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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 15 maggio 2020

Covid-19: La sfida delle regioni nella Fase 2

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Ripartenza e rilancio: la Fase 2 si presenta come una sfida per il Paese, in particolare per le singole Regioni che si sono trovate ad affrontare il periodo più intenso della pandemia con situazioni epidemiologiche differenti. Fondamentale il potenziamento delle reti sul territorio e la tecnoassistenza. Se n’è parlato oggi nel webinar “Fase 2: come le Regioni la stanno affrontando” promosso dal Centro Studi Americani in media partnership con Edra e moderato dall’Onorevole Beatrice Lorenzin.
L’esperienza dei mesi passati si intreccia con il timore dell’esplosione di nuovi contagi. “In Campania abbiamo fatto ‘scelte di guerra’ impegnative, raddoppiando i posti in terapia intensiva; dopo 10 giorni dall’inizio della pandemia avevamo già ospedali dedicati al Covid-19 e separati dagli altri – ha precisato il governatore della Campania Vincenzo De Luca -. Ora stiamo continuando a lavorare per creare una rete territoriale di qualità. Però ho una grandissima preoccupazione: ho l’impressione netta che ci sia stato in Italia un crollo psicologico e istituzionale. È come se non avessimo retto più la linea del rigore dopo il 4 maggio. In Campania vogliamo aprire tutto ma per sempre, non vogliamo essere costretti a chiudere ancora. Per ottobre ho i brividi: teniamo gli occhi aperti e lavoriamo con prudenza perché il problema non è risolto: noi ci stiamo preparando”.
Il professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’ Irccs ha commentato: “La riapertura è una questione di salute per cercare di contrastare povertà e conflitti che sono le due principali cause di malattia”. Poi ha aggiunto alcune considerazioni sul modello si sanità lombardo: “Il modello di sanità della Lombardia non poteva essere ‘il modello’ di sanità pubblica. Abbiamo visto come nell’emergenza è mancato un servizio di prevenzione e di cure sul territorio. Questa battaglia si vince nelle case dei malati, con unità mobili con cui i medici vanno a casa dei pazienti”.
“Vinceremo sul territorio questa sfida contro il virus – ha aggiunto l’assessore alle Politiche per la Salute della regione Emilia-Romagna, Raffaele Donnini -. Al momento siamo arrivati a 253mila tamponi da inizio epidemia; da 5mila al giorno arriveremo a 10mila per fine maggio e a 15mila entro estate. C’è una fase 2 anche nella Medicina: sono ripartite le prestazioni sanitarie che erano ferme, come le vaccinazioni per infanzia o gli screening per il tumore alla mammella. Oggi abbiamo dati che da un lato ci confortano, dall’altro non ci devono fard dimenticare quel che abbiamo passato”.
“Questa emergenza – ha aggiunto il professor Roberto Bernabei, direttore del Dipartimento Scienza dell’invecchiamento della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts) della Protezione Civile per l’emergenza coronavirus – ci insegna che il territorio va riempito di competenze, di intelligenze e di tecnoassistenza”.
“Bisogna iniziare a guardare il territorio in maniera diversa – ha commentato Silvestro Scotti, Segretario Generale Nazionale, Fimmg -. Troppo comodo dire che il territorio non c’è stato: spesso non c’è stato chi doveva gestire il territorio. Il territorio ha fatto tutto quello che poteva fare con le sue forze”.
Ha chiuso l’Onorevole Beatrice Lorenzin: “Il Decreto Rilancio è un provvedimento gigantesco: se affrontato nel modo giusto e costruttivo ha ampi margini di lavoro, soprattutto perché ci sono degli impianti strutturali che possono essere migliorati attraverso il confronto con le filiere e le categorie. Dovremo inoltre immaginare dei Lea Covid, cioè un aggiornamento dei nostri Livelli Essenziali di Assistenza in base alle nostre esigenze pre e post Covid; la situazione ci chiede un’azione di riforma e l’impiego delle risorse verso un grande progetto di cambiamento”.

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La situazione della pandemia nel Molise

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

“La crescita dei contagi rischia di lasciare il Molise nella fase 1, con la conseguenza di un prolungamento dei tempi e relativo isolamento. Ciò induce a porre l’attenzione all’evolversi della proposta del Commissario ad acta della sanità molisana, Giustini, perché essa è, per tutti noi, una straordinaria opportunità, non sol per il rilancio della sanità a carattere pubblico del Molise, ma, anche, per il domani del Molise. È d’obbligo ricordare l’invito che il 22 Marzo abbiamo rivolto al Presidente della Regione, Dr. Toma, a prendere in considerazione e con la dovuta urgenza la necessità di riaprire gli ospedali “Vietri” di Larino e “SS. Rosario” di Venafro per renderli centri Covid 19. Una necessità per il Molise e, anche una risposta di solidarietà a quanti in altre regioni del Paese venivano colpiti duramente dal virus e avevano bisogno di strutture adeguate. La risposta del presidente Toma che intendeva gratitudine e consenso per la premura rivoltagli ci aveva tranquillizzati fino a quando, con l’aggravarsi della situazione, abbiamo visto che questo consenso si era trasformato in un silenzio rispetto al No espresso dal direttore dell’Asrem, che ha avuto il significato di un No alla decisione presa con un atto d’indirizzo, dal Consiglio Regionale. Un atto sul quale è assordante il silenzio del Consiglio prima citato. Si apre la stagione dei confronti e delle giustificazioni, facili da confutare, che portano solo a rinviare una decisione, allora come ora, urgente. Agli inizi di Aprile, con un nostro comunicato, abbiamo ripreso il discorso e rinnovato l’invito al Presidente e, per conoscenza, ai consiglieri regionali e ai sindaci, sollecitando la decisione di riapertura dei due ospedali a centri Covid, ritenendo molto avveduta la proposta avanzata dal Commissario Giustini, Una proposta lungimirante quella di un utilizzo del “Vietri” di Larino a ospedale Covid , e, anche, di Centro di Ricerca per le Malattie Infettive a carattere Interregionale, cioè il punto di riferimento, sin da subito, di un’utenza pari a 1,2 milioni di persone, cioè quattro volte gli abitanti del Molise. Una straordinaria opportunità– lo sottolineiamo ancora una volta – che partendo dal carattere pubblico della sanità si estenda in modo positivo alla programmazione del Molise, che ha forte bisogno di un diverso sviluppo per affermare la sua natura di paese –campagna, cioè di un insieme di territori verdi che contornano i centri storici dei 136 Paesi, che hanno bisogno di una visione condivisa del domani. Territori che hanno nei valori e nelle risorse – ambiente, paesaggi, storia, cultura, tradizioni – la risposta adeguata al bisogno di salute, un bene primario che, come si sa, va oltre la sanità. In tal senso la parola salute è solo da aggiungere al logo “Piacere Molise” per quel nuovo turismo, non più mordi e fuggi, ma di chi vuol godere aria pulita, acqua potabile, il verde e gli altri colori dell’arcobaleno, l’ospitalità, la bontà della tavola molisana, il paese con la sua piazza, il suo campanile, le sue viuzze, le sue piccole case. Sta qui un’altra importante opportunità, che vale la pena cogliere, ed è il Decreto rilancio, approvato dal Consiglio dei Ministri, che prevede, tra l’altro, un sismabonus al 110% per i lavori di miglioramento sismico eseguiti, tra il primo luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, per i nostri territori colpiti dagli ultimi terremoti del 2002 e 2018. Si tratta di un provvedimento di altrettanta rilevanza al quale deve essere apportato un emendamento finalizzato a consentire interventi anche sulle seconde case solo nelle aree dei crateri sismici. Case da poter aprire per ridare nuova vita a un tesoro, sopra citato, che già abbiamo, i nostri 136 centri storici, a rischio abbandono. Tante opportunità da ritenere fortune da prendere a volo per dare le risposte che servono ad affrontare la crisi ed a risolverla” E’ quanto dichiara il presidente dell’Associazione fra ex consiglieri regionali del Molise Gasparo Di Lisa

