Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Archive for 14 maggio 2020

Covid-19: Al via a Brescia ai test sierologici per privati e aziende

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Brescia. La delibera della Regione Lombardia, che autorizza i laboratori privati a eseguire i test sierologici, è stata approvata solo martedì e Fondazione Poliambulanza è già in pista. Il provvedimento dà infatti la possibilità sia ai cittadini privati che agli impiegati delle aziende convenzionate di sottoporsi al test e, quando necessario, a tampone. I cittadini si potranno recare – in fascia pomeridiana – nella sede di via Bissolati e – in fascia mattutina – sempre a Brescia in altri due punti prelievo, Casa di Dio e S. Angela, e a Castiglione delle Stiviere. Ai dipendenti delle aziende il test sierologico sarà eseguito presso la sede in cui prestano servizio. Il sistema è quello di Abbott e consiste in un semplice prelievo del sangue, volto ad analizzare la presenza delle immunoglobuline G (IgG), gli anticorpi che si attivano in risposta al virus. Se il test rileva le IgG specifiche nel sangue, dà esito positivo il paziente è tenuto – a suo carico – all’esecuzione del tampone per la ricerca del genoma virale. Il Sistema Abbott garantisce un’affidabilità del 96% e non è necessario rispettare il digiuno prima della sua effettuazione. Il test va prenotato, obbligatoriamente, tramite l’app “Prenoting” o telefonicamente e il costo ammonta a 35 euro mentre il costo del tampone a 70 euro. Prenoting https://mypoli.poliambulanza.it/prenoting/

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Governo. Decreto Rilancio o di Aiuti?

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Più che un decreto “Rilancio” dovremmo chiamarlo decreto “Aiuti” e, visti i risultati del decreto “Cura Italia”, abbiamo più di una perplessità.Il decreto “Rilancio”, in 256 articoli e 464 pagine, stanzia 55 miliardi, a debito, che più che rilanciare assiste. Dopo i primi due trimestri catastrofici ci si aspettava un “Rilancio”, appunto, per i prossimi due trimestri. Allora occorre chiamare con il proprio nome ciò che si approva.Rileviamo che, prima di annunciare le misure assistenziali, sarebbe istituzionalmente opportuno attendere la firma del Presidente della Repubblica ma, tant’è, le sensibilità istituzionali o le hai o non le hai.Occorre capire come si fa a produrre ricchezza. Da quello che leggiamo, non ci sembra che ci siano molti spazi di manovra; tra l’altro si stanziano 3 miliardi per l’Alitalia, che è un pozzo di san Patrizio, che continuerà a ingurgitare denaro senza produrre attivi, rappresentando solo l’8% del traffico aereo da e per l’Italia.Speriamo negli interventi europei: Mes, Sure e Bei, e più in là il Recovery Fund, dovrebbero consentire, da giugno prossimo, interventi tali da avviare positivamente i successivi trimestri. Il Mes, con la linea di credito di 36 miliardi per la sanità, potrebbe consentire di trasferire risorse nazionali dal settore sanitario a quello produttivo, lo Sure consentirebbe di alleviare gli interventi nazionali per la cassa integrazione trasferendoli ad altri settori. Ci sono, poi, gli interventi della Bei relativi a finanziamenti per interventi nei trasporti, nelle telecomunicazioni, nella ricerca, per l’ambiente e per l’istruzione. Il pacchetto è dotato di 500 miliardi di euro. Da utilizzare prima possibile. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Il “Decreto Rilancio sulla sanità” apre le porte al territorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

E lo fa anche secondo alcune linee che la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) chiede ormai da tempo, prevedendo un aumento degli organici. La misura prevista per gli infermieri è di 8 ogni 50mila abitanti: 9.600 in più cioè, circa la cifra che FNOPI aveva già sottolineato come necessaria per dare il via alla figura dell’infermiere di famiglia/comunità durante la pandemia, anche se a regime ne serviranno secondo la Federazione almeno 20mila. In un primo tempo le assunzioni sono previste fino a fine anno, poi dal 2021 saranno stabilizzate a tempo indeterminato.“Questo passo – sottolinea Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI – riconosce la necessità già scritta da Governo e Regioni nel Patto per la salute 2019-2021 di introdurre a pieno titolo la figura dell’infermiere di famiglia/comunità. E non solo come supporto alla prima linea di COVID-19 che si sposta ormai sul territorio, ma anche per l’assistenza sempre necessaria a cronici e fragili non Covid”.Una figura che col Decreto Rilancio viene confermata e istituita “per legge”, aprendo la porta alla sua istituzione omogena su tutto il territorio nazionale per il miglioramento dell’assistenza.Dove l’infermiere di famiglia/comunità è già attivo infatti (ad esempio dal 2004 in Friuli-Venezia Giulia, ma lo ha regolamentato anche la Toscana che lo affianca già in micro-équipe ai medici del territorio e altre Regioni hanno deliberato la sua in introduzione come il Piemonte, la Liguria, il Lazio ecc.) ha già dato risultati eccellenti: riduzione del 20% dei “codici bianchi” al pronto soccorso, del 10% delle ospedalizzazioni, interventi più rapidi sul territorio con una riduzione dei tempi di percorrenza dal 33 al 20%, maggior gradimento dei cittadini.“Questo – aggiunge la presidente FNOPI – è il primo passo: ora si deve proseguire con un modello di assistenza in cui Governo e Regioni prevedano l’organizzazione omogenea sul territorio di queste nuove forze. Un passo a cui deve seguire un ampliamento della figura di questi professionisti che deve essere da subito ben definita, strutturata e riconosciuta a livello formativo. Per farlo la FNOPI è come sempre pronta alla collaborazione più ampia con le istituzioni”.Ma c’è un’ombra secondo FNOPI tra le righe del decreto che va risolta in fretta. Giustissimo e indispensabile prevedere nuovi posti di terapia intensiva: “Non possiamo farci trovare impreparati un’altra volta”, sottolinea Mangiacavalli. Per assicurare l’indispensabile assistenza di cui c’è bisogno in un settore così delicato, è necessario prevedere un ampliamento dell’organico. Gli standard nazionali e internazionali indicano che sono necessari ogni 8 posti letto di terapia intensiva 24 infermieri e 12 ogni 8 posti letto di terapia sub-intensiva: circa 17mila infermieri in più – senza considerare le carenze attuali sotto gli occhi di tutti – in funzione solo dei nuovi posti previsti dal decreto. Secondo gli standard internazionali, ogni infermiere dovrebbe assistere in media non più di sei pazienti per ridurre il rischio di mortalità del 20-30%, ma ci sono regioni dove il rapporto raggiunge 1:16 e comunque non si scende sotto 1:9. E per le terapie intensive il dato è più rigido: un infermiere, ovviamente specializzato nell’emergenza, dovrebbe seguire al massimo poco più di un paziente e due in sub-intensiva per garantire un’assistenza all’altezza della gravità dei ricoveri. Oggi personale a sufficienza non c’è e i pazienti rischiano di restare soli.

