciclo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Dalle informazioni di stampa, apprendiamo le indicazioni che saranno date con la consueta prossima OM relativa agli Esami conclusivi del primo ciclo. Dopo un’attenta lettura, riteniamo di poter fare le seguenti osservazioni: TEMPI di svolgimento fuori da ogni logica: in considerazione delle fasi prodromiche riguardanti gli OO.CC. occorre estendere le procedure di esame fino al 30 giugno lasciando all’autonomia scolastica le modalità organizzative e gestionali, comprese quelle di prevedere per gli alunni con
dispositivi o connessione inadeguata la possibilità di uno spazio fisico a scuola nel più rigoroso rispetto di tutte le norme di sicurezza.
Lo svolgimento della presentazione orale in modalità sincrona – in considerazione dei non improbabili problemi tecnici e/o di connessione – non sarà certamente breve. Rileviamo, però, che ai sensi dell’art. 5 dell’OM, solo per i candidati privatisti le operazioni possono concludersi entro il 30/6/2020!! E’ il caso di richiamare l’art. 3 dell’OM e, in considerazione del fatto che il Consiglio di Classe individua la tematica, esso deve svolgersi con la presenza di tutti i suoi componenti e, dunque, ulteriore elemento di criticità specialmente per garantire la presenza dei docenti in COE! A tal proposito, al fine di assicurarne la regolarità e la trasparenza evitando probabili ricorsi non sarebbe forse necessario che ciascuna scuola si dotasse di un Regolamento “SVOLGIMENTO ESAMI
CONCLUSIVI PRIMO CICLO IN MODALITA’ TELEMATICA SINCRONA” a tutela del Consiglio di classe e dell’alunno/candidato privatista (per quest’ultimo non sono previsti altri elementi di valutazione!)? Da non dimenticare, infine, nell’organizzazione e nella conduzione dell’esame conclusivo, l’obbligo della presenza di tutti i docenti del Consiglio di Classe (alias Commissione di esame) che
Poichè ai sensi dell’art. 4 comma 5 è possibile la non presentazione in modalità sincrona dell’elaborato, come si fa a valutare ai sensi del successivo art. 6? Si creerebbe una evidente condizione di disparità nella valutazione finale tra gli alunni/candidati! E come non possiamo non tenere conto del tema del contesto socio familiare dell’alunno/candidato che certamente condizionerà favorevolmente o negativamente la qualità dell’elaborato? Rigiriamo queste nostre perplessità all’attenzione della ministra dell’Istruzione e dei suoi tecnici e di tutti i protagonisti a diverso titolo interessati osservazioni che siano motivo di riflessione e di positiva valutazione.

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“Abbiamo sempre sognato un’Italia verde, un’Italia sicura, un’Italia semplice”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

“Lo so che non è facile crederci in questo momento, nel quale stiamo ancora affrontando l’emergenza sanitaria, ma dobbiamo avere tutti una visione a lungo termine e programmare la ricostruzione secondo nuovi canoni, perché tutte le risorse che stiamo mettendo in campo siano utili a ridisegnare il nostro Paese. Dobbiamo fare in modo che l’Italia diventi un Paese ad economia circolare e senza CO2, sostenibile, che investa sulla rigenerazione urbana e curi il suo territorio, dove la tutela della salute e quella dell’ambiente vadano di pari passo, dove la digitalizzazione della pubblica amministrazione e il lavoro agile vengano vissuti anche come un’opportunità per garantire una migliore qualità della vita a ciascuno di noi. Le norme a cui stiamo lavorando vanno lette in un quadro d’insieme, come quelle che rivoluzioneranno alcuni settori e che favoriranno l’efficientamento energetico, l’adeguamento sismico, l’installazione di pannelli fotovoltaici. Per la prima volta avremo un super bonus, pari al 110% dell’importo speso. Le famiglie potranno avere una detrazione, da compensare in soli 5 anni, oppure cederla all’impresa e ottenere uno sconto dell’intero importo fatturato. Strumenti che, sono certa, aiuteranno non solo il settore dell’edilizia, ma l’economia di tutto il Paese. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Integrazioni con GoTo per migliorare la formazione da remoto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Mentre le organizzazioni di tutto il mondo sono alla ricerca di nuovi modi per formare i dipendenti che operano da remoto, Docebo (TSX: DCBO) – leader globale nel settore delle piattaforme eLearning basate su IA – è felice di annunciare una nuova integrazione con GoTo di LogMeIn. Questo consentirà integrazioni ancora più semplici con GoToMeeting, GoToWebinar e GoToTraining, per offrire ai dipendenti che lavorano da remoto un’esperienza di formazione virtuale guidata da un istruttore.“In Docebo, non abbiamo lasciato che il lavoro da remoto ci impedisse di connetterci e di apprendere, e vogliamo aiutare gli altri a fare lo stesso”, ha dichiarato Craig Gleason, Responsabile Partnership di Docebo. “Con questa integrazione, i nostri clienti potranno offrire ai propri dipendenti che operano da remoto una formazione in persona virtuale e scalabile.” Un mondo che cambia rapidamente richiede l’accesso a soluzioni intelligenti, efficaci e a prova di futuro. Le organizzazioni in cui la formazione guidata da istruttore (ILT) era lo standard necessitano ora di soluzioni scalabili e facili da avviare, per creare programmi di formazione online per dipendenti, clienti e partner. L’integrazione consente agli utenti Docebo non solo di creare meeting, corsi di formazione e sessioni direttamente dalla loro piattaforma eLearning, ma dispone anche di report e notifiche centralizzate per utenti e istruttori. Da oggi non sarà più necessario utilizzare molteplici interfacce o soluzioni per collaborare e apprendere virtualmente.
Oltre 400 clienti Docebo stanno già utilizzando le integrazioni personalizzate tra le piattaforme. Questa nuova integrazione tra GoTo e Docebo permette alle aziende di sfruttare la piattaforma eLearning basata su IA per migliorare i programmi di formazione sales e di upskilling, così come la formazione dei clienti e le attività di formazione dei partner – un trend in crescita tra i clienti che utilizzano la piattaforma Docebo per formare sia un pubblico interno che esterno.“Dato che gran parte del mondo ora lavora a distanza – e molti lo fanno per la prima volta – è più importante che mai garantire la business continuity. Attraverso l’integrazione tra GoTo e Docebo, le organizzazioni possono continuare ad erogare ai propri dipendenti una formazione efficace utilizzando gli strumenti di lavoro a distanza più familiari, come GoToMeeting, GoToWebinar e GoToTraining. Il team di GoTo ha già visto i nostri clienti utilizzare questi programmi di formazione con risultati eccellenti, anche in considerazione del passaggio a livello globale al lavoro a distanza. Siamo entusiasti di poter supportare Docebo durante questo importante cambiamento del nostro modo di lavorare”, ha dichiarato Steve Weinstock, Senior Director of Strategic Alliances per LogMeIn, UCC.Comprensibilmente, l’attuale situazione globale ha costretto le organizzazioni a ripensare le modalità di erogazione della formazione, e molte aziende stanno intensificando queste iniziative. Secondo Brandon Hall Group, il 37% degli intervistati di un recente sondaggio sostiene di aver cancellato tutti gli eventi di formazione dal vivo e di aver sostituito tali attività con la formazione digitale e il Virtual Instructor-Led Training (VILT). Di questi, il 79% sta utilizzando i webinar per convertire le sessioni ILT in VILT.Mentre le organizzazioni continuano a trovare nuove soluzioni a fronte di uno scenario professionale in continua evoluzione, Docebo e GoTo sono entusiasti di offrire questa partnership a tutte le organizzazioni che desiderano migliorare e sviluppare la propria forza lavoro, per affrontare le sfide future e trasformare la formazione in un vantaggio competitivo.