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Giornalisti dell’Ansa in sciopero

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

“Dopo la decisione prospettata dall’azienda di un taglio dei budget al personale, per coprire i buchi di bilancio scaturiti a seguito dell’emergenza Coronavirus, i cronisti e la redazione dell’Ansa hanno deciso di reagire con due giorni di sciopero (da oggi, alle 7 della prossima domenica). In questa fase di emergenza sanitaria, economica e sociale il lavoro delle giornaliste e dei giornalisti è stato fondamentale. Il loro ruolo è indispensabile e irrinunciabile. Non è pensabile né accettabile ritenere di scaricare costi di gestione sulle spalle dei dipendenti, che, per raggiungere l’obiettivo, si sono adoperati, lavorando in smart working – spesso senza l’attrezzatura tecnologica necessaria- contrastando la diffusione di fake news e divulgando notizie e informazioni adeguandosi ai tempi e alle difficoltà. Rivolgo piena solidarietà ai cronisti, ai giornalisti e ai professionisti dell’ANSA, auspicando che venga loro riconosciuto il ruolo indispensabile e fondamentale della loro funzione e della funzione che l’informazione stessa ha nel nostro Paese, ancor di più in questa fase”. Così in una nota la consigliera regionale Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti. (n.r. Abbiamo ricevuto numerose e-mail di solidarietà a partire dalla sindaca di Roma agli esponenti di ogni parte politica e ci associamo, convintamente, consapevoli del grosso disagio di una categoria di lavoratori che, con molta probabilità, avrà un futuro non certo facile e non ci voleva proprio una crisi come questa per aggravarne la situazione. E’ un discorso, purtroppo, che vale per molte altre testate di quotidiani e periodici.)

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Regione Lombardia: la commissione d’inchiesta sul Covid-19 tra il dire e il fare

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Marco Fumagalli (capogruppo M5S Lombardia) “L’assessore Caparini nel commentare la mia richiesta di istituzione di una commissione di inchiesta, proposta lo scorso 26 marzo disse: non vedo l’ora, così da accertare anche le responsabilità di altri.
Dato che ieri (13 maggio ndr) la maggioranza non ha votato il Presidente della Commissione d’inchiesta designato dalla minoranza consiliare (che per regolamento spetta alle opposizioni), impedendo così il regolare insediamento della stessa, mi pare evidente che ora il timore della Giunta e dell’assessore al Bilancio sia quello che si possa accertare qualche grossa responsabilità tale da mettere in crisi la maggioranza stessa. Mi viene da dire che proprio l’assessore Caparini non ci vede poi così bene, oppure ci vede benissimo, e insieme alla sua compagine tenta di sviare ogni indagine e responsabilità in merito. Il consiglio che posso dare è passare dall’ottico e comprare degli occhiali oppure far partire la commissione di inchiesta senza ulteriori indugi”.

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La democrazia in Italia alle prese con la nostra contemporaneità

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Se per democrazia intendiamo una forma di governo costituita tramite rappresentanti liberamente eletti, in forma diretta o rappresentativa con il filtro parlamentare, dobbiamo chiederci se l’attuale cambiamento della società, divenuta complessa e frammentata dalla crisi dei tradizionali partiti di massa, possa ancora giustificare questo modello di governance.
La nostra storia politica è iniziata con la Costituzione del 1948 che dopo il ventennio fascista ha aperto la strada ad una “democrazia compromissoria” per poi passare, nel 1993, all’evoluzione bipolare basata su coalizioni alternative che annunciano al corpo elettorale il rispettivo candidato alla Presidenza del Consiglio.
Ciò impone la logica delle coalizioni per raggiungere la maggioranza parlamentare per la formazione di un Governo. Questa formula ha in un certo qual modo funzionato sino alle politiche del 2018. Da allora ad oggi tutto è stato rimesso in discussione, diciamo in maniera più marcata ma anche dirompente, con la rottura delle alleanze pre-elettorali tra i movimenti politici e la formazione di coalizioni “variabili” rimescolando la posizione di alleati e oppositori tra loro.
Tutto questo cosa vuole significare? Che abbiamo perso la capacità di proporre una forma di governo statale in grado di assicurare stabilità, efficienza decisionale, chiaro funzionamento della responsabilità politica dei governanti? Sembra proprio di sì. Ma come siamo arrivati a scompaginare il tutto? Probabilmente questo deficit dipende dalla mancata caratterizzazione del sistema politico e della cultura politica. Ora la detenzione del potere si traduce nel formare e disfare governi basandosi su un “parlamentarismo maggioritario” non più attraverso lo scontro fra due coalizioni alternative ma al loro interno scompaginandosi tra loro. E l’elettore a questo punto come può fare le sue scelte se persino i programmi elettorali sono inattendibili? Sembra proprio che ci stiamo avviando verso la fine della democrazia e non solo in Italia. (Riccardo Alfonso)