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Sono aperte le iscrizioni al corso gratuito ‘La comunicazione e l’intelligenza emotiva nella didattica a distanza’

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

E’ stato promosso dall’equipe clinica e medico-psicologica dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) , in collaborazione con la task force per le emergenze educative del Ministero dell’Istruzione (MI), la Società italiana di Pediatria e il portale di informazione Diregiovani. Si articolerà in 6 videolezioni con la modalità e-learning. Il corso è rivolto ai docenti di ogni ordine e grado di scuola, con l’obiettivo di fornire riflessioni e suggerimenti per l’insegnamento sui temi della comunicazione e della competenza relativa all’intelligenza emotiva. Il tutto declinato nella didattica a distanza, al fine di sostenere e mantenere vivo il rapporto scuola-studenti e il dialogo educativo tra scuola e famiglia. È possibile anche vedere il video di presentazione del corso, realizzato dalle docenti Linda Pecoriello e Maria Chiara Pecoraro, psicoterapeute dell’età evolutiva dell’IdO, pubblicato sul canale youtube dell’Istituto(https://www.youtube.com/watch?v=v9p7us5I_7U&t=81s).
“L’iniziativa intende rispondere alle tante richieste giunte, da parte dei docenti, al servizio online attivato su tutto il territorio nazionale dall’IdO nell’ambito delle iniziative della Task force per l’emergenza educativa del MI- fanno sapere le docenti- per accogliere e sostenere la comunità scolastica che si trova a confrontarsi con un importante riadattamento della didattica”.
Nelle videolezioni si parlerà di comunicazione e di intelligenza emotiva. “Nello specifico si scopriranno gli elementi per una comunicazione efficace- aggiungono le terapeute IdO- Si potrà comprendere l’importanza della didattica per competenze e di come favorisca una visione più ampia dello studente e di quanto possa essere utile sperimentarla e metterla in atto ora per favorire la partecipazione attiva dei ragazzi”. Infine, verranno evidenziati gli aspetti della comunicazione non verbale e para-verbale per “capirne l’importanza nella didattica a distanza e porre, quindi, l’attenzione su tutto ciò che non è esplicito. Si potrà, inoltre, comprendere come l’intelligenza emotiva possa influenzare l’apprendimento nel contesto scolastico. Numerose evidenze scientifiche- rimarcano le studiose- riportano che ad alti livelli di intelligenza emotiva corrispondano risultati scolastici migliori”. Infine, verrà affrontato “un tema molto caro ai docenti, la motivazione, che soprattutto nella didattica a distanza sembra venir meno”, concludono Pecoriello e Pecoraro.

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Scuola: Azzolina conferma 32 mila assunzioni a settembre

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Sui concorsi, per portare in ruolo 80 mila nuovi docenti su meno della metà dei posti vacanti, siamo alla stretta finale, ma le posizioni dei partiti di maggioranza sulle modalità di svolgimento continuano ad essere ben diverse. È quanto emerso oggi, a seguito delle ultime dichiarazioni sul tema dell’immediato reclutamento. All’ora di pranzo, in Audizione alla Camera la ministra Lucia Azzolina ha rivendicato la pubblicazione dei tre bandi di concorso pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 28 aprile scorso definendola “un grande risultato, che tutto il Governo può rivendicare con orgoglio. È mio impegno assumere i precari a settembre e ho sempre lavorato in questa direzione”. Disco verde dalla titolare del MI anche per la trasformazione delle graduatorie d’istituto in provinciali “digitalizzando tutto”. Il Pd però sostiene che non vi sono le condizioni per svolgere i concorsi a breve e rilancia le selezioni per titoli.
“Se le cose stanno così – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – al compimento dell’opera, per salvare la scuola dal caos assicurato in corrispondenza dell’inizio del prossimo anno scolastico, mancano solo pochi tasselli: il primo è quello di permettere l’immissione in ruolo su graduatorie d’istituto. Non utilizzarle per le stabilizzazioni sarebbe un peccato capitale, perché lascerebbe tantissimi posti ai precari senza esperienza, da individuare tramite Mad, e renderebbe inutile anche quest’anno l’autorizzazione del contingente di assunzioni in ruolo da parte del ministero delle Finanze, come è accaduto nel 2018 e la scorsa estate, quando oltre la metà delle quasi 60 mila convocazioni andarono perse per mancanza di aspiranti”.
Il ministero sta lavorando per permettere in sicurezza lo svolgimento delle prove del concorso straordinario della scuola secondaria di primo e secondo grado, ha annunciato la ministra dell’Istruzione. In particolare, nel Decreto Rilancio sarà prevista la possibilità di svolgere le prove in sedi decentrate. Infine, la ministra ha accennato ai 16mila posti in più (8.000 allo straordinario e 8.000 all’ordinario), che saranno aggiunti ai posti già approvati per il concorso.Il contesto sfavorevole, però, potrebbe compromettere l’obiettivo: il concorso straordinario per 32 mila posti, se confermato in questi termini descritti dalla ministra dell’Istruzione, molto difficilmente potrà infatti svolgersi in tempi rapidi. Inoltre continua a contenere dei paletti sugli accessi che se non rimossi con gli emendamenti al decreto legge 22 sulla Scuola produrranno dei ricorsi seriali probabilmente senza precedenti per quantità e tipologia.

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Dirigenti scolastici e sicurezza degli istituti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Il Parlamento e le forze politiche continuano a tacere sulle enormi responsabilità penali che gravano in capo ai Dirigenti scolastici per tutto ciò che riguarda la sicurezza, annoso problema ad oggi non risolto che viene aggravato ulteriormente dalla pandemia causata dal Covid-19 che pone ulteriori interrogativi. “Di chi sarà la responsabilità se con la riapertura delle scuole a settembre, un docente, un collaboratore scolastico o ancora peggio uno studente devesse contrarre il virus?” I presidi di UDIR chiedono uno scudo penale legislativo evidenziando come risulterà difficile, pur dopo aver messo in essere tutti gli accorgimenti di sicurezza, con i mezzi e le strutture di cui dispongono e disporranno le scuole, risalire alle origini e alla diffusione di eventuali casi di contagio all’interno della comunità scolastica, visibilmente numerosa e composita, tra alunni di diverse fasce d’età, docenti, personale ATA, famiglie, fornitori, interlocutori territoriali.Un altro interrogativo che ci si pone “che fine ha fatto la proposta di Disegno di Legge 1217, che ad oggi si trova bloccata alla Camera dei Deputati”, che si prefiggeva di rivedere le responsabilità del dirigente scolastico-datore di lavoro per le condizioni di sicurezza degli edifici scolastici? Per i Dirigenti Udir urge un immediato intervento del Parlamento e di tutte le forze politiche che corregga il tiro e metta al riparo dalle responsabilità penali a cui sono soggetti che non sono proprio peculiarità da attribuire al ruolo del Dirigente scolastico, che deve occuparsi del buon andamento organizzativo della sua scuola sotto gli aspetti didattici ed educativi. Lo scudo penale si impone come atto dovuto e di necessità nei confronti dei Dirigenti Scolastici in ragione delle tante incognite perduranti nelle dinamiche di diffusione del Covid-19 a cui neppure la ricerca e l’arte medica riescono univocamente a dare risposte e soluzioni. L’ultimo scenario nel quale i presidi di UDIR si vorrebbero trovare è quello di doversi difendere di fronte a ipotesi di contagio, magari avvenuti fuori dalle scuole, di incerta individuazione e dei quali magari verrebbero chiamati a rispondere penalmente e patrimonialmente. Presto Udir proporrà una serie di incontri per affrontare i temi avvalendosi anche di figure legali di spicco in ambito penale.