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Fase2: Serracchiani, ok Governo su riaperture differenziate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

“Il via libera del Governo alle riaperture differenziate era atteso e richiesto dal Pd, ed è il risultato di un confronto basato su elementi oggettivi e su garanzie di sicurezza sanitaria, non certo di forzature nei rapporti tra Stato e Regioni. È stato un confronto condotto nelle sedi istituzionali”. Lo afferma la vicepresidente del Pd Debora Serracchiani, a proposito dell’annuncio del ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, sulle “possibili differenziazioni regionali nelle riaperture” dal 18 maggio.
Per Serracchiani “è auspicabile sia finita la fase delle tensioni, degli strappi e dei rilanci continui di alcuni presidenti di Regione. Credo basti il buon senso a capire che l’interesse delle Regioni e quello dello Stato non possono essere antitetici, e che comunque deve esistere sempre un punto di sintesi”.

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Per una pianificazione della sanità pubblica molisana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Ci avviamo verso l’auspicato superamento del dramma della pandemia e siamo chiamati a ragionare sui profondi cambiamenti da introdurre nel nostro Servizio Sanitario Nazionale per proteggere al meglio la salute dei nostri concittadini e dell’ambiente nel quale vivono.E’ ormai chiaro che questo Paese ha bisogno di un indirizzo unitario nell’ organizzazione dei servizi sanitari territoriali senza intaccare le competenze attribuite alle regioni, ma riconducendo le loro scelte nell’alveo del dettato costituzionale e dei principi sanciti dalla legge 833/78. Negli ultimi decenni molte regioni si sono prese la libertà di indebolire e, in alcuni casi, di smantellare la rete dei presidi sanitari territoriali. Le numerose morti causate da tali inopinate scelte segneranno a lungo le coscienze di quanti hanno preso decisioni illegittime e di coloro che non le hanno contrastate. Di fronte a questo dramma serve una concreta e leale collaborazione delle varie istituzioni regionali con il governo nazionale su due obiettivi cruciali: la creazione di una robusta e omogenea rete di servizi socio-sanitari per tutti i cittadini italiani e la realizzazione di una rete nazionale di centri covid. Il secondo obiettivo merita, da parte di noi molisani, un supplemento di riflessione. La disponibilità di ingenti risorse europee per la riqualificazione della nostra sanità, consente al governo nazionale di mettere in piedi una rete di ospedali dedicati alle malattie infettive. Noi molisani possiamo ignorare tutto questo e immergerci in perniciosi e inconcludenti dibattiti campanilistici? In alternativa, dobbiamo partire dalla proposta del Commissario ad acta, dr.Giustini, di destinare a tale scopo l’ospedale di Larino, come centro interregionale a servizio di una popolazione di gran lunga superiore a quella molisana, e fare fronte comune per ottenerne l’approvazione da parte del governo nazionale. Quest’ultima ipotesi richiede che tutte le forze politiche, culturali, sociali ed economiche si uniscano per raggiungere lo scopo e che la battaglia sia condotta, in prima persona, dal Presidente della Regione Molise, Donato Toma, anche a mente della risposta favorevole che ha dato alla nostra proposta del 22 Marzo u.s.. Convinti come siamo che la battaglia è tutta politica da combattere esige senso di responsabilità, unità, piena solidarietà ed è per questo Signor Presidente Toma, che siamo a chiederle se vuole averci a suo fianco in questo momento così decisivo per il futuro del Molise. (By Associazione fra ex consiglieri regionali del Molise – il Presidente Gaspero Di Lisa)