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Esercito: Stabilizzazione volontari in ferma prefissata quadriennale

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

“Non può che far piacere che una mia costante proposta, presentata più volte a nome di Fratelli d’Italia nel corso degli ultimi sei anni, sia stata presa finalmente in considerazione dal Governo. E si deve dare atto al ministro della Difesa Lorenzo Guerini di averla per primo sposata”. Lo dichiara il Questore della Camera Edmondo Cirielli (FdI) in merito alla stabilizzazione dei volontari in ferma prefissata quadriennale dell’Esercito, che sono in attesa del transito in servizio permanente. “E’ sicuramente un passo in avanti. Ma ora – aggiunge Cirielli – attendiamo che il ministro convinca il Governo ad andare avanti e contrastare la piaga del precariato nelle Forze Armate, prodotta a seguito del blocco del turnover dei governi tecnici e di larghe intese. Dispiace che finora, la maggioranza Pd-M5S abbia sempre respinto ogni emendamento o proposta di legge volta a favorire il ripristino degli organici delle nostre Forze Armate e di Polizia al fine di superare il problema. In più occasioni – ricorda Cirielli – ho chiesto che si giungesse alla stabilizzazione dei precari (sono circa 32 mila unità solo nel comparto Difesa), in particolare estendendo agli stessi i principi espressi anche nel Decreto Dignità ed utilizzando il meccanismo dello scorrimento delle graduatorie degli idonei. Adesso si vada avanti su questa strada per garantire un futuro più sereno a quanti ogni giorno sacrificano la propria vita in favore dello Stato, subendo spesso trattamenti salariali incongrui e non proporzionati all’importanza del ruolo che svolgono per la difesa del territorio e oltre confine” conclude Cirielli.

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Sanità, libertà ed economia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Conciliare le libertà fondamentali, le necessità economiche e la salute non è facile. Ogni sostenitore di questi argomenti ha le sue ragioni. Affermare le libertà pubbliche, anche di movimento, rilevare che una nazione tutelata dal punto di vista sanitario può morire economicamente è il problema che si pone a chi governa.Occorre una sintesi che è propria della Politica. E’ stato fatto? Non proprio.L’incapacità di dare risposte razionali è diffusa. In Europa il problema sanitario è stato sottovalutato fin dall’inizio: in Italia sono stati predisposti piani sanitari ma subito secretati per non creare allarme sociale, nel Regno Unito si è avanzata la tesi darwiniana del più debole che soccombe per l’infezione e del più forte che sopravvive, in Francia si sorrideva dell’allarme, in Germania si è affrontata la situazione con maggiore razionalità grazie alla capacità organizzativa e alla disciplina dei cittadini. “Ognuno per sé”, il che non ha comportato “il Dio per tutti”, anzi. E’ un problema di classe dirigente e dei cittadini che la esprimono. Ognuno guarda alla punta del proprio naso: chi ritiene il problema sanitario prevalente, chi grida all’attentato alle libertà fondamentali e chi ritiene che gli interessi economici debbano prevalere.Usciremo da questa emergenza? Si certo, quando saremo vaccinati, nel frattempo dobbiamo convivere con il virus limitandone i danni.E’ questo il compito della Politica.L’esperienza dovrebbe insegnare che affrontare i problemi congiuntamente risolve più che chiudersi nel proprio orticello.Insieme, appunto, non solo a livello nazionale, ma europeo: non avremmo avuto questi problemi, perlomeno non con questa intensità, se l’Europa si fosse mossa all’unisono.Chissà se questa esperienza tragica e drammatica servirà a qualcosa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Sistema online di orientamento gratuito per misurare da casa i progressi personali e professionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Alla luce dell’attuale situazione di emergenza Covid-19 e della conseguente chiusura di scuole e università, che si protrarrà almeno fino a settembre, la società Selexi ha messo a disposizione una piattaforma gratuita che offre percorsi di orientamento e formazione. L’intento è garantire continuità nell’apprendimento e nella crescita professionale, nonostante l’interruzione delle attività in aula che ha comportato una riduzione delle ore di lezione e una più complessa organizzazione di verifiche ed esami, nonostante il generoso impegno dei docenti.Da qui l’idea di condividere la piattaforma MITO con insegnanti, genitori e studenti di istituti scolastici di secondo grado e centri professionali: un sistema integrato di valutazione, orientamento, consulenza personale e supporto nelle scelte di carriera universitaria e lavorativa.Attraverso diverse funzionalità, il software consente di valutare alcune dimensioni personali significative come la flessibilità, la capacità di problem solving, la capacità cooperativa, la propensione al cambiamento. Permette inoltre di conoscere meglio le proprie competenze e qualità, di redigere il bilancio della propria formazione e delle esperienze acquisite, oltre a dare la possibilità di costruire e scaricare il proprio CV europeo. Infine, su MITO è disponibile un particolare percorso per la valutazione della propria “formabilità”. Al termine, si ottiene un profilo personale accurato e attendibile.Il programma è proposto da Selexi e si fonda sull’analisi di competenze e capacità tra quelle oggi maggiormente richieste da società e organizzazioni. L’utente che ha già un’idea precisa della professione che vorrebbe svolgere nel mondo del lavoro o che desidera verificare quali ruoli corrispondano meglio alle capacità e potenzialità personali può seguire percorsi specifici di orientamento al lavoro e verifica dell’idoneità a una determinata attività.MITO è online all’indirizzo https://www.mitonline.it/orientamento. Il sistema rilascia una password personale che consente il libero accesso personale ai programmi e la stampa dei risultati.