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Anniversario Dichiarazione d’indipendenza dello Stato di Israele

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Nella notte fra il 5 e il 6 di Iyar del 5708, allo scadere del mandato britannico, veniva proclamata la nascita dello stato di Israele. La Dichiarazione d’Indipendenza venne letta dal Primo Ministro d’Israele, David Ben-Gurion il 14 Maggio 1948:
In ERETZ ISRAEL è nato il popolo ebraico, qui si è formata la sua identità spirituale, religiosa e politica, qui ha vissuto una vita indipendente, qui ha creato valori culturali con portata nazionale e universale e ha dato al mondo l’eterno Libro dei Libri. Dopo essere stato forzatamente esiliato dalla sua terra, il popolo le rimase fedele attraverso tutte le dispersioni e non cessò mai di pregare e di sperare nel ritorno alla sua terra e nel ripristino in essa della libertà politica. Spinti da questo attaccamento storico e tradizionale, gli ebrei aspirarono in ogni successiva generazione a tornare e stabilirsi nella loro antica patria; e nelle ultime generazioni ritornarono in massa. Pionieri, ma’apilim e difensori fecero fiorire i deserti, rivivere la loro lingua ebraica, costruirono villaggi e città e crearono una comunità in crescita, che controllava la propria economia e la propria cultura, amante della pace e in grado di difendersi, portando i vantaggi del progresso a tutti gli abitanti del paese e aspirando all’indipendenza nazionale.
Nell’anno 5657 (1897), alla chiamata del precursore della concezione d’uno Stato ebraico Theodor Herzl, fu indetto il primo congresso sionista che proclamò il diritto del popolo ebraico alla rinascita nazionale del suo paese. Questo diritto fu riconosciuto nella dichiarazione Balfour del 2 novembre 1917 e riaffermato col Mandato della Società delle Nazioni che, in particolare, dava sanzione internazionale al legame storico tra il popolo ebraico ed Eretz Israel [Terra d’Israele] e al diritto del popolo ebraico di ricostruire il suo focolare nazionale. La Shoà [catastrofe] che si è abbattuta recentemente sul popolo ebraico, in cui milioni di ebrei in Europa sono stati massacrati, ha dimostrato concretamente la necessità di risolvere il problema del popolo ebraico privo di patria e di indipendenza, con la rinascita dello Stato ebraico in Eretz Israel che spalancherà le porte della patria a ogni ebreo e conferirà al popolo ebraico la posizione di membro a diritti uguali nella famiglia delle nazioni. I sopravvissuti all’Olocausto nazista in Europa, così come gli ebrei di altri paesi, non hanno cessato di emigrare in Eretz Israel, nonostante le difficoltà, gli impedimenti e i pericoli e non hanno smesso di rivendicare il loro diritto a una vita di dignità, libertà e onesto lavoro nella patria del loro popolo.Durante la seconda guerra mondiale, la comunità ebraica di questo paese diede il suo pieno contributo alla lotta dei popoli amanti della libertà e della pace contro le forze della malvagità nazista e, col sangue dei suoi soldati e il suo sforzo bellico, si guadagnò il diritto di essere annoverata fra i popoli che fondarono le Nazioni Unite. Il 29 novembre 1947, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione che esigeva la fondazione di uno Stato ebraico in Eretz Israel. L’Assemblea Generale chiedeva che gli abitanti di Eretz Israel compissero loro stessi i passi necessari da parte loro alla messa in atto della risoluzione. Questo riconoscimento delle Nazioni Unite del diritto del popolo ebraico a fondare il proprio Stato è irrevocabile. Questo diritto è il diritto naturale del popolo ebraico a essere, come tutti gli altri popoli, indipendente nel proprio Stato sovrano. Decidiamo che, con effetto dal momento della fine del Mandato, stanotte, giorno di sabato 6 di Iyar 5708, 15 maggio 1948, fino a quando saranno regolarmente stabilite le autorità dello Stato elette secondo la Costituzione che sarà adottata dall’Assemblea costituente eletta non più tardi del 1 ottobre 1948, il Consiglio del Popolo opererà come provvisorio Consiglio di Stato, e il suo organo esecutivo, l’Amministrazione del Popolo, sarà il Governo provvisorio dello Stato ebraico che sarà chiamato Israele.Lo Stato d’Israele sarà aperto per l’immigrazione ebraica e per la riunione degli esuli, incrementerà lo sviluppo del paese per il bene di tutti i suoi abitanti, sarà fondato sulla libertà, sulla giustizia e sulla pace come predetto dai profeti d’Israele, assicurerà completa uguaglianza di diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti senza distinzione di religione, razza o sesso, garantirà libertà di religione, di coscienza, di lingua, di istruzione e di cultura, preserverà i luoghi santi di tutte le religioni e sarà fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite. Lo Stato d’Israele sarà pronto a collaborare con le agenzie e le rappresentanze delle Nazioni Unite per l’applicazione della risoluzione dell’Assemblea Generale del 29 novembre 1947 e compirà passi per realizzare l’unità economica di tutte le parti di Eretz Israel. Facciamo appello alle Nazioni Unite affinché assistano il popolo ebraico nella costruzione del suo Stato e accolgano lo Stato ebraico nella famiglia delle nazioni.Facciamo appello – nel mezzo dell’attacco che ci viene sferrato contro da mesi – ai cittadini arabi dello Stato di Israele affinché mantengano la pace e partecipino alla costruzione dello Stato sulla base della piena e uguale cittadinanza e della rappresentanza appropriata in tutte le sue istituzioni provvisorie e permanenti. Tendiamo una mano di pace e di buon vicinato a tutti gli Stati vicini e ai loro popoli, e facciamo loro appello affinché stabiliscano legami di collaborazione e di aiuto reciproco col sovrano popolo ebraico stabilito nella sua terra. Lo Stato d’Israele è pronto a compiere la sua parte in uno sforzo comune per il progresso del Medio Oriente intero. Facciamo appello al popolo ebraico dovunque nella Diaspora affinché si raccolga intorno alla comunità ebraica di Eretz Israel e la sostenga nello sforzo dell’immigrazione e della costruzione e la assista nella grande impresa per la realizzazione dell’antica aspirazione: la redenzione di Israele.Confidando nella Rocca di Israele, noi firmiamo questa Dichiarazione in questa sessione del Consiglio di Stato provvisorio, sul suolo della patria, nella città’ di Tel Aviv, oggi, vigilia di sabato 5 Iyar 5708, 14 maggio 1948.