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Roma apre al servizio sharing di monopattini elettrici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Roma apre il mercato agli operatori di sharing di monopattini elettrici. A pochi giorni dalla pubblicazione del bando sono pervenute le prime manifestazioni d’interesse per l’avvio del servizio di sharing a flusso libero.Tutti gli operatori interessati dovranno rispettare standard minimi, come il limite di mezzi e le aree di attività, e regole sulla circolazione e la sosta simili a quelle già previste per le biciclette. Il progetto prevede una fase sperimentale di due anni. Gli operatori del servizio saranno tenuti inoltre a comunicare i dati in tempo reale a Roma Capitale. Il servizio sarà erogato nel rispetto degli standard minimi previsti dalle linee guida per lo sharing di monopattini elettrici, approvate dalla Giunta capitolina la scorsa settimana. “Abbiamo aperto il mercato agli operatori interessati a investire nel settore e allo stesso tempo incentiviamo forme di mobilità integrata e sostenibile. Tutti gli operatori dovranno rispettare requisiti minimi, come il limite di mezzi, le regole sulla circolazione e la comunicazione dei dati di servizio in tempo reale per un monitoraggio costante dei mezzi”, dichiara la sindaca di Roma, Virginia Raggi.Per ciascun operatore la flotta dovrà essere composta da un minimo di 750 a un massimo di 1.000 mezzi. Su tutto il territorio capitolino sarà consentito un numero massimo di 16.000 monopattini. Ciascun mezzo dovrà essere localizzato in tempo reale e gli operatori dovranno garantire anche la copertura assicurativa per l’uso dei dispositivi.“Con questa manifestazione d’interesse abbiamo promosso un nuovo modello di sharing. Di fatto Roma si candida a capofila nell’offerta di questo servizio. Abbiamo avviato anche il primo piano straordinario per realizzare nuove piste ciclabili transitorie, dove potranno circolare anche i monopattini. I primi cantieri sono già partiti giovedì in zona Eur”, spiega l’assessore alla Città in Movimento, Pietro Calabrese.“Roma si conferma città in prima linea e aperta agli operatori di sharing, anche per i monopattini. Un servizio in più per supportare il trasporto pubblico tradizionale e ridurre il traffico privato”, aggiunge il presidente della commissione Mobilità, Enrico Stefàno.

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Osservatorio mensile Findomestic

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Se nel mese di marzo, in piena emergenza coronavirus, le intenzioni d’acquisto avevano subito un tracollo del 30% rispetto a febbraio, ad aprile si intravedono i primi segnali di ripresa con un incremento del 5% sul mese precedente. È quanto rileva l’Osservatorio Mensile Findomestic di maggio, realizzato dalla società di credito al consumo del gruppo BNP Paribas in collaborazione con Eumetra. Il clima di fiducia sulla situazione economica personale e del Paese è invariato rispetto al mese precedente. Le intenzioni d’acquisto che evidenziano spiragli positivi arrivano dal settore della mobilità che recupera terreno rispetto crollo di marzo (-40%): per le auto nuove si registra un +24% di persone che pensano di acquistarne una nei prossimi tre mesi, e un +23,1% per quelle usate. Segnali confortanti anche per elettrodomestici ed elettronica di consumo. Continua a soffrire il settore turismo con i viaggi (-20,7%) che scontano l’incertezza sulla fine dei lockdown in Italia e all’estero e anche il mercato immobiliare dove la propensione all’acquisto di una nuova casa diminuisce ancora dell’11,8% rispetto a marzo.
NORD ITALIA PIU’ PESSIMISTA, CENTRO E SUD PROIETTATI ALLA NORMALITA’. Dall’Osservatorio Mensile Findomestic di maggio emerge un Nord Italia, colpito duramente dall’emergenza coronavirus, più negativo nelle intenzioni d’acquisto rispetto al Centro e al Sud del Paese dove si torna concretamente a fare progetti. Nel Nord Ovest tra marzo e aprile è diminuito ancora di un terzo (- 28,9%) il numero di quanti pensano all’acquisto di un’auto nuova, nel Centro Italia sono invece quasi raddoppiati (+90,5%) e al Sud cresciuti del 58,3% in più. Per le auto usate nel Nord Ovest le intenzioni di acquisto sono scese del 44% rispetto a marzo, mentre al sud si sono incrementate del 56,2%. Il Nord Est è l’area del Paese che non pensa proprio a comprare casa: – 36,6% ad aprile, mentre al Centro l’atteggiamento è molto meno negativo (-2,7%).
È L’AUTO IL MEZZO DELLA “FASE 2”. Il timore di assembramenti e contatto sui mezzi pubblici genera un ritorno all’utilizzo dell’auto, percepito dagli italiani come il mezzo più “protetto” con riflessi anche sulle propensioni d’acquisto: +24% rispetto a marzo per le nuove e +23,1% per le usate. Anche l’e-bike è una valida alternativa all’autobus, tram o metro e, ad aprile, il 17,3% in più degli italiani si è detto intenzionato ad acquistarla nei prossimi mesi. Rimangono al palo i motocicli: -5,5% rispetto a marzo.
L’INCERTEZZA COLPISCE IL SETTORE IMMOBILIARE. In aprile il comparto casa ha sofferto dell’incertezza economica su tempi e modalità della ripresa. Il timore di esporsi con acquisti impegnativi come quelli per un nuovo immobile o una ristrutturazione hanno portato a una flessione dell’11,8% delle intenzioni d’acquisto nell’ultimo mese di case o appartamenti e del 10,9% di lavori di ristrutturazione. Tengono invece i mobili che fanno segnare un +2%.
IL LOCKDOWN CI HA INSEGNATO L’IMPORTANZA DELLA TECNOLOGIA. Le intenzioni d’acquisto di prodotti tecnologici sono cresciute a gran ritmo nel mese di aprile. Gli italiani in lockdown ne hanno apprezzato l’utilità per poter lavorare e mantenere rapporti sociali e ora, molto di più rispetto a marzo, hanno intenzione di acquistarne: soprattutto tablet e e-book (+54%), ma anche telefonia (+5,7% di intenzioni d’acquisto sul mese precedente), PC e accessori (+10,8%), fotocamere e videocamere (+4,7%).
IN RECUPERO IL COMPARTO ELETTRODOMESTICI. Tra gennaio e marzo 2020 le intenzioni d’acquisto dei piccoli elettrodomestici erano crollate del 30,7%, ma solo nell’ultimo mese il recupero è stato del 20,7%. Un dato positivo confermato anche per l’elettronica di consumo (+27,9%) e per i grandi elettrodomestici che in aprile, nel confronto con marzo, hanno ripreso il 9,3% tornando ad avvicinarsi ai livelli pre-crisi.
L’EFFICIENZA ENERGETICA PUO’ ATTENDERE. Per il comparto dell’efficienza energetica non c’è stata una ripresa delle intenzioni d’acquisto rispetto agli ultimi mesi. Il segmento degli impianti solari termici è stato quello in maggiore sofferenza (-32,1% rispetto a marzo) seguito da impianti fotovoltaici (-18,1%) e stufe e caldaie (-15,5%). La propensione all’acquisto è invece aumentata per infissi e serramenti (+4,1%) comunque ancora lontana dai livelli di gennaio.
NEL TEMPO LIBERO LAVORI IN CASA E SPORT, MA NON SI VIAGGIA. I lockdown, in Italia e a livello internazionale, uniti a una comunicazione non chiara sulla ripresa dei flussi turistici, hanno generato un ulteriore crollo del 20,7% delle intenzioni d’acquisto di viaggi e vacanze tra marzo e aprile che segue il -43% fatto tra febbraio e marzo in piena emergenza. La possibilità di tornare a fare sport aiuta il settore delle attrezzature e dell’abbigliamento dedicato (+13,4%), mentre la permanenza forzata a casa ha fatto riscoprire la passione per il fai-da-te: la propensione all’acquisto in questo segmento si è incrementata del 19,5% rispetto a marzo.