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È Made in Italy, la piattaforma catalana MerCovid19

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Ha dna italiano l’innovativa piattaforma catalana MerCovid19. L’iniziativa destinata alle aziende della Catalogna e pensata per l’ecommerce di articoli utili nella prevenzione del Covid-19 è frutto della tecnologia e del know di due società tecnologiche italiane: Kooomo, la piattaforma per ecommerce di ultima generazione, e ZeroGrey, agenzia internazionale specializzata in strategia digitale. MerCovid19 è uno store online B2B che ha lo scopo di sostenere le aziende locali e di facilitare loro il reperimento di tutti quei prodotti utili a limitare il rischio di contrarre il virus garantendo la salute dei lavoratori e la produttività.Giovanni Meda, fondatore di ZeroGrey e Kooomo, dichiara: “Da molti anni siamo attivi in Spagna, ci è sembrato naturale mettere le nostre conoscenze e la nostra tecnologia al servizio della Camera di Commercio catalana, l’intero team di entrambe le società ha dato il 200% per poter realizzare questo progetto, lanciando la piattaforma in una sola settimana. Siamo molto orgogliosi del nostro lavoro e crediamo fermamente che questa iniziativa servirà da modello per altre aziende” Barcelona Tech City, il più importante cluster di aziende tecnologiche e digitali della Spagna di cui ZeroGrey è Corporate Partner, è l’associazione che ha reso possibile il contatto tra ZeroGrey, la Camera di Commercio di Barcellona. Queste ultime hanno da subito accolto la proposta di ZeroGrey dando vita al nuovo progetto e facendolo conoscere al pubblico.La nuova piattaforma MerCovid19 si rivolge esclusivamente ad aziende e società, che potranno acquistare dalle maschere, ai termometri, ai gel igienizzanti per le mani, alle tute protettive e ai pulsossimetri; tutti prodotti di prevenzione che permetteranno aziende di far lavorare i loro dipendenti con maggiore tranquillità, riducendo il rischio di infezioni.Grazie a questa iniziativa, MerCovid19 diventa il punto di partenza per altre aziende ed enti pubblici, sia a livello nazionale che internazionale, per ispirarsi alla realizzazione di progetti simili e collaborare al miglioramento dell’economia di ogni comunità.Gran parte del successo nel rapido lancio di MerCovid19 è dovuto all’utilizzo della piattaforma SaaS Cloud eCommerce leader europea Kooomo che, grazie alla sua tecnologia “Full-Stack” e agli oltre 200 partner già integrati, ha permesso di progettare una potente piattaforma in tempi record. ZeroGrey si impegna continuamente, attraverso le proprie conoscenze e tecnologie, a sostenere progetti di eCommerce per far si che altre aziende possano trarne beneficio e rafforzarsi, soprattutto durante questo periodo di incertezza economica.

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Vilipendio al capo dello Stato: E’ proprio così?

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

“Momenti di concitazione in aula ci sono sempre stati e sempre ci saranno e come sempre sarà responsabilità di ciascuno far prevalere il buon senso e il rispetto per le istituzioni. La seduta odierna è filata via liscia, pur con le sue asprezze. Riguardo all’attacco che mi viene rivolto dal deputato di Italia Viva D’Alessandro preciso quanto segue: la deputata Cunial, accusata da alcuni esponenti di Pd e Iv di ‘vilipendio al Capo dello Stato’, non era presente in aula per chiarire il senso delle sue parole e capire se avesse coinvolto negativamente il Presidente della Repubblica. Per questo, nonostante a me non risultassero epiteti pronunciati contro il presidente Mattarella, ho egualmente preso impegno a riascoltare il suo intervento e a sottoporlo eventualmente al giudizio del presidente Fico. In ogni caso rammento a me stesso che è facoltà di ogni deputato indirizzare al Presidente del Consiglio le critiche che ritiene, purché non siano ingiuriose o diffamatorie, perché questo rientra nella libertà di pensiero e nella non perseguibilità dei parlamentari per le opinioni espresse nell’esercizio del loro mandato, principi sanciti dagli articoli 21 e 68 della Costituzione. Se viceversa il destinatario fosse il Capo dello Stato, le dichiarazioni che costituissero offesa sarebbero perseguibili dalla magistratura ai sensi dell’articolo 278 del codice penale. Nella visione dell’intervento era comunque chiaro che l’epidemia, cui si riferiva la deputata, era rivolta allo ‘scientismo’ e non al ‘pluripresidente’, espressione peraltro estranea alla carica e alla funzione del Capo dello Stato. Le difficoltà logistiche che siamo costretti ad affrontare con i nuovi posizionamenti, distanziamenti e mascherine, richiederebbero più tolleranza nei confronti dei colleghi, i quali – lo ripeto – hanno comunque la piena libertà di opinione. Sarebbe auspicabile, prima di lanciare strali e lasciarsi andare a giudizi affrettati verificare gli accadimenti. Cosa che io ho fatto, a differenza di altri”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli.

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Le 4 aree di ricerca su cui puntare per valutare al meglio gli impatti della crisi da Coronavirus

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

A cura di Colin Moore, Global Chief Investment Officer di Columbia Threadneedle Investments. Secondo Colin Moore, Global Chief Investment Officer di Columbia Threadneedle Investments: “Pur consentendo di quantificare quanto è già successo, i parametri economici “ordinari” non permettono di valutare cosa accadrà. Di conseguenza, abbiamo spostato l’attenzione su altri indicatori economici, ad esempio livelli di inquinamento, traffico e spostamenti dei telefoni cellulari. Una volta incrociati, questi dati permettono di rilevare la ripresa degli spostamenti, un potenziale indicatore importante dell’attività economica. Per quanto riguarda i movimenti delle persone, ci stiamo concentrando maggiormente sugli spostamenti durante il fine settimana (tendenzialmente volontari) come parametro di sostenibilità, anziché su quelli nei giorni feriali (che possono essere condizionati dal datore di lavoro)”.Ciò che si aspettano Colin Moore e il suo team è una ripresa a U nell’economia globale che potrebbe richiedere 10 trimestri. Ma la traiettoria potrebbe essere complicata da una seconda e da una terza ondata di contagi, sempre all’interno della fase di ripresa. “Ci attendiamo un miglioramento della risposta sanitaria e un’attenuazione delle conseguenze economiche ad ogni ondata successiva. Sempre secondo il nostro scenario di base, ipotizziamo la prosecuzione e, in alcuni casi, l’espansione degli interventi di natura fiscale e delle banche centrali. Queste misure rappresentano un ponte di importanza cruciale per superare il baratro economico in cui ci troviamo.”Sono ipotizzabili anche una ripresa economica globale a V entro sei mesi (fino al quarto trimestre del 2021) e una ripresa a L che potrebbe estendersi oltre il 2022, anche se meno probabili.