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EU-Belarus: green light to agreements on readmission and visa facilitation

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

The European Parliament backed on Wednesday two agreements with Belarus to facilitate the return of persons without the right to stay and the issuance of visas for short trips.MEPs approved the readmission agreement with 560 votes to 117 and 13 abstentions. The deal for cheaper short-stay visas that are issued more quickly was passed with 634 votes to 48 and 4 abstentions.Under the readmission agreement, Belarus commits to readmit its nationals who do not, or who no longer, fulfil the conditions in force for entry to, presence in, or residence on, the territory of EU member states. This will also apply to persons who hold a residence permit or a valid visa issued by Belarus, and those who illegally entered EU territory directly after having stayed on, or transited through, the territory of Belarus.The general visa fee for both Belarusians and EU citizens travelling to the other territory for up to 90 days in any 180-day period will be reduced to €35 (some categories of travellers will be exempt from paying fees). The deadlines for consulates to deal with requests will be reduced to 10 calendar days (extendable to a maximum of 30 days). Some Belarusian travellers, such as journalists, students and members of official delegations, will be able to receive multiple-entry visas that will be valid for longer and they will have to submit fewer supporting documents to justify their purpose of travel.EU citizens can already enter Belarus without a visa for periods of up to 30 days, provided they cross the border at Minsk International Airport. For longer periods, of up to 90 days in any 180-day period, the new agreement will apply reciprocally.
MEPs underline that Belarus has engaged in the last few years in improving the respect of universal freedoms, the rule of law, and human rights, including the freedoms of speech, expression and of media, and labour rights. They also stress that these all constitute fundamental criteria for the EU’s policy towards third countries and that the visa facilitation agreement could be suspended, totally or partially, for human rights and democracy considerations. The two agreements will not apply either to Denmark or Ireland.

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70th anniversary of the Schuman Declaration

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Bruxelles. At 10:00, MEPs will commemorate the 70th anniversary of the declaration by French Foreign Minister Robert Schuman on 9 May 1950, which set Europe on the course of integration in the aftermath of the Second World War. They are set to discuss current and future challenges and the Conference on the Future of Europe.
A part of yesterdays’ voting results will be announced at 09:00. MEPs will then hold a first remote electronic voting session between 09.30 and 10.45, with results being announced at 13.15. A second voting session will take place between 13:30 and 14:45 with announcements at 17:15. A third voting session will start at 17:30 and end at 18:45. During those voting sessions, MEPs will vote on budget discharge resolutions, on Parliament’s 2021 budget and on the first batch of amendments on a resolution on the new EU long-term budget, own resources and the Recovery plan.

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Scuola Supplenze: il MEF deve garantire il pagamento degli stipendi di chi ha lavorato

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Il MEF blocca il pagamento degli stipendi per i supplenti brevi cui, durante l’emergenza Covid-19, è stato prorogato il contratto in modo non conforme a quanto indicato dalla nota ministeriale del 5 aprile. Molte scuole hanno, però, stipulato contratti con data termine successiva al 3 aprile. Il blocco del MEF rischia adesso di negare il pagamento degli stipendi ai docenti che hanno prestato il loro servizio con la didattica a distanza.Marcello Pacifico (ANIEF): Chi ha lavorato in virtù di un contratto adesso deve essere retribuito. Non è possibile chiedere ai supplenti di pagare il prezzo di una confusione che non hanno creato loro.È caos sulle supplenze prorogate anche in caso di rientro del titolare. Il decreto 18/2020 “Cura Italia” (art. 121) le aveva autorizzate assegnando comunque alle istituzioni scolastiche le risorse finanziarie per i contratti di supplenza breve e saltuaria. Da lì in poi, però, nulla è più andato nel verso giusto. Prima il Ministero dell’istruzione ha dato indicazioni di considerare possibili tali proroghe solo per i docenti ed esclusivamente dalla data di entrata in vigore del decreto (17 marzo), nonostante l’emergenza e la conseguente sospensione delle attività didattiche fossero in atto già da prima.Poi, lo scorso 5 aprile, la prima doccia fredda: con la nota n. 8615 il Ministero dell’istruzione ha comunicato che sulla base del confronto dei dati di marzo con la spesa storica del periodo per i contratti di supplenza breve, non risultava necessario autorizzare, come invece consentito dal decreto Cura Italia, contratti in caso di rientro del titolare. Decisione confermata anche per il mese di aprile dalla nota 10133 del 21/04/2020.Infine, il MEF decide adesso di bloccare i contratti di supplenza stipulati in contrasto con quanto indicato nelle note del Ministero dell’istruzione. Peccato, però, che molte scuole quei contratti li abbiano stipulati e che i docenti abbiano già prestato il loro servizio, garantendo lo svolgimento della didattica a distanza. È bene ricordare quale sia la ratio della deroga, prevista dal decreto “Cura Italia”, che ha consentito la proroga dei contratti anche in caso di rientro del titolare. Il Regolamento delle supplenze (DM 131/2007) all’art. 7 comma 4 prevede che “Per ragioni di continuità didattica, ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, senza soluzione di continuità o interrotto solo da giorno festivo o da giorno libero dall’insegnamento, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto”. Ovviamente la circostanza del mancato rientro del titolare poteva essere verificata solo alla ripresa delle attività didattiche ordinarie, sospese però a causa dell’emergenza sanitaria. Il rischio, quindi, era di avere docenti formalmente rientrati in servizio durante la sospensione che però, alla data di eventuale ripresa delle attività in presenza avrebbero potuto assentarsi nuovamente, causando così il rientro del supplente e la chiusura del periodo di supplenza attraverso la proroga a decorrere dal giorno immediatamente successivo a quello di termine del precedente contratto. È proprio per ovviare a questo impasse, che peraltro rischiava di avere un impatto sulla già difficilmente gestibile didattica a distanza, che è stata introdotta la deroga di cui al decreto “Cura Italia”. Ragioni, come si vede, che rimangono ancora oggi attuali e che addirittura si fondono quelle dell’art. 37 del CCNL Scuola 2007/09 (ancora vigente sul punto) che prevede, a determinate condizioni, la permanenza in servizio del supplente in caso di rientro del titolare dopo il 30 aprile.

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Planmeca Romexis® 6.0: la nuova versione del software leader a livello mondiale ​​​​​​​