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Milano Arch Week Marathon

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Milano Arch Week Sabato 16 maggio 2020 ore 11.00–13.00 e 15.00–19.00. E’ la settimana dedicata all’architettura, alle trasformazioni urbane e al futuro delle città con la direzione artistica di Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, e il contributo scientifico del Politecnico di Milano e del suo Rettore Ferruccio Resta – giunge alla sua quarta edizione. La manifestazione, parte del palinsesto di YesMilano, è promossa dal Comune di Milano, dal Politecnico di Milano e da Triennale Milano, in collaborazione con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.La situazione di emergenza sanitaria e le conseguenti misure adottate dai governi di tutto il mondo hanno portato a un ripensamento del formato della manifestazione. Sabato 16 maggio 2020 è in programma la Milano Arch Week Marathon, una giornata di lecture e di live che si svolgerà completamente online. La grande rilevanza dei temi che da sempre sono al centro di Milano Arch Week rispetto alle riflessioni e al dibattito pubblico in corso ha spinto le istituzioni che promuovono la manifestazione a sfruttare i canali digital per mantenere l’appuntamento di maggio. Il programma di Milano Arch Week prevede un secondo appuntamento a settembre 2020 le cui modalità di svolgimento sono in fase di definizione.In questo momento così complesso, la Milano Arch Week Marathon sarà dedicata alla città di Milano, alle sfide che sta affrontando e a quelle che dovrà affrontare nel prossimo futuro, coinvolgendo i grandi protagonisti dell’architettura internazionale che hanno progettato alcuni dei luoghi più emblematici della città negli ultimi anni. Il loro sguardo, che unisce un’esperienza su scala mondiale alla conoscenza diretta della realtà milanese, può senz’altro offrire un contributo importante al confronto in corso.I relatori internazionali che parteciperanno alla Milano Arch Week Marathon sono: Petra Blaisse (Parco Biblioteca degli Alberi); Peter Eisenman (Residenze Carlo Erba); Bjarke Ingels (la nuova CityLife, attualmente in corso di progettazione); Rem Koolhaas (Fondazione Prada); Daniel Libeskind (CityLife); Patrik Schumacher – Zaha Hadid Architects (City Life); Kazuyo Sejima – SANAA (Campus Bocconi). Questi grandi architetti racconteranno il loro rapporto con Milano, il progetto che qui hanno realizzato e proporranno spunti e riflessioni per immaginare e progettare la Milano del futuro, dopo questo profondo trauma.Verranno coinvolti anche i progettisti e gli studi selezionati per il public program dell’Urban Center, in coordinamento con l’Assessorato a Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano e con la partecipazione dell’Assessore Pierfrancesco Maran e di Lorenza Baroncelli, Direttore artistico di Triennale Milano. Suddivisi in tavoli tematici, presenteranno le loro ricerche evidenziando il contributo che possono offrire rispetto alle sfide che Milano dovrà fronteggiare nel medio-lungo periodoInoltre, una serie di interventi – coordinati da Ilaria Valente, Preside della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle costruzioni – riguarderanno la Milano della ricostruzione del dopoguerra e vedranno coinvolti i docenti del Politecnico di Milano Giulio M. Barazzetta, Orsina Simona Pierini, Luigi Spinelli, Cino Zucchi e il fotografo Giovanni Hänninen.Fondazione G. Feltrinelli, nell’ambito della maratona del 16 maggio, darà voce ad alcuni citymaker attivi nei quartieri di Milano: realtà e soggetti impegnati in progetti che rigenerano i luoghi, curano il tessuto sociale e costruiscono o “ri-costruiscono” la città. Un’anticipazione della rassegna About a City, intitolata A human place, prevista a settembre 2020.Primo evento interamente online tra le “week” del palinsesto YesMilano, la Milano Arch Week Marathon si svolgerà il 16 maggio e sarà trasmessa sulle pagine Facebook di Milano Arch Week e Triennale Milano e sul canale YouTube di Triennale Milano.I Partner Istituzionali Eni e Lavazza e il Partner Tecnico ATM sostengono Triennale Milano anche per la Milano Arch Week Marathon.