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Impatti dell’epidemia sull’economia italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Le imprese italiane perderanno tra i 348 e i 475 miliardi di fatturato nel 2020 e tra i 161 e i 196 nel 2021 rispetto alle tendenze previste prima del Covid19, secondo due scenari elaborati dagli analisti di Cerved, uno dei principali operatori italiani nella gestione del rischio di credito. Questo corrisponde a una perdita compresa tra -12,7% e -18% tra 2020 e 2019; nel 2021 è previsto un rimbalzo dell’economia, che comunque non permetterebbe di tornare ai livelli pre-crisi, con i ricavi che rimarrebbero tra il 2,9% e il 4,3% al di sotto di quelli del 2019. Sono dunque peggiorative rispetto ai dati forniti a marzo le prospettive aggiornate elaborate da Cerved sull’impatto che l’emergenza Covid19 avrà sul tessuto produttivo italiano.
L’ipotesi “migliore” è passata da un calo del fatturato del 7,4% a -12,7% (348 miliardi in meno invece di 220). Il rimbalzo attualmente stimato nel 2021 non permette più di tornare oltre i livelli del 2019 (-2,9%, contro il +1,5% delle precedenti previsioni), mentre lo scenario più pessimistico è sostanzialmente in linea con le proiezioni di marzo (-18% contro -17,8%). Questi andamenti implicano cadute del Pil comprese tra -8,2% e -12% nel 2020.
Si tratta di un’analisi che Cerved ha sviluppato su modelli statistici di previsione dei bilanci applicati a circa 700 mila società di capitale e sull’expertise dei suoi analisti, pubblicata nella versione aggiornata del suo Industry Forecast. Il report è molto più granulare del precedente, passando da un’analisi di 230 settori dell’economia italiana a previsioni che arrivano a monitorare circa 1.600 microsettori e sotto-mercati (differenti per esposizione all’export, specializzazione produttiva dei territori, complessità delle filiere).La “forbice” tra le diverse percentuali deriva dallo scenario considerato: soft, in cui non saranno necessari nuovi periodi di lockdown grazie a efficaci azioni di contenimento del contagio, e dunque il 2021 si caratterizzerà per un recupero più forte; oppure hard, con una recessione più marcata dovuta anche a ulteriori chiusure, magari territoriali, e una ripresa più lenta.

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Prende il via la seconda stagione di “Hi Dubai”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Che cambia titolo in “Hi Emirates”. Racconta di come oggi il ruolo centrale della comunità femminile negli Emirati sia fondamentale grazie alle antenate del paese, che hanno svolto importanti compiti per l’intera comunità ed hanno affrontato notevoli sacrifici per il progredire della nazione.Un tributo storico quindi dedicato a grandi donne del passato: dalla madre alla moglie del fondatore degli E.A.U., passando per altrettante donne di rilievo storico provenienti da tutti e 7 gli Emirati. Benedetta Paravia, autrice, produttrice e conduttrice del format crossmediale (TV, web e inflight) sarà oggi affiancata dalla Contessa Patrizia Landini nella seconda stagione prodotta anche in italiano. Dopo un affascinante excursus storico, la serie inquadra protagoniste odierne: sceicche, politiche, medici, ecologiste, sportive, imprenditrici, celebrità, modelle, tutte con storie di realizzazione personale che siano nate o vivano nella nazione islamica più moderna al mondo e che sta modellando la strada per una società globale più connessa ed armoniosa.Fra le protagoniste anche due italiane: la giovane cavallerizza Costanza Laliscia, campionessa nel mondo dell’Endurance, e la bocconiana imprenditrice ed influencer Silvia Vianello (tra le 100 donne di Forbes Italia).La novità della serie è che questa seconda stagione è stata interamente scritta e presentata da Paravia direttamente per un’audience italiana.“In questi giorni stiamo completando l’editing di questa seconda serie per la TV italiana, nonostante le gravi difficoltà dovute alla quarantena ed al fatto che ben due membri della nostra produzione abbiano contratto il Covid” – afferma Paravia – “Sono molto felice di aver trovato in Patrizia Landini una preziosa alleata nella produzione”.“Sono entusiasta del mio ruolo di co-produttrice di una serie che ha già ottenuto molto successo e si inquadra come pioniere per gli argomenti affrontati” – aggiunge la Contessa Landini – “Sono convinta che questa serie sia un’ulteriore rafforzamento di amicizia tra Italia ed Emirati Arabi, amicizia da sempre favorita dalle attività istituzionali di Paravia tra i due paesi, e che rilancerà l’Italia in vista della partecipazione all’Expo, posticipato ad ottobre 2021”.La sigla del programma è la canzone “Emaraat”, che fu per mesi prima in classifica come best seller nei Virgin Megastore del Medio Oriente, scritta ed interpretata da Paravia con lo pseudonimo Princess Bee con il cantante Emiratino Harbi Alamri; mentre la colonna sonora è a firma di Alberto Laurenti.
Paravia è da anni tra i personaggi più amati dalle donne arabe essendosi sempre dedicata alla comunità femminile, cominciando dall’Università con i viaggi interculturali con meta in Italia, patrocinati dalle Ambasciate Italiana ed Emiratina, attraverso i quali molte studentesse arabe hanno avuto la prima esperienza assoluta di viaggio all’estero. Grazie al grande successo della prima serie “Hi Dubai”, campione di ascolti sulla TV nazionale DUBAI ONE TV, il Governo di Dubai l’ha voluta distribuire anche attraverso il canale Web Dubai Post. Da Marzo 2019 inoltre “Hi Dubai” è anche in visione su tutti i voli Emirates Airlines con sottotitoli in inglese ed arabo. Sito internet http://www.hidubai.ae (fonte: eu-west-1.amazonses.com)

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American Express conferma il massimo impegno per la fase 2

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

American Express, facendo leva sulla dimensione internazionale, si è attivata dall’inizio dell’emergenza attraverso American Express Foundation, stanziando 6 milioni di dollari in sovvenzioni a organizzazioni in Italia e nel mondo per sostenere le persone in prima linea nella crisi a combattere l’epidemia. La donazione consente l’acquisto e la consegna di forniture protettive agli operatori sanitari, il sostegno alla ricerca e allo sviluppo di vaccini, e il sostentamento delle comunità in maggiori criticità per soddisfarne il fabbisogno nutrizionale. In Italia invece sono state effettuate due donazioni da 50 mila euro ciascuna per la Fondazione Buzzi di Milano, che ha raccolto le richieste degli ospedali della Lombardia e fornito postazioni complete per la terapia intensiva, e la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, che ha aperto il nuovo “Columbus Covid 2 Hospital” per il supporto ai pazienti Covid-19. In un momento difficile per il nostro Paese, in cui salute e sicurezza continuano a essere la priorità assoluta, American Express, che da oltre 170 anni pone questi valori al centro della propria attenzione rivolta a dipendenti, clienti, partner, ha rinnovato questa missione, ampliando fin dall’inizio dell’emergenza l’impegno globale e locale con azioni concrete a beneficio di tutti al fine di superare la pandemia COVID-19, e continuando anche ora nella fase 2 per affrontare l’importante sfida della ripartenza: 100% di dipendenti in smartworking, iniziative specifiche a supporto di clienti, professionisti ed esercenti.