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

La versione interamente rivisitata del rivoluzionario software Planmeca all-in-one, Planmeca Romexis®, è ora disponibile all’acquisto. La nuova versione del software introduce un’interfaccia utente migliorata, per un’usabilità superiore, nonché un’ampia gamma di nuovi strumenti e funzionalità.La piattaforma del software Planmeca Romexis® 6.0 supporta la più versatile gamma di modalità di imaging, dal 2D e 3D al CAD/CAM. Un unico software fornisce una soluzione all-in-one per tutte le specialità e per cliniche di qualsiasi dimensione. La versione 6.0 propone un aspetto moderno che mette al centro l’usabilità. La facile navigazione, con un minor numero di clic, e un’interfaccia utente personalizzabile, semplificano il flusso di lavoro. Inoltre, Romexis 6.0 introduce procedure guidate flessibili per flussi di lavoro, caratteristica che rende da subito semplice e gradevole l’utilizzo del software.La nuova versione del software elimina il confine tra imaging 2D e 3D introducendo un visualizzatore immagini unificato per tutti i tipi di modalità di imaging, inclusi 2D e 3D, fotografie 3D, scansioni intraorali, casi CAD/CAM e persino video. Inoltre, qualsiasi tipo di acquisizione o scansione delle immagini può essere avviato dalla stessa vista con un unico clic. Con Romexis 6.0 anche l’importazione e l’esportazione di tutte le tipologie di dati diventa incredibilmente semplice.
Romexis 6.0 apporta svariate migliorie ed elementi aggiuntivi alla gamma degli strumenti. Le template di studio 2D sono state riprogettate, rendendone più semplice la gestione. Ora è possibile la visualizzazione a doppia schermata di immagini 2D con immagini 3D, con finestre a comparsa di immagini rimovibili. Romexis 6.0 è inoltre progettato per funzionare con la scialitica Planmeca Solanna™ Vision. Con le sue telecamere 4K integrate, questa scialitica consente di acquisire istantanee e video di altissima qualità, offrendo una dimensione completamente nuova nell’informazione ai pazienti, nelle consultazioni con i colleghi e nella documentazione dei trattamenti.Il modulo Romexis® CMF Surgery consente una pianificazione completamente digitale della chirurgia ortognatica, la progettazione di splint e la simulazione dei tessuti molli. Il modulo Romexis® Implant Guide è stato aggiornato con una funzionalità di estrazione virtuale dei denti, mentre il modulo Romexis® Smile Design ora offre ritaglio e orientamento dell’immagine basati su intelligenza artificiale, oltre a simulazioni fotorealistiche ancora più avanzate. Il modulo Romexis® Dental PACS, unico nel suo genere, consente l’utilizzo di Romexis come archivio immagini indipendente dai dispositivi, con piene funzionalità di progettazione dei trattamenti, e incrementa il supporto per poliambulatori multisede.“Il software Romexis è il complemento ideale alle attrezzature Planmeca, in quanto garantisce il flusso di lavoro più armonico per l’acquisizione delle immagini, la diagnosi e la pianificazione dei trattamenti. Come piattaforma software aperta, Romexis è anche in grado di archiviare e visualizzare immagini da dispositivi di terzi e ciò significa flessibilità e libertà straordinarie. Grazie a una nuova ed elegante interfaccia utente e a una migliorata usabilità, lavorare con Romexis 6.0 è molto piacevole; rende semplicemente più agile il flusso di lavoro”, dichiara Helianna Puhlin-Nurminen, vicepresidente della divisione imaging digitale e applicazioni di Planmeca.

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MEPs deeply concerned about looming social and employment crisis due to COVID-19

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

MEPs on Thursday discussed the social and economic impact of the COVID-19-pandemie and its consequences on the workplace with the Directors of EU-OSHA and Eurofound.Opening the discussion held within the Employment and Social Affairs Committee, committee chair Lucia Ďuriš Nicholsonová (ECR, SK) raised the issue of the hundreds of thousands seasonal – and cross border workers in the EU who are in a specifically vulnerable situation in the context of the COVID-19-crisis. The Chair has written to the European Labour Authority to inquire if the Agency has information on the alleged failures to correctly apply and implement the relevant EU rules on labour mobility and social security coordination by the member states concerned and if they have data on the numbers of the cross border workers concerned.
Executive Director of European Agency for Safety and Health at Work (EU-OSHA) Dr. Christa Sedltaschek presented EU-OSHA guidance for businesses and workers on how to prevent and slow the spread of the coronavirus at workplaces and support their safe and healthy return to work. Dr Sedltaschek also presented research on biological agents and work-related diseases as well as guidance to make home-based telework as healthy, safe and effective as possible
Various Members paid tribute to the frontline workers and pointed to the specifically difficult situation of health care workers. They asked what EU-OSHA could do to avoid long-term mental health issues caused by the COVID-19-crisis and wanted to know if the agency recommends including mental health for health care workers in the new occupational and health strategy. Other MEPs underlined the need for more data on mental health disorders and the impact of teleworking on occupational health.
Members also wanted to find out more about the data collected on the measures taken in the member states to resume economical activities, and if this is being done in a way to protect all workers. EU-OSHA could act as a facilitator and disseminate best practices, they said.Many MEPs asked for more details on the situation of cross border, seasonal and posted workers and expressed concern about unsafe working and living conditions, especially because these workers were often already faced with precarious conditions before the coronavirus-outbreak.On the Biological Agents Directive, several members wanted to know in which category Covid-19 would be classified.
Eurofound Executive Director Juan Menéndez-Valdés presented the first findings of the large-scale online survey “Living, working and COVID-19” conducted in the EU and beyond to which over 85,000 respondents participated so far.The survey shows that 60 % of respondents are experiencing feelings of insecurity and fear of losing their job.Members underlined that the COVID-19-pandemic and the measures taken to curb its spread have severely affected the way people live and work, affecting their physical and mental well-being in a profound way. Almost all Europeans are feeling the far-reaching and lasting consequences in different sectors of the economy, in the form of job and income losses or significantly modified working conditions.Members wanted to know which specific groups of workers need special protection and support. They stressed the importance of social dialogue and special measures to mitigate the impact of the pandemic on the most vulnerable people in society, such as people with disabilities, children and elderly people.MEPs underlined the difficult situation of platform workers and the self-employed.Questions were also asked regarding the monitoring of the digitalisation of services and work. MEPs underlined that digitalisation must be user-friendly so that no one is left behind, with special attention for the elderly.

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“Viaggio in Italia: per un’estate italiana”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