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Come riaprire in sicurezza il settore della ristorazione (e non solo)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Dallo chef catanese Andrea Finocchiaro, fondatore dell’Associazione Ristoworld Italy, e dal progettista multimediale e consulente marketing Fabio La Rosa, arriva un’idea innovativa per limitare la diffusione del coronavirus all’interno dei locali, utilizzando un connubio di dispositivi disponibili già in commercio a prezzi accessibili, senza l’utilizzo dei pannelli in plexiglass, poco applicabile nell’ambito della ristorazione.L’insieme di questi dispositivi, secondo le intenzioni dei progettisti, permetterebbe di mantenere un ambiente interno sterile, facilitando così il ritorno della clientela e permettendo quindi di risollevare e fare ripartire l’economia italiana legata alla ristorazione – ma non solo – in questo momento fortemente penalizzata dalla crisi. Questo progetto low cost può infatti essere rimodulato e applicato anche ad altre realtà come ad esempio scuole, negozi, uffici e, in generale, luoghi chiusi aperti al pubblico.Andrea Finocchiaro ha, a tal proposito, realizzato assieme a La Rosa un breve video esplicativo, nel quale si vede come il sistema di disinfezione degli ambienti interni e dei tavoli, effettuato tramite diffusori in commercio e dai costi sostenibili, dovrebbe consentire ai clienti o agli utenti di frequentare nuovamente i locali in sicurezza, pur mantenendo le distanze dai vicini e rispettando le regole di distanziamento sociale previste dalle normative Oms per la riapertura.Secondo il parere dello chef, infatti, un’azienda di ristorazione «non può vivere di solo asporto o fare affidamento sui pochi clienti temerari che decidono di andare al ristorante». Da questa consapevolezza, nasce quindi questo progetto che, come gli stessi Finocchiaro e La Rosa confermano, è tuttavia solo un’idea personale elaborata graficamente, che non ha, a oggi, a supporto alcun fondamento o dimostrazione scientifica. Peraltro, tale progetto non ha neanche finalità di lucro, ma è solo una dimostrazione che vuole essere di supporto alla categoria dei ristoratori, particolarmente penalizzati dalla situazione sociale.Una ipotesi progettuale che richiama ad alcuni dispositivi di sanificazione che, usati in maniera corretta e avvallati da una certicazione adeguata, potrebbero aiutare a rendere più sicuri gli ambienti utilizzando diffusori aerei, congruo riciclo dell’aria, percorsi ingresso/uscita e sistemi di aspirazione. Richiamiamo l’attenzione anche sulla necessità di procedere ad una verifica e manutenzione costante dei sistemi di controllo dell’aria e climatizzazione, procedendo alla sanificazione e necessaria pulizia dei filtri degli stessi.«Un progetto interessante che muove da alcune considerazioni importanti di chi questo mestiere lo conosce bene – commenta Marcello Proietto di Silvestro, presidente di Ristoworld –. La nostra associazione, oltre alle tante altre iniziative messe in cantiere in tutta Italia in questo periodo di quarantena, ha deciso di contribuire concretamente alla ripresa delle attività. E le idee e le proposte sono fondamentali in questa direttrice. Ringrazio lo chef Finocchiaro e quanti hanno lavorato gratuitamente e con grande spirito di solidarietà al progetto».

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Violenze nel Congo orientale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime nuovamente apprensione per l’incessante ondata di attacchi violenti perpetrati ai danni delle popolazioni locali nella provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), dove, in soli due mesi, oltre 200.000 persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case.L’UNHCR, inoltre, esprime nuovamente preoccupazione per l’inesorabile riduzione degli spazi a disposizione delle agenzie umanitarie causata dagli attacchi continui, che impediscono di raggiungere quanti hanno disperato bisogno di assistenza. L’UNHCR chiede a tutte le parti in conflitto di rispettare le vite dei civili e di consentire agli operatori umanitari di prestare assistenza.Nella RDC, le persone costrette a fuggire sono cinque milioni, di cui 1,2 milioni nella provincia di Ituri.Le tensioni sono in costante crescita da dicembre 2019, quando il Governo lanciò un’operazione militare contro vari gruppi armati operativi nell’area. Da metà marzo le violenze si sono riacuite, con il moltiplicarsi del numero di controffensive condotte da gruppi armati. Nel territorio di Djugu, nella provincia di Ituri, negli ultimi 60 giorni l’UNHCR e i partner hanno registrato più di 3.000 gravi violazioni di diritti umani verificatesi nel corso dei quasi 50 attacchi perpetrati in media ogni giorno ai danni della popolazione locale.Gli sfollati hanno riferito di essere stati testimoni di episodi di estrema violenza, tra cui l’uccisione di almeno 274 civili con armi come i machete. 140 donne sono state vittime di stupro e quasi 8.000 case sono state incendiate. Analogamente alle tendenze registrate in passato, la stragrande maggioranza delle persone in fuga è composta da donne e bambini, molte delle quali ora vivono in ambienti sovraffollati presso famiglie di accoglienza. Altri dormono all’aperto o all’interno di edifici pubblici quali scuole, attualmente non utilizzate a causa delle misure imposte per contenere la diffusione del COVID-19.Sia gli sfollati sia le comunità che li accolgono vivono una condizione di vulnerabilità dovuta a offensive, controffensive e violenze continue.Alcuni degli sfollati che si sono assunti il rischio di fare ritorno a casa sono divenuti nuovamente oggetto di persecuzione, dal momento che aggressioni e minacce ad opera di gruppi armati non si sono fermate. Il 24 aprile, è stato riferito che quattro persone che avevano fatto ritorno a Nyangaray risultavano uccise, mentre altre 20 famiglie sono state rapite da un gruppo armato. Nel territorio di Mahagi, risulta che due persone tornate recentemente sono state sepolte vive da un gruppo di uomini armati, dopo essere state accusate di aver rubato beni del valore di 6 dollari.L’accesso degli aiuti umanitari ai territori di Djugu e Mahagi è fortemente limitato. Ad aprile, le strade principali che collegano il capoluogo di provincia, Bunia, col territorio di Djugu, sono rimaste chiuse per quasi tre settimane, e continuano a restare non sicure per l’accesso.L’UNHCR esprime preoccupazione per la sicurezza degli sfollati, col timore che l’assenza di aiuti umanitari potrà determinare un impatto enorme, dato il crollo delle opportunità di reddito causato dalla pandemia da COVID-19. Anche quello della fame rappresenta un rischio reale, in una fase in cui i prezzi degli alimenti salgono a causa dell’approvvigionamento limitato in entrambi i territori.L’UNHCR e i partner stanno lavorando per assicurare scorte di beni di prima necessità e costruire ulteriori alloggi da destinare ai nuovi sfollati. Tuttavia, gli insediamenti di sfollati interni stanno divenendo rapidamente sovraffollati a causa del numero elevato di persone in arrivo e della disponibilità limitata di terreno. La carenza di fondi, inoltre, sta condizionando le capacità dell’Agenzia di soddisfare le esigenze più basilari delle popolazioni sfollate: l’appello per la raccolta di 154 milioni di dollari da destinare alle operazioni nella RDC, è finanziato solo per il 18 per cento.