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Israele: Il massacro di Ma’alot

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Avvenne il 15 maggio 1974 per mano del terrorismo palestinese. Un giorno scelto non a caso, visto che coincideva con il 26esimo anniversario della nascita dello Stato d’Israele. Ma’alot è una piccola città nella parte settentrionale di Israele, situata tra le colline della Galilea occidentale, molto vicino al confine con il Libano.Proprio dal confine con il Libano in quel giorno, che ricordava anche la Nakba palestinese, entrarono in territorio israeliano tre terroristi appartenenti al FDLP (Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina), con indosso divise dell’IDF (Forze di difesa israeliane).Armati con fucili AK-47 d’assalto, granate ed esplosivi, uccisero subito due donne arabo-israeliane e ne ferirono una terza. Bussarono a tutte le porte di un condominio fino a quando Fortuna, incinta di sette mesi, e Yosef Cohen aprirono la porta, trovando la morte assieme ai figli Eliahu e Miriam, rispettivamente di 4 e 5 anni. L’unico sopravvissuto della famiglia fu Yitzhack, terzo figlio di 16 mesi, sordomuto.I sei omicidi commessi non placarono la sete di morte dei tre terroristi palestinesi, che si diressero verso la scuola elementare di Netiv Meir grazie all’indicazione di Yaakov Kadosh, un lavoratore dei servizi igienico-sanitari, che uccisero dopo aver ricevuto le informazioni.Giunti alla scuola, la spietatezza e la malvagità di uccidere gli ebrei non si fermò: i tre terroristi palestinesi assassinarono subito il guardiano e alcuni bambini. Gli altri 105 bimbi assieme ai 10 maestri furono presi in ostaggio. All’interno dell’edificio erano presenti anche degli studenti di una scuola superiore in gita. Per il loro rilascio i terroristi-sequestratori chiesero la liberazione di altri 23 terroristi palestinesi, detenuti nelle carceri israeliani, fissando ultimatum alle ore di 18 dello stesso giorno. Alle 10 Sylvan Zerach, in congedo dall’esercito, si avvicinò nei pressi della scuola, ma fu ucciso dai terroristi.Alle 15 la Knesset (il Parlamento israeliano), si riunì per discutere della richiesta e decise di negoziare con i palestinesi, che si rifiutarono di prolungare l’ultimatum.Alle 17.45, la Sayeret Matkal, un’unità della brigata d’élite Golani, cominciò l’operazione di salvataggio, assaltando la scuola. Riuscì a uccidere i tre terroristi palestinesi, che però fecero in tempo a utilizzare le armi contro gli ostaggi, non avendo pietà nello sparare ai bambini inermi. Nella massacro morirono 25 persone, di cui 22 bambini, e vennero ferite 68 persone.

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Le parole chiave rimangono smart working e sicurezza per i dipendenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Siamo ancora in piena emergenza sanitaria ma dal 4 maggio alcuni business hanno riaperto le porte delle loro aziende. Come sta affrontando la ripartenza il settore della comunicazione? UNA – Aziende della Comunicazione Unite – ha condotto una ricerca attraverso il suo Centro Studi per analizzare come le agenzie associate stiano affrontando questa nuova fase. Tra i rispondenti, i rappresentanti di tutte le anime di UNA – in particolare realtà operanti in ambito pubblicitario, PR e comunicazione integrata, eventi, branding, retail, loyalty e digital.Il settore si dimostra generalmente cauto verso le riaperture. Se durante la fase 1 quasi la stragrande maggioranza delle agenzie ha chiuso completamente i propri uffici (88%), c’è ancora qualche incertezza sul rientro: il 29% dei rispondenti considera di tornare alle proprie scrivanie già nella prima metà di maggio, mentre la stessa percentuale guarda alla seconda metà del mese, infine un quarto del campione (25%) dichiara di non aver ancora deciso al riguardo.Diverse le policy che le aziende stanno pensando di mettere in atto per la prevenzione dei loro lavoratori. Oltre alla dotazione di dispositivi di sicurezza e igienizzanti e alla sanificazione degli ambienti, la prima misura a cui ricorreranno i player della comunicazione è il distanziamento delle postazioni di lavoro (88%) e alla limitazione degli accessi per fornitori e partner (82%), preferita alla creazione di turni in entrata e uscita (56%) e alla eliminazione di trasferte di lavoro (56%).Tra le grandi certezze di questa emergenza coronavirus c’è sicuramente lo smart working. Ben il 50% non lo sospenderà e un restante 47% prevede solo di diminuirlo in parte. Nonostante la possibilità di lavorare da casa la problematica maggiore in questa fase è quella della conciliazione lavoro-famiglia, in particolare nella gestione dei figli data la non riapertura delle scuole. La questione della genitorialità è, infatti, il tema più critico per le associate di UNA (79%), seguito dalla sicurezza dei dipendenti nel tragitto casa-lavoro (53%) o in ufficio (44%). Il mantenimento dello smart working viene inteso proprio per far fronte a queste due voci oltre che per non creare assembramenti nei luoghi di lavoro.A pagarne maggiormente le conseguenze è il pubblico femminile. Il 62% del campione sostiene che la gestione dei figli in questa situazione emergenziale ricade sulle madri, solo il 38% su entrambi i genitori. Ne risulta che ben il 76% è convinto che le donne con figli in età scolare possano essere penalizzate in ambito lavorativo in questo preciso momento storico.