E’ la nuova campagna promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo in collaborazione con l’Enit, il Touring Club Italiano e l’Associazione dei Borghi più belli d’Italia in vista della più ampia attività di promozione istituzionale di questa prossima stagione estiva. Un avvicinamento costituito dal racconto del territorio nazionale attraverso una selezione dei manifesti pubblicitari che hanno reso l’Italia celebre nel mondo raccontando per immagini le località più belle e affascinanti della Penisola, nonché i piccoli centri, i borghi, lo splendido paesaggio tra mare e montagna e le aree più interne e meno note del Paese.I manifesti provengono dal Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, dal patrimonio culturale dell’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, e dall’archivio del Touring Club Italiano. Raccolte su http://www.beniculturali.it/estateitaliana e in continuo aggiornamento, le immagini saranno pubblicate sui canali social, concentrate specialmente nel fine settimana di sabato 9 e domenica 10 maggio per invitare tutti a condividere il proprio #viaggioinitalia, proseguendo con i flash mob fotografici “Art you ready?” promossi dal MiBACT dall’inizio del lockdown con lo scopo di mantenere viva l’attenzione sul patrimonio culturale. “È fondamentale non perdere il contatto con il patrimonio culturale e le bellezze dei nostri territorio” ha dichiarato il ministro Franceschini e anche per questo fine settimana l’invito è sempre lo stesso, quello di condividere le proprie fotografie di paesaggi e luoghi del cuore lungo tutto il territorio nazionale, ripescando scatti recenti nella galleria del proprio smartphone o cercando vecchie foto nei cassetti e negli album fotografici di tanti anni fa.Una promozione che accompagnerà gli italiani attraverso le rappresentazioni retrò di un’Italia che, con gli esempi dei viaggi di allora, diverrà il modello da seguire la prossima estate, un vero e proprio revival per delle vacanze del tutto particolari anche all’insegna del turismo lento: percorsi da intraprendere in bicicletta, a cavallo, in barca a vela e sui treni storici, dedicandosi a quel turismo dolce e sostenibile che, per ragioni diverse ancora, sarà fondamentale riscoprire in questa fase.​Realizzati tra gli anni ’40 e ’50, i manifesti del Museo Salce – che con oltre 24.000 opere conserva la più ampia raccolta di grafica pubblicitaria in Italia – raccontano l’ascesa del turismo italiano, che coincide con l’epoca d’oro del manifesto. All’illustrazione, più economica, colorata e facilmente riproducibile della fotografia, spetta il compito di promuovere le destinazioni più affascinanti, i siti storici di interesse culturale e i prodotti tipici. I primi committenti saranno le ferrovie: per loro gli artisti decoravano con fiori e paesaggi incantevoli le tabelle degli orari. Negli anni tra le due guerre, in seguito anche alla nascita dell’Enit, vengono creati i manifesti turistici più iconici della pubblicità italiana, ad opera di Mario Puppo, Marcello Dudovich, ma anche Giuseppe Riccobaldi del Bava, Giovanni Guerrini e Mario Borgoni. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il turismo italiano conoscerà una nuova ondata: saranno soprattutto le spiagge e in particolare la riviera romagnola le mete più ambite del turismo italiano e straniero.L’ENIT è l’Agenzia nazionale italiana del turismo che cura la promozione all’estero dell’immagine turistica italiana e delle varie tipologie dell’offerta turistica nazionale, nonché la promozione integrata delle risorse turistiche delle Regioni, delle Province Autonome di Trento e Bolzano e, per il loro tramite, degli enti locali.ll Touring Club Italiano è una libera associazione senza scopo di lucro che propone ai suoi soci – destinatari e attori della missione – di essere protagonisti di un grande compito: prendersi cura dell’Italia come bene comune perché sia più conosciuta, attrattiva, competitiva e accogliente. Per questo il Touring Club Italiano contribuisce a produrre conoscenza, tutelare e valorizzare il paesaggio, il patrimonio artistico e culturale e le eccellenze economico produttive dei territori, attraverso il volontariato diffuso e una pratica turistica del viaggio etica, responsabile e sostenibili.L’Associazione dei Borghi più belli d’Italia, nata nel 2001 su impulso della Consulta del Turismo dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), si occupa della valorizzazione, promozione, protezione e sviluppo del grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri italiani.

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Lombardia: Regione convochi d’urgenza ABI Lombardia per chiarire su erogazione prestiti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Durante l’audizione con CNA Lombardia in IV Commissione Attività Produttive, è emersa la grave problematica della mancata erogazione di finanziamenti alle imprese. Secondo quanto riferito dai vertici delle associazioni di categoria, addirittura il 95% delle domande di prestiti presentate nella nostra regione non hanno ancora ricevuto una risposta positiva. Il Decreto Liquidità, emanato dal Governo, si poneva l’obiettivo di assicurare prontamente liquidità agli imprenditori, in primis attraverso l’anticipo di prestiti da 25mila euro da parte delle banche senza alcuna valutazione di merito. L’esigenza immediata di denaro, però, non è stata soddisfatta per via di una serie di complicazioni burocratiche non ancora risolte. “Da CNA abbiamo avuto l’ulteriore conferma che la misura messa in campo dal Governo non è resa efficace soprattutto per colpa degli ostacoli burocratici posti dal sistema bancario. Se poi sommiamo anche l’anticipo di cassa integrazione, risultato di un accordo stipulato in due date distinte tra ABI e Governo ma anche tra ABI e Regione Lombardia in due date distinte, vediamo che non mancano gli strumenti per aiutare le imprese a superare le difficoltà di liquidità”, dichiara Raffaele Erba, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle. “Il grosso problema da risolvere urgentemente è che l’attuazione di questi strumenti di sostegno non è resa possibile dal sistema bancario. Quindi raccogliamo l’esortazione del Presidente Conte a venire incontro alle aziende e chiederemo a Regione di convocare d’urgenza ABI Lombardia per avere quanto prima un chiarimento”, conclude il consigliere pentastellato.

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Coronavirus e affitti: breve vademecum per gli inquilini

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

L’emergenza coronavirus ha messo in difficoltà molti affittuari che si trovano adesso, dopo quasi due mesi di lockdown, a dover far fronte ad un impegno economico sempre più difficilmente sostenibile.E’ fondamentale sapere che non esiste alcuna norma di legge che riconosce un diritto per gli inquilini o un obbligo per i proprietari, di rivedere l’ammontare del canone. Nessuna agevolazione è prevista come obbligatoria, nè esiste un apposito modello di domanda.Alcune Regioni e alcuni Comuni hanno previsto dei contributi a fondo perduto per gli affitti in questo periodo. Si tratta di agevolazioni legate anche al reddito basso degi affittuari. Per questo è bene anare a verificare nel Comune e/o nela Regione in cui si abita.Possono chiedere una riduzione solo gli studenti che pagavano l’affitto con il loro lavoro e lo hanno perso, o lo ha perso il genitore del quale erano a carico. Il fatto di lasciare la casa vuota infatti, non ha nessuna rilevanza, dato che il canone è dovuto anche se non si usa l’appartamento.
Possono invece chiedere la sospensione del pagamento gli studenti Erasmus richiamati nel loro Paese, dal momento che in questi casi non viene pagata la borsa di studio. Si potrà quindi prevedere il prolungamento della durata del contratto alla riapertura degli Atenei.In sostanza quindi, dinanzi alla difficoltà oggettiva del conduttore di continuare a sostenere il costo della locazione, l’unica possibilità è quella di contattare direttamente il proprietario dell’immobile locato. La possibilità di ridurre il canone in caso di difficoltà di pagamento da parte dell’inquilino, è ammessa a prescindere dalla tipologia di locazione. L’accordo, quindi, è possibile sia nel caso di locazione di immobili per uso abitativo che nel caso di locazione di immobili commerciali.Per quelli commerciali, il decreto Cura Italia ha previsto un credito d’imposta del 60% del canone di locazione per gli inquilini che hanno in affitto locali accatastati C/1. L’agevolazione al momento è per il solo il mese di marzo e per ottenere il bonus è comunque necessario pagare il canone per intero.
In queto caso, non ci sono differenze in riferimento alla durata del contratto, né relativamente al regime fiscale di tassazione ordinaria o cedolare secca.Non sono dovute spese di registrazione e l’atto è esente dal bollo, come espressamente previto dall’art. 10 del dl 133/2014. Per evitare di pagare le imposte sui canoni non riscossi però, è necessario che l’accordo sia registrato entro 30 giorni. Di conseguenza, il proprietario pagherà le imposte solo su quanto effettivamente riscosso e ciò renderà possibile ridurre anche l’ammontare delle imposte da pagare in acconto con la successiva deuncia dei redditi.Per la registrazione occorre compilare il Modello 69, reperibile sul sito delle Entrate.Nel Modello 69 dovranno essere riportati i dati del contratto di locazione e i relativi codici di registrazione riportati sul modello RLI. Si dovrà poi allegare l’accordo e inviare tutto allo stesso Ufficio presso il quale era stata fatta a suo tempo la registrazione.Gli indirizzi degli uffici sono riportati sul sito http://www.agenziaentrate.gov.it, nell’area nazionale e in quelle regionali.
Nel caso in cui l’inquilino, avendo perso il reddito, non sia più in condizione di pagare in alcun modo l’affitto, può dare disdetta per giusta causa dando al proprietario il preavviso di legge che però, poichè il contratto andrà comunque rispettato, dovrà essere pagato per tutta la sua durata.
Il proprietario, non potrà opporsi alla disdetta, né del resto avrebbe interesse a farlo dal momento che l’inquilino non è più in grado di pagare. Pur non essendo legalmente possibile, per semplificare, vista la situazione emergenziale, si può tentare di accordarci con il proprietario affinchè utilizzare a questo scopo la somma versata a titolo di cauzione. Qualunque comunicazione va sempre fatta via pec, o altrimenti, vista la situazione di restrizione imposta dal governo, chiedendo conferma della ricezione della mail ordinaria. (Giulia Barsotti, legale, consulente Aduc)