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Somalia: Conflitti e gravi inondazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Inondazioni devastanti, conflitti, un’economia paralizzata, incombenti invasioni di locuste del deserto e la diffusione esponenziale del COVID-19 stanno minacciando la sicurezza e il benessere sociale dei 2,6 milioni di sfollati interni presenti in Somalia.L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, teme che l’insieme di queste molteplici emergenze causerà conseguenze devastanti, a meno che comunità internazionale, autorità somale nazionali e locali e attori umanitari non implementino un’azione efficace e coordinata per rispondere alle enormi esigenze umanitarie della popolazione.Dall’inizio dell’anno, più di 220.000 somali sono rimasti sfollati all’interno del Paese, di cui 137.000 a causa di conflitti. Le catastrofi naturali, o legate alle condizioni climatiche, tra cui siccità, con conseguente carenza di mezzi di sostentamento, e inondazioni rappresentano ulteriori fattori complessi e interconnessi che causano gli esodi.Nella Somalia meridionale e centrale, si stima che inondazioni improvvise e le prime alluvioni fluviali causate dalle piogge “Gu” stagionali abbiano già costretto alla fuga 90.000 persone e che altre ancora fuggiranno, andando ad aggravare in modo significativo le preesistenti esigenze umanitarie degli sfollati interni e delle comunità di accoglienza. Se le tendenze attuali continuano, le piogge di quest’anno lasciano chiaramente presagire che potrebbero costituire la stessa catastrofica minaccia portata dalle piogge “Deyr” del 2019, che costrinsero più di 400.000 persone a fuggire dalle proprie case. Sciami di locuste del deserto, l’insetto migratore più distruttivo al mondo, minacciano di decimare le coltivazioni e di causare una diffusa carenza di derrate alimentari dopo la stagione delle piogge “Gu”.All’inizio di questa settimana, l’UNHCR e il Governo della Somalia tramite ponte aereo hanno assicurato aiuti di emergenza quali taniche, sapone, coperte, materassi, set da cucina e teli impermeabili, per assistere più di 8.000 persone a Baidoa, Bardheere e Qardho. Un secondo ponte aereo previsto per oggi, con aiuti destinati a Qardho, Bardheere, Beletweyn e Berdale, dovrebbe consentire all’UNHCR di estendere l’assistenza a un totale di 37.000 beneficiari.A marzo e aprile, sono ripresi gli attacchi armati ai danni di Al Shabab nella regione del Basso Scebeli, costringendo oltre 50.000 persone a fuggire dalle proprie case. Durante la fuga, le comunità sono state esposte direttamente al fuoco incrociato e agli attacchi di mortaio, nonché alle esplosioni verificatesi lungo le strade. Inoltre, sono stati riportati casi di reclutamento di minori, violenza sessuale e di genere e arresti arbitrari. Infine, a Gedo, nell’Oltregiuba, si stima che, a inizio marzo, i combattimenti in corso tra le varie parti in conflitto nella regione abbiano costretto 40.000 persone a fuggire da Belet Xawoo.L’UNHCR ritiene che, con l’ulteriore diffusione del COVID-19, la situazione sul piano umanitario peggiorerà. La maggior parte dei 2,6 milioni di IDP presenti in Somalia vive in insediamenti sovraffollati e molti di questi, soprattutto i nuovi sfollati, vivono in alloggi di fortuna fatti di sacchi di plastica, cartone e ramoscelli. Praticare distanziamento fisico e sociale è pressoché impossibile, e la disponibilità di acqua potabile è appena sufficiente per dissetarsi, certamente non per lavarsi la mani. Sussistono le condizioni ideali per una diffusa trasmissione del virus.Il Governo della Somalia ha cominciato a effettuare i test per rilevare il COVID-19 in tutto il Paese. Tuttavia, decenni di conflitto, accompagnati dalla carenza di kit per i test su scala mondiale, hanno lasciato le infrastrutture sanitarie in una condizione troppo precaria per poter assicurare una risposta, qualora il virus dovesse diffondersi rapidamente. Nonostante la Somalia abbia registrato 928 casi confermati di COVID-19, solo uno ne è emerso tra la popolazione di sfollati interni.Molti sfollati interni somali hanno visto crollare il proprio reddito, dal momento che le misure di prevenzione da COVID-19 hanno generato disoccupazione o una riduzione degli orari di lavoro, in particolare ai danni dei lavoratori a giornata o dei commercianti nei mercati. L’UNHCR ha osservato come i rifugiati siano stati tra i primi a perdere il lavoro. Allo stesso tempo, i prezzi degli alimentari salgono mentre le rimesse, un’àncora di salvezza per milioni di somali, continuano a calare vertiginosamente.In questa fase di crisi, l’UNHCR esorta la comunità internazionale ad assicurare fondi ulteriori alle agenzie umanitarie e al Governo della Somalia. Ieri, nell’ambito di un piano di più ampia portata lanciato dalle Nazioni Unite, l’UNHCR ha sollecitato gli Stati, il settore privato e i singoli sostenitori a donare 745 milioni di dollari per finanziare l’appello dell’Agenzia contro il COVID-19 al fine di garantire assistenza e protezione alle popolazioni in fuga nel mondo.