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Il futuro è un libro aperto

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Parte oggi, sulla base di questo claim, la campagna dell’Associazione Italiana Editori (AIE) per ribadire la centralità del libro di testo anche in questo momento in cui la scuola è a casa. “Noi editori ci siamo, come sempre – recita la campagna (in allegato il visual) -. Anche a casa il libro è al centro della didattica, nelle mani di insegnanti, studenti e genitori. Il cambiamento rapido e inaspettato ci ha trovato pronti, con due milioni di contenuti digitali d’autore che espandono il libro di testo”.La campagna durerà una settimana, coinvolgendo i principali quotidiani e i loro siti, oltre ai siti e ai social degli editori scolastici: “Cosa sarebbe successo se nelle case degli oltre 8milioni di studenti italiani non ci fosse stato un libro di testo con tutte le sue espansioni digitali? – ha sottolineato il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi –. Con questa campagna ci interessava valorizzare il ruolo fondamentale che gli editori scolastici e i libri di testo stanno svolgendo nello straordinario esperimento che tutte le famiglie ora vivono, quello dell’istruzione a distanza dei loro ragazzi”.“La didattica a distanza – ha commentato il presidente del Gruppo Educativo di AIE, Giovanni Bonfanti – avviene certamente con l’uso del computer o del tablet ma ha alla base il libro di testo con tanti arricchimenti digitali che gli editori hanno offerto agli insegnanti e alla scuola. Si è potuto far fronte all’emergenza didattica anche perché gli editori hanno saputo costruire negli ultimi anni attorno al libro di testo un sistema di materiali digitali (fatti di versioni multimediali dei libri di testo, di esercizi on line, di videolezioni, ecc.) di qualità, validati, efficaci di cui gli insegnanti e gli studenti si sono potuti servire per affrontare dalle proprie case l’emergenza didattica. Molti contenuti digitali erano presenti sulle piattaforme degli editori. A questi si sono aggiunti moltissimi altri contenuti e webinar di formazione disponibili senza costi aggiuntivi in questi giorni di emergenza”.

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Tumore urologico: Ripresa cura ed esami

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Dopo la pausa forzata, dovuta all’esplosione di contagi da Covid, gli uomini e donne con un tumore urologico riprenderanno a svolgere cure ed esami. “Nelle prossime settimane ci aspettiamo un aumento del 25% di pazienti nei nostri reparti ed ambulatori. La Fase Due sarà caratterizzata da un incremento del carico di lavoro che dovremo gestire garantendo sempre la piena sicurezza a malati e operatori sanitari”. È quanto ha dichiarato, durante un webinar, il dott. Alberto Lapini, Presidente Nazionale della Società Italiana di Uro-Oncologia (SIUrO). “La paura del Coronavirus negli ultimi due mesi ha tenuto lontano dagli ospedali i pazienti colpiti da tumore alla prostata, rene, vescica e testicolo – ha proseguito Lapini -. Solo in alcune Regioni del Centro-Sud siamo riusciti a proseguire con la consueta assistenza. Adesso ci troviamo di fronte ad un nuovo ed imponente flusso di persone che necessitano di trattamenti, esami e controlli di follow up. Devono essere accolti e curati in strutture sanitarie che sono però ancora alle prese con una pandemia devastante. Sale d’attesa che accoglievano 50 persone ora con le nuove norme possono ospitarne al massimo 10. Come prima cosa il triage telefonico va svolto ogni settimana per pianificare le prestazioni medico-sanitarie ed evitare eccessivi afflussi. Fondamentale è poi l’avvio di programmi di test ed esami di screening specifici per i malati uro-oncologici. Per esempio, gli uomini sottoposti a biopsia per carcinoma alla prostata dovrebbero sempre fare il tampone per Covid sia prima che dopo l’esame. È una formula che è già stata applicata con successo, nei mesi scorsi, in alcuni reparti”. “Molti interventi chirurgici che erano stati rinviati sono ora eseguibili – ha aggiunto il dott. Giario Conti, Segretario SIUrO -. Ci aspettiamo così un aumento esponenziale delle degenze nei nostri reparti. A causa di problemi strutturali degli edifici non tutti gli ospedali sono riusciti ad organizzare zone isolate adibite solo ai pazienti Covid. Le operazioni quindi verranno scaglionate e i tempi d’attesa si prolungheranno. Ciò nonostante pensiamo di riuscire a eseguire tutti i trattamenti entro la fine dell’estate”. Durante il webinar di SIUrO ampio spazio è stato dedicato al tema della telemedicina. “E’ lo strumento del futuro che sta sempre più dimostrando le sue enormi potenzialità – ha concluso Lapini -. Grazie alle nuove tecnologie siamo riusciti a rimanere in contatto con pazienti, familiari e caregiver anche nelle settimane più difficili e tragiche della pandemia. Nel prossimo autunno potremmo ritrovarci in una situazione simile a quella che abbiamo vissuto a inizio pandemia. I contagi potranno salire bruscamente con l’arrivo della brutta stagione. Se gli ospedali torneranno ad essere saturi, ed interamente adibiti al Coronavirus, la medicina digitale rappresenterà di nuovo l’ancora di salvezza per molte persone. Vanno però meglio definite alcune modalità di utilizzo e stabilite nuove regole per evitare problemi medico-legali. Ci aspettiamo quanto prima delle indicazioni ad hoc da parte del Ministero della Salute”.