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“Le donne rischiano di essere tagliate fuori e di perdere il posto di lavoro”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

“Nel dibattito sulla fase due le donne sono del tutto assenti. Il Governo sembra essersi dimenticato di mettere le imprenditrici e le lavoratrici in condizione di rientrare in attività con equilibrio e costanza. Questo rischia di avere pesanti ripercussioni sul loro futuro. Bisogna dare un segnale forte, pertanto invito tutte le rappresentanti delle associazioni di categoria a lavorare insieme a noi per costruire un pacchetto di richieste da inviare al Governo per fare in modo che nelle prossime settimane la fase due si apra anche per noi. A settembre potrebbe verificarsi una vera e propria ecatombe occupazionale di genere. Cosa succederà quando le aziende, già provate da questi mesi di chiusura, potranno nuovamente licenziare? Chi credete che perderà il posto di lavoro? Un uomo o una donna che dovrà fare i conti con i figli impossibilitati ad andare a scuola se non a giorni alterni? La risposta rischia di essere scontata”.A dirlo è Valentina Picca Bianchi, Presidente delle Donne imprenditrici di Fipe, la Federazione italiana dei Pubblici Esercizi, imprenditrice nel settore del catering e organizzazione eventi. Nel mondo dei pubblici esercizi, in particolare bar, ristoranti, ristorazione collettiva, catering, intrattenimento, stabilimenti balneari, le imprese femminili raggiungono numeri importanti; nello specifico solo nel comparto bar e ristorazione sono 112mila imprese, il 28,7% del totale, mentre dal punto di vista occupazionale è Donna il 58,9% dei dipendenti, 487mila persone. Lavoratrici, peraltro, che nel 68% dei casi sono già assunte con un contratto part time.“È evidente che, in questo caso, le Donne sono l’anello debole della catena, costrette ancor più di prima a scegliere tra la cura dei figli ed il mantenimento del posto di lavoro. Uno scenario a dir poco inaccettabile. Davanti a tutto questo, serve maggiore consapevolezza da parte dei Sindacati e del Governo. Ecco perché è necessario che siano le imprenditrici a fronteggiare la situazione chiedendo un cambio di passo e misure concrete. È impensabile che una Donna imprenditrice o lavoratrice possa portare con sé i figli al lavoro nei giorni in cui non sono a scuola: significherebbe mettere a rischio in primis la loro incolumità ma anche compromettere il distanziamento a scapito di dipendenti e clienti. Ed è altrettanto improbabile che una lavoratrice possa permettersi il lusso di pagare a tempo pieno una babysitter, pur beneficiando dei contributi statali. E attenzione! se le Donne non potranno andare al lavoro salterà la tenuta di tutto il settore dei pubblici esercizi”.“Serve un piano B – conclude la Presidente – e serve subito. Bisogna pensare alla riapertura delle scuole in sicurezza ma anche a luoghi di tutela per i minori con servizi per assistere e sostenere efficacemente imprenditrici e lavoratrici. Altrimenti e come se avessimo le mani legate. Non si può scaricare il peso di questa situazione solo sulle spalle delle Donne o dei Nonni, che peraltro vanno tutelati in quanto categoria più a rischio. Noi siamo pronte ad un confronto per trovare modalità diverse ed efficaci e faremo – certamente – la nostra parte. Siamo certe che anche le colleghe delle altre associazioni vorranno unirsi per costruire una task force al femminile e coadiuvare questo Governo che sta sottovalutando la reale portata di questo problema”. By Ufficio Stampa FIPE

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Le Pantere in campo per la solidarietà

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Roma. In questo periodo di emergenza sanitaria si parla molto di sport, soprattutto per discutere sulla possibile ripresa del campionato di calcio e delle altre discipline.Ma c’è anche un altro aspetto che merita attenzione: quello della solidarietà e della generosità.
Recentemente Papa Francesco ha sottolineato i valori dello sport, con queste parole: “In questo periodo tante manifestazioni sono sospese, ma vengono fuori i frutti migliori dello sport: la resistenza, lo spirito di squadra, la fratellanza, il dare il meglio di sé. Dunque, rilanciamo lo sport per la pace e lo sviluppo” (Angelus del 5 aprile 2020).Anche l’Università Europea di Roma ha dovuto sospendere le sue attività sportive per l’emergenza sanitaria: calcio maschile, calcio femminile, basket, volley e rugby. Ma tutti gli studenti che partecipano a queste discipline non hanno voluto fermarsi e si sono impegnati in attività di solidarietà. Fra queste, un invito a donare fondi per sostenere l’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, impegnato nella lotta al Coronavirus.“Nell’Università Europea di Roma lo sport fa parte delle attività di Formazione Integrale”, spiega il responsabile Matteo Anastasi, che per cinque anni ha anche allenato la squadra di calcio maschile. “I nostri ragazzi hanno voluto seguire l’invito del Papa, anche in questo momento di pausa, scegliendo la strada della solidarietà. Aderire al gruppo sportivo dell’Università Europea di Roma, le Panthers (Pantere) educa all’impegno, alla collaborazione, alla condivisione, al sacrificio e, nondimeno, al rispetto. Lo sport rappresenta un linguaggio universale volto a favorire l’intesa tra i giovani e può essere considerato pietra angolare per la maturazione professionale e individuale”.Il nome del gruppo sportivo dell’Università Europea di Roma, Panthers, è stato scelto dagli stessi studenti.“Ha un significato simbolico”, spiega Matteo Anastasi. “Fra le virtù cui devono ambire le Panthers, c’è proprio la resistenza indicata da Papa Francesco. Infatti la pantera, una volta adulta, impara a resistere ad ogni condizione. Un’altra virtù importante, in cui crediamo, è l’integrità. Non a caso i simbolisti cristiani medievali evidenziavano come la pantera fosse sinonimo di integrità, risultando incorruttibile”.