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Nelle carceri circola la droga?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Non sveliamo un segreto dicendo che nelle carceri circoli droga i cui introiti hanno la loro importanza. Nella sola Campania sono oltre quattrocentomila euro le perdite delle organizzazioni criminali che gestiscono la droga nelle carceri. A sostenerlo è Aldo Di Giacomo segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria S.PP.: “a Napoli vi è il sospetto che un’unica organizzazione criminale gestisca l’intero traffico di droga nelle carceri, che è sicuramente il più importante della regione. Si stima che quasi l’80% del fatturato provenga dalle due carceri napoletane. Parliamo di cifre sicuramente importanti che in questo periodo di coronavirus sono venute meno. Se fosse vero che i proventi della vendita di sostanze all’interno del carcere siano riutilizzati per finanziare i conti degli appartenenti alle organizzazioni finiti in galera e alle loro famiglie, si capirebbe facilmente l’aspettativa riposta sull’apertura dei colloqui che senza dubbi costituiscono un momento importante per far entrare sostanze all’interno delle strutture. Non è facile avere una stima precisa dei guadagni per staccio di droga nelle carceri Italiane, ma parliamo sicuramente di diversi milioni di euro annui”. Continua Di Giacomo: “appare evidente che una lotta seria alla criminalità continui anche in carcere, dove negli ultimi anni le organizzazioni hanno preso in pieno potere gestendo i loro traffici interni e riuscendo a gestire anche quelli esterni considerata la facilità con la quale riescano a comunicare con l’esterno. Speriamo che il nuovo pool di magistrati a Capo del D.A.P. riescano a centrare la loro attenzione anche su questi problemi e non solo sulla scarcerazione di pericolosi detenuti che sono sicuramente
parte importante di un sistema che non funzione ma non l’unico. Sarebbe ora di iniziare a spalmare i colloqui su tutta la settimana in modo da poter effettuare un controllo capillare su tutti i famigliari mettendo a disposizione della polizia penitenziaria impegnata nei controlli di strumenti che rilevino il contatto con stupefacenti come avviene negli aeroporti. Limitare l’ingresso di prodotti non facilmente controllabili, ma prima di tutto aumentare le pene al di sopra di 4 anni nel minimo per chi introduce o cerca di introdurre sostanze stupefacenti all’interno degli istituti penitenziari. La droga non è solo fonte di guadagli e di rovina per chi la usa ma anche segno della forza dell’organizzazione criminale”. Ultimo ma non ultimo l’introduzione di un reato specifico per chi cerca o introduce telefonini in carcere. Solo nell’ultimo anno sono stati ritrovati circa 2600 telefonini, conclude Di Giacomo.

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Torino: sperimentazione di droni speciali chiamati Skycopter

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Alla presenza dell’Autorità Aeronautica Italiana (ENAC), della Sindaca di Torino, Chiara Appendino e del Vice Presidente MEDC (Michigan Economic Development Corporation), Ryan Michael è stato presentato un progetto che vede la Città di Torino in prima linea a livello internazionale nella sperimentazione di droni speciali chiamati Skycopter, realizzati dalla Skypersonic, azienda americana con sede a Detroit.L’iniziativa ha come focus l’utilizzo di questi droni in modalità BVLOS indoor, ovvero per missioni di ispezione e sanificazione in spazi chiusi, sia pubblici sia privati, il cui controllo avverrà direttamente dall’ufficio centrale della stazione di Polizia Municipale di Torino con il supporto dal centro di controllo di Skypersonic a Detroit.La Città di Torino, virtuosa per l’uso delle tecnologie avanzate in ambito di mobilità aerea urbana, ha creato una Drone Unit collocata negli spazi del Comando della Polizia Municipale che già opera, attraverso droni e sensori d’aria e programmi di monitoraggio del territorio, per supportare misure di prevenzione al contenimento della emergenza COVID-19. In questo contesto, all’interno dell’iniziativa di solidarietà di innovazione ‘Torino City Love’ (https://www.torinocitylab.it/it/submit-to/challenge/torino-city-love), l’Amministrazione ha avviato un proficuo dialogo con Skypersonic che ha messo a disposizione competenze, tecnologia e servizi per i torinesi.L’azienda americana – fondata da un ingegnere italiano – produttrice di droni speciali utilizzati in operazioni rischiose o d’emergenza come le ispezioni nucleari o gli impieghi nella sicurezza pubblica, in questo periodo di emergenza COVID-19, vista l’impossibilità di inviare i propri esperti nelle varie Nazioni, ha ideato, sviluppato e realizzato una piattaforma di pilotaggio da remoto per direzionare il volo dei propri droni Skycopter da qualsiasi parte del mondo.Il sistema è stato per la prima volta in assoluto adottato dalla Drone Unit del Comune di Torino per essere usato nelle attività di ispezione, monitoraggio e sanificazione di luoghi indoor. Questi droni sono unici perché volano anche all’interno di spazi confinati come le tubazioni degli impianti, le fognature, le ciminiere e le aree contaminate in genere.Per funzionare in scenari così pericolosi, il team di ingegneri, di cui alcuni italiani, ha brevettato tecnologie uniche per la localizzazione dei droni in assenza di GPS e per la trasmissione di segnali video e di controllo anche a grandi distanze.

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Nel I trimestre 2020, acquisti delle PA sugli strumenti Consip per oltre 3,2 miliardi di euro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

È di 3,2 miliardi di euro il valore degli acquisti effettuati nei primi tre mesi del 2020 tramite gli strumenti messi a disposizione da Consip (Convenzioni, Accordi quadro, Mepa, Sdapa), nell’ambito del Programma di razionalizzazione degli acquisti che la società gestisce per conto del Mef. Il risultato segna un incremento del +3% rispetto allo stesso periodo del 2019.Un’offerta ampia e differenziata che fa segnare, al 31 marzo 2020, sempre più utilizzatori:Le amministrazioni, con quasi 95mila “centri di spesa” abilitati al sistema, hanno concluso 143mila ordini d’acquisto attraverso almeno una delle oltre 80 iniziative attive (di cui l’80% con requisiti “green”). I fornitori aggiudicatari di gare o abilitati agli strumenti Consip sono 133mila e di questi il 99% sono Micro, Piccole e Medie Imprese. Dal punto di vista operativo, nel corso dei primi tre mesi del 2020, il valore bandito è stato di oltre 900 milioni di euro e il valore aggiudicato di oltre 700 milioni di euro.In crescita anche le gare in modalità ASP (application service provider), per le quali Consip rende disponibile la piattaforma di negoziazione per acquisti autonomi delle amministrazioni. Nei primi tre mesi del 2020 sono state bandite 269 gare (236 del I trimestre 2019), per un valore di oltre 495 milioni di euro.Va infine segnalato che una considerevole parte dell’impegno operativo dell’azienda nel primo trimestre è stato sulle procedure d’urgenza per l’emergenza Covid-19 – a seguito della nomina di Consip come Soggetto attuatore della Protezione civile.In particolare – attraverso 6 procedure d’urgenza, con tempi di aggiudicazione medi di 3 giorni – sono stati stipulati contratti con più di 100 imprese, gestiti oltre 1.600 ordini verso più di 250 strutture sanitarie su tutto il territorio nazionale.