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Cosa succede in Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Era il momento di restare uniti e anzi, come successo già in passato, la crisi attuale doveva rappresentare per l’Europa un’occasione per accelerare il processo di integrazione tra i singoli Paesi. Invece, allo shock esterno rischiano di aggiungersi ulteriori difficoltà derivanti dall’incompleta architettura dell’UME. A gettare un’ombra profonda sulle prospettive future per le istituzioni comunitarie è stata questa volta la Corte Costituzionale Tedesca che, con una sentenza che ha del sorprendente, ha sollevato il dubbio che la BCE potesse non aver rispettato il principio di proporzionalità nel perseguire gli obiettivi di politica monetaria e ha quindi chiesto all’istituto centrale di dimostrare in maniera inequivocabile, entro 3 mesi, che gli effetti economici e fiscali delle sue politiche siano proporzionati a quelli monetari (portare l’inflazione a un livello prossimo, ma inferiore al 2%). Oggetto della disputa è il programma di acquisto di Titoli di Stato (Public Sector Purchase Programme, PSPP), che la BCE ha fatto ripartire a inizio 2019 mentre è, almeno per il momento, esente il recente Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP), attivato per far fronte alla crisi scaturita dalla pandemia di COVID-19.Quanto elaborato dalla Corte Costituzionale Tedesca rappresenta un quantomeno inopportuno ostacolo lungo il percorso di maggiore flessibilità intrapreso tempestivamente dalla BCE per fronteggiare la situazione di estrema emergenza in cui versa l’economia dell’area. Prendendo ad esempio il caso dell’Italia, nel DEF di aprile è stato ipotizzato un deficit fiscale del -10% circa per il 2020, equivalente a un ricorso al debito per un importo di circa € 160 miliardi, senza considerare la quota aggiuntiva di deficit derivante dall’eventuale default degli emittenti garantiti dallo Stato. Le manovre fiscali comunitarie (MES, BEI, SURE), una volta attivate entro l’estate, dovrebbero nel complesso liberare risorse per circa € 85 miliardi per il nostro Paese, non sufficienti a bilanciare l’emissione di nuovo debito. Il Recovery Fund sarà determinante nel medio periodo, ma partirà nel 2021 (salvo qualche finanziamento ponte).Queste misure, come si intuisce esaminando chi avrà interesse a farvi ricorso (perché si indebita sul mercato a costi più elevati), saranno anche sbilanciate nel breve termine a favore dei Paesi più duramente colpiti dal virus e che necessitano maggiormente di un sostegno comunitario, visti i diversi spazi di manovra fiscale a disposizione dei singoli Stati. La loro approvazione funge quindi da barometro di solidarietà e coesione politica, ma da sole non garantiscono la sostenibilità del debito pubblico italiano destinato a salire dal 135% del PIL ad almeno il 155%.
Certo, una domanda che ci si pone spesso è come i titoli (in particolare dei Paesi periferici) detenuti dalla BCE e dalle banche centrali nazionali potranno mai essere reimmessi nel mercato. Nell’ipotesi che prevalgano le forze per l’integrazione su quelle centrifughe, tale quota di debito potrebbe essere un giorno riacquistata da un veicolo ad hoc che si finanzi emettendo obbligazioni sul mercato (con garanzie): si tratterebbe di Eurobond sintetici. Il fatto è che tutte le forme di intervento discusse, di natura fiscale o monetaria, sono già forme indirette di mutualizzazione dalle quali sarà impossibile tornare indietro senza traumi. Quindi auguriamoci, nonostante tutto, la strada virtuosa.
Ciò che è particolarmente interessante rilevare è che, nonostante le borse globali registrino performance negative da inizio anno, le valutazioni azionarie (rapporti P/E) non siano affatto economiche.La crisi provocata dal Coronavirus rappresenta, infatti, una minaccia concreta e rilevante per la crescita economica e per gli utili aziendali. Per questo motivo, il denominatore del rapporto P/E, gli utili, ha subito delle decise revisioni al ribasso, in grado di compensare abbondantemente il calo dei prezzi osservato e, di fatto, far risalire nel breve termine le valutazioni. Non è un caso, quindi, che queste risultino paradossalmente più elevate proprio nei settori più duramente colpiti dall’emergenza sanitaria e dalle conseguenti misure di ‘lockdown’, le cui previsioni di utili sono stati fortemente penalizzate.
Guardando avanti, nel medio periodo, è indubbio che la pandemia in atto stia producendo degli impatti strutturali in alcuni settori, sia in positivo (IT, farmaceutici e comunicazioni digitali) che in negativo (trasporti, turismo, tempo libero, commercio e finanziari). La brutta notizia è che i settori che stanno sperimentando un’accelerazione nell’attuale contesto pesano meno, in termini di utili, rispetto a quelli più colpiti, il che vuol dire che stiamo assistendo a danni strutturali alla crescita degli utili pari a un 10% circa (prendendo a riferimento il mercato mondiale, emergenti inclusi – rappresentato dell’indice MSCI ACWI).
Tuttavia, non è da escludere nel medio termine una buona performance delle azioni dei mercati emergenti, in particolare della Cina. Il Paese asiatico, oltre ad essere stato il primo ad uscire dall’emergenza sanitaria e ad aver quindi sperimentato un minore impatto sugli utili del COVID-19 (-7% vs -20% e -21% rispettivamente di USA ed Europa), non ha ancora beneficiato appieno dell’effetto espansivo sui multipli delle politiche monetarie. La PBoC è infatti rimasta per il momento estremamente cauta, ma qualora dovesse decidere di seguire l’esempio delle controparti sviluppate, l’effetto potenziale sulle valutazioni azionarie potrebbe essere dirompente.
(abstract)

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Lombardia prima a pagare bolli, tributi e multe dopo il lockdown

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Con la fine parziale del lockdown e lo spostamento a maggio di diverse scadenze amministrative, pur in un contesto economico colpito duramente dalla crisi, gli italiani e per primi i lombardi, tornano ad affrontare il discorso dei pagamenti, ricorrendo sempre più spesso a metodi innovativi e alternativi di versamento, rispetto a lunghe code allo sportello e bollettini postali.Complice le necessarie precauzioni imposte dal buon senso e le rigide restrizioni in vigore per contrastare la diffusione del Covid-19, cittadini e aziende prediligono i pagamenti digitali come confermano i dati forniti da EasyPol, startup romana che tramite applicazione su smartphone e web-app permette il pagamento di avvisi PagoPA, bolli auto e diversi tributi amministrativi, oltre a fornire trend di andamento e analisi dei dati di mercato.I dati a livello nazionale parlano chiaro. Tra il primo trimestre del 2019 e quello del 2020, le transazioni digitali totali verso il nodo PagoPA sono aumentate del 85,2%, passando da 13.264.959 a 24.565.651. Una crescita che conferma anche la maggiore propensione degli italiani a utilizzare valuta digitale come sottolineato anche dall’Osservatorio E-Payment del Politecnico di Milano che riassume i numeri del 2019 evidenziando un +11% nell’utilizzo di denaro elettronico, +55% per le transazioni contactless ed un + 109% di incremento nei mobile payments.Oggi, pur dopo una lieve inflessione del 15,7% nelle transazioni digitali registrate tra aprile 2020 (2.774.049) e lo stesso periodo del 2019 (3.289.363), causata prevalentemente dall’instabilità economica che ha colpito il Paese durante il lockdown, sono ripresi i flussi dei pagamenti digitali che consentono transazioni in assoluta sicurezza, non solo informatica.Milano, ad esempio, nella prima settimana di maggio ha fatto registrare un incremento del numero di pagamenti su EasyPol pari al 44,5% di tutto il mese di aprile. Pagamenti per lo più riferiti a bolli auto, moto e rimorchi nella misura del 151,2% e multe del 29,6%. A livello nazionale, dove la Lombardia si conferma capofila nei pagamenti digitali verso il nodo PagoPA, crescono anche Lazio, Campania e Piemonte a dimostrazione di quanto, in questa “fase 2”, gli italiani stiano scegliendo un approccio queue-less, ovvero privo di code, per operare i propri pagamenti.

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