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Primo prototipo di radar quantistico

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

I fisici Shabir Barzanjeh e Johannes Fink dell’Institute of Science and Technology Austria (IST Austria), Stefano Pirandola dell’Università di York in Inghilterra e David Vitali dell’Università di Camerino hanno inventato e dimostrato sperimentalmente un nuovo prototipo di radar che utilizza l’entanglement quantistico per rivelare un oggetto a distanza. Questa integrazione della fisica quantistica nella vita quotidiana può influenzare in modo significativo il settore biomedico e della sicurezza. La ricerca è pubblicata nella rivista Science Advances. L’entanglement quantistico è un fenomeno fisico per cui due particelle rimangono interconnesse, continuando a condividere caratteristiche fisiche a prescindere dalla loro lontananza reciproca. Il lavoro appena pubblicato ha dimostrato una nuova tecnologia di rivelazione chiamata “illuminazione quantistica a microonde” che fa uso di fotoni a microonde correlati quantisticamente come metodo di rivelazione. Il prototipo, noto anche come “radar quantistico”, è in grado di individuare oggetti in ambienti altamente rumorosi in cui i classici sistemi radar solitamente falliscono. La tecnologia ha il potenziale per applicazioni di imaging biomedico a bassissima potenza e scanner per la sicurezza.I principi di funzionamento alla base dello strumento sono semplici: invece di usare microonde convenzionali, i ricercatori correlano due fasci deboli di microonde, il signal (segnale) e l’idler. Il segnale è inviato verso l’oggetto interessato, mentre i fotoni idler sono misurati in isolamento relativo, senza interferenza o rumore. Quando il segnale torna indietro riflesso dall’oggetto, l’entanglement tra i due fasci è perso, ma sopravvivono tracce della correlazione, sufficienti a creare una firma che descrive l’esistenza o l’assenza dell’oggetto bersaglio, indipendentemente dal rumore presente nell’ambiente.Mentre l’entanglement quantistico in sé è fragile, il dispositivo offre alcuni vantaggi rispetto ai classici radar. Ad esempio, a bassa potenza, i sistemi radar convenzionali solitamente soffrono la scarsa sensibilità perché hanno problemi a distinguere le radiazioni riflesse dall’oggetto dal rumore radiativo naturalmente presente. L’illuminazione quantistica offre una soluzione a questo problema, in quanto le similitudini tra i fotoni signal e idler, generati dall’entanglement quantistico, rendono molto più efficiente la distinzione tra il segnale (ricevuto dall’oggetto ricercato) e il rumore generato nell’ambiente. “Il messaggio principale della nostra ricerca – affermano i ricercatori – è che il ‘radar quantistico’ o l’‘illuminazione quantistica a microonde’ non sono solo possibili in teoria, ma anche in pratica. Se raffrontata con i classici strumenti di rilevazione a bassa potenza nelle stesse condizioni, è già possibile vedere che, nel caso di basso numero di fotoni, la rivelazione basata sulla fisica quantistica può essere superiore.”Nel corso della storia, la scienza di base è stata una delle locomotive dell’innovazione, del cambiamento di paradigma e dell’avanguardia tecnologica. Sebbene rimanga la dimostrazione di un concetto, la ricerca del gruppo ha efficacemente avvalorato un nuovo metodo di rivelazione che, in alcuni casi, può essere già superiore ai radar classici.
“Nel corso della storia, dimostrazioni come quella da noi provata sono spesso servite come pietre miliari nel raggiungere successivi avanzamenti tecnologici. Sarà interessante vedere le implicazioni future di questa ricerca, in particolare per sensori a microonde di piccolo raggio”, affermano i ricercatori.Questo risultato scientifico è stato possibile solo attraverso la collaborazione di fisici teorici e sperimentali, tutti guidati dal desiderio di indagare come la meccanica quantistica possa aiutare a superare i limiti fondamentali della rilevazione. Per poter presentare vantaggi anche in soluzioni pratiche, avremo bisogno anche dell’aiuto di esperti ingegneri elettronici; resta molto lavoro da fare per rendere il nostro risultato applicabile a rilevazioni nel mondo reale. La ricerca è stata finanziata con fondi dell’Unione Europea dal programma di ricerca e innovazione europeo Horizon 2020, nell’ambito di un progetto che vede coinvolta l’Università di Camerino con il prof. David Vital ed il prof. Stefano Mancini, entrambi membri della Sezione di Fisica della Scuola di Scienze e Tecnologie.

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Agriturismi e bonus braccianti sono buone notizie

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

“Due buone notizie per il mondo agricolo italiano. La prima viene direttamente da Palazzo Chigi dove, grazie alla pubblicazione di una FAQ sul sito governo.it, si scioglie finalmente il nodo riguardante le attività turistico-alberghiere, includendo gli agriturismi. La seconda riguarda i braccianti agricoli che, grazie all’interessamento della ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, potranno contare su un bonus anche per aprile, così come già accaduto lo scorso marzo”. A dichiararlo è Giuseppe L’Abbate, Sottosegretario alle Politiche Agricole.Sul sito del Governo, infatti, si legge che le strutture turistico-ricettive di varia tipologia come gli alberghi, i bed and breakfast, affittacamere, casavacanze e le altre strutture extralberghiere potranno proseguire la propria attività, ma esclusivamente per le persone autorizzate agli spostamenti previsti dalle normative vigenti, e dunque non solo per quelli necessari per rientrare il prima possibile nei propri luoghi di residenza, abitazione o domicilio ma anche per lo svolgimento delle attività produttive e industriali, appena riavviate con il recente Dpcm 26 aprile 2020 .“Abbiamo anche risolto l’altra importante questione che era stata posta per cui non ricade sulla struttura ricettiva l’onere di verificare la sussistenza dei presupposti che consentono lo spostamento delle persone fisiche – prosegue Giuseppe L’Abbate – Ringrazio, poi, la ministra Nunzia Catalfo per aver accolto le richieste dei sindacati agricoli, Uila in testa, compiendo uno sforzo incredibile per trovare le risorse necessarie per garantire il bonus anche per questa categoria di lavoratori tra le più precarie e fragili del paese. Mi auguro – conclude il Sottosegretario L’Abbate – che venga riconfermato dal Consiglio dei Ministri e non si dia ulteriore adito a voci che hanno parlato di una loro volontaria esclusione”.

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Dl rilancio: rimborso abbonamenti bus-metro-treni

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Nel Decreto Rilancio sarebbe previsto il rimborso dell’abbonamento per i trasporti pubblici non usufruito per i pendolari che non hanno potuto usare i mezzi per l’emergenza Covid.”Bene, ottima notizia. Finalmente un provvedimento che sta dalla parte dei consumatori, mettendo per iscritto quello che le norme in realtà già prevedono, evitando, però, in tal modo, inutili contenziosi legali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ evidente, infatti, che valeva già la disciplina del Codice civile che, in materia di obbligazioni, prevede all’art. 1463 la fattispecie dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione. Insomma, anche se il servizio di trasporti è rimasto attivo, il consumatore che non ha potuto usufruire del servizio per via del lockdown, ha diritto al rimborso della quota parte di abbonamento non usufruita” prosegue Dona.”Metterlo nero su bianco, però, eviterà, visto che le controparti sono restie a riconoscere i diritti degli utenti, azioni legali che andrebbero ad intasare la nostra giustizia già troppo oberata” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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