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Emergenza Covid-19 Artigiani: cassa integrazione sui conti correnti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Tempi record per i sussidi richiesti al Fondo di solidarietà della categoria. Evase le pratiche di oltre 43mila aziende, 170mila i lavoratori raggiunti dai benefici. Ad ognuno più di 2mila euro netti sul conto per le nove settimane. Sono 658mila le persone che hanno richiesto la prestazione. Dalla Lombardia, il numero maggiore di domande. Leader, Milano e Torino.Ci sono lavoratori che, in Italia, hanno già ricevuto la cassa integrazione. FSBA, il Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato (costituito da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Claai, Cgil, Cisl e Uil), ha già effettuato bonifici a quasi 170mila persone (169.887) per un totale erogato di 80 milioni di euro circa (79.727.180,24). “Abbiamo già evaso un importante numero di pratiche – dichiara Fausto Cacciatori, presidente di FSBA. E, questo, grazie al prezioso lavoro delle 21 articolazioni territoriali degli Enti Bilaterali Regionali e alla collaborazione decisiva dei sindacati a livello nazionale e locale”.Sono 174.917mila le aziende artigiane che hanno richiesto la prestazione prevista da FSBA e oltre 658mila i lavoratori. A regime, per le nove settimane, verranno erogati sussidi per circa due miliardi di euro. “Stiamo procedendo con la massima velocità per garantire sostegno ai dipendenti delle imprese artigiane e alle loro famiglie -dichiara Fausto Cacciatori, presidente di FSBA. A fronte delle domande ad oggi pervenute si rendono necessarie ingenti risorse per le nove settimane previste dal Decreto Ministeriale e ogni lavoratore, per lo stesso periodo, riceverà, attivando tutte le nove settimane, più di 2.000 euro netti. Stiamo accelerando perché vogliamo che il tessuto delle nostre imprese, cuore pulsante del Paese, arrivi intatto all’appuntamento con la ripresa economica. Non vogliamo lasciare indietro nessuno”.Ad oggi la Regione con più domande inserite è la Lombardia (34.145 aziende per 134.089 lavoratori) che è anche la Regione maggiormente beneficiata dalle prime erogazioni.“Il nostro territorio e quello maggiormente colpito dall’epidemia – dice il Presidente dell’ente bilaterale lombardo, Giovanni Bozzini – abbiamo già erogato sussidi a quasi 45mila lavoratori artigiani (44.999) per oltre 21 milioni di euro stanziati (21.380.631,90). Penso che sia stato fatto un buon lavoro, in anticipo rispetto ad ogni previsione, che permette ai nostri lavoratori di guardare al domani con più serenità”.Milano (7.573 aziende per 26.187 lavoratori) è la città dove il disagio per gli artigiani, stando alle domande inoltrate, risulta più marcato. La meccanica, la produzione e la lavorazione di metalli e l’autoriparazione è il settore dove sono maggiori le richieste, seguite dai servizi alla persona.“La bilateralità dell’artigianato sta facendo molto bene, tanto a livello nazionale quanto a livello regionale – conclude Claudio Mor, Vicepresidente dell’Ente Bilaterale Lombardo dell’artigianato – e questa mole di lavoro sviluppata in tempi relativamente brevi costituisce un segnale positivo per il comparto, le sue imprese e i suoi lavoratori”.

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“Lavoro sì, ma da casa e per sempre?”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Sogeea SpA, prima azienda in Italia, dice addio a tutti gli uffici aziendali in Italia e in Albania; nonostante oggi segni per molti il rientro al lavoro, da ora in poi Sogeea impiegherà i propri dipendenti e collaboratori solo in smart working grazie ad ALEX, il nuovo sistema digitale ideato dall’azienda che ricrea in qualsiasi posto l’ambiente ufficio. Dopo aver verificato la conclusione positiva di tutti i test sule nuove piattaforme, il Consiglio di Amministrazione lo ha reso noto al termine dell’ultima seduta, evidenziando come l’efficienza di ogni risorsa umana a marzo e aprile di quest’anno sia migliorata del 20% rispetto allo stesso periodo nei tre anni precedenti, disponendo da casa – o da dove si vuole – di tutti gli strumenti che prima il dipendente utilizzava in ufficio, compresa l’interazione in azienda ed i rapporti umani con i colleghi.«Il modello smart, messo a punto da Sogeea con ALEX, non è un telelavoro – spiega il Presidente del Consiglio di Amministrazione Ing. Sandro Simoncini – ma un sistema nuovo che mette al centro dell’attenzione la qualità della vita ed il rapporto tra la risorsa e l’azienda, facendogli assumere un carattere innovativo ma soprattutto prezioso. Abbiamo puntato su tre aspetti – la ricerca di un nuovo sistema di lavoro efficiente, la creazione di un ambiente ideale per il lavoratore e la scelta di piattaforme altamente innovative, scegliendo Microsoft e Opensolution come partner per questa operazione».L’emergenza della pandemia Covit-19 ha fatto capire a molte aziende come possano gestire meglio ogni attività, escludendo anche ciò che prima si riteneva indispensabile e che magari rubava tempo prezioso alle risorse. Sogeea (azienda che opera nel settore Real Estate italiano, specializzata nella regolarizzazione degli asset immobiliari e in operazioni di valutazione acquisizione e dismissione dei patrimoni immobiliari) inverte la rotta verso una gestione aziendale green e sostenibile. Basti pensare al taglio di tutto il materiale di consumo generalmente impiegato in ufficio come carta, toner e cancelleria varia. Non solo. Oggi, lunedì 4 maggio, i dipendenti e collaboratori Sogeea rimarranno a casa evitando il pericolo di assembramento, contribuendo a ridurre sia il traffico cittadino sia le emissioni nocive generate dai mezzi di trasporto.«Abbiamo solo anticipato quello che in Italia succederà tra qualche anno – ha concluso Simoncini – puntando l’attenzione alla qualità della vita personale e riscontrando la soddisfazione delle nostre preziose risorse umane che grazie a questa nuova riorganizzazione aziendale da ora in poi avranno la possibilità non solo di lavorare da casa, recuperando la durata di percorrenza, spesso interminabile, per giungere in ufficio, ma soprattutto di conciliare i tempi di vita personale e lavoro».